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#TESTDRIVE IN LOMBARDIA: FRANCIACORTA E LAGO D’ISEO CON LA #SUBARU OUTBACK EYESIGHT

UN MODELLO RINNOVATO A VENT’ANNI DALLA PRIMA USCITA SEMPRE MODERNO SICURO VERSATILE E CONFORTEVOLE L’AUTO CHE VA DA SOLA? C’E’ GIA’: IL DISPOSITIVO EYESIGHT PERMETTE DI GUIDARE SOLO CON IL VOLANTE DIMENTICANDO I PEDALI CON UN SISTEMA CHE EVITA GLI OSTACOLI E LE USCITE DI STRADA Non c’è due senza tre. Il nostro feeling con Subaru era sbocciato nel 1988, sulle piste erbose da sci del Piancavallo, in occasione del rally omonimo, con la L-Serie 1 8 GL 4WD. Navigatore: Maurizio Perissinot. Già allora Subaru era un fuoristrada travestito da auto familiare. Bella non era, ma ne avremmo ben presto scoperto le doti d’avanguardia, grazie alla consulenza del navigatore della Squadra Lancia. Avremmo poi riallacciato l’amicizia con la casa delle Pleiadi con Forester, quasi vent’anni dopo. Testandola nel Friuli Venezia Giulia e nella Riviera friulana. Forester è un fuoristrada di carattere, con un design più schematico. Consono anche all’uso in attività specifiche, quali sono quelle delle Guardie forestali e delle forze dell’ordine o dei Vigili del fuoco. Capace di affascinare anche il pubblico femminile. Ora toccava a Outback, il SUV di gamma medio-alta della Subaru. Che racchiude in sé prestazioni, versatilità, potenza nel fuoristrada come sulle strade di ogni giorno, uno stile accattivante, confort, e una guida rilassante, ma all’occorrenza sportiva. Per averla a disposizione, abbiamo raggiunto Milano in occasione di #EXPO2015. Anche in questo caso, non avevamo avuto il tempo di sfogliare il libretto delle istruzioni. E così, dall’officina di servizio della Casa giapponese ai grandi parcheggi di Arese e Rho, ci siamo spostati lentamente, per poter prendere dimestichezza con il mezzo. Soprattutto per poter prendere confidenza con gli accorgimenti di sicurezza d’avanguardia dei quali è dotata. La prima cosa che c’ha colpito, erano infatti i due dispositivi piazzati ai lati dello specchietto retrovisore. In precedenza, li avevamo visti a bordo delle Subaru della Polizia Stradale, scambiandoli per apparati autovelox. Mentre si tratta degli occhi di Outback Eyesight.   SI CHIAMA SEMPRE OUTBACK MA DOPO VENT’ANNI E’ PARENTE ALLA LONTANA DELLA PRIMA SERIE   Outback, è un modello che si rinnova da vent’anni. Il primo, della serie Legacy, fu infatti presentato nel 1995. Circa 1500 kg di peso: leggera per la compattezza che la caratterizza e per la sua affidabilità. Il che, le permette di sfoderare la grinta, ma anche la duttilità necessarie a un vero fuoristrada. Siamo arrivati alla quinta generazione dell’ Outback. Oggi, l’auto è infatti addolcita nelle forme, è ricca di dotazioni di serie, e come altre vetture della gamma Subaru si distingue per un ottimo rapporto qualità-prezzo. Gli spazi interni, ampi e confortevoli, permettono anche ai nostri trasportati, pure un bimbo, di sentirsi perfettamente a loro agio. Di godersi il paesaggio circostante e la skyline del capoluogo lombardo, di Milano2, fino al quartiere dell’EXPO2015. Nel traffico, la guida di Outback è scorrevole, sicura. Precisa, e rassicurata dalla posizione di guida da SUV. ”Occhio”: Davanti a noi frenano improvvisamente. In un attimo decidiamo di schiacciare il pedale freno: troppo tardi! Outback ha già frenato da sola. Infatti, è dotata di un dispositivo radar che calcola la distanza tra le auto e i mezzi che la precedono. Se tale distanza si accorcia bruscamente, Eyesight decide di aiutarci a frenare. E se è il caso, frena autonomamente con decisione. Anche in parcheggio, l’auto è docile e maneggevole. Ci aiutano le telecamere e lo schermo touch screen sul cruscotto. In serata, dopo avere potuto visitare diversi padiglioni di @EXPO2015 per compiere un mini giro del mondo a piedi, riprendiamo l’auto che avevamo lasciato nel parcheggio di Arese, vicino all’Alfa, non senza la curiosità e il desiderio di sperimentare ancora le dotazioni di Outback. E così ci inseriamo nel flusso del traffico dell’A4. Provati dall’intensa giornata estiva all’EXPO, ci facciamo aiutare dal cruise control, che accelera e decelera per noi. Ora sì che testiamo davvero Eyesight! Dalla corsia di sorpasso rientriamo in quella di scorrimento, senza rallentare: a questo ci pensa la Subaru, senza chiedercene il consenso. Infatti, se desiderate godervi una guida sicura, anche se per la mente vi frullano pensieri o grattacapi, o anche cose e situazioni piacevoli, vi potete affidare agli automatismi di Outback. Senza esagerare però. E consapevoli del fatto che, comunque, essi si possono anche escludere. UN SUV CHE SI ADEGUA ALLE CONDIZIONI DEL TRAFFICO Per guidare in sicurezza questa Subaru, una volta programmato il particolare sistema di cruise control, basta infatti togliere il piede dal pedale dell’acceleratore (ce ne sono solo due perché il cambio è automatico e non c’è la frizione), e Outback adegua la nostra velocità a quella di chi ci precede. Per esempio, proviamo a ritornare in sorpasso senza toccare nient’altro che il volante: ci affacciamo alla corsia accanto alla nostra, e quando ci inseriamo nella nuova carreggiata l’auto riaccelera da sola. E si riposiziona alla velocità che noi avevamo impostato in precedenza. Riproviamo il giochino più e più volte, per verificare che si replichi con la stessa efficacia: corsia di marcia, corsia di sorpasso, ecc… Fa tutto lei. Ora, pensiamo di fare una sosta al grill per un caffè. Ma becchiamo una coda: sono le 1:30! E ci aspetta ancora un po’ di strada prima di raggiungere un bel letto e poter riposare. Riusciamo a raggiungere l’uscita per il grill. E dopo pochi minuti di relax usciamo dal bar dell’area di servizio corroborati da uno schiumoso espresso, e ci appoggiamo alla portiera della nostra auto: ‘clock’! E’ vero. Dimenticavo di raccontarvelo: come in tante auto di categoria medio alta, anche Outback non ha la toppa della chiave per l’accensione; manca anche nelle portiere. È infatti sufficiente avvicinare la chiave alla port,a sia dal lato di guida che da quello del passeggero, perché si sblocchi la sicura e si possano aprire le portiere. Anche tenendo la chiave in tasca, o nella borsetta. Così come basta appoggiarla all’interno della vettura perché, premendo il pulsante dell’accensione e contemporaneamente il pedale del freno, il motore si metta in moto. Dunque, saliamo a bordo rassicurati da questa ulteriore e pratica automazione, per ritrovare un