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#testroad #testdrive un SUV versatile sicuro e confortevole nella #Pedemontana fuoristrada e sulla neve: #Seat #Ateca

Dalla Pedemontana pordenonese a Piancavallo dai colori autunnali al freddo della montagna d’inverno che l’auto sa gestire sia nella guida che nel confort #testroad Su #charlieinauto da oltre un anno vi accompagno su percorsi suggestivi, alla ricerca di luoghi incantati e poco conosciuti, o che ci sfuggono all’attenzione perché ci passiamo accanto ogni giorno, senza fare ci caso. A bordo di auto che non avete ancora potuto incontrare per la strada salvo che si trattasse dei primi esemplari camuffati e in fase di collaudo. In luoghi che cambiano completamente aspetto, a seconda della stagione. Per esempio, alle pendici del monte Cavallo, sul quale sorge il Piancavallo, c’eravamo già passati con un #testdrive. Troppo di fretta per poterne gustare le attrattive. Un paesaggio immerso nel verde del bosco di latifoglie, a distanza di pochi mesi può cambiare completamente lo scenario. La volta scorsa, ricordate, abbiamo incontrato la prima neve a Portogruaro. Una serata suggestiva, che ci ha permesso di testare la tenuta della nostra #Seat #Ateca. Così, stavolta, inseguendo la neve, raggiungiamo la pedemontana pordenonese ai confini ideali tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. E prima di salire in alto, raggiungiamo Poffabro, borgo medioevale perfettamente conservato e mantenuto nel suo fascino antico. Ma stiamo provando un’auto, e dopo l’escursione a piedi didattico-culturale, raggiungiamo i boschi vicini. E imbocchiamo una strada che si infila nel bosco. Ricordatevi: una strada forestale dove il transito è ammesso a tutti i veicoli. Con un buon fondo stradale di terra e ghiaino possiamo testare l’affidabilità della nostra auto, la #Seat #Ateca . Sì, perché oltre a essere una comoda auto per la famiglia, un SUV compatto e dallo stile aggraziato, a distinguersi per un’ottima tenuta di strada, a possedere doti sportive per nulla celate, bene contemperate con la docilità e la morbidezza della guida e dell’assetto, è dotata di quattro ruote motrici permanenti, del cambio automatico e sequenziale al volante a sette marce e doppia frizione Volkswagen, di un’adeguata dotazione di opzioni per adattarne la guida nelle condizioni estreme e off road. Il tutto, per gestire in modo ottimale il motore 2000 diesel da 190 CV. Proviamo con la funzione adatta al fondo con scarsa tenuta. E cominciamo a schiacciare l’acceleratore. L’elettronica della #Seat #Ateca ci accompagna in una divertente escursione sul fondo sterrato. Proviamo a frenare bruscamente, e l’auto esegue come se ci trovassimo sull’asfalto. Passiamo al misto più veloce, e la sensazione di sicurezza non ci abbandona. Ora però ci godiamo il paesaggio circostante. Tra l’altro il colore dell’auto si intona perfettamente con la natura circostante. L’auto, nonostante le prestazioni, è silenziosa. Un colore che piace alle guidatrici. La sua docilità e la comodità, lo spazio anche per i posti posteriori, il bagagliaio capiente, la guida su richiesta completamente assistita, il nitido display che riporta fedelmente quanto vedono le telecamere di bordo, la facilità di guida in città, hanno fatto innamorare la mia collaboratrice. Che non se ne voleva più distaccare. Ora però la giornata volge al termine perché siamo in inverno e il sole tramonta presto. In cima ci aspetta la neve. Così riprendiamo le strade normali, e raggiungiamo la salita verso il Piancavallo. Anche sulle rampe verso il rifugio Bornasse l’Ateca è perettamente a suo agio. Come un’auto sportiva. E senza che ne risenta il confort. Ci siamo. Da Bivio Castaldia, da dove il panorama è mozzafiato sull’intera pianura friulana, veneta, sulla #RivieraFriulana, sui tetti della città di Pordenone, e intorno, con la luce cinerea della luna piena, il silenzio è ovattato dalla neve. Beh, ora mettiamo davvero alla prova il nostro SUV #supercar. Sì, perché 190 CV su 1400 kg da un motore diesel 2000, con le ruote da 20’, sul telaio e la parte ciclistica di un crossover rendono questa esperienza davvero elettrizzante. Però… Le gomme. Sono da neve? No. Però sono Cross country. Omologate. Poi il 4×4 intelligente, 4Drive DSG robottizzato. Proviamo. E’ sera e sul Piancavallo le strade sono sgombre. C’è anche qualche piazzale. Quindi c’è lo spazio per vedere come va. Inseriamo la modalità neve. Splendido. Fa esattamente quello che le chiediamo, e ci aspettiamo. Certo, fuori fa un po’ fresco e la temperatura cala ulteriormente: -10°. Il tetto di cristallo, in parte apribile, ci permette di goderci lo spettacolo delle piste da sci illuminate. Ma, terrà a questa bassa temperatura? L’abitacolo non si raffredderà rapidamente? E invece no. La temperatura nell’abitacolo si mantiene costante e piacevole. E in ogni caso, i sedili sono ben riscaldati, e ci restituiranno il calore che perderemo per scendere e andare a berci una bella cioccolata calda all’imperdibile pasticceria Cimon, punto di riferimento ancora dai tempi delle prime edizioni del Rally internazionale del Piancavallo, del quale sono stato addetto stampa. Bene! La giornata è stata divertente. E la #Seat #Ateca promossa anche fuoristrada e sulla neve. Ora ci andiamo a godere il panorama dalle balze di bivio Castaldia. Fuori fa sempre molto freddo, ma qui dentro si sta benissimo. Anche con il sottofondo dell’impianto Hi-Fi: una radio sta trasmettendo The dark side of the moon, dei Pink Floyd, come ai vecchi tempi… #charlieinauto68

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#Testdrive #testroad Con #LandRover #Discovery sentirsi a proprio agio su una #supercar di grosse dimensioni

Con #LandRover Discovery sentirsi a proprio agio su una supercar di grosse dimensioni è scontato Tremila cc motore diesel da 249 CV ruote da 21’ sette posti o maxi bagagliaio stereo da sala d’ascolto Fuoristrada di classe. E se volessimo fare un viaggio? Magari quando una prolungata stagione estiva da noi si sta affievolendo. E sui monti è comparsa una prima seppur debole spruzzata di neve. Prima di partire decidiamo vedere se tutto è a posto. Il computer di bordo ci segnala un basso livello del liquido anti particolato. Su Land Rover Discovery è infatti installato un dispositivo che riduce le emissioni. Efficace, perché a differenza di tante auto che sono in circolazione, non ci è mai capitato di vedere nello specchietto retrovisore una nuvola di fumo nero. Ci spiegano che la Casa inglese ci tiene molto affinché l’aria dei luoghi dove le sue auto si muovono rimanga pulita. il capo officina di un centro assistenza in una grande città ci spiega infatti che se il liquido si dovesse esaurire completamente, ci potrebbe capitare la sorpresa di rimanere a piedi: alla prima riaccensione successiva, la nostra Nuova #Discovery si potrebbe rifiutare di andare in moto. Per ovviare a questo inconveniente, vista la nostra tendenza a sottovalutare le cose, anche gli avvisi delle nostre auto, alcuni proprietari si portano a bordo una tanichetta con il prezioso liquido. Utile soltanto per un un temporaneo e parziale rabbocco. In officina infatti l’operazione viene eseguita con un’apposita apparecchiatura. Che assicura continuità ed efficacia al sistema. Per il resto, tutto ok. Anche la guida in città: con ‘due dita’ sul volante, ovviamente mi riferisco alla docilità di questa maxi-supercar, ci si può districare nel traffico urbano, anche se intenso. Nelle manovre di parcheggio, volendo c’è il park assist ma con le telecamere e il grande schermo centrale possiamo fare tranquillamente ‘a mano’, è parimenti maneggevole. Anche il classico comando del cambio automatico (a 9 marce) a pomello, ci permette di passare in un istante dalla marcia avanti alla retromarcia per disimpegnarci in ogni situazione. Anche in spazi ridotti. Quindi? Si parte? I bagagli? Credo proprio che non sia necessario stivarli nel bagagliaio. Nel pianale, dietro a una pedana che si abbassa elettricamente, comandata da una pulsantiera collocata nel montante posteriore sinistro del portellone, sono ‘annegati’ due sedili. Che con la stessa pulsantiera, o con un telecomando in dotazione, o … con il telefono cellulare, basta scaricare l’APP Land Rover. E tale operazione si può compiere anche …a distanza. Così come è possibile accendere il riscaldamento, o l’aria condizionata, per trovare l’abitacolo immerso nel grande confort che caratterizza la Nuova Discovery. Sempre dalla pulsantiera, se vi foste dimenticati di riposizionare l’auto nell’assetto standard, si può alzare, o abbassare l’auto. Con la semplice pressione di un pulsante. Ah sì! I due sedili supplementari, che portano a sette i posti a sedere: sono della stessa qualità, e comodità degli altri. In un contesto così, è facile comprendere che di posto, in questo bagagliaio, ce n’è da vendere. Per facilitare la visibilità posteriore è anche possibile abbattere a comando tutti i poggiatesta. Ovviamente ad auto semivuota. Mentre il tetto apribile, o chiuso e vetrato, ci permetterà di godere il panorama, alpino. In viaggio Nuova #Discovery della #LandRover dispone di un sistema satellitare preciso, in grado di ripetere anche nel display al centro degli orologi il limite di velocità della strada che stiamo percorrendo. Bene, accendiamo la radio, Bang & Olufsen, e imbocchiamo l’autostrada. Il sistema di cruise control e di guida assistita è molto preciso. Il comando è sulla razza destra del volante, ed è facilissimo cambiare regolazione in marcia. Arriviamo al confine con l’Austria, dopo avere acquistato l’adesivo che rassicurerà la Polizei sul fatto che abbiamo pagato il pedaggio, e cerchiamo una stazione di rifornimento: in questo Paese costa sensibilmente di meno, e il serbatoio è piuttosto capiente. Comunque, con una condotta di guida accorda, seguendo anche gli insegnamenti dell’eco-computer di bordo, i consumi sono accettabili. Giriamo un po’ fuori dall’Ausfahrt, l’uscita dall’autostrada, che è senza pedaggio, nell’incantevole paesaggio sub urbano austriaco, che è simile a quello montano. Finché a un semaforo affianchiamo un automobilista del posto. Che senza esitare, quasi senza che gli parliamo in un tedesco improbabile, ci fa cenno di seguirlo. Finchè mette la freccia a un incrocio e ci mostra un’insegna, che recitava più o meno: Outlet rifornimento. Una gentilissima signora vestita con il caratteristico abito di velluto ci fa il pieno. Alzo lo guardo e vedo il prezzo del gasolio: 1,1…!? Quasi quasi vengo ad abitare qui. Riprendiamo l’autostrada verso Salisburgo e il confine con la Germania. Ci attendono tratti immersi nell’incomparabile scenario alpino. Pian piano ci infiliamo nelle vallate dei Tauri. Sbuchiamo dalla prima lunga galleria, prima della seconda, dove pagheremo l’unico pedaggio autostradale dell’Austria, ed ecco la sorpresa, splendida: la prima neve aveva ulteriormente ingentilito il paesaggio. Il tetto trasparente fa il resto e ci permette di ammirare tutta la bellezza di montagne tra le più nevose dell’arco alpino. Finché la skyline si appiattisce, e si apre davanti a noie ci avviamo verso la foresta bavarese. Una sosta al grill, molto curato quasi un locale di città, e scorgo le prime golosità del posto: goulatsch suppe. Ci assicurano che fatta sul posto. Proviamo: sembrerebbe di sì. Peccato per la birra. E’ rinviata a quando potremo lasciare la #Discovery ferma nel parcheggio della nostra destinazione. (2-segue)

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#Testdrive #testroad Con #LandRover #Discovery sentirsi a proprio agio su una #supercar di grosse dimensioni

Con #LandRover Discovery sentirsi a proprio agio su una supercar di grosse dimensioni è scontato Tremila cc motore diesel da 249 CV ruote da 21’ sette posti o maxi bagagliaio stereo da sala d’ascolto Fuoristrada di classe. E se volessimo fare un viaggio? Magari quando una prolungata stagione estiva da noi si sta affievolendo. E sui monti è comparsa una prima seppur debole spruzzata di neve. Prima di partire decidiamo vedere se tutto è a posto. Il computer di bordo ci segnala un basso livello del liquido anti particolato. Su Land Rover Discovery è infatti installato un dispositivo che riduce le emissioni. Efficace, perché a differenza di tante auto che sono in circolazione, non ci è mai capitato di vedere nello specchietto retrovisore una nuvola di fumo nero. Ci spiegano che la Casa inglese ci tiene molto affinché l’aria dei luoghi dove le sue auto si muovono rimanga pulita. il capo officina di un centro assistenza in una grande città ci spiega infatti che se il liquido si dovesse esaurire completamente, ci potrebbe capitare la sorpresa di rimanere a piedi: alla prima riaccensione successiva, la nostra Nuova #Discovery si potrebbe rifiutare di andare in moto. Per ovviare a questo inconveniente, vista la nostra tendenza a sottovalutare le cose, anche gli avvisi delle nostre auto, alcuni proprietari si portano a bordo una tanichetta con il prezioso liquido. Utile soltanto per un un temporaneo e parziale rabbocco. In officina infatti l’operazione viene eseguita con un’apposita apparecchiatura. Che assicura continuità ed efficacia al sistema. Per il resto, tutto ok. Anche la guida in città: con ‘due dita’ sul volante, ovviamente mi riferisco alla docilità di questa maxi-supercar, ci si può districare nel traffico urbano, anche se intenso. Nelle manovre di parcheggio, volendo c’è il park assist ma con le telecamere e il grande schermo centrale possiamo fare tranquillamente ‘a mano’, è parimenti maneggevole. Anche il classico comando del cambio automatico (a 9 marce) a pomello, ci permette di passare in un istante dalla marcia avanti alla retromarcia per disimpegnarci in ogni situazione. Anche in spazi ridotti. Quindi? Si parte? I bagagli? Credo proprio che non sia necessario stivarli nel bagagliaio. Nel pianale, dietro a una pedana che si abbassa elettricamente, comandata da una pulsantiera collocata nel montante posteriore sinistro del portellone, sono ‘annegati’ due sedili. Che con la stessa pulsantiera, o con un telecomando in dotazione, o … con il telefono cellulare, basta scaricare l’APP Land Rover. E tale operazione si può compiere anche …a distanza. Così come è possibile accendere il riscaldamento, o l’aria condizionata, per trovare l’abitacolo immerso nel grande confort che caratterizza la Nuova Discovery. Sempre dalla pulsantiera, se vi foste dimenticati di riposizionare l’auto nell’assetto standard, si può alzare, o abbassare l’auto. Con la semplice pressione di un pulsante. Ah sì! I due sedili supplementari, che portano a sette i posti a sedere: sono della stessa qualità, e comodità degli altri. In un contesto così, è facile comprendere che di posto, in questo bagagliaio, ce n’è da vendere. Per facilitare la visibilità posteriore è anche possibile abbattere a comando tutti i poggiatesta. Ovviamente ad auto semivuota. Mentre il tetto apribile, o chiuso e vetrato, ci permetterà di godere il panorama, alpino. In viaggio Nuova #Discovery della #LandRover dispone di un sistema satellitare preciso, in grado di ripetere anche nel display al centro degli orologi il limite di velocità della strada che stiamo percorrendo. Bene, accendiamo la radio, Bang & Olufsen, e imbocchiamo l’autostrada. Il sistema di cruise control e di guida assistita è molto preciso. Il comando è sulla razza destra del volante, ed è facilissimo cambiare regolazione in marcia. Arriviamo al confine con l’Austria, dopo avere acquistato l’adesivo che rassicurerà la Polizei sul fatto che abbiamo pagato il pedaggio, e cerchiamo una stazione di rifornimento: in questo Paese costa sensibilmente di meno, e il serbatoio è piuttosto capiente. Comunque, con una condotta di guida accorda, seguendo anche gli insegnamenti dell’eco-computer di bordo, i consumi sono accettabili. Giriamo un po’ fuori dall’Ausfahrt, l’uscita dall’autostrada, che è senza pedaggio, nell’incantevole paesaggio sub urbano austriaco, che è simile a quello montano. Finché a un semaforo affianchiamo un automobilista del posto. Che senza esitare, quasi senza che gli parliamo in un tedesco improbabile, ci fa cenno di seguirlo. Finchè mette la freccia a un incrocio e ci mostra un’insegna, che recitava più o meno: Outlet rifornimento. Una gentilissima signora vestita con il caratteristico abito di velluto ci fa il pieno. Alzo lo guardo e vedo il prezzo del gasolio: 1,1…!? Quasi quasi vengo ad abitare qui. Riprendiamo l’autostrada verso Salisburgo e il confine con la Germania. Ci attendono tratti immersi nell’incomparabile scenario alpino. Pian piano ci infiliamo nelle vallate dei Tauri. Sbuchiamo dalla prima lunga galleria, prima della seconda, dove pagheremo l’unico pedaggio autostradale dell’Austria, ed ecco la sorpresa, splendida: la prima neve aveva ulteriormente ingentilito il paesaggio. Il tetto trasparente fa il resto e ci permette di ammirare tutta la bellezza di montagne tra le più nevose dell’arco alpino. Finché la skyline si appiattisce, e si apre davanti a noie ci avviamo verso la foresta bavarese. Una sosta al grill, molto curato quasi un locale di città, e scorgo le prime golosità del posto: goulatsch suppe. Ci assicurano che fatta sul posto. Proviamo: sembrerebbe di sì. Peccato per la birra. E’ rinviata a quando potremo lasciare la #Discovery ferma nel parcheggio della nostra destinazione. (2-segue)

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#Motorshow ritorna con tanto spettacolo indoor

Compie 41 anni la grande festa delle due e delle quattro ruote Fino a domenica prossima alla Fiera di Bologna #Motorshow n.41. Un richiamo irrinunciabile per gli appassionati delle quattro e delle due ruote. In particolare perché vi si dedica molto spazio allo spettacolo. A ciò che fa da richiamo per il mondo dei motori. Alle esibizioni dinamiche all’interno del quartiere fieristico di Bologna. Ripercorriamone un po’ la storia. Il #Motorshow è nato nel 1976, l’anno del terremoto del Friuli. Per questo, da noi era passato inizialmente un po’ in sordina. La manifestazione era stata ideata dal bolognese Mario Zodiaco, in alternativa al Salone dell’auto di Torino, e a quello di Ginevra, proponendosi a un target di giovani, e femminile. Assieme a Zodiaco, Sandro #Munari e Giacomo #Agostini crearono una società per la promozione del #Motorshow. Dopo il 1980, tutti i diritti dell’evento furono acquistati da Alfredo Cazzola, che con la sua società Promotor lo ha organizzato fino al 2006. Fino all’acquisto della Promotor da parte del gruppo francese GI Events. Le difficoltà dell’auto legate alla crisi economica hanno poi fatto annullare l’edizione del 2013. Il #Motorshow è stato organizzato nuovamente nel 2014. Sospeso di nuovo nel 2015. E riproposto direttamente dalla Fiera di Bologna dallo scorso anno. Assieme alla presenza di numerose case automobilistiche con le novità e le anteprime, il suo successo nel tempo si è sviluppato soprattutto grazie alle gare e agli show delle due e quattro ruote che si sono svolti nella grande arena interna. #MemorialBettega n.30 Dal Memorial Attilio Bettega, con tutti gli assi del rallysmo, alle gare di motocross. Che sono state animate da campioni e personaggi del momento e del passato, con l’obiettivo di fare spettacolo. Perfino un Trofeo indoor di F1 tra il 1988 e il 1996. Quest’anno, ritornano le sfide con le gare di F1 storiche, il Ferrari Day, raduni di Alfa Romeo, attuali visto che la casa del Biscione rientra nel mondo delle corse, esibizioni di Maserati, gare di gran turismo Italia, manifestazioni di stuntman, gare Nascar e Sport prototipo, gare di auto fuoristrada, gare di rally per il Trofeo Italia WRC e R5, gare di quad cross, kart cross. E sabato 9 e domenica 10 dicembre, il 30. Memorial Bettega. In pratica, come ai bei tempi, al #Motorshow i motori saranno sempre accesi. Come accesi sono i riflettori dei padiglioni del quartiere fieristico bolognese. Prima star dell’evento bolognese la Kia Stonik Fari, che si sono colorati per la prima proposta, tra le tante auto new entry del dopo Salone di Ginevra. A Bologna, per gli appassionati italiani e dei Paesi vicini, sarà così possibile vedere da vicino nuovi modelli per tutte le tasche e le esigenze. La prima a svelarsi, nel modo più spettacolare, tra l’altro nel ‘quadrato’ del centro servizi dinnanzi all’ingresso, sotto la sala stampa, è stata la Kia Stonik. Un SUV compatto, aggraziato, con rifiniture e colorazioni giovani, ma sufficientemente aggressivo. Che è spuntato da un gigantesco fungo, travisato da fumi scenici, assecondato da una colonna sonora importante. In una coreografia dominata da un gigantesco segnatempo. L’anteprima, nella giornata riservata, come avveniva un tempo, ai rappresentanti dei media nella giornata tradizionalmente dedicata alla stampa. Una scenografia d’effetto, vicino all’ingresso principale. La nostra attenzione poi viene catturata da alcune Gran Turismo da pista, e per la Le Man. #Suzuki con il piccolo fuoristrada Gimny Per arrivare alla Suzuki, che assieme a una moto da enduro, propone la simpatica fuoristrada Gimny, ricoperta da una splendida livrea che ricorda la pelle di serpente. Zigzagando tra i sorrisi mediatici di splendide hostess, e incontrando via via vari colleghi, da Carlo Cavicchi, che è stato mio vicedirettore ad Autosprint, ora a Quattroruote, a Franco Nunes, a Davide D’Amico di FCA, a Fabbri della Volvo, approdiamo alla Tesla. Con le sue silenziosissime supercar. Una opportunità, quella delle auto elettriche, che a spallate sta scalzando sempre di più i motori termici. #Volvo Italia punta sulla elettricità Tanto, che come ci ricorda Fabbri, pr di Volvo Italia, affascina anche la casa svedese. Che entro tre anni punta ad avere un’auto interamente elettrica. Per ora si ‘accontenta’ di presentare tre modelli l’anno. E propone già le ibride. In bella mostra con il cavo di alimentazione collegato alla presa sul parafango sinistro. E le batterie? Sono studiate per il grande freddo e il grande caldo. Sono isolate in una sorta di camera stagna. E climatizzate in un contenitore contornato da una serpentina con liquido refrigerante. Rassicurante no?! Dopo tanta ecologia e motori sostenibili, torniamo ai cavalli tradizionali. #Ferrari Portofino Con la Ferrari Portofino, splendida Spider. Qui troviamo Ramon Gazziero, un pilota friulano ormai trapiantato a Modena. E possiamo ammirare altri modelli della casa di Maranello. Quasi in un angolo, senza clamore, si celano le Auto dell’anno: sette finaliste selezionate dalla stampa internazionale specializzata. Sono l’Alfa Romeo Stelvio, l’Audi A8, la BMW serie 5, la Nuova Seat Ibiza, la Citroen C3 Aircross, Volvo XC40, la Kia Stinger. Mentre più spazio è dato alla parte ludica. Ci sono tre piste slot per le auto elettriche telecomandate, compresa quella, sempre attraente, del Gran prix di Autosprint, e alcune postazioni per la guida su pista virtuale. Anche postazioni multiple, per rendere più efficace e reale la sfida virtuale. E ancora, le F1, Ferrari, Toro Rosso, Red bull, le gran turismo della 24 ore di Le Mans, l’incredibile Fiat Panda per la Parigi-Dakar. Beh, forse non serve che vi racconti ancora del #Motorshow. La passione farà il resto. Da sfogare sabato 9 e domenica 10 ottobre, quando si svolgerà l’imperdibile Memorial Bettega. Carlo Morandini  

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#Motorshow ritorna con tanto spettacolo indoor

Compie 41 anni la grande festa delle due e delle quattro ruote Fino a domenica prossima alla Fiera di Bologna #Motorshow n.41. Un richiamo irrinunciabile per gli appassionati delle quattro e delle due ruote. In particolare perché vi si dedica molto spazio allo spettacolo. A ciò che fa da richiamo per il mondo dei motori. Alle esibizioni dinamiche all’interno del quartiere fieristico di Bologna. Ripercorriamone un po’ la storia. Il #Motorshow è nato nel 1976, l’anno del terremoto del Friuli. Per questo, da noi era passato inizialmente un po’ in sordina. La manifestazione era stata ideata dal bolognese Mario Zodiaco, in alternativa al Salone dell’auto di Torino, e a quello di Ginevra, proponendosi a un target di giovani, e femminile. Assieme a Zodiaco, Sandro #Munari e Giacomo #Agostini crearono una società per la promozione del #Motorshow. Dopo il 1980, tutti i diritti dell’evento furono acquistati da Alfredo Cazzola, che con la sua società Promotor lo ha organizzato fino al 2006. Fino all’acquisto della Promotor da parte del gruppo francese GI Events. Le difficoltà dell’auto legate alla crisi economica hanno poi fatto annullare l’edizione del 2013. Il #Motorshow è stato organizzato nuovamente nel 2014. Sospeso di nuovo nel 2015. E riproposto direttamente dalla Fiera di Bologna dallo scorso anno. Assieme alla presenza di numerose case automobilistiche con le novità e le anteprime, il suo successo nel tempo si è sviluppato soprattutto grazie alle gare e agli show delle due e quattro ruote che si sono svolti nella grande arena interna. #MemorialBettega n.30 Dal Memorial Attilio Bettega, con tutti gli assi del rallysmo, alle gare di motocross. Che sono state animate da campioni e personaggi del momento e del passato, con l’obiettivo di fare spettacolo. Perfino un Trofeo indoor di F1 tra il 1988 e il 1996. Quest’anno, ritornano le sfide con le gare di F1 storiche, il Ferrari Day, raduni di Alfa Romeo, attuali visto che la casa del Biscione rientra nel mondo delle corse, esibizioni di Maserati, gare di gran turismo Italia, manifestazioni di stuntman, gare Nascar e Sport prototipo, gare di auto fuoristrada, gare di rally per il Trofeo Italia WRC e R5, gare di quad cross, kart cross. E sabato 9 e domenica 10 dicembre, il 30. Memorial Bettega. In pratica, come ai bei tempi, al #Motorshow i motori saranno sempre accesi. Come accesi sono i riflettori dei padiglioni del quartiere fieristico bolognese. Prima star dell’evento bolognese la Kia Stonik Fari, che si sono colorati per la prima proposta, tra le tante auto new entry del dopo Salone di Ginevra. A Bologna, per gli appassionati italiani e dei Paesi vicini, sarà così possibile vedere da vicino nuovi modelli per tutte le tasche e le esigenze. La prima a svelarsi, nel modo più spettacolare, tra l’altro nel ‘quadrato’ del centro servizi dinnanzi all’ingresso, sotto la sala stampa, è stata la Kia Stonik. Un SUV compatto, aggraziato, con rifiniture e colorazioni giovani, ma sufficientemente aggressivo. Che è spuntato da un gigantesco fungo, travisato da fumi scenici, assecondato da una colonna sonora importante. In una coreografia dominata da un gigantesco segnatempo. L’anteprima, nella giornata riservata, come avveniva un tempo, ai rappresentanti dei media nella giornata tradizionalmente dedicata alla stampa. Una scenografia d’effetto, vicino all’ingresso principale. La nostra attenzione poi viene catturata da alcune Gran Turismo da pista, e per la Le Man. #Suzuki con il piccolo fuoristrada Gimny Per arrivare alla Suzuki, che assieme a una moto da enduro, propone la simpatica fuoristrada Gimny, ricoperta da una splendida livrea che ricorda la pelle di serpente. Zigzagando tra i sorrisi mediatici di splendide hostess, e incontrando via via vari colleghi, da Carlo Cavicchi, che è stato mio vicedirettore ad Autosprint, ora a Quattroruote, a Franco Nunes, a Davide D’Amico di FCA, a Fabbri della Volvo, approdiamo alla Tesla. Con le sue silenziosissime supercar. Una opportunità, quella delle auto elettriche, che a spallate sta scalzando sempre di più i motori termici. #Volvo Italia punta sulla elettricità Tanto, che come ci ricorda Fabbri, pr di Volvo Italia, affascina anche la casa svedese. Che entro tre anni punta ad avere un’auto interamente elettrica. Per ora si ‘accontenta’ di presentare tre modelli l’anno. E propone già le ibride. In bella mostra con il cavo di alimentazione collegato alla presa sul parafango sinistro. E le batterie? Sono studiate per il grande freddo e il grande caldo. Sono isolate in una sorta di camera stagna. E climatizzate in un contenitore contornato da una serpentina con liquido refrigerante. Rassicurante no?! Dopo tanta ecologia e motori sostenibili, torniamo ai cavalli tradizionali. #Ferrari Portofino Con la Ferrari Portofino, splendida Spider. Qui troviamo Ramon Gazziero, un pilota friulano ormai trapiantato a Modena. E possiamo ammirare altri modelli della casa di Maranello. Quasi in un angolo, senza clamore, si celano le Auto dell’anno: sette finaliste selezionate dalla stampa internazionale specializzata. Sono l’Alfa Romeo Stelvio, l’Audi A8, la BMW serie 5, la Nuova Seat Ibiza, la Citroen C3 Aircross, Volvo XC40, la Kia Stinger. Mentre più spazio è dato alla parte ludica. Ci sono tre piste slot per le auto elettriche telecomandate, compresa quella, sempre attraente, del Gran prix di Autosprint, e alcune postazioni per la guida su pista virtuale. Anche postazioni multiple, per rendere più efficace e reale la sfida virtuale. E ancora, le F1, Ferrari, Toro Rosso, Red bull, le gran turismo della 24 ore di Le Mans, l’incredibile Fiat Panda per la Parigi-Dakar. Beh, forse non serve che vi racconti ancora del #Motorshow. La passione farà il resto. Da sfogare sabato 9 e domenica 10 ottobre, quando si svolgerà l’imperdibile Memorial Bettega. Carlo Morandini  

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#Motorshow 2017: riecco lo spettacolo indoor a due e quattro ruote

Alla #FieradiBologna fari accesi sul mondo dei motori e sull’automotive Ritorna il grande spettacolo del #Motorshow di Bologna. Un evento atteso dagli appassionati delle quattro e delle due ruote, che sta riscoprendo la formula e l’appeal del passato. Ricordo di esserci stato per la prima volta …decine di anni fa. Quando collaboravo con #Autosprint e poi con #Rombo. E vi si consegnavano i Caschi d’oro. AI piloti e ai personaggi di spicco dell’annata motoristica internazionale. Ora, dal 2 al 10 dicembre, star della manifestazione saranno le vetture che si sono classificate per la finale del concorso Auto dell’anno. Così come saranno presenti numerosi marchi dell’automotive: Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Jeep, Abarth, Mopar, Peugeot, Citroen, Ds, Hyundai, Kia, Volvo, Honda, Tesla, Suzuki, Ferrari, Lamborghini, Militem, Cadillac, Corvette, Chevrolet, Bentley, McLaren, Maserati; SsangYong, Toyota e Mitsubishi saranno nell’area test drive 4×4. Ford sarà rappresentata nei raduni di Mustang e Focus RS. Non mancheranno le attrattive per gli appassionati delle moto con Harley Davidson, Suzuki, Honda, Quadro, Red Moto, e il Gruppo Buscaroli con Triumph e BMW. Questo principalmente per la parte statica del #Motorshow 2017. Al centro dell’attenzione, per la parte dinamica, ci sarà l’area 48, la Motul Arena. Nella quale, come avveniva con successo in passato, si potrà assistere a esibizioni di velocità, rally, stuntman, drifting, motocross, quad, e test drive con supercar. Ci saranno anche le auto d’epoca, ma ovviamente non mancheranno i richiami alla F1, al grand prix delle due ruote. Spazi e iniziative dedicate ai giovani. Pensate da quanti anni si fa il #Motorshow: il memorial Attilio Bettega, il rally indoor con formula a inseguimento all’interno della Fiera di Bologna è giunto alla 30. edizione. Carlo Morandini

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#charlieinauto #testdrive #GolfclubVillaverde Fagagna con la #Ferrari #F812Superfast

La #Supercar con motore aspirato più potente di serie mai costruita dalla Ferrari: F812 Superfast Vi avevo promesso un ‘colpaccio’: ecco la #Ferrari . Qualche giorno di assenza per motivi di lavoro, ed ecco che ci rivediamo con una grossa sorpresa. Una chicca per chi ama le auto. Cominciamo da qui: le auto vi piacciono da sempre. Magari perché quando eravate piccini lo sport si viveva attraverso la radio e i giornali, dalle radiocronache di Rosi o dalle prime telecronache di Bruno Raschi. E le corse, quelle vere, facevano parte del mito dell’agonismo e rappresentavano l’essenza dello sviluppo del progresso e della tecnica. Poi la patente, la prima auto. E acrobazie di guida inventate con veicoli che se li rivediamo oggi ci rendiamo conto di quanto fossero improbabili e ardite le nostre evoluzioni. I primi rallies. E l’attenzione puntata sull’eccellenza del mondo dei motori. Che anche allora era la F1. Nella quale il modello italiano era ovviamente rappresentato dalla Ferrari. Guidato dal Drake di Maranello Enzo Ferrari. Un mito, una passione di tendenza, quella per lo sport del volante, vissuto da cronista dei motori fin dalle prime radio pirata. Poi scrivendo per Autosprint, per Rombo. #Ferrari con la 308 vinceva nei rallies negli anni ’80 anche sugli sterrati E la Ferrari che arrivava, e vinceva, anche nei rallies con la 308, con Toni Fassina e l’amico udinese Max De Antoni. O con il motore montato sulla Lancia Stratos, che all’epoca avevo guidato. E che si distingueva, nei boschi attraversati nelle prove speciali, perché il suo rombo melodioso bucava la notte ed era inconfondibile. Poi, magari, qualche Ferrari negli anni l’avevo provata. Ma come vettura da Granturismo. Senza considerarne le prerogative sportive. L’occasione si era ripresentata la scorsa estate. Proprio a Udine. Alla inaugurazione della nuova officina Ferrari. Il modello più recente, quasi una stationwagon. Che, come ha notato mio figlio in un telegiornale sportivo, l’azzurro Bonucci guida ogni giorno. Ma il desiderio, stavolta, non era coinciso con l’occasione. Che per motivi squisitamente tecnici era sfuggita. Ma un giorno arriva la telefonata inattesa. E l’occasione va oltre le aspettative: oggetto ‘rosso’ del desiderio era un altro. Inatteso e imperdibile. L’avevo vista in tv e sui media poche settimane prima, presentata al Salone dell’auto di Ginevra: la Ferrari F812 Superfast. La Ferrari ‘aspirata’ più potente mai costruita L’auto del Cavallino rampante con motore aspirato più potente mai costruita. Con oltre 800 CV di potenza. Potrà sembrare strano. Ma la passione discreta, l’attuale consuetudine ai #testdrive , l’aver provato di recente auto anche di oltre 600 CV, ma stradali: sono fattori che hanno reso l’attesa accettabile. E, quando ci sono potuto salire a bordo, mi ha fatto sentire subito a mio agio. Perché? Se non l’avete mai vista, ecco qui alcune foto, è la sintesi tra la linea di una GT e una Ferrari da corsa. Il muso allungato, l’abitacolo spostato all’indietro, la coda grintosa, potente, ma estremamente elegante come le linee della fiancata. Il muso che trasuda grinta ma appartiene al morbido stile italiano. Che, nel mondo, per le quattro ruote, si chiama Ferrari. La confidenza con chi ci ha invitato sfonda le ultime barriere del timore reverenziale. Siamo in pista? Per ora no. La location è lo splendido scenario verde del Golf club di Fagagna. Si parte Apro la portiera, robusta ma non pesante: probabilmente il carbonio, come nello spoiler anteriore, si fa sentire per la leggerezza. Salgo a bordo: l’incastro è perfetto nel sedile anatomico. Le cinture sono integrali. La postazione è comodissima. Per chi è abituato a un sedile da corsa. La postura è perfettamente centrale rispetto al posto di guida. Questo primo tratto lo facciamo con l’amico pilota e uomo Ferrari al fianco. Perché come sempre ci affidano le auto senza il prontuario delle istruzioni. Ora mettiamo in moto: i comandi sono tutti al volante. Compreso quello della messa in moto. Selezioniamo la funzione standard e sentiamo avviarsi il motore. Con un rumore che dall’interno non è invasivo. Per muovere usiamo il cambio automatico: 9 marce. Ma l’amico dice che se ci vogliamo divertire è meglio usare in accelerazione quello manuale con le palette al volante. Qualche istante per riscaldarla. Via! Poi si parte: qualche decina di metri, poi, appena la strada in curva leggera, si da gas. Senza strafare. Quattro ruote sterzanti e  trazione posteriore. Premo e l’urlo del 12 cilindri è fantastico. Lo strappo la fa sbandare leggermente. Ma tra il lieve controsterzo immediato e i controlli elettronici che scattano automaticamente, dopo una frazione di secondo siamo in grado di affondare di nuovo sull’acceleratore. Sempre compatibilmente con il percorso. Due domande? Abbiamo l’assicurazione Casco? Anche no mi risponde il mio navigatore occasionale. E quanto costa? Quasi 400 mila euro. Al che allento il piede dall’acceleratore. Fin tanto che una lepre taglia di traverso il nostro percorso. La frenata è potente. E fortunatamente l’incontro si chiude lì: rompere lo spoiler anteriore poteva costarci caro. Ecco finalmente un rettilineo: giù il piede! Mi ritrovo schiacciato sul sedile. Non stupito. Ma esterrefatto dall’accelerazione, che per fortuna ho gestito senza alcuna incertezza. Su questo il nostro ospite ferrarista non aveva dubbi, tanto che è rimasto impassibile sul seggiolino del passeggero. Ma la necessità di rallentare è arrivata in un tempo di gran lunga inferiore a quello che avete impiegato per leggere questa frase. E la staccata è stata una bella sorpresa: la F812 riduce altrettanto rapidamente la velocità. Fin quasi a fermarsi. Facendoci provare la sensazione contraria di quella provata in accelerazione. Ora devo fare manovra. E mi aiuta una telecamera situata in coda, che trasmette sul piccolo display centrale le immagini retrostanti. Facciamo ancora un giro? Ma no. Teniamocelo per domani. #charlieinauto (1 – segue) Scheda: Riepilogando, erede della F12 berlinetta, la F812 è la Supercar di serie più potente finora progettata dalla Ferrari: motore V12 da 6,5 litri con 800 CV. Nuove prese d’aria anteriori e laterali, i gruppi otici anteriori con una forma moderna e inedita. In coda ritornano i tradizionali quattro fari rotondi. Il motore è

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#charlieinauto #testdrive #GolfclubVillaverde Fagagna con la #Ferrari #F812Superfast

La #Supercar con motore aspirato più potente di serie mai costruita dalla Ferrari: F812 Superfast Vi avevo promesso un ‘colpaccio’: ecco la #Ferrari . Qualche giorno di assenza per motivi di lavoro, ed ecco che ci rivediamo con una grossa sorpresa. Una chicca per chi ama le auto. Cominciamo da qui: le auto vi piacciono da sempre. Magari perché quando eravate piccini lo sport si viveva attraverso la radio e i giornali, dalle radiocronache di Rosi o dalle prime telecronache di Bruno Raschi. E le corse, quelle vere, facevano parte del mito dell’agonismo e rappresentavano l’essenza dello sviluppo del progresso e della tecnica. Poi la patente, la prima auto. E acrobazie di guida inventate con veicoli che se li rivediamo oggi ci rendiamo conto di quanto fossero improbabili e ardite le nostre evoluzioni. I primi rallies. E l’attenzione puntata sull’eccellenza del mondo dei motori. Che anche allora era la F1. Nella quale il modello italiano era ovviamente rappresentato dalla Ferrari. Guidato dal Drake di Maranello Enzo Ferrari. Un mito, una passione di tendenza, quella per lo sport del volante, vissuto da cronista dei motori fin dalle prime radio pirata. Poi scrivendo per Autosprint, per Rombo. #Ferrari con la 308 vinceva nei rallies negli anni ’80 anche sugli sterrati E la Ferrari che arrivava, e vinceva, anche nei rallies con la 308, con Toni Fassina e l’amico udinese Max De Antoni. O con il motore montato sulla Lancia Stratos, che all’epoca avevo guidato. E che si distingueva, nei boschi attraversati nelle prove speciali, perché il suo rombo melodioso bucava la notte ed era inconfondibile. Poi, magari, qualche Ferrari negli anni l’avevo provata. Ma come vettura da Granturismo. Senza considerarne le prerogative sportive. L’occasione si era ripresentata la scorsa estate. Proprio a Udine. Alla inaugurazione della nuova officina Ferrari. Il modello più recente, quasi una stationwagon. Che, come ha notato mio figlio in un telegiornale sportivo, l’azzurro Bonucci guida ogni giorno. Ma il desiderio, stavolta, non era coinciso con l’occasione. Che per motivi squisitamente tecnici era sfuggita. Ma un giorno arriva la telefonata inattesa. E l’occasione va oltre le aspettative: oggetto ‘rosso’ del desiderio era un altro. Inatteso e imperdibile. L’avevo vista in tv e sui media poche settimane prima, presentata al Salone dell’auto di Ginevra: la Ferrari F812 Superfast. La Ferrari ‘aspirata’ più potente mai costruita L’auto del Cavallino rampante con motore aspirato più potente mai costruita. Con oltre 800 CV di potenza. Potrà sembrare strano. Ma la passione discreta, l’attuale consuetudine ai #testdrive , l’aver provato di recente auto anche di oltre 600 CV, ma stradali: sono fattori che hanno reso l’attesa accettabile. E, quando ci sono potuto salire a bordo, mi ha fatto sentire subito a mio agio. Perché? Se non l’avete mai vista, ecco qui alcune foto, è la sintesi tra la linea di una GT e una Ferrari da corsa. Il muso allungato, l’abitacolo spostato all’indietro, la coda grintosa, potente, ma estremamente elegante come le linee della fiancata. Il muso che trasuda grinta ma appartiene al morbido stile italiano. Che, nel mondo, per le quattro ruote, si chiama Ferrari. La confidenza con chi ci ha invitato sfonda le ultime barriere del timore reverenziale. Siamo in pista? Per ora no. La location è lo splendido scenario verde del Golf club di Fagagna. Si parte Apro la portiera, robusta ma non pesante: probabilmente il carbonio, come nello spoiler anteriore, si fa sentire per la leggerezza. Salgo a bordo: l’incastro è perfetto nel sedile anatomico. Le cinture sono integrali. La postazione è comodissima. Per chi è abituato a un sedile da corsa. La postura è perfettamente centrale rispetto al posto di guida. Questo primo tratto lo facciamo con l’amico pilota e uomo Ferrari al fianco. Perché come sempre ci affidano le auto senza il prontuario delle istruzioni. Ora mettiamo in moto: i comandi sono tutti al volante. Compreso quello della messa in moto. Selezioniamo la funzione standard e sentiamo avviarsi il motore. Con un rumore che dall’interno non è invasivo. Per muovere usiamo il cambio automatico: 9 marce. Ma l’amico dice che se ci vogliamo divertire è meglio usare in accelerazione quello manuale con le palette al volante. Qualche istante per riscaldarla. Via! Poi si parte: qualche decina di metri, poi, appena la strada in curva leggera, si da gas. Senza strafare. Quattro ruote sterzanti e  trazione posteriore. Premo e l’urlo del 12 cilindri è fantastico. Lo strappo la fa sbandare leggermente. Ma tra il lieve controsterzo immediato e i controlli elettronici che scattano automaticamente, dopo una frazione di secondo siamo in grado di affondare di nuovo sull’acceleratore. Sempre compatibilmente con il percorso. Due domande? Abbiamo l’assicurazione Casco? Anche no mi risponde il mio navigatore occasionale. E quanto costa? Quasi 400 mila euro. Al che allento il piede dall’acceleratore. Fin tanto che una lepre taglia di traverso il nostro percorso. La frenata è potente. E fortunatamente l’incontro si chiude lì: rompere lo spoiler anteriore poteva costarci caro. Ecco finalmente un rettilineo: giù il piede! Mi ritrovo schiacciato sul sedile. Non stupito. Ma esterrefatto dall’accelerazione, che per fortuna ho gestito senza alcuna incertezza. Su questo il nostro ospite ferrarista non aveva dubbi, tanto che è rimasto impassibile sul seggiolino del passeggero. Ma la necessità di rallentare è arrivata in un tempo di gran lunga inferiore a quello che avete impiegato per leggere questa frase. E la staccata è stata una bella sorpresa: la F812 riduce altrettanto rapidamente la velocità. Fin quasi a fermarsi. Facendoci provare la sensazione contraria di quella provata in accelerazione. Ora devo fare manovra. E mi aiuta una telecamera situata in coda, che trasmette sul piccolo display centrale le immagini retrostanti. Facciamo ancora un giro? Ma no. Teniamocelo per domani. #charlieinauto (1 – segue) Scheda: Riepilogando, erede della F12 berlinetta, la F812 è la Supercar di serie più potente finora progettata dalla Ferrari: motore V12 da 6,5 litri con 800 CV. Nuove prese d’aria anteriori e laterali, i gruppi otici anteriori con una forma moderna e inedita. In coda ritornano i tradizionali quattro fari rotondi. Il motore è

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