Mazda CX 30

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#testdrive La #mazdaCX30 ibrida mantiene le promesse: affidabile anche su sterrato

Supera la prova guida sicura anche disattivando il controllo di trazione Con il sistema Skyactiv-G la garanzia della Casa la copre fino a 150 mila km Mazda CX 30 Skyactiv-G, abbiamo detto molto e l’abbiamo esaminata nei dettagli, scoprendo rifiniture di livello alto, confort in linea con l’identità del marchio giapponese, elettronica attuale e assistenza alla guida, al parcheggio e per la sicurezza del guidatore e dei passeggeri adeguate a un SUV del momento.                                                                                                                          Posizione di guida adeguata con il sedile giustamente avvolgente, morbido in ecopelle quasi a richiamare l’imprinting dell’auto, perché dolce e fluida è la erogazione di potenza del motore a benzina di tipo Wankel da 2500 cc da 140 CV con 238 Nm di coppia combinata. Il cambio a 6 marce è bene rapportato per sfruttare con efficacia un motore performante, con una progressione che sembra non avere fine e che ha tutti i requisiti per essere un grande divoratore di km, senza soffrirne le conseguenze.                                                                      Infatti, questa CX 30 è garantita dai guasti di serie fino a 150 mila km in 6 anni. tutela, che rende il rapporto qualità-prezzo è ancor più adeguato. C’è ancora un quesito da soddisfare: è un modello crossover e quindi ci manca sapere come si comporta sulle strade bianche, nel fuoristrada leggero, sulla ghiaia, ecc. Non sulla neve perché al momento del test non era presente sulle nostre strade di montagna.                                                                                                Non ci resta che addentrarci nelle campagne della pianura rivierasca e schiacciare l’acceleratore. Grazie ai controlli, all’assetto, agli pneumatici montati di serie scorre morbida anche sopra alle buche e alle pozzanghere lasciate libere dall’acqua dal periodo siccitoso. Il motore aspirato, ‘aiutato’ contrariamente all’uso ormai comune non dal turbocompressore ma dal sistema ibrido Skyactiv, è non solo il motivo della guida morbida e fluida peraltro ideale sul fondo con scarsa aderenza, ma assicura anche consumi ridotti (viaggiando in modo regolare tra i 16 e i 20 km/l) e una maggiore autonomia.                                                                                                                                  Per correttezza del test, per trasmettervi impressioni di guida realistiche, disattiviamo il TCS, Traction Control System o controllo di trazione, e la guida con trazione anteriore si fa sentire ma è sufficiente guidare con la tecnica adeguata. Perché la potenza concorre alla tenuta di strada. Proviamo ad accennare qualche manovra brusca come per evitare un ostacolo imprevisto, ma la reazione non cambia: la CX 30 risponde con sincerità alla fiducia che le abbiamo dato e prosegue con deboli variazioni di traiettoria.                        Quindi non ci resta che lasciarci andare al piacere della guida di questo SUV crossover Mazda, e visto che ci avviamo verso l’imbrunire sfruttare anche la sicurezza garantita dagli avveniristici fari Matrix su quest’auto attuali, il controllo ‘angolo cieco, tenere presenti i parametri di guida e farci guidare dalla mappa del navigatore sbirciando senza distrarci sull’head up display proiettato alla base del parabrezza. La prova sulle strade del Veneto, dal cuore di Padova, la Città del Santo, a quelle del Friuli fino al colle del Forte di Osoppo,  accanto alla valle del fiume Tagliamento. #charlieinauto3/448  #provavintage  #mazda   

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#testdrive Mazda CX-30 E Skyactiv – G performante ma vocata al confort

Tanti accorgimenti per la sicurezza e il confort di conducente e passeggeri Raggiungiamo l’isola di Grado dove si parla un dialetto veneto Mazda CX 30 E Skyactiv – G, con il motore aspirato da 2500 cc ma assistito dalla tecnologia della Casa giapponese che ai 290 Nm di coppia del motore termico di tipo Wankel aggiunge la parte elettrica per far esprimere all’auto tutte le sue carature, oltre che un SUV confortevole è anche all’occorrenza un’auto performante. Basta chiederglielo e con le cinque marce sembra non concludere mai la sua progressione. Spinge, tanto che per il modello in prova è stato scelto il cambio manuale per ridurre le sollecitazioni alla frizione ma anche per consentire al conducente di provare il reale piacere alla guida di questa Mazda. Infatti, a 140 Cv del motore termico va aggiunta una ulteriore quantità di CV che solitamente è almeno di 1/3 della potenza dichiarata, quindi andiamo oltre i 200 CV. Saliamo a bordo e riprendiamo la posizione di guida che avevamo impostato prima che al volante salisse il copilota. È infatti in grado di memorizzare due diverse regolazioni dei comodi e avvolgenti sedili rivestiti in ecopelle nera, mentre il tettuccio è di colore beige. Usciamo dal parcheggio e appena innestiamo la retromarcia gli specchietti retrovisori esterni si inclinano leggermente verso il basso, quanto basta per permetterci di vedere dove dirigiamo le ruote posteriori. Un aiuto in più assieme alla visione efficace sul display centrale trasmessa dalle telecamere anche a 360 gradi. Sugli stessi specchietti ci sono due triangolini a led gialli che ci avvisano dell’avvicinamento di un altro veicolo, anche mentre siamo in sosta e ci stiamo immettendo su un’altra corsia, mentre sono muniti di sistema antigelo e di sbrinamento. Lo specchietto retrovisore interno è elettronico e antiabbagliamento. Sul tettuccio c’è uno sportello portaocchiali, e vicino il tasto di emergenza SOS, mentre le luci interne sono molto efficaci e nel contempo discrete perché sono selettive. Accanto al grande display centrale che comanda anche il sistema di informazioni e intrattenimento con l’impianto BOSE, c’è il rilevatore di stanchezza del condecente che all’occorrenza accende una spia sul cruscotto e una scritta efficace: ‘rilevata distrazione conducente’, accompagnata da un avvisatore sonoro. I fari sono potenti ed efficaci Full LED Matrix, che illuminano dove serve, cartelli stradali compresi, senza abbagliare chi ci precede o viene verso di noi. Accendiamo il motore e sul parabrezza l’head up display ci proietta le informazioni di guida sul vetro, perché ci possiamo concentrare sulla guida. Ma come si guida la nuova Mazda CX-30 E Skyactive-G? Forse ci siamo dilungati un po’ troppo sui dettagli, quindi, approfondiremo il tema che è interessante la prossima volta. Per ora ci ‘accontentiamo’ di una tappa a Grado, l’Isola d’oro, l’antica fortezza romana a poca distanza dal fiume Isonzo ma baluardo della sua laguna. il porto canale entra fino al cuore della città vecchia, splendidamente messo in risalto dalle luci del Natale con il Presepe galleggiante. Grado è il cardine a est della #Rivierafriulana a poca distanza dalla città di Roma antica di Aquileia. #charlieinauto3/447

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testdrive CX 30 la Mazda più venduta agli italiani è ibrida ma eroga una potenza morbida

Per il piacere della guida 2500 cc per erogare morbidamente 150 CV Motore Mazda elastico mild hybrid per il maggior confort a bordo Ancora una volta Mazda riesce a stupire con le sue innovazioni che non sono sperimentali e riescono a stare al passo con le attese degli automobilisti, di un pubblico esigente che ama la guida e le prestazioni efficaci, ma ‘morbide’ delle sue vetture del terzo millennio. Andando ancora una volta controcorrente. Quasi allo scoccare del 2026 abbiamo provato la CX 30 E – Skyactiv G, cilindrata di alta gamma (2.500 cc), 140 CV, 290 Nm di coppia, a benzina e aspirato, quindi, niente turbocompressore. Negli ultimi due anni abbiamo provato tanti modelli di numerose Case che hanno scelto di sviluppare i tre cilindri a bassa cilindrata, per gran parte con meno di 1000 cc, ma la Casa di Hiroshima ha evoluto il suo motore a quattro cilindri che è in grado di staccare l’alimentazione a due di essi consentendo, con una limitata sensazione di calo di potenza, un notevole risparmio di carburante. Accade sul restyling 2025 del SUV fuoristrada più venduto in Italia.                                                                                  Il risultato: alto rendimento, risparmio di carburante, erogazione di potenza in modo fluido per una guida anche sportiva, ma ‘morbida’, che si deve all’inserimento del sistema mild-hybrid da 24 volt e a un elevato rapporto di compressione.                                                                                                                            Ne risulta anche un calo dei consumi rispetto al motore precedente dell’1,6 per cento, che sale al 7,1 per cento in autostrada, mentre la coppia ha un incremento del 16 per cento. Il motore del crossover SUV giapponese è sempre derivato dal Wankel, aspirato e in questo caso ibrido, che grazie alla cilindrata importante è potente ma morbido nella erogazione della spinta. Il che si traduce in confort per i passeggeri, meno stress per il conducente.          L’assetto aiuta perché è confortevole nella guida normale, giustamente rigido in quella veloce. Saliamo a bordo e l’accensione è con il pulsante sotto al cruscotto in similpelle nera, a destra del volante. Gli interni in ecopelle nera e marrone danno u tocco di eleganza all’abitacolo.                                                           Il cambio di questo modello è manuale a sei marce, ma c’è anche la versione con il cambio automatico, ed è molto preciso ed efficace, si allinea perfettamente con la elasticità del motore. tra le novità elettroniche, la presenza dell’assistente vocale Alexa, e del sistema di navigazione sempre connesso, il quale, se gli e lo consentiamo adegua la velocità nell’affrontare le curve.                                                                                                                                        Anche vista dall’esterno, quando la vediamo transitare in curva trasmette le sue doti: la linea è più filante rispetto ad altri SUV, con il muso allungato proprio grazie al tipo di motore adottato e mantenuto da lungo tempo dalla Mazda, che è meno ingombrante. Cerchi in lega scuri, parafanghi e passaruota, come la parte bassa delle portiere protetti dallo stesso materiale nero opaco antiurto con il quale sono realizzati i due grandi paraurti, e da quello posteriore sbucano i due tubi di scarico, separati, ai lati della coda. Più in alto lo spoiler integrato nella cornice, sempre nera, del lunotto posteriore.     I fari sono gli avveniristici Matrix a led che illuminano esattamente dove vorremmo e ci serve senza abbagliare che ci precede o chi arriva sull’altra corsia. #charlieinauto3/435

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