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#testdrive #provavintage La sportiva elettrica per Volkswagen è Cupra Born

Compatta ma spaziosa all’interno è performante e sicura: 204 CV Aggressiva e look e colorazioni molto attraenti è piena di soprese C’è sempre una prima volta, anche per un test driver che in sei anni ha provato oltre 170 auto di ogni fascia, tipologia, per intenderci dalle Supercar al pick-up, alla micro-utilitaria da città con cambio a cloche, italiane, anche di Maranello, francesi, tedesche, ceche, spagnole, americane, indiane, coreane, russe, cinesi, giapponesi ecc.. Quindi di quasi tutte le Case. Quasi… qualche elemento ci manca ancora per completare il puzzle, il caleidoscopio del mondo dell’automotive nazionale, europeo, globale. Di solito, a sorpresa si aprono nuovi mondi e opportunità da versanti ancora inesplorati, con risvolti inattesi e sorprese che… Beh, non ci crederete ma anche noi giornalisti del volante, ma in passato anche delle due ruote a motore, riusciamo a farci cogliere di sorpresa. Anche perché, in questo caso, per esempio, credevo che questo Marchio fosse semplicemente la parte sportiva, e un po’ particolare di una Casa storica, che conoscevo fin da bambino perché produceva le nostre Fiat con un restyling un po’ modificato, dalla Fiat 600 fino alla Fiat 1800: era la spagnola Seat. Cupra, invece, possiede una parte del suo percorso come brand sportivo della Seat, poi, di recente, è andato per conto suo con uno stile grintoso e sportivo. Oggi Seat e Cupra fanno parte del Gruppo Volkswagen, quindi capita che qualche progetto possa essere sviluppato in un marchio più vocato. Così è per la Cupra Born, la piccola sportiva del brand spagnolo, la prima sportiva interamente elettrica del Gruppo tedesco. Probabilmente, almeno è quanto appare confrontando le due auto, è la versione sportiva di un modello tedesco, dello stesso Gruppo. Versione decisamente riuscita, perché grinta, eleganza, stile proiettato al futuro non le mancano. La prima sorpresa? Siamo arrivati al vasto parco stampa del gruppo Volkswagen in Italia a Verona, e abbiamo trovato le auto completamente coperte di brina. Non  certo l’ideale per usare un’auto elettrica lasciataci alla colonnina della ricarica. Ma l’autonomia non risentirà del freddo. La prima vera sorpresa è l’avere scoperto che Cupra fa anche auto elettriche, questa è la prima, e ci si dedica con particolare cura nella progettazione. Compatta ma spaziosa all’interno, dove i sedili sono comodi e contenitivi, i posti cinque e comodi, la seconda sorpresa sta nel fatto che non è stato fatto nulla per limitare i consumi di energia, nonostante questa sia una precauzione imprescindibile per le auto elettriche per preservarne una discreta autonomia. Infatti, nonostante l’ottimo impianto stereo e altri accessori che descriveremo, riesce a percorrere con un pieno di energia elettrica 290 km: un buon risultato. Ovviamente, dovrete evitare di chiederle di continuo le prestazioni delle quali è capace, altrimenti i valori dell’autonomia scenderanno più rapidamente. La terza sorpresa è che pur così piccola scarica alle ruote 204 CV di potenza. Il risultato è un go-kart bello da guidare, scattante ma sempre in modo controllabile. In città è semplice. Si comporta come una utilitaria, seppur elettrica, quindi vi permette di districarvi nel traffico della metropoli come guidando un giocattolo telecomandato. Sul quale però ci siete anche voi. Come funziona? Un pulsante a destra del cruscotto e si attiva. Poi, quarta sorpresa, una chiavetta che ci metterete un po’ d’attenzione per capire come farla interagire perché non è nata dal pc di un tecnico di casa nostra, vi farà scegliere tra N, la folle, R, retromarcia, o se azionare il freno di stazionamento. Le funzioni principali, ruotandola, sono D, la marcia normale, B, credo stia per Born, amplifica l’effetto frenante che si ottiene rilasciando l’acceleratore, ci fa risparmiare i freni, ma soprattutto aumenta la capacità di autorigenerazione dell’auto che ci fa recuperare diversi km di autonomia. Dimenticavo un dettaglio, la quinta sorpresa: il cruscotto è grande come un telefono cellulare disposto orizzontalmente. Buone dimensione per il display centrale, tant’è che tutti i dati, i valori, le indicazioni dei servizi e di utilità vi sono riportati all’interno e ripetuti sul display. Ma non lasciatevi spaventare dalle dimensioni dei caratteri sul cruscotto: sesta sorpresa le indicazioni fondamentali sono proiettate efficacemente sul parabrezza. Oggi pioviggina, e nel traffico per fare in fretta sembra di guidare una 4X4. Ma… ecco la settima sorpresa, quella più sostanziale e che ve la farà amare spassionatamente. Di che cosa si tratta? Ve lo racconto la prossima settimana. A, nel frattempo come vedete nella foto anche a Milano si incontrano automobilisti poco civili…

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#testdrive dotazioni di sicurezza di alto livello ed è confortevole viaggiare

Skoda Octavia e-teck conferma la sostenibilità negli spostamenti Una capacità di carico importante per assecondarci nel tempo libero Considerata da sempre un’auto per le famiglie o per il lavoro vista la buona capacità di carico, con questa versione si guadagna un target certamente più elevato che conferma il brend Skoda nella fascia alta del gruppo Volkswagen. Il design rinnovato, gli accessori e l’elettronica di ultima generazione l’hanno collocata tra le auto di tendenza. L’aspettativa creata dal cruscotto high teck, il confort interno, il cruise control adattivo, l’assetto morbido che si adegua nella versione sport alle prestazioni più avanzate, i fari molto potenti e super adattivi capaci di illuminare i punti morti, che per esempio lungo una strada in aperta campagna hanno consentito a uno splendido esemplare di capriolo di vederci all’ultim’ora mentre stava per spiccare un balzo verso la strada finendoci con tutta probabilità sul cofano: sono dotazioni che ne fanno una vettura adatta per viaggiare, anche per chi si attende qualche cosa di più ed è stuzzicato dall’innovazione. Avete dimenticato a casa il cavetto per collegare il vostro telefono cellulare alla Skoda Octavia? Niente paura, il sistema wireless è molto efficace e in pochi istanti vi connette con Car Play per telefonare, sentire i messaggi, navigare con le APP finché non vi abituerete a utilizzare il navigatore dell’auto con le sue mappe accuratamente dettagliate. È adatta a viaggiare, dunque, e nel contempo a trasportare tutto ciò che vi serve. Una delle possibilità di abbinamento che mi viene subito in mente, è che sia adatta a supportarvi nella passione per il mare. Per esempio, certo sul tetto utilizzando le apposite rotaie aerodinamiche per fissare il portapacchi, un windsurf, o anche due, ci stanno, con le vele caricate all’interno, dall’ampio portellone posteriore. Vi piace navigare? Ecco che nel bagagliaio entra il  motore fuoribordo con tanto di serbatoio, vuoto e del tipo regolamentare, magari con i remi. E parliamo del gommone. Se invece amate la barca a vela, nel bagagliaio, e di più se poi magari abbattete anche i sedili posteriori, si può caricare qualche vela da portare a bordo dell’imbarcazione. Per una prova più realistica nell’ambiente marinaresco, raggiungiamo con la Octavia un marina che è una delle strutture nautiche più ambite del Mediterraneo, dove si trova la base di assistenza per l’Adriatico degli sloop svedesi della Swan. E’ il Marina Sant’Andrea, a San Giorgio di Nogaro (Ud) sulle acque dolci del fiume Corno, a una decina di minuti dallo splendido scenario lagunare, a mezzora di navigazione nel suggestivo canale della laguna, dal mare aperto. Per arrivare qui ci siamo spostati in autostrada: con la Skoda Octavia e-teck, che è mild-hybrid, alla velocità di crociera di 125 km/h, secondo quanto indicato dagli strumenti di bordo il consumo medio è stato di 6,1 l/100 km. Eccoci al Marina. motivo della nostra visita? Organizzarvi la quarta edizione del Premio Voce dell’Adriatico, che ho ideato assieme al responsabile del Marina, il navigatore e skipper oceanico Fortunato Moratto. Tra premiati delle passate edizioni ci sono gli skipper Mauro Pelaschier e Cino Ricci, icone della marineria internazionale, Corrado Piccinetti, biologo televisivo delle trasmissioni Rai Linea Verde e Linea Blu, Beppe Donazzan, collega de Il Gazzettino scomparso di recente. Un contesto prestigioso, nel quale, comunque, la nostra Skoda Octavia e-teck non ha certo sfigurat o.                                                                   #charlieinauto3/259

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#testdrive: Variant perché Versatile W come la Wagen che ha vinto la Dakar

Spazi generosi e prestazioni confacenti anche alla guida veloce L’ultima generazione di Passat votata al confort in sicurezza Come abbiamo visto, la Passat Variant è una sintesi efficace dell’adattabilità di un’auto alle esigenze del guidatore provetto, come di quello meno esperto che si mette al volante di un’auto performante ma non vuole osare oltre le proprie abitudini. È sempre stata considerata una vettura da lavoro, perché lo spazio interno, a seconda dello stile dell’epoca di uscita del modello, è sempre stato tra quelli più generosi, amplificato dalla facilità di carico che l’ha fatto considerare con favore da rappresentanti, viaggiatori, artigiani. Finché le esigenze e le condizioni del mercato dell’auto sono cambiate, e l’attenzione dei progettisti si è spostata verso le prestazioni e il confort. Il risultato l’ho descritto nelle news precedenti. Ma, non pago, ho voluto avere la riconferma di un percorso che ci ha portati dalle strade di campagna alle Alpi, fino ai settori innevati sui quali questa Volkswagen si è comportata benissimo. Sempre affidabile e reattiva, con la capacità di rispondere alle sollecitazioni in modo morbido ma sempre efficace. Ovvero, in grado di rassicurare anche il driver più motivato. Grazie anche al cambio automatico DSG a doppia frizione, capace di rispondere in modo emozionale anche alla guida manuale con le palette al volante. Complice il lockdown che ci ha lasciato libertà di spostamento sulle strade come se fossimo stati sempre ben distanti dalle direttrici di un traffico momentaneamente paralizzato, non è stato difficile ottenere performance brillanti e test convincenti sull’affidabilità della Passat, di questa Passat Variant. Variant, nelle serie della Casa tedesca che riguardano per esempio la Golf, e la Passat, contrassegna i modelli più spaziosi e versatili. Con funzioni variabili: dal trasporto di un paio, forse tre biciclette a sedili ribaltati, al carico di bagagli, amico quattrozampe compreso per una vacanza, visto il periodo, in montagna, al trasloco di suppellettili, da casa all’appartamento al mare… Ma anche, pur con il bagagliaio carico di bagagli e valige, a trasportare in comodità una famiglia verso le vacanze. Ma la Passat ce l’hanno affidata dal Parco stampa di Verona perché la testiamo in tutte le condizioni. E oggi per lei sarà una giornata soft, perché anziché la neve, la pioggia non cade da tempo, optiamo per un sobrio percorso di collina. Sobrio, si fa per dire perché le strade da queste parti, specie in lockdown, sono una palestra di guida capace di appagare le attese dei test driver. I colli morenici del Friuli, dagli inizi del secolo scorso divenuti sede ambita per residenze stellate immerse nel verde e affacciate verso un panorama da fiaba. Un intervento dell’uomo che non ha alterato il pregio dell’area. Da Fagagna a Santa Margherita del Gruagno, a Moruzzo, è un susseguirsi di scorci da fiaba. Di punti panoramici dai quali lanciare lo sguardo verso la pianura friulana, le valli del Natisone e il Collio goriziano, Udine, il Medio Friuli e giù fin verso la Laguna e la Riviera friulana e il mare. Ci avviciniamo all’area collinare ed ecco un bel tratto misto, la strada larga e invitante, che poi chiude verso la collina. Spingiamo un po’ e la Passat non smentisce le aspettative. Ma soprattutto, trattiene fuori dall’abitacolo suoni, rumori, sollecitazioni, mantenendoci come seduti in un comodo salotto. Semmai, motivati dal sound pieno ma ovattato del diesel, e piuttosto coccolati dall’ottimo impianto di intrattenimento con tanto di subwoofer potenti ma equilibrati. Ah già… e i consumi? Beh, ce n’eravamo quasi dimenticati. Al di là del fatto che tra EV, ibride, GPL, Metano, benzina, non l’ho mai nascosto a nessuno, e sarebbe pura ipocrisia non dovessi esclamare con convinzione ‘sempre W il diesel’. Come già ripetuto più volte, anche questo diesel è molto elastico e risponde con il tiro necessario anche alla guida sportiva. I consumi poi restano davvero sostenibili, nonostante le dimensioni dell’auto e il ‘piede pesante’, e si attestano ben oltre i 20 km/l. Quindi? Beh, ho già detto tutto: ora godiamoci il panorama, e l’auto. #charlieinauto3/4

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#testdrive #Volkswagen Passat Variant a suo agio anche in montagna

Andiamo a cercare la neve sul Piancavallo per verificare l’affidabilità In discesa con il cambio a palette e il diesel è puro diverdtimento   Al momento di provare la Volkswagen Passat Variant eravamo in pieno inverno. L’occasione per capire come va questa comoda familiare non ce la potevamo lasciar scappare. Trazione anteriore, 190 CV, diesel, grande coppia, cambio automatico DSG VW a doppia frizione, stabilità di forma importante, come si usa dire in gergo nautico, viste le dimensioni scelte per farne un’auto capiente ma nello stesso tempo confortevole (4.77 m), ruote da ’19 per dare la giusta spinta ma anche per favorire la tenuta. Così, rendiamo innanzitutto un po’ più confortevole l’inevitabile percorso di avvicinamento in autostrada e superstrada con la sosta in un grill per bere un buon caffè. Questa pausa sopravviene comunque dopo un tragitto in pieno confort, aiutati nel relax dal cruise control e dall’assistenza laterale alla guida, ma anche dal buon impianto di intrattenimento. Poi andiamo all’attacco delle rampe del Piancavallo, la salita che dallo scorso anno è dedicata a Marco Pantani, il quale proprio qui fu protagonista di una delle sue grandi performance sui pedali. Non serve specificare che in salita la Passat Variant assicura grandi soddisfazioni. Nonostante sia un’auto importante per larghezza e lunghezza, l’elasticità del diesel e la potenza, il tiro ai bassi, permettono di guidarla con due dita. Se poi ci vogliamo sbizzarrire nello stile sportivo, il cambio a palette al volante permette di decidere quanto salire o scendere nei sette rapporti dell’auto. Anche se in realtà il cambio VW assolve piuttosto bene al suo compito anche da solo. Nei rettilinei in salita la Passat esprime una grinta che, se non l’avessimo già testata, ci potrebbe lasciar sorpresi. Nei tornanti, alla ripartenza scarica bene la potenza, aiutata da un assetto che risulta un ottimo mix tra le necessità di carico dell’auto e quelle della guida di ogni giorno. In curva e nel misto veloce nonostante la buona potenza si conferma docile ed esegue i comandi senza incertezze. Certo agevolati nella prova dal ‘lockdown’, arriviamo rapidamente in cima, sul pianoro del monte Cavallo, a circa 1250 m di altitudine, dove la felice intuizione di alcuni imprenditori del pordenonese ha fatto sviluppare la località e le pendici dei monti circostanti grazie agli impianti da sci. Ma che anche d’estate vive la sua stagione di accoglienza dei turisti, come gli altri poli sciistici del Friuli Venezia Giulia. A confermare la vocazione del sito, la neve, che certo non manca e sarà presente più che abbondante per tutto l’inverno. In realtà, è proprio quello che volevamo. Di solito, neve e ghiaccio sono lo scenario ideale per un’auto a trazione anteriore. Basta, però, saperla usare, e sapere che cosa farne. Però, anche in fatto di dispositivi antislittamento, la VW non ha mai avuto problemi. Ha sempre dimostrato di poter mettere a disposizione auto affidabili anche in condizioni critiche. In realtà, i percorsi a disposizione sono limitati. Perché la neve caduta è davvero tanta, e tutte le stradine che si infilano nel bosco o che collegano le vallate adiacenti sono bloccate da un muro di neve. Così, ci limitiamo a verificare la tenuta sull’anello della località. Dove la Passat Variant conferma le sue qualità di auto versatile e sicura anche in queste condizioni. A questo punto, prima di andare ad ammirare lo splendido panorama che si coglie semplicemente ritornando indietro, verso la pianura, che spazia dal Carso a Venezia, pausa di ristoro con una buona fetta di Sacher e un the. Ora vediamo che cosa succede in discesa, sul fondo di asfalto ghiacciato o coperto di neve: assolutamente niente. Aiutata anche dalle buone coperture, dimostra di essere affidabile anche in queste condizioni, e conferma la capacità di arrestarsi in uno spazio adeguato. Alle luci ultime luci dell’imbrunire, si accende il fantastico panorama della pianura vista dall’alto, quasi a volo d’uccello. Infatti, questo sito è scelto dai deltaplanisti per lanciarsi in volo verso la pianura sottostante. Dopo questa ennesima pausa di ristoro, intuito che la Passat Variant non ci riserverà sorprese, proviamo a tirare un po’ in discesa. Questa volta sì che il cambio con le palette al volante ci è d’aiuto, assieme alla capacità frenante del diesel. Ed è un bel divertimento nonostante siamo al volante di un’auto lungo 4.77 m, sia nei tornanti, come nel misto o nelle curve cieche. #charlieinauto3/3    

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#testdrive #Volkswagen Passat 2000 diesel da 190 CV sostenibile e performante

Consumi vicini ai 20 km/l convivono con prestazioni divertenti Comoda anche per escursioni sul territorio: Palmanova ai margini della Riviera friulana Un’auto versatile, comoda, performante quanto serve. Riepilogando, 2000 diesel da 190 CV, performante. Ma non è di questo che parleremo questa volta. Sulle prestazioni ci soffermiamo alla prossima escursione. Stavolta pensiamo a spostarci comodamente sul territorio. E in questo la Passat riassume le prerogative tecnologiche migliori delle più recenti VW. La guida assistita è confortevole e rassicurante. i comandi come da tradizione molto intuitivi. Così riprendiamo l’autostrada per affidarci al cruise control. Che mantiene costante la velocità del nostro viaggio. La parte adattiva assicura che l’auto segua perfettamente il percorso. Anche il minimo accenno di curva, ancorché tracciata dalle semplici e lise linee tratteggiate, viene affrontato senza incertezze dalla Passat. Che forte anche della stabilità assicurata dalle ruote in lega da 19’ ci porta verso la destinazione senza incertezze. Anche i consumi sono all’altezza delle attese. E il traguardo dei 20 km/l di gasolio è scontato e banale. Il quest’auto i consumi sono la preoccupazione minore per l’automobilista. Ma lo è anche la guida, sempre precisa e affidabile, che non è mai una preoccupazione, ma un piacere. Il confort dell’abitacolo è elevato. L’insonorizzazione è molto curata, tanto da consentirci di dedicarci, quasi, totalmente perché la gran parte della nostra attenzione deve comunque rimanere sui comandi dell’auto e sulla strada, alla buona musica. Nel frattempo avremo connesso il cellulare con il sistema di intrattenimento, con il cavo del telefono, o in bluetooth. Nel caso disponiamo di un Iphone, con la Apple car play. Trazione anteriore, tanto tiro ai bassi, ma in autostrada non possiamo dare sfogo alle prestazioni, che si annunciano divertenti. Ci teniamo questa opportunità per la prossima volta. Piuttosto, la partenza dal casello, la ripartenza dopo gli svincoli e i sorpassi ci permettono comunque di verificare il notevole tiro ai bassi. Che può essere d’aiuto in diverse occasioni. Un tiro ai bassi regimi che è amplificato nei suoi effetti dall’efficacia del cambio DSG, il gioiello VW che se vi sentite in vena di divertirsi rafforza le prestazioni dell’auto garantendo accelerazione e progressione. Ma anche su questo argomento ci soffermeremo più avanti. Ora siamo arrivati a Palmanova. La Città italiana ‘stellata’ per eccellenza. Vista dall’alto la sua forma perimetrale è quella di una stella a nove punte. Tracciata dalle mura della fortezza costruita dalla Repubblica di Venezia nel 1593 e completata da Napoleone. L’ingresso da una qualsiasi delle porte ci fa transitare sopra ai ponti che superano il vallo scavato tutt’intorno alla città. E sotto alle mura per farci arrivare al centro della grande piazza che rappresenta il fulcro della cittadina. Assieme alla passeggiata sulle mura per compiere il periplo della città, da affrontare anche in bicicletta, da visitare la Loggia di guardia e l’antica polveriere, le scuderie e i punti panoramici delle mura. A Palmanova scopriamo uno dei più importanti centri di elaborazione dei supporti informatici per i film delle principali Case cinematografiche al mondo. Dove si realizzano anche numerosi cartoni animati. La curiosità è forte e andiamo a visitarlo. Adesso però rientriamo perché si fa tardi e ci attende una delle partite di calcio più attese dell’Europeo. #charlieinauto3/223

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Testdrive: familiare veloce la Volkswagen Passat sintesi di versatilità

Comoda e adatta alla guida veloce non risente delle condizioni stradali La versione più popolare della WV  può divenire il fulcro dell’assistenza Chi non ha mai guidato una Volkswagen? Giovani e meno giovani, prima o poi si sono trovati al volante di un’auto ‘del popolo’ o di una vettura delle altre tre Case del Gruppo. Ma se è stata fondata per assicurare a tutti i tedeschi la possibilità di acquistare un’auto per spostarsi, lavorare, dare un impulso di crescita e sviluppo alla società tedesca, con il passare del tempo la Casa di Wolfsburg si è adeguata alle esigenze degli automobilisti. Che sono state sempre più pretenziose con l’arrivo del benessere. I modelli di vetture realizzata dalla Volkswagen, o meglio dalla VW, un acronimo tra quelli più efficaci e che evoca immediatamente il prodotto al quale si riferisce, sono davvero tanti. Anche le loro varianti. Alle quali si aggiungono i modelli di questi mesi, a propulsione ibrida o elettrica. Personalmente, ne ho guidati a benzina, diesel, GPL, perfino metano. Un voto sul motore identificandolo per il combustibile che lo alimenta? Rischierei di essere parziale. Ma, probabilmente, chi avrà la pazienza di leggere tutto articolo, al termine del test drive capirà come la penso. Ma andiamo per ordine. La VW nasce nel 1937 con l’obiettivo di motorizzare il popolo tedesco. Ma soprattutto per favorire lo sviluppo della Germania. Negli anni ’30 del secondo millennio il numero di auto per abitante era questo: 1 ogni 100 in Germania, 1 ogni 28 in Francia, 1 ogni 6 negli Stati Uniti. Pochi anni dopo la fondazione della VW, grazie al Maggiolino in Germania c’era già un’auto ogni 54 abitanti. Il resto è storia della motorizzazione di giovano e non. Perché della simpatica auto con i parafanghi avvolgenti e muscolosi, talmente caratterizzata che perfino la Disney l’ha resa protagonista di un film di successo, ne sono stati prodotti 21,5 milioni di esemplari. Con una storia lunga una vita. Ricordiamo che anche nei rally italiani c’era un equipaggio tedesco che correva con il maggiolino, anche all’Alpi Orientali e al San Martino. Nel 1966, fino all’anno scorso, la VW si è inserita, spesso imposta nel mondo dei rally con Volkswagen Motorsport, il suo reparto corse. Vincendo quattro Parigi-Dakar, nel 1989, 2009, 2010 e 2011 e quattro titoli piloti e mondiali costruttori , dal 2013 al 2016. Fin alla conversione del reparto allo studio delle vetture elettriche. Tre i risultati di prestigio con la Golf gruppo A, con il terzo posto nei rally del Portogallo, di Argentina e della Costa d’Avorio, e la vittoria in Costa d’Avorio. Nel 2011 debutta la più piccola Polo R WRC. Ma noi, stavolta, ci occuperemo di un modello di VW quasi al top di gamma, l’evoluzione di un’altra auto che ha motorizzato non soltanto gli automobilisti tedeschi, ma milioni di famiglie in tutto il mondo: la Passat. La Variant, la familiare che abbiamo provato, dal look aggressivo ma rassicurante, rappresenta l’ottava generazione di questa vettura da viaggio e adatta a trasportare la famiglia in vacanza, con spazi davvero ampi nell’abitacolo e per i bagagli. Ed è il risultato dell’esperienza maturata da VW con oltre 30 milioni di esemplari venduti nel mondo. È una componente importante anche nelle flotte aziendali. Il restyling di questo modello ha reso più importante la parte estetica, arricchito gli interni, adeguato alle pretese degli automobilisti tecnologia e motorizzazioni. Ridisegnati i paraurti, è stata rinnovata la calandra, mentre al centro dell’ampio portellone per un carico sempre più agevole c’è la scritta Passat, e sopra il marchio VW, che assieme al tasto per aprire il bagagliaio cela la telecamera per la retromarcia. I gruppi ottici sono full led, davanti e dietro. Con una potenza dei fari notevole. I cerchi da 17 a 19 pollici. Se è ottima come auto per la famiglia, si può rivelare efficace nel mondo dei rally per l’assistenza veloce. L’abbiamo provata sulle rampe, e discese del Piancavallo, nel pordenonese, e il motore diesel di 2000 cc da 190 CV ci ha dato parecchie soddisfazioni. Il cambio automatico è efficace, anche in una guida sportiva. Così la frenata è efficace, e nella versione GTE si possono distinguere le pinze dei freni colorate di blu. La si guida con sicurezza anche se si deve forzare un po’ l’andatura. Nonostante le dimensioni, è lunga 4,77 metri, la si guida ‘con un grissino’, reciterebbe un noto spot televisivo. Tra le coccole a bordo, assieme all’ottimo impianto stereo, la ricarica wireless per il cellulare, una presa tipo C per i nuovi smartphone. E la possibilità di scegliere tra 30 colori per le luci di ambiente degli interni. Lo schermo centrale è da 10.2” consente anche l’accesso alla strumentazione digitale rinnovata e personalizzabile. Reca anche la terza generazione della piattaforma modulare di entertaitment mentre è possibile abbinare l’Iphone senza fili. Con il quale si può sia aprire che avviare la Passat. La quale si distingue per consumi contenuti anche viaggiando di fretta. Quando la trazione integrale, abbinata ai sistemi di sicurezza e assistenza alla guida elettronici, possono far sentire superfluo l’autista. Ecco perché, il pilota, ha scelto di andare a provare la Passat in montagna. La precisione di guida e il tiro ai bassi assicurato dalla coppia bassa rendono la guida della Passat, in questo caso diesel, divertente e sicura. Non ci è capitato, ma probabilmente anche in caso di emergenza non riserva sorprese. I sedili sono morbidi, comodi e avvolgenti. Mentre la visibilità dall’interno è notevole. Un’auto, quindi, per viaggiare, anche più in fretta per lavoro, senza rinunciare a un confort che può rendere più sereno un viaggio. Così, sul filo del ‘lockdown’ ci fermiamo a Lignano Sabbiadoro, per andare a visitare la chiesetta di Santa Maria del Mare, trasportata agli inizi del secolo dalle rive del fiume Tagliamento nella Pineta dell’attuale villaggio Bella Italia per salvarla dalle piene. E in tempo per ammirare l’alba dal pontile di Punta Faro, guardando verso oriente.   Carlo Morandini  

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‘ #AlpiOrientali

Un’auto per tutti i giorni. La mission della Volkswagen è da sempre incentrata sulla produzione di vetture ‘per il popolo’. Questo slogan, è talmente radicato nella strategia aziendale da essere divenuto il simbolo della Casa tedesca. Che oramai in un unico Gruppo, il Volkswagen Group, riunisce quattro marchi, VW compreso. Un Gruppo, che realizza modelli di grande diffusione. Una delle scelte vincenti della VW, decenni prima di divenire il colosso economico attuale, è stata quella di realizzare la Golf. L’auto che è arrivata alla settima generazione. E ha sempre mantenuto la caratteristica precipua di essere innanzitutto un’auto accessibile a tutti. Da questo, a offrire a più versioni, con opportunità diversificate e alla portata di molti. Così, quando vi ritrovate davanti a un’auto familiare, vi aspettate che sia spaziosa, confortevole, che non consumi molto. Ma nel contempo assicuri prestazioni sufficienti a trarvi d’impaccio in caso di necessità. Il sedile di guida, possibilmente anche gli altri, comodo ma avvolgente quanto basta, e il volante con una buona presa: sono dettagli che cominciano a insospettirci. Che dai due orologi della strumentazione posti dietro al volante spicchino dati come l’indicazione della velocità massima nel tachimetro piuttosto elevata, può dipendere dalla disponibilità di diverse versioni di questo modello di auto. Ciò che concretizza i nostri sospetti sono i comandi destinati a selezionare la funzione con la quale si intende gestire il motore e l’assetto della Golf Alltrack. Su uno dei pulsanti si legge Sport. E le palette dietro al volante per cambiare le marce, se possibile, più velocemente del cambio automatico DSG a sette rapporti, o anche semplicemente in modo più adattivo rispetto a qualsiasi condizioni nella quale ci troviamo a guidare. In effetti, scorrendo la scheda della nostra Golf Alltrack, leggiamo che a una cilindrata di 2000 cc per un motore diesel con un’ottima curva di coppia, e comunque con 184 CV a disposizione, corrispondono consumi contenuti. Rispetto alle qualità emergenti di questa Golf, non ci resta che premere il pulsante dell’accensione, e dopo avere innestato la marcia, lasciare che sia il motore a raccontarci le sue capacità. Per farlo, cerchiamo una strada adatta per poter mettere alla prova la Alltrack. Che già dal nome lascia trasparire la sua vocazione. Cominciamo dall’asfalto. Siamo fortunati: oggi piove e l’asfalto è scivoloso. Così imbocchiamo da Attimis la salita per Taipana. È una delle speciali storiche del Rally delle Alpi orientali. Fino a qualche decennio fa, le strade di raccordo in cima alla montagna erano sterrate. Ora cercheremo di scoprire se sono stare asfaltate. La salita non impensierisce la Golf. Ma nemmeno i tornanti o il misto veloce. Le quattro ruote motrici la tengono incollata all’asfalto. La potenza del motore fa il resto. La Alltrack ci trasmette la sensazione di essere alla guida di un’auto da rally: diesel… Il tiro ai bassi del motore ce la estrae da ogni tornante, e quale che sia la marcia inserita, la Golf non indugia a scattare in ogni situazione. Arriviamo in cima e una valle ricoperta dalla vegetazione verde e rigogliosa racchiude il capoluogo comunale: Taipana. Un territorio molto esteso, si spinge verso la Slovenia e comprende zone di pregio naturalistico, faunistico, venatorio. Ci spingiamo verso le frazioni, come Prossenicco. E finalmente scorgiamo una strada bianca scorrevole, che si infila nel bosco. È piovuto da poco, e il fondo è compatto. Proviamo in diversi modi a far pattinare la Golf Alltrack, ma ogni sforzo per superare i limiti e far sbandare questa Golf risulta inutile. Anche sullo sterrato veloce si conferma una vettura per tutti. Che, però, nel caso siamo motivati a chiederle una prestazione superiore, per motivi di sicurezza, o semplicemente per il piacere della guida, la Alltrack replica con altrettanta sicurezza e affidabilità. Anche se la stimoliamo spingendo a fondo sull’acceleratore. Probabilmente, se togliessimo i controlli elettronici e l’assistenza alla guida, la situazione si farebbe più divertente. Ma il tempo stringe. E imbocchiamo una delle strade che tra la montagna un panorama mozzafiato verso la #RivieraFriulana scorgiamo laguna e anche il mare, scendiamo verso la pianura friulana. Per dirigerci nel pordenonese. La nostra meta è Valvasone, antico borgo medioevale nel pressi del fiume Tagliamento. Uno splendido castello arricchisce la parte sud orientale del borgo medioevale rurale di Valvasone. Visitabile, al suo interno il più piccolo teatro della Penisola. Il nostro #testdrive per oggi è finito, e con rammarico il castello, come il borgo che si è sviluppato attorno, sono nati in funzione della posizione geografica. Da lì si dominava il guado del fiume Tagliamento, il passaggio obbligato delle merci e degli spostamenti verso la Germania e il nord Europa. #charlieinauto113

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‘ #AlpiOrientali

Un’auto per tutti i giorni. La mission della Volkswagen è da sempre incentrata sulla produzione di vetture ‘per il popolo’. Questo slogan, è talmente radicato nella strategia aziendale da essere divenuto il simbolo della Casa tedesca. Che oramai in un unico Gruppo, il Volkswagen Group, riunisce quattro marchi, VW compreso. Un Gruppo, che realizza modelli di grande diffusione. Una delle scelte vincenti della VW, decenni prima di divenire il colosso economico attuale, è stata quella di realizzare la Golf. L’auto che è arrivata alla settima generazione. E ha sempre mantenuto la caratteristica precipua di essere innanzitutto un’auto accessibile a tutti. Da questo, a offrire a più versioni, con opportunità diversificate e alla portata di molti. Così, quando vi ritrovate davanti a un’auto familiare, vi aspettate che sia spaziosa, confortevole, che non consumi molto. Ma nel contempo assicuri prestazioni sufficienti a trarvi d’impaccio in caso di necessità. Il sedile di guida, possibilmente anche gli altri, comodo ma avvolgente quanto basta, e il volante con una buona presa: sono dettagli che cominciano a insospettirci. Che dai due orologi della strumentazione posti dietro al volante spicchino dati come l’indicazione della velocità massima nel tachimetro piuttosto elevata, può dipendere dalla disponibilità di diverse versioni di questo modello di auto. Ciò che concretizza i nostri sospetti sono i comandi destinati a selezionare la funzione con la quale si intende gestire il motore e l’assetto della Golf Alltrack. Su uno dei pulsanti si legge Sport. E le palette dietro al volante per cambiare le marce, se possibile, più velocemente del cambio automatico DSG a sette rapporti, o anche semplicemente in modo più adattivo rispetto a qualsiasi condizioni nella quale ci troviamo a guidare. In effetti, scorrendo la scheda della nostra Golf Alltrack, leggiamo che a una cilindrata di 2000 cc per un motore diesel con un’ottima curva di coppia, e comunque con 184 CV a disposizione, corrispondono consumi contenuti. Rispetto alle qualità emergenti di questa Golf, non ci resta che premere il pulsante dell’accensione, e dopo avere innestato la marcia, lasciare che sia il motore a raccontarci le sue capacità. Per farlo, cerchiamo una strada adatta per poter mettere alla prova la Alltrack. Che già dal nome lascia trasparire la sua vocazione. Cominciamo dall’asfalto. Siamo fortunati: oggi piove e l’asfalto è scivoloso. Così imbocchiamo da Attimis la salita per Taipana. È una delle speciali storiche del Rally delle Alpi orientali. Fino a qualche decennio fa, le strade di raccordo in cima alla montagna erano sterrate. Ora cercheremo di scoprire se sono stare asfaltate. La salita non impensierisce la Golf. Ma nemmeno i tornanti o il misto veloce. Le quattro ruote motrici la tengono incollata all’asfalto. La potenza del motore fa il resto. La Alltrack ci trasmette la sensazione di essere alla guida di un’auto da rally: diesel… Il tiro ai bassi del motore ce la estrae da ogni tornante, e quale che sia la marcia inserita, la Golf non indugia a scattare in ogni situazione. Arriviamo in cima e una valle ricoperta dalla vegetazione verde e rigogliosa racchiude il capoluogo comunale: Taipana. Un territorio molto esteso, si spinge verso la Slovenia e comprende zone di pregio naturalistico, faunistico, venatorio. Ci spingiamo verso le frazioni, come Prossenicco. E finalmente scorgiamo una strada bianca scorrevole, che si infila nel bosco. È piovuto da poco, e il fondo è compatto. Proviamo in diversi modi a far pattinare la Golf Alltrack, ma ogni sforzo per superare i limiti e far sbandare questa Golf risulta inutile. Anche sullo sterrato veloce si conferma una vettura per tutti. Che, però, nel caso siamo motivati a chiederle una prestazione superiore, per motivi di sicurezza, o semplicemente per il piacere della guida, la Alltrack replica con altrettanta sicurezza e affidabilità. Anche se la stimoliamo spingendo a fondo sull’acceleratore. Probabilmente, se togliessimo i controlli elettronici e l’assistenza alla guida, la situazione si farebbe più divertente. Ma il tempo stringe. E imbocchiamo una delle strade che tra la montagna un panorama mozzafiato verso la #RivieraFriulana scorgiamo laguna e anche il mare, scendiamo verso la pianura friulana. Per dirigerci nel pordenonese. La nostra meta è Valvasone, antico borgo medioevale nel pressi del fiume Tagliamento. Uno splendido castello arricchisce la parte sud orientale del borgo medioevale rurale di Valvasone. Visitabile, al suo interno il più piccolo teatro della Penisola. Il nostro #testdrive per oggi è finito, e con rammarico il castello, come il borgo che si è sviluppato attorno, sono nati in funzione della posizione geografica. Da lì si dominava il guado del fiume Tagliamento, il passaggio obbligato delle merci e degli spostamenti verso la Germania e il nord Europa. #charlieinauto113

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#testdrive #testroad sui #laghi italiani stavolta nel Bellunese con #Volkswagen #Alltrack

Non è appariscente ma concretamente efficace ancorata alla strada e decisamente performante Il motore diesel 2000 eroga 184 CV e con la coppia bassa e il cambio Digit con la trazione integrale rende questa #VW un giocattolo sicuro per tutti i tipi di percorso I consumi nella tradizione della VW sono limitati Riepilogando, una #Volkswagen ‘familiare’, che tradisce la sua grinta soltanto per i rivestimenti in materiale antiurto parafanghi e del sottoscocca. E per l’assetto che assieme alle ruote leggermente sovradimensionate rispetto a quelle di una #Golf Variant fa trasparire la sua vocazione corsaiola. Per capirla, è sufficiente salire a bordo e mettersi al volante. Il sedile è avvolgente quanto basta per farvi sentire a vostro agio se affronterete un percorso impegnativo. Il volante assicura una buona presa. La guida assistita asseconda la marcia più rilassata. Si riparte. Il motore diesel 2000 ci tranquillizza: anche se è un’auto wagon che cela un cuore sportivo, i suoi consumi con la guida normale sono davvero contenuti. Il cambio automatico Digitronic a 7 marce li mantiene nella media, anche se decidiamo di dare una ‘sgasata’. Guidando la nostra Golf Alltrack, non ci riusciamo a spiegare come mai il motore diesel non sia stato sviluppato nell’automobilismo sportivo. Sembra piuttosto che l’orientamento di alcune Case automobilistiche sia di abbandonare, entro pochi anni, i motori a gasolio, per mantenere in uso quelli a benzina. Un programma controverso, perché secondo diverse fonti il motore a benzina è più inquinante di quello a gasolio. Che se produce emissioni più vistose, non per questo producono danni all’organismo dell’uomo e degli animali e all’ambiente come i metalli pesanti rilasciati dal motore a scoppio, ovvero a benzina. Tornando a noi, anche sembra che i motori ibridi ed elettrici dovrebbero a loro volta soppiantare quelli sospinti da idrocarburi, questa #Volkswagen #Golf dimostra che per una guida sportiva e appagante, per ottenere soddisfazioni al volante anche sulle strade più nervose, il diesel, con una curva di coppia vantaggiosa, può offrire punti per un sano divertimento. Questa #Alltrack si è infatti dimostrata superiore alle aspettative. Abbiamo rispolverato la sua vocazione sull’Altopiano del Cansiglio. Poi sulla strada che scende verso il bellunese, e va in direzione del Lago di Santa Croce, nel Fadalto. Un versante, quello bellunese del gruppo del monte Cavallo sul quale ora ci troviamo, che specialmente nel pomeriggio diviene particolarmente suggestivo. Perché la luce del sole crea un effetto cromatico caratteristico. Colorando il paesaggio con tonalità rosate come fa, peraltro, sulle vicine Dolomiti. La strada che scende verso il Bellunese è stimolante. In un paio di tratti riusciamo a vedere fino a dove si può spingere la #Golf #Alltrack in discesa. E verifichiamo che il margine di sicurezza è davvero elevato. Probabilmente, per trovare veramente i limiti di questa #VW dovremmo portarla in pista, viste le sue prerogative da purosangue. Oppure aspettare qualche mese, quando la neve ricoprirà il paesaggio locale e le strade, rendendo più insidioso un percorso che comunque è di per sé sicuro. Scendiamo verso Tambre, e Tambruz. Quindi la strada si fa più tecnica e ci si può sbizzarrire in tornanti e curve che chiudono, tratti in falsopiano, pezzi in discesa per provare la staccata. Sempre agevolati dal fatto che la giornata è talmente tranquilla che la strada è tutta per noi. Attenzione all’attraversamento delle frazioni di Lavina e Borsoi, finché arriviamo a Palughetto e Codenzano, a valle. Dove le acque cominciano a colmare il fondovalle. Fino a immettersi nel Lago di Santa Croce. Un bacino placido, circondato da monti dolci e verdi. Sul lato occidentale del lago, il versante opposto a quello dove stiamo arrivando, scorre la strada statale di Alemagna. Scendiamo verso il lago per una passeggiata. Scorgiamo una spiaggia ghiaiosa, e affollata, che ci conduce verso l’acqua dopo un pratone verde. Beh, quasi quasi… Il necessario l’abbiamo portato nell’ampio bagagliaio della Golf Alltrack. Così un bagnetto rinfrescante sarà il premio per la guida sportiva. E per essere ritornati a valle dal clima meno torrido dell’altopiano. Un salto al Capitello della Madonna del Lago. Poi una sosta al Bar Da Fortunato. Che sul retro ci propone un fantastico terrazzo panoramico. Sul quale, il titolare, quasi un sosia di Karol Wojtyla, oggi Santo, e la moglie, ci servono le bevande in un contesto stile vintage, che ci dimostra come qui, ancora qualcosa conservi le carature del passato. Su questo versante del lago ho l’impressione sia davvero così. Sì, perché poi proseguo verso la Baia delle Sirene (c’è anche qui come a capo San Vigilio sul Garda) e Santa Croce del Lago, imboccando la Ss 51 di Alemagna, e ricordo d’esserci passato da bambino, in corriera, così si chiamava il pullman, in occasione di una gita che ci aveva portati a Pedavena, non lontano da qui, a visitare storici birrifici. Le case , come anche il ristorante dove ci eravamo fermati allora, sono rimasti esattamente come allora. Mi sembra di vivere un flashback. Un salto indietro nel tempo. Nel frattempo si avvicina l’imbrunire. E dobbiamo rientrare. A pochi chilometri c’è l’ingresso della A27. Che ci porterà fino a Conegliano, verso Treviso, quindi al Passante, collegandoci con le autostrade italiane. #charlieinauto 112

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#testdrive #testroad sui #laghi italiani stavolta nel Bellunese con #Volkswagen #Alltrack

Non è appariscente ma concretamente efficace ancorata alla strada e decisamente performante Il motore diesel 2000 eroga 184 CV e con la coppia bassa e il cambio Digit con la trazione integrale rende questa #VW un giocattolo sicuro per tutti i tipi di percorso I consumi nella tradizione della VW sono limitati Riepilogando, una #Volkswagen ‘familiare’, che tradisce la sua grinta soltanto per i rivestimenti in materiale antiurto parafanghi e del sottoscocca. E per l’assetto che assieme alle ruote leggermente sovradimensionate rispetto a quelle di una #Golf Variant fa trasparire la sua vocazione corsaiola. Per capirla, è sufficiente salire a bordo e mettersi al volante. Il sedile è avvolgente quanto basta per farvi sentire a vostro agio se affronterete un percorso impegnativo. Il volante assicura una buona presa. La guida assistita asseconda la marcia più rilassata. Si riparte. Il motore diesel 2000 ci tranquillizza: anche se è un’auto wagon che cela un cuore sportivo, i suoi consumi con la guida normale sono davvero contenuti. Il cambio automatico Digitronic a 7 marce li mantiene nella media, anche se decidiamo di dare una ‘sgasata’. Guidando la nostra Golf Alltrack, non ci riusciamo a spiegare come mai il motore diesel non sia stato sviluppato nell’automobilismo sportivo. Sembra piuttosto che l’orientamento di alcune Case automobilistiche sia di abbandonare, entro pochi anni, i motori a gasolio, per mantenere in uso quelli a benzina. Un programma controverso, perché secondo diverse fonti il motore a benzina è più inquinante di quello a gasolio. Che se produce emissioni più vistose, non per questo producono danni all’organismo dell’uomo e degli animali e all’ambiente come i metalli pesanti rilasciati dal motore a scoppio, ovvero a benzina. Tornando a noi, anche sembra che i motori ibridi ed elettrici dovrebbero a loro volta soppiantare quelli sospinti da idrocarburi, questa #Volkswagen #Golf dimostra che per una guida sportiva e appagante, per ottenere soddisfazioni al volante anche sulle strade più nervose, il diesel, con una curva di coppia vantaggiosa, può offrire punti per un sano divertimento. Questa #Alltrack si è infatti dimostrata superiore alle aspettative. Abbiamo rispolverato la sua vocazione sull’Altopiano del Cansiglio. Poi sulla strada che scende verso il bellunese, e va in direzione del Lago di Santa Croce, nel Fadalto. Un versante, quello bellunese del gruppo del monte Cavallo sul quale ora ci troviamo, che specialmente nel pomeriggio diviene particolarmente suggestivo. Perché la luce del sole crea un effetto cromatico caratteristico. Colorando il paesaggio con tonalità rosate come fa, peraltro, sulle vicine Dolomiti. La strada che scende verso il Bellunese è stimolante. In un paio di tratti riusciamo a vedere fino a dove si può spingere la #Golf #Alltrack in discesa. E verifichiamo che il margine di sicurezza è davvero elevato. Probabilmente, per trovare veramente i limiti di questa #VW dovremmo portarla in pista, viste le sue prerogative da purosangue. Oppure aspettare qualche mese, quando la neve ricoprirà il paesaggio locale e le strade, rendendo più insidioso un percorso che comunque è di per sé sicuro. Scendiamo verso Tambre, e Tambruz. Quindi la strada si fa più tecnica e ci si può sbizzarrire in tornanti e curve che chiudono, tratti in falsopiano, pezzi in discesa per provare la staccata. Sempre agevolati dal fatto che la giornata è talmente tranquilla che la strada è tutta per noi. Attenzione all’attraversamento delle frazioni di Lavina e Borsoi, finché arriviamo a Palughetto e Codenzano, a valle. Dove le acque cominciano a colmare il fondovalle. Fino a immettersi nel Lago di Santa Croce. Un bacino placido, circondato da monti dolci e verdi. Sul lato occidentale del lago, il versante opposto a quello dove stiamo arrivando, scorre la strada statale di Alemagna. Scendiamo verso il lago per una passeggiata. Scorgiamo una spiaggia ghiaiosa, e affollata, che ci conduce verso l’acqua dopo un pratone verde. Beh, quasi quasi… Il necessario l’abbiamo portato nell’ampio bagagliaio della Golf Alltrack. Così un bagnetto rinfrescante sarà il premio per la guida sportiva. E per essere ritornati a valle dal clima meno torrido dell’altopiano. Un salto al Capitello della Madonna del Lago. Poi una sosta al Bar Da Fortunato. Che sul retro ci propone un fantastico terrazzo panoramico. Sul quale, il titolare, quasi un sosia di Karol Wojtyla, oggi Santo, e la moglie, ci servono le bevande in un contesto stile vintage, che ci dimostra come qui, ancora qualcosa conservi le carature del passato. Su questo versante del lago ho l’impressione sia davvero così. Sì, perché poi proseguo verso la Baia delle Sirene (c’è anche qui come a capo San Vigilio sul Garda) e Santa Croce del Lago, imboccando la Ss 51 di Alemagna, e ricordo d’esserci passato da bambino, in corriera, così si chiamava il pullman, in occasione di una gita che ci aveva portati a Pedavena, non lontano da qui, a visitare storici birrifici. Le case , come anche il ristorante dove ci eravamo fermati allora, sono rimasti esattamente come allora. Mi sembra di vivere un flashback. Un salto indietro nel tempo. Nel frattempo si avvicina l’imbrunire. E dobbiamo rientrare. A pochi chilometri c’è l’ingresso della A27. Che ci porterà fino a Conegliano, verso Treviso, quindi al Passante, collegandoci con le autostrade italiane. #charlieinauto 112

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