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#Testdrive#Skoda Kodiaq un grande SUV sulle rampe di Tremosine per ammirare il lago di #Garda si guida come una utilitaria

Progettazione, struttura, elettronica, assetto, guida assistita: tutto per farvi sentire sicuri su tutti i percorsi #Testroad sui grandi laghi italiani: sul #Garda la #Forra di #Tremosine Pensate che saltiamo di palo in frasca? Innanzitutto è per non tediarvi. Poi, perché con il caldo un bel SUV spazioso ci vuole per esplorare l’Italia. Per poter raggiungere comodamente siti di rara bellezza. Ricordate, in primavera la prova della #Skoda Fabia Twin color. Ora proviamo un’auto della Casa boema molto più grande. A prima vista può sembrare un SUV come altri, aggressivo ma nel contempo morbido. Certamente capiente. Visto di fronte richiama come dimensioni altri veicoli della sua categoria. Presenta rifiniture accurate. Cerchi di grande diametro… Ma quando l’abbiamo avvicinato, abbiamo subito apprezzato una delle sue qualità: è davvero grande! Lunghezza 4,70 m. Vista di lato se ne apprezzano le sue dimensioni. Non è troppo larga per poter viaggiare bene anche nei percorsi tortuosi, è alta, anche da terra, ma quanto serve. Avviciniamo la chiave alla porta. Si sblocca. Saliamo: interni accurati. Di buon livello. Sedili avvolgenti. Ci assestiamo al posto di guida. Guardiamo lo specchietto e …acc. Alle nostre spalle la macchina sembra non finire più. Come al solito, chi l’ha scelta per noi voleva stupirci con gli effetti speciali. Mi giro a guardare il mio passeggero sui sedili posteriori. È davvero distante, si perde alle mie spalle, ma sta comodissimo. Infatti, la versione a sette posti ha i sedili posteriori contrapposti, come in salotto. Il SUV di punta del casa boema con grandi spazi e ottime prestazioni Bene, sveliamo che si tratta di un SUV di una Casa dell’ex Est europeo. Il primo di grosse dimensioni della casa boema, che nel matrimonio con #Volkswagen ha fatto un sensibile salto di qualità. È la seconda #Skoda che proviamo quest’anno. Siamo passati dalla piccola-grande Fabia, ricordate, quella con motore da 1000 cc tre cilindri a benzina, alla Kodiaq. Prende il nome da un’isola del Canada che a sua volta dà il nome a una delle varietà di orsi più grande. Il nostro #testdrive – #testroad questa volta sarà davvero lungo e appagante. Sempre su strade nervose o spettacolari, ma anche sulle lunghe percorrenze. Lungo, lungo, lungo: un aggettivo che ci viene da ripetere spesso per un’auto così. Questa versione monta le ruote da 18’. Ma c’è anche quella con le ruote da 19’: ancora più alta. Ma già questa versione da bordo ci trasmette sicurezza e ci assicura il controllo della strada. Il #LagodiGarda splendido anche nel bresciano Dunque, siamo a Verona. Questa volta non per il Vinitaly. Né per Fieracavalli: non è stagione. Da qui cerchiamo un #lungolago. Così riprendiamo le nostre escursioni sulla splendida realtà dei laghi italiani. Per farlo, questa volta la prendiamo un po’ alla larga. Perché abbiamo un obiettivo ben preciso:  il #LagodiGarda . Già visto, direte. Eh no! Abbiamo una meta ben precisa. Mio cugino e mio zio mi hanno dato una dritta che si rivelerà azzeccata: Tremosine. Un paesino spettacolare nel bresciano, ricavato sopra al lago. Anche se mi trovo nella zona di Verona Sud-Sommacampagna, per accelerare i tempi conviene riprendere la A4 verso Brescia. Poi imboccare la Brennero e risalire fino ad Ala. Quanto basta per cominciare a prendere mano con i comandi, con le prestazioni dell’auto, 2000 da 150 cv, cambio automatico DSG. Comoda nelle lunghe percorrenze E recepire che viaggiare anche in autostrada con questa macchina, è una comodità. Manco a dirlo, Kodiaq è dotata di tutti gli accorgimenti e accessori VW. Anticipati sulla sorprendente Skoda Fabia bicolore, che per onorare la destinazione friulana mi era stata affidata di colore bianco con il tetto nero. E confermati sulla #VW #Tiguan. Con la quale abbiamo fatto un fantastico tour dell’Isola d’Elba. Cruise control intelligente, sistema di telecamera a 360 gradi, front assist e cruise control adattivo, assistenza alla guida adattiva rispetto al movimento dei mezzi che incontriamo sul percorso, lane assist per seguire la strada anche con scarsa visibilità, drive alert per scongiurare incidenti da stanchezza, traffic jam assist, che mantiene la velocità di crociera in condizioni di traffico. E perfino l’emergency assist che arresta l’auto in caso di malore e attiva l’allarme. Un buon impianto per la radio e la musica. Un’ottima interconnessione con cellulari e media. Ciò che appaga davvero è la comodità e la silenziosità di marcia. E il consumo? Primo test, sull’autostrada, dà la bandierina verde alla nostra guida. Anche Kodiaq è dotata del ‘giochino’ sul display che ci premia con un punteggio se riusciamo a guidarla in modo da ottimizzare prestazioni e consumi. Consumi contenuti e in linea con le aspettative per un’auto di queste dimensioni Risultato: in autostrada consuma meno di una berlina. Frattanto, accanto a noi scorrono i primi vigneti prevalentemente a Pinot nero, a Traminer. A vitigni eroici aggrappati a terreni dove c’è caldo di giorno, gelo la notte. Rientriamo verso il Garda. Ala, poi la splendida Riva del Garda. La sosta è d’obbligo. Nel porticciolo, sull’isola, nel centro della cittadina affollato di turisti. Il tempo però scorre. Quindi ripartiamo tenendo il lago a sinistra. Ovvero stiamo scendendo verso Gardone. Dopo avere visto sfilare accanto scorci di lago davvero suggestivi, ecco le indicazioni che ci fanno inerpicare sulla montagna che sovrasta il lago. Curve, rampe, tratti in falsopiano, salite più ripide, finchè arriviamo sul belvedere che ci avevano annunciato: il paesaggio è splendido. Davvero maneggevole e sicura in montagna E la Skoda Kodiaq? Sapete perché non ve ne stavo parlando? Perché mi ero dimenticato di guidarla. I tecnicismi di ausilio, sommati alla grande maneggevolezza dell’auto, la prontezza della risposta alle nostre sollecitazioni, ci hanno fatto sentire come alla guida di una utilitaria. Quindi? Promossa anche in montagna. Ops! È ora di cena. Nella piazzetta di Tremosine, accanto a una bella fontana tradizionale c’è il ristorante panoramico: a fondovalle si vede il lago. È proprio a cena, tra piatti al tartufo nero del posto e selvaggina, che ci suggeriscono di scendere per la Forra di Tremosine. Fatta! La Forra di Tremosine Ci infiliamo tra le rocce

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#Testdrive#Skoda Kodiaq un grande SUV sulle rampe di Tremosine per ammirare il lago di #Garda si guida come una utilitaria

Progettazione, struttura, elettronica, assetto, guida assistita: tutto per farvi sentire sicuri su tutti i percorsi #Testroad sui grandi laghi italiani: sul #Garda la #Forra di #Tremosine Pensate che saltiamo di palo in frasca? Innanzitutto è per non tediarvi. Poi, perché con il caldo un bel SUV spazioso ci vuole per esplorare l’Italia. Per poter raggiungere comodamente siti di rara bellezza. Ricordate, in primavera la prova della #Skoda Fabia Twin color. Ora proviamo un’auto della Casa boema molto più grande. A prima vista può sembrare un SUV come altri, aggressivo ma nel contempo morbido. Certamente capiente. Visto di fronte richiama come dimensioni altri veicoli della sua categoria. Presenta rifiniture accurate. Cerchi di grande diametro… Ma quando l’abbiamo avvicinato, abbiamo subito apprezzato una delle sue qualità: è davvero grande! Lunghezza 4,70 m. Vista di lato se ne apprezzano le sue dimensioni. Non è troppo larga per poter viaggiare bene anche nei percorsi tortuosi, è alta, anche da terra, ma quanto serve. Avviciniamo la chiave alla porta. Si sblocca. Saliamo: interni accurati. Di buon livello. Sedili avvolgenti. Ci assestiamo al posto di guida. Guardiamo lo specchietto e …acc. Alle nostre spalle la macchina sembra non finire più. Come al solito, chi l’ha scelta per noi voleva stupirci con gli effetti speciali. Mi giro a guardare il mio passeggero sui sedili posteriori. È davvero distante, si perde alle mie spalle, ma sta comodissimo. Infatti, la versione a sette posti ha i sedili posteriori contrapposti, come in salotto. Il SUV di punta del casa boema con grandi spazi e ottime prestazioni Bene, sveliamo che si tratta di un SUV di una Casa dell’ex Est europeo. Il primo di grosse dimensioni della casa boema, che nel matrimonio con #Volkswagen ha fatto un sensibile salto di qualità. È la seconda #Skoda che proviamo quest’anno. Siamo passati dalla piccola-grande Fabia, ricordate, quella con motore da 1000 cc tre cilindri a benzina, alla Kodiaq. Prende il nome da un’isola del Canada che a sua volta dà il nome a una delle varietà di orsi più grande. Il nostro #testdrive – #testroad questa volta sarà davvero lungo e appagante. Sempre su strade nervose o spettacolari, ma anche sulle lunghe percorrenze. Lungo, lungo, lungo: un aggettivo che ci viene da ripetere spesso per un’auto così. Questa versione monta le ruote da 18’. Ma c’è anche quella con le ruote da 19’: ancora più alta. Ma già questa versione da bordo ci trasmette sicurezza e ci assicura il controllo della strada. Il #LagodiGarda splendido anche nel bresciano Dunque, siamo a Verona. Questa volta non per il Vinitaly. Né per Fieracavalli: non è stagione. Da qui cerchiamo un #lungolago. Così riprendiamo le nostre escursioni sulla splendida realtà dei laghi italiani. Per farlo, questa volta la prendiamo un po’ alla larga. Perché abbiamo un obiettivo ben preciso:  il #LagodiGarda . Già visto, direte. Eh no! Abbiamo una meta ben precisa. Mio cugino e mio zio mi hanno dato una dritta che si rivelerà azzeccata: Tremosine. Un paesino spettacolare nel bresciano, ricavato sopra al lago. Anche se mi trovo nella zona di Verona Sud-Sommacampagna, per accelerare i tempi conviene riprendere la A4 verso Brescia. Poi imboccare la Brennero e risalire fino ad Ala. Quanto basta per cominciare a prendere mano con i comandi, con le prestazioni dell’auto, 2000 da 150 cv, cambio automatico DSG. Comoda nelle lunghe percorrenze E recepire che viaggiare anche in autostrada con questa macchina, è una comodità. Manco a dirlo, Kodiaq è dotata di tutti gli accorgimenti e accessori VW. Anticipati sulla sorprendente Skoda Fabia bicolore, che per onorare la destinazione friulana mi era stata affidata di colore bianco con il tetto nero. E confermati sulla #VW #Tiguan. Con la quale abbiamo fatto un fantastico tour dell’Isola d’Elba. Cruise control intelligente, sistema di telecamera a 360 gradi, front assist e cruise control adattivo, assistenza alla guida adattiva rispetto al movimento dei mezzi che incontriamo sul percorso, lane assist per seguire la strada anche con scarsa visibilità, drive alert per scongiurare incidenti da stanchezza, traffic jam assist, che mantiene la velocità di crociera in condizioni di traffico. E perfino l’emergency assist che arresta l’auto in caso di malore e attiva l’allarme. Un buon impianto per la radio e la musica. Un’ottima interconnessione con cellulari e media. Ciò che appaga davvero è la comodità e la silenziosità di marcia. E il consumo? Primo test, sull’autostrada, dà la bandierina verde alla nostra guida. Anche Kodiaq è dotata del ‘giochino’ sul display che ci premia con un punteggio se riusciamo a guidarla in modo da ottimizzare prestazioni e consumi. Consumi contenuti e in linea con le aspettative per un’auto di queste dimensioni Risultato: in autostrada consuma meno di una berlina. Frattanto, accanto a noi scorrono i primi vigneti prevalentemente a Pinot nero, a Traminer. A vitigni eroici aggrappati a terreni dove c’è caldo di giorno, gelo la notte. Rientriamo verso il Garda. Ala, poi la splendida Riva del Garda. La sosta è d’obbligo. Nel porticciolo, sull’isola, nel centro della cittadina affollato di turisti. Il tempo però scorre. Quindi ripartiamo tenendo il lago a sinistra. Ovvero stiamo scendendo verso Gardone. Dopo avere visto sfilare accanto scorci di lago davvero suggestivi, ecco le indicazioni che ci fanno inerpicare sulla montagna che sovrasta il lago. Curve, rampe, tratti in falsopiano, salite più ripide, finchè arriviamo sul belvedere che ci avevano annunciato: il paesaggio è splendido. Davvero maneggevole e sicura in montagna E la Skoda Kodiaq? Sapete perché non ve ne stavo parlando? Perché mi ero dimenticato di guidarla. I tecnicismi di ausilio, sommati alla grande maneggevolezza dell’auto, la prontezza della risposta alle nostre sollecitazioni, ci hanno fatto sentire come alla guida di una utilitaria. Quindi? Promossa anche in montagna. Ops! È ora di cena. Nella piazzetta di Tremosine, accanto a una bella fontana tradizionale c’è il ristorante panoramico: a fondovalle si vede il lago. È proprio a cena, tra piatti al tartufo nero del posto e selvaggina, che ci suggeriscono di scendere per la Forra di Tremosine. Fatta! La Forra di Tremosine Ci infiliamo tra le rocce

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#testdrive #testroad #charlieauto con #Seat Nuova Leon raggiungiamo una #malga per pernottare

Il fantastico cielo delle #Alpi la notte e all’alba per rinfrescare la nostra calda estate sulle strade, e non solo, e tra i boschi della #Carnia Il cielo cristallino dell’alta #Carnia, in quota, ci consente di scorgere le costellazioni, e il corso vellutato della Via lattea, quasi da toccare con mano E di apprezzare finalmente un po’ di frescura dopo tante giornate di caldo africano, vissute in pianura. Un caldo splendido per vivere l’estate, specialmente al mare. Ma una pausa di riflessione dall’arsura ci permette di riscoprire il mondo circostante. Di apprezzare la ricchezza dell’ecosistema alpino. Ma ripartiamo dalla colazione, del giorno dopo. E dall’inizio: siamo saliti a Malga Pizzul 1532 m sopra Paularo (Ud) seguendo le tracce di un grande pickup. Lungo strade di montagna, piste forestali, mulattiere. Pernottare a Malga Pizzul, mentre #Seat Nuova Leon ci attende al fresco Dormire in #baita, ancorché in #malga, è stato davvero splendido. Anche perché tutt’intorno l’ambiente era fresco e non caldo come a valle. Il risveglio ci ha fatto ritrovare la nostra #Seat Nuova Leon, sullo sfondo di una skyline senza confini. Ritroviamo Delfina. Che ha tenuto fede alla mission inflittale dai genitori, quando l’hanno chiamata così. L’erede di una famiglia di agricoltori, saliti da Camino al Tagliamento (Ud), alla ricerca di pascoli, e di fresco, con un’idea imprenditoriale forse più innovativa dei moderni: fare agricoltura di pregio ed esclusiva in quota. A tavola, non può mancare il burro fresco, né le marmellate fatte in casa, i mieli. Ma c’è anche qualche krapfen, e il latte con il caffè della Moka. Non spaventatevi: nei bagni c’era l’acqua calda e ogni confort. Così nelle camere. Delfina Ferigo ci spiega che sono numerosi gli appassionati del trekking montano, delle escursioni, delle passeggiate, della mountain bike, ma anche del semplice soggiorno meditativo che specialmente in luglio e agosto frequentano la malga. Diversi giovani, numerose famiglie e gruppi, prenotano anche dall’anno precedente. Ma di solito salgono fin quassù, ci spiega, con auto da montagna o fuoristrada. Le chiariamo che come l’abito non fa il monaco, così non è l’auto che fa il conducente o il pilota E che la strada fi quassù, per quello che ci riguarda, è percorribile. Con la #Seat Nuova Leon ci siamo inerpicati fin quassù, con la famiglia, senza alcuna difficoltà. E ci siamo divertiti a penetrare nel bosco, per sbucare su pianori panoramici. Oggi quassù è festa grande: è la ricorrenza del Redentore. E la nostra #Seat si è ritrovata circondata da altri mezzi, soprattutto fuoristrada, o almeno crossover. Scenario fantastico Perché fra poco si esibirà la Banca musicale della vallata, che sarà preceduta dalla suggestiva Santa Messa, celebrata sull’altare all’aperto, vista verso il fondovalle, ma anche verso le Dolomiti friulane. Ci smarchiamo un po’ per una passeggiata fino allo spiazzo panoramico qualche centinaio di metri più in alto. Una grande croce ricorda che qui, lungo questo sentiero che va fino in Austria, al riparo delle trincee scavate più ancor più in alto, si è combattuta la Prima guerra mondiale. Anche da qui il panorama è impagabile. A poca distanza sentiamo un fischio flebile, poi più forte: sono le marmotte. Che hanno colonizzato il crinale. Ma… peccato. È ora di ritornare a casa. Salutiamo Delfina e i suoi familiari e diciamo arrivederci a Malga Pizzul. E imbocchiamo la strada in discesa. Stavolta senza patemi o timori poi rivelatisi infondati. Purtroppo dobbiamo scendere Una discesa tranquilla, un po’ di attenzione alle pietre. Ma anche i due piccoli guadi, con la luce del giorno ci si rivelano nella reale dimensione. Ripensandoci però, chissà se senza la guida del montanaro con il mezzo da trasporto boschivo, saremmo saliti ugualmente. Forse, in pieno giorno anche sì. Ah, il ragazzone con il pickup: d’estate il fine settimana vive con la famiglia in una baita quasi alla quota della malga. Ma durante la settimana sapete che cosa fa? Il direttore di banca in città. Suggestiva come doppia identità no!? B&b El Niu a Paularo nelle antiche case Linussio Ma le scoperte, nella nostra gita in Carnia, non sono ancora esaurite. Ritorniamo a Paularo. Al motivo della nostra gira in montagna: nel centro del paese, tra le case Linussio, complesso padronale che era sorto tre secoli fa attorno all’industria della tessitura, che in Carnia era fiorente, Mario Revelant, un’amico che è stato sindaco nella località negli anni ’80, quand’era, come me, poco più che un ragazzo, ha ristrutturato uno stabile. Divenuto ora un accogliente ‘bed and breakfast’, non a caso chiamato ‘El niu’, che in carnico, significa il nido. Cucina tipica per darci il benvenuto, tutto fa pensare che ne faremo una base di appoggio per le nostre escursioni autunnali, o lo sci invernale nel comprensorio, prevalentemente sci da fondo. #Seat Nuova Leon promossa per affidabilità e confort E la #Seat? Promossa a pieni voti per la comodità e la tranquillità che ci ha infuso in tutta questa esperienza, fin dalle prime rampe della montagna. Un assetto rigido quanto basta per correre via veloci nel misto, ma abbastanza morbido per superare le asperità, assicurando confort a conducente e passeggeri, la contraddistinguono. E ora? Che fare? Che cosa vi racconteremo? Staremo a vedere. Magari un’altra gita sui laghi italiani. Con un’altra vettura del Gruppo Volkswagen, o FCA, oppure… Sorpresa. Dopotutto, questo fine settimana a Trieste c’è la #Barcolana, il più grande evento velico del Mediterraneo. Chissà che assieme alle grandi barche da regata non ci sia l’occasione per provare qualche cavallo vapore. E ora? Questa terza puntata sulle strade della Carnia, ancorché una sviluppata su una delle prove speciali più amate del rallysmo italiano, le altre due in alta montagna, ve l’ho dedicata per poter pubblicare altre foto alla malga. Che non potevo non farvi vedere, perché ritraggono scenari imperdibili. #charlieinauto

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#testdrive #testroad #charlieauto con #Seat Nuova Leon raggiungiamo una #malga per pernottare

Il fantastico cielo delle #Alpi la notte e all’alba per rinfrescare la nostra calda estate sulle strade, e non solo, e tra i boschi della #Carnia Il cielo cristallino dell’alta #Carnia, in quota, ci consente di scorgere le costellazioni, e il corso vellutato della Via lattea, quasi da toccare con mano E di apprezzare finalmente un po’ di frescura dopo tante giornate di caldo africano, vissute in pianura. Un caldo splendido per vivere l’estate, specialmente al mare. Ma una pausa di riflessione dall’arsura ci permette di riscoprire il mondo circostante. Di apprezzare la ricchezza dell’ecosistema alpino. Ma ripartiamo dalla colazione, del giorno dopo. E dall’inizio: siamo saliti a Malga Pizzul 1532 m sopra Paularo (Ud) seguendo le tracce di un grande pickup. Lungo strade di montagna, piste forestali, mulattiere. Pernottare a Malga Pizzul, mentre #Seat Nuova Leon ci attende al fresco Dormire in #baita, ancorché in #malga, è stato davvero splendido. Anche perché tutt’intorno l’ambiente era fresco e non caldo come a valle. Il risveglio ci ha fatto ritrovare la nostra #Seat Nuova Leon, sullo sfondo di una skyline senza confini. Ritroviamo Delfina. Che ha tenuto fede alla mission inflittale dai genitori, quando l’hanno chiamata così. L’erede di una famiglia di agricoltori, saliti da Camino al Tagliamento (Ud), alla ricerca di pascoli, e di fresco, con un’idea imprenditoriale forse più innovativa dei moderni: fare agricoltura di pregio ed esclusiva in quota. A tavola, non può mancare il burro fresco, né le marmellate fatte in casa, i mieli. Ma c’è anche qualche krapfen, e il latte con il caffè della Moka. Non spaventatevi: nei bagni c’era l’acqua calda e ogni confort. Così nelle camere. Delfina Ferigo ci spiega che sono numerosi gli appassionati del trekking montano, delle escursioni, delle passeggiate, della mountain bike, ma anche del semplice soggiorno meditativo che specialmente in luglio e agosto frequentano la malga. Diversi giovani, numerose famiglie e gruppi, prenotano anche dall’anno precedente. Ma di solito salgono fin quassù, ci spiega, con auto da montagna o fuoristrada. Le chiariamo che come l’abito non fa il monaco, così non è l’auto che fa il conducente o il pilota E che la strada fi quassù, per quello che ci riguarda, è percorribile. Con la #Seat Nuova Leon ci siamo inerpicati fin quassù, con la famiglia, senza alcuna difficoltà. E ci siamo divertiti a penetrare nel bosco, per sbucare su pianori panoramici. Oggi quassù è festa grande: è la ricorrenza del Redentore. E la nostra #Seat si è ritrovata circondata da altri mezzi, soprattutto fuoristrada, o almeno crossover. Scenario fantastico Perché fra poco si esibirà la Banca musicale della vallata, che sarà preceduta dalla suggestiva Santa Messa, celebrata sull’altare all’aperto, vista verso il fondovalle, ma anche verso le Dolomiti friulane. Ci smarchiamo un po’ per una passeggiata fino allo spiazzo panoramico qualche centinaio di metri più in alto. Una grande croce ricorda che qui, lungo questo sentiero che va fino in Austria, al riparo delle trincee scavate più ancor più in alto, si è combattuta la Prima guerra mondiale. Anche da qui il panorama è impagabile. A poca distanza sentiamo un fischio flebile, poi più forte: sono le marmotte. Che hanno colonizzato il crinale. Ma… peccato. È ora di ritornare a casa. Salutiamo Delfina e i suoi familiari e diciamo arrivederci a Malga Pizzul. E imbocchiamo la strada in discesa. Stavolta senza patemi o timori poi rivelatisi infondati. Purtroppo dobbiamo scendere Una discesa tranquilla, un po’ di attenzione alle pietre. Ma anche i due piccoli guadi, con la luce del giorno ci si rivelano nella reale dimensione. Ripensandoci però, chissà se senza la guida del montanaro con il mezzo da trasporto boschivo, saremmo saliti ugualmente. Forse, in pieno giorno anche sì. Ah, il ragazzone con il pickup: d’estate il fine settimana vive con la famiglia in una baita quasi alla quota della malga. Ma durante la settimana sapete che cosa fa? Il direttore di banca in città. Suggestiva come doppia identità no!? B&b El Niu a Paularo nelle antiche case Linussio Ma le scoperte, nella nostra gita in Carnia, non sono ancora esaurite. Ritorniamo a Paularo. Al motivo della nostra gira in montagna: nel centro del paese, tra le case Linussio, complesso padronale che era sorto tre secoli fa attorno all’industria della tessitura, che in Carnia era fiorente, Mario Revelant, un’amico che è stato sindaco nella località negli anni ’80, quand’era, come me, poco più che un ragazzo, ha ristrutturato uno stabile. Divenuto ora un accogliente ‘bed and breakfast’, non a caso chiamato ‘El niu’, che in carnico, significa il nido. Cucina tipica per darci il benvenuto, tutto fa pensare che ne faremo una base di appoggio per le nostre escursioni autunnali, o lo sci invernale nel comprensorio, prevalentemente sci da fondo. #Seat Nuova Leon promossa per affidabilità e confort E la #Seat? Promossa a pieni voti per la comodità e la tranquillità che ci ha infuso in tutta questa esperienza, fin dalle prime rampe della montagna. Un assetto rigido quanto basta per correre via veloci nel misto, ma abbastanza morbido per superare le asperità, assicurando confort a conducente e passeggeri, la contraddistinguono. E ora? Che fare? Che cosa vi racconteremo? Staremo a vedere. Magari un’altra gita sui laghi italiani. Con un’altra vettura del Gruppo Volkswagen, o FCA, oppure… Sorpresa. Dopotutto, questo fine settimana a Trieste c’è la #Barcolana, il più grande evento velico del Mediterraneo. Chissà che assieme alle grandi barche da regata non ci sia l’occasione per provare qualche cavallo vapore. E ora? Questa terza puntata sulle strade della Carnia, ancorché una sviluppata su una delle prove speciali più amate del rallysmo italiano, le altre due in alta montagna, ve l’ho dedicata per poter pubblicare altre foto alla malga. Che non potevo non farvi vedere, perché ritraggono scenari imperdibili. #charlieinauto

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#testdrive #testroad Visto che #Seat Nuova Leon sale fino in malga?

Alla ricerca del fresco e di una natura intatta ma anche dei sapori genuini Mille metri sopra Paularo c’è Malga Pizzul gestita dalla gamiglia Fedrigo da 40 anni Avete visto? La Seat nuova Leon, sulla Ligosullo – #Paularo ve l’ho portata. Non è certo un’auto pronta per correre. Ma non viene prodotta per questo. Comoda per la sua categoria, completamente accessoriata e dotata dei pacchetti di sicurezza e di guida assistita che il Gruppo Volkswagen assicura ai suoi clienti. Sulle strade di montagna, sul misto, qualora serva potenza per schizzare via oltre le asperità e gli imprevisti della strada, risponde con sincera efficacia. Cilindrata di 1400 cc e 150 CV, ben gestiti elettronicamente, un peso commisurato con le dimensioni, assicurano una guida sicura, anche se ci si può divertire in qualche strada di misto, veloce. Dopo avere fatto l’abitudine con tante auto con il cambio automatico, il cambio a sei marce ci fa lavorare un po’ sui tornanti in salita, ma è rapido nell’innesto anche quando il motore ci deve aiutare in discesa. Dopo la cronoscalata un po’ di …fiato Beh, siamo ancora in montagna. Piena estate. Siamo ritornati a Ligosullo, anche toccando la splendida vallata del torrente But, e Paluzza. Dove è possibile trovare splendidi prodotti alimentari e gastronomici della Carnia. E, dove c’era venuta la tentazione di fare un salto in Austria. Perché da Paluzza, passato Timau con i laghetti, biotopo tutelato e d’inverno splendida pista da fondo, e il Museo della Grande guerra, perché le alte montagne circostanti tutt’ora conservano trincee e camminamenti della Prima guerra mondiale, da visitare lungo i sentieri del Cai, il richiamo del Passo di Monte Croce Carnico era davvero forte. Oltre sette km di salita con tornanti, veloce, misto. Ricordo d’averlo scalato, e disceso, con mio zio con la Fiat 1100. Luoghi della storia: andiamo in Austria? In cima, il confine con l’Austria. E sull’altro versante, un altro mondo, con il verde curatissimo, le case di montagna: uno scenario montano di quelli che l’Austria presenta in buona parte dell’arco alpino. Ma anche se le giornate sono ancora lunghe, siamo in tre, e l’affrontare le strade oltre confine, di montagna, al buio, avrebbe potuto darci qualche preoccupazione. O insinuarla tra i passeggeri. Così ritorniamo a Paularo. E progettiamo di affrontare il Cason di Lanza. Sostare in malga, ridiscendere per la Val Aupa a Moggio, nel gemonese, e ritornare sulla A23 verso Udine. Ma ci impensierisce la lunghezza del percorso, e il fatto che …fra un paio d’ore sarà buio. E anche se in Italia, magari lassù farà buio, l’auto non è nostra, ecc… Però la spinta istintuale è forte. Cominciamo a salire. Ci fermiamo accanto a un pratone dove pascolano le capre. Località Misincinis. Chiediamo informazioni: “Ci sono malghe più vicine qui sopra”? Una a 5/6 km, ma la strada, in alto è un po’ così, ci risponde una signora attempata in carnico. Però è una signora. Non un giovane, o meno, di montagna uso a scorrazzare per mulattiere e piste forestali. Allora proseguo verso la montagna. Che dite? Saliamo in malga? Ecco un’altra frazione: Ravinis. Proseguo e mi fermo in un punto fotogenico, per l’auto, a scattare qualche foto. Passa un vecchietto con l’Ape. Lo fermiamo. Ci studia, guarda la macchina e cin induce a continuare, anche se più su la strada si restringe, ma sarà ancora asfaltata. Due, tre lm in mezzo al bosco di conifere, finché raggiungiamo una radura dalla quale si scorge il fondovalle. Laggiù c’è Paularo, che abbiamo lasciato una ventina di minuti prima. Alcune baite ben curate, con tanto di gerani sui balconi ci fanno presagire dedurre che fin qui si arriva facilmente in auto. E più avanti? Più avanti è sterrato, ci anticipa un uomo alla guida di un potente pic up. “Però dovresti farcela”, mi rassicura dopo avere squadrato la nostra Nuova Leon. L’attrazione è imprescindibile: a valle c’erano 36°, qui, a 1100 m, 25°. E più in alto? Tra l’altro si avvicina l’imbrunire. Il panorama sarà splendido. Vinta la ritrosia di uno dei trasportati, mi infilo dietro al pickup. Piste forestali e mulattiere: ce la faremo? Ecco lo sterrato. Si restringe, ma è scorrevole. Eh… l’attraversamento d’acqua di un ruscello: splendido. Il fondo è un po’ sconnesso, ma non ci creerà difficoltà. L’acqua non è alta. La presenza del fuoristrada davanti a noi mi rassicura. Nel caso ci fosse qualche ostacolo sulla strada, con la sua mole me lo spazzerebbe via. Pian piano si comincia a vedere più paesaggio che abeti. Ed è splendido. Finché la montagna comincia a farsi più dolce e prevalgono i prati: probabilmente la malga è qui sopra. Ancora alcuni curvoni in pendenza ed ecco che si apre il pianoro. Lo scenario è mozzafiato: la baita è dietro alle stalle, sotto alla montagna. Una piccola cappella è posizionata sull’orlo del precipizio, la skyline sono le vette delle Alpi Carniche e Giulie, ma si intravedono anche le Dolomiti friulane, che si stagliano sulla luce del tramonto. E giù, si vede fino a fondovalle: è l’abitato di Paularo, oltre 1 km più in basso. Arrivati: quota 1532 a Malga Pizzul 1000 m sopra Paularo Ce l’abbiamo fatta: Malga Pizzul 1532 m. All’esterno un bancone con chiosco di legno e pietra, dal quale ci porgono una birra fresca. Il clima: splendidamente asciutto e 24°. Fantastico! Sentiamo i vicini, in abbigliamento consono all’ambiente forestale che commentano in carnico, la lingua friulana parlata su queste montagne: “Hai visto! (‘bulo’) Spavaldo quel signore: è venuto fin quassù con la Seat”… Il paesaggio ci cattura sempre di più. Man mano che cala la sera, diviene fatato. Ci invitano ad entrare. Foto in bianco e nero e oggetti d’arredo dei primi del ‘900 ci ricordano l’antico uso della malga. Ci accoglie Delfina Ferigo, la figlia del primo gestore della marga, Erminio, quarant’anni fa. Assieme alle nipoti che ci servono in breve un gustoso antipasto di formaggi e insaccati (quassù assieme alle mucche allevano anche maiali), una buona pasta al ragù e il frico, il formaggio fritto con

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#testdrive #testroad Visto che #Seat Nuova Leon sale fino in malga?

Alla ricerca del fresco e di una natura intatta ma anche dei sapori genuini Mille metri sopra Paularo c’è Malga Pizzul gestita dalla gamiglia Fedrigo da 40 anni Avete visto? La Seat nuova Leon, sulla Ligosullo – #Paularo ve l’ho portata. Non è certo un’auto pronta per correre. Ma non viene prodotta per questo. Comoda per la sua categoria, completamente accessoriata e dotata dei pacchetti di sicurezza e di guida assistita che il Gruppo Volkswagen assicura ai suoi clienti. Sulle strade di montagna, sul misto, qualora serva potenza per schizzare via oltre le asperità e gli imprevisti della strada, risponde con sincera efficacia. Cilindrata di 1400 cc e 150 CV, ben gestiti elettronicamente, un peso commisurato con le dimensioni, assicurano una guida sicura, anche se ci si può divertire in qualche strada di misto, veloce. Dopo avere fatto l’abitudine con tante auto con il cambio automatico, il cambio a sei marce ci fa lavorare un po’ sui tornanti in salita, ma è rapido nell’innesto anche quando il motore ci deve aiutare in discesa. Dopo la cronoscalata un po’ di …fiato Beh, siamo ancora in montagna. Piena estate. Siamo ritornati a Ligosullo, anche toccando la splendida vallata del torrente But, e Paluzza. Dove è possibile trovare splendidi prodotti alimentari e gastronomici della Carnia. E, dove c’era venuta la tentazione di fare un salto in Austria. Perché da Paluzza, passato Timau con i laghetti, biotopo tutelato e d’inverno splendida pista da fondo, e il Museo della Grande guerra, perché le alte montagne circostanti tutt’ora conservano trincee e camminamenti della Prima guerra mondiale, da visitare lungo i sentieri del Cai, il richiamo del Passo di Monte Croce Carnico era davvero forte. Oltre sette km di salita con tornanti, veloce, misto. Ricordo d’averlo scalato, e disceso, con mio zio con la Fiat 1100. Luoghi della storia: andiamo in Austria? In cima, il confine con l’Austria. E sull’altro versante, un altro mondo, con il verde curatissimo, le case di montagna: uno scenario montano di quelli che l’Austria presenta in buona parte dell’arco alpino. Ma anche se le giornate sono ancora lunghe, siamo in tre, e l’affrontare le strade oltre confine, di montagna, al buio, avrebbe potuto darci qualche preoccupazione. O insinuarla tra i passeggeri. Così ritorniamo a Paularo. E progettiamo di affrontare il Cason di Lanza. Sostare in malga, ridiscendere per la Val Aupa a Moggio, nel gemonese, e ritornare sulla A23 verso Udine. Ma ci impensierisce la lunghezza del percorso, e il fatto che …fra un paio d’ore sarà buio. E anche se in Italia, magari lassù farà buio, l’auto non è nostra, ecc… Però la spinta istintuale è forte. Cominciamo a salire. Ci fermiamo accanto a un pratone dove pascolano le capre. Località Misincinis. Chiediamo informazioni: “Ci sono malghe più vicine qui sopra”? Una a 5/6 km, ma la strada, in alto è un po’ così, ci risponde una signora attempata in carnico. Però è una signora. Non un giovane, o meno, di montagna uso a scorrazzare per mulattiere e piste forestali. Allora proseguo verso la montagna. Che dite? Saliamo in malga? Ecco un’altra frazione: Ravinis. Proseguo e mi fermo in un punto fotogenico, per l’auto, a scattare qualche foto. Passa un vecchietto con l’Ape. Lo fermiamo. Ci studia, guarda la macchina e cin induce a continuare, anche se più su la strada si restringe, ma sarà ancora asfaltata. Due, tre lm in mezzo al bosco di conifere, finché raggiungiamo una radura dalla quale si scorge il fondovalle. Laggiù c’è Paularo, che abbiamo lasciato una ventina di minuti prima. Alcune baite ben curate, con tanto di gerani sui balconi ci fanno presagire dedurre che fin qui si arriva facilmente in auto. E più avanti? Più avanti è sterrato, ci anticipa un uomo alla guida di un potente pic up. “Però dovresti farcela”, mi rassicura dopo avere squadrato la nostra Nuova Leon. L’attrazione è imprescindibile: a valle c’erano 36°, qui, a 1100 m, 25°. E più in alto? Tra l’altro si avvicina l’imbrunire. Il panorama sarà splendido. Vinta la ritrosia di uno dei trasportati, mi infilo dietro al pickup. Piste forestali e mulattiere: ce la faremo? Ecco lo sterrato. Si restringe, ma è scorrevole. Eh… l’attraversamento d’acqua di un ruscello: splendido. Il fondo è un po’ sconnesso, ma non ci creerà difficoltà. L’acqua non è alta. La presenza del fuoristrada davanti a noi mi rassicura. Nel caso ci fosse qualche ostacolo sulla strada, con la sua mole me lo spazzerebbe via. Pian piano si comincia a vedere più paesaggio che abeti. Ed è splendido. Finché la montagna comincia a farsi più dolce e prevalgono i prati: probabilmente la malga è qui sopra. Ancora alcuni curvoni in pendenza ed ecco che si apre il pianoro. Lo scenario è mozzafiato: la baita è dietro alle stalle, sotto alla montagna. Una piccola cappella è posizionata sull’orlo del precipizio, la skyline sono le vette delle Alpi Carniche e Giulie, ma si intravedono anche le Dolomiti friulane, che si stagliano sulla luce del tramonto. E giù, si vede fino a fondovalle: è l’abitato di Paularo, oltre 1 km più in basso. Arrivati: quota 1532 a Malga Pizzul 1000 m sopra Paularo Ce l’abbiamo fatta: Malga Pizzul 1532 m. All’esterno un bancone con chiosco di legno e pietra, dal quale ci porgono una birra fresca. Il clima: splendidamente asciutto e 24°. Fantastico! Sentiamo i vicini, in abbigliamento consono all’ambiente forestale che commentano in carnico, la lingua friulana parlata su queste montagne: “Hai visto! (‘bulo’) Spavaldo quel signore: è venuto fin quassù con la Seat”… Il paesaggio ci cattura sempre di più. Man mano che cala la sera, diviene fatato. Ci invitano ad entrare. Foto in bianco e nero e oggetti d’arredo dei primi del ‘900 ci ricordano l’antico uso della malga. Ci accoglie Delfina Ferigo, la figlia del primo gestore della marga, Erminio, quarant’anni fa. Assieme alle nipoti che ci servono in breve un gustoso antipasto di formaggi e insaccati (quassù assieme alle mucche allevano anche maiali), una buona pasta al ragù e il frico, il formaggio fritto con

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‘automobilismo da corsa

La grinta della Nuova #Seat Leon sulla speciale del rally Alpi Orientali Ligosullo-Paularo Vi capita di usare una chicca che può passare inosservata. Ma che chi mastica un po’ di motori, nota per la strada. Perché è la nuova versione di un’auto di successo. Anche in pista. Compatta, piccolina da fuori, spaziosa dentro, presenta tutto quello che serve e anche di più. È un’auto giovane. E come tale ha dotazioni che piacciono in particolare ai giovani. Ma poi anche ai più ‘grandi’, i quali, quando le provano, ci si abituano volentieri. Per esempio l’illuminazione a Led che interrompe la monotonia della portiera. E che a comando si accende del colore che preferiamo. Mentre l’illuminazione delle pedane, sia nei posti anteriori che in quelli posteriori è regolabile. Un’opzione di matrice Volkswagen che ritroveremo su auto più grandi del Gruppo. È la nuova Seat Leon. Ci è già capitato di usare un’auto piccola, e di sentirci calare nell’abitacolo dell’auto che ha vinto il mondiale rally #WRC, con la #Skoda Fabia. Questa è più spaziosa, più grande, confortevole, scattante, comunque morbida da guidare. Scendiamo di un gradino solo perché è con il cambio manuale. Ma gli accorgimenti per la guida assistita di matrice #VW ci permetteranno di sopperire a questa ‘novità’, e ci riporteranno alla guida. Così, dopo un giro in autostrada, il solito trasferimento dal #Veneto centrale al #Friuli, per verificare che la Seat Leon è risparmiosa. Ovviamente bisogna fare attenzione con il piede, ma i consumi, nonostante il motore sia un 1400 a benzina, sono davvero contenuti. Nonostante siamo costretti dalla calura ad accendere il clima, la macchina non registra cali di potenza Anche nell’estate più prolungatamente calda degli ultimi anni. Che ci costringe, da subito, ad accendere il clima a manetta. Che risponde bene alle aspettative e ci consente di viaggiare in pieno relax. E non influisce su prestazioni e consumi. E’ bene spiegare però che pur essendo un 1400 cc, il motore di questa Seat Leon ci regala ben 150 CV. Dunque, riassumendo, 6 marce, e un motore sportivo ma all’occorrenza morbido e silenzioso. Le rifiniture di alto livello e soprattutto ergonomiche. Nell’abitacolo tutto ci mette a nostro agio. Fatta la sua conoscenza, ora, che si fa? Il caldo dell’estate è insistente. Quindi? Cerchiamo scampo al mare? Non basta, perché là, nella #RivieraFriulana l’escursione termica tra giorno e notte è limitata. Allora, non ci resta che andare in montagna. L’ispirazione arriva con l’occasione. L’inaugurazione di un bed and breakfast a Paularo. ‘Il Niu’, in lingua friulana Il nido, ricavato nelle antiche case Linussio del vecchio borgo della Carnia, da Mario Revelant. Paularo, nella val d’Incarojo. Ci offre diverse possibilità in serate lunghe e calde come quelle dell’estate 2017. Le bellezze della montagna friulana, la mitica ps. Ligosullo-Paularo Andar per malghe, e rientrare dalla Val Aupa, o scendere verso il Gemonese. Oppure… Paularo-Ligosullo, lo scollinamento verso la Valle del But, l’altro ramo del suggestivo paesaggio montano della Carnia. Nel senso contrario, era una delle mitiche prove speciali del Rally delle #Alpi Orientali. E, credo di ricordare, anche del Rally di San Martino di Castrozza. Era completamente sterrata, e ricordo che negli ultimi tornanti vedevo scendere le Fiat 124 Abarth, l’Alfa Romeo Gtv, le Opel Ascona, la Opel Commodore, le Porsche Carrera, la Lancia Beta, le A112, con una delle ruote posteriori quasi nel vuoto… O nel vuoto. Bene. Trovato l’equipaggio da scaricare a terra per darmi il via libera, o no, e per riprendermi con foto e video, scaldo ruote e motore in salita. Splendido lo scenario, dalle ultime abitazioni di Paularo. Poi in mezzo al bosco. La versione che mi hanno affidato alla Volkswagen a Verona è la FR. Con l’assetto più sportivo. Cominciamo a tirare un po’ le marce. E la Seat Nuova Leon, 1400 cc, si arrampica bene, e dai tornanti al misto si svicola con agilità e la potenza che serve. Arriviamo a Ligosullo, e invece di proseguire verso Paluzza, dove abbiamo amici, non ultimi i fondisti olimpionici Di Centa, decidiamo di percorrere la speciale nel senso di marcia dei rallisti di allora. Pronti: via! All’inizio si sale un po’. Per affrontare sette tornanti. Quelli più spettacolari. La Leon si qualifica per grinta e agilità in questo tratto. C’è da dire che ognuno di questi #testdrive per me è una scoperta. Infatti, finora ho provato modelli e versioni sempre in anteprima. Il che non vuol dire che ero il primo a salire a bordo di uno di questi modelli. O meglio, non sempre. Ma le ho sempre provate prima che altri le potessero descrivere sui loro media, televisivi, cartacei, on line. Come ne sono certo? Semplicemente andando a sfruculiare su Google per vedere recensioni e test. Addirittura le Case, spesso, non riportano la versione che ho in uso. E così, addio dati.. Questo per evidenziare che anche la Nuova Seat Leon è stata una piacevole sorpresa, e scoperta. Perché anche dopo la salita movimentata dai tornanti dei primi km della Sp 24, da Ligosullo a Paularo, è arrivato un bel misto in falsopiano, poi in discesa con alcuni tornanti e il tratto veloce finale, che s’introduce nell’abitato di Paularo. Gran bella strada, anche da asfaltata. E gran bella macchina: si tratta sempre di una 5 porte, anche se con vocazione sportiva. Ma assetto e freni hanno retto alla prova, speciale, al clima caldo, alle nostre richieste. Ma allora? Una coupé giovane, sportiva, ma anche elegante nella sua sobrietà può andare anche in alta montagna? Certo, e la prossima volta vedremo come si comporta. Charlieinauto (Segue-1)

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‘automobilismo da corsa

La grinta della Nuova #Seat Leon sulla speciale del rally Alpi Orientali Ligosullo-Paularo Vi capita di usare una chicca che può passare inosservata. Ma che chi mastica un po’ di motori, nota per la strada. Perché è la nuova versione di un’auto di successo. Anche in pista. Compatta, piccolina da fuori, spaziosa dentro, presenta tutto quello che serve e anche di più. È un’auto giovane. E come tale ha dotazioni che piacciono in particolare ai giovani. Ma poi anche ai più ‘grandi’, i quali, quando le provano, ci si abituano volentieri. Per esempio l’illuminazione a Led che interrompe la monotonia della portiera. E che a comando si accende del colore che preferiamo. Mentre l’illuminazione delle pedane, sia nei posti anteriori che in quelli posteriori è regolabile. Un’opzione di matrice Volkswagen che ritroveremo su auto più grandi del Gruppo. È la nuova Seat Leon. Ci è già capitato di usare un’auto piccola, e di sentirci calare nell’abitacolo dell’auto che ha vinto il mondiale rally #WRC, con la #Skoda Fabia. Questa è più spaziosa, più grande, confortevole, scattante, comunque morbida da guidare. Scendiamo di un gradino solo perché è con il cambio manuale. Ma gli accorgimenti per la guida assistita di matrice #VW ci permetteranno di sopperire a questa ‘novità’, e ci riporteranno alla guida. Così, dopo un giro in autostrada, il solito trasferimento dal #Veneto centrale al #Friuli, per verificare che la Seat Leon è risparmiosa. Ovviamente bisogna fare attenzione con il piede, ma i consumi, nonostante il motore sia un 1400 a benzina, sono davvero contenuti. Nonostante siamo costretti dalla calura ad accendere il clima, la macchina non registra cali di potenza Anche nell’estate più prolungatamente calda degli ultimi anni. Che ci costringe, da subito, ad accendere il clima a manetta. Che risponde bene alle aspettative e ci consente di viaggiare in pieno relax. E non influisce su prestazioni e consumi. E’ bene spiegare però che pur essendo un 1400 cc, il motore di questa Seat Leon ci regala ben 150 CV. Dunque, riassumendo, 6 marce, e un motore sportivo ma all’occorrenza morbido e silenzioso. Le rifiniture di alto livello e soprattutto ergonomiche. Nell’abitacolo tutto ci mette a nostro agio. Fatta la sua conoscenza, ora, che si fa? Il caldo dell’estate è insistente. Quindi? Cerchiamo scampo al mare? Non basta, perché là, nella #RivieraFriulana l’escursione termica tra giorno e notte è limitata. Allora, non ci resta che andare in montagna. L’ispirazione arriva con l’occasione. L’inaugurazione di un bed and breakfast a Paularo. ‘Il Niu’, in lingua friulana Il nido, ricavato nelle antiche case Linussio del vecchio borgo della Carnia, da Mario Revelant. Paularo, nella val d’Incarojo. Ci offre diverse possibilità in serate lunghe e calde come quelle dell’estate 2017. Le bellezze della montagna friulana, la mitica ps. Ligosullo-Paularo Andar per malghe, e rientrare dalla Val Aupa, o scendere verso il Gemonese. Oppure… Paularo-Ligosullo, lo scollinamento verso la Valle del But, l’altro ramo del suggestivo paesaggio montano della Carnia. Nel senso contrario, era una delle mitiche prove speciali del Rally delle #Alpi Orientali. E, credo di ricordare, anche del Rally di San Martino di Castrozza. Era completamente sterrata, e ricordo che negli ultimi tornanti vedevo scendere le Fiat 124 Abarth, l’Alfa Romeo Gtv, le Opel Ascona, la Opel Commodore, le Porsche Carrera, la Lancia Beta, le A112, con una delle ruote posteriori quasi nel vuoto… O nel vuoto. Bene. Trovato l’equipaggio da scaricare a terra per darmi il via libera, o no, e per riprendermi con foto e video, scaldo ruote e motore in salita. Splendido lo scenario, dalle ultime abitazioni di Paularo. Poi in mezzo al bosco. La versione che mi hanno affidato alla Volkswagen a Verona è la FR. Con l’assetto più sportivo. Cominciamo a tirare un po’ le marce. E la Seat Nuova Leon, 1400 cc, si arrampica bene, e dai tornanti al misto si svicola con agilità e la potenza che serve. Arriviamo a Ligosullo, e invece di proseguire verso Paluzza, dove abbiamo amici, non ultimi i fondisti olimpionici Di Centa, decidiamo di percorrere la speciale nel senso di marcia dei rallisti di allora. Pronti: via! All’inizio si sale un po’. Per affrontare sette tornanti. Quelli più spettacolari. La Leon si qualifica per grinta e agilità in questo tratto. C’è da dire che ognuno di questi #testdrive per me è una scoperta. Infatti, finora ho provato modelli e versioni sempre in anteprima. Il che non vuol dire che ero il primo a salire a bordo di uno di questi modelli. O meglio, non sempre. Ma le ho sempre provate prima che altri le potessero descrivere sui loro media, televisivi, cartacei, on line. Come ne sono certo? Semplicemente andando a sfruculiare su Google per vedere recensioni e test. Addirittura le Case, spesso, non riportano la versione che ho in uso. E così, addio dati.. Questo per evidenziare che anche la Nuova Seat Leon è stata una piacevole sorpresa, e scoperta. Perché anche dopo la salita movimentata dai tornanti dei primi km della Sp 24, da Ligosullo a Paularo, è arrivato un bel misto in falsopiano, poi in discesa con alcuni tornanti e il tratto veloce finale, che s’introduce nell’abitato di Paularo. Gran bella strada, anche da asfaltata. E gran bella macchina: si tratta sempre di una 5 porte, anche se con vocazione sportiva. Ma assetto e freni hanno retto alla prova, speciale, al clima caldo, alle nostre richieste. Ma allora? Una coupé giovane, sportiva, ma anche elegante nella sua sobrietà può andare anche in alta montagna? Certo, e la prossima volta vedremo come si comporta. Charlieinauto (Segue-1)

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#Test:drive Mercedes #AMG GLA 45 381CV rapporto peso potenza da jet 191CV/l

Ho scelto nel parco stampa l’oggetto più easy rosso fiammante compatto e giovane senza sapere cosa c’era sotto Rosso fiammante, la più piccola presente in quel fantastico, anche se temporaneo, parco vetture. Un SUV compatto. Ruote da 19. Avevo visto in giro la GLA 180. Ma la Mercedes GLA 45 4 MATIC Edizione limitata cinquantenario, mi era sfuggita dalle mie seppur fugaci rassegne stampa. Tentenno un po’. Poi una delle incaricate dell’AMG Italia mi chiama: signor Morandini, ecco la chiave. Caspita! Tocca a me E adesso? Che ci faccio? Tutti quei CV su una strada normale, sono sprecati. E rischio anche la patente. Anche se di punti, oramai, ne ho di scorta. Salgo a bordo. Il sedile sembra ritagliato da un maestro d’ascia proprio per me… Di fronte un cruscotto sobrio, ma completo. Il volante non lascia spazio a malintesi: dotato di decine di comandi, non ti può sfuggire. La plancia di primo acchito mi sembra un po’ pacchiana. Ma quando scoprirò cosa c’è sotto, capirò che si tratta di una serie di rifiniture che arricchiscono l’allestimento di lusso, per renderlo sportivo. Dominano le tre bocchette d’aria con l’orlo rosso fiammante. Che richiamano le frecce d’argento che sono il simbolo della Mercedes. I comandi a consolle sono essenziali, ma non lasciano adito a malintesi. Sulla sinistra, sulla portiera, la pulsantiera ergonomica per regolare il sedile in tutte le posizioni. Me lo assesto perché ho come un presentimento. Istintivamente cerco lo specchietto centrale per registrarlo, ma poi capisco che fa da solo. E sono pronto. Ma ora …tocca a Lei! Mi infilo nelle piste di uscita del parcheggio dell’aeroporto, dietro al mio vecchio ‘compare di merende’ che stavolta guida la SL giallo oro. E cerco di prendere dimestichezza con questo nuovo mezzo, il quarto della giornata considerando che ero arrivato all’appuntamento con un’altra auto in prova, anche lei un piccolo bolide. Dimestichezza con acceleratore e freno. Di frizione non se ne parla perché ha 7 marce automatiche. E 4 ruote motrici, da 19’. Già questi dati e dimensioni mi avevano fatto pensare. Ma ritorniamo a noi: in un attimo escogito lo stratagemma. L’autostrada. In una zona dove le strade sono nervose ma aperte al traffico, non ci sono piste adeguate, ci sono controlli dappertutto, che cosa mi resta da fare con questa o con le altre AMG a disposizione: farle scaricare i CV sulle ruote nel minor tempo possibile. E da 0 a 130 km/h che raggiunga la velocità in 20-10-una manciata di secondi, o meno, nessuno avrà nulla da ridire. Anche perché la giornata è tranquilla e il traffico è leggero. Così passo il Telepass, e mi infilo in autostrada. Tocca a leiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Schiaccio il pedale dell’acceleratore fin dove riesco e lei quasi mi precede. Cerco di contare i secondi; non ci riesco. È troppo… veloce. E sto raggiungendo il collega amico sulla cabrio!? Ragazzi! Sembra di guidare un jet al decollo. Arrivo a uno svincolo, così posso rallentare fin quasi a fermarmi. Non c’è nessuno. Nemmeno davanti: via! La progressione è fantastica per un’auto di serie, un piccolo SUV. Non si avverte minimamente il cambio delle marce. E stavolta tengo d’occhio il contachilometri: da fermo a 100 km/h non riesco a contare più di 4 secondi!!! Meno male che sono già all’uscita. Altrimenti, un paio di sgasate ancora le avrei tirate, ma a rischio. Così provo staccata e frenata: splendida. I sistemi di guida assistita precedono le mie intenzioni e lo sforzo che devo scaricare sui comandi è insignificante. E la guida è perfettamente graduale. Provo a vedere che cosa succede sul misto: è come un go kart. Agile, docile, obbediente, ma con una risposta di coppia che poco ha da invidiare a una F1. Rallento, mi concedo un po’ di respiro. I piloti dell’AMG mi indicano che dobbiamo prolungare il giro per andare a fare il pieno. Servirà ai colleghi di domani. Così accendo la radio e mi godo un po’ di bella musica. Con il massimo del supporto ambientale perché la AMG GLA 45 è silenziosissima. Dentro. Ma fuori, mi dicono, che il suo rombo è davvero grintoso, ma morbido. L’auto di serie più potente al mondo e della gran parte delle auto sportive con rapporto peso-potenza stellare Scendo e finalmente do un’occhiata alle specifiche della macchina: è un duemila (1991 cc) da 381 CV, 191/CV litro, la coppia di 475 Nm tra 2500 e 5000 giri, velocità massima 270 km/h. Dati stellari per un’auto di serie, del marchio sportivo AMG della Stella d’argento. Credo di non avere mai guidato prima un mezzo così performante. L’entusiasmo che mi aveva preso subito è la prova che le emozioni erano state scatenate dal superamento di una soglia personale dell’esperienza nella velocità e accelerazione. Così mi incuriosisco ancora e cerco le recensioni di qualche collega. Non ne trovo, perché questo modello era stato presentato da poco a un salone, e non ancora alla stampa. Dunque, anche stavolta ero tra i privilegiati a saltarci a bordo per primo. Però trovo una brochure della Casa, con una valutazione che sento essere veritiera, ma che poi a ogni buon conto mi sarà confermata da altre fonti: quel giocattolino che ho provato è l’auto più potente del mondo tra le vetture di serie, con un rapporto peso-potenza da fantascienza. E più potente della gran parte delle vetture sportive. Con la turbina Twinscroll che assicura tempi di risposta spontanei e la massima agilità d’utilizzo dell’auto. Capite il riferimento agli amici di #TopGear? Qualche volta, il colpo di fortuna può capitare anche a voi…                            IMG_8986 IMG_8995

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#Test:drive Mercedes #AMG GLA 45 381CV rapporto peso potenza da jet 191CV/l

Ho scelto nel parco stampa l’oggetto più easy rosso fiammante compatto e giovane senza sapere cosa c’era sotto Rosso fiammante, la più piccola presente in quel fantastico, anche se temporaneo, parco vetture. Un SUV compatto. Ruote da 19. Avevo visto in giro la GLA 180. Ma la Mercedes GLA 45 4 MATIC Edizione limitata cinquantenario, mi era sfuggita dalle mie seppur fugaci rassegne stampa. Tentenno un po’. Poi una delle incaricate dell’AMG Italia mi chiama: signor Morandini, ecco la chiave. Caspita! Tocca a me E adesso? Che ci faccio? Tutti quei CV su una strada normale, sono sprecati. E rischio anche la patente. Anche se di punti, oramai, ne ho di scorta. Salgo a bordo. Il sedile sembra ritagliato da un maestro d’ascia proprio per me… Di fronte un cruscotto sobrio, ma completo. Il volante non lascia spazio a malintesi: dotato di decine di comandi, non ti può sfuggire. La plancia di primo acchito mi sembra un po’ pacchiana. Ma quando scoprirò cosa c’è sotto, capirò che si tratta di una serie di rifiniture che arricchiscono l’allestimento di lusso, per renderlo sportivo. Dominano le tre bocchette d’aria con l’orlo rosso fiammante. Che richiamano le frecce d’argento che sono il simbolo della Mercedes. I comandi a consolle sono essenziali, ma non lasciano adito a malintesi. Sulla sinistra, sulla portiera, la pulsantiera ergonomica per regolare il sedile in tutte le posizioni. Me lo assesto perché ho come un presentimento. Istintivamente cerco lo specchietto centrale per registrarlo, ma poi capisco che fa da solo. E sono pronto. Ma ora …tocca a Lei! Mi infilo nelle piste di uscita del parcheggio dell’aeroporto, dietro al mio vecchio ‘compare di merende’ che stavolta guida la SL giallo oro. E cerco di prendere dimestichezza con questo nuovo mezzo, il quarto della giornata considerando che ero arrivato all’appuntamento con un’altra auto in prova, anche lei un piccolo bolide. Dimestichezza con acceleratore e freno. Di frizione non se ne parla perché ha 7 marce automatiche. E 4 ruote motrici, da 19’. Già questi dati e dimensioni mi avevano fatto pensare. Ma ritorniamo a noi: in un attimo escogito lo stratagemma. L’autostrada. In una zona dove le strade sono nervose ma aperte al traffico, non ci sono piste adeguate, ci sono controlli dappertutto, che cosa mi resta da fare con questa o con le altre AMG a disposizione: farle scaricare i CV sulle ruote nel minor tempo possibile. E da 0 a 130 km/h che raggiunga la velocità in 20-10-una manciata di secondi, o meno, nessuno avrà nulla da ridire. Anche perché la giornata è tranquilla e il traffico è leggero. Così passo il Telepass, e mi infilo in autostrada. Tocca a leiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Schiaccio il pedale dell’acceleratore fin dove riesco e lei quasi mi precede. Cerco di contare i secondi; non ci riesco. È troppo… veloce. E sto raggiungendo il collega amico sulla cabrio!? Ragazzi! Sembra di guidare un jet al decollo. Arrivo a uno svincolo, così posso rallentare fin quasi a fermarmi. Non c’è nessuno. Nemmeno davanti: via! La progressione è fantastica per un’auto di serie, un piccolo SUV. Non si avverte minimamente il cambio delle marce. E stavolta tengo d’occhio il contachilometri: da fermo a 100 km/h non riesco a contare più di 4 secondi!!! Meno male che sono già all’uscita. Altrimenti, un paio di sgasate ancora le avrei tirate, ma a rischio. Così provo staccata e frenata: splendida. I sistemi di guida assistita precedono le mie intenzioni e lo sforzo che devo scaricare sui comandi è insignificante. E la guida è perfettamente graduale. Provo a vedere che cosa succede sul misto: è come un go kart. Agile, docile, obbediente, ma con una risposta di coppia che poco ha da invidiare a una F1. Rallento, mi concedo un po’ di respiro. I piloti dell’AMG mi indicano che dobbiamo prolungare il giro per andare a fare il pieno. Servirà ai colleghi di domani. Così accendo la radio e mi godo un po’ di bella musica. Con il massimo del supporto ambientale perché la AMG GLA 45 è silenziosissima. Dentro. Ma fuori, mi dicono, che il suo rombo è davvero grintoso, ma morbido. L’auto di serie più potente al mondo e della gran parte delle auto sportive con rapporto peso-potenza stellare Scendo e finalmente do un’occhiata alle specifiche della macchina: è un duemila (1991 cc) da 381 CV, 191/CV litro, la coppia di 475 Nm tra 2500 e 5000 giri, velocità massima 270 km/h. Dati stellari per un’auto di serie, del marchio sportivo AMG della Stella d’argento. Credo di non avere mai guidato prima un mezzo così performante. L’entusiasmo che mi aveva preso subito è la prova che le emozioni erano state scatenate dal superamento di una soglia personale dell’esperienza nella velocità e accelerazione. Così mi incuriosisco ancora e cerco le recensioni di qualche collega. Non ne trovo, perché questo modello era stato presentato da poco a un salone, e non ancora alla stampa. Dunque, anche stavolta ero tra i privilegiati a saltarci a bordo per primo. Però trovo una brochure della Casa, con una valutazione che sento essere veritiera, ma che poi a ogni buon conto mi sarà confermata da altre fonti: quel giocattolino che ho provato è l’auto più potente del mondo tra le vetture di serie, con un rapporto peso-potenza da fantascienza. E più potente della gran parte delle vetture sportive. Con la turbina Twinscroll che assicura tempi di risposta spontanei e la massima agilità d’utilizzo dell’auto. Capite il riferimento agli amici di #TopGear? Qualche volta, il colpo di fortuna può capitare anche a voi…                            IMG_8986 IMG_8995

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