Nome dell'autore: Carlo Morandini

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‘auto per visitare le morbide colline del #Collio

Un’escursione tra vigneti e ciliegi per incontrare il ‘Patriarca’ della viticoltura del FVG: Marco #Felluga Il nostro crossover è morbido e confortevole anche sui percorsi tra i filari delle vigne Questa volta il nostro #testroad prosegue con un #testdrive in provincia di Gorizia. La collina racchiude un fascino forse atavico. La morbidezza dei declivi, la continua variabilità dei paesaggi e degli scorci che ogni rilievo i consente di scoprire rappresentano un richiamo ineludibile, che trasmette serenità e relax. Se poi ospita grandi realtà produttive, legate alla valorizzazione sostenibile del territorio, il gioco è fatto. Nel Friuli Venezia Giulia, la regione circondata dalla cornice delle Alpi, e che come ricordava lo scrittore Ippolito Nievo è un ‘Piccolo compendio dell’Universo’, l’area collinare è estesa, ma quella maggiormente valorizzata è il Collio. Terra di frontiera fino alla caduta del Muro di Berlino e alla creazione dell’Unione europea, rappresenta oggi un trait-d’union tra l’Italia e la Slovenia. E condivide progetti di sviluppo per una regione enologica transfrontaliera che rappresenterebbe un progetto pilota unico al mondo. Ma ora vi ci portiamo con un’auto che, guarda caso, sembra avere la livrea più adatta per addentrarsi tra le stradine immerse nei ciliegi e tra i declivi vitati. La Seat Ateca è un mezzo comodo e versatile. Un SUV crossover compatto e completo Perché è un SUV compatto, spaziosa all’interno, con un bagagliaio capiente, ma nel contempo è un crossover capace di portarci anche tra le stradine rurali e boschive che si inerpicano tra i vigneti. Le ruote da 20’ sono adatte per sfruttarla al meglio sull’asfalto e sulle strade normali. Ma anche su quelle bianche. Non solo, ma dispone della trazione integrale. Il cambio automatico con doppia frizione a sette marce, distribuisce sempre in modo fluido la potenza. Perché questa versione monta un motore da 2000 cc diesel con ben 190 CV di potenza. Ne avevamo provata un’altra, da 120 CV. E all’inizio avevamo letto distrattamente le caratteristiche sul libretto di questa: potenza 140. Ma non si trattava di <cv, bensì di KW. Ovvero di 190 CV. Abbiamo riconsultato il libretto dopo avere provato un paio di partenze ai semafori: sembra quasi un motore a benzina, e quando il cambio automatico passa alle marce superiori, si avverte la spinta. Tra i percorsi sinuosi del Collio, viaggia dunque perfettamente a suo agio. Qui, le strade non sono state costruite lungo il tragitto più breve e rettilineo. Ma evidentemente derivano dagli antichi sentieri e dalle stradine create dagli agricoltori e dagli abitanti della zona in tempi lontani. E la Seat Ateca, docile ai comandi, lo sterzo leggero e sempre pronto alle nostre attese viaggia via senza farci rinunciare al confort. Né a noi, né ai passeggeri. Il tetto completamente vetrato, e in parte apribile, ci consente di ammirare il paesaggio e la ricca vegetazione del Collio. Così come i paesaggi che caratterizzano la skyline collinare. La nostra meta? #Russiz Superiore. L’azienda vinicola di Marco Felluga, ora seguita dal figlio Roberto, che si sviluppa su terreni vitati del castello che fu del principe della Torre e Tasso. E che cinquant’anni fa furono acquistati da Marco, ora novantenne, patriarca della viticoltura del Friuli Venezia Giulia. Ora, il castello è un accogliente resort. Dalq quale anche ammirare l’impagabile paesaggio delle valli circostanti, e a est, quella che separa il Friuli Venezia Giulia dalla Slovenia. E ci permette di allungare lo sguardo fino alle Alpi in territorio sloveno. L’occasione è importante: l’ incontro dedicato con Marco Felluga per un lungo colloquio sulle radici del vino italiano. Che secondo l’esperto viticoltore ha raggiunto i traguardi che si era prefissato, ma ora deve guardare a nuovi orizzonti per battere la crisi e consolidare i risultati ottenuti soprattutto con il successo sui mercati esteri di maggior pregio con i vini bianchi del Collio. E Marco Felluga, dall’alto del suo traguardo, novant’anni, dei quali oltre settanta dedicati al mondo del vino e dell’agricoltura di pregio, lancia una proposta che vuole essere una nuova sfida. Che, auspica, dovrebbe essere colta da altri produttori, anche di altre parti d’Italia: lanciamo prodotto il Pinot Bianco. Raccolto il messaggio, dopo avere apprezzato aromi e profumi di diversi vini e uvaggi bianchi, come Molamatta, ma anche un uvaggio bordolese rosso, come il Rosso degli Orzoni, ma anche il morbido Pinot Bianco, scendiamo tra le stradine che da Capriva portano verso le Valli del Natisone, ma prima, dopo il castello di Ruttars, svoltiamo verso Vencò, il valico con la Slovenia, per provare anche qualche stradina slovena, sempre immersa tra i vigneti. Anche qui i paesaggi si alternano tra colline lavorate a Vigneto e rilievi ancora immersi nel verde. Con Seat Ateca che asseconda il nostro sguardo. #charlieinauto67

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#Testdrive #Testroad alla scoperta dei tesori della Penisola con la nuova #Seat Ateca

In Toscana nella Val d’Orcia e nel senese tra bellezze architettoniche, paesaggistiche e culturali A volte i tesori sono meno distanti di quello che pensiamo. E l’Italia è un caleidoscopio di tesori. Dell’arte, della cultura, dei paesaggi. Alcuni sono messi in bella mostra, tanto che li diamo per scontati e inconsapevolmente passiamo oltre. Per anni sono andato in vacanza, d’estate, in un paesino speduto della Val d’Orcia, sulle pendici del monte Amiata: Bagni San Filippo. Un gruppo di case antiche, ristrutturate, un albergo degli inizi del secolo scorso. Tutto è sorto attorno a una fonte termale, che come accade quando l’acqua vuole esprimere la propria potenza, magari su un’area di origine vulcanica, spesso si spostava. Sgorgando nell’aia di una casa, piuttosto che nell’orto. Acqua dall’altissimo contenuto di carbonato di calcio. E la temperatura vicina ai 40°. Da lì ho cominciato a conoscere il fascino di borghi medioevali di questo angolo della Toscana. Che tanti turisti stranieri avevano già scoperto ben prima di me. O che poeti antichi avevano cantato. O che avevo sentito citare da piccolo, perché ci passava la Millemiglia: Radicofani, Pienza, Montichiello, Bagno Vignoni… A Siena Ma Siena, l’avevo sempre vista di sfuggita. Per qualche ora. Sfiorando la sfida del Palio. Stavolta l’occasione è buona: un tour di giornalisti organizzato dall’Unaga, l’Unione nazionale dei giornalisti agricoli, agroalimentari, dell’ambiente e territorio. La macchina scelta per il tour: la nuovissima Seat Ateca, un SUV che si presenza con un aspetto grintoso ma compatto e aggraziato, e offre grandi spazi interni assieme a un comodo bagagliaio. Per le strade toscane, che hanno ospitato un rally mondiale, e hanno generato diversi piloti, sembra l’ideale per viaggiare in sicurezza. La stagione autunnale può infatti presentare insidie e impresti sulle strade nervose e spesso immerse tra i boschi a foglia caduca. È infatti dotata della trazione integrale permanente, e il motore è piuttosto generoso: 2000 cc diesel da 190 CV. Facciamo una prova alla ripartenza da un casello dell’autostrada, dopo avere viaggiato in modo confortevole e ovattato, accompagnati dal buon impianto musicale. Confortata dal cambio automatico a doppia frizione a sette marce… sembra una veloce auto a benzina: tira e fa sentire la spinta al cambio delle marce. Ora la parcheggiamo per qualche ora. Perché ci attende una degustazione dei prodotti tipici e dei piatti del senese: finocchiona, ribollita, formaggi di capra, ecc… Ma anche un bianco minerale e leggermente sapido e i profumati rossi della Val d’Orcia, dal Brunello al Rosso di Montalcino. Ci troviamo nel cuore della città del Palio, nella sede del Consorzio agrario, non distante dall’Università. Dalla quale si gode uno splendido panorama come aperitivo. Ma non è niente rispetto a quello che godremo più tardi dalla cima della torre del Monte dei Paschi di Siena. Una vista a 360° dal Chianti alla Val d’Orcia, fin verso i rilievi che nascondono al nostro sguardo la Maremma. E la Ateca? Il colore è proprio adatto al paesaggio autunnale toscano: Terra di Siena.                                                                                                                                                                            #charlieinauto   

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#Testdrive #Testroad alla scoperta dei tesori della Penisola con la nuova #Seat Ateca

In Toscana nella Val d’Orcia e nel senese tra bellezze architettoniche, paesaggistiche e culturali A volte i tesori sono meno distanti di quello che pensiamo. E l’Italia è un caleidoscopio di tesori. Dell’arte, della cultura, dei paesaggi. Alcuni sono messi in bella mostra, tanto che li diamo per scontati e inconsapevolmente passiamo oltre. Per anni sono andato in vacanza, d’estate, in un paesino speduto della Val d’Orcia, sulle pendici del monte Amiata: Bagni San Filippo. Un gruppo di case antiche, ristrutturate, un albergo degli inizi del secolo scorso. Tutto è sorto attorno a una fonte termale, che come accade quando l’acqua vuole esprimere la propria potenza, magari su un’area di origine vulcanica, spesso si spostava. Sgorgando nell’aia di una casa, piuttosto che nell’orto. Acqua dall’altissimo contenuto di carbonato di calcio. E la temperatura vicina ai 40°. Da lì ho cominciato a conoscere il fascino di borghi medioevali di questo angolo della Toscana. Che tanti turisti stranieri avevano già scoperto ben prima di me. O che poeti antichi avevano cantato. O che avevo sentito citare da piccolo, perché ci passava la Millemiglia: Radicofani, Pienza, Montichiello, Bagno Vignoni… A Siena Ma Siena, l’avevo sempre vista di sfuggita. Per qualche ora. Sfiorando la sfida del Palio. Stavolta l’occasione è buona: un tour di giornalisti organizzato dall’Unaga, l’Unione nazionale dei giornalisti agricoli, agroalimentari, dell’ambiente e territorio. La macchina scelta per il tour: la nuovissima Seat Ateca, un SUV che si presenza con un aspetto grintoso ma compatto e aggraziato, e offre grandi spazi interni assieme a un comodo bagagliaio. Per le strade toscane, che hanno ospitato un rally mondiale, e hanno generato diversi piloti, sembra l’ideale per viaggiare in sicurezza. La stagione autunnale può infatti presentare insidie e impresti sulle strade nervose e spesso immerse tra i boschi a foglia caduca. È infatti dotata della trazione integrale permanente, e il motore è piuttosto generoso: 2000 cc diesel da 190 CV. Facciamo una prova alla ripartenza da un casello dell’autostrada, dopo avere viaggiato in modo confortevole e ovattato, accompagnati dal buon impianto musicale. Confortata dal cambio automatico a doppia frizione a sette marce… sembra una veloce auto a benzina: tira e fa sentire la spinta al cambio delle marce. Ora la parcheggiamo per qualche ora. Perché ci attende una degustazione dei prodotti tipici e dei piatti del senese: finocchiona, ribollita, formaggi di capra, ecc… Ma anche un bianco minerale e leggermente sapido e i profumati rossi della Val d’Orcia, dal Brunello al Rosso di Montalcino. Ci troviamo nel cuore della città del Palio, nella sede del Consorzio agrario, non distante dall’Università. Dalla quale si gode uno splendido panorama come aperitivo. Ma non è niente rispetto a quello che godremo più tardi dalla cima della torre del Monte dei Paschi di Siena. Una vista a 360° dal Chianti alla Val d’Orcia, fin verso i rilievi che nascondono al nostro sguardo la Maremma. E la Ateca? Il colore è proprio adatto al paesaggio autunnale toscano: Terra di Siena.                                                                                                                                                                            #charlieinauto   

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‘autostrada è senza limiti

Con Nuova #Discovery 3000 HSE Luxury viaggiare è come starsene seduti ai comandi di un realistico videogioco Nel quale relax e confort permettono di vivere le bellezze del territorio tra Ratisbona il Danubio e Salisburgo Dall’Austria alla Germania, lasciata alle nostre spalle Salisburgo, il passo è breve. Il confine non è più segnato dalle sbarre, come l’avevamo superato l’ultima volta che eravamo andati in Germania in auto. Ma la strada, nonostante le numerose corsie, si restringe e incontriamo un controllo armato. Niente paura: poche ore prima era accaduto un fattaccio in Austria. Superato il confine tedesco, la musica cambia. L’autostrada, non a pagamento, è molto larga e scorrevole nonostante il traffico intenso perché siamo alla vigilia di un ponte festivo. Si infila nella foresta, e tra i due orologi del cruscotto della #LandRover #Discovery HSE Luxury ci compare sempre il disco rosso con il limite di velocità. 70 (km/h) dove sono in corso dei lavori. Poi sale a 90; a 110, e …nulla. #Discovery è a suo agio tra auto che sfrecciano al ben oltre 200 km/h Sulle autostrade, in Germania, salvo lavori in corso o in prossimità delle uscite, c’è il via libera ai mezzi potenti. Ce ne accorgiamo quando ci sfila via improvvisamente con un ruggito che effettivamente ci coglie impreparati, una splendida Porsche Carrera. Forse andava a 230 all’ora. Così decidiamo che è l’unico modo per provare la #Discovery ad alta velocità. Cambio automatico, nove marce, le prime tre le usa per muovere la imponente massa da fuoristrada all terrain da oltre 2 tonnellate e 700 kg. Poi, quando ha preso l’abbrivio, viaggia come una gran turismo. Ricordate? 3000 cc sei cilindri e 249 CV. La differenza da una gran turismo è sostanziale: lo stile inglese nel confort. L’abitacolo è infatti un grande e lussuoso salotto. I sedili sono comodi oltre ogni aspettativa. I comandi tutti intuitivi e a portata di mano, concentrati tra volante e cruscotto. Il comando del cambio è il tradizionale pomello simile ai comandi di un impianto HIFI di qualche anno fa morbido ma estremamente sensibile. E ciò si apprezza nelle manovre in parcheggio. Dunque, ritorniamo a noi. Autostrada tedesca, nel mezzo della foresta bavarese. Nel frattempo abbiamo raggiunto l’alta velocità. La sensazione quella di essere sempre seduti nel nostro comodo salotto, e di guidare ai comandi di una playstation. Assetto, tenuta di strada, scorrevolezza, confort: ci possiamo godere un po’ di ottima musica dall’impianto Meridian da 825 W surround sound system,  che dispensa suoi limpidi verso tutti i posti a bordo. All’occorrenza anche i due in coda. mentre i passeggeri dei posti posteriori si possono godere film, video, o lavorare con power point, o giocare cn la Playstation, sui due schermi ad alta definizione annegati nei poggiatesta dei due sedili anteriori. comandandoli separatamente. E soprattutto senza disturbare chi si gode il suono perfetto dell’impianto, perché dispongono di due cuffie ad alta fedeltà. Arriviamo alla bavarese Regensbrg, in Germania, l’antica Ratisbona Ecco la meta del viaggio: vediamo la cattedrale di Regensburg, l’antica Ratisbona. Stile gotico un po’ complesso. All’interno uno dei più grandi organi al mondo noto ai musicofili per le importanti esecuzioni di brani classici e sacri. In questa città, grande come Trieste, sono nati Papa Razinger, e il campione del mondo dei rally degli anni ’70 Walter Rohrl. Attraversata dal Danubio, la sera si anima nei pub disseminati nel centro storico, riconosciuto tra i beni patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Scopriamo una birreria-birrificio, dove con i cibi classici, salsiccia, goulatsch di manzo, patate, ci portano quattro calici tipo floute con altrettanti tipi di birra fatti in casa. Cerchiamo di valorizzare la nostra auto e saliamo al colle. Al Walhalla il tempio dei tedeschi che reso onore alla Germania Meta, stavolta, il Walhalla. Ce ne hanno parlato: raccoglie il busto dei tedeschi che hanno dato lustro alla Patria. Voluto da Ludovico I di Baviera, completato nel 1842, riprende lo stile del Partenone di Atene e vuole incarnare nell’architettura la tradizione nordica del luogo dove si riunivano le anime degli eroi caduti in guerra. I viali di accesso, con il i colori dell’autunno, rendono onore al sito prescelto per questo tempio alla Germania. Arrivati in cima scopriamo il motivo del fascino del luogo: vi si arriva da lunghe gradinate. Ed è tra gradoni e colonne che si scopre un paesaggio fantastico: la valle del Danubio. Finita la vacanza sportiva, un torneo di gemellaggio giovanile con il Lignano Calcio, possiamo riprovare l’emozione di percorrere un’autostrada senza limiti. E ora in Austria a Salisburgo Verso l’Austria, Salisburgo. Sull’altro lato possiamo comprendere il perché l’autostrada disponga di tante carreggiate, che ora sono intasate di auto al rientro dopo il ponte-vacanza. Ci avviciniamo a Salisburgo. Che mantiene sempre il suo fascino. Il tempo contato ci spinge a fare sosta e ‘rifornimento’ in un grande birrificio, una delle birrerie più note: Augustiner Beer. Tra due grandi saloni, in una galleria si affacciano chioschi dai quali acquistare la birra, la Wienersnitzel, i wurstel. Però siamo ancora lontani dal centro, sulle rive del Salzach, e dalle pendici della fortezza medioevale Festung Hohensalzburg, la più grande e meglio conservata d’Europa. Ma prima, nella città di Wolfgang Amadeus Mozart, ci attirano i negozi e negozietti del centro. Già pronti per il Natale. Ora però si è fatta notte. Impostiamo il navigatore e il cruise control sulla #LandRover #Discovery. Che staccheremo soltanto all’arrivo a casa. Salvo guidare direttamente nelle gallerie dei Tauri. Un fine settimana denso, nel quale, la fatica minore, è stata proprio quella di guidare. #charlieinauto62

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‘autostrada è senza limiti

Con Nuova #Discovery 3000 HSE Luxury viaggiare è come starsene seduti ai comandi di un realistico videogioco Nel quale relax e confort permettono di vivere le bellezze del territorio tra Ratisbona il Danubio e Salisburgo Dall’Austria alla Germania, lasciata alle nostre spalle Salisburgo, il passo è breve. Il confine non è più segnato dalle sbarre, come l’avevamo superato l’ultima volta che eravamo andati in Germania in auto. Ma la strada, nonostante le numerose corsie, si restringe e incontriamo un controllo armato. Niente paura: poche ore prima era accaduto un fattaccio in Austria. Superato il confine tedesco, la musica cambia. L’autostrada, non a pagamento, è molto larga e scorrevole nonostante il traffico intenso perché siamo alla vigilia di un ponte festivo. Si infila nella foresta, e tra i due orologi del cruscotto della #LandRover #Discovery HSE Luxury ci compare sempre il disco rosso con il limite di velocità. 70 (km/h) dove sono in corso dei lavori. Poi sale a 90; a 110, e …nulla. #Discovery è a suo agio tra auto che sfrecciano al ben oltre 200 km/h Sulle autostrade, in Germania, salvo lavori in corso o in prossimità delle uscite, c’è il via libera ai mezzi potenti. Ce ne accorgiamo quando ci sfila via improvvisamente con un ruggito che effettivamente ci coglie impreparati, una splendida Porsche Carrera. Forse andava a 230 all’ora. Così decidiamo che è l’unico modo per provare la #Discovery ad alta velocità. Cambio automatico, nove marce, le prime tre le usa per muovere la imponente massa da fuoristrada all terrain da oltre 2 tonnellate e 700 kg. Poi, quando ha preso l’abbrivio, viaggia come una gran turismo. Ricordate? 3000 cc sei cilindri e 249 CV. La differenza da una gran turismo è sostanziale: lo stile inglese nel confort. L’abitacolo è infatti un grande e lussuoso salotto. I sedili sono comodi oltre ogni aspettativa. I comandi tutti intuitivi e a portata di mano, concentrati tra volante e cruscotto. Il comando del cambio è il tradizionale pomello simile ai comandi di un impianto HIFI di qualche anno fa morbido ma estremamente sensibile. E ciò si apprezza nelle manovre in parcheggio. Dunque, ritorniamo a noi. Autostrada tedesca, nel mezzo della foresta bavarese. Nel frattempo abbiamo raggiunto l’alta velocità. La sensazione quella di essere sempre seduti nel nostro comodo salotto, e di guidare ai comandi di una playstation. Assetto, tenuta di strada, scorrevolezza, confort: ci possiamo godere un po’ di ottima musica dall’impianto Meridian da 825 W surround sound system,  che dispensa suoi limpidi verso tutti i posti a bordo. All’occorrenza anche i due in coda. mentre i passeggeri dei posti posteriori si possono godere film, video, o lavorare con power point, o giocare cn la Playstation, sui due schermi ad alta definizione annegati nei poggiatesta dei due sedili anteriori. comandandoli separatamente. E soprattutto senza disturbare chi si gode il suono perfetto dell’impianto, perché dispongono di due cuffie ad alta fedeltà. Arriviamo alla bavarese Regensbrg, in Germania, l’antica Ratisbona Ecco la meta del viaggio: vediamo la cattedrale di Regensburg, l’antica Ratisbona. Stile gotico un po’ complesso. All’interno uno dei più grandi organi al mondo noto ai musicofili per le importanti esecuzioni di brani classici e sacri. In questa città, grande come Trieste, sono nati Papa Razinger, e il campione del mondo dei rally degli anni ’70 Walter Rohrl. Attraversata dal Danubio, la sera si anima nei pub disseminati nel centro storico, riconosciuto tra i beni patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Scopriamo una birreria-birrificio, dove con i cibi classici, salsiccia, goulatsch di manzo, patate, ci portano quattro calici tipo floute con altrettanti tipi di birra fatti in casa. Cerchiamo di valorizzare la nostra auto e saliamo al colle. Al Walhalla il tempio dei tedeschi che reso onore alla Germania Meta, stavolta, il Walhalla. Ce ne hanno parlato: raccoglie il busto dei tedeschi che hanno dato lustro alla Patria. Voluto da Ludovico I di Baviera, completato nel 1842, riprende lo stile del Partenone di Atene e vuole incarnare nell’architettura la tradizione nordica del luogo dove si riunivano le anime degli eroi caduti in guerra. I viali di accesso, con il i colori dell’autunno, rendono onore al sito prescelto per questo tempio alla Germania. Arrivati in cima scopriamo il motivo del fascino del luogo: vi si arriva da lunghe gradinate. Ed è tra gradoni e colonne che si scopre un paesaggio fantastico: la valle del Danubio. Finita la vacanza sportiva, un torneo di gemellaggio giovanile con il Lignano Calcio, possiamo riprovare l’emozione di percorrere un’autostrada senza limiti. E ora in Austria a Salisburgo Verso l’Austria, Salisburgo. Sull’altro lato possiamo comprendere il perché l’autostrada disponga di tante carreggiate, che ora sono intasate di auto al rientro dopo il ponte-vacanza. Ci avviciniamo a Salisburgo. Che mantiene sempre il suo fascino. Il tempo contato ci spinge a fare sosta e ‘rifornimento’ in un grande birrificio, una delle birrerie più note: Augustiner Beer. Tra due grandi saloni, in una galleria si affacciano chioschi dai quali acquistare la birra, la Wienersnitzel, i wurstel. Però siamo ancora lontani dal centro, sulle rive del Salzach, e dalle pendici della fortezza medioevale Festung Hohensalzburg, la più grande e meglio conservata d’Europa. Ma prima, nella città di Wolfgang Amadeus Mozart, ci attirano i negozi e negozietti del centro. Già pronti per il Natale. Ora però si è fatta notte. Impostiamo il navigatore e il cruise control sulla #LandRover #Discovery. Che staccheremo soltanto all’arrivo a casa. Salvo guidare direttamente nelle gallerie dei Tauri. Un fine settimana denso, nel quale, la fatica minore, è stata proprio quella di guidare. #charlieinauto62

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#Testdrive #testroad Con #LandRover #Discovery sentirsi a proprio agio su una #supercar di grosse dimensioni

Con #LandRover Discovery sentirsi a proprio agio su una supercar di grosse dimensioni è scontato Tremila cc motore diesel da 249 CV ruote da 21’ sette posti o maxi bagagliaio stereo da sala d’ascolto Fuoristrada di classe. E se volessimo fare un viaggio? Magari quando una prolungata stagione estiva da noi si sta affievolendo. E sui monti è comparsa una prima seppur debole spruzzata di neve. Prima di partire decidiamo vedere se tutto è a posto. Il computer di bordo ci segnala un basso livello del liquido anti particolato. Su Land Rover Discovery è infatti installato un dispositivo che riduce le emissioni. Efficace, perché a differenza di tante auto che sono in circolazione, non ci è mai capitato di vedere nello specchietto retrovisore una nuvola di fumo nero. Ci spiegano che la Casa inglese ci tiene molto affinché l’aria dei luoghi dove le sue auto si muovono rimanga pulita. il capo officina di un centro assistenza in una grande città ci spiega infatti che se il liquido si dovesse esaurire completamente, ci potrebbe capitare la sorpresa di rimanere a piedi: alla prima riaccensione successiva, la nostra Nuova #Discovery si potrebbe rifiutare di andare in moto. Per ovviare a questo inconveniente, vista la nostra tendenza a sottovalutare le cose, anche gli avvisi delle nostre auto, alcuni proprietari si portano a bordo una tanichetta con il prezioso liquido. Utile soltanto per un un temporaneo e parziale rabbocco. In officina infatti l’operazione viene eseguita con un’apposita apparecchiatura. Che assicura continuità ed efficacia al sistema. Per il resto, tutto ok. Anche la guida in città: con ‘due dita’ sul volante, ovviamente mi riferisco alla docilità di questa maxi-supercar, ci si può districare nel traffico urbano, anche se intenso. Nelle manovre di parcheggio, volendo c’è il park assist ma con le telecamere e il grande schermo centrale possiamo fare tranquillamente ‘a mano’, è parimenti maneggevole. Anche il classico comando del cambio automatico (a 9 marce) a pomello, ci permette di passare in un istante dalla marcia avanti alla retromarcia per disimpegnarci in ogni situazione. Anche in spazi ridotti. Quindi? Si parte? I bagagli? Credo proprio che non sia necessario stivarli nel bagagliaio. Nel pianale, dietro a una pedana che si abbassa elettricamente, comandata da una pulsantiera collocata nel montante posteriore sinistro del portellone, sono ‘annegati’ due sedili. Che con la stessa pulsantiera, o con un telecomando in dotazione, o … con il telefono cellulare, basta scaricare l’APP Land Rover. E tale operazione si può compiere anche …a distanza. Così come è possibile accendere il riscaldamento, o l’aria condizionata, per trovare l’abitacolo immerso nel grande confort che caratterizza la Nuova Discovery. Sempre dalla pulsantiera, se vi foste dimenticati di riposizionare l’auto nell’assetto standard, si può alzare, o abbassare l’auto. Con la semplice pressione di un pulsante. Ah sì! I due sedili supplementari, che portano a sette i posti a sedere: sono della stessa qualità, e comodità degli altri. In un contesto così, è facile comprendere che di posto, in questo bagagliaio, ce n’è da vendere. Per facilitare la visibilità posteriore è anche possibile abbattere a comando tutti i poggiatesta. Ovviamente ad auto semivuota. Mentre il tetto apribile, o chiuso e vetrato, ci permetterà di godere il panorama, alpino. In viaggio Nuova #Discovery della #LandRover dispone di un sistema satellitare preciso, in grado di ripetere anche nel display al centro degli orologi il limite di velocità della strada che stiamo percorrendo. Bene, accendiamo la radio, Bang & Olufsen, e imbocchiamo l’autostrada. Il sistema di cruise control e di guida assistita è molto preciso. Il comando è sulla razza destra del volante, ed è facilissimo cambiare regolazione in marcia. Arriviamo al confine con l’Austria, dopo avere acquistato l’adesivo che rassicurerà la Polizei sul fatto che abbiamo pagato il pedaggio, e cerchiamo una stazione di rifornimento: in questo Paese costa sensibilmente di meno, e il serbatoio è piuttosto capiente. Comunque, con una condotta di guida accorda, seguendo anche gli insegnamenti dell’eco-computer di bordo, i consumi sono accettabili. Giriamo un po’ fuori dall’Ausfahrt, l’uscita dall’autostrada, che è senza pedaggio, nell’incantevole paesaggio sub urbano austriaco, che è simile a quello montano. Finché a un semaforo affianchiamo un automobilista del posto. Che senza esitare, quasi senza che gli parliamo in un tedesco improbabile, ci fa cenno di seguirlo. Finchè mette la freccia a un incrocio e ci mostra un’insegna, che recitava più o meno: Outlet rifornimento. Una gentilissima signora vestita con il caratteristico abito di velluto ci fa il pieno. Alzo lo guardo e vedo il prezzo del gasolio: 1,1…!? Quasi quasi vengo ad abitare qui. Riprendiamo l’autostrada verso Salisburgo e il confine con la Germania. Ci attendono tratti immersi nell’incomparabile scenario alpino. Pian piano ci infiliamo nelle vallate dei Tauri. Sbuchiamo dalla prima lunga galleria, prima della seconda, dove pagheremo l’unico pedaggio autostradale dell’Austria, ed ecco la sorpresa, splendida: la prima neve aveva ulteriormente ingentilito il paesaggio. Il tetto trasparente fa il resto e ci permette di ammirare tutta la bellezza di montagne tra le più nevose dell’arco alpino. Finché la skyline si appiattisce, e si apre davanti a noie ci avviamo verso la foresta bavarese. Una sosta al grill, molto curato quasi un locale di città, e scorgo le prime golosità del posto: goulatsch suppe. Ci assicurano che fatta sul posto. Proviamo: sembrerebbe di sì. Peccato per la birra. E’ rinviata a quando potremo lasciare la #Discovery ferma nel parcheggio della nostra destinazione. (2-segue)

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