Nome dell'autore: Carlo Morandini

Senza categoria

‘automobilismo da #corsa 2

A Valle di Campeglio con la nuova #Giulietta #Alfaromeo 1400 Turbo da 170 CV Una delle prove speciali più belle del #Rally #Alpiorientali Disponendo di un giocattolino così versatile in una stagione calda e asciutta come l’estate 2017: voi che cosa avreste fatto? In alto, in cima alle colline o ai rilievi della fascia pedemontana, probabilmente, invece che essere a 36/37 gradi, la temperatura sarà un po’ più bassa. E sicuramente ci sarà meno umidità. Così ci viene in mente di ripercorrere uno degli itinerari più belli dei Colli Orientali del Friuli, a pochi chilometri da Udine. Non a caso, questa strada, già negli anni ’70, era stata scelta per ospitare una delle prove speciali più tecniche e suggestive del Rally delle #Alpiorientali. Da Campeglio a Valle. Sei km di strada stretta e nervosa. In parte in mezzo al bosco di faggi e castagni, parte tra le vigne. E dalla cima, percorrendo la strada in quota, il panorama è fantastico e spazia da Cividale, al Carso, fino verso il Veneto. Mentre all’orizzonte brilla il mare. Scaldiamo un po’ le gomme sulle strade in aperta campagna. Quasi un crossover E apprezziamo l’assetto della #Giulietta #AlfaRomeo, che si regola con il comando a scorrimento situato vicino alla leva del cambio. Infatti, imbocchiamo una strada interpoderale con l’asfalto sollevato dalle radici degli alberi che assicurano una rilassante frescura. Tiriamo indietro la leva, sulla posizione per il fondo con scarsa tenuta, e la #Giulietta si solleva un po’, e …si ammorbidisce. Proviamo ad affrontare il tratto sconnesso a una velocità maggiore, e ci sembra quasi di guidare un crossover. Potenza dell’elettronica. Certo, non è merito del computer di bordo se accade tutto questo. Pensate a quanti comandi e regolazioni vengono azionati da questa piccola leva. Dallo sconnesso al test sulla speciale del rally Ci reimmettiamo sulla strada principale, dando una ‘sgasata’. Lei è sempre reattiva. Con il cambio automatico non sentiamo la necessità di usare la funzione semiautomatica, azionando le leve al volante. Il motore sale di giri in un continuum di potenza. Senza cambiare suono o calare di giri quando cambia marcia. E ci accorgiamo che varia le marce soltanto dal numerino nel display al centro del cruscotto che ci ricorda in che marcia sta correndo il motore. Arrivo a Campeglio. Ecco il bivio: Valle. Non manca l’emozione di ritornare su quella strada dopo decenni con un’auto …da corsa. Ai tempi del rally affrontavamo la salita con la #Fiat127, con le #A112. Sfidandoci cronometro alla mano, ma soprattutto tenendo d’occhio le traiettorie degli altri. Pronti a correggere difetti ed errori di guida. Una scuola di pilotaggio di volontariato. Che ci permise di imparare a correre in gara. Nella quale ho corretto le imprecisioni di più di qualche amico. Poi diventato un pilota famoso. Su questa strada vedevo provare, e gareggiare le #Opel Ascona, #Fiat131Abarth, #Ople Commodore, la #Lancia Stratos, l’Alfetta Gtv. Via sulle prime rampe. Accelerazione bruciante L’accelerazione è entusiasmante. Dalla curva al rettilineo alla curva successiva passa una manciata di secondi. I freni maggiorati Brembo, che da fuori fanno bella mostra con il loro colore rosso corsa, in giusto contrasto con il colore grigio opaco della macchina, servono anche in salita. I 170 CV della #Giulietta si sentono tutti. E si scatenano sull’asfalto senza dispersioni. Ah! Dimenticavo: alla base della salita avevo spinto la leva che cambia lo status della macchina, ne regola l’assetto e le prestazioni, tutta in avanti, nella posizione sport. La strada si fa sempre più nervosa. Finché si apre tra le vigne nella frazione di Rauscedo, a un quarto della salita. Il bello deve ancora venire. Un bel tratto di misto a vista permette di provare il grip con l’assetto sportivo: eccellente. Saliamo ancora, rispettando i limiti, e la prudenza. Finchè un altro lungo tratto misto a vista si sviluppa nel sottobosco. Incollata anche sul fogliame Nonostante l’estate piena, l’asfalto è ricoperto di fogliame. Distribuito proprio dove passeremo con le ruote. L’occasione è troppo ghiotta per non provare gomme e tenuta. La strada la ricordiamo ancora: un paio di tornanti e curve secche ci aiutano a verificare la maneggevolezza di questa #AlfaRomeo, maneggevole ma sicura e decisa. Comunque confortevole. L’ottima presa al volante dà sicurezza. Nella staccata non dà incertezze. Siamo quasi in cima e il bosco si apre. Svelando un paesaggio splendido. Raggiungiamo la piazza del Paese per bere l’acqua fresca, e facciamo due passi. La vecchia osteria, sito panoramico con i cibi della tradizione contadina, non c’è più. Al suo posto i locali della proloco. Che si animano soprattutto in occasione della Festa delle castagne, a inizio autunno. Ripartiamo ritornando verso la strada che corre in cima alla montagna, superando Pedrosa, dove si trova buona parte dei ripetitori televisivi del Nordest. E dirigendo in direzione di Cividale. Per raggiungere uno spiazzo panoramico. Che frequentavo da ragazzo. Dove, si dice, negli anni ’80 sia atterrato un #Ufo. Ci posiziono sopra la #Giulietta #AlfaRomeo 1400 da 170 CV. Che se non è un #Ufo, poco ci manca. #charlieinauto

Senza categoria

‘automobilismo da #corsa 2

A Valle di Campeglio con la nuova #Giulietta #Alfaromeo 1400 Turbo da 170 CV Una delle prove speciali più belle del #Rally #Alpiorientali Disponendo di un giocattolino così versatile in una stagione calda e asciutta come l’estate 2017: voi che cosa avreste fatto? In alto, in cima alle colline o ai rilievi della fascia pedemontana, probabilmente, invece che essere a 36/37 gradi, la temperatura sarà un po’ più bassa. E sicuramente ci sarà meno umidità. Così ci viene in mente di ripercorrere uno degli itinerari più belli dei Colli Orientali del Friuli, a pochi chilometri da Udine. Non a caso, questa strada, già negli anni ’70, era stata scelta per ospitare una delle prove speciali più tecniche e suggestive del Rally delle #Alpiorientali. Da Campeglio a Valle. Sei km di strada stretta e nervosa. In parte in mezzo al bosco di faggi e castagni, parte tra le vigne. E dalla cima, percorrendo la strada in quota, il panorama è fantastico e spazia da Cividale, al Carso, fino verso il Veneto. Mentre all’orizzonte brilla il mare. Scaldiamo un po’ le gomme sulle strade in aperta campagna. Quasi un crossover E apprezziamo l’assetto della #Giulietta #AlfaRomeo, che si regola con il comando a scorrimento situato vicino alla leva del cambio. Infatti, imbocchiamo una strada interpoderale con l’asfalto sollevato dalle radici degli alberi che assicurano una rilassante frescura. Tiriamo indietro la leva, sulla posizione per il fondo con scarsa tenuta, e la #Giulietta si solleva un po’, e …si ammorbidisce. Proviamo ad affrontare il tratto sconnesso a una velocità maggiore, e ci sembra quasi di guidare un crossover. Potenza dell’elettronica. Certo, non è merito del computer di bordo se accade tutto questo. Pensate a quanti comandi e regolazioni vengono azionati da questa piccola leva. Dallo sconnesso al test sulla speciale del rally Ci reimmettiamo sulla strada principale, dando una ‘sgasata’. Lei è sempre reattiva. Con il cambio automatico non sentiamo la necessità di usare la funzione semiautomatica, azionando le leve al volante. Il motore sale di giri in un continuum di potenza. Senza cambiare suono o calare di giri quando cambia marcia. E ci accorgiamo che varia le marce soltanto dal numerino nel display al centro del cruscotto che ci ricorda in che marcia sta correndo il motore. Arrivo a Campeglio. Ecco il bivio: Valle. Non manca l’emozione di ritornare su quella strada dopo decenni con un’auto …da corsa. Ai tempi del rally affrontavamo la salita con la #Fiat127, con le #A112. Sfidandoci cronometro alla mano, ma soprattutto tenendo d’occhio le traiettorie degli altri. Pronti a correggere difetti ed errori di guida. Una scuola di pilotaggio di volontariato. Che ci permise di imparare a correre in gara. Nella quale ho corretto le imprecisioni di più di qualche amico. Poi diventato un pilota famoso. Su questa strada vedevo provare, e gareggiare le #Opel Ascona, #Fiat131Abarth, #Ople Commodore, la #Lancia Stratos, l’Alfetta Gtv. Via sulle prime rampe. Accelerazione bruciante L’accelerazione è entusiasmante. Dalla curva al rettilineo alla curva successiva passa una manciata di secondi. I freni maggiorati Brembo, che da fuori fanno bella mostra con il loro colore rosso corsa, in giusto contrasto con il colore grigio opaco della macchina, servono anche in salita. I 170 CV della #Giulietta si sentono tutti. E si scatenano sull’asfalto senza dispersioni. Ah! Dimenticavo: alla base della salita avevo spinto la leva che cambia lo status della macchina, ne regola l’assetto e le prestazioni, tutta in avanti, nella posizione sport. La strada si fa sempre più nervosa. Finché si apre tra le vigne nella frazione di Rauscedo, a un quarto della salita. Il bello deve ancora venire. Un bel tratto di misto a vista permette di provare il grip con l’assetto sportivo: eccellente. Saliamo ancora, rispettando i limiti, e la prudenza. Finchè un altro lungo tratto misto a vista si sviluppa nel sottobosco. Incollata anche sul fogliame Nonostante l’estate piena, l’asfalto è ricoperto di fogliame. Distribuito proprio dove passeremo con le ruote. L’occasione è troppo ghiotta per non provare gomme e tenuta. La strada la ricordiamo ancora: un paio di tornanti e curve secche ci aiutano a verificare la maneggevolezza di questa #AlfaRomeo, maneggevole ma sicura e decisa. Comunque confortevole. L’ottima presa al volante dà sicurezza. Nella staccata non dà incertezze. Siamo quasi in cima e il bosco si apre. Svelando un paesaggio splendido. Raggiungiamo la piazza del Paese per bere l’acqua fresca, e facciamo due passi. La vecchia osteria, sito panoramico con i cibi della tradizione contadina, non c’è più. Al suo posto i locali della proloco. Che si animano soprattutto in occasione della Festa delle castagne, a inizio autunno. Ripartiamo ritornando verso la strada che corre in cima alla montagna, superando Pedrosa, dove si trova buona parte dei ripetitori televisivi del Nordest. E dirigendo in direzione di Cividale. Per raggiungere uno spiazzo panoramico. Che frequentavo da ragazzo. Dove, si dice, negli anni ’80 sia atterrato un #Ufo. Ci posiziono sopra la #Giulietta #AlfaRomeo 1400 da 170 CV. Che se non è un #Ufo, poco ci manca. #charlieinauto

Senza categoria

#testdrive un SUV crossover #Renault per gli spostamenti confortevoli su strada e fuoristrada

Nuovo Koleos ben accessoriato è l’auto di punta dei fuoristrada della Casa #francese Renault da sempre nel mondo dell’automobilismo sportivo ora dedica una intera linea ai #crossover La mia prima auto? Una #Renault R4. Qualcuno se la ricorda. Era un crossover multiutility familiare SUV. O forse niente di tutto questo. Perché tutte queste definizioni e quanto ci sta dietro non le avevano ancora coniate né inventate. Effettivamente era una delle macchine usate che si trovavano a buon mercato, anche in ottime condizioni, indistruttibile, quindi adatta per un neopatentato endurista che aveva sviluppato la sua guida con le prime moto fuoristrada degli anni ’70. E in realtà, a me ha dato tanto. Blu, quasi elegante nonostante la forma da veicolo da lavoro, con un bagagliaio spaziosissimo. E l’assetto… tipicamente francese: morbidissimo, che ti costringeva in curva ad assumere con il corpo pieghe motociclistiche. E con me anche i trasportati, genitori e morose comprese. Tanto, che quando sono passato a una Fiat, poi dotata di assetto rallistico, mantenevano l’abitudine acquisita in curva con la R4 e si piegavano automaticamente in ogni curva. L’R$, quindi, era ideale per cominciare. Utilizzata come fuoristrada in strade fangose che simulavano i pantani del rally mondiale d’Inghilterra, il mitico RAC. Ma anche nelle lunghe percorrenze, visto che ha portato me e due miei amici a vedere il rally tutta terra dell’Isola d’Elba e il mondiale di Sanremo. E per imparare a guidare: ho imparato a intraversare sul porfido bagnato di un sottopasso della mia città. Da lì, per me il ‘derapage’ era una tecnica usuale. Con un’auto che, all’occorrenza, come la cugina Citroen 2Cv, si poteva mettere in moto a manovella: si infilava nel mezzo del paraurti anteriore. Un paio di giri e partiva. #Rombo e #Autosprint Da allora, di Renault ho scritto su Rombo e Autosprint, parlato alle prime radio pirata, poi alle radio e tv private, delle Alpine con #Androuet e #Biche a #Montecarlo, della R5 Turbo, delle F1 con Didier Arnoux, e via via dell’evoluzione della Casa della losanga. Che ha seguito lo sviluppo dei tempi, come la Fiat, l’Alfa, l’Opel, l’Audi ecc. ne ho provata qualcuna. Ma mi volevo togliere la curiosità di vedere com’era una #Renault del nuovo millennio. Magari, che riprendesse almeno in parte il ricordo della mia mitica R4. L’occasione nella Riviera Friulana. Certo, un po’ più grande della R4, più ‘ricca’ di contenuti, rifiniture, comodità figlie del terzo millennio. Nuovo #Koleos, l’ammiraglia della flotta dei SUV crossover della Casa francese, che sono davvero numerosi. Pronti: via! Vi è capitato di avere un’auto in prova con la quale vi trovate benissimo, e nel contempo di poterne testare un’altra? Ecco l’occasione. Cominciamo dal primo approccio: mi avvicino con la chiave e lei accende le luci, apre i retrovisori e sblocca le portiere. Se vi serve il bagagliaio e avete le mani occupate dai pacchi della spesa, dopo avere avvicinato la chiave elettronica all’auto, basta passare un piede sotto al paraurti posteriore perché si apra automaticamente, sospinto dal motorino elettrico. E il posto di guida? È comodo, accogliente, alto per consentire di vedere bene il fondo stradale o il terreno, e garantisce il controllo dei comandi. Probabilmente, anche nella guida veloce, o fuoristrada, consente al guidatore stabilità e dà un senso di sicurezza. I sedili sono in pelle, con cuciture a vista. Alzo la testa e il tettuccio è in vetro: un’ampia vetrata permette di godersi lo spazio celeste e il panorama, se, ovviamente, non si è alla guida. Nel frattempo, permette di apprezzare gli interni con la luce naturale, come un’auto di gamma alta. Così notiamo le maniglie integrate: è un fuoristrada 4X4… Anche la parte tecnologica, il display, il cruscotto, sono molto curati. E ricchi di opzioni e servizi. Alta tecnologia nel SUV alto di gamma della #Renault L’impianto BOSE è collegato al sistema di illuminazione interna e alla scelta personalizzata delle luci. La guida: è assistita. E …su richiesta, Nuovo Koleos parcheggia da solo. Nel frattempo, lo schermo touchscreen ci consente di telefonare, e di selezionare altri comandi, funzioni, programmi dell’auto. Duemila cc, 130 cavalli, 0-100 in 9,5”. Sembrano prestazioni da auto tranquilla. Ma ora la proviamo. Quattro cilindri, 16 valvole, cambio X Tronic a 7 rapporti. Partiamo. Ai comandi in città è docile. Maneggevole, anche se abbastanza voluminoso come tutti i SUV di media cilindrata. Vediamo ora in velocità. Troviamo una strada che ce lo consenta, con curve di ampio raggio e strette. Proviamo a forzare, ed è ben piantata. I freni: adeguati alla massa dell’auto. Ora però vediamo fuoristrada. Cominciamo dallo sterrato. Un bel misto a portata di mano. E il gioco è fatto: Koleos asseconda i nostri comandi e mantiene le traiettorie impostate. Proviamo a esagerare schiacciando a fondo da bassa velocità, e la trazione integrare, il cambio docile e l’assetto ci permettono di controllare l’auto senza difficoltà. Proviamo ora un po’ di fuoristrada. Dune e cunette sembrano fatte apposta per essere affrontate con Nuovo #Koleos. Rallentiamo i test per non impolverare i gitanti che hanno scelto le rive del fiume Tagliamento per fare il picnic, e rientriamo. Abbiamo messo alla prova Nuovo koleos che è un SUV elegante, con finiture di alta gamma, accessibile e guidabile anche dai non esperti. #charlieinauto

Senza categoria

#testdrive un SUV crossover #Renault per gli spostamenti confortevoli su strada e fuoristrada

Nuovo Koleos ben accessoriato è l’auto di punta dei fuoristrada della Casa #francese Renault da sempre nel mondo dell’automobilismo sportivo ora dedica una intera linea ai #crossover La mia prima auto? Una #Renault R4. Qualcuno se la ricorda. Era un crossover multiutility familiare SUV. O forse niente di tutto questo. Perché tutte queste definizioni e quanto ci sta dietro non le avevano ancora coniate né inventate. Effettivamente era una delle macchine usate che si trovavano a buon mercato, anche in ottime condizioni, indistruttibile, quindi adatta per un neopatentato endurista che aveva sviluppato la sua guida con le prime moto fuoristrada degli anni ’70. E in realtà, a me ha dato tanto. Blu, quasi elegante nonostante la forma da veicolo da lavoro, con un bagagliaio spaziosissimo. E l’assetto… tipicamente francese: morbidissimo, che ti costringeva in curva ad assumere con il corpo pieghe motociclistiche. E con me anche i trasportati, genitori e morose comprese. Tanto, che quando sono passato a una Fiat, poi dotata di assetto rallistico, mantenevano l’abitudine acquisita in curva con la R4 e si piegavano automaticamente in ogni curva. L’R$, quindi, era ideale per cominciare. Utilizzata come fuoristrada in strade fangose che simulavano i pantani del rally mondiale d’Inghilterra, il mitico RAC. Ma anche nelle lunghe percorrenze, visto che ha portato me e due miei amici a vedere il rally tutta terra dell’Isola d’Elba e il mondiale di Sanremo. E per imparare a guidare: ho imparato a intraversare sul porfido bagnato di un sottopasso della mia città. Da lì, per me il ‘derapage’ era una tecnica usuale. Con un’auto che, all’occorrenza, come la cugina Citroen 2Cv, si poteva mettere in moto a manovella: si infilava nel mezzo del paraurti anteriore. Un paio di giri e partiva. #Rombo e #Autosprint Da allora, di Renault ho scritto su Rombo e Autosprint, parlato alle prime radio pirata, poi alle radio e tv private, delle Alpine con #Androuet e #Biche a #Montecarlo, della R5 Turbo, delle F1 con Didier Arnoux, e via via dell’evoluzione della Casa della losanga. Che ha seguito lo sviluppo dei tempi, come la Fiat, l’Alfa, l’Opel, l’Audi ecc. ne ho provata qualcuna. Ma mi volevo togliere la curiosità di vedere com’era una #Renault del nuovo millennio. Magari, che riprendesse almeno in parte il ricordo della mia mitica R4. L’occasione nella Riviera Friulana. Certo, un po’ più grande della R4, più ‘ricca’ di contenuti, rifiniture, comodità figlie del terzo millennio. Nuovo #Koleos, l’ammiraglia della flotta dei SUV crossover della Casa francese, che sono davvero numerosi. Pronti: via! Vi è capitato di avere un’auto in prova con la quale vi trovate benissimo, e nel contempo di poterne testare un’altra? Ecco l’occasione. Cominciamo dal primo approccio: mi avvicino con la chiave e lei accende le luci, apre i retrovisori e sblocca le portiere. Se vi serve il bagagliaio e avete le mani occupate dai pacchi della spesa, dopo avere avvicinato la chiave elettronica all’auto, basta passare un piede sotto al paraurti posteriore perché si apra automaticamente, sospinto dal motorino elettrico. E il posto di guida? È comodo, accogliente, alto per consentire di vedere bene il fondo stradale o il terreno, e garantisce il controllo dei comandi. Probabilmente, anche nella guida veloce, o fuoristrada, consente al guidatore stabilità e dà un senso di sicurezza. I sedili sono in pelle, con cuciture a vista. Alzo la testa e il tettuccio è in vetro: un’ampia vetrata permette di godersi lo spazio celeste e il panorama, se, ovviamente, non si è alla guida. Nel frattempo, permette di apprezzare gli interni con la luce naturale, come un’auto di gamma alta. Così notiamo le maniglie integrate: è un fuoristrada 4X4… Anche la parte tecnologica, il display, il cruscotto, sono molto curati. E ricchi di opzioni e servizi. Alta tecnologia nel SUV alto di gamma della #Renault L’impianto BOSE è collegato al sistema di illuminazione interna e alla scelta personalizzata delle luci. La guida: è assistita. E …su richiesta, Nuovo Koleos parcheggia da solo. Nel frattempo, lo schermo touchscreen ci consente di telefonare, e di selezionare altri comandi, funzioni, programmi dell’auto. Duemila cc, 130 cavalli, 0-100 in 9,5”. Sembrano prestazioni da auto tranquilla. Ma ora la proviamo. Quattro cilindri, 16 valvole, cambio X Tronic a 7 rapporti. Partiamo. Ai comandi in città è docile. Maneggevole, anche se abbastanza voluminoso come tutti i SUV di media cilindrata. Vediamo ora in velocità. Troviamo una strada che ce lo consenta, con curve di ampio raggio e strette. Proviamo a forzare, ed è ben piantata. I freni: adeguati alla massa dell’auto. Ora però vediamo fuoristrada. Cominciamo dallo sterrato. Un bel misto a portata di mano. E il gioco è fatto: Koleos asseconda i nostri comandi e mantiene le traiettorie impostate. Proviamo a esagerare schiacciando a fondo da bassa velocità, e la trazione integrare, il cambio docile e l’assetto ci permettono di controllare l’auto senza difficoltà. Proviamo ora un po’ di fuoristrada. Dune e cunette sembrano fatte apposta per essere affrontate con Nuovo #Koleos. Rallentiamo i test per non impolverare i gitanti che hanno scelto le rive del fiume Tagliamento per fare il picnic, e rientriamo. Abbiamo messo alla prova Nuovo koleos che è un SUV elegante, con finiture di alta gamma, accessibile e guidabile anche dai non esperti. #charlieinauto

Senza categoria

‘automobilismo da corsa

La #Cividale-Castelmonte per provare la nuova #Giulietta #Alfaromeo 1400 Turbo da 170 CV Sul tracciato di una delle cronoscalate più amate del motorismo italiano Ne ho viste diverse in giro, anche a Nordest. Però, per ora, nessuna come questa. In questi giorni, di colore grigio lucido, forse perché l’occhio cade sempre sulle cose che ti interessano, e quindi ti sembra di incontrare per la prima volta auto che non avevi mai visto, ne ho incrociata qualcuna. Accade anche con le persone. Quante volte vi capita di incontrare un uomo, una donna, un amico, un’amica, che non vedevate da tanto tempo, e poi magari vi confida che passa nello stesso punto circa alla stessa ora da anni, proprio come voi. E prima non ve n’eravate mai accorti. In questi giorni, per esempio, la #Skoda Fabia ha vinto il mondiale #WRC, il campionato iridato dei #rally. Io ne ho provato la versione a tre cilindri. Divertentissima e risparmiosa. In giro, ed è promossa la versione bicolore, ne ho incrociate tantissime. Così di Giulietta. #Giulietta color grigio opaco con freni maggiorati e finiture da corsa Grigie, ma non grigio opaco. Anzi. Una sì, ma non aveva i sedili da corsa con il marchio Alfa Romeo sul supporto cromato dei poggiatesta. Non aveva il bordo di finitura rosso attorno alla presa d’aria anteriore. Che era ripreso sulla coda, sopra alla slitta del paracoppa. Ma… aveva due tubi di scarico. E dietro ai cerchi a raggera, le pinze dei freni Non erano rosso corsa né Maggiorate… Infatti, questa è una versione appena uscita. Quasi una prova d’artista. Motore 1400 cc MultiAir che eroga 170 CV. Una potenza che è capace di sfogare subito grazie al cambio automatico a sei marce. Non sono stato in grado di misurare le sue performance, perché non sono dotato delle strumentazioni di alta precisione necessarie in quanto parliamo di decimi di secondo. Accelerazione bruciante ma occorre saper partire Ma secondo me, dallo start ai fatidici 100 km/h che sono la misura standard dei #testdrive passa una manciata di secondi: un tempo significativamente inferiore a quanto dichiarato dalla Casa, che è di oltre 5”. Secondo me, sarò stato fortunato, e avrò avuto a favore la pressione atmosferica e l’umidità e la temperatura dell’aria, che per un motore a benzina, ancorché turbo-alimentato, un po’ influiscono. Sarà che per l’antico trascorso rallistico, quando alla partenza, magari sulla fanghiglia, era indispensabile, data la scarsa potenza, dosare la pressione sul pedale, ho sviluppato la sensibilità sulla pianta del piede destro. O sarà che, davvero, questa Giulietta è veloce. Dopo questa sorpresa appagante, in una notte afosa, lungo l’autostrada, l’altra sorpresa gradevole deriva dal consumo: i primi 400 km, per l’80 per cento percorsi in autostrada, con una guida non certo lenta vista la necessità di rientrare a casa, li abbiamo completati con un consumo di 16-17 km/l. con tre persone a bordo e un po’ di bagaglio. Ed è pur sempre una 1400 cc. Ora, però, vado a riposare, perché domani, già di buon mattino, sarò di nuovo in movimento. Per proseguire il #test. Confortevole per viaggiare Il viaggio della sera precedente era stato confortevole. I sedili sportivi, avvolgenti ma regolabili, il volante sportivo, con l’impugnatura rinforzata laddove si usano mantenere appoggiate le mani dopo un tratto di guida veloce, gli accessori per la guida assistita, mi avevano permesso di viaggiare in autostrada in pieno confort. Certo, assecondato da ‘San …Waze’, che all’altezza di Verona mi ha ‘consigliato’ di abbandonare l’A4 per imboccare la complanare, e rientrare a Verona Est, evitando così una lunga coda per incidente, alle 2:10 del mattino… Oggi, la giornata è splendida. Si preannuncia calda fin dalle prime ore, e afosa. Ma la Giulietta è dotata di un potente impianto di climatizzazione. Che, per l’estate, rende gradevole il viaggio, anche con una temperatura esterna di 37-38°. Adesso però dirigiamo verso la collina e la zona pedemontana del cividalese. Obiettivo? La salita da Cividale a Castelmonte. La gara in salita Cividale-Castelmonte Gli appassionati di motori ricordano che qui si corre la mitica cronoscalata. Uno degli appuntamenti clou dello sport del volante. Ricordo di averci visto salire perfino l’Alfa 33 di Arturo Merzario. Io, personalmente, non sono mai riuscito a parteciparvi. Ma a salvarla sì. Nel 1977: la commissione sicurezza non aveva dato il nulla osta alla gara. Allora, ero consigliere della Scuderia Friuli. A una riunione convocata dal presidente dell’AC Udine, Gianni Asquini, dopo una trattativa con le autorità, fu avanzata la proposta di piazzare chicane nei punti considerati troppo veloci, in modo da ricondurre la velocità media dei concorrenti ai parametri richiesti. Allora ero anche corrispondente di Autosprint per il Friuli Venezia Giulia e l’Austria e Slovenia, cioè per l’area di quella comunità d’intenti che era l’Alpe Adria, precorritrice dell’Europa unita. E non mi sentivo di poter scrivere che una delle gare di casa mia era stata annullata. I Vigili del fuoco volontari ausiliari di protezione civile salvarono la cronoscalata e il rally delle Alpi Orientali Così mi venne un’idea: coinvolgere i Vigili del fuoco volontari ausiliari di protezione civile (Vvapc), e all’epoca lo ero anch’io, per trasformarli in commissari di percorso addetti al controllo di quelle chicane, segnate da fusti d’olio riempiti d’acqua. Allora anch’io ero Vigile del fuoco: da un anno si era verificato il tragico terremoto del Friuli del 1976. E per agevolare il ripristino delle aree colpite e l’avvio della ricostruzione, che poi ebbe esito esemplare, fu data la possibilità ai giovani in età di leva di svolgere il servizio militare come servizio civile presso i VVF. I miei giovani colleghi accettarono con entusiasmo la sfida. E la gara ebbe luogo regolarmente anche quell’anno. Al costo supplementare del rancio per i VVF. #Testdrive sulla Cividale-Castelmonte Ma torniamo alla Giulietta. Debbo dire che un po’ di emozione nell’affrontare quella salita con quest’auto quasi pronta per correre mi stava pervadendo il palmo delle mani, e la pianta dei piedi. In particolare, quello destro, il più importante specialmente per guidare un’auto automatica. Perché una salita così, in piena, sono

Senza categoria

‘automobilismo da corsa

La #Cividale-Castelmonte per provare la nuova #Giulietta #Alfaromeo 1400 Turbo da 170 CV Sul tracciato di una delle cronoscalate più amate del motorismo italiano Ne ho viste diverse in giro, anche a Nordest. Però, per ora, nessuna come questa. In questi giorni, di colore grigio lucido, forse perché l’occhio cade sempre sulle cose che ti interessano, e quindi ti sembra di incontrare per la prima volta auto che non avevi mai visto, ne ho incrociata qualcuna. Accade anche con le persone. Quante volte vi capita di incontrare un uomo, una donna, un amico, un’amica, che non vedevate da tanto tempo, e poi magari vi confida che passa nello stesso punto circa alla stessa ora da anni, proprio come voi. E prima non ve n’eravate mai accorti. In questi giorni, per esempio, la #Skoda Fabia ha vinto il mondiale #WRC, il campionato iridato dei #rally. Io ne ho provato la versione a tre cilindri. Divertentissima e risparmiosa. In giro, ed è promossa la versione bicolore, ne ho incrociate tantissime. Così di Giulietta. #Giulietta color grigio opaco con freni maggiorati e finiture da corsa Grigie, ma non grigio opaco. Anzi. Una sì, ma non aveva i sedili da corsa con il marchio Alfa Romeo sul supporto cromato dei poggiatesta. Non aveva il bordo di finitura rosso attorno alla presa d’aria anteriore. Che era ripreso sulla coda, sopra alla slitta del paracoppa. Ma… aveva due tubi di scarico. E dietro ai cerchi a raggera, le pinze dei freni Non erano rosso corsa né Maggiorate… Infatti, questa è una versione appena uscita. Quasi una prova d’artista. Motore 1400 cc MultiAir che eroga 170 CV. Una potenza che è capace di sfogare subito grazie al cambio automatico a sei marce. Non sono stato in grado di misurare le sue performance, perché non sono dotato delle strumentazioni di alta precisione necessarie in quanto parliamo di decimi di secondo. Accelerazione bruciante ma occorre saper partire Ma secondo me, dallo start ai fatidici 100 km/h che sono la misura standard dei #testdrive passa una manciata di secondi: un tempo significativamente inferiore a quanto dichiarato dalla Casa, che è di oltre 5”. Secondo me, sarò stato fortunato, e avrò avuto a favore la pressione atmosferica e l’umidità e la temperatura dell’aria, che per un motore a benzina, ancorché turbo-alimentato, un po’ influiscono. Sarà che per l’antico trascorso rallistico, quando alla partenza, magari sulla fanghiglia, era indispensabile, data la scarsa potenza, dosare la pressione sul pedale, ho sviluppato la sensibilità sulla pianta del piede destro. O sarà che, davvero, questa Giulietta è veloce. Dopo questa sorpresa appagante, in una notte afosa, lungo l’autostrada, l’altra sorpresa gradevole deriva dal consumo: i primi 400 km, per l’80 per cento percorsi in autostrada, con una guida non certo lenta vista la necessità di rientrare a casa, li abbiamo completati con un consumo di 16-17 km/l. con tre persone a bordo e un po’ di bagaglio. Ed è pur sempre una 1400 cc. Ora, però, vado a riposare, perché domani, già di buon mattino, sarò di nuovo in movimento. Per proseguire il #test. Confortevole per viaggiare Il viaggio della sera precedente era stato confortevole. I sedili sportivi, avvolgenti ma regolabili, il volante sportivo, con l’impugnatura rinforzata laddove si usano mantenere appoggiate le mani dopo un tratto di guida veloce, gli accessori per la guida assistita, mi avevano permesso di viaggiare in autostrada in pieno confort. Certo, assecondato da ‘San …Waze’, che all’altezza di Verona mi ha ‘consigliato’ di abbandonare l’A4 per imboccare la complanare, e rientrare a Verona Est, evitando così una lunga coda per incidente, alle 2:10 del mattino… Oggi, la giornata è splendida. Si preannuncia calda fin dalle prime ore, e afosa. Ma la Giulietta è dotata di un potente impianto di climatizzazione. Che, per l’estate, rende gradevole il viaggio, anche con una temperatura esterna di 37-38°. Adesso però dirigiamo verso la collina e la zona pedemontana del cividalese. Obiettivo? La salita da Cividale a Castelmonte. La gara in salita Cividale-Castelmonte Gli appassionati di motori ricordano che qui si corre la mitica cronoscalata. Uno degli appuntamenti clou dello sport del volante. Ricordo di averci visto salire perfino l’Alfa 33 di Arturo Merzario. Io, personalmente, non sono mai riuscito a parteciparvi. Ma a salvarla sì. Nel 1977: la commissione sicurezza non aveva dato il nulla osta alla gara. Allora, ero consigliere della Scuderia Friuli. A una riunione convocata dal presidente dell’AC Udine, Gianni Asquini, dopo una trattativa con le autorità, fu avanzata la proposta di piazzare chicane nei punti considerati troppo veloci, in modo da ricondurre la velocità media dei concorrenti ai parametri richiesti. Allora ero anche corrispondente di Autosprint per il Friuli Venezia Giulia e l’Austria e Slovenia, cioè per l’area di quella comunità d’intenti che era l’Alpe Adria, precorritrice dell’Europa unita. E non mi sentivo di poter scrivere che una delle gare di casa mia era stata annullata. I Vigili del fuoco volontari ausiliari di protezione civile salvarono la cronoscalata e il rally delle Alpi Orientali Così mi venne un’idea: coinvolgere i Vigili del fuoco volontari ausiliari di protezione civile (Vvapc), e all’epoca lo ero anch’io, per trasformarli in commissari di percorso addetti al controllo di quelle chicane, segnate da fusti d’olio riempiti d’acqua. Allora anch’io ero Vigile del fuoco: da un anno si era verificato il tragico terremoto del Friuli del 1976. E per agevolare il ripristino delle aree colpite e l’avvio della ricostruzione, che poi ebbe esito esemplare, fu data la possibilità ai giovani in età di leva di svolgere il servizio militare come servizio civile presso i VVF. I miei giovani colleghi accettarono con entusiasmo la sfida. E la gara ebbe luogo regolarmente anche quell’anno. Al costo supplementare del rancio per i VVF. #Testdrive sulla Cividale-Castelmonte Ma torniamo alla Giulietta. Debbo dire che un po’ di emozione nell’affrontare quella salita con quest’auto quasi pronta per correre mi stava pervadendo il palmo delle mani, e la pianta dei piedi. In particolare, quello destro, il più importante specialmente per guidare un’auto automatica. Perché una salita così, in piena, sono

Senza categoria

#Giulietta #AlfaRomeo nuova sport 1.4 MultiAir da 170 CV con stile e confort in anteprima nella #RivieraFriulana

Una versione aggressiva e completa della media cilindrata del Biscione anticamere delle corse? Andiamo a cercare frescura con l’abitacolo ben refrigerato sul lago di Como Premesso che da diversi anni guido Alfa Romeo, perché vi ho ritrovato un buon compromesso tra le prestazioni, i consumi, la guida che all’occorrenza è sportiva e veloce, ma sa essere confortevole e tranquilla, e per lo stile che coniuga lineamenti racing con lo stile dell’auto italiana, avevo già guidato la Giulietta. In diversi modelli, a benzina e diesel. Un’auto comoda, maneggevole, confortevole, dalle giuste dimensioni compatte, adatta per la città ma anche per gli spostamenti. Stavolta però, il #testdrive è su un’anteprima. Quasi a sorpresa mi è infatti stata proposta una Giulietta 2017 1400 MultiAir da 170 CV con cambio automatico Alfa TCT a sei marce. La versione aggressiva della nuova Giulietta. A un passo dal #racing. Sono un ‘alfista’ da qualche anno ma così corsaiola non me l’aspettavo Ne avevo già viste parecchie di Giulietta. A me personalmente piace bianca, magari con i cerchi maggiorati. Ma anche rosso fuoco fa la sua figura. Sempre con le ruote più grandi che riempiono i possenti parafanghi anteriori. Così davvero, però, non me l’aspettavo. Al ritiro, al parco stampa FCA a Milano, dopo avere ottenuto la chiave, ho schiacciato il pulsante di apertura delle porte per riconoscerla dal lampeggio delle frecce. Ed è stato subito feeling! Grigio opaco, ruote da 18’ con cerchi modello corsa, pinze dei freni a vista maggiorate e di colore rosso corsa Brembo, finiture della grande presa d’aria anteriore rosso fiammante, così come sulla coda, sopra alla slitta del paracoppa che si prolunga fin quasi sulla targa e fa sfogare il tubo di scarico di sezione rotonda e convicente. Uno sguardo verso l’interno: i sedili modello corsa con le scritte AlfaRomeo in pressofusione sotto al poggiatesta, il volante in pelle, gli strumenti sportivi e i comandi concentrati al volante e attorno al volante. Ma soprattutto: il grigio opaco. Al tatto, ho voluto sentire il parafango per prendere confidenza con la mia nuova complice di #testdrive, risulta setosa, a metà strada tra la superficie liscia e quella appena sabbiata. Riflessi, luci diverse, da ogni angolazione assume un aspetto diverso. Ma sempre …aggressivo. Una chicca che avrei portato in anteprima nel Nordest e nella #RivieraFriulana. Anteprima per la #RivieraFriulana ma prima refrigerio nel lago di Como La giornata è molto calda: il termometro segna 37 gradi all’ombra. Così guadagno tempo e la lascio accesa cercando rifugio negli uffici …condizionati. Quando ritorno l’abitacolo è splendidamente rinfrescato. Occupo il sedile, che regolo con facilità, così come l’altezza del volante, e intuisco che così com’è grintosa, è altrettanto confortevole, e pronta ad assistere la mia guida, con sistemi di rilevamento degli ostacoli, cruise control adattivo, frenata assistita, guida assistita, una dettagliata telecamera per la retro. Quindi, decido di lasciare la velocità per una giornata più fresca. Ora, andiamo a cercare refrigerio sui laghi. Per esempio …quello di Como, che è a mezz’ora da lì. I passanti la notano: che sia il ‘Biscione’? Mi avvio e anche per le strade di Milano, c’è chi si volta a guardarla. Debbono avere visto l’anteprima su qualche rivista o servizio. Il cambio automatico? La rende docile come un’utilitaria. I freni? Basta far capire al pedale le nostre intenzioni e ci troviamo inchiodati, ma delicatamente. C’è la leva per regolare il rendimento del motore, l’assetto, lo sterzo, con tre posizioni: per terreni sconnessi e con scarsa aderenza, normale e dinamica. Cominciamo dalla posizione più ‘tranquilla’. Andiamo sullo sconnesso, ed è morbida e precisa. Proviamo a dare gas al verde di un semaforo e va, più o meno come quella che avevo provato (2000 cc diesel). Comoda e confortevole ma se schiacci… Ma rimaniamo su questo stile di guida. È comoda e anche i passeggeri nella parte posteriore dispongono di accessori come il porta bicchiere nel poggia gomito centrale. Vediamo i servizi nel display ad alta definizione. Accendo la radio. Ottimizzo un paio di regolazioni, do …gas alla manopola. Così com’è silenziosa rispetto ai rumori di marcia, la Nuova Giulietta Sport è uno splendido salotto per l buona musica da viaggio: un impianto Bose dotato di subwoofer sotto ai sedili posteriori crea l’atmosfera adatta al viaggio. Ma, siamo arrivati a Como, cerchiamo una spiaggetta: Lido di Moltrasio, accanto al Grand Hotel. Un tuffo nell’acqua, fresca rispetto alla calura esterna. Obiettivo raggiunto: la frescura. Ma anche Giulietta, all’interno, era bella fresca, e il clima non pareva influire sul rendimento del motore. La osserviamo dalle rive del lago, nel parcheggio: grigio opaco è proprio una versione azzeccata. Ma è ora di cena e stanno per trasformare la spiaggetta in ristorante. Arrivederci alla prossima puntata.

Senza categoria

#Giulietta #AlfaRomeo nuova sport 1.4 MultiAir da 170 CV con stile e confort in anteprima nella #RivieraFriulana

Una versione aggressiva e completa della media cilindrata del Biscione anticamere delle corse? Andiamo a cercare frescura con l’abitacolo ben refrigerato sul lago di Como Premesso che da diversi anni guido Alfa Romeo, perché vi ho ritrovato un buon compromesso tra le prestazioni, i consumi, la guida che all’occorrenza è sportiva e veloce, ma sa essere confortevole e tranquilla, e per lo stile che coniuga lineamenti racing con lo stile dell’auto italiana, avevo già guidato la Giulietta. In diversi modelli, a benzina e diesel. Un’auto comoda, maneggevole, confortevole, dalle giuste dimensioni compatte, adatta per la città ma anche per gli spostamenti. Stavolta però, il #testdrive è su un’anteprima. Quasi a sorpresa mi è infatti stata proposta una Giulietta 2017 1400 MultiAir da 170 CV con cambio automatico Alfa TCT a sei marce. La versione aggressiva della nuova Giulietta. A un passo dal #racing. Sono un ‘alfista’ da qualche anno ma così corsaiola non me l’aspettavo Ne avevo già viste parecchie di Giulietta. A me personalmente piace bianca, magari con i cerchi maggiorati. Ma anche rosso fuoco fa la sua figura. Sempre con le ruote più grandi che riempiono i possenti parafanghi anteriori. Così davvero, però, non me l’aspettavo. Al ritiro, al parco stampa FCA a Milano, dopo avere ottenuto la chiave, ho schiacciato il pulsante di apertura delle porte per riconoscerla dal lampeggio delle frecce. Ed è stato subito feeling! Grigio opaco, ruote da 18’ con cerchi modello corsa, pinze dei freni a vista maggiorate e di colore rosso corsa Brembo, finiture della grande presa d’aria anteriore rosso fiammante, così come sulla coda, sopra alla slitta del paracoppa che si prolunga fin quasi sulla targa e fa sfogare il tubo di scarico di sezione rotonda e convicente. Uno sguardo verso l’interno: i sedili modello corsa con le scritte AlfaRomeo in pressofusione sotto al poggiatesta, il volante in pelle, gli strumenti sportivi e i comandi concentrati al volante e attorno al volante. Ma soprattutto: il grigio opaco. Al tatto, ho voluto sentire il parafango per prendere confidenza con la mia nuova complice di #testdrive, risulta setosa, a metà strada tra la superficie liscia e quella appena sabbiata. Riflessi, luci diverse, da ogni angolazione assume un aspetto diverso. Ma sempre …aggressivo. Una chicca che avrei portato in anteprima nel Nordest e nella #RivieraFriulana. Anteprima per la #RivieraFriulana ma prima refrigerio nel lago di Como La giornata è molto calda: il termometro segna 37 gradi all’ombra. Così guadagno tempo e la lascio accesa cercando rifugio negli uffici …condizionati. Quando ritorno l’abitacolo è splendidamente rinfrescato. Occupo il sedile, che regolo con facilità, così come l’altezza del volante, e intuisco che così com’è grintosa, è altrettanto confortevole, e pronta ad assistere la mia guida, con sistemi di rilevamento degli ostacoli, cruise control adattivo, frenata assistita, guida assistita, una dettagliata telecamera per la retro. Quindi, decido di lasciare la velocità per una giornata più fresca. Ora, andiamo a cercare refrigerio sui laghi. Per esempio …quello di Como, che è a mezz’ora da lì. I passanti la notano: che sia il ‘Biscione’? Mi avvio e anche per le strade di Milano, c’è chi si volta a guardarla. Debbono avere visto l’anteprima su qualche rivista o servizio. Il cambio automatico? La rende docile come un’utilitaria. I freni? Basta far capire al pedale le nostre intenzioni e ci troviamo inchiodati, ma delicatamente. C’è la leva per regolare il rendimento del motore, l’assetto, lo sterzo, con tre posizioni: per terreni sconnessi e con scarsa aderenza, normale e dinamica. Cominciamo dalla posizione più ‘tranquilla’. Andiamo sullo sconnesso, ed è morbida e precisa. Proviamo a dare gas al verde di un semaforo e va, più o meno come quella che avevo provato (2000 cc diesel). Comoda e confortevole ma se schiacci… Ma rimaniamo su questo stile di guida. È comoda e anche i passeggeri nella parte posteriore dispongono di accessori come il porta bicchiere nel poggia gomito centrale. Vediamo i servizi nel display ad alta definizione. Accendo la radio. Ottimizzo un paio di regolazioni, do …gas alla manopola. Così com’è silenziosa rispetto ai rumori di marcia, la Nuova Giulietta Sport è uno splendido salotto per l buona musica da viaggio: un impianto Bose dotato di subwoofer sotto ai sedili posteriori crea l’atmosfera adatta al viaggio. Ma, siamo arrivati a Como, cerchiamo una spiaggetta: Lido di Moltrasio, accanto al Grand Hotel. Un tuffo nell’acqua, fresca rispetto alla calura esterna. Obiettivo raggiunto: la frescura. Ma anche Giulietta, all’interno, era bella fresca, e il clima non pareva influire sul rendimento del motore. La osserviamo dalle rive del lago, nel parcheggio: grigio opaco è proprio una versione azzeccata. Ma è ora di cena e stanno per trasformare la spiaggetta in ristorante. Arrivederci alla prossima puntata.

Senza categoria

‘estate

  Una #supercar non per precedere le F1 in pista ma per percorrere la bella stagione Rifiniture artigianali e di grande qualità e prestazioni da favola per un’auto nata in pista E’ estate, e il desiderio di vedere che cosa accade con un’auto con il tettuccio apribile sale. Anche se è evidente che una macchina chiusa ci proteggerà maggiormente dal caldo, la curiosità di sentire l’ebrezza dell’aria calda che incontra il nostro volto, sale. Abbiamo provato il ‘brivido’ di girovagare per la Riviera Friulana su una Spider con il tettuccio aperto, in pieno inverno. Ma il clima temperato, e gli adeguati accorgimenti della Fiat 124 Spider, ci hanno permesso di completare quell’esperienza in un clima ‘confortevole’. E ci siamo divertiti. D’inverno con la spider e il tettuccio aperto. Ma, d’estate? L’occasione è ghiotta: abbiamo l’opportunità di guidare una #Supercar. Proprio così. Una di quelle vetture che racchiudono nel cofano potenze stellari. In questo caso, è il cofano di uno dei modelli di punta della Casa della stella, la #Mercedes, che è pronta a regalarci un’altra ebrezza: quella di scatenare, semplicemente premendo sul pedale dell’acceleratore, i 585 cv che il suo motore V8 promette, e mantiene. A essere sincero, già quando l’avevo vista nel piazzare della #Autostar, a Tavagnacco, l’avevo guardata con diffidenza. Intimorito dall’ostentazione di opulenza motoristica, e dal fatto che, non conoscendola ancora, non riuscivo a capire come si possa ‘interpretare’ una strada con un modello così performante e sportivo. In un attimo, cerco di ricordare dove ho già visto una macchina così. A sì: in tv, o su un circuito di F1, perché viene utilizzata come Safety car. Questa volta, l’esauriente racconto dell’epopea dell’ #AMG, che compie cinquant’anni, da parte del Pr di #MercedesItalia, Vadim Odinzoff, mi introduce con efficacia all’utilizzo di questo mezzo, apparentemente senza limiti. Vista nel piazzale del Centro assistenza Mercedes, l’auto, di color oro, fa il suo effetto. Nel frattempo, provo anche una SW sportiva, la Classe C, che ha qualche CV in meno e tutto un altro background. Una guida diversa, spazi interni diversi, una progressione diversa, adatta a un’auto che ‘a tempo perso’ è un mezzo di utilità, perché è familiare. E che è più evidentemente derivata dalla grande serie Venite? Saliamo a bordo Ora, però, è il momento di salire sulla Supercar. Che, invece, è costruita in serie limitata. Aperta? Ma sì. L’approccio avviene alla tenuta Castelvecchio, a Sagrado (Go). Un posto splendido. Vi si producono grandi vini, equilibrati, caratterizzati attorno alla tipicità del vitigno e alle caratteristiche di un territorio arido, carsico, ma ideale per produrre vini come la Malvasia, il Terrano. Ma qui… siamo ben lontani dai centri abitati, e la sensazione di veder girare la testa alla gente per ammirare quest’auto splendida la proveremo un’altra volta. E’ capitato anche a me, a Lignano Sabbiadoro, incontrando sua sorella, la coupè. Ci spingiamo sulle strade nervose del Carso. E la macchina si esprime bene. Il rapporto di coppia è equilibrato e ci permette di sentirla sempre a nostra disposizione. Pronta ad assecondare le attese del nostro piede destro. Docile e maneggevole, nonostante sia nata e sia stata sviluppata su ben altre strade. La nuova #AMGMercedes GT R con il motore V8 da 585 CV e 700 NM è infatti cresciuta sul circuito del #Nurburgring Viene immessa su un mercato esclusivo dopo una lunga fase di prove e collaudi. Perché la casa tedesca ha voluto una vettura che esprima il top della gamma sportiva, e di classe. La scelta tra nuovi colori è caduta anche sul verde metallizzato, grintosa. Ma la ‘nostra’, che sembra gialla, in realtà è color oro, ed è splendida. Comunque, i collaudatori dell’AMG hanno chiamato questo modello ‘Green Hell’, Inferno Verde. Ma cominciamo dalle basi: posto di guida e assetto All’esame per la patente B o C, per mezzi a quattro ruote, il mio diversi decenni fa e da privatista, la prima manovra richiesta a chi saliva sul posto di guida era quella di regolare il sedile e lo specchietto retrovisore. Dunque: cominciamo. Apriamo la portiera, che a dispetto delle scelte per contenere il peso dell’auto conferma la sensazione di robustezza e sicurezza che ogni parte di una Mercedes deve garantire. La sensazione di sederci in basso rispetto al fondo stradale l’abbiamo già provata, nell’auto personale di ogni giorno, un’Alfa Romeo, ma anche con la #Fiat124Spyder, oppure …nella nuova #Ferrari xxx. Con la #AMG #Mercedes GT R non ci sentiamo affatto a disagio, anche se il posto di guida è decisamente sportivo, contornato di comandi e strumenti, ma anche di accorgimenti pur destinati ad accrescere il confort. Prendiamo dunque subito confidenza con questo mostro di potenza, con il suo cambio automatico a 7 rapporti e doppia frizione, con il motore biturbo da 4 litri che appena schiacciamo sul pedale dell’acceleratore ci porta da 0 a 100 km/h in meno di 4”. Passiamo vicino all’abitato, e come previsto si girano tutti verso di noi. Richiamati prima dal rumore sportivo dell’innovativo doppio scarico a lunghezza variabile. Poi dal look della vettura. Uno spoiler anteriore elettronico le assicura maggiora aderenza al terreno, mentre quello posteriore, più ampio e funzionale, contribuisce al grip delle ruote motrici. Prese d’aria maggiorate stanno in sintonia con la linea aggressiva, il muso lungo, l’abitacolo arretrato e la coda rastremata. Il peso, con il conducente, ma il manuale dell’auto parla di pilota, è di 1.630 kg. La trazione è posteriore, ma per governare questa #supercar, all’AMG hanno inventato l’asse posteriore sterzante: oltre i 100 km/h le ruote dietro sterzano nella stessa direzione di quelle anteriori, assecondando la tenuta di strada. A velocità inferiori ai 100 km/h le ruote dietro sterzano dal lato opposto rispetto a quelle anteriori, per dare maggiore agilità all’auto. Il prezzo dell’AMG Mercedes GT R è un po’ alto, ma rientra nella categoria di questa super macchina. Al volante Alla guida, se non fosse per le aspettative che conservavamo dal primo approccio con questa AMG, non ci sentiamo affatto a disagio. Proviamo a chiudere il tettuccio, e verifichiamo che l’impianto di climatizzazione

Senza categoria

‘estate

  Una #supercar non per precedere le F1 in pista ma per percorrere la bella stagione Rifiniture artigianali e di grande qualità e prestazioni da favola per un’auto nata in pista E’ estate, e il desiderio di vedere che cosa accade con un’auto con il tettuccio apribile sale. Anche se è evidente che una macchina chiusa ci proteggerà maggiormente dal caldo, la curiosità di sentire l’ebrezza dell’aria calda che incontra il nostro volto, sale. Abbiamo provato il ‘brivido’ di girovagare per la Riviera Friulana su una Spider con il tettuccio aperto, in pieno inverno. Ma il clima temperato, e gli adeguati accorgimenti della Fiat 124 Spider, ci hanno permesso di completare quell’esperienza in un clima ‘confortevole’. E ci siamo divertiti. D’inverno con la spider e il tettuccio aperto. Ma, d’estate? L’occasione è ghiotta: abbiamo l’opportunità di guidare una #Supercar. Proprio così. Una di quelle vetture che racchiudono nel cofano potenze stellari. In questo caso, è il cofano di uno dei modelli di punta della Casa della stella, la #Mercedes, che è pronta a regalarci un’altra ebrezza: quella di scatenare, semplicemente premendo sul pedale dell’acceleratore, i 585 cv che il suo motore V8 promette, e mantiene. A essere sincero, già quando l’avevo vista nel piazzare della #Autostar, a Tavagnacco, l’avevo guardata con diffidenza. Intimorito dall’ostentazione di opulenza motoristica, e dal fatto che, non conoscendola ancora, non riuscivo a capire come si possa ‘interpretare’ una strada con un modello così performante e sportivo. In un attimo, cerco di ricordare dove ho già visto una macchina così. A sì: in tv, o su un circuito di F1, perché viene utilizzata come Safety car. Questa volta, l’esauriente racconto dell’epopea dell’ #AMG, che compie cinquant’anni, da parte del Pr di #MercedesItalia, Vadim Odinzoff, mi introduce con efficacia all’utilizzo di questo mezzo, apparentemente senza limiti. Vista nel piazzale del Centro assistenza Mercedes, l’auto, di color oro, fa il suo effetto. Nel frattempo, provo anche una SW sportiva, la Classe C, che ha qualche CV in meno e tutto un altro background. Una guida diversa, spazi interni diversi, una progressione diversa, adatta a un’auto che ‘a tempo perso’ è un mezzo di utilità, perché è familiare. E che è più evidentemente derivata dalla grande serie Venite? Saliamo a bordo Ora, però, è il momento di salire sulla Supercar. Che, invece, è costruita in serie limitata. Aperta? Ma sì. L’approccio avviene alla tenuta Castelvecchio, a Sagrado (Go). Un posto splendido. Vi si producono grandi vini, equilibrati, caratterizzati attorno alla tipicità del vitigno e alle caratteristiche di un territorio arido, carsico, ma ideale per produrre vini come la Malvasia, il Terrano. Ma qui… siamo ben lontani dai centri abitati, e la sensazione di veder girare la testa alla gente per ammirare quest’auto splendida la proveremo un’altra volta. E’ capitato anche a me, a Lignano Sabbiadoro, incontrando sua sorella, la coupè. Ci spingiamo sulle strade nervose del Carso. E la macchina si esprime bene. Il rapporto di coppia è equilibrato e ci permette di sentirla sempre a nostra disposizione. Pronta ad assecondare le attese del nostro piede destro. Docile e maneggevole, nonostante sia nata e sia stata sviluppata su ben altre strade. La nuova #AMGMercedes GT R con il motore V8 da 585 CV e 700 NM è infatti cresciuta sul circuito del #Nurburgring Viene immessa su un mercato esclusivo dopo una lunga fase di prove e collaudi. Perché la casa tedesca ha voluto una vettura che esprima il top della gamma sportiva, e di classe. La scelta tra nuovi colori è caduta anche sul verde metallizzato, grintosa. Ma la ‘nostra’, che sembra gialla, in realtà è color oro, ed è splendida. Comunque, i collaudatori dell’AMG hanno chiamato questo modello ‘Green Hell’, Inferno Verde. Ma cominciamo dalle basi: posto di guida e assetto All’esame per la patente B o C, per mezzi a quattro ruote, il mio diversi decenni fa e da privatista, la prima manovra richiesta a chi saliva sul posto di guida era quella di regolare il sedile e lo specchietto retrovisore. Dunque: cominciamo. Apriamo la portiera, che a dispetto delle scelte per contenere il peso dell’auto conferma la sensazione di robustezza e sicurezza che ogni parte di una Mercedes deve garantire. La sensazione di sederci in basso rispetto al fondo stradale l’abbiamo già provata, nell’auto personale di ogni giorno, un’Alfa Romeo, ma anche con la #Fiat124Spyder, oppure …nella nuova #Ferrari xxx. Con la #AMG #Mercedes GT R non ci sentiamo affatto a disagio, anche se il posto di guida è decisamente sportivo, contornato di comandi e strumenti, ma anche di accorgimenti pur destinati ad accrescere il confort. Prendiamo dunque subito confidenza con questo mostro di potenza, con il suo cambio automatico a 7 rapporti e doppia frizione, con il motore biturbo da 4 litri che appena schiacciamo sul pedale dell’acceleratore ci porta da 0 a 100 km/h in meno di 4”. Passiamo vicino all’abitato, e come previsto si girano tutti verso di noi. Richiamati prima dal rumore sportivo dell’innovativo doppio scarico a lunghezza variabile. Poi dal look della vettura. Uno spoiler anteriore elettronico le assicura maggiora aderenza al terreno, mentre quello posteriore, più ampio e funzionale, contribuisce al grip delle ruote motrici. Prese d’aria maggiorate stanno in sintonia con la linea aggressiva, il muso lungo, l’abitacolo arretrato e la coda rastremata. Il peso, con il conducente, ma il manuale dell’auto parla di pilota, è di 1.630 kg. La trazione è posteriore, ma per governare questa #supercar, all’AMG hanno inventato l’asse posteriore sterzante: oltre i 100 km/h le ruote dietro sterzano nella stessa direzione di quelle anteriori, assecondando la tenuta di strada. A velocità inferiori ai 100 km/h le ruote dietro sterzano dal lato opposto rispetto a quelle anteriori, per dare maggiore agilità all’auto. Il prezzo dell’AMG Mercedes GT R è un po’ alto, ma rientra nella categoria di questa super macchina. Al volante Alla guida, se non fosse per le aspettative che conservavamo dal primo approccio con questa AMG, non ci sentiamo affatto a disagio. Proviamo a chiudere il tettuccio, e verifichiamo che l’impianto di climatizzazione

Torna in alto