Fiat124spider

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‘automobilismo da corsa

La #Cividale-Castelmonte per provare la nuova #Giulietta #Alfaromeo 1400 Turbo da 170 CV Sul tracciato di una delle cronoscalate più amate del motorismo italiano Ne ho viste diverse in giro, anche a Nordest. Però, per ora, nessuna come questa. In questi giorni, di colore grigio lucido, forse perché l’occhio cade sempre sulle cose che ti interessano, e quindi ti sembra di incontrare per la prima volta auto che non avevi mai visto, ne ho incrociata qualcuna. Accade anche con le persone. Quante volte vi capita di incontrare un uomo, una donna, un amico, un’amica, che non vedevate da tanto tempo, e poi magari vi confida che passa nello stesso punto circa alla stessa ora da anni, proprio come voi. E prima non ve n’eravate mai accorti. In questi giorni, per esempio, la #Skoda Fabia ha vinto il mondiale #WRC, il campionato iridato dei #rally. Io ne ho provato la versione a tre cilindri. Divertentissima e risparmiosa. In giro, ed è promossa la versione bicolore, ne ho incrociate tantissime. Così di Giulietta. #Giulietta color grigio opaco con freni maggiorati e finiture da corsa Grigie, ma non grigio opaco. Anzi. Una sì, ma non aveva i sedili da corsa con il marchio Alfa Romeo sul supporto cromato dei poggiatesta. Non aveva il bordo di finitura rosso attorno alla presa d’aria anteriore. Che era ripreso sulla coda, sopra alla slitta del paracoppa. Ma… aveva due tubi di scarico. E dietro ai cerchi a raggera, le pinze dei freni Non erano rosso corsa né Maggiorate… Infatti, questa è una versione appena uscita. Quasi una prova d’artista. Motore 1400 cc MultiAir che eroga 170 CV. Una potenza che è capace di sfogare subito grazie al cambio automatico a sei marce. Non sono stato in grado di misurare le sue performance, perché non sono dotato delle strumentazioni di alta precisione necessarie in quanto parliamo di decimi di secondo. Accelerazione bruciante ma occorre saper partire Ma secondo me, dallo start ai fatidici 100 km/h che sono la misura standard dei #testdrive passa una manciata di secondi: un tempo significativamente inferiore a quanto dichiarato dalla Casa, che è di oltre 5”. Secondo me, sarò stato fortunato, e avrò avuto a favore la pressione atmosferica e l’umidità e la temperatura dell’aria, che per un motore a benzina, ancorché turbo-alimentato, un po’ influiscono. Sarà che per l’antico trascorso rallistico, quando alla partenza, magari sulla fanghiglia, era indispensabile, data la scarsa potenza, dosare la pressione sul pedale, ho sviluppato la sensibilità sulla pianta del piede destro. O sarà che, davvero, questa Giulietta è veloce. Dopo questa sorpresa appagante, in una notte afosa, lungo l’autostrada, l’altra sorpresa gradevole deriva dal consumo: i primi 400 km, per l’80 per cento percorsi in autostrada, con una guida non certo lenta vista la necessità di rientrare a casa, li abbiamo completati con un consumo di 16-17 km/l. con tre persone a bordo e un po’ di bagaglio. Ed è pur sempre una 1400 cc. Ora, però, vado a riposare, perché domani, già di buon mattino, sarò di nuovo in movimento. Per proseguire il #test. Confortevole per viaggiare Il viaggio della sera precedente era stato confortevole. I sedili sportivi, avvolgenti ma regolabili, il volante sportivo, con l’impugnatura rinforzata laddove si usano mantenere appoggiate le mani dopo un tratto di guida veloce, gli accessori per la guida assistita, mi avevano permesso di viaggiare in autostrada in pieno confort. Certo, assecondato da ‘San …Waze’, che all’altezza di Verona mi ha ‘consigliato’ di abbandonare l’A4 per imboccare la complanare, e rientrare a Verona Est, evitando così una lunga coda per incidente, alle 2:10 del mattino… Oggi, la giornata è splendida. Si preannuncia calda fin dalle prime ore, e afosa. Ma la Giulietta è dotata di un potente impianto di climatizzazione. Che, per l’estate, rende gradevole il viaggio, anche con una temperatura esterna di 37-38°. Adesso però dirigiamo verso la collina e la zona pedemontana del cividalese. Obiettivo? La salita da Cividale a Castelmonte. La gara in salita Cividale-Castelmonte Gli appassionati di motori ricordano che qui si corre la mitica cronoscalata. Uno degli appuntamenti clou dello sport del volante. Ricordo di averci visto salire perfino l’Alfa 33 di Arturo Merzario. Io, personalmente, non sono mai riuscito a parteciparvi. Ma a salvarla sì. Nel 1977: la commissione sicurezza non aveva dato il nulla osta alla gara. Allora, ero consigliere della Scuderia Friuli. A una riunione convocata dal presidente dell’AC Udine, Gianni Asquini, dopo una trattativa con le autorità, fu avanzata la proposta di piazzare chicane nei punti considerati troppo veloci, in modo da ricondurre la velocità media dei concorrenti ai parametri richiesti. Allora ero anche corrispondente di Autosprint per il Friuli Venezia Giulia e l’Austria e Slovenia, cioè per l’area di quella comunità d’intenti che era l’Alpe Adria, precorritrice dell’Europa unita. E non mi sentivo di poter scrivere che una delle gare di casa mia era stata annullata. I Vigili del fuoco volontari ausiliari di protezione civile salvarono la cronoscalata e il rally delle Alpi Orientali Così mi venne un’idea: coinvolgere i Vigili del fuoco volontari ausiliari di protezione civile (Vvapc), e all’epoca lo ero anch’io, per trasformarli in commissari di percorso addetti al controllo di quelle chicane, segnate da fusti d’olio riempiti d’acqua. Allora anch’io ero Vigile del fuoco: da un anno si era verificato il tragico terremoto del Friuli del 1976. E per agevolare il ripristino delle aree colpite e l’avvio della ricostruzione, che poi ebbe esito esemplare, fu data la possibilità ai giovani in età di leva di svolgere il servizio militare come servizio civile presso i VVF. I miei giovani colleghi accettarono con entusiasmo la sfida. E la gara ebbe luogo regolarmente anche quell’anno. Al costo supplementare del rancio per i VVF. #Testdrive sulla Cividale-Castelmonte Ma torniamo alla Giulietta. Debbo dire che un po’ di emozione nell’affrontare quella salita con quest’auto quasi pronta per correre mi stava pervadendo il palmo delle mani, e la pianta dei piedi. In particolare, quello destro, il più importante specialmente per guidare un’auto automatica. Perché una salita così, in piena, sono

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La #Cividale-Castelmonte per provare la nuova #Giulietta #Alfaromeo 1400 Turbo da 170 CV Sul tracciato di una delle cronoscalate più amate del motorismo italiano Ne ho viste diverse in giro, anche a Nordest. Però, per ora, nessuna come questa. In questi giorni, di colore grigio lucido, forse perché l’occhio cade sempre sulle cose che ti interessano, e quindi ti sembra di incontrare per la prima volta auto che non avevi mai visto, ne ho incrociata qualcuna. Accade anche con le persone. Quante volte vi capita di incontrare un uomo, una donna, un amico, un’amica, che non vedevate da tanto tempo, e poi magari vi confida che passa nello stesso punto circa alla stessa ora da anni, proprio come voi. E prima non ve n’eravate mai accorti. In questi giorni, per esempio, la #Skoda Fabia ha vinto il mondiale #WRC, il campionato iridato dei #rally. Io ne ho provato la versione a tre cilindri. Divertentissima e risparmiosa. In giro, ed è promossa la versione bicolore, ne ho incrociate tantissime. Così di Giulietta. #Giulietta color grigio opaco con freni maggiorati e finiture da corsa Grigie, ma non grigio opaco. Anzi. Una sì, ma non aveva i sedili da corsa con il marchio Alfa Romeo sul supporto cromato dei poggiatesta. Non aveva il bordo di finitura rosso attorno alla presa d’aria anteriore. Che era ripreso sulla coda, sopra alla slitta del paracoppa. Ma… aveva due tubi di scarico. E dietro ai cerchi a raggera, le pinze dei freni Non erano rosso corsa né Maggiorate… Infatti, questa è una versione appena uscita. Quasi una prova d’artista. Motore 1400 cc MultiAir che eroga 170 CV. Una potenza che è capace di sfogare subito grazie al cambio automatico a sei marce. Non sono stato in grado di misurare le sue performance, perché non sono dotato delle strumentazioni di alta precisione necessarie in quanto parliamo di decimi di secondo. Accelerazione bruciante ma occorre saper partire Ma secondo me, dallo start ai fatidici 100 km/h che sono la misura standard dei #testdrive passa una manciata di secondi: un tempo significativamente inferiore a quanto dichiarato dalla Casa, che è di oltre 5”. Secondo me, sarò stato fortunato, e avrò avuto a favore la pressione atmosferica e l’umidità e la temperatura dell’aria, che per un motore a benzina, ancorché turbo-alimentato, un po’ influiscono. Sarà che per l’antico trascorso rallistico, quando alla partenza, magari sulla fanghiglia, era indispensabile, data la scarsa potenza, dosare la pressione sul pedale, ho sviluppato la sensibilità sulla pianta del piede destro. O sarà che, davvero, questa Giulietta è veloce. Dopo questa sorpresa appagante, in una notte afosa, lungo l’autostrada, l’altra sorpresa gradevole deriva dal consumo: i primi 400 km, per l’80 per cento percorsi in autostrada, con una guida non certo lenta vista la necessità di rientrare a casa, li abbiamo completati con un consumo di 16-17 km/l. con tre persone a bordo e un po’ di bagaglio. Ed è pur sempre una 1400 cc. Ora, però, vado a riposare, perché domani, già di buon mattino, sarò di nuovo in movimento. Per proseguire il #test. Confortevole per viaggiare Il viaggio della sera precedente era stato confortevole. I sedili sportivi, avvolgenti ma regolabili, il volante sportivo, con l’impugnatura rinforzata laddove si usano mantenere appoggiate le mani dopo un tratto di guida veloce, gli accessori per la guida assistita, mi avevano permesso di viaggiare in autostrada in pieno confort. Certo, assecondato da ‘San …Waze’, che all’altezza di Verona mi ha ‘consigliato’ di abbandonare l’A4 per imboccare la complanare, e rientrare a Verona Est, evitando così una lunga coda per incidente, alle 2:10 del mattino… Oggi, la giornata è splendida. Si preannuncia calda fin dalle prime ore, e afosa. Ma la Giulietta è dotata di un potente impianto di climatizzazione. Che, per l’estate, rende gradevole il viaggio, anche con una temperatura esterna di 37-38°. Adesso però dirigiamo verso la collina e la zona pedemontana del cividalese. Obiettivo? La salita da Cividale a Castelmonte. La gara in salita Cividale-Castelmonte Gli appassionati di motori ricordano che qui si corre la mitica cronoscalata. Uno degli appuntamenti clou dello sport del volante. Ricordo di averci visto salire perfino l’Alfa 33 di Arturo Merzario. Io, personalmente, non sono mai riuscito a parteciparvi. Ma a salvarla sì. Nel 1977: la commissione sicurezza non aveva dato il nulla osta alla gara. Allora, ero consigliere della Scuderia Friuli. A una riunione convocata dal presidente dell’AC Udine, Gianni Asquini, dopo una trattativa con le autorità, fu avanzata la proposta di piazzare chicane nei punti considerati troppo veloci, in modo da ricondurre la velocità media dei concorrenti ai parametri richiesti. Allora ero anche corrispondente di Autosprint per il Friuli Venezia Giulia e l’Austria e Slovenia, cioè per l’area di quella comunità d’intenti che era l’Alpe Adria, precorritrice dell’Europa unita. E non mi sentivo di poter scrivere che una delle gare di casa mia era stata annullata. I Vigili del fuoco volontari ausiliari di protezione civile salvarono la cronoscalata e il rally delle Alpi Orientali Così mi venne un’idea: coinvolgere i Vigili del fuoco volontari ausiliari di protezione civile (Vvapc), e all’epoca lo ero anch’io, per trasformarli in commissari di percorso addetti al controllo di quelle chicane, segnate da fusti d’olio riempiti d’acqua. Allora anch’io ero Vigile del fuoco: da un anno si era verificato il tragico terremoto del Friuli del 1976. E per agevolare il ripristino delle aree colpite e l’avvio della ricostruzione, che poi ebbe esito esemplare, fu data la possibilità ai giovani in età di leva di svolgere il servizio militare come servizio civile presso i VVF. I miei giovani colleghi accettarono con entusiasmo la sfida. E la gara ebbe luogo regolarmente anche quell’anno. Al costo supplementare del rancio per i VVF. #Testdrive sulla Cividale-Castelmonte Ma torniamo alla Giulietta. Debbo dire che un po’ di emozione nell’affrontare quella salita con quest’auto quasi pronta per correre mi stava pervadendo il palmo delle mani, e la pianta dei piedi. In particolare, quello destro, il più importante specialmente per guidare un’auto automatica. Perché una salita così, in piena, sono

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‘Auto di Torino rinato dopo 114 anni con la versione en plein air

L’evento, per il terzo anno al Parco del Valentino, ha catturato in cinque giorni 700 mila visitatori Le Case presenti erano 56, per proporre ben 50 nuovi modelli di vetture Ha 117 anni e non li dimostra. Anzi, ha manifestato freschezza e una rinnovata attrattività, grazie alla formula nuova e vincente adottata tre anni fa. Che ha fatto emergere come l’interesse per il mondo dell’automobile non sia scemato nel tempo. Anzi, stia vivendo una nuova età. Certo, il fatto che al #Salonedell’Auto di #Torino, al #ParcodelValentino, in cinque giorni si siano avvicendate quasi 700 mila persone, un dato certificato per gli organizzatori dagli innovativi sistemi di controllo e sicurezza, non significa che le vendite delle auto nuove vadano del tutto a gonfie vele. Infatti a nordest si registrano delle criticità. Ma evidenzia che l’auto non è soltanto un mezzo per spostarsi, ma non è più nemmeno un semplice status symbol. Vi siete accorti che quando ci giriamo a vedere a cosa corrisponde un rumore diverso dal solito motore, non diamo più peso a chi c’è a bordo. Né ci chiediamo di chi è, come accadeva in passato. Rivolgiamo lo sguardo all’auto perché il rumore ci evoca il risultato di una creazione dell’ingegno, non di un semplice oggetto da ammirare. Una creazione, dalla quale possiamo scoprire nuovi accorgimenti, tecniche, materiali, che sulle quattro ruote, nelle case e nei luoghi di lavoro, fanno e faranno parte della nostra vita. Da tre anni il #Salone dell’Auto si tiene, sempre a Torino, ma all’aperto, al parco del Valentino. Una scelta che ha favorito il rilancio della manifestazione. Auto da toccare con mano come nel giardino di casa nostra Perché consente a un pubblico vasto, distribuito in modo equilibrato per le diverse età, dai neopatentati agli ottuagenari, di ammirare, toccare con mano, salire a bordo delle vetture, collocate dove a ciascuno di noi piacerebbe vederle: nel giardino di casa. Nel contempo, l’evento di Torino ha evidenziato che nelle case automobilistiche c’è una gran voglia, o necessità, di innovazione. E di poter proporre auto sempre adeguate alle attese del grande pubblico. E forse, proprio saloni come quello italiano sono lo stimolo a progettare prodotti nuovi e sempre più avanzati. Perché anche se esternamente, ma anche negli interni, molte vetture si assomigliano tra loro, la differenza si misura ormai a suon di accessori, ritrovati, complementi, novità in grado di colpire i potenziali acquirenti. Record di novità: 56 Case presenti con 50 modelli in anteprima  Lo dimostra il fatto che su 56 case automobilistiche presenti, i modelli che hanno esordito a Torino sono stati ben 50. Stavolta ce l’abbiamo fatta. Anche se si è trattato di una ‘toccata e fuga’. Ma ci siamo andati anche noi. Volete che vi raccontiamo alcune delle nostre scoperte? Cominciamo da una delle ultime lettere dell’alfabeto: la V. Come Volkswagen. #Volkswagen asseconda lo sviluppo della mobilità elettrica La Casa tedesca punta sulla mobilità elettrica, nella consapevolezza che ci sono già Paesi anche lontani che hanno inserito nei loro protocolli di sviluppo la progressiva sostituzione dei mezzi a motore a scoppio con quelli elettrici. Mentre cresce anche in Europa cresce il numero di città dove sono installate le colonnine di ricarica per le auto. Così, la Volkswagen propone la Golf totalmente elettrica, la Golf GTE con tecnologia ibrida plug-in, e l’innovativa fuoriserie XL1 con motore ibrido che è in grado di consumare 1 lt di gasolio x 100 km. #Volkswagen mira a diventare entro il 2025 il produttore principale di auto elettriche dotate di nuove tecnologie e un’ampia gamma di modelli. Qui si poteva provare la e-Golf da 136 Cv e 300 km di autonomia. E #Ferrari? #Ferrari ha festeggiato settant’anni di attività con due modelli esclusivi #Ferrari ha festeggiato i 70 anni con la 488 spider con tettuccio elettrico, motore V8 4 mila cc e 670 cavalli. E con la GTC4 Lusso, anche con il V8 turbo, il portellone, due posti veri anche dietro e un ampio bagagliaio quasi da SW di alto livello. Molte Case puntano sulle tecnologie La #DS, marchio di pregio della #Citroen, presenta nuove tecnologie per un sistema di sospensioni particolare, che ha sempre distinto il marchio francese (ricordate la DS #Pallas), nonché un sistema adattivo per lo start & stop e per il cruise control. Mentre un sistema di telecamere che guidano l’auto al centro della corsia, arriverà per la fine dell’anno. Un accorgimento, quest’ultimo, che è già operativo su #Subaru e #Volkswagen. Vedremo che cos’avrà di diverso. La #Peugeot lancia la nuova 5008, un SUV da sette posti, dalle dimensioni contenute, con sedili reclinabili, ribaltabili, occultabili. In anteprima nazionale abbiamo visto la Renault Capture, restylizzata. La spaziosa Koleos, che è comunque una berlina. Il ritorno dell’Alpine Un tuffo al cuore ci ha preso quando abbiamo raggiunto lo spazio della Alpine: è ritornata la mitica vetturetta francese a trazione posteriore, che spopolava nei rallies prima dell’arrivo della Lancia Stratos. Quella moderna riprende nella sagoma e nella fanaleria le linee degli anni ’70, a metà strada tra la A110 e la A310, è dotata di una elevata tecnologia e replicando una qualità della sua ‘nonna’ è ultraleggera: come la nuova #Fiat124Spider pesa poco più di una tonnellata. Dispone di un motore turbo 1800 cc da 250 HP. La Ford Fiesta festeggia i suoi ‘primi’ quarant’anni con una proposta giovane: l’elevata connettività. #FCA presenta la Jeep Kompass tra Renegade e Cherokee  Per la #FCA, con la #Jeep arriva la Kompass, che si colloca tra la ‘piccola’ #Renegade e la #Cherokee. Sarà un fuoristrada vero, ma molto versatile, con una capacità di guida su strada pari a una brillante berlina. La #Cooper S E ibrida: 1000 tre cilindri a benzina turbo che eroga 224 HP. Ma consumerò 2,3 lt/100 km. E un’autonomia elettrica superiore a 40 km. Ovvero, la potrete usare in città a basso costo, fuori scatenando la potenza del motore. Utilizzando la trazione integrale che è assicurata dalla trazione elettrica sull’asse posteriore. La Suzuki Swifter è proposta con una maggiore abitabilità interna e un bagagliaio più capiente. Dispone anche

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‘Auto di Torino rinato dopo 114 anni con la versione en plein air

L’evento, per il terzo anno al Parco del Valentino, ha catturato in cinque giorni 700 mila visitatori Le Case presenti erano 56, per proporre ben 50 nuovi modelli di vetture Ha 117 anni e non li dimostra. Anzi, ha manifestato freschezza e una rinnovata attrattività, grazie alla formula nuova e vincente adottata tre anni fa. Che ha fatto emergere come l’interesse per il mondo dell’automobile non sia scemato nel tempo. Anzi, stia vivendo una nuova età. Certo, il fatto che al #Salonedell’Auto di #Torino, al #ParcodelValentino, in cinque giorni si siano avvicendate quasi 700 mila persone, un dato certificato per gli organizzatori dagli innovativi sistemi di controllo e sicurezza, non significa che le vendite delle auto nuove vadano del tutto a gonfie vele. Infatti a nordest si registrano delle criticità. Ma evidenzia che l’auto non è soltanto un mezzo per spostarsi, ma non è più nemmeno un semplice status symbol. Vi siete accorti che quando ci giriamo a vedere a cosa corrisponde un rumore diverso dal solito motore, non diamo più peso a chi c’è a bordo. Né ci chiediamo di chi è, come accadeva in passato. Rivolgiamo lo sguardo all’auto perché il rumore ci evoca il risultato di una creazione dell’ingegno, non di un semplice oggetto da ammirare. Una creazione, dalla quale possiamo scoprire nuovi accorgimenti, tecniche, materiali, che sulle quattro ruote, nelle case e nei luoghi di lavoro, fanno e faranno parte della nostra vita. Da tre anni il #Salone dell’Auto si tiene, sempre a Torino, ma all’aperto, al parco del Valentino. Una scelta che ha favorito il rilancio della manifestazione. Auto da toccare con mano come nel giardino di casa nostra Perché consente a un pubblico vasto, distribuito in modo equilibrato per le diverse età, dai neopatentati agli ottuagenari, di ammirare, toccare con mano, salire a bordo delle vetture, collocate dove a ciascuno di noi piacerebbe vederle: nel giardino di casa. Nel contempo, l’evento di Torino ha evidenziato che nelle case automobilistiche c’è una gran voglia, o necessità, di innovazione. E di poter proporre auto sempre adeguate alle attese del grande pubblico. E forse, proprio saloni come quello italiano sono lo stimolo a progettare prodotti nuovi e sempre più avanzati. Perché anche se esternamente, ma anche negli interni, molte vetture si assomigliano tra loro, la differenza si misura ormai a suon di accessori, ritrovati, complementi, novità in grado di colpire i potenziali acquirenti. Record di novità: 56 Case presenti con 50 modelli in anteprima  Lo dimostra il fatto che su 56 case automobilistiche presenti, i modelli che hanno esordito a Torino sono stati ben 50. Stavolta ce l’abbiamo fatta. Anche se si è trattato di una ‘toccata e fuga’. Ma ci siamo andati anche noi. Volete che vi raccontiamo alcune delle nostre scoperte? Cominciamo da una delle ultime lettere dell’alfabeto: la V. Come Volkswagen. #Volkswagen asseconda lo sviluppo della mobilità elettrica La Casa tedesca punta sulla mobilità elettrica, nella consapevolezza che ci sono già Paesi anche lontani che hanno inserito nei loro protocolli di sviluppo la progressiva sostituzione dei mezzi a motore a scoppio con quelli elettrici. Mentre cresce anche in Europa cresce il numero di città dove sono installate le colonnine di ricarica per le auto. Così, la Volkswagen propone la Golf totalmente elettrica, la Golf GTE con tecnologia ibrida plug-in, e l’innovativa fuoriserie XL1 con motore ibrido che è in grado di consumare 1 lt di gasolio x 100 km. #Volkswagen mira a diventare entro il 2025 il produttore principale di auto elettriche dotate di nuove tecnologie e un’ampia gamma di modelli. Qui si poteva provare la e-Golf da 136 Cv e 300 km di autonomia. E #Ferrari? #Ferrari ha festeggiato settant’anni di attività con due modelli esclusivi #Ferrari ha festeggiato i 70 anni con la 488 spider con tettuccio elettrico, motore V8 4 mila cc e 670 cavalli. E con la GTC4 Lusso, anche con il V8 turbo, il portellone, due posti veri anche dietro e un ampio bagagliaio quasi da SW di alto livello. Molte Case puntano sulle tecnologie La #DS, marchio di pregio della #Citroen, presenta nuove tecnologie per un sistema di sospensioni particolare, che ha sempre distinto il marchio francese (ricordate la DS #Pallas), nonché un sistema adattivo per lo start & stop e per il cruise control. Mentre un sistema di telecamere che guidano l’auto al centro della corsia, arriverà per la fine dell’anno. Un accorgimento, quest’ultimo, che è già operativo su #Subaru e #Volkswagen. Vedremo che cos’avrà di diverso. La #Peugeot lancia la nuova 5008, un SUV da sette posti, dalle dimensioni contenute, con sedili reclinabili, ribaltabili, occultabili. In anteprima nazionale abbiamo visto la Renault Capture, restylizzata. La spaziosa Koleos, che è comunque una berlina. Il ritorno dell’Alpine Un tuffo al cuore ci ha preso quando abbiamo raggiunto lo spazio della Alpine: è ritornata la mitica vetturetta francese a trazione posteriore, che spopolava nei rallies prima dell’arrivo della Lancia Stratos. Quella moderna riprende nella sagoma e nella fanaleria le linee degli anni ’70, a metà strada tra la A110 e la A310, è dotata di una elevata tecnologia e replicando una qualità della sua ‘nonna’ è ultraleggera: come la nuova #Fiat124Spider pesa poco più di una tonnellata. Dispone di un motore turbo 1800 cc da 250 HP. La Ford Fiesta festeggia i suoi ‘primi’ quarant’anni con una proposta giovane: l’elevata connettività. #FCA presenta la Jeep Kompass tra Renegade e Cherokee  Per la #FCA, con la #Jeep arriva la Kompass, che si colloca tra la ‘piccola’ #Renegade e la #Cherokee. Sarà un fuoristrada vero, ma molto versatile, con una capacità di guida su strada pari a una brillante berlina. La #Cooper S E ibrida: 1000 tre cilindri a benzina turbo che eroga 224 HP. Ma consumerò 2,3 lt/100 km. E un’autonomia elettrica superiore a 40 km. Ovvero, la potrete usare in città a basso costo, fuori scatenando la potenza del motore. Utilizzando la trazione integrale che è assicurata dalla trazione elettrica sull’asse posteriore. La Suzuki Swifter è proposta con una maggiore abitabilità interna e un bagagliaio più capiente. Dispone anche

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Sembra nata per correre la #Fiat124spider che abbiamo provato nella #Rivierafriulana #charlieinauto

Una vintage dalle linee moderne e soluzioni tecniche per mantenere i caratteri e il carattere stile anni ‘70 Dalla guida turistica a quella sportiva con prestazioni e sensazioni da piccola Formula Ragazzi… passare in poche settimane da un posteriore puro, qual è la #Fiat124spider, a una gran turismo, anche se compatta, totalmente integrale, morbida e silenziosa come la #Subaru Levorg, a un crossover, un fuoristrada cattivo ed efficace, incollato alla strada, capace di affrontare i percorsi #offroad come #Subaru XV, il tutto in meno di due mesi, dopo avere ripreso a fare #testdrive e #testroad pur continuando a condurre la vita di ogni giorno… Beh! Vi assicuro che se per certi aspetti può sembrare non facile, dall’altro riempie di motivazione e dà la carica a chi è appassionato della guida. Ma ritorniamo al nostro lavoro iniziale: provare la nuova 124. Anche qui, il dover ritirare le auto del parco stampa di alcune delle Case automobilistiche più note dal centro di una delle città più trafficate d’Europa, se per le prime centinaia di metri ti impanica un po’, poi ti consente di essere subito a confronto con le differenze delle vetture. Per #Fiat124spider il primo impatto è suggestione: per le forme aggressive ma rotonde, un riuscito mix tra la linea americaneggiante e la matrice mediterranea della 124. Il risultato efficace del nuovo corso Fiat in FCA. Suggestione, a cominciare dalla singolarità del posto di guida, quasi un abitacolo da piccolo aereo, con i comandi posizionati così com’erano nell’auto di 40 anni fa, ma con soluzioni davvero ergonomiche. E attuali. Poi, sempre in città, fra i tram, si deve affrontare la guida a bassa velocità di un’auto che sembra nata per correre. A noi è capitato di utilizzarla con gli pneumatici a pressione decisamente più bassa della norma. E già le partenze ai semafori erano un’incognita, per una vettura che seppure leggerissima, 1050 kg, è nata per correre, la scelta dei rapporti è orientata a svilupparne la velocità, mentre la coppia non è certo bassa: è quella di un buon motore medio-piccolo turbo, a benzina. L’abitacolo è essenziale ma ergonomico Da dentro la #Fiat124spider, il mondo sembra visto dal basso, ma davvero dal basso. Ma la vista del cofano e delle bombature dei parafanghi rendono il senso di compattezza a un’auto che si guida, nel misto, come un go kart. Al passaggio si voltano in tanti, come farebbero per una macchina del Cavallino, ma non sono richiamati dal rumore. Perché la nostra 124, con le due marmitte posteriori, simula il suono della vecchia 124, anche ascoltandolo dall’interno dell’abitacolo. Abitacolo? Sì, perché disponete di tale spazio: anche la borsetta della vostra compagna dovrà finire nel piccolo bagagliaio, che comunque contiene un paio di trolley di medie dimensioni e può essere amplificato con il suggestivo portapacchi sul cofano posteriore. Salvo, la borsetta ovviamente, essere trattenuta sulle ginocchia della passeggera. Al pavimento, infatti, di spazio ne rimane assai poco. Ma lo spazio a disposizione, ovviamente si tratta di una due posti secchi, è sufficiente per quanto vi occorre per andare a passare qualche giorno al mare. La guida sportiva è anche assistita Proviamo a prendere velocità: la strada ce lo consente, e sentiamo il classico calcio nel fondoschiena, la spinta all’indietro, all’entrata in potenza del turbo. L’accelerazione è infatti eccellente. Scegliamo un percorso tra gli argini della laguna di Marano e Lignano e la penisola della città balneare friulana. Una strada che ci porta vicino alle ricchezze ambientali della laguna, la zona umida più a nord del Mediterraneo. Occhio alle staccate, perché essendo leggera, con un fondo non proprio ancorante, con il brecciolino o un po’ di brina, potrebbe restituirvi la non sempre gradevole sensazione di non essere in grado di rallentarla in tempo. Ma l’elettronica della quale dispone sa sopperire anche questi imprevisti, e vi aiuta a riprendere subito il controllo della vettura. E …fiato. Tanto che, se anche voleste divertirvi alla vecchia maniera, stimolati dal fatto che la leva del freno a mano è sistemata in alto sopra al tunnel centrale, pensando di passare direttamente al ‘derapage’, anche sul fondo scorrevole vi converrà prima disinserire l’antiskating. Per lasciarvi poi cullare dalla piacevole sensazione di sentirla allargare le curve con il retrotreno. Ma anche con i controlli elettronici inseriti, la potenza della 124 è sufficiente a farla allargare con la coda anche semplicemente uscendo in tiro da una rotonda. Nel misto, poi, la guida è come una danza. Ritmica e morbida. Riscoperta la pressione adeguata delle nostre Goodyear invernali M+S, (2.6 bar dietro e 2 davanti), sfoghiamo il nostro desiderio di riscoprire una ‘posteriore’, e premiamo un po’ di più sulle strade rivierasche: è puro divertimento. Le prestazioni Abbiamo provato anche un altro paio di condizioni e di parametri utili a chi vuole saperne di più della 124 Spider. I consumi? Se amate tenere giù il piede, ve lo dovete aspettare che beva. Tuttavia, i consumi sono più contenuti rispetto alle premesse. Per i trasferimenti, pur trattandosi di un motore a quattro cilindri a benzina, 1400 cc, da 140 HP, rientrano nella media grazie al peso contenuto, ottenuto risparmiando sulle imbottiture, sui meccanismi ed automazioni, sulle rifiniture interne, sulle portiere, ecc. I fari sono splendidi. Un nuovo sistema brevettato, in curva lancia la luce oltre il vostro sguardo e vi consente di avere un arco di visuale davvero eccellente e completo. E’ frutto dei fari a led che si orientano verso la direzione che state prendendo. Quando ritorneremo a un’auto che non ne è dotata, ne sentiremo la mancanza. Una spider, decapottabile anche …d’inverno Ma è una spider o no? Certo che sì! E l’abbiamo usata per tale anche in pieno inverno. Al mare. Pazzi? No. Semplicemente, sfruttando il potente riscaldamento dell’abitacolo e il riscaldamento dei sedili. Il parabrezza, con le finiture in acciaio cromato, deflette molto bene l’aria anche in velocità. È un’auto rumorosa? Secondo voi, con un tettuccio di tela, sia pure di alta tecnologia, nella quale per risparmiare il peso l’apertura e la chiusura dello stesso sono manuali, quindi non

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#Fiat124spider quando il vintage sfida la comodità e …la strada #charlieinauto

Accessoriata e riscaldata per scoprire il tettuccio non soltanto d’estate Le emozioni di calarsi nell’abitacolo di un’auto nella quale ripartizioni dei pesi, potenza, assetto formano un mix armonico ed estremamente appagante. Oggi facciamo un giro in #Fiat124spider … Beh, non è così semplice. Bisogna averla a disposizione!? Bene. Ce la prestano per provarla. E ora? Tutto così scontato? No! Ora viene il bello. Perché è alta meno di una spanna da terra. Una macchina per giovani sportivi. Per appassionati. Per ex racer’s. Avvicinare la chiave elettronica alla portiera già ci elettrizza. Pensare che con la sua sorella maggiore, la #Fiat124Abarth quarant’anni fa, è stata scritta la storia del rallysmo italiano e mondiale… ‘Caliamoci’ a bordo Saliamo a bordo. La portiera si chiude da sola, e fa un suono sordo. Sa di vuoto. Già è piccola, quasi meno del suo vetro. Probabilmente è leggerissima. Per infilarci nell’abitacolo, la prima volta, confesso che …ero un po’ perplesso. Quando mi ci sono calato dentro ho riprovato l’emozione di infilarmi nell’abitacolo di una 124 Abarth. Seduto, nel sedile avvolgente, mi sono tranquillizzato. Ma non da subito, perché mi stavo chiedendo come avrei fatto a guidare così, ormai abituato a stare stravaccato su una delle poltrone delle auto di oggi. E a superare gli oltre 300 km fino a casa. Con una passeggera che si sarebbe potuta lamentare. Gli ultimi Km, dei quali, avrei scoperto poi, a notte inoltrata, ma con gioia, essere completamente innevati, ancorchè vicino al mare, nella Riviera Friulana. Invece, cambio a cloche sul tunnel molto alto sul quale appoggio anche il gomito, proprio quella posizione avrebbe sciolto il mio ‘assetto’. E recuperare l’allineamento distratto da posture erronee, acquisite sia alla guida che al computer. La guida in città è anche per le signore I primi km sono stati in tensione, tra i tram che transitavano a pochi centimetri, e le strette vie del centro di Milano. Poi, ammirata e fatta ammirare dai passanti, ma anche dopo avrebbe fatto girare tutti, nostalgici e giovanissimi, via per i primi km, in autostrada. Scoprendo, fortunatamente, che a una velocità media ‘autostradale’, i consumi, di benzina ovviamente, del 1400 da 140 Cv sono ragionevoli. Pochi congegni elettronici e visivi, ma tutto quello che oggi serve è a portata di mano. E il cruscotto richiama quello dell’Abarth di quarant’anni fa, con finiture eleganti e funzionali. Così il volante, che assomiglia a quello d’epoca. Ma è dotato delle regolazioni, e dei comandi, del cruise control, delle luci, del volume e anche del controllo della connessione telefonica operata via blue toot. Fari e tergi sono anche automatici. Mentre in un punto sopra al ginocchio sinistro, dietro al volante, sullo sfondo nero del cruscotto ci sono due tastini quadrati. Uno riporta la sezione di uno pneumatico, e la scritta Set! L’altro, un’auto che sbanda e una X. Puntiamo sul secondo, e scopriamo che …premendolo, si accende un simbolo uguale in uno dei due orologi degli strumenti: disattiva il controllo elettronico di aderenza! Servirà per giocare quando incontreremo la neve. Pesi, potenza, assetto, un mix equilibrato ed esplosivo se si vuole tirare In realtà, scopriremo che l’elettronica, con un’auto che pesa circa mille kg, nella quale il tettuccio come su altre Supercar quali l’Alfa 4c si apre e chiude a mano per risparmiare peso così come con lo stesso obiettivo nelle alette parasole non c’è nemmeno l’imbottitura, la fa da padrona. Ma non del tutto. Chi ha progettato quest’auto con il telaio in acciaio e alluminio ha voluto lasciare il ‘gusto della guida’ ai suoi fortunati possessori. Innanzitutto, non lasciatevi spaventare dal fatto che si tratta di una spider, con il tettuccio fatto di niente. Anche se la lasciate all’aria aperta in una notte di brina, e seppur ritrovate il sedile alla stessa temperatura del lunotto esterno, in pochi secondi un riscaldatore regolabile a tre tacche in entrambi i sedili vi darà la calda e avvolgente sensazione di un sano tepore. Che vi consentirà, se volete anche aiutandovi con il potente impianto di riscaldamento, di viaggiare anche in inverno : con il tetto aperto! L’abbiamo fatto anche noi. L’indomani, con il sole, e ci sembrava che i passanti ci guardassero come fossimo matti. Grinta ed eleganza per mordere la strada In verità, avremmo scoperto poi, ammiravano la grinta e l’eleganza della nuova Fiat 124 Spider Lusso. Color ghiaccio. Calandra nero opaco. La stessa grinta che ritroveremo nella prossima puntata. Ah! Dimenticavo: il motore è a benzina, con consumi ragionevoli, salvo ‘tirare’. E quando partite la mattina, d’inverno, una lucetta blu a forma di termometro a mercurio vi avverte che è bene attendere che il liquido di raffreddamento abbia raggiunto la temperatura minima. Indicata anche dal termometro elettronico sulla sinistra del cruscotto. L’altro pulsantino dietro al volante, a sinistra? Set! Lo scopriremo solo restituendo l’auto a FCA: azzera l’avviso della rotazione degli pneumatici, che è consigliata dal display elettronicamente. Accessori ergonomici per il confort e la guida in relax Ancora una cosa: la radio sembra fatta per lo zapping. Un pulsantone girevole a ‘poppa’ della leva del cambio, come il comando che determina la funzione crossover, normale o sport in altri modelli, governa i comandi sullo schermo digitale centrale. Alcuni si possono selezionare direttamente dal tablet, che sembra proprio tale perché è stato incastonato in un cruscotto dalla forma pensata quando l’unica cosa elettronica che potevamo portarci dietro era l’orologio da polso a led rossi della Texas Instruments. Gli stessi e altri dal pulsantone. Premendolo, anche con l’avambraccio mentre la mano destra coccola religiosamente il lucido pomello del cambio, è possibile azionare, con estrema ‘nonchalanche’, lo scanner dell’autoradio. Ora continuiamo a guidare. E non riusciamo a distogliere lo sguardo dalle bombature dei parafanghi che si vedono sporgere dal cofano. Siamo maschi… Ed è pura bellezza.         #charlieinauto Segue…

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#Fiat124spider ‘lancia occhiate nella notte’ per renderci la guida più sicura #testdrive #charlieinauto

I fari anteriori ‘full led adattivi’ bucano la notte e la nebbia con la luce morbida e incisiva e orientandosi nelle curve verso dove ci siamo diretti Effetto notte. Anche la sera #Fiat124spider è bella da vedere. E da farsi vedere. Ma nel contempo vi fa vedere bene anche al buio o in condizioni di scarsa visibilità. I fari anteriori hanno un design particolare che la contraddistingue dalle altre sagome che incontriamo nella notte. A proposito: che emozione! Mentre provavo la nostra cabrio dalla bruma notturna ho visto sbucare in lontananza un’auto con i fari supplementari fendinebbia. Vecchi ricordi di quando i rally si affrontavano montando Sirio o Megalux della Carello oppure i Cibié, con lampade alogene da 100, 200, 400 watt. Per bucare la notte anche nelle strade più sperdute. Oggi la tecnologia ha raggiunto traguardi un tempo impensabili. Così, sulla #Fiat 124spider sono stati montati per la prima volta i fari Full led adattivi. Che cosa sono? I fari full led adattivi uniscono alla precisione e al relax di una luce morbida la comodità del fascio direzionale Si tratta degli anabbaglianti e degli abbaglianti realizzati a led. Producono una luce molto morbida. Non invasiva. Che illumina la strada in modo efficace e aiuta a distinguere contorni e ad apprezzare la profondità di campo, senza stancare gli occhi di chi guida. E fin qui la luce a led. Ma perchè adattivi? Perché consentono alla luce di precedere le nostre manovre. Di ‘adattarsi’ alla direzione di marcia. In pratica si tratta di luci direzionali, ma sono molto di più. Infatti ruotano l’intero fascio di luce in tempo reale rivolgendolo dove noi stiamo gettando lo sguardo per affrontare la curva. E lo fanno con tanta efficacia che per farvi comprendere che cosa accade davanti al muso della #Fiat124spider abbiamo dovuto attendere una serata di nebbiolina, che ha messo in evidenza il fascio luminoso. Si nota bene che la luce è morbida, non infastidisce, ma illumina davvero. E anticipa il nostro sguardo verso la meta della nostra guida. Non viene più, dunque, illuminata soltanto la zona puntata dal faro, ma è il fascio di luce dell’intero  fanale che si dà da fare per illuminarci il cammino. E quando siamo impegnati nella guida veloce, questa opportunità fa la differenza e rende la guida più sicura. I fari Full led adattivi sono completati dai fendinebbia, c’è anche il fanale retronebbia, dei quali, però, sinceramente, prima di ricordarci di accenderli in presenza della nebbia, non avevamo sentito la mancanza. Guida sicura, dunque, con #Fiat124spider, anche con il cattivo tempo invernale. #charlieinauto Ecco il video:

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#Fiat124spider : Finalmente la #pioggia è arrivata #Charlieinauto #testdrive

Non ce la facevamo più e ci mancava il #testdrive sul bagnato: non ci ha traditi nemmeno sul fondo viscido Evviva! E’ arrivata la pioggia. Dopo oltre due mesi di siccità, finalmente disporremo di aria più pulita, si rimpingueranno le riserve d’acqua, l’asfalto e le nostre strade e marciapiedi saranno finalmente lavati, anche dal sale, in modo naturale. Qualcuno, o qualcuna, ha già messo il broncio: il primo giorno di pioggia e già sbuffa. Ma, non raccontatelo in giro, anche noi non ne vedevamo l’ora… Perché? Perché finalmente possiamo provare la #Fiat124spider anche sul bagnato. Vediamo un po’. Saliamo a bordo. Non è cambiato niente. Il tettuccio tiene come prima. Siamo perfettamente all’asciutto nonostante la pioggerellina fitta e insistente. La chiave? L’avevamo tenuta nella tasca del Parka, per non dimenticarla a bordo: succede con l’avviamento a pulsante e senza la classica toppa. Mettiamo in moto, siamo all’’imbrunire, e si accendono da soli i fari, e il tergi. Unica criticità, ma è tipica delle cabrio, la visibilità posteriore: il lunotto ovviamente non possiede il tergi, e per uscire dal parcheggio la pioggia ha inzaccherato la telecamera che in questo caso non ci è molto d’aiuto. Poco male, la puliremo dopo. Dunque: sotto abbiamo quattro gomme da neve, Goodyear Supergrip M+S. Quindi dovremmo essere in una botte di ferro. Scaldare il motore a benzina 1400 turbo da 140 HP prima di chiedergli di più Scaldiamo il motore, perché un termometrino blu acceso a sinistra dell0orologio del tachimetro ce lo consiglia. Ahi Ahi!? Si è accesa una chiavetta inglese arancio posizionata vicino al termometrino della temperatura minima di utilizzo del liquido di raffreddamento. Che si spegne. Mentre la chiave arancio rimane accesa. La prima preoccupazione qual è? Quella di vedere se a ciò corrisponde un ben preciso avviso sul display. E invece no. Proviamo a spegnere e riaccendere l’auto, e la situazione non cambia. Ne deduciamo, prima di chiamare il responsabile della logistica del parco auto FCA, che si tratti di un avviso di manutenzione periodica. In mancanza di un avviso perentorio. Ma non ci arrendiamo e cominciamo a rovistare sui comandi dello schermo. Tra le funzioni vi sono le manutenzioni programmate. La rotazione degli pneumatici è programmata Una è evidenziata in rosso: rotazione pneumatici. Da eseguire entro xxx km. Capito? Bisognerà far ruotare le gomme della #Fiat124spider. Ora finalmente possiamo partire. Il sistema elettronico antisbandamento è attivo. Il motore è caldo. Ecco la prima rotonda: la strada è libera e schiacciamo il pedale dell’acceleratore, in 2. L’asfalto è ben bagnato e il retrotreno parte un istante in derapata poi l’auto scarica la potenza senza perdere la spinta. Quindi, funziona. Se avessimo affrontato la curva normalmente, #Fiat124spider si sarebbe comportata come sui binari. Poi scopriamo che su quella rotonda poco trafficata probabilmente c’era rimasto un po’ del sale antighiaccio gettato i giorni scorsi. Che con le temperature oltre lo 0 e la pioggia crea una miscela scivolosa. Lo sapevate? Ce l’ha rivelato un addetto alle strade. Una buona tenuta sul bagnato come sulla neve Un bel rettilineo, ben zuppo di acqua, e schiacciamo a fondo: la macchina va e senza incertezze, senza ricordarci per nulla che la trazione è posteriore. E ciò nonostante pochi giorni prima avessimo spinto le gomme anteriori a 2 bar di pressione, quelle posteriori a 2,4 su consiglio di un amico gommista sportivo. Prima di questa operazione erano tutte e quattro a 1,4 bar. Forse un po’ bassina, ma l’avevamo ritirata così. Per provarla subito, …dopo oltre 350 km, sulla neve. Con risultati entusiasmanti. Imbocchiamo una strada emblematica della nostra città, l’unica con un bel misto, saliscendi, curve strette. Breve ma sincera. Anche qui, pur sotto la pineta, il fondo è piombo di pioggia. Non forziamo sul pedale, ma teniamo velocità e ritmo adeguate alla strada con una guida veloce: #Fiat124spider non ci tradisce nemmeno per un’istante. Molliamo nella discesa perché c’è una striscia di ghiaccio residuo della nevicata di una settimana fa. All’ultimo momento decidiamo di usarla per vedere che cosa succede: nulla. La macchina è rimasta nella sua traiettoria.         #Charlieinauto

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#fiat124spider è ogni giorno una scoperta in #testdrive, il posto di guida e del passeggero sono da corsa, ma quando ci si sale difficilmente di desidera scendere da bordo

I due soli sedili di #fiat124spider sono da competizione avvolgenti riscaldati con le casse bose nel poggiatesta Ogni giorno trascorso assieme è una riscoperta. Ormai ci ho fatto l’abitudine a sedermi quasi per terra. E forse mi sembrerà scomodo il ‘più alto’ sedile della mia Alfa 159. Ma con #fiat124spider si riscopre il piacere di guidare. Ormai siamo assuefatti a ogni tipo di condizione della strada, del traffico, del clima. E guidando, pur con tutte le cautele, se percorriamo le stesse strade le studiamo tutte per ingannare il tempo: dalle chat con i social, allo zapping compulsivo con l’autoradio. Allo scrutare l’orizzonte per vedere se l’alba o il tramonto di offrono qualche emozione nuova. Con la #fiat124spider è tutta un’altra musica. Perché la si può guidare in scioltezza e massimo relax. Lo può fare anche una signora non del tutto esperta nella guida sportiva. E da un momento all’altro raccogliere la sfida lanciata dalla strada o da un automobilista che ci sorpassa incautamente. E semplicemente schiacciando a fondo sul pedale dell’acceleratore, si può gioire della spinta del turbo. Che poi non è di tanto inferiore a quella della versione Abarth. Che ha ‘soltanto’ 30 HP in più e lo stesso moto da 1400 cc. Certo, quando si prende l’abitudine alla guida, magari qualche HP in più ci piacerebbe averlo. Ma a giudicare dalle emozioni dei trasportati, perché quelli, e quelle… che ci chiedono di fargli fare un giretto sono numerosi, quasi da turnazione, può andare benissimo così. La seduta al volante e del passeggero all’inizio sembrano scomode ma poi conquistano anche Lei Dopo averla ritirata, da Milano alla Riviera Friulana, passando per una sosta al centro del capoluogo lombardo, ci siamo chiesti come si regolavano i sedili. Perché di primo acchito la posizione di guida, e quella del passeggero, ci sembravano inusuali. Anche perché chi l’ha usata prima di noi si deve essere innamorato del libretto di istruzioni e d’uso. A meno che non sia mai stato caricato a bordo per risparmiare, anche lì, il peso. E solo dopo pochi Km avremmo scoperto che dal lato guida la seduta del sedile si regola soltanto di una decina di cm avanti o indietro, all’altezza dell’appoggio della coscia verso avanti, mentre lo schienale si inclina di pochi gradi all’indietro, mentre quello del passeggero si regola anche in altezza. Che sono perfettamente riscaldati e avvolgenti. Ma questo assetto dei trasportati avrebbe indotto pochi Km dopo la nostra compagna di viaggio a dirci: “ma quando la restituisci”? Che cosa potevamo fare per farle cambiare idea? Le abbiamo ceduto il volante. Dopo pochi Km il gioco era fatto e se ne era innamorata anche lei. #charlieinauto  

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