Hyundai Bayon

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#testdrive: Hyundai Bayon 2022 uno stile avveniristico per un’auto modulare

Un urban SUV adatto alla famiglia alla guida veloce e al fuoristrada leggero La mild hybrid dai consumi sostenibili con confort e sicurezza alla guida Un look nuovo, pulito, quasi schematico, che riflette le potenzialità intrinseche di un urban SUV compatto capace di andare oltre le aspettative di chi si mette al volante. La Hyundai Bayon è forse tutto questo. Abbiamo provato la versione mild hybrid, nella quale sostenibilità e prestazioni vanno a braccetto. L’avevamo testata già nella versione 2021, appena uscita sul mercato, anzi, mentre i primi esemplari stavano raggiungendo le concessionarie italiane, e l’avevamo provata esattamente un anno fa. La prima cosa che attrae nella Bayon è lo stile particolare, molto tecnico, quasi essenziale, che se di primo acchito colpisce per la singolarità, poi diviene accattivante perché asseconda i contenuti e le potenzialità di un mezzo versatile con uno stile morbido e quasi futuristico. Il test dello scorso anno lo avevamo effettuato in Val d’Orcia, anche tra le polveri degli sterrati resi famosi dalle edizioni del Rally di Sanremo che attraversavano la Toscana. Cominciamo dalle caratteristiche principali: è spinta da un motore a benzina di 1000 cc ed eroga 100 CV tra le prestazioni del motore endotermico e quelle del sistema elettrico da 48V mild hybrid, ed è a trazione anteriore. È molto avanzata per i sistemi di sicurezza e si guida con estrema facilità in sicurezza. Una delle sue prerogative è la capienza, che si affianca alla comodità: 411 lt. Il motore è a sei marce, con tre modalità di guida che si possono selezionare con un pulsante situato sotto al display centrale. Sono Eco, Confort e Sport. In Eco ovviamente riduce i consumi che con la guida normali si attestano sui 18 km/l, scendono con tale modalità. In Confort offre il massimo della comodità e del relax incentivato dalla possibilità di ascoltare buona musica con l’impianto di alta qualità di informazioni e intrattenimento di bordo. Il bello arriva con la modalità Sport, che favorisce la guida più scattante, incrementa decisamente la ripresa e rende il viaggio più performante. Per accompagnare una guida più sportiva, come avviene nei modelli più performanti della Hyundai, entra in scena, anche se in modalità più soft, un incremento del sound della Bayon, che in scalata fa la doppietta automaticamente. Per tutte queste caratteristiche è stata candidata al Premio Auto Europa indetto dall’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive. Le ruote da 17’ della Bayon ci aiutano a vedere come va sulle strade extraurbane, e a conferma di quanto verificato nella prima versione, i sistemi di controllo sono di alto livello, anzi, sono stati completati. Il nostro obiettivo odierno? L’aviosuperficie AVRO di Rivoli di Osoppo, un piccolo aeroporto sviluppato dalla Fondazione ‘Lualdi’ presieduta da Gabriele Lualdi per divenire, e oggi lo è, la seconda pista in asfalto per velivoli del Friuli Venezia Giulia dopo l’Aeroporto regionale di Ronchi dei Legionari (Go). Oggi, oltre a essere attiva la scuola del volo a vela, l’impianto per il volo sarà trasformato in un set per la realizzazione delle foto per un calendario destinato a scopi benefici, a favore della Fondazione ‘Luca’. Sarà forse l’occasione per scattare delle foto dall’alto alla struttura per il volo e alla valle del fiume Tagliamento, da bordo di uno dei velivoli che fanno base negli ampi hangar di AVRO. Il calendario è prodotto dai ‘Amis de moto di une volte’ (in Friulano ‘Amici delle moto di una volta’) di Mereto di Tomba (Ud) con il sostegno dei Comuni di Codroipo e Mereto di Tomba; gli scatti sono del fotografo Flavio Zaccolo. Terminato il fotoservizio assieme a Simone Boaga, che è anche il direttore della struttura andiamo a dare un’occhiata dall’alto alla piana del Tagliamento e all’Aviosuperficie. Avevamo chiesto al pilota di poter riprendere anche la nostra Hyundai dall’alto, ma avendola parcheggiata accanto alla Clubhouse di AVRO, il passaggio avrebbe dovuto essere troppo radente… #charlieinauto3/277

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#testdrive un urban SUV per andare in vacanza sui rilievi dolci ma impegnativi della Val d’Orcia

Con la Hyundai Bayon tra siti termali antichi di rara bellezza Maneggevolezza e performance hybrid su anche su terra vocati al rallysmo Avevamo iniziato questa nostra nuova avventura al volante partendo, come spesso accade perché la gran parte delle Case dispone per il Nord Italia di una sede o di un riferimento a Milano e dintorni, dalla metropoli. E avevamo visto che se è vero che molti accreditano la Hyundai Bayon tra le vetture da città, dove si comporta molto bene per quanto riguarda i consumi, la maneggevolezza, la duttilità, è anche vero che sui percorsi extraurbani rivela doti interessanti. Visto che ci siamo, cogliamo l’occasione per valutare come stanno le cose al volante di questo SUV coreano di classe B nel ruolo di crossover. Una prima parte della prova l’abbiamo sviluppata sugli sterrati della Toscana, percorsi un tempo dalle speciali del Rally di Sanremo. E maneggevolezza, duttilità e sicurezza non avevano compresso il confort. Abbiamo visto che sulla distanza il sistema mild hybrid da 48 V con il motore tre cilindri GDI da 998 cc e 100 CV di potenza assicura confort e consumi adeguati anche sulla distanza. Byon, dal norme della città di Bayonne, capoluogo dei Paesi baschi francesi, è infatti in grado di ‘veleggiare’, ovvero di correre come se il cambio fosse in ‘folle’. Ciò le consente di spostarsi sulla distanza in modalità silenziosa, morbida, confortevole. E l’abbiamo provato sulla A1. Ora vediamo che cosa succede in montagna. Sulle strade di una montagna che anche se non altissima, presenta percorsi bellissimi, molto suggestivi e nel contempo tecnici. Le strade della Toscana, specialmente dove stiamo per andare, presentano caratteristiche non facili, perché affrontano colline in un continuo alternarsi di dosi, curve, tratti in salita e in discesa che regalano paesaggi fatati. Infatti, da Chianciano ci spostiamo verso la Val d’Orcia, che si apre con uno scenario fantastico al passo de La Foce, a pochi km dalla città delle terme. Obiettivo è il Monte Amiata, di palese origine vulcanica, il rilievo più cospicuo che separa l’entroterra toscano dalla Maremma e dalla costa del Tirreno. Questa posizione assicura un clima interessante, che anche se è caldo ma secco, di giorno, ovviamente d’estate, la sera è rinfrescato dalla brezza salmastra che arriva dal mare. la meta, un piccolo borgo a 1/3 del monte, Bagni San Filippo. L’intera area ha caratteristiche termali, con acque dalle proprietà curative importanti. Qui, come a Bagno Vignoni, l’acqua sgorga caldissima dal sottosuolo ricca di carbonato di calcio. A Bagni San Filippo, chiuse per motivi anagrafici dei proprietari storici le terme connesse all’hotel privato, è sempre accessibile il Fosso bianco, una valletta-meraviglia arabescata da imponenti formazioni di carbonato di calcio create dalle acque bianche, sulfuree, terapeutiche, che sgorgano a distanza di pochi mesi da punti diversi, creando cascate, pozze, vasche di temperature diverse. Ma il bagno e le immersioni le faremo dopo. Ora proviamo la Bayon tra la salita che porta ad Abbadia San Salvatore, il misto che separa la rocca di Casstiglioni d’Orcia da San Quirico d’Orcia e Montalcino, le morbide curve verso Montichiello o la salita in crescendo verso Radicofani. Prima di conquistarci un buon piatto di Ribollita, i pici all’aglione o un piatto di Chianina da abbinare a un Rosso di Montepulciano o salendo nella scala delle pietanze con un Brunello, chiediamo alla Bayon di darci il massimo delle sue potenzialità. E anche questa Hyundai ci conferma capacità da ‘grimpeur’, uno spunto efficace grazie all’apporto del motore elettrico, e consumi confortanti. Ovvero, quest’auto accreditata come urban SUV si adatta perfettamente anche alle vostre esigenze per una vacanza breve sulle strade più impegnative. #charlieinaujto3/244

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#testdrive lungo la strada delle vacanze con la #Hyundai Bayon in prova sulla distanza

Carica di bagagli per la gita ma i consumi del 998 3 cilindri sono adeguati In Toscana nella città delle terme e sugli sterrati dei rally mondiali A occhio e croce, dentro quella coda particolare che chiude con due spigoli ammorbiditi, parte in vetro parte della carrozzeria, cè parecchio spazio. La prova? Partiamo per una breve ma ‘sudata’ vacanza, visto il clima, verso la Toscana. Quindi, a bordo, visto che è estate non ci servirà un bagaglio molto impegnativo, ma in ogni caso, tra vestiti e scarpe per il trekking, le passeggiate, le escursioni, gli abiti estivi, ma regolari, i capi per il termalismo, perché andremo nella culla delle terme antiche, un po’ di spazio ci servirà. Inoltre, c’è lui, Dylan, il cane del ‘naviga’. Ce la faremo? Ma certamente. E senza rinunciare minimamente al confort che avevamo testato nei giorni scorsi. Frutto di un progetto innovativo, la Hyundai Bayon è una mild-hybrid, ovvero: in corsa ricarica la batteria che alimenta un motore elettrico ausiliario di 48 V, a complemento del piccolo motore di tre cilindri in linea T-GDI Hybrid. il tutto, per arrivare a una potenza di 110 CV da gestire con il cambio manuale a sei marce e la trazione anteriore. La frizione è del tipo ‘intelligente’ IMT per il motore MHEV. Oggi riproviamo a testare i consumi: non ci sarà d’ausilio la frizione intelligente che ci permette di ‘veleggiare’ in modalità ‘coasting’ alla velocità di 70 km/h. Perché oltre 500 km del nostro percorso sarà affrontato in autostrada. Per goderci la trasferta, l’impianto di intrattenimento di bordo che è di buona qualità, e il confort assicurato dalle sospensioni elettroniche improntate alla morbidezza, e per non caricare di inutile stress i passeggeri, il viaggio lo facciamo a 120 km/h, a circa 2000 giri. Velocità alla quale la Bayon ci conferma i dati forniti dalla Casa che sono per un consumo di 6,4 km per 100 km, ovvero 15,6 km/l, che scende a 6,2 l/100 km a 130. Un dato confortante, perché oltre al carico in quest’auto proposta come un SUV da città, a gravare sui consumi c’è anche il fatto che abbiamo viaggiato sempre con il climatizzatore in azione, sovraccaricato quasi per l’intero tragitto visto che la temperatura esterna è sempre stata elevata. Il viaggio è stato molto confortevole,grazie all’ottima climatizzazione, ma anche agli interni curati della Bayon .                                           L’uscita della A1 prescelta è quella di Chiusi, per proseguire verso Chianciano, la città termale per antonomasia, per la cura delle malattie epatiche e per la salute del fegato. Un settore del mondo turistico che i cambiamenti della società hanno messo un po’ in crisi, ma per Chianciano, non cambia il fascino della città vecchia. Dopo la tradizionale passeggiata e gli snack al caffè con terrazza panoramica, scendiamo per i vicoli stretti del bordo antico, e dirigiamo verso Montepulciano, altro caposaldo dei borghi medioevali della Val d’Orcia. Per sostare in un ristorante tipico, sempre panoramico, la vista spazia da qui al lago Trasimeno, connesso all’omonima e secolare azienda vitivinicola e olearia. Alla ripartenza installiamo sul tetto della Bayon la telecamera che il fido ‘naviga’ si porta sempre dietro, e ci infiliamo in uno sterrato polveroso. Uno di quei tracciati resi famosi, fin quaggiù, dal rally mondiale di San Remo. Inutile specificare che la Bayon si guida anche in questo caso con due dita, grazie alla tanta elettronica che la mantiene sempre perfettamente in linea, la asseconda in curva, evita lo slittamento delle ruote anche nei tratti più sabbiosi confermando il livello raggiunto dall’elettronica della Casa coreana. #charlieinauto3/250

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#testdrive tutta digitale la nuovissima Hyundai Bayon

Confort a lunga percorrenza grazie all’elevata automazione digitale Sui tratti autostradali conferma la sostenibilità di questo sistema ibrido Viaggiare in autostrada con un’auto ibrida di ultima generazione significa potersi affidare a una guida autonoma di livello 2. Ovvero, lo stress e la tensione alla guida sono cancellate dall’elettronica dell’auto che ormai sa fare quasi tutto da sé. Per esempio, una volta impostato il cruise control, l’acceleratore non serve più, perché fa tutto lei: una volta impostata la velocità desiderata la raggiunge da sola, la mantiene se possibile, altrimenti si adegua alla condizione del traffico, cioè rallenta se il mezzo che ci precede lo fa, riaccelera quando riprende velocità, si ferma se si arresta e attende che sia lui a ripartire per riprendere la marcia. Il sistema di comando del cruise control è al volante, come i comandi audio. Così vi potete esercitare a guidare con il pulsantino per modificare la velocità, per esempio nei sorpassi autostradali, e poi lasciare che l’auto ritorni da sola alla velocità impostata. Lungo il tragitto Bayon segue perfettamente le carreggiate, che asseconda pennellando alla perfezione le curve seguendo il loro  andamento, il raggio e le eventuali irregolarità. Questo, mantenendo il centro della carreggiata. I fari sono full led separati dalle luci diurne, che le conferiscono un look particolare. Ma ritorniamo al viaggio: i sedili sono comodi e avvolgenti e ci premettono di apprezzare ancor di più gli automatismi della guida, sono rivestiti in tessuto mentre volante e pomello del cambio sono rivestiti in pelle. Il motore della Bayon, che è il nome di una nota località della costa basca, è piccolo e sostenibile, quanto basta per assicurarle prestazioni adeguate. Si tratta di un 1.0 cc tre cilindri in linea T-GDI Hybrid, perché alla parte endotermica abbina un motore elettrico da 48 V. Il cambio è meccanico a sei marce con trazione anteriore. Un motore che assicura fluidità e scorrevolezza di marcia, che apprezziamo soprattutto nel percorso autostradale, sul quale si confermano i consumi, intorno ai 20 km/l, il sistema di mantenimento attivo della corsia, quello di riconoscimento attivo dei limiti di velocità, quello, eventualmente, di assistenza alla frenata di emergenza, e sulla lunga distanza quello di rilevamento della stanchezza del conducente. In caso di coda è di aiuto anche l’avviso di ripartenza. Sappiate, che in città è attivo il sistema di riconoscimento dei pedoni e dei ciclisti e l’auto, se teme una collisione, si arresta improvvisamente, ma non senza avervi preventivamente avvisato. Ora si va verso l’imbrunire, e così divengono gradevoli le luci d’ambiente, mentre, nel frattempo, il nostro cellulare si sta ricaricando nell’alloggiamento dotato di wireless, il tutto mentre in WI-FI si è connesso sia che si tratti di un Iphone che di un telefono android. Il viaggio sta terminando, così, anche per oggi, la nostra missione di test drivers è compiuta. Dove siamo arrivati? Lo scopriremo la prossima settimana. #charlieinauto3/244 

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#testdrive #Hyundai Bayon qualche anno fasarebbe stata solo una concept car

L’aspetto innovativo si presenta con una interessante qualità: è tra i consumi più bassi Frattanto proviamo lo stereo hi teck Cambiare auto come passare da un soprabito al cappotto pensate sia facile? Un esempio che può sembrare un paradosso, ma non lo è. A volte calza a pennello. Come avete visto in questi mesi abbiamo percorso diverse fasce di prodotti dell’automotive di diversi continenti. Con propulsori endotermici, aspirati, turbocompressi, elettrici, a gas, siamo passati dall’evoluzione di icone del passato a vetture con le portiere che se non fosse per le sicure, oramai arrivate allo stadio evoluto di ‘certe’ (è un gioco di parole) non capiresti da che parte aprirle. Per poi scoprire che il risultato era intuitivo e aiuta ad amplificare confort e comodità. Così accettiamo questa nuova proposta di test drive, anche perché la curiosità passa al di sopra di ogni dubbio e perplessità. L’approccio è facile, anche in questo caso. Anche se il lock a prima vista ci farebbe pensare a un mezzo tecnico. In realtà la nuovissima Hyundai Bayon lo è, anche se pian piano ci permetterà di scoprire che tutti i suoi contenuti sono studiati accuratamente per farti sentire a tuo agio e ridurre l’eventuale disagio, anche di spostamenti lunghi. Come sempre, per facilità logistica iniziamo il test nella metropoli. Innanzitutto è un veicolo ibrido, anzi, Mild Hybrid con motore da 1000 cc T-GDI e uno elettrico da 48v IMT X Class. Quindi, non ha bisogno di essere allacciata alla rete elettrica ma la corrente se la fa da sé, e anche se l’elettricità per l’automotive non ha ancora raggiunto costi stellari, con i tempi che corrono è meglio così, per questioni di praticità. Perché è più semplice trovare un distributore di benzina che cercare una colonnina di ricarica, e trovarla libera. Viene proposta come un Urban SUV. Ma come vedremo può dare molto di più. La parcheggiamo in città e ovviamente è molto maneggevole. Facile da parcheggiare con uno schermo e telecamera ben definiti. La linea nuova viene messa in risalto dalla colorazione di questo esemplare che è azzurro mare con il tettuccio nero. Il bagagliaio si riduce un po’ per lasciare il posto alla batteria supplementare, ma volendo, si possono abbattere i sedili e la capacità di carico si amplifica esponenzialmente. Parliamo del clima: molto efficace, e salubre, non eccessivo. Il cruscotto digitale cambia aspetto e colorazione a seconda delle funzioni del motore che abbiamo impostato. I cerchi da 17’ in lega, oltree a darle un tono più aggressivo, la rendono più accessibile ma quello che ci intriga di più è la sua sostenibilità. Finora abbiamo provato auto ibride, ma non sempre era facile giustificarne il costo superiore. In questo caso, i consumi di benzina E5 dichiarati sono davvero bassi: si parla di 4 litri per 100 km, ovvero di 25 km/l. questo primo trasferimento con gli spostamenti è stato breve, ma sembra confermare questa tesi. Frattanto, mentre la grande città si lascia percorrere agevolmente, perché siamo in estate e molti milanesi sono in ferie, come faremo noi in queste settimane, ci godiamo l’impianto di info traitment. Ha subito fatto felice il mio ‘naviga’ perché oramai sanno come prenderlo per la gola: o con i CV o con un super stereo. E qui ci siamo perché la Bayon monta un Bose. In questo primo approccio, traffico urbano, d’accordo direte voi, sei abituato a chiedere il massimo del rendimento o del risparmio alle auto in prova, ma siamo andati al di sotto dei 20 km/l. in questo caso, l’autonomia della Bayon si aggirerebbe su oltre 660 km con i 40 lt di benzina presente nel serbatoio. Ok, si fa sera, e prima del trasferimento più lungo ci dobbiamo rifocillare. #charlieinauto3/243

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