Skoda Octavia e-teck

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#testdrive: con #Skoda Octavia e-teck viaggiare è anche divertimento

Prestazioni adeguate e guida sicura per la wagon superaccessoriata Consumi sostenibili per affrontare l’aumento dei costi della benzina Un’auto che qualche anno fa avremmo chiamato ‘familiare’, e che in effetti lo è, ma poliedrica e superaccessoriata, innovativa con diverse soluzioni hi-teck. La Skoda Octavia e-teck, mild hybrid, si presta agli spostamenti in pieno confort, ma è docile in città e nel traffico intenso. Al di là delle aspettative, il motore di ‘soli’ 1000 cc tre cilindri eroga 110 CV e spinge adeguatamente questa wagon della Casa boema che, stando alle dotazioni, alla sensazione di robustezza e al volume anche di carico non è certo tra le più leggere. Infatti, come accennato, il cambio automatico a sette marce, manuale con le palette al volante o con la cloche multifunzione sul tunnel centrale, propone un sincronismo efficace e continuo tra la curva di coppia, le prestazioni, le esigenze di spinta rispetto alla maneggevolezza. Abbiamo spinto sulle strade periferiche nella funzione Sport, ed è divertente pur rimanendo confortevole e sicura. Ora attiviamo la funzione ‘mappa’ nel cruscotto display digitale e ci facciamo guidare verso Portogruaro, città dalle origini romane, sulle rive del fiume Lemene lungo il quale anticamente venivano trasportate le merci. Prima, avevamo incontrato dei tratti interessati dalla nebbia, e la Octavia aveva assegnato automaticamente al cruscotto-display la precedenza alle indicazioni della segnaletica stradale orizzontale e dei veicoli che ci precedevano. Ci è capitato lungo un tratto autostradale, sul quale poco prima avevamo testato i consumi: a 125 km/h la strumentazione di bordo ci dava oltre 6 l/100 km. Le strade di Portogruaro sono suggestive, caratterizzate dai porticati ad arco, mentre molte abitazioni sono in stile veneziano. Siamo infatti in Provincia di Venezia, ma l’influenza di numerose culture e civiltà in questa zona di scambi e di passaggio si fa sentire. Tanto che in molti qui parlano anche la lingua friulana tramandata dai nonni dai tempi dell’influenza del Patriarcato di Aquileia, quando Concordia Sagittaria, che è la località adiacente, era sede vescovile. Ora però la giornata volge al termine e rientriamo a Lignano. Si fa sera così giochiamo un po’ con la possibilità di modificare i colori e l’intensità delle luci di cortesia interne che assecondano l’atmosfera rilassante accompagnata dal buon impianto di intrattenimento, amplificata dal massaggiatore lombare attivabile sui sedili anteriori. La stagione è invernale e i punto di riferimento del gusto e i ritrovi sono ovviamente meno numerosi rispetto alla stagione balneare. Meno numerosi, ma forse anche per questo maggiormente attrattivi. Come il Terrazza Cortina Pub di Pineta di Conny e Silvia. Dove la fondatrice del locale, mamma Cornelia, di madrelingua tedesca ma ormai lignanese da decenni, prepara personalmente snack, bruschette, ma anche dolci della tradizione mitteleuropea e bevande calde, d’estate drink dedicati, capaci di fidelizzare gli ospiti di ogni età. #charlieinauto3/261 

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#testdrive : Skoda Octavia e-teck docile anche sulla neve

L’auto della Casa boema conferma confort e sicurezza con scarsa aderenza Sulle nevi del #Piancavallo la storica e consolidata palestra di guida Confort e innovazione sono il paradigma dell’evoluzione della Skoda Octavia e-teck, che ha mantenuto le sue prerogative con ampi spazi di carico e forse ha incrementato ancora la comodità per il guidatore e per i passeggeri. Questo sforzo della Casa boema, sarebbe però inutile se non fosse accompagnato da requisiti e caratteristiche di sicurezza attiva, quelli di quella passiva sono ormai scontati, efficaci anche nelle condizioni a rischio, e magari anche in situazioni estreme. Questo perché, se la utilizzassimo semplicemente per diporto, per recarci in montagna con la famiglia o gli amici e amiche, dovremmo essere in grado di viaggiare in sicurezza e di poter scegliere di andare in montagna in pieno inverno. Se dovessimo utilizzarla quale strumento di lavoro, o per gli spostamenti di lavoro, dovremmo essere in grado di farlo senza doverci preoccupare troppo delle previsioni meteo. Quindi, e siamo fortunati, la possiamo testare in inverno sulle montagne non lontane da casa nostra. spesso, per le nostre prove scegliamo le rampe che portano al Piancavallo, e le diramazioni delle strade che da lì ci conducono verso la Carnia, verso il Bellunese, tra le malghe, vuoi perché è il sito montano a noi più vicino; vuoi, per i legami affettivi e professionali. Infatti, il mio primo rally vissuto da capo ufficio stampa è stato il Piancavallo; così come per le fiere, dopo Hobby, sport e tempo libero a Udine fiere, il Motorstars di Pordenone è stata la mia palestra di comunicazione. E miei tutors nel mondo dei motori, dopo Achille e Mario Minen, e Gianni Marchiol a Udine, lì, c’erano: Giancarlo Predieri, Angelo Presotto, i fratelli Pedicini, e soprattutto Maurizio Perissinot. Fu ‘Iccio’ a farmi conoscere Carlo Cavicchi e da lì iniziò la mia collaborazione con Autosprint. Amarcord a parte, su quelle rampe si sono cimentati tutti i big del rallismo a nordest, Tony, Lucky, Lupidi, De Eccher, Savio, poi Aghini, e molti altri. Quindi, uno scenario splendido per i paesaggi e gli scorci suggestivi sullo skyline adriatico e della Riviera friulana, ma anche una palestra di guida oramai certificata da tanti campioni. Ma il nostro obiettivo, ora, non è questo, anche se è proprio testando in termini ‘quasi’ estremi un’auto di serie che possiamo trasmettere ai curiosi del volante sensazioni realistiche. Quindi, riepilogando, trazione anteriore con gomme invernali, opzioni di settaggio dell’assetto e delle prestazioni che assieme al cambio DSG a 7 marce ci permettono di apprezzare la morbidezza del comportamento sul fondo innevato che si rivela utile per gestire questa wagon con scarsa aderenza sfruttando i 110 CV del motore a benzina a 3 cilindri. Nonostante le esperienze anche recenti, questo tre cilindri, di potenza adeguata, non soffre in salita e ci permette di arrivare in cima rapidamente. In questo caso, la guida assistita di livello 2 è utilizzabile per favorire l’aderenza e la risposta dell’auto alle nostre esigenze. Infatti, la ‘lanciamo’ nei tratti più protetti dagli accumuli di neve laterali, di modo che, nel malaugurato ma pressoché improbabile caso che ne perdessimo il controllo ridurrebbero il rischio di uscita di strada e un impatto dannoso. E lei, la Octavia e-teck, ci asseconda facendoci sentire al sicuro, anche quando le chiediamo di rallentare rapidamente, se vogliamo cambiare repentinamente percorso, ecc. Ovvero, se intendiamo guidarla quasi come si ci stessimo spostando su un asfalto non dico asciutto, ma bagnato. Anche in queste condizioni, i fari altamente adattivi della Skoda Octavia e-teck, ci permettono di scrutare oltre le curve e di guidare serenamente sulla strada innevata anche al buio. I consumi? Beh, nonostante il tratto in salita con strappi decisamente ripidi e la guida con scarsa aderenza, grazie al sistema mild-hybrid sono rimasti contenuti, come lo erano negli spostamenti. #charlieinauto3/260

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#testdrive dotazioni di sicurezza di alto livello ed è confortevole viaggiare

Skoda Octavia e-teck conferma la sostenibilità negli spostamenti Una capacità di carico importante per assecondarci nel tempo libero Considerata da sempre un’auto per le famiglie o per il lavoro vista la buona capacità di carico, con questa versione si guadagna un target certamente più elevato che conferma il brend Skoda nella fascia alta del gruppo Volkswagen. Il design rinnovato, gli accessori e l’elettronica di ultima generazione l’hanno collocata tra le auto di tendenza. L’aspettativa creata dal cruscotto high teck, il confort interno, il cruise control adattivo, l’assetto morbido che si adegua nella versione sport alle prestazioni più avanzate, i fari molto potenti e super adattivi capaci di illuminare i punti morti, che per esempio lungo una strada in aperta campagna hanno consentito a uno splendido esemplare di capriolo di vederci all’ultim’ora mentre stava per spiccare un balzo verso la strada finendoci con tutta probabilità sul cofano: sono dotazioni che ne fanno una vettura adatta per viaggiare, anche per chi si attende qualche cosa di più ed è stuzzicato dall’innovazione. Avete dimenticato a casa il cavetto per collegare il vostro telefono cellulare alla Skoda Octavia? Niente paura, il sistema wireless è molto efficace e in pochi istanti vi connette con Car Play per telefonare, sentire i messaggi, navigare con le APP finché non vi abituerete a utilizzare il navigatore dell’auto con le sue mappe accuratamente dettagliate. È adatta a viaggiare, dunque, e nel contempo a trasportare tutto ciò che vi serve. Una delle possibilità di abbinamento che mi viene subito in mente, è che sia adatta a supportarvi nella passione per il mare. Per esempio, certo sul tetto utilizzando le apposite rotaie aerodinamiche per fissare il portapacchi, un windsurf, o anche due, ci stanno, con le vele caricate all’interno, dall’ampio portellone posteriore. Vi piace navigare? Ecco che nel bagagliaio entra il  motore fuoribordo con tanto di serbatoio, vuoto e del tipo regolamentare, magari con i remi. E parliamo del gommone. Se invece amate la barca a vela, nel bagagliaio, e di più se poi magari abbattete anche i sedili posteriori, si può caricare qualche vela da portare a bordo dell’imbarcazione. Per una prova più realistica nell’ambiente marinaresco, raggiungiamo con la Octavia un marina che è una delle strutture nautiche più ambite del Mediterraneo, dove si trova la base di assistenza per l’Adriatico degli sloop svedesi della Swan. E’ il Marina Sant’Andrea, a San Giorgio di Nogaro (Ud) sulle acque dolci del fiume Corno, a una decina di minuti dallo splendido scenario lagunare, a mezzora di navigazione nel suggestivo canale della laguna, dal mare aperto. Per arrivare qui ci siamo spostati in autostrada: con la Skoda Octavia e-teck, che è mild-hybrid, alla velocità di crociera di 125 km/h, secondo quanto indicato dagli strumenti di bordo il consumo medio è stato di 6,1 l/100 km. Eccoci al Marina. motivo della nostra visita? Organizzarvi la quarta edizione del Premio Voce dell’Adriatico, che ho ideato assieme al responsabile del Marina, il navigatore e skipper oceanico Fortunato Moratto. Tra premiati delle passate edizioni ci sono gli skipper Mauro Pelaschier e Cino Ricci, icone della marineria internazionale, Corrado Piccinetti, biologo televisivo delle trasmissioni Rai Linea Verde e Linea Blu, Beppe Donazzan, collega de Il Gazzettino scomparso di recente. Un contesto prestigioso, nel quale, comunque, la nostra Skoda Octavia e-teck non ha certo sfigurat o.                                                                   #charlieinauto3/259

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#testdrive sarà Octavia ma con la e-teck ritorna a essere prima di categoria

  La nuova versione della Skoda SW colma di attenzioni il conducente Grande confort e un cruscotto sul quale tutto è possibile È la prima Octavia che provo… Scherzi di parole, ma la prima impressione è stata: accogliente. Non mi sono lasciato traviare dall’accattivante cruscotto ‘screen’ di questa Skoda innovativa, che volendo, oltre a tutte le misurazioni e gli indicatori dei valori necessari per viaggiare in sicurezza tenendo sotto controllo l’auto e le sue funzioni diviene mappa in 3D e molto altro. La prima sensazione che mi ha trasmesso appena salito a bordo è stata quella che avrei viaggiato avvolto dalle comodità. A cominciare dai sedili, comodi e avvolgenti, e in quelli anteriori la fantastica funzione del massaggio lombare: una chicca, non un eccesso, se ci si sposta stando a lungo seduti a bordo. La novità? Visto che hanno voluto demonizzare il diesel, che su quest’auto ci stava a pennello, ci dobbiamo accontentare di un 1000 cc a benzina da 110 CV. ‘Poca roba’, se è vero che ci siamo abituati a provare le Supercar? Sarà la stessa Octavia a smentire questi dubbi. O meglio, la tecnologia Volkswagen, perché come già svelato in passato agli automobilisti meno attenti, la casa boema fa parte del gruppo tedesco. A parte i consumi contenuti grazie a un sistema mild-hybrid che sfrutta una porzione limitata dell’elettronica di bordo, e-teck, come sempre la chiave di lettura delle prestazioni va individuata nel cambio, che è il sempre efficace DSG a 7 rapporti, automatico o manuale con le palette al volante perfettamente calibrato rispetto alle funzioni Drive o Sport. Permette alla Octavia, nonostante si tratti di una wagon di medie dimensioni, di essere scattante nel traffico cittadino, agile in quello extraurbano, anche quando se ne sfrutta la buona capacità di carico. Soprattutto in città, ma anche sulle percorrenze in autostrada nelle giornate più trafficate, la funzione AIR CARE dell’impianto clima elimina il pulviscolo dall’abitacolo offrendoci l’aria ideale, mentre lo stesso sistema ci permette di selezionare quale parte del nostro corpo desideriamo tonificare con il riscaldamento, d’inverno, con il raffreddamento, d’estate: se le mani o i piedi o entrambe. La sicurezza attiva? Octavia e-teck è dotata di una guida autonoma di secondo livello, cioè può viaggiare ‘quasi’ da sola, e ciò si riflette in sicurezza in città perché il sistema anticollisione è davvero efficace. Anche quando innestate la retromarcia, oltre a essere molto agevolati dalle telecamere e dallo schermo centrale HD, la Skoda Octavia monitora lo spazio circostante, attorno alla sua coda, e se rileva qualche cosa in movimento che si sta avvicinando o potrebbe entrare nel nostro spazio di manovra inchioda, impedendovi di andare oltre finché il pedone o il ciclista, o l’auto non siano usciti dal campo visivo delle telecamere. Dall’altro lato, verso il muso, i sensori ci impediranno, sempre in città, di correre il rischio di urtare pedoni che stanno scendendo all’improvviso dal marciapiede, così come, in viaggio, ci impediranno di essere colti da un improvviso colpo di sonno perché alla minima avvisaglia di sonnolenza, e o allentamento della presa delle mani al volante, scatteranno gli avvisi, a colpetti di freno. Ma per ora, spostiamoci nella metropoli. #charlieinauto3/258

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