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‘estate

  Una #supercar non per precedere le F1 in pista ma per percorrere la bella stagione Rifiniture artigianali e di grande qualità e prestazioni da favola per un’auto nata in pista E’ estate, e il desiderio di vedere che cosa accade con un’auto con il tettuccio apribile sale. Anche se è evidente che una macchina chiusa ci proteggerà maggiormente dal caldo, la curiosità di sentire l’ebrezza dell’aria calda che incontra il nostro volto, sale. Abbiamo provato il ‘brivido’ di girovagare per la Riviera Friulana su una Spider con il tettuccio aperto, in pieno inverno. Ma il clima temperato, e gli adeguati accorgimenti della Fiat 124 Spider, ci hanno permesso di completare quell’esperienza in un clima ‘confortevole’. E ci siamo divertiti. D’inverno con la spider e il tettuccio aperto. Ma, d’estate? L’occasione è ghiotta: abbiamo l’opportunità di guidare una #Supercar. Proprio così. Una di quelle vetture che racchiudono nel cofano potenze stellari. In questo caso, è il cofano di uno dei modelli di punta della Casa della stella, la #Mercedes, che è pronta a regalarci un’altra ebrezza: quella di scatenare, semplicemente premendo sul pedale dell’acceleratore, i 585 cv che il suo motore V8 promette, e mantiene. A essere sincero, già quando l’avevo vista nel piazzare della #Autostar, a Tavagnacco, l’avevo guardata con diffidenza. Intimorito dall’ostentazione di opulenza motoristica, e dal fatto che, non conoscendola ancora, non riuscivo a capire come si possa ‘interpretare’ una strada con un modello così performante e sportivo. In un attimo, cerco di ricordare dove ho già visto una macchina così. A sì: in tv, o su un circuito di F1, perché viene utilizzata come Safety car. Questa volta, l’esauriente racconto dell’epopea dell’ #AMG, che compie cinquant’anni, da parte del Pr di #MercedesItalia, Vadim Odinzoff, mi introduce con efficacia all’utilizzo di questo mezzo, apparentemente senza limiti. Vista nel piazzale del Centro assistenza Mercedes, l’auto, di color oro, fa il suo effetto. Nel frattempo, provo anche una SW sportiva, la Classe C, che ha qualche CV in meno e tutto un altro background. Una guida diversa, spazi interni diversi, una progressione diversa, adatta a un’auto che ‘a tempo perso’ è un mezzo di utilità, perché è familiare. E che è più evidentemente derivata dalla grande serie Venite? Saliamo a bordo Ora, però, è il momento di salire sulla Supercar. Che, invece, è costruita in serie limitata. Aperta? Ma sì. L’approccio avviene alla tenuta Castelvecchio, a Sagrado (Go). Un posto splendido. Vi si producono grandi vini, equilibrati, caratterizzati attorno alla tipicità del vitigno e alle caratteristiche di un territorio arido, carsico, ma ideale per produrre vini come la Malvasia, il Terrano. Ma qui… siamo ben lontani dai centri abitati, e la sensazione di veder girare la testa alla gente per ammirare quest’auto splendida la proveremo un’altra volta. E’ capitato anche a me, a Lignano Sabbiadoro, incontrando sua sorella, la coupè. Ci spingiamo sulle strade nervose del Carso. E la macchina si esprime bene. Il rapporto di coppia è equilibrato e ci permette di sentirla sempre a nostra disposizione. Pronta ad assecondare le attese del nostro piede destro. Docile e maneggevole, nonostante sia nata e sia stata sviluppata su ben altre strade. La nuova #AMGMercedes GT R con il motore V8 da 585 CV e 700 NM è infatti cresciuta sul circuito del #Nurburgring Viene immessa su un mercato esclusivo dopo una lunga fase di prove e collaudi. Perché la casa tedesca ha voluto una vettura che esprima il top della gamma sportiva, e di classe. La scelta tra nuovi colori è caduta anche sul verde metallizzato, grintosa. Ma la ‘nostra’, che sembra gialla, in realtà è color oro, ed è splendida. Comunque, i collaudatori dell’AMG hanno chiamato questo modello ‘Green Hell’, Inferno Verde. Ma cominciamo dalle basi: posto di guida e assetto All’esame per la patente B o C, per mezzi a quattro ruote, il mio diversi decenni fa e da privatista, la prima manovra richiesta a chi saliva sul posto di guida era quella di regolare il sedile e lo specchietto retrovisore. Dunque: cominciamo. Apriamo la portiera, che a dispetto delle scelte per contenere il peso dell’auto conferma la sensazione di robustezza e sicurezza che ogni parte di una Mercedes deve garantire. La sensazione di sederci in basso rispetto al fondo stradale l’abbiamo già provata, nell’auto personale di ogni giorno, un’Alfa Romeo, ma anche con la #Fiat124Spyder, oppure …nella nuova #Ferrari xxx. Con la #AMG #Mercedes GT R non ci sentiamo affatto a disagio, anche se il posto di guida è decisamente sportivo, contornato di comandi e strumenti, ma anche di accorgimenti pur destinati ad accrescere il confort. Prendiamo dunque subito confidenza con questo mostro di potenza, con il suo cambio automatico a 7 rapporti e doppia frizione, con il motore biturbo da 4 litri che appena schiacciamo sul pedale dell’acceleratore ci porta da 0 a 100 km/h in meno di 4”. Passiamo vicino all’abitato, e come previsto si girano tutti verso di noi. Richiamati prima dal rumore sportivo dell’innovativo doppio scarico a lunghezza variabile. Poi dal look della vettura. Uno spoiler anteriore elettronico le assicura maggiora aderenza al terreno, mentre quello posteriore, più ampio e funzionale, contribuisce al grip delle ruote motrici. Prese d’aria maggiorate stanno in sintonia con la linea aggressiva, il muso lungo, l’abitacolo arretrato e la coda rastremata. Il peso, con il conducente, ma il manuale dell’auto parla di pilota, è di 1.630 kg. La trazione è posteriore, ma per governare questa #supercar, all’AMG hanno inventato l’asse posteriore sterzante: oltre i 100 km/h le ruote dietro sterzano nella stessa direzione di quelle anteriori, assecondando la tenuta di strada. A velocità inferiori ai 100 km/h le ruote dietro sterzano dal lato opposto rispetto a quelle anteriori, per dare maggiore agilità all’auto. Il prezzo dell’AMG Mercedes GT R è un po’ alto, ma rientra nella categoria di questa super macchina. Al volante Alla guida, se non fosse per le aspettative che conservavamo dal primo approccio con questa AMG, non ci sentiamo affatto a disagio. Proviamo a chiudere il tettuccio, e verifichiamo che l’impianto di climatizzazione

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  Una #supercar non per precedere le F1 in pista ma per percorrere la bella stagione Rifiniture artigianali e di grande qualità e prestazioni da favola per un’auto nata in pista E’ estate, e il desiderio di vedere che cosa accade con un’auto con il tettuccio apribile sale. Anche se è evidente che una macchina chiusa ci proteggerà maggiormente dal caldo, la curiosità di sentire l’ebrezza dell’aria calda che incontra il nostro volto, sale. Abbiamo provato il ‘brivido’ di girovagare per la Riviera Friulana su una Spider con il tettuccio aperto, in pieno inverno. Ma il clima temperato, e gli adeguati accorgimenti della Fiat 124 Spider, ci hanno permesso di completare quell’esperienza in un clima ‘confortevole’. E ci siamo divertiti. D’inverno con la spider e il tettuccio aperto. Ma, d’estate? L’occasione è ghiotta: abbiamo l’opportunità di guidare una #Supercar. Proprio così. Una di quelle vetture che racchiudono nel cofano potenze stellari. In questo caso, è il cofano di uno dei modelli di punta della Casa della stella, la #Mercedes, che è pronta a regalarci un’altra ebrezza: quella di scatenare, semplicemente premendo sul pedale dell’acceleratore, i 585 cv che il suo motore V8 promette, e mantiene. A essere sincero, già quando l’avevo vista nel piazzare della #Autostar, a Tavagnacco, l’avevo guardata con diffidenza. Intimorito dall’ostentazione di opulenza motoristica, e dal fatto che, non conoscendola ancora, non riuscivo a capire come si possa ‘interpretare’ una strada con un modello così performante e sportivo. In un attimo, cerco di ricordare dove ho già visto una macchina così. A sì: in tv, o su un circuito di F1, perché viene utilizzata come Safety car. Questa volta, l’esauriente racconto dell’epopea dell’ #AMG, che compie cinquant’anni, da parte del Pr di #MercedesItalia, Vadim Odinzoff, mi introduce con efficacia all’utilizzo di questo mezzo, apparentemente senza limiti. Vista nel piazzale del Centro assistenza Mercedes, l’auto, di color oro, fa il suo effetto. Nel frattempo, provo anche una SW sportiva, la Classe C, che ha qualche CV in meno e tutto un altro background. Una guida diversa, spazi interni diversi, una progressione diversa, adatta a un’auto che ‘a tempo perso’ è un mezzo di utilità, perché è familiare. E che è più evidentemente derivata dalla grande serie Venite? Saliamo a bordo Ora, però, è il momento di salire sulla Supercar. Che, invece, è costruita in serie limitata. Aperta? Ma sì. L’approccio avviene alla tenuta Castelvecchio, a Sagrado (Go). Un posto splendido. Vi si producono grandi vini, equilibrati, caratterizzati attorno alla tipicità del vitigno e alle caratteristiche di un territorio arido, carsico, ma ideale per produrre vini come la Malvasia, il Terrano. Ma qui… siamo ben lontani dai centri abitati, e la sensazione di veder girare la testa alla gente per ammirare quest’auto splendida la proveremo un’altra volta. E’ capitato anche a me, a Lignano Sabbiadoro, incontrando sua sorella, la coupè. Ci spingiamo sulle strade nervose del Carso. E la macchina si esprime bene. Il rapporto di coppia è equilibrato e ci permette di sentirla sempre a nostra disposizione. Pronta ad assecondare le attese del nostro piede destro. Docile e maneggevole, nonostante sia nata e sia stata sviluppata su ben altre strade. La nuova #AMGMercedes GT R con il motore V8 da 585 CV e 700 NM è infatti cresciuta sul circuito del #Nurburgring Viene immessa su un mercato esclusivo dopo una lunga fase di prove e collaudi. Perché la casa tedesca ha voluto una vettura che esprima il top della gamma sportiva, e di classe. La scelta tra nuovi colori è caduta anche sul verde metallizzato, grintosa. Ma la ‘nostra’, che sembra gialla, in realtà è color oro, ed è splendida. Comunque, i collaudatori dell’AMG hanno chiamato questo modello ‘Green Hell’, Inferno Verde. Ma cominciamo dalle basi: posto di guida e assetto All’esame per la patente B o C, per mezzi a quattro ruote, il mio diversi decenni fa e da privatista, la prima manovra richiesta a chi saliva sul posto di guida era quella di regolare il sedile e lo specchietto retrovisore. Dunque: cominciamo. Apriamo la portiera, che a dispetto delle scelte per contenere il peso dell’auto conferma la sensazione di robustezza e sicurezza che ogni parte di una Mercedes deve garantire. La sensazione di sederci in basso rispetto al fondo stradale l’abbiamo già provata, nell’auto personale di ogni giorno, un’Alfa Romeo, ma anche con la #Fiat124Spyder, oppure …nella nuova #Ferrari xxx. Con la #AMG #Mercedes GT R non ci sentiamo affatto a disagio, anche se il posto di guida è decisamente sportivo, contornato di comandi e strumenti, ma anche di accorgimenti pur destinati ad accrescere il confort. Prendiamo dunque subito confidenza con questo mostro di potenza, con il suo cambio automatico a 7 rapporti e doppia frizione, con il motore biturbo da 4 litri che appena schiacciamo sul pedale dell’acceleratore ci porta da 0 a 100 km/h in meno di 4”. Passiamo vicino all’abitato, e come previsto si girano tutti verso di noi. Richiamati prima dal rumore sportivo dell’innovativo doppio scarico a lunghezza variabile. Poi dal look della vettura. Uno spoiler anteriore elettronico le assicura maggiora aderenza al terreno, mentre quello posteriore, più ampio e funzionale, contribuisce al grip delle ruote motrici. Prese d’aria maggiorate stanno in sintonia con la linea aggressiva, il muso lungo, l’abitacolo arretrato e la coda rastremata. Il peso, con il conducente, ma il manuale dell’auto parla di pilota, è di 1.630 kg. La trazione è posteriore, ma per governare questa #supercar, all’AMG hanno inventato l’asse posteriore sterzante: oltre i 100 km/h le ruote dietro sterzano nella stessa direzione di quelle anteriori, assecondando la tenuta di strada. A velocità inferiori ai 100 km/h le ruote dietro sterzano dal lato opposto rispetto a quelle anteriori, per dare maggiore agilità all’auto. Il prezzo dell’AMG Mercedes GT R è un po’ alto, ma rientra nella categoria di questa super macchina. Al volante Alla guida, se non fosse per le aspettative che conservavamo dal primo approccio con questa AMG, non ci sentiamo affatto a disagio. Proviamo a chiudere il tettuccio, e verifichiamo che l’impianto di climatizzazione

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#Testdrive #Mercedes-AMG Station Wagon sulle strade del Friuli

Una familiare di classe alta, la C della Casa tedesca, con prestazioni da sportiva e 476 CV Rimane docile e la potenza la eroga con fluidità grazie all’8 cilindri a V raggiungendo da 0 i 100 km/h in 4,2 s A volte ti fai un’idea di una macchina, che poi viene smentita dalle tue sensazioni, dall’aggiornamento delle tue conoscenze specifiche. Debbo ammettere che per quanto riguarda la #Mercedes, le mie esperienze si erano fermate qualche anno fa. Poi, il ripetersi dei risultati in pista, le scelte di qualche amico mi avevano riavvicinato alla Casa della stella. Ma da questa condizione, alla presa d’atto che vetture confortevoli e spaziose, quindi per forza di cose non certo leggere rispetto ad altre, sono in grado di offrire prestazioni elevate al pari di quelle da corsa, mancava … la possibilità di poterne provare una. Così, quando me ne è capitata l’occasione, stavolta con #Autostar, non me lo sono fatto ripetere due volte. Azzurro metallizzato, davvero grintosa per essere un’auto familiare e comoda, la Station Wagon era una splendida #Merceds-#AMG C 63. Ecco il primo passaggio importante: era marchiata #AMG. Che è la Casa acquisita da Mercedes, come mi aveva spiegato il Pr di Mercedes-Italia, Vadim Odinzoff, nata cinquant’anni fa in un vecchio mulino trasformato in officina, che nel tempo ha curato la parte sportiva, e le auto più performanti della Mercedes. Infatti sbirciamo la scheda tecnica: 8 cilindri a V da 4 liti, 350 KW, che equivalgono a 476 CV e un prestazioni consone: 0-100 in 4,2 secondi. Tutto ciò comincia a incuriosirci e a stuzzicarci. Motore da 8 cilindri a V da 4 litri e 350 KW per raggiungere i 100 km/h in poco più di 4 secondi 476 CV… una delle auto più potenti che ho provato. Saliamo a bordo. La portiera rispecchia il senso di compattezza e robustezza che sono proverbiali. Regoliamo il sedile di guida, molto confortevole: i comandi, che riprendono la sezione laterale del sedile e sono molto intuitivi, sono situati nella portiera di sinistra, accanto alla maniglia. Ci sediamo, azioniamo l’accensione e il volante si abbassa, per facilitarci la guida. Al centro del cruscotto uno schermo touch screen molto sensibile, comanda tutte le funzioni lasciate al libero arbitrio del guidatore. In particolare quelle di intrattenimento, dati, informazioni. Così i comandi per scegliere il tipo di guida attorno al quale ritagliare le prestazioni della vettura. Gli interni sono molto curati. Anche i sedili posteriori sono molto spaziosi. Ma all’occorrenza si ripiegano per aumentare lo spazio del bagagliaio. Sedili performanti ci avvolgono per permetterci di assorbire le dinamiche conseguenti alle prestazioni elevate dell’auto. Il volante performante AMG ci assicura una presa adeguata. Il percorso che ci attende ci porterà sul Carso triestino. Partiamo senza spingere sul pedale. Siamo in mezzo al traffico della città, ed è inutile cercare aiuto nella potenza. Raggiungiamo la tangenziale e proviamo ad accelerare, partendo da fermo. Il sedile di guida non ci consente di apprezzare la sensazione dell’accelerazione. Come sempre, la posizione, la concentrazione, la presa sul volante attutiscono l’effetto. Se ci trovassimo sul sedile accanto, ci ritroveremmo schiacciati nella morbidezza del sedile, realizzato in fibra Dinamica, creata nello stabilimento Miko di Gorizia. Non ci resta che provare l’ingresso in qualche curva secca e lunga. L’auto è incollata all’asfalto. Il confort di guida è sempre elevato. Raggiungiamo una strada più nervosa, ai piedi del Carso goriziano. Probabilmente mi debbo ancora impratichire con le regolazioni, perché in un misto veloce sento la Classe C come librarsi nel passaggio tra una curva che in gergo rallistico avrei chiamato destra veloce in sinistra veloce. Assetto e tenuta consoni alle elevate prestazioni senza rinunciate al confort di marcia Ma la situazione rimane sotto controllo. Perché la parte elettronica della macchina adatta l’assetto e la regolazione delle sospensioni a qualsiasi situazione. Se la usassimo con una guida più tranquilla, i sistemi di ausilio al conducente di questa Mercedes, come di altre, ci agevolerebbe nelle curve. Anche riportandoci in carreggiata nel malaugurato caso che in un lungo o breve viaggio il sonno avesse il sopravvento. È il momento di provare la staccata: i freni sono potenti e adeguati alle prestazioni. Non abbiamo l’opportunità di metterli alla prova sulla distanza. Ma probabilmente, essendo dimensionati adeguatamente e progettati per questa vettura, non ci avrebbero deluso. Finalmente un tratto in salita: il monte San Michele, un tempo percorso di una gara in salita e prova speciale di un rally. Potenza, assetto, maneggevolezza, nonostante il volume dell’auto, ci permettono una guida sportiva. Anche con una comoda e confortevole Mercedes SW Classe C. Non solo, ma la fluidità del cambio automatico, la regolarità di erogazione della elevata potenza, che, ricordo, è di ben 476 CV, ci permettono di guidare in sicurezza. Con la AMG C 63 che esegue le nostre richieste. Ci manca il tempo per provare i consumi. Ma con un uso normale, la casa assicura sono nella norma … di un 4 litri. #charlieinauto  

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#Testdrive #Mercedes-AMG Station Wagon sulle strade del Friuli

Una familiare di classe alta, la C della Casa tedesca, con prestazioni da sportiva e 476 CV Rimane docile e la potenza la eroga con fluidità grazie all’8 cilindri a V raggiungendo da 0 i 100 km/h in 4,2 s A volte ti fai un’idea di una macchina, che poi viene smentita dalle tue sensazioni, dall’aggiornamento delle tue conoscenze specifiche. Debbo ammettere che per quanto riguarda la #Mercedes, le mie esperienze si erano fermate qualche anno fa. Poi, il ripetersi dei risultati in pista, le scelte di qualche amico mi avevano riavvicinato alla Casa della stella. Ma da questa condizione, alla presa d’atto che vetture confortevoli e spaziose, quindi per forza di cose non certo leggere rispetto ad altre, sono in grado di offrire prestazioni elevate al pari di quelle da corsa, mancava … la possibilità di poterne provare una. Così, quando me ne è capitata l’occasione, stavolta con #Autostar, non me lo sono fatto ripetere due volte. Azzurro metallizzato, davvero grintosa per essere un’auto familiare e comoda, la Station Wagon era una splendida #Merceds-#AMG C 63. Ecco il primo passaggio importante: era marchiata #AMG. Che è la Casa acquisita da Mercedes, come mi aveva spiegato il Pr di Mercedes-Italia, Vadim Odinzoff, nata cinquant’anni fa in un vecchio mulino trasformato in officina, che nel tempo ha curato la parte sportiva, e le auto più performanti della Mercedes. Infatti sbirciamo la scheda tecnica: 8 cilindri a V da 4 liti, 350 KW, che equivalgono a 476 CV e un prestazioni consone: 0-100 in 4,2 secondi. Tutto ciò comincia a incuriosirci e a stuzzicarci. Motore da 8 cilindri a V da 4 litri e 350 KW per raggiungere i 100 km/h in poco più di 4 secondi 476 CV… una delle auto più potenti che ho provato. Saliamo a bordo. La portiera rispecchia il senso di compattezza e robustezza che sono proverbiali. Regoliamo il sedile di guida, molto confortevole: i comandi, che riprendono la sezione laterale del sedile e sono molto intuitivi, sono situati nella portiera di sinistra, accanto alla maniglia. Ci sediamo, azioniamo l’accensione e il volante si abbassa, per facilitarci la guida. Al centro del cruscotto uno schermo touch screen molto sensibile, comanda tutte le funzioni lasciate al libero arbitrio del guidatore. In particolare quelle di intrattenimento, dati, informazioni. Così i comandi per scegliere il tipo di guida attorno al quale ritagliare le prestazioni della vettura. Gli interni sono molto curati. Anche i sedili posteriori sono molto spaziosi. Ma all’occorrenza si ripiegano per aumentare lo spazio del bagagliaio. Sedili performanti ci avvolgono per permetterci di assorbire le dinamiche conseguenti alle prestazioni elevate dell’auto. Il volante performante AMG ci assicura una presa adeguata. Il percorso che ci attende ci porterà sul Carso triestino. Partiamo senza spingere sul pedale. Siamo in mezzo al traffico della città, ed è inutile cercare aiuto nella potenza. Raggiungiamo la tangenziale e proviamo ad accelerare, partendo da fermo. Il sedile di guida non ci consente di apprezzare la sensazione dell’accelerazione. Come sempre, la posizione, la concentrazione, la presa sul volante attutiscono l’effetto. Se ci trovassimo sul sedile accanto, ci ritroveremmo schiacciati nella morbidezza del sedile, realizzato in fibra Dinamica, creata nello stabilimento Miko di Gorizia. Non ci resta che provare l’ingresso in qualche curva secca e lunga. L’auto è incollata all’asfalto. Il confort di guida è sempre elevato. Raggiungiamo una strada più nervosa, ai piedi del Carso goriziano. Probabilmente mi debbo ancora impratichire con le regolazioni, perché in un misto veloce sento la Classe C come librarsi nel passaggio tra una curva che in gergo rallistico avrei chiamato destra veloce in sinistra veloce. Assetto e tenuta consoni alle elevate prestazioni senza rinunciate al confort di marcia Ma la situazione rimane sotto controllo. Perché la parte elettronica della macchina adatta l’assetto e la regolazione delle sospensioni a qualsiasi situazione. Se la usassimo con una guida più tranquilla, i sistemi di ausilio al conducente di questa Mercedes, come di altre, ci agevolerebbe nelle curve. Anche riportandoci in carreggiata nel malaugurato caso che in un lungo o breve viaggio il sonno avesse il sopravvento. È il momento di provare la staccata: i freni sono potenti e adeguati alle prestazioni. Non abbiamo l’opportunità di metterli alla prova sulla distanza. Ma probabilmente, essendo dimensionati adeguatamente e progettati per questa vettura, non ci avrebbero deluso. Finalmente un tratto in salita: il monte San Michele, un tempo percorso di una gara in salita e prova speciale di un rally. Potenza, assetto, maneggevolezza, nonostante il volume dell’auto, ci permettono una guida sportiva. Anche con una comoda e confortevole Mercedes SW Classe C. Non solo, ma la fluidità del cambio automatico, la regolarità di erogazione della elevata potenza, che, ricordo, è di ben 476 CV, ci permettono di guidare in sicurezza. Con la AMG C 63 che esegue le nostre richieste. Ci manca il tempo per provare i consumi. Ma con un uso normale, la casa assicura sono nella norma … di un 4 litri. #charlieinauto  

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#Testroad sull’Isola d’Elba prosegue nella Costa del Sole con #Volkswagen Nuova Tiguan

Da Capoliveri alla spiaggetta esclusiva di Cavoli un viaggio tra le diverse identità dell’Isola Una guida confortevole anche sulle strade irrequiete del mutevole paesaggio elbano Dopo la serata nei localini di Cavo, nella parte orientale dell’Isola d’Elba, dove abbiamo assaggiato birre artigianali locali, diverse per ciascuno dei Comuni dell’isola, rinunciamo alla bellezza del primo mattino insulare per riposarci un po’ di più. Ma l’Isola d’Elba è densa di ricchezze da scoprire. E se c’è una cosa che qui non manca, è il sole. Ma … Proviamo a studiare una strategia per la giornata. Ci avviciniamo alla tarda mattinata. Quindi, un aperitivo, arricchito da qualche stuzzichino, a pochi km di distanza, a Capoliveri. In cima a uno degli innumerevoli rilievi della skyline insulare. Dalla piazza principale è possibile ammirare lo scenario del Tirreno. Dalla strada che scorre appena sotto al paese, lo sguardo può spaziare lontano. Mentre dalla strada del centro, costellata di piccole botteghe artigiane, scendono viottoli e scalinate che offrono uno spaccato della vige della comunità locale. Vabbè, direte voi. Ma fin qui come c’arriviamo? Ansonica e bruschetta gustare i panorami insulari Sempre con la Volkswagen Nuova Tiguan che c’accompagna in questo tour dell’isola. L’aperitivo con un bicchiere di Ansonica dell’Isola d’Elba, secco, profumato e armonico. Assieme a una bruschetta all’olio. Nuova Tiguan, dicevamo. E fin qui, la guida è stata tranquilla, e incanalati nel traffico della pausa pranzo, abbiamo apprezzato il confort di questo SUV. Che è anche un po’ crossover. Ma per il momento non abbiamo avuto la necessità di metterla alla prova. La posizione di guida comoda, alta rispetto alla strada, ci permette di apprezzare il paesaggio circostante. E si rivelerà ancor più azzeccata nel nostro prossimo tragitto. Non potendo ammirare l’alba, per problemi di …orario, il sole ce lo andremo a cercare. A coglierne tutto il potere radiante. Dove? Alla Costa del sole. È uno dei tratti del litorale elbano più intatti. E spettacolari. Perché la strada costiera scorre ritagliata nella roccia. L’esposizione è a nordovest, ovvero verso il sole di metà giornata e del tramonto. #Testdrive verso la Costa del Sole Per arrivarci, ecco un primo test: la strada Lacona-Monumento, una delle speciali storiche del Rally. Schiacciamo sul pedale, sempre senza rischiare o esagerare. E ancorchè in salita, i 120 CV della Nuova Tiguan 1600, si confermano sufficienti a spingere in velocità l’auto sulla salita. E ci permettono di controllarla e di tenere una guida veloce nel tratto misto in discesa. Quasi come si trattasse di un’auto di media cilindrata, peraltro sportiva, e non di un SUV con vocazione crossover. A dimostrazione della sua versatilità. Scolliniamo verso la costa, ed ecco la …Costa del sole. Annunciata da una pietra miliare dedicata, appena sbuchiamo sul crinale della riviera ecco la conferma. Il riverbero ci costringe a inforcare gli occhiali da sole, protettivi, anti UV e anti riflesso. Il fatto di trovarci a qualche centinaio di metri di altezza, dinnanzi a miglia e miglia di Mediterraneo, amplifica l’irraggiamento solare. E la strada? Ci sarebbe da sbizzarrirci. Ma l’alternarsi di tratti veloci a curve e controcurve, anche cieche, ci sconsiglia di prendere l’iniziativa. Così ci gustiamo un paesaggio che si rivela e rinnova man mano che andiamo avanti. Incrociamo le prime baie, insenature, i primi paesini ricavati nelle cale dell’isola. Raggiungere comodamente insenature, cale, baie con acque incantate con Nuova Tiguan Come Cavoli. Incuriositi dal nome, imbocchiamo la stradina ripida che scende verso la spiaggia. È a senso unico alternato tant’è stretta. Arrivati al livello della spiaggia, cerchiamo un parcheggio. Ma i posti sono contati. Un park coperto, dalle stuoie, ce lo guadagniamo dopo una lunga serie di manovre. Aiutati dalla telecamera posteriore di bordo e dalla maneggevolezza dell’auto. Un bagno ristoratore nelle limpidissime acque della baia, una sosta di ristoro. E ripartiamo verso il margine della Costa del sole, lungo un percorso che ci riporterà a Portoferraio. La strada, sempre più suggestiva, e spettacolare, scorre accanto a spiaggette esclusive, a lidi nei quali l’acqua del mare forma vasche nelle quali apprezzare differenti temperature dell’acqua marina. E Nuova Tiguan? Se in questo percorso non possiamo apprezzare le dotazioni per la sicurezza attiva, su una strada tutta da guidare emergono la risposta pronta alle sollecitazioni e il confort di un SUV adatto per viaggiare. #charlieinauto

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#Testroad sull’Isola d’Elba prosegue nella Costa del Sole con #Volkswagen Nuova Tiguan

Da Capoliveri alla spiaggetta esclusiva di Cavoli un viaggio tra le diverse identità dell’Isola Una guida confortevole anche sulle strade irrequiete del mutevole paesaggio elbano Dopo la serata nei localini di Cavo, nella parte orientale dell’Isola d’Elba, dove abbiamo assaggiato birre artigianali locali, diverse per ciascuno dei Comuni dell’isola, rinunciamo alla bellezza del primo mattino insulare per riposarci un po’ di più. Ma l’Isola d’Elba è densa di ricchezze da scoprire. E se c’è una cosa che qui non manca, è il sole. Ma … Proviamo a studiare una strategia per la giornata. Ci avviciniamo alla tarda mattinata. Quindi, un aperitivo, arricchito da qualche stuzzichino, a pochi km di distanza, a Capoliveri. In cima a uno degli innumerevoli rilievi della skyline insulare. Dalla piazza principale è possibile ammirare lo scenario del Tirreno. Dalla strada che scorre appena sotto al paese, lo sguardo può spaziare lontano. Mentre dalla strada del centro, costellata di piccole botteghe artigiane, scendono viottoli e scalinate che offrono uno spaccato della vige della comunità locale. Vabbè, direte voi. Ma fin qui come c’arriviamo? Ansonica e bruschetta gustare i panorami insulari Sempre con la Volkswagen Nuova Tiguan che c’accompagna in questo tour dell’isola. L’aperitivo con un bicchiere di Ansonica dell’Isola d’Elba, secco, profumato e armonico. Assieme a una bruschetta all’olio. Nuova Tiguan, dicevamo. E fin qui, la guida è stata tranquilla, e incanalati nel traffico della pausa pranzo, abbiamo apprezzato il confort di questo SUV. Che è anche un po’ crossover. Ma per il momento non abbiamo avuto la necessità di metterla alla prova. La posizione di guida comoda, alta rispetto alla strada, ci permette di apprezzare il paesaggio circostante. E si rivelerà ancor più azzeccata nel nostro prossimo tragitto. Non potendo ammirare l’alba, per problemi di …orario, il sole ce lo andremo a cercare. A coglierne tutto il potere radiante. Dove? Alla Costa del sole. È uno dei tratti del litorale elbano più intatti. E spettacolari. Perché la strada costiera scorre ritagliata nella roccia. L’esposizione è a nordovest, ovvero verso il sole di metà giornata e del tramonto. #Testdrive verso la Costa del Sole Per arrivarci, ecco un primo test: la strada Lacona-Monumento, una delle speciali storiche del Rally. Schiacciamo sul pedale, sempre senza rischiare o esagerare. E ancorchè in salita, i 120 CV della Nuova Tiguan 1600, si confermano sufficienti a spingere in velocità l’auto sulla salita. E ci permettono di controllarla e di tenere una guida veloce nel tratto misto in discesa. Quasi come si trattasse di un’auto di media cilindrata, peraltro sportiva, e non di un SUV con vocazione crossover. A dimostrazione della sua versatilità. Scolliniamo verso la costa, ed ecco la …Costa del sole. Annunciata da una pietra miliare dedicata, appena sbuchiamo sul crinale della riviera ecco la conferma. Il riverbero ci costringe a inforcare gli occhiali da sole, protettivi, anti UV e anti riflesso. Il fatto di trovarci a qualche centinaio di metri di altezza, dinnanzi a miglia e miglia di Mediterraneo, amplifica l’irraggiamento solare. E la strada? Ci sarebbe da sbizzarrirci. Ma l’alternarsi di tratti veloci a curve e controcurve, anche cieche, ci sconsiglia di prendere l’iniziativa. Così ci gustiamo un paesaggio che si rivela e rinnova man mano che andiamo avanti. Incrociamo le prime baie, insenature, i primi paesini ricavati nelle cale dell’isola. Raggiungere comodamente insenature, cale, baie con acque incantate con Nuova Tiguan Come Cavoli. Incuriositi dal nome, imbocchiamo la stradina ripida che scende verso la spiaggia. È a senso unico alternato tant’è stretta. Arrivati al livello della spiaggia, cerchiamo un parcheggio. Ma i posti sono contati. Un park coperto, dalle stuoie, ce lo guadagniamo dopo una lunga serie di manovre. Aiutati dalla telecamera posteriore di bordo e dalla maneggevolezza dell’auto. Un bagno ristoratore nelle limpidissime acque della baia, una sosta di ristoro. E ripartiamo verso il margine della Costa del sole, lungo un percorso che ci riporterà a Portoferraio. La strada, sempre più suggestiva, e spettacolare, scorre accanto a spiaggette esclusive, a lidi nei quali l’acqua del mare forma vasche nelle quali apprezzare differenti temperature dell’acqua marina. E Nuova Tiguan? Se in questo percorso non possiamo apprezzare le dotazioni per la sicurezza attiva, su una strada tutta da guidare emergono la risposta pronta alle sollecitazioni e il confort di un SUV adatto per viaggiare. #charlieinauto

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Anche in Friuli i 50 anni di AMG che evoca assiemeal marchio Mercedes una lunga serie di successi

In Friuli da 35 anni è proposta da Autostar Una delle aziende dell’indotto della Casa tedesca è a Gorizia ed è eco-sostenibile Per gli appassionati di motori e in particolare per chi segue le corse automobilistiche AMG è uno de sinonimi di potenza, evoca una serie di successi iniziati cinquant’anni fa con la vittoria di un’auto di serie, una AMG 300 SEL 6.8, preparata da due amici meccanici alla 24 ore di Spa, e che prosegue oggi fino alla F1. Per festeggiare questo anniversario, Mercedes-AMG, perché questa sigla racchiude ormai sia il reparto corse, che la produzione di auto dalle elevate prestazioni, ha organizzato cinque presentazioni nelle realtà italiane dove la passione per le vetture con il marchio della stella è più radicata. Da 35 anni Autostar a Tavagnacco e altri quattro centi a Nordest Una di queste è il Nordest, e ha per fulcro il Friuli, grazie all’impegno trentacinquennale, di Autostar, di Tavagnacco, alle porte di Udine, fondata da Arrigo Bonutto, attuale presidente, nel 1981. In precedenza, negli anni ’70, quando il mondo dei rallies si stava affermando nella passione per lo sport del volante, sempre in Friuli c’era uno dei primi equipaggi Mercedes: Cumini-Bernardi. E Cumini, allora, era il concessionario Mercedes. A raccontare la storia di AMG è stato il Pr di Mercedes-Benz Italia, Vadim Odinzoff: dapprima un vecchio mulino trasformato in officina, in Germania, nella quale Hans-Werner Aufrecht ed Erhard Melcher, a Grosaspach (A. M. G.), ora AMG, ad Affalterbach, conta 1600 dipendenti, e nel 2016 ha venduto quasi 100 mila vetture, con una crescita del 40 per cento. Nuove tecnologie e ricerca dal Mercedes-AMS alle F1 Modelli Performance, per rispondere alle richieste del mercato, un’ampia gamma di modelli AMG GT, gli otto cilindri della serie 63 e le vetture più compatte dei modelli 45, di recente i modelli 43, hanno conquistato fette di mercato sempre più ampie, in particolare negli Stati Uniti, in Germania e in Cina. E come ricorda con orgoglio il presidente del consiglio di amministrazione di Mercedes-AMG GmbH, Tobias Moers, seguite da una rete di assistenza che conta su 400 Performance Center. Dal gennaio di quest’anno Mercedes-AMG propone ai suoi fans ed estimatori 56 modelli di auto, dal quattro cilindri più potente nella serie delle compatte, la A45 AMG, 2 litri, con 381 CV, ai modelli sportivi ed eleganti con i 12 cilindri, alle berline e station wagon nelle classi di potenza, a un’ampia gamma di SUV e coupé, ai cabrio e roadster. La trazione è principalmente posteriore, ottimizzata dalla trazione integrale, il cambio a doppia frizione o automatico sportivo a nove rapporti. Test e collaudi al Nurburgring Il tutto frutto dei severi collaudi compiuti sul circuito del Nurburgring, 20,8 km, che consente di testare auto, motori, assetti, in ogni tipi di condizione di marcia e in situazioni estreme. Test che si protraggono per 17 settimane l’anno. Sempre al Nurburgring, Mercedes-AMG organizza la Nurburgring Driving Academy. Il lavoro di messa a punto e di preparazione ha permesso alla nuova Mercedes-AMG GT3 di imporsi nel 2016 in diciotto gare salendo sul podio 32 volte. Alla 24 del Nurburgring, lo scorso mese di maggio, la GT3 ha ottenuto il record di risultati: vittoria in assoluto, pole position, giro più veloce, secondo, terzo quarto e sesto posto. Risultati, che si riflettono nell’assistenza alla clientela. Che è garantita anche sul posto con un sistema radio dedicato. Che raggiunge anche Autostar a Tavagnacco, o nelle altre tre sedi, anche nel Veneto orientale. È l’amministratore delegato, Claudio Airò, a illustrare la realtà di Autostar, che vanta un fatturato 222 milioni di euro, con un incremento del 25 per cento rispetto all’anno precedente. E che di recente ha acquisito la rappresentanza della Maserati. A favorire i risultati della Mercedes-AMG, in pista e sui mercati, come spiega il Pr Vadim Odzinof, c’è un indotto molto articolato. Soltanto in Italia, sono infatti più di una trentina le aziende che sono impegnate nella ricerca e nella innovazione. Come la Miko, di Gorizia, che realizza il tessuto Dinamica, realizzato, in uno stabilimento totalmente sostenibile, con lavorazioni ad acqua, le fibre per i tessuti dei sedili di decine di case automobilistiche. Fibre, ricavate dal riciclo delle bottiglie di plastica e delle T-shirt. Una produzione ecologica che si appresta a soppiantare, in buona parte l’ha già fatto, altre produzioni emblematiche, grazie alla qualità e alla continua ricerca rispetto ai gusti e alle attese degli automobilisti. Perché l’auto, dopo la casa, è uno degli elementi che in una giornata impegnano di più la vita dei cittadini. E gli automobilisti, anche grazie alla grande gamma di offerta delle case, tutto il mondo, sono sempre più esigenti. #charlieinauto    

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”Elba con #Volkswagen Nuova Tiguan

Stavolta andremo in bici con questo SUV ideale per caricarci una, due, tre biciclette #Testdrive: na guida duttile, morbida, ma pronta e precisa per visitare scenari incantati e divertirsi alla guida Oggi che si fa? Una bella colazione sul terrazzo del resort, affacciato sulla baia di Ortano. Poi, carichiamo le biciclette dall’ampio portellone posteriore della #Volkswagen Tiguan. Una delle migliorie apportate all’ultima versione della macchina tedesca, che in questi giorni viene promossa sui media televisivi e cartacei, riguarda l’abitabilità e la capacità di carico. Ne è infatti stato ampliato il volume dell’abitacolo, con il tettuccio più alto e i montanti che sono la prosecuzione delle fiancate dell’auto. Il portellone, invece di aprirsi al di sopra della targa, ora comprende anche il portatarga. In questo modo il pianale di carico è immediatamente accessibile. Risultato? Portellone ampio e pianale di carico basso per caricare le bici Che due biciclette, tre se ci piazziamo anche quella del bimbo, ci stanno perfettamente, pur evitando di reclinare lo schienale di uno dei posti posteriori. Ora, ricordiamoci che siamo all’Isola d’Elba. Così facciamo un salto a Rio Marina, per rivedere i suggestivi negozietti sulle stradine in declivio. E il porticciolo, racchiuso da un’ampia muraglia per proteggerlo dalle mareggiate di scirocco. Sulla costa di fronte si scorge Piombino, la riviera tirrenica, la Maremma, Punta Ala. Stiamo per ripartire dopo un buon caffè al bar del porto, ma ci fermano, perché sta per passare la gara di triathlon. Oggi tocca alla gara in bicicletta. Così, per la sinuosa strada del paese vediamo sfrecciare anche le aspiranti Irongirl sui pedali. E tentiamo di raggiungerle in discesa. Ci riusciamo, perché la Tiguan è molto agile nel misto e su queste strade nervose. La riprova? L’abbiamo percorrendo la strada de La Parata, da Cavo a Rio nell’Elba. Anche Cavo è ricco di localini interessanti, ma per passare la serata. Lungo la suggestiva strada costiera i paesaggi e gli scorci mozzafiato si susseguono, curva dopo curva. La Parata è una delle prove speciali più tecniche del rally dell’isola. Approfittiamo di alcuni tratti a vista, e sfruttiamo il fatto che la strada è chiusa, per la corsa in atto, ma al momento è deserta. Motore diesel da 1600 cc e 120 CV ruote da 18’: dati che non lasciano trasparire prontezza, tiro, precisione di guida. E invece… È qui che Tiguan ci stupisce: ruote da 18’ che ne fanno un SUV, ma il suo comportamento è quello di un’agile auto sportiva. Che aggredisce la tortuosa strada a mezza costa tipicamente elbana. Ma con morbidezza. Anche se ci diamo dentro, noi, e i passeggeri non risentono minimamente del fatto che non ci sono più di 50 m di rettilineo tra una curva e l’altra. Il premio? Ci affacciamo a Rio nell’Elba, su uno scorcio che è stato immortalato dai fotografi di rally con le auto più importanti, dalla Lancia Stratos, Opel Ascona, alla 037, all’Adi A4, alla Fiat 124 Abarth, alla Fiat 131 Abarth. Anche qui una sosta è inevitabile: l’osteria è affacciata sulla vallata e si propone dalla piazzetta del paese di montagna, ma ci troviamo a poche centinaia di metri di quota. Scendiamo dall’auto e notiamo una scritta luminosa: Presepe animato. La storia dell’Isola nel Presepe animato che riproduce la vita di Rio nell’Elba tre secoli fa Scendiamo uno stretto viottolo per scoprire che è all’interno di una chiesetta. La porta ci si richiude di scatto alle spalle. Il Presepe è dinnanzi a noi. Ma è buio. Ci deve essere un trucco… saliamo sulla pedana rialzata con parapetto che ci fa avvicinare all’allestimento, ma suona improvvisamente un allarme! Retrocediamo di un passo e scorgiamo un vecchio telefono a gettoniera con la cornetta, e la feritoia per i gettoni. Inseriamo una moneta e il miracolo si rinnova. Si accendono le luci nello splendido paesaggio del Presepe, che altro non è che la ricostruzione di Rio nell’Elba. E una voce narrante, mentre le figure si animano e le ore scorrono veloci alternando il sole alle stelle nella volta del Presepe, ci spiega che qui è nato lo sviluppo dell’Isola. A Rio nell’Elba c’erano le miniere di ferrite più ricche. Da lì con un trenino il prezioso minerale veniva trasportato alle navi e caricato da dei trabucchi con tralicci di ferro sporgenti nelle baie. Uno si vede chiaramente a Rio Marina, di un altro resta ormai poco proprio nella baia di Ortano. Quando la richiesta del ferro crebbe, fu deciso di creare un porto dove le acque erano più profonde e potevano attraccare le navi più grandi. Nacque così Portoferraio, e prese il via la valorizzazione dell’Isola d’Elba. Lo spettacolo del Presepe animato è ricostruito con figure e personaggi che riproducono gli abitanti dell’isola nel ‘700. Ritorniamo in piazza e scorgiamo il forno. C’è la torta ubriaca dell’isola. Gradevole, aromatizzata con un concentrato, analcolico, di uve e di vino da bacche rosse. Suonano le campane della chiesa per ricordarci che è mezzogiorno. È ora di pranzo e dobbiamo rientrare al villaggio TH Ortano Village. Nel pomeriggio ci aspetta il giro dell’Isola in motonave. Ci verranno a prendere in gommone dalla spiaggia di sassi e acqua limpidissima. Ci sentiremo dei marines per qualche minuto, ma probabilmente poi ne sarà valsa la pena: le acque e la costa dell’Elba incantano, con una insenatura dopo l’altra e paesaggi e terreni dai colori mutevoli e suggestivi. #charlieinauto

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”Elba con #Volkswagen Nuova Tiguan

Stavolta andremo in bici con questo SUV ideale per caricarci una, due, tre biciclette #Testdrive: na guida duttile, morbida, ma pronta e precisa per visitare scenari incantati e divertirsi alla guida Oggi che si fa? Una bella colazione sul terrazzo del resort, affacciato sulla baia di Ortano. Poi, carichiamo le biciclette dall’ampio portellone posteriore della #Volkswagen Tiguan. Una delle migliorie apportate all’ultima versione della macchina tedesca, che in questi giorni viene promossa sui media televisivi e cartacei, riguarda l’abitabilità e la capacità di carico. Ne è infatti stato ampliato il volume dell’abitacolo, con il tettuccio più alto e i montanti che sono la prosecuzione delle fiancate dell’auto. Il portellone, invece di aprirsi al di sopra della targa, ora comprende anche il portatarga. In questo modo il pianale di carico è immediatamente accessibile. Risultato? Portellone ampio e pianale di carico basso per caricare le bici Che due biciclette, tre se ci piazziamo anche quella del bimbo, ci stanno perfettamente, pur evitando di reclinare lo schienale di uno dei posti posteriori. Ora, ricordiamoci che siamo all’Isola d’Elba. Così facciamo un salto a Rio Marina, per rivedere i suggestivi negozietti sulle stradine in declivio. E il porticciolo, racchiuso da un’ampia muraglia per proteggerlo dalle mareggiate di scirocco. Sulla costa di fronte si scorge Piombino, la riviera tirrenica, la Maremma, Punta Ala. Stiamo per ripartire dopo un buon caffè al bar del porto, ma ci fermano, perché sta per passare la gara di triathlon. Oggi tocca alla gara in bicicletta. Così, per la sinuosa strada del paese vediamo sfrecciare anche le aspiranti Irongirl sui pedali. E tentiamo di raggiungerle in discesa. Ci riusciamo, perché la Tiguan è molto agile nel misto e su queste strade nervose. La riprova? L’abbiamo percorrendo la strada de La Parata, da Cavo a Rio nell’Elba. Anche Cavo è ricco di localini interessanti, ma per passare la serata. Lungo la suggestiva strada costiera i paesaggi e gli scorci mozzafiato si susseguono, curva dopo curva. La Parata è una delle prove speciali più tecniche del rally dell’isola. Approfittiamo di alcuni tratti a vista, e sfruttiamo il fatto che la strada è chiusa, per la corsa in atto, ma al momento è deserta. Motore diesel da 1600 cc e 120 CV ruote da 18’: dati che non lasciano trasparire prontezza, tiro, precisione di guida. E invece… È qui che Tiguan ci stupisce: ruote da 18’ che ne fanno un SUV, ma il suo comportamento è quello di un’agile auto sportiva. Che aggredisce la tortuosa strada a mezza costa tipicamente elbana. Ma con morbidezza. Anche se ci diamo dentro, noi, e i passeggeri non risentono minimamente del fatto che non ci sono più di 50 m di rettilineo tra una curva e l’altra. Il premio? Ci affacciamo a Rio nell’Elba, su uno scorcio che è stato immortalato dai fotografi di rally con le auto più importanti, dalla Lancia Stratos, Opel Ascona, alla 037, all’Adi A4, alla Fiat 124 Abarth, alla Fiat 131 Abarth. Anche qui una sosta è inevitabile: l’osteria è affacciata sulla vallata e si propone dalla piazzetta del paese di montagna, ma ci troviamo a poche centinaia di metri di quota. Scendiamo dall’auto e notiamo una scritta luminosa: Presepe animato. La storia dell’Isola nel Presepe animato che riproduce la vita di Rio nell’Elba tre secoli fa Scendiamo uno stretto viottolo per scoprire che è all’interno di una chiesetta. La porta ci si richiude di scatto alle spalle. Il Presepe è dinnanzi a noi. Ma è buio. Ci deve essere un trucco… saliamo sulla pedana rialzata con parapetto che ci fa avvicinare all’allestimento, ma suona improvvisamente un allarme! Retrocediamo di un passo e scorgiamo un vecchio telefono a gettoniera con la cornetta, e la feritoia per i gettoni. Inseriamo una moneta e il miracolo si rinnova. Si accendono le luci nello splendido paesaggio del Presepe, che altro non è che la ricostruzione di Rio nell’Elba. E una voce narrante, mentre le figure si animano e le ore scorrono veloci alternando il sole alle stelle nella volta del Presepe, ci spiega che qui è nato lo sviluppo dell’Isola. A Rio nell’Elba c’erano le miniere di ferrite più ricche. Da lì con un trenino il prezioso minerale veniva trasportato alle navi e caricato da dei trabucchi con tralicci di ferro sporgenti nelle baie. Uno si vede chiaramente a Rio Marina, di un altro resta ormai poco proprio nella baia di Ortano. Quando la richiesta del ferro crebbe, fu deciso di creare un porto dove le acque erano più profonde e potevano attraccare le navi più grandi. Nacque così Portoferraio, e prese il via la valorizzazione dell’Isola d’Elba. Lo spettacolo del Presepe animato è ricostruito con figure e personaggi che riproducono gli abitanti dell’isola nel ‘700. Ritorniamo in piazza e scorgiamo il forno. C’è la torta ubriaca dell’isola. Gradevole, aromatizzata con un concentrato, analcolico, di uve e di vino da bacche rosse. Suonano le campane della chiesa per ricordarci che è mezzogiorno. È ora di pranzo e dobbiamo rientrare al villaggio TH Ortano Village. Nel pomeriggio ci aspetta il giro dell’Isola in motonave. Ci verranno a prendere in gommone dalla spiaggia di sassi e acqua limpidissima. Ci sentiremo dei marines per qualche minuto, ma probabilmente poi ne sarà valsa la pena: le acque e la costa dell’Elba incantano, con una insenatura dopo l’altra e paesaggi e terreni dai colori mutevoli e suggestivi. #charlieinauto

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#Tiguan #Nuova #Volksvagen #testdrive compagna ideale per una vacanza con la famiglia

Un percorso alla riscoperta dell’Isola d’Elba ci permetterà di testarne le potenzialità #testroad E di conoscere siti e paesaggi ancor più affascinanti affacciandoci sui mari italiani   L’inverno si allontana e i vagiti della bella stagione si ascoltano alle prime ore dell’alba. Ma noi, che abitiamo al Nord, anche se dell’Italia, comunque una Penisola dal clima, fino a qualche anno fa, temperato, sogniamo sempre che al Sud si stia meglio, faccia più caldo. Quindi, ci proviamo. L’occasione è quella di seguire una manifestazione sportiva, ciclistica. In un sito che avevo conosciuto da ragazzo, per andare a vedere come guidavano i rallysti. Allora le strade dei rally erano sterrate, specie quelle di una gara internazionale con valenza mondiale. Alfetta Gtv, Opel Ascona, Porsche, Saab, Fiat 124 Abarth: Pregliasco, Androuet, Cambiaghi, Taufer, Verini, Blomqvist, Tabaton, Zanussi… era il Rally dell’Isola d’Elba. Allora c’ero andato con due compagni di studi, e un ‘SUV’ dell’epoca: la Renalt R4… Stavolta, sulla banchina di Piombino, per prendere il traghetto per Portoferraio, c’arrivo con un SUV moderno. Un restyling, che ha subito migliorie nella sicurezza, negli spazi utili, nell’accessibilità, nella linea: la Nuova Tiguan della #Volksvagen. Spazio e capacità di carico per la famiglia Anche questa volta siamo in tre: però due adulti e un bambino. Bagagli? Qb per una settimana di vacanza-lavoro. A bordo c’è stato proprio tutto. Il portellone posteriore della Tiguan ora si estende fino al di sotto del porta targa. In questo modo è possibile caricare direttamente sul piano del bagagliaio. Questa volta, il test dei consumi ha risposto alle nostre aspettative: circa 500 Km a pieno carico e a velocità sostenuta, gran parte in autostrada, 18 km/l. La traversata del Tirreno, nel tratto tra la Maremma toscana e l’isola d’Elba, un po’ sottocoperta, un po’ all’esterno per godersi gli effetti sullo splendido scenario delle isole dell’arcipelago toscano della forte libecciata, dona sempre un valore aggiunto alla vacanza sull’isola. Con la Nuova Tiguan nella stiva, che stavolta intendiamo mettere decisamente alla prova. Appena messe le ruote sull’isola, si respirano subito i fantastici profumi della primavera mediterranea. Cominciamo con il piede giusto: da Portoferraio, per raggiungere la nostra meta, il villaggio resort xxx a Ortano, nel comune di Rio nell’Elba: il fulcro di diverse prove speciali del rally, ma anche nelle vicinanze di paesaggi incantati con skyline come la costa toscana e la Corsica. #Rio nell’Elba e il mitico #Volterraio Il percorso più breve è la mitica strada della rocca del Volterraio: un passo che i rallysti, ma anche i ciclisti conoscono e amano, e che si distingue per l’unico canyon oggi solo di qualche decina di metri, scavato per consentire alla strada di valicare la montagna, e raggiungere l’altro versante dell’isola. Affrontiamo la salita, che in talni tratti è piuttosto ripida. Mentre la carreggiata, stretta, tanto che in qualche tratto rende difficile l’incrocio con altre vetture, è quasi unica. Delimitata, da un lato, dal guardrail, dall’altro dalla montagna. Verde, a tratti desolata, in altri spazi ricoperta da un fitto bosco. Il terreno di origine vulcanica e il clima insulare regalano questo scenario unico. Ma e Tiguan? Promossa: il cambio a sei marce l’abbiamo usato poco, perché riesce a mantenere una velocità di salita costante e decisa. Nonostante il carico. È anche molto maneggevole e le ruote da 18’ le permettono di essere eseguire alla perfezione i comandi che le diamo. Mantenendo il confort necessario ai passeggeri. Così, all’arrivo, in serata, ci ritroviamo finalmente in vacanza con un’auto che non potrà che assecondare il nostro desiderio di scoperta, anzi, di riscoperta dell’isola.

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