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#testdrive #testroad Immaginate di superare un guado ghiaioso seduti in salotto: è #LandRover Nuova #Discovery

La filosofia del fuoristrada sicuro affidabile e confortevole si è evoluta nel tempo Una #supercar iperaccessoriata e capace di portarvi dappertutto velocemente e in piena sicurezza ‘Metti una sera a cena’. Scontata come frase perché ci richiama alla memoria uno dei capolavori della cinematografia del ‘900. Ponete però il caso che vi capiti di ricordare con alcuni amici le ‘antiche’ avventure in fuoristrada, in moto. Quando l’enduro si chiamava regolarità. Le moto erano poco più attrezzate rispetto a quelle stradali. Anche perché per andare fuoristrada occorreva affrontare i trasferimenti. Dalla città, nel mio caso Udine, attraverso le campagne, fino alle colline. Il più velocemente possibile. Per poi cambiare stile di guida e permetterci di lanciarci tra i sentieri, le mulattiere, i pratoni. Tra paesaggi intricati, complicati, o mozzafiato. Perché allora si poteva fare liberamente, senza turbare la natura o danneggiarla. Ricordo la Panoramica delle vette, la cima del Cjampon, del Matajur, del San Simeone. Moto? Una tranquilla Beta 125. Poi un’Aspes Hopi 125, con la testata radiale, come quella impiegata nel motocross da Felice Agostini. Qualche anno dopo, passato da tempo alle quattro ruote per motivi scontati di praticità, avevo già cominciato questo mestiere, con le prime radio private. Allora, erano ancora ‘pirata’. Come lo era la mitica Radio Luxembourg. Finché un imprenditore in Friuli, titolare di una delle prime Tv private, decide di trasferire la mia professionalità all’esterno. Ed ecco le prime radiocronache, le dirette dalle prove speciali dei rally, anche di notte. Lui era anche un radioamatore. Lo studio? Era a Udine. Quello mobile, i baracchini installati su una … #LandRover. A passo corto E riecco rispuntare la passione per il fuoristrada. Mulattiere e sterrati che l’icona dei fuoristrada mi consentì di esplorare e percorrere senza alcun inconveniente. L’unico, al rientro in città. Quando sulle strade diritte e asfaltate occorreva continuamente correggere la direzione, per farle mantenere il percorso che avevo prescelto. Quasi come guidando un piccolo motoscafo soggetto all’effetto di cavitazione dell’elica. Una decina d’anni dopo, in tutt’altro ambiente, un ex imprenditore motociclistico austriaco, guarda caso di moto da fuoristrada, ma appassionato anche di vela, sostiene una barca con la quale avremmo vinto diverse regate adriatiche. Che macchina aveva? Una #RangeRover con la quale avremmo fatto numerose gite e scampagnate, anche a Salisburgo, sul Garda, in giro per i monti. Dove era necessario affrontare trasferimenti per provare le doti fuoristrada per le quali l’auto era stata progettata. Per ingannare la ‘noia’ dei trasferimenti, che lui compiva spesso, da Vienna al mare, aveva installato a bordo un videoregistratore con la tv. Sono passati quasi trent’anni ed ecco l’occasione per cercare di capire di più quella filosofia di costruzione. Tipicamente inglese. Il fuoristrada le Range Rover, e le Land Rover, lo sanno fare bene. Le ho viste nei test in vari eventi, al Motorshow, alla Barcolana. Incrociate in qualche stradina impervia o mulattiera. O intraviste uscite dal greto dei fiumi e dai guadi. Per capirlo meglio, una Land Rover al top di gamma: la Nuova Discovery. Nuova #Discovery A prima vista, probabilmente me l’hanno consegnata con l’assetto da guado, una spanna in più rispetto a quello normale, mi sono chiesto che cosa ne avrei fatto …di un mezzo così imponente. Poi però, dopo i primi km ho capito che avevano ragione loro. Chi? I costruttori. Cilindrata: 3 mila. Numero cilindri: 6, il che, oltre a poter essere apprezzato su ogni tipo di percorso, anche stradale, conferisce alle oltre 2,6 tonnellate della Discovery una duttilità e una morbidezza di guida impensabili per un’auto di queste dimensioni. Potenza: KW …, ovvero 250 CV. Cambio: a nove marce. Le prime tre le usa per mettere in movimento la grande massa. Poi, una volta avviata, è come un’onda di piena. Va come una coupé. Ma dentro è spaziosa come un van, per i posti anteriori, quelli posteriori, e i due che spuntano con il telecomando o comandati dal cellulare, dal bagagliaio. Davanti si trasforma in uno splendido ufficio mobile. Dietro, ancor di più con i televisori integrati nei sedili anteriori. La sensazione, dal posto di guida alto, e ampio come quello di un pullman, comodo come quello di una … Range Rover, è quella di dominare la strada. Sia che si tratti di asfalto che di sterrato, sabbia, fango, acqua… ghiaia. Un guado. Per cominciare asciutto. Magari nell’Isonzo. Banco di prova i ciottoli del fiume Isonzo, in provincia di Gorizia, ai margini della #RivieraFriulana Però, l’auto è una vettura importante. Ma anche pesante. In caso di inconvenienti come tirarla fuori dai …guai? Non conosco nemmeno il posto. Forse è meglio cercare un ‘tattico locale’. Come Enzo Lorenzon, che ha trasformato terre ghiaiose in vigneti per produrre vini premiati nei concorsi mondiali, come il Sauvignon Blanc, a Bruxelles. Però oggi è via. E ai Feudi di Romans, a San Canzian d’Isonzo, troviamo i due figli, Davide, impegnato in cantina, e Nicola, il Pr. È lui a guidarci nei pressi del ponte della ferrovia. Un primo passaggio a piedi, per vedere se si può, e poi via. In tutti i sensi, perché questa #Discovery non si ferma davanti a nulla. Anzi, anche nella ghiaia del greto procede inarrestabile. Con una progressione e un controllo che ci rassicurano metro dopo metro. Da fuori ci hanno assicurato che al nostro passaggio il rumore era quello di uno schiacciasassi. Per il resto è molto silenziosa, a parte il cupo rombo frazionato dei sei cilindri. E lo è sia all’interno che all’esterno. Ma da dentro? vi chiederete. Nel guado? Sembrava di essere seduti alla consolle di un videogioco seduti in un comodo divano. E ora? Torniamo all’azienda Lorenzon, per assaggiare la Ribolla spumantizzata, e alcuni dei prodotti a km zero proposti nella nuova area degustazione. Poi proseguiremo per un’altra avventura. Carlo Morandini (1-segue)

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‘ultimo fine settimana il 30.Memorial Bettega

Domani potrebbe piovere ma non mancano però le attrattive all’interno dei padiglioni Dalle ibride della #Volvo, ai mini SUV in serie limitata della #Suzuki, alle auto sportive #Hyundai, alle elettriche e performanti #Tesla, ai modelli più recenti di #FCA, con particolare attenzione ai 60 anni della 500 e modello di punta la #Fiat124Abarth Ancora due giorni di Motorshow animano il mondo dei motori. Dalle prove di ieri è scoccata l’ora del 30.Memorial Bettega. Sarà infatti la Motul Arena al centro dell’attenzione, oggi, che le condizioni meteo assicurano una situazione ambientale soleggiata. Domani, la dovrebbe cambiare di nuovo portando la pioggia anche su Bologna. Ma, se non si vorranno seguire le evoluzioni di Cairoli e Andreucci nella grande pista della fiera bolognese, ci si potrà intrattenere nei padiglioni. Per esempio per ammirare la #Ferrari Portofino. Una cabrio capace di far sognare anche nella stagione invernale. Una linea morbida, ma aggressiva, come quella della F812 Superfast che abbiamo provato, la rende decisamente attraente nella sua linea sportiva ma elegante. Da un estremo all’altro, a poca distanza ci sono le Tesla. Potenti e performanti, con una autonomia dichiarata di 500 km, che scende nel caso decidiamo di servirci delle elevate prestazioni delle quali sono capaci queste prime auto gran turismo completamente elettriche. Un servizio interessante, che le distingue dalle numerose altre ibride, è la possibilità di fare il ‘pieno’ di corrente elettrica gratuitamente nelle colonnine di rifornimento Tesla distribuite in tutta Europa. #Volvo prestazioni e sostenibilità Proseguendo il tour, ecco che arriviamo alla #Volvo. Che vince il premio per l’innovazione: ci accoglie il pr, Fabbri. E si sofferma a spiegarci le Volvo ibride. E soprattutto le nuove tecnologie per assicurare alle batterie la possibilità di offrire il massimo rendimento anche in condizioni estreme. Gli accumulatori sono custoditi in un vano sigillato, all’interno del quale uno scambiatore di calore, che le circonda, assicura una temperatura costante e ideale per il rendimento ideale. Quello che le caratterizza, come altre auto ibride o elettriche già sul mercato, la resa di corrente sul parafango anteriore sinistro. #Volvo in questi mesi ha però confermato una grande dinamicità aziendale, soprattutto presentando ben tre modelli di auto nuove in un anno. E scrollandosi di dosso l’icona storica e ormai abbandonata di auto studiata per i climi più rigidi, ricavando per le sue auto prestazioni interessanti e un grande confort, in qualsiasi condizione meteo e in tutte le stagioni. Alla #FCA si festeggiano i sessant’anni della 500 tra la #Stelvio e la #Fiat124Abarth Ripassiamo vicino alla pistina slot di Autosprint, e quasi quasi, una garetta, come ai vecchi tempi, la facciamo. Per poi passare allo stand FCA, che si apre con la nuova #Fiat124Abart in un inedito colore grigio avorio, ma non dimentica l’ #Alfaromeo Stelvio, la 4C, la Nuova Giulietta, la Fiat 500 che compie sessant’anni. Più tardi raggiungiamo la grint osa Mc Laren 720 S. Una supercar dalle dimensioni contenute, ma dalla linea che parla da sola. E le giapponesi? Non solo moto per la Suzuki Ecco la Suzuki, che ci cattura subito con la moto da enduro. E l’hostess preparata sull’argomento. Per poi indirizzare la nostra attenzione verso un fuoristrada SUV di dimensioni medio piccole realizzato in serie limitata. Ecco un’Honda sportiva, e una Hyundai in versione da rally. Passiamo accanto allo stand Maserati, con la Ghibli che abbiamo visto di recente a Udine. Quindi un altro paio di simulatori di F1, questi molto evoluti e probabilmente da allenamento per i piloti. Per poi spingerci nel padiglione dedicato alle auto storiche. Ricco di chicche del motorismo del ‘900. Ci sono diversi modelli abitualmente custoditi al Museo dell’automobile di Torino, ma anche al Museo Fratelli Cozzi, di Legnano, che presenta pezzi unici tutti dell’Alfa Romeo. E ora? Beh, ripassiamo dalla Motul Arena 48, perché il rombo dei motori è invitante. #charlieinauto  

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‘ultimo fine settimana il 30.Memorial Bettega

Domani potrebbe piovere ma non mancano però le attrattive all’interno dei padiglioni Dalle ibride della #Volvo, ai mini SUV in serie limitata della #Suzuki, alle auto sportive #Hyundai, alle elettriche e performanti #Tesla, ai modelli più recenti di #FCA, con particolare attenzione ai 60 anni della 500 e modello di punta la #Fiat124Abarth Ancora due giorni di Motorshow animano il mondo dei motori. Dalle prove di ieri è scoccata l’ora del 30.Memorial Bettega. Sarà infatti la Motul Arena al centro dell’attenzione, oggi, che le condizioni meteo assicurano una situazione ambientale soleggiata. Domani, la dovrebbe cambiare di nuovo portando la pioggia anche su Bologna. Ma, se non si vorranno seguire le evoluzioni di Cairoli e Andreucci nella grande pista della fiera bolognese, ci si potrà intrattenere nei padiglioni. Per esempio per ammirare la #Ferrari Portofino. Una cabrio capace di far sognare anche nella stagione invernale. Una linea morbida, ma aggressiva, come quella della F812 Superfast che abbiamo provato, la rende decisamente attraente nella sua linea sportiva ma elegante. Da un estremo all’altro, a poca distanza ci sono le Tesla. Potenti e performanti, con una autonomia dichiarata di 500 km, che scende nel caso decidiamo di servirci delle elevate prestazioni delle quali sono capaci queste prime auto gran turismo completamente elettriche. Un servizio interessante, che le distingue dalle numerose altre ibride, è la possibilità di fare il ‘pieno’ di corrente elettrica gratuitamente nelle colonnine di rifornimento Tesla distribuite in tutta Europa. #Volvo prestazioni e sostenibilità Proseguendo il tour, ecco che arriviamo alla #Volvo. Che vince il premio per l’innovazione: ci accoglie il pr, Fabbri. E si sofferma a spiegarci le Volvo ibride. E soprattutto le nuove tecnologie per assicurare alle batterie la possibilità di offrire il massimo rendimento anche in condizioni estreme. Gli accumulatori sono custoditi in un vano sigillato, all’interno del quale uno scambiatore di calore, che le circonda, assicura una temperatura costante e ideale per il rendimento ideale. Quello che le caratterizza, come altre auto ibride o elettriche già sul mercato, la resa di corrente sul parafango anteriore sinistro. #Volvo in questi mesi ha però confermato una grande dinamicità aziendale, soprattutto presentando ben tre modelli di auto nuove in un anno. E scrollandosi di dosso l’icona storica e ormai abbandonata di auto studiata per i climi più rigidi, ricavando per le sue auto prestazioni interessanti e un grande confort, in qualsiasi condizione meteo e in tutte le stagioni. Alla #FCA si festeggiano i sessant’anni della 500 tra la #Stelvio e la #Fiat124Abarth Ripassiamo vicino alla pistina slot di Autosprint, e quasi quasi, una garetta, come ai vecchi tempi, la facciamo. Per poi passare allo stand FCA, che si apre con la nuova #Fiat124Abart in un inedito colore grigio avorio, ma non dimentica l’ #Alfaromeo Stelvio, la 4C, la Nuova Giulietta, la Fiat 500 che compie sessant’anni. Più tardi raggiungiamo la grint osa Mc Laren 720 S. Una supercar dalle dimensioni contenute, ma dalla linea che parla da sola. E le giapponesi? Non solo moto per la Suzuki Ecco la Suzuki, che ci cattura subito con la moto da enduro. E l’hostess preparata sull’argomento. Per poi indirizzare la nostra attenzione verso un fuoristrada SUV di dimensioni medio piccole realizzato in serie limitata. Ecco un’Honda sportiva, e una Hyundai in versione da rally. Passiamo accanto allo stand Maserati, con la Ghibli che abbiamo visto di recente a Udine. Quindi un altro paio di simulatori di F1, questi molto evoluti e probabilmente da allenamento per i piloti. Per poi spingerci nel padiglione dedicato alle auto storiche. Ricco di chicche del motorismo del ‘900. Ci sono diversi modelli abitualmente custoditi al Museo dell’automobile di Torino, ma anche al Museo Fratelli Cozzi, di Legnano, che presenta pezzi unici tutti dell’Alfa Romeo. E ora? Beh, ripassiamo dalla Motul Arena 48, perché il rombo dei motori è invitante. #charlieinauto  

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#Testdrive #BMW X5M una supercar sulla Pedemontana pordenonese

Sono troppi 475 CV per un SUV con velleità fuoristradistiche che la potenza smorza a favore dell’alta velocità? Un giorno d’autunno, come accade da noi, con una temperatura tiepida che ti invita a cercare spazi all’aperto. E allora? Allora un open day della BMW nella sede #Autostar di Pordenone ci prospetta una ghiotta occasione: provare un SUV BMW . Una di quelle ‘supercar’ con le quali poter schiacciare a fondo l’acceleratore, dove si può e si è in sicurezza, ed essere sicuri che tutto andrà liscio. Vabbè, direte. Te lo sei scelto tu. Di provare, e per questo di rischiare anche quando non te lo aspetteresti. A volte la reazione improvvisa e imprevista dell’auto che state guidando può creare serie difficoltà. Ma non è questo il caso odierno. Riepilogando: BMW, Pordenone, sceglieremo una strada pedemontana, ma oggi è festa e ci sarà parecchio traffico. Quindi, di tirare non se ne parla. BMW ci ricorda tanti motori potenti, elastici, adatti a macchine sportive come tendenzialmente, anche se spesso molto eleganti e spaziose, sono le auto della casa di Monaco. Baierische Motoren Werke dalla Baviera auto e motori da oltre cent’anni per puntare ai record Baierische Motoren Werke: fabbrica automobilistica della Baviera. Ne abbiamo viste tante nella Riviera Friulana, di turisti austriaci o tedeschi. A volte semplicemente tirate a lucido, od ottimizzate con modifiche alla carrozzeria di grande effetto. In realtà, il ricordo più antico del marchio BMW, ce l’ho dal mondo delle due ruote. Nelle moto, la BMW è sempre stata il sogno di ogni endurista, e di chi ama fare mototurismo. Confortevole, la seduta comoda e alta, grande tenuta di strada, buone prestazioni. Con un background così, che cosa pensate che mi attenda dall’auto del terzo millennio? Un condensato di tutte le aspettative degli automobilisti ‘normali’, di quelli con velleità sportive, di quelli più tranquilli che amano godersi il paesaggio e raggiungere anche luoghi e siti non facili da avvicinare. Speriamo che quella che si stanno affidando sia nel contempo tutto ciò. Con lo stesso spirito negli anni ’70 si acquistavano le prime auto fuoristrada da lavoro, e da città, o da campagna, caratterizzate da una grande abitabilità e capacità di carico. Ma anche dalla versatilità sul terreno e sui fondi sconnessi. Che a quell’epoca non era un risultato banale, non essendo ancora stati inventati gli ammortizzatori a gas, i controlli elettronici di assetto, altezza, inclinazione, aderenza, conformità alla traiettoria ottimale ecc. Ma parliamo delle 2CV o delle R4. Nel frattempo BMW era già avanti con le moto. Bene. A provale le auto non saremo soli. Ma anche stavolta mi è andata bene. Mi affidano proprio la X5M. BMW si è giovata per un periodo anche di uno dei più raffinati collaudatori-piloti: Niki Lauda Dove M sta per le prestazioni più alte della gamma della casa bavarese. Dalle moto alle auto per BMW il passaggio è stato calibrato. Si è giovato per un periodo anche della collaborazione di Niki Lauda. Era l’epoca dello sviluppo della M3. Per le corse su pista, o in salita. X5M è invece un SUV. Con una motorizzazione spaventosa: 575 CV, 423 kW. Che cosa me ne farò di tutto questo Ben di Dio senza poterla sfruttare a fondo? Certo che una potenza così, se sviluppata su una pista o su una strada libera e misto-veloce, può consentire di raggiungere velocità elevate in pochi secondi, di passare da una curva stretta o un tornante all’altro in un istante. Oggi invece di tutto questo, la proveremo per voi come se dovessimo fare una gita in campagna. Anzi, nella pedemontana pordenonese. Eccoci qua: benzina doppio turbocompressore Comincio a concentrarmi: 4.365 cc , 8 cilindri a benzina TwinPower Turbo con doppio turbocompressore: 435 kW pari a 575 CV, da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi. Gli interni sono molto rifiniti, grintosi, ma comodi. Metto in moto: il rumore promette bene. Metto la leva del cambio in posizione D/S spingendola verso destra. Per non strafare, tolgo il piede dal freno, e muoviamo i primi giri di ruote. Un colpetto d’acceleratore appena imboccata la strada ci vuole per capire che cosa farà. Niente, se non schiacciarmi sul sedile. Questa BMW non è a trazione posteriore, come le sue ‘nonne’. Ma è a quattro ruote motrici per poter scaricare meglio l’importante potenza. Ah, ecco! Lasciamoci rapire dagli inglesismi e ascoltiamo il sound del doppio scarico a quattro uscite Ora posso almeno sentire il ‘sound’, come lo chiamano gli anglofili. E in effetti, questo vocabolo inglese onomatopeutico rende bene l’idea dell’urlo dell’8 cilindri. Che se sollecitato emette un urlo dal quadruplo sistema di scarico. Beh, se non si può correre vediamo di regalarci il massimo del confort che quest’auto di lusso può assicurare. Sedili comodi, il posto di guida sportivo ma confortevole. I comandi e gli strumenti tutti orientati verso il conducente, che se si trattasse di un pilota. Provo a toccare una delle leve e mi compaiono alcuni dei parametri di guida proiettati sul parabrezza. Arriviamo sul misto, e cerco di tastare un po’ questa supercar. Di cambiare non se ne parla. Il cambio automatico non perde un colpo. Nel senso che asseconda immediatamente e sembra anticipare le nostre sollecitazioni al motore e all’auto. Le quattro ruote motrici tengono ancorata la BMW X5M all’asfalto. Scolliniamo e scendiamo un po’ verso Polcenigo e il suo splendido castello. E’ pieno di auto e di gente. Ci deve essere una festa. Dunque? No; non supererò i limiti! M consolo apprendendo dalle istruzioni che la velocità è autolimitata dalla macchina a 250 km/h. Per provarla davvero, ci vorrebbe una pista. Arrivo alla base della salita del Piancavallo: e ora? Troppo traffico. E’ domenica. Meglio dedicarsi al confort e alla buona musica che anche questa aut o tedesca ci regala. #charlieinauto

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#Testdrive #BMW X5M una supercar sulla Pedemontana pordenonese

Sono troppi 475 CV per un SUV con velleità fuoristradistiche che la potenza smorza a favore dell’alta velocità? Un giorno d’autunno, come accade da noi, con una temperatura tiepida che ti invita a cercare spazi all’aperto. E allora? Allora un open day della BMW nella sede #Autostar di Pordenone ci prospetta una ghiotta occasione: provare un SUV BMW . Una di quelle ‘supercar’ con le quali poter schiacciare a fondo l’acceleratore, dove si può e si è in sicurezza, ed essere sicuri che tutto andrà liscio. Vabbè, direte. Te lo sei scelto tu. Di provare, e per questo di rischiare anche quando non te lo aspetteresti. A volte la reazione improvvisa e imprevista dell’auto che state guidando può creare serie difficoltà. Ma non è questo il caso odierno. Riepilogando: BMW, Pordenone, sceglieremo una strada pedemontana, ma oggi è festa e ci sarà parecchio traffico. Quindi, di tirare non se ne parla. BMW ci ricorda tanti motori potenti, elastici, adatti a macchine sportive come tendenzialmente, anche se spesso molto eleganti e spaziose, sono le auto della casa di Monaco. Baierische Motoren Werke dalla Baviera auto e motori da oltre cent’anni per puntare ai record Baierische Motoren Werke: fabbrica automobilistica della Baviera. Ne abbiamo viste tante nella Riviera Friulana, di turisti austriaci o tedeschi. A volte semplicemente tirate a lucido, od ottimizzate con modifiche alla carrozzeria di grande effetto. In realtà, il ricordo più antico del marchio BMW, ce l’ho dal mondo delle due ruote. Nelle moto, la BMW è sempre stata il sogno di ogni endurista, e di chi ama fare mototurismo. Confortevole, la seduta comoda e alta, grande tenuta di strada, buone prestazioni. Con un background così, che cosa pensate che mi attenda dall’auto del terzo millennio? Un condensato di tutte le aspettative degli automobilisti ‘normali’, di quelli con velleità sportive, di quelli più tranquilli che amano godersi il paesaggio e raggiungere anche luoghi e siti non facili da avvicinare. Speriamo che quella che si stanno affidando sia nel contempo tutto ciò. Con lo stesso spirito negli anni ’70 si acquistavano le prime auto fuoristrada da lavoro, e da città, o da campagna, caratterizzate da una grande abitabilità e capacità di carico. Ma anche dalla versatilità sul terreno e sui fondi sconnessi. Che a quell’epoca non era un risultato banale, non essendo ancora stati inventati gli ammortizzatori a gas, i controlli elettronici di assetto, altezza, inclinazione, aderenza, conformità alla traiettoria ottimale ecc. Ma parliamo delle 2CV o delle R4. Nel frattempo BMW era già avanti con le moto. Bene. A provale le auto non saremo soli. Ma anche stavolta mi è andata bene. Mi affidano proprio la X5M. BMW si è giovata per un periodo anche di uno dei più raffinati collaudatori-piloti: Niki Lauda Dove M sta per le prestazioni più alte della gamma della casa bavarese. Dalle moto alle auto per BMW il passaggio è stato calibrato. Si è giovato per un periodo anche della collaborazione di Niki Lauda. Era l’epoca dello sviluppo della M3. Per le corse su pista, o in salita. X5M è invece un SUV. Con una motorizzazione spaventosa: 575 CV, 423 kW. Che cosa me ne farò di tutto questo Ben di Dio senza poterla sfruttare a fondo? Certo che una potenza così, se sviluppata su una pista o su una strada libera e misto-veloce, può consentire di raggiungere velocità elevate in pochi secondi, di passare da una curva stretta o un tornante all’altro in un istante. Oggi invece di tutto questo, la proveremo per voi come se dovessimo fare una gita in campagna. Anzi, nella pedemontana pordenonese. Eccoci qua: benzina doppio turbocompressore Comincio a concentrarmi: 4.365 cc , 8 cilindri a benzina TwinPower Turbo con doppio turbocompressore: 435 kW pari a 575 CV, da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi. Gli interni sono molto rifiniti, grintosi, ma comodi. Metto in moto: il rumore promette bene. Metto la leva del cambio in posizione D/S spingendola verso destra. Per non strafare, tolgo il piede dal freno, e muoviamo i primi giri di ruote. Un colpetto d’acceleratore appena imboccata la strada ci vuole per capire che cosa farà. Niente, se non schiacciarmi sul sedile. Questa BMW non è a trazione posteriore, come le sue ‘nonne’. Ma è a quattro ruote motrici per poter scaricare meglio l’importante potenza. Ah, ecco! Lasciamoci rapire dagli inglesismi e ascoltiamo il sound del doppio scarico a quattro uscite Ora posso almeno sentire il ‘sound’, come lo chiamano gli anglofili. E in effetti, questo vocabolo inglese onomatopeutico rende bene l’idea dell’urlo dell’8 cilindri. Che se sollecitato emette un urlo dal quadruplo sistema di scarico. Beh, se non si può correre vediamo di regalarci il massimo del confort che quest’auto di lusso può assicurare. Sedili comodi, il posto di guida sportivo ma confortevole. I comandi e gli strumenti tutti orientati verso il conducente, che se si trattasse di un pilota. Provo a toccare una delle leve e mi compaiono alcuni dei parametri di guida proiettati sul parabrezza. Arriviamo sul misto, e cerco di tastare un po’ questa supercar. Di cambiare non se ne parla. Il cambio automatico non perde un colpo. Nel senso che asseconda immediatamente e sembra anticipare le nostre sollecitazioni al motore e all’auto. Le quattro ruote motrici tengono ancorata la BMW X5M all’asfalto. Scolliniamo e scendiamo un po’ verso Polcenigo e il suo splendido castello. E’ pieno di auto e di gente. Ci deve essere una festa. Dunque? No; non supererò i limiti! M consolo apprendendo dalle istruzioni che la velocità è autolimitata dalla macchina a 250 km/h. Per provarla davvero, ci vorrebbe una pista. Arrivo alla base della salita del Piancavallo: e ora? Troppo traffico. E’ domenica. Meglio dedicarsi al confort e alla buona musica che anche questa aut o tedesca ci regala. #charlieinauto

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#Motorshow ritorna con tanto spettacolo indoor

Compie 41 anni la grande festa delle due e delle quattro ruote Fino a domenica prossima alla Fiera di Bologna #Motorshow n.41. Un richiamo irrinunciabile per gli appassionati delle quattro e delle due ruote. In particolare perché vi si dedica molto spazio allo spettacolo. A ciò che fa da richiamo per il mondo dei motori. Alle esibizioni dinamiche all’interno del quartiere fieristico di Bologna. Ripercorriamone un po’ la storia. Il #Motorshow è nato nel 1976, l’anno del terremoto del Friuli. Per questo, da noi era passato inizialmente un po’ in sordina. La manifestazione era stata ideata dal bolognese Mario Zodiaco, in alternativa al Salone dell’auto di Torino, e a quello di Ginevra, proponendosi a un target di giovani, e femminile. Assieme a Zodiaco, Sandro #Munari e Giacomo #Agostini crearono una società per la promozione del #Motorshow. Dopo il 1980, tutti i diritti dell’evento furono acquistati da Alfredo Cazzola, che con la sua società Promotor lo ha organizzato fino al 2006. Fino all’acquisto della Promotor da parte del gruppo francese GI Events. Le difficoltà dell’auto legate alla crisi economica hanno poi fatto annullare l’edizione del 2013. Il #Motorshow è stato organizzato nuovamente nel 2014. Sospeso di nuovo nel 2015. E riproposto direttamente dalla Fiera di Bologna dallo scorso anno. Assieme alla presenza di numerose case automobilistiche con le novità e le anteprime, il suo successo nel tempo si è sviluppato soprattutto grazie alle gare e agli show delle due e quattro ruote che si sono svolti nella grande arena interna. #MemorialBettega n.30 Dal Memorial Attilio Bettega, con tutti gli assi del rallysmo, alle gare di motocross. Che sono state animate da campioni e personaggi del momento e del passato, con l’obiettivo di fare spettacolo. Perfino un Trofeo indoor di F1 tra il 1988 e il 1996. Quest’anno, ritornano le sfide con le gare di F1 storiche, il Ferrari Day, raduni di Alfa Romeo, attuali visto che la casa del Biscione rientra nel mondo delle corse, esibizioni di Maserati, gare di gran turismo Italia, manifestazioni di stuntman, gare Nascar e Sport prototipo, gare di auto fuoristrada, gare di rally per il Trofeo Italia WRC e R5, gare di quad cross, kart cross. E sabato 9 e domenica 10 dicembre, il 30. Memorial Bettega. In pratica, come ai bei tempi, al #Motorshow i motori saranno sempre accesi. Come accesi sono i riflettori dei padiglioni del quartiere fieristico bolognese. Prima star dell’evento bolognese la Kia Stonik Fari, che si sono colorati per la prima proposta, tra le tante auto new entry del dopo Salone di Ginevra. A Bologna, per gli appassionati italiani e dei Paesi vicini, sarà così possibile vedere da vicino nuovi modelli per tutte le tasche e le esigenze. La prima a svelarsi, nel modo più spettacolare, tra l’altro nel ‘quadrato’ del centro servizi dinnanzi all’ingresso, sotto la sala stampa, è stata la Kia Stonik. Un SUV compatto, aggraziato, con rifiniture e colorazioni giovani, ma sufficientemente aggressivo. Che è spuntato da un gigantesco fungo, travisato da fumi scenici, assecondato da una colonna sonora importante. In una coreografia dominata da un gigantesco segnatempo. L’anteprima, nella giornata riservata, come avveniva un tempo, ai rappresentanti dei media nella giornata tradizionalmente dedicata alla stampa. Una scenografia d’effetto, vicino all’ingresso principale. La nostra attenzione poi viene catturata da alcune Gran Turismo da pista, e per la Le Man. #Suzuki con il piccolo fuoristrada Gimny Per arrivare alla Suzuki, che assieme a una moto da enduro, propone la simpatica fuoristrada Gimny, ricoperta da una splendida livrea che ricorda la pelle di serpente. Zigzagando tra i sorrisi mediatici di splendide hostess, e incontrando via via vari colleghi, da Carlo Cavicchi, che è stato mio vicedirettore ad Autosprint, ora a Quattroruote, a Franco Nunes, a Davide D’Amico di FCA, a Fabbri della Volvo, approdiamo alla Tesla. Con le sue silenziosissime supercar. Una opportunità, quella delle auto elettriche, che a spallate sta scalzando sempre di più i motori termici. #Volvo Italia punta sulla elettricità Tanto, che come ci ricorda Fabbri, pr di Volvo Italia, affascina anche la casa svedese. Che entro tre anni punta ad avere un’auto interamente elettrica. Per ora si ‘accontenta’ di presentare tre modelli l’anno. E propone già le ibride. In bella mostra con il cavo di alimentazione collegato alla presa sul parafango sinistro. E le batterie? Sono studiate per il grande freddo e il grande caldo. Sono isolate in una sorta di camera stagna. E climatizzate in un contenitore contornato da una serpentina con liquido refrigerante. Rassicurante no?! Dopo tanta ecologia e motori sostenibili, torniamo ai cavalli tradizionali. #Ferrari Portofino Con la Ferrari Portofino, splendida Spider. Qui troviamo Ramon Gazziero, un pilota friulano ormai trapiantato a Modena. E possiamo ammirare altri modelli della casa di Maranello. Quasi in un angolo, senza clamore, si celano le Auto dell’anno: sette finaliste selezionate dalla stampa internazionale specializzata. Sono l’Alfa Romeo Stelvio, l’Audi A8, la BMW serie 5, la Nuova Seat Ibiza, la Citroen C3 Aircross, Volvo XC40, la Kia Stinger. Mentre più spazio è dato alla parte ludica. Ci sono tre piste slot per le auto elettriche telecomandate, compresa quella, sempre attraente, del Gran prix di Autosprint, e alcune postazioni per la guida su pista virtuale. Anche postazioni multiple, per rendere più efficace e reale la sfida virtuale. E ancora, le F1, Ferrari, Toro Rosso, Red bull, le gran turismo della 24 ore di Le Mans, l’incredibile Fiat Panda per la Parigi-Dakar. Beh, forse non serve che vi racconti ancora del #Motorshow. La passione farà il resto. Da sfogare sabato 9 e domenica 10 ottobre, quando si svolgerà l’imperdibile Memorial Bettega. Carlo Morandini  

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#Motorshow ritorna con tanto spettacolo indoor

Compie 41 anni la grande festa delle due e delle quattro ruote Fino a domenica prossima alla Fiera di Bologna #Motorshow n.41. Un richiamo irrinunciabile per gli appassionati delle quattro e delle due ruote. In particolare perché vi si dedica molto spazio allo spettacolo. A ciò che fa da richiamo per il mondo dei motori. Alle esibizioni dinamiche all’interno del quartiere fieristico di Bologna. Ripercorriamone un po’ la storia. Il #Motorshow è nato nel 1976, l’anno del terremoto del Friuli. Per questo, da noi era passato inizialmente un po’ in sordina. La manifestazione era stata ideata dal bolognese Mario Zodiaco, in alternativa al Salone dell’auto di Torino, e a quello di Ginevra, proponendosi a un target di giovani, e femminile. Assieme a Zodiaco, Sandro #Munari e Giacomo #Agostini crearono una società per la promozione del #Motorshow. Dopo il 1980, tutti i diritti dell’evento furono acquistati da Alfredo Cazzola, che con la sua società Promotor lo ha organizzato fino al 2006. Fino all’acquisto della Promotor da parte del gruppo francese GI Events. Le difficoltà dell’auto legate alla crisi economica hanno poi fatto annullare l’edizione del 2013. Il #Motorshow è stato organizzato nuovamente nel 2014. Sospeso di nuovo nel 2015. E riproposto direttamente dalla Fiera di Bologna dallo scorso anno. Assieme alla presenza di numerose case automobilistiche con le novità e le anteprime, il suo successo nel tempo si è sviluppato soprattutto grazie alle gare e agli show delle due e quattro ruote che si sono svolti nella grande arena interna. #MemorialBettega n.30 Dal Memorial Attilio Bettega, con tutti gli assi del rallysmo, alle gare di motocross. Che sono state animate da campioni e personaggi del momento e del passato, con l’obiettivo di fare spettacolo. Perfino un Trofeo indoor di F1 tra il 1988 e il 1996. Quest’anno, ritornano le sfide con le gare di F1 storiche, il Ferrari Day, raduni di Alfa Romeo, attuali visto che la casa del Biscione rientra nel mondo delle corse, esibizioni di Maserati, gare di gran turismo Italia, manifestazioni di stuntman, gare Nascar e Sport prototipo, gare di auto fuoristrada, gare di rally per il Trofeo Italia WRC e R5, gare di quad cross, kart cross. E sabato 9 e domenica 10 dicembre, il 30. Memorial Bettega. In pratica, come ai bei tempi, al #Motorshow i motori saranno sempre accesi. Come accesi sono i riflettori dei padiglioni del quartiere fieristico bolognese. Prima star dell’evento bolognese la Kia Stonik Fari, che si sono colorati per la prima proposta, tra le tante auto new entry del dopo Salone di Ginevra. A Bologna, per gli appassionati italiani e dei Paesi vicini, sarà così possibile vedere da vicino nuovi modelli per tutte le tasche e le esigenze. La prima a svelarsi, nel modo più spettacolare, tra l’altro nel ‘quadrato’ del centro servizi dinnanzi all’ingresso, sotto la sala stampa, è stata la Kia Stonik. Un SUV compatto, aggraziato, con rifiniture e colorazioni giovani, ma sufficientemente aggressivo. Che è spuntato da un gigantesco fungo, travisato da fumi scenici, assecondato da una colonna sonora importante. In una coreografia dominata da un gigantesco segnatempo. L’anteprima, nella giornata riservata, come avveniva un tempo, ai rappresentanti dei media nella giornata tradizionalmente dedicata alla stampa. Una scenografia d’effetto, vicino all’ingresso principale. La nostra attenzione poi viene catturata da alcune Gran Turismo da pista, e per la Le Man. #Suzuki con il piccolo fuoristrada Gimny Per arrivare alla Suzuki, che assieme a una moto da enduro, propone la simpatica fuoristrada Gimny, ricoperta da una splendida livrea che ricorda la pelle di serpente. Zigzagando tra i sorrisi mediatici di splendide hostess, e incontrando via via vari colleghi, da Carlo Cavicchi, che è stato mio vicedirettore ad Autosprint, ora a Quattroruote, a Franco Nunes, a Davide D’Amico di FCA, a Fabbri della Volvo, approdiamo alla Tesla. Con le sue silenziosissime supercar. Una opportunità, quella delle auto elettriche, che a spallate sta scalzando sempre di più i motori termici. #Volvo Italia punta sulla elettricità Tanto, che come ci ricorda Fabbri, pr di Volvo Italia, affascina anche la casa svedese. Che entro tre anni punta ad avere un’auto interamente elettrica. Per ora si ‘accontenta’ di presentare tre modelli l’anno. E propone già le ibride. In bella mostra con il cavo di alimentazione collegato alla presa sul parafango sinistro. E le batterie? Sono studiate per il grande freddo e il grande caldo. Sono isolate in una sorta di camera stagna. E climatizzate in un contenitore contornato da una serpentina con liquido refrigerante. Rassicurante no?! Dopo tanta ecologia e motori sostenibili, torniamo ai cavalli tradizionali. #Ferrari Portofino Con la Ferrari Portofino, splendida Spider. Qui troviamo Ramon Gazziero, un pilota friulano ormai trapiantato a Modena. E possiamo ammirare altri modelli della casa di Maranello. Quasi in un angolo, senza clamore, si celano le Auto dell’anno: sette finaliste selezionate dalla stampa internazionale specializzata. Sono l’Alfa Romeo Stelvio, l’Audi A8, la BMW serie 5, la Nuova Seat Ibiza, la Citroen C3 Aircross, Volvo XC40, la Kia Stinger. Mentre più spazio è dato alla parte ludica. Ci sono tre piste slot per le auto elettriche telecomandate, compresa quella, sempre attraente, del Gran prix di Autosprint, e alcune postazioni per la guida su pista virtuale. Anche postazioni multiple, per rendere più efficace e reale la sfida virtuale. E ancora, le F1, Ferrari, Toro Rosso, Red bull, le gran turismo della 24 ore di Le Mans, l’incredibile Fiat Panda per la Parigi-Dakar. Beh, forse non serve che vi racconti ancora del #Motorshow. La passione farà il resto. Da sfogare sabato 9 e domenica 10 ottobre, quando si svolgerà l’imperdibile Memorial Bettega. Carlo Morandini  

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#Motorshow 2017: riecco lo spettacolo indoor a due e quattro ruote

Alla #FieradiBologna fari accesi sul mondo dei motori e sull’automotive Ritorna il grande spettacolo del #Motorshow di Bologna. Un evento atteso dagli appassionati delle quattro e delle due ruote, che sta riscoprendo la formula e l’appeal del passato. Ricordo di esserci stato per la prima volta …decine di anni fa. Quando collaboravo con #Autosprint e poi con #Rombo. E vi si consegnavano i Caschi d’oro. AI piloti e ai personaggi di spicco dell’annata motoristica internazionale. Ora, dal 2 al 10 dicembre, star della manifestazione saranno le vetture che si sono classificate per la finale del concorso Auto dell’anno. Così come saranno presenti numerosi marchi dell’automotive: Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Jeep, Abarth, Mopar, Peugeot, Citroen, Ds, Hyundai, Kia, Volvo, Honda, Tesla, Suzuki, Ferrari, Lamborghini, Militem, Cadillac, Corvette, Chevrolet, Bentley, McLaren, Maserati; SsangYong, Toyota e Mitsubishi saranno nell’area test drive 4×4. Ford sarà rappresentata nei raduni di Mustang e Focus RS. Non mancheranno le attrattive per gli appassionati delle moto con Harley Davidson, Suzuki, Honda, Quadro, Red Moto, e il Gruppo Buscaroli con Triumph e BMW. Questo principalmente per la parte statica del #Motorshow 2017. Al centro dell’attenzione, per la parte dinamica, ci sarà l’area 48, la Motul Arena. Nella quale, come avveniva con successo in passato, si potrà assistere a esibizioni di velocità, rally, stuntman, drifting, motocross, quad, e test drive con supercar. Ci saranno anche le auto d’epoca, ma ovviamente non mancheranno i richiami alla F1, al grand prix delle due ruote. Spazi e iniziative dedicate ai giovani. Pensate da quanti anni si fa il #Motorshow: il memorial Attilio Bettega, il rally indoor con formula a inseguimento all’interno della Fiera di Bologna è giunto alla 30. edizione. Carlo Morandini

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#testdrive #testroad sui grandi laghi con #Skoda #Kodiaq

Alla scoperta della storia, dell’arte e del paesaggio sul più grande lago dell’Italia centrale Le prime nevicate? Beh, per riscaldarci facciamo un salto indietro. Nel tempo. Ricordate? Quando stavamo provando la #Skoda #Kodjak era ancora estate. Ed era il mese di settembre. Tra l’Umbria e la Toscana. A Gubbio. Splendida location per riflettere sulle ricchezze dell’ambiente naturale, e sulle bellezze dei tempi dell’antica Roma, del medioevo, del rinascimento, che vi si possono ammirare ancora oggi. L’antico foro romano, le mura e la città medioevale. Il Santuario in cima al monte Ingino. Che ottocento corpi luminosi, a Natale, trasformano in un gigantesco albero. Da qualsiasi punto la si osservi, #Gubbio è una perla imperdibile da visitare. E si trova tra molte altre opportunità turistiche. Una di queste è il Lago #Trasimeno. Da qui, poche decine di minuti, e anche dall’autostrada si comincia ad apprezzare la sua estensione. Una profondità limitata, da 2 a 6 metri, e alcune zone costiere palustri lo distinguono da tanti altri laghi. Ma la dolcezza della skyline che lo contorna ripaga ogni nostra attesa. Arrivare fin qui, con la #Skoda #Kodiaq, è un gioco da ragazzi. Un SUV comodo, di dimensioni adatte per le escursioni confortevoli. Facile da guidare perché dotato di tutti gli accorgimenti per la sicurezza attiva e passiva che il Gruppo Volkswagen installa ormai sulla gran parte delle auto di nuova produzione. L’ampia finestratura, e parte del tetto apribile e panoramico in vetro, permettono di godersi il paesaggio che contorna il lago #Trasimeno. Il lago #Trasimeno Arriviamo a Castiglione del Lago, per visitare la località principale in riva al lago. Oggi è un promontorio, ma anticamente, questa era la quarta isola del #Trasimeno. Da qui, partono i traghetti per le tre isole da visitare, Isola Maggiore, Isola Minore, privata e disabitata, e Isola Polvese, la più grande. Fanno parte del parco naturale del Trasimeno. Sulle rive del lago si svolse la battaglia di Annibale, tra i Romani e i Cartaginesi. E una decina di km da qui ci sono le città di origine etrusca, Cortona e Chiusi. Nel bacino del Trasimeno nacquero e crearono capolavori Il Perugino e Il Pomarancio. Facciamo un giro intorno al lago, che misura circa 150 km/2 e una circonferenza di 45 km, con il vaporetto. Decidiamo di dedicare all’escursione sul lago almeno un paio di giorni, e sostiamo a Passignano. Al risveglio, ci attende la visita ai castelli, al museo del lago e al Santuario e al Castello di Mongiovino. Ci attendono anche Città della Pieve e Magione. È ancora estate e le giornate sono lunghe. Riprendiamo il nostro tour nell’Italia centrale nella tarda mattinata. E con la Skoda, che è dotata di un buon impianto di climatizzazione, la calura non è un problema. Obiettivo la Val D’Orcia Bagni San Filippo  Più precisamente, il monte #Amiata. Meglio ancora, Bagni San Filippo. Un piccolo paesino a mezza costa. Vicino al quale sgorga una delle fonti termali di solfato e carbonato di calcio più ricche d’Europa. Una vasca di grandi dimensioni realizzata in calcare e travertino permette di trarre beneficio da queste acque. Altrettanto, una cascata artificiale. Il beneficio è grande, nonostante la calura, con l’acqua della piscina a quasi 40°. Qualche ora di benessere, ed ecco il migliore relax dopo il fine settimana congressuale. Così decidiamo di visitare un’altra splendida località della Val d’Orcia, dove potremo anche degustare i piatti e i vini di alto pregio della Toscana: Bagno Vignoni È l’unica frazione di San Quirico d’Orcia, in Provincia di #Siena, e per la sua vicinanza alla via #Francigena fu conosciuto dai romani come località termale. Infatti, anche qui una fonte termale ha fatto sviluppare la località che è di origini romane: al centro del borgo perfettamente conservato una vasca, di un centinaio di metri di lato. Che nei tempi antichi, e anche più recenti, era utilizzata per la balneazione e per la vita del borgo. Oggi adorna splendidamente questa località. In uno dei fabbricati antichi, forse un’antica cantina, c’è Il #Loggiato. Un ristorante che pur nella location caratteristica e antica, è moderno per la sua capacità di servire piatti tipici di alta qualità, con grande cura della materia prima. Dalla semplice Ribollita, alla selezione dei formaggi servita con i complementi adatti. Anche la selezione dei vini è importante: una vetrina dei Brunelli e Rosso di Montepulciano dell’area. Ormai si è fatto tardi, ma proprio il buio ci consente di apprezzare di più il fascino del borgo. Prima di ripartire però ci concediamo un altro lusso: il pediluvio a cielo aperto sui ruscelli di acqua termale che sgorgano dalla fonte originale e hanno formato il rilievo calcareo sul quale sorte la località. E si tuffano poi a fondovalle. Anche la notte, la skykine della Val d’Orcia, il cielo costellato di stelle e ben visibile grazie all’oscurità, è il corollario migliore a una giornata vissuta intensamente in Val d’Orcia. #charlieinauto  

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#testdrive #testroad sui grandi laghi con #Skoda #Kodiaq

Alla scoperta della storia, dell’arte e del paesaggio sul più grande lago dell’Italia centrale Le prime nevicate? Beh, per riscaldarci facciamo un salto indietro. Nel tempo. Ricordate? Quando stavamo provando la #Skoda #Kodjak era ancora estate. Ed era il mese di settembre. Tra l’Umbria e la Toscana. A Gubbio. Splendida location per riflettere sulle ricchezze dell’ambiente naturale, e sulle bellezze dei tempi dell’antica Roma, del medioevo, del rinascimento, che vi si possono ammirare ancora oggi. L’antico foro romano, le mura e la città medioevale. Il Santuario in cima al monte Ingino. Che ottocento corpi luminosi, a Natale, trasformano in un gigantesco albero. Da qualsiasi punto la si osservi, #Gubbio è una perla imperdibile da visitare. E si trova tra molte altre opportunità turistiche. Una di queste è il Lago #Trasimeno. Da qui, poche decine di minuti, e anche dall’autostrada si comincia ad apprezzare la sua estensione. Una profondità limitata, da 2 a 6 metri, e alcune zone costiere palustri lo distinguono da tanti altri laghi. Ma la dolcezza della skyline che lo contorna ripaga ogni nostra attesa. Arrivare fin qui, con la #Skoda #Kodiaq, è un gioco da ragazzi. Un SUV comodo, di dimensioni adatte per le escursioni confortevoli. Facile da guidare perché dotato di tutti gli accorgimenti per la sicurezza attiva e passiva che il Gruppo Volkswagen installa ormai sulla gran parte delle auto di nuova produzione. L’ampia finestratura, e parte del tetto apribile e panoramico in vetro, permettono di godersi il paesaggio che contorna il lago #Trasimeno. Il lago #Trasimeno Arriviamo a Castiglione del Lago, per visitare la località principale in riva al lago. Oggi è un promontorio, ma anticamente, questa era la quarta isola del #Trasimeno. Da qui, partono i traghetti per le tre isole da visitare, Isola Maggiore, Isola Minore, privata e disabitata, e Isola Polvese, la più grande. Fanno parte del parco naturale del Trasimeno. Sulle rive del lago si svolse la battaglia di Annibale, tra i Romani e i Cartaginesi. E una decina di km da qui ci sono le città di origine etrusca, Cortona e Chiusi. Nel bacino del Trasimeno nacquero e crearono capolavori Il Perugino e Il Pomarancio. Facciamo un giro intorno al lago, che misura circa 150 km/2 e una circonferenza di 45 km, con il vaporetto. Decidiamo di dedicare all’escursione sul lago almeno un paio di giorni, e sostiamo a Passignano. Al risveglio, ci attende la visita ai castelli, al museo del lago e al Santuario e al Castello di Mongiovino. Ci attendono anche Città della Pieve e Magione. È ancora estate e le giornate sono lunghe. Riprendiamo il nostro tour nell’Italia centrale nella tarda mattinata. E con la Skoda, che è dotata di un buon impianto di climatizzazione, la calura non è un problema. Obiettivo la Val D’Orcia Bagni San Filippo  Più precisamente, il monte #Amiata. Meglio ancora, Bagni San Filippo. Un piccolo paesino a mezza costa. Vicino al quale sgorga una delle fonti termali di solfato e carbonato di calcio più ricche d’Europa. Una vasca di grandi dimensioni realizzata in calcare e travertino permette di trarre beneficio da queste acque. Altrettanto, una cascata artificiale. Il beneficio è grande, nonostante la calura, con l’acqua della piscina a quasi 40°. Qualche ora di benessere, ed ecco il migliore relax dopo il fine settimana congressuale. Così decidiamo di visitare un’altra splendida località della Val d’Orcia, dove potremo anche degustare i piatti e i vini di alto pregio della Toscana: Bagno Vignoni È l’unica frazione di San Quirico d’Orcia, in Provincia di #Siena, e per la sua vicinanza alla via #Francigena fu conosciuto dai romani come località termale. Infatti, anche qui una fonte termale ha fatto sviluppare la località che è di origini romane: al centro del borgo perfettamente conservato una vasca, di un centinaio di metri di lato. Che nei tempi antichi, e anche più recenti, era utilizzata per la balneazione e per la vita del borgo. Oggi adorna splendidamente questa località. In uno dei fabbricati antichi, forse un’antica cantina, c’è Il #Loggiato. Un ristorante che pur nella location caratteristica e antica, è moderno per la sua capacità di servire piatti tipici di alta qualità, con grande cura della materia prima. Dalla semplice Ribollita, alla selezione dei formaggi servita con i complementi adatti. Anche la selezione dei vini è importante: una vetrina dei Brunelli e Rosso di Montepulciano dell’area. Ormai si è fatto tardi, ma proprio il buio ci consente di apprezzare di più il fascino del borgo. Prima di ripartire però ci concediamo un altro lusso: il pediluvio a cielo aperto sui ruscelli di acqua termale che sgorgano dalla fonte originale e hanno formato il rilievo calcareo sul quale sorte la località. E si tuffano poi a fondovalle. Anche la notte, la skykine della Val d’Orcia, il cielo costellato di stelle e ben visibile grazie all’oscurità, è il corollario migliore a una giornata vissuta intensamente in Val d’Orcia. #charlieinauto  

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