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#charlieinauto #testdrive #GolfclubVillaverde Fagagna con la #Ferrari #F812Superfast

La #Supercar con motore aspirato più potente di serie mai costruita dalla Ferrari: F812 Superfast Vi avevo promesso un ‘colpaccio’: ecco la #Ferrari . Qualche giorno di assenza per motivi di lavoro, ed ecco che ci rivediamo con una grossa sorpresa. Una chicca per chi ama le auto. Cominciamo da qui: le auto vi piacciono da sempre. Magari perché quando eravate piccini lo sport si viveva attraverso la radio e i giornali, dalle radiocronache di Rosi o dalle prime telecronache di Bruno Raschi. E le corse, quelle vere, facevano parte del mito dell’agonismo e rappresentavano l’essenza dello sviluppo del progresso e della tecnica. Poi la patente, la prima auto. E acrobazie di guida inventate con veicoli che se li rivediamo oggi ci rendiamo conto di quanto fossero improbabili e ardite le nostre evoluzioni. I primi rallies. E l’attenzione puntata sull’eccellenza del mondo dei motori. Che anche allora era la F1. Nella quale il modello italiano era ovviamente rappresentato dalla Ferrari. Guidato dal Drake di Maranello Enzo Ferrari. Un mito, una passione di tendenza, quella per lo sport del volante, vissuto da cronista dei motori fin dalle prime radio pirata. Poi scrivendo per Autosprint, per Rombo. #Ferrari con la 308 vinceva nei rallies negli anni ’80 anche sugli sterrati E la Ferrari che arrivava, e vinceva, anche nei rallies con la 308, con Toni Fassina e l’amico udinese Max De Antoni. O con il motore montato sulla Lancia Stratos, che all’epoca avevo guidato. E che si distingueva, nei boschi attraversati nelle prove speciali, perché il suo rombo melodioso bucava la notte ed era inconfondibile. Poi, magari, qualche Ferrari negli anni l’avevo provata. Ma come vettura da Granturismo. Senza considerarne le prerogative sportive. L’occasione si era ripresentata la scorsa estate. Proprio a Udine. Alla inaugurazione della nuova officina Ferrari. Il modello più recente, quasi una stationwagon. Che, come ha notato mio figlio in un telegiornale sportivo, l’azzurro Bonucci guida ogni giorno. Ma il desiderio, stavolta, non era coinciso con l’occasione. Che per motivi squisitamente tecnici era sfuggita. Ma un giorno arriva la telefonata inattesa. E l’occasione va oltre le aspettative: oggetto ‘rosso’ del desiderio era un altro. Inatteso e imperdibile. L’avevo vista in tv e sui media poche settimane prima, presentata al Salone dell’auto di Ginevra: la Ferrari F812 Superfast. La Ferrari ‘aspirata’ più potente mai costruita L’auto del Cavallino rampante con motore aspirato più potente mai costruita. Con oltre 800 CV di potenza. Potrà sembrare strano. Ma la passione discreta, l’attuale consuetudine ai #testdrive , l’aver provato di recente auto anche di oltre 600 CV, ma stradali: sono fattori che hanno reso l’attesa accettabile. E, quando ci sono potuto salire a bordo, mi ha fatto sentire subito a mio agio. Perché? Se non l’avete mai vista, ecco qui alcune foto, è la sintesi tra la linea di una GT e una Ferrari da corsa. Il muso allungato, l’abitacolo spostato all’indietro, la coda grintosa, potente, ma estremamente elegante come le linee della fiancata. Il muso che trasuda grinta ma appartiene al morbido stile italiano. Che, nel mondo, per le quattro ruote, si chiama Ferrari. La confidenza con chi ci ha invitato sfonda le ultime barriere del timore reverenziale. Siamo in pista? Per ora no. La location è lo splendido scenario verde del Golf club di Fagagna. Si parte Apro la portiera, robusta ma non pesante: probabilmente il carbonio, come nello spoiler anteriore, si fa sentire per la leggerezza. Salgo a bordo: l’incastro è perfetto nel sedile anatomico. Le cinture sono integrali. La postazione è comodissima. Per chi è abituato a un sedile da corsa. La postura è perfettamente centrale rispetto al posto di guida. Questo primo tratto lo facciamo con l’amico pilota e uomo Ferrari al fianco. Perché come sempre ci affidano le auto senza il prontuario delle istruzioni. Ora mettiamo in moto: i comandi sono tutti al volante. Compreso quello della messa in moto. Selezioniamo la funzione standard e sentiamo avviarsi il motore. Con un rumore che dall’interno non è invasivo. Per muovere usiamo il cambio automatico: 9 marce. Ma l’amico dice che se ci vogliamo divertire è meglio usare in accelerazione quello manuale con le palette al volante. Qualche istante per riscaldarla. Via! Poi si parte: qualche decina di metri, poi, appena la strada in curva leggera, si da gas. Senza strafare. Quattro ruote sterzanti e  trazione posteriore. Premo e l’urlo del 12 cilindri è fantastico. Lo strappo la fa sbandare leggermente. Ma tra il lieve controsterzo immediato e i controlli elettronici che scattano automaticamente, dopo una frazione di secondo siamo in grado di affondare di nuovo sull’acceleratore. Sempre compatibilmente con il percorso. Due domande? Abbiamo l’assicurazione Casco? Anche no mi risponde il mio navigatore occasionale. E quanto costa? Quasi 400 mila euro. Al che allento il piede dall’acceleratore. Fin tanto che una lepre taglia di traverso il nostro percorso. La frenata è potente. E fortunatamente l’incontro si chiude lì: rompere lo spoiler anteriore poteva costarci caro. Ecco finalmente un rettilineo: giù il piede! Mi ritrovo schiacciato sul sedile. Non stupito. Ma esterrefatto dall’accelerazione, che per fortuna ho gestito senza alcuna incertezza. Su questo il nostro ospite ferrarista non aveva dubbi, tanto che è rimasto impassibile sul seggiolino del passeggero. Ma la necessità di rallentare è arrivata in un tempo di gran lunga inferiore a quello che avete impiegato per leggere questa frase. E la staccata è stata una bella sorpresa: la F812 riduce altrettanto rapidamente la velocità. Fin quasi a fermarsi. Facendoci provare la sensazione contraria di quella provata in accelerazione. Ora devo fare manovra. E mi aiuta una telecamera situata in coda, che trasmette sul piccolo display centrale le immagini retrostanti. Facciamo ancora un giro? Ma no. Teniamocelo per domani. #charlieinauto (1 – segue) Scheda: Riepilogando, erede della F12 berlinetta, la F812 è la Supercar di serie più potente finora progettata dalla Ferrari: motore V12 da 6,5 litri con 800 CV. Nuove prese d’aria anteriori e laterali, i gruppi otici anteriori con una forma moderna e inedita. In coda ritornano i tradizionali quattro fari rotondi. Il motore è

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#charlieinauto #testdrive #GolfclubVillaverde Fagagna con la #Ferrari #F812Superfast

La #Supercar con motore aspirato più potente di serie mai costruita dalla Ferrari: F812 Superfast Vi avevo promesso un ‘colpaccio’: ecco la #Ferrari . Qualche giorno di assenza per motivi di lavoro, ed ecco che ci rivediamo con una grossa sorpresa. Una chicca per chi ama le auto. Cominciamo da qui: le auto vi piacciono da sempre. Magari perché quando eravate piccini lo sport si viveva attraverso la radio e i giornali, dalle radiocronache di Rosi o dalle prime telecronache di Bruno Raschi. E le corse, quelle vere, facevano parte del mito dell’agonismo e rappresentavano l’essenza dello sviluppo del progresso e della tecnica. Poi la patente, la prima auto. E acrobazie di guida inventate con veicoli che se li rivediamo oggi ci rendiamo conto di quanto fossero improbabili e ardite le nostre evoluzioni. I primi rallies. E l’attenzione puntata sull’eccellenza del mondo dei motori. Che anche allora era la F1. Nella quale il modello italiano era ovviamente rappresentato dalla Ferrari. Guidato dal Drake di Maranello Enzo Ferrari. Un mito, una passione di tendenza, quella per lo sport del volante, vissuto da cronista dei motori fin dalle prime radio pirata. Poi scrivendo per Autosprint, per Rombo. #Ferrari con la 308 vinceva nei rallies negli anni ’80 anche sugli sterrati E la Ferrari che arrivava, e vinceva, anche nei rallies con la 308, con Toni Fassina e l’amico udinese Max De Antoni. O con il motore montato sulla Lancia Stratos, che all’epoca avevo guidato. E che si distingueva, nei boschi attraversati nelle prove speciali, perché il suo rombo melodioso bucava la notte ed era inconfondibile. Poi, magari, qualche Ferrari negli anni l’avevo provata. Ma come vettura da Granturismo. Senza considerarne le prerogative sportive. L’occasione si era ripresentata la scorsa estate. Proprio a Udine. Alla inaugurazione della nuova officina Ferrari. Il modello più recente, quasi una stationwagon. Che, come ha notato mio figlio in un telegiornale sportivo, l’azzurro Bonucci guida ogni giorno. Ma il desiderio, stavolta, non era coinciso con l’occasione. Che per motivi squisitamente tecnici era sfuggita. Ma un giorno arriva la telefonata inattesa. E l’occasione va oltre le aspettative: oggetto ‘rosso’ del desiderio era un altro. Inatteso e imperdibile. L’avevo vista in tv e sui media poche settimane prima, presentata al Salone dell’auto di Ginevra: la Ferrari F812 Superfast. La Ferrari ‘aspirata’ più potente mai costruita L’auto del Cavallino rampante con motore aspirato più potente mai costruita. Con oltre 800 CV di potenza. Potrà sembrare strano. Ma la passione discreta, l’attuale consuetudine ai #testdrive , l’aver provato di recente auto anche di oltre 600 CV, ma stradali: sono fattori che hanno reso l’attesa accettabile. E, quando ci sono potuto salire a bordo, mi ha fatto sentire subito a mio agio. Perché? Se non l’avete mai vista, ecco qui alcune foto, è la sintesi tra la linea di una GT e una Ferrari da corsa. Il muso allungato, l’abitacolo spostato all’indietro, la coda grintosa, potente, ma estremamente elegante come le linee della fiancata. Il muso che trasuda grinta ma appartiene al morbido stile italiano. Che, nel mondo, per le quattro ruote, si chiama Ferrari. La confidenza con chi ci ha invitato sfonda le ultime barriere del timore reverenziale. Siamo in pista? Per ora no. La location è lo splendido scenario verde del Golf club di Fagagna. Si parte Apro la portiera, robusta ma non pesante: probabilmente il carbonio, come nello spoiler anteriore, si fa sentire per la leggerezza. Salgo a bordo: l’incastro è perfetto nel sedile anatomico. Le cinture sono integrali. La postazione è comodissima. Per chi è abituato a un sedile da corsa. La postura è perfettamente centrale rispetto al posto di guida. Questo primo tratto lo facciamo con l’amico pilota e uomo Ferrari al fianco. Perché come sempre ci affidano le auto senza il prontuario delle istruzioni. Ora mettiamo in moto: i comandi sono tutti al volante. Compreso quello della messa in moto. Selezioniamo la funzione standard e sentiamo avviarsi il motore. Con un rumore che dall’interno non è invasivo. Per muovere usiamo il cambio automatico: 9 marce. Ma l’amico dice che se ci vogliamo divertire è meglio usare in accelerazione quello manuale con le palette al volante. Qualche istante per riscaldarla. Via! Poi si parte: qualche decina di metri, poi, appena la strada in curva leggera, si da gas. Senza strafare. Quattro ruote sterzanti e  trazione posteriore. Premo e l’urlo del 12 cilindri è fantastico. Lo strappo la fa sbandare leggermente. Ma tra il lieve controsterzo immediato e i controlli elettronici che scattano automaticamente, dopo una frazione di secondo siamo in grado di affondare di nuovo sull’acceleratore. Sempre compatibilmente con il percorso. Due domande? Abbiamo l’assicurazione Casco? Anche no mi risponde il mio navigatore occasionale. E quanto costa? Quasi 400 mila euro. Al che allento il piede dall’acceleratore. Fin tanto che una lepre taglia di traverso il nostro percorso. La frenata è potente. E fortunatamente l’incontro si chiude lì: rompere lo spoiler anteriore poteva costarci caro. Ecco finalmente un rettilineo: giù il piede! Mi ritrovo schiacciato sul sedile. Non stupito. Ma esterrefatto dall’accelerazione, che per fortuna ho gestito senza alcuna incertezza. Su questo il nostro ospite ferrarista non aveva dubbi, tanto che è rimasto impassibile sul seggiolino del passeggero. Ma la necessità di rallentare è arrivata in un tempo di gran lunga inferiore a quello che avete impiegato per leggere questa frase. E la staccata è stata una bella sorpresa: la F812 riduce altrettanto rapidamente la velocità. Fin quasi a fermarsi. Facendoci provare la sensazione contraria di quella provata in accelerazione. Ora devo fare manovra. E mi aiuta una telecamera situata in coda, che trasmette sul piccolo display centrale le immagini retrostanti. Facciamo ancora un giro? Ma no. Teniamocelo per domani. #charlieinauto (1 – segue) Scheda: Riepilogando, erede della F12 berlinetta, la F812 è la Supercar di serie più potente finora progettata dalla Ferrari: motore V12 da 6,5 litri con 800 CV. Nuove prese d’aria anteriori e laterali, i gruppi otici anteriori con una forma moderna e inedita. In coda ritornano i tradizionali quattro fari rotondi. Il motore è

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‘Umbria #testdrive #testroad #traveller

Con la Skoda Kodiaq tra i paesaggi e le peculiarità del territorio umbro #testdrive #testroad #traveller Una gita in pieno caldo canicolare per scoprire le ricchezze di territori ricchi di attrattive E conoscere la realtà del turismo lento, che cresce attorno alle bellezze del nostro Paese La giornata è splendida. Apro la finestra e… sorpresa: la Skoda Kodiaq è circondata da una trentina di graziose e curatissime auto d’epoca. Ciascuna delle quali ha un motore scoppiettante ma morbido, appena metallico, che per cilindrata è esattamente un quarto di quello della Skoda Kodiaq. Anche le dimensioni: la lunghezza è la metà del SUV che ci ha portato fino a Gubbio. Se parliamo di potenza poi… E’ un raduno di auto d’epoca monomarca. Guidate da appassionati e personaggi che si ritrovano per vivere assieme il territorio da visitare. Con l’occasione scopro un tipo di turismo nuovo. Almeno per me. Perché è già praticato da centinaia di migliaia di persone. Che amano visitare e conoscere le terre che percorrono da vicino, a contatto diretto con la gente, con i paesaggi, con la natura, con le produzioni locali e i loro produttori. Toccando così con mano le bellezze che compongono ogni regione italiana. Qui, siamo in Umbria. Ma fin qui arrivano pellegrini anche dalla Polonia, dalla Francia, dalla Germania, dalla Spagna. I ‘cammini’ per chi privilegia sentieri e percorsi tracciati dai pellegrini fin dall’antichità A piedi. Lungo ‘i cammini’. Riprendendo i percorsi che già nell’antichità conducevano a Roma. Sono sentieri, i cammini, tra i boschi, nelle valli, accanto al greto dei corsi d’acqua, sulla sommità dei colli, fino in cima ai monti, che nascono dalla consuetudine a raggiungere luoghi e siti tuttora intatti, città che contengono tracce e memorie di un grande passato. o eventi ricchi di significato, che hanno lasciato un segno. Sì, ma, e le auto? L’auto, in questo, caso, un SUV comodo, confortevole, elegante, di grossa capienza e dimensioni, ma facile da usare e da collocare anche in spazi limitati, ci permette di raggiungere rapidamente questi luoghi. E altri, perché la zona dove ci troviamo è ricchissima di attrattive. #Greenaccord organizzazione internazionale della stampa per l’ambiente L’occasione che ci ha portato qui è la ‘convention’ di Greenaccord, l’organizzazione internazionale dei giornalisti specializzati in tematiche ambientali. Tre giorni intensi di incontri, educational, convegni, per scoprire un territorio fantastico, e capire come comunicarlo al meglio, valorizzarlo, farlo conoscere. Un po’ come il nostro blog, nel quale vi presentiamo le auto del momento, che un domani proverete, utilizzerete anche voi. E che diventeranno consuetudine sulle strade. Breve sintesi: abbiamo superato un viaggio di trasferimento di oltre 500 km in piena estate, comodamente, con tutti i confort, con consumi bassi per le dimensioni della Skoda Kodiaq, che non è più larga di altre. Ma è lunga per trasportare, nella versione attrezzata, fino a 7 persone. Bagagli, famiglia, con uno spazio anche sui sedili posteriori notevole. Una rete di percorsi a piedi, a cavallo, con un SUV, per esempio intorno a Gubbio Oggi si va a Valfabbrica. Lì si sta consolidando il turismo delle ippovie. Tra Gubbio e Assisi. Che assieme ai cammini rappresenta una rete di percorsi anche fuoristrada. Ne proveremo qualcuno. Perché il nostro SUV va fuoristrada. Senza esagerare con le pretese di duttilità perché ha due ruote motrici, quelle davanti. La cittadina umbra è nota per il palio. E da qui si parte a cavallo verso Gubbio, o Assisi. Ma prima assaggiamo qualche prodotto locale, agli insaccati, ai formaggi, alle carni, all’acqua cotta, alla panzanella… con i vini rossi, il Rosso Conero, il Rosso di Montepulciano, che vengono prodotti a poche decine di km. Adesso è ora di rientrare a Gubbio. Dunque? Prima di un tour nella città medioevale, saliamo sul monte Ingino. Il panorama è fantastico. Lo sguardo si perde lontano. In direzione del Lago Trasimeno, della Toscana, del Lazio. In cima, dove c’è la basilica di Sant’Ubaldo, ci si arriva anche con la funivia salendo a bordo dei cesti che dal centro medioevale scorrono fino ai 908 metri del monte. Che si apprezzano tutti dal terrazzo panoramico, con annesso ristorante. La strada per arrivare qui è d montagna, ma è morbida. Veloce. Tra il bosco e il paesaggio verso la cima. Percorre un pianoro, e sull’altro versante si infila nel bosco. Anche qui Skoda Kodiaq non ci delude. E al confort, alle dotazioni per la sicurezza, l’intrattenimento, unisce una grande versatilità e la qualità di essere guidata quasi in punta di dita. Tanto è equilibrata. E la possibilità di gustarsi panorami come questo come standosene seduti comodamente in salotto. Un salotto da trasportare ovunque: non male no!? #charlieinauto (3 segue)

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‘Umbria #testdrive #testroad #traveller

Con la Skoda Kodiaq tra i paesaggi e le peculiarità del territorio umbro #testdrive #testroad #traveller Una gita in pieno caldo canicolare per scoprire le ricchezze di territori ricchi di attrattive E conoscere la realtà del turismo lento, che cresce attorno alle bellezze del nostro Paese La giornata è splendida. Apro la finestra e… sorpresa: la Skoda Kodiaq è circondata da una trentina di graziose e curatissime auto d’epoca. Ciascuna delle quali ha un motore scoppiettante ma morbido, appena metallico, che per cilindrata è esattamente un quarto di quello della Skoda Kodiaq. Anche le dimensioni: la lunghezza è la metà del SUV che ci ha portato fino a Gubbio. Se parliamo di potenza poi… E’ un raduno di auto d’epoca monomarca. Guidate da appassionati e personaggi che si ritrovano per vivere assieme il territorio da visitare. Con l’occasione scopro un tipo di turismo nuovo. Almeno per me. Perché è già praticato da centinaia di migliaia di persone. Che amano visitare e conoscere le terre che percorrono da vicino, a contatto diretto con la gente, con i paesaggi, con la natura, con le produzioni locali e i loro produttori. Toccando così con mano le bellezze che compongono ogni regione italiana. Qui, siamo in Umbria. Ma fin qui arrivano pellegrini anche dalla Polonia, dalla Francia, dalla Germania, dalla Spagna. I ‘cammini’ per chi privilegia sentieri e percorsi tracciati dai pellegrini fin dall’antichità A piedi. Lungo ‘i cammini’. Riprendendo i percorsi che già nell’antichità conducevano a Roma. Sono sentieri, i cammini, tra i boschi, nelle valli, accanto al greto dei corsi d’acqua, sulla sommità dei colli, fino in cima ai monti, che nascono dalla consuetudine a raggiungere luoghi e siti tuttora intatti, città che contengono tracce e memorie di un grande passato. o eventi ricchi di significato, che hanno lasciato un segno. Sì, ma, e le auto? L’auto, in questo, caso, un SUV comodo, confortevole, elegante, di grossa capienza e dimensioni, ma facile da usare e da collocare anche in spazi limitati, ci permette di raggiungere rapidamente questi luoghi. E altri, perché la zona dove ci troviamo è ricchissima di attrattive. #Greenaccord organizzazione internazionale della stampa per l’ambiente L’occasione che ci ha portato qui è la ‘convention’ di Greenaccord, l’organizzazione internazionale dei giornalisti specializzati in tematiche ambientali. Tre giorni intensi di incontri, educational, convegni, per scoprire un territorio fantastico, e capire come comunicarlo al meglio, valorizzarlo, farlo conoscere. Un po’ come il nostro blog, nel quale vi presentiamo le auto del momento, che un domani proverete, utilizzerete anche voi. E che diventeranno consuetudine sulle strade. Breve sintesi: abbiamo superato un viaggio di trasferimento di oltre 500 km in piena estate, comodamente, con tutti i confort, con consumi bassi per le dimensioni della Skoda Kodiaq, che non è più larga di altre. Ma è lunga per trasportare, nella versione attrezzata, fino a 7 persone. Bagagli, famiglia, con uno spazio anche sui sedili posteriori notevole. Una rete di percorsi a piedi, a cavallo, con un SUV, per esempio intorno a Gubbio Oggi si va a Valfabbrica. Lì si sta consolidando il turismo delle ippovie. Tra Gubbio e Assisi. Che assieme ai cammini rappresenta una rete di percorsi anche fuoristrada. Ne proveremo qualcuno. Perché il nostro SUV va fuoristrada. Senza esagerare con le pretese di duttilità perché ha due ruote motrici, quelle davanti. La cittadina umbra è nota per il palio. E da qui si parte a cavallo verso Gubbio, o Assisi. Ma prima assaggiamo qualche prodotto locale, agli insaccati, ai formaggi, alle carni, all’acqua cotta, alla panzanella… con i vini rossi, il Rosso Conero, il Rosso di Montepulciano, che vengono prodotti a poche decine di km. Adesso è ora di rientrare a Gubbio. Dunque? Prima di un tour nella città medioevale, saliamo sul monte Ingino. Il panorama è fantastico. Lo sguardo si perde lontano. In direzione del Lago Trasimeno, della Toscana, del Lazio. In cima, dove c’è la basilica di Sant’Ubaldo, ci si arriva anche con la funivia salendo a bordo dei cesti che dal centro medioevale scorrono fino ai 908 metri del monte. Che si apprezzano tutti dal terrazzo panoramico, con annesso ristorante. La strada per arrivare qui è d montagna, ma è morbida. Veloce. Tra il bosco e il paesaggio verso la cima. Percorre un pianoro, e sull’altro versante si infila nel bosco. Anche qui Skoda Kodiaq non ci delude. E al confort, alle dotazioni per la sicurezza, l’intrattenimento, unisce una grande versatilità e la qualità di essere guidata quasi in punta di dita. Tanto è equilibrata. E la possibilità di gustarsi panorami come questo come standosene seduti comodamente in salotto. Un salotto da trasportare ovunque: non male no!? #charlieinauto (3 segue)

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#Testdrive #Testroad #Skoda Kodiaq / Un SUV comodo di grandi dimensioni camuffato da auto normale

Consumi limitati e grande confort di marcia e interno sulle grandi percorrenze Un motore morbido con prestazioni appaganti nonostante la lunghezza della vettura di grande capienza Una macchina comoda per un lungo viaggio. Beh, ci è andata bene e l’abbiamo trovata. Lungo, nel senso che comunque cinque ore prevalentemente di autostrada, in settembre, in piena estate, possono diventare da un momento all’altro un banco di prova serio per qualsiasi tipo di auto. Una riprova di questi imprevisti, fortunatamente, l’abbiamo avuta. Ma nella corsia opposta. Stavamo percorrendo l’autostrada Adriatica, verso Sud, quando, all’altezza di Misano Adriatico, poco dopo l’autodromo, scorgiamo sulla sinistra un camion con le ruote all’aria. Poi, avremmo saputo che il camionista fortunatamente non si era fatto gran che. Ma da quel punto, per quasi 25 km abbiamo sfilato in senso contrario la coda di auto, su tre corsie autostradali, conseguenza dell’incidente. Vabbè, direte… in coda, e quindi? Certo, era nell’altro senso di marcia. Ma se fosse capitata a noi la coda? Erano le 20, e fuori dalla nostra Skoda Kodiaq c’erano 36 gradi, assieme alla conseguente nuvola di afa. Kodiaq, in condizioni estreme per le nosgtre abituvdini, ha confermato la qualità dell’impianto di condizionamento. Che ha mantenuto il confort per tutto il percorso, sia per il conducente che per i trasportati. Fino a Fano (sembra un gioco di parole). Una sosta di ristoro a Fano: una delle capitali del pesce adriatico Alle 21.30, faceva un po’ meno caldo, e bisognava mettere qualche cosa sotto i denti. Così, usciamo dall’autostrada, e troviamo l’indicazione: Taverna del ghiottone. Un nome intrigante, e chissà cosa ci nasconde!? Ma il sesto senso del cronista agricolo ed enogastronomico ci spingeva a ritrovare la cucina marchigiana. Che peraltro già ben conosciamo, sia quella stellata, che quella rivierasca di pesce. E la Taverna del ghiottone, ricavata in un vecchio fabbricato rurale a due passi dall’autostrada, ma anche dal centro, e dal porto, ha confermato di essere un buon riferimento per la cucina tradizionale, di mare. Con un ottimo rapporto prezzo qualità. Ora, dopo un Verdicchio, bianco, anche se asprino, tendente al verde, con il tipico sentore di legno fresco appena accennato, e un Rosso Conero, che ci tenevo a riassaggiare perché lo avevo bevuto anni prima assieme all’amico biologo di Linea Verde e Linea Blu su Rai 1, Corrado Piccinetti, e al responsabile della promozione enogastronomica delle Marche, Flavio Cerioni, bisogna ripartire. Direzione: Gubbio. Proseguiamo nella notte in tutta sicuerzza e confort verso l’Italia centrale Anche se le giornate sono ancora lunghe, ormai è notte fonda, e non conosco bene questo percorso. Lasciata l’Adriatica dirigiamo verso Urbino. Su una statale di grande percorrenza. L’elettronica Skoda di matrice Volkswagen ci viene incontro e ci permette di guidare in totale relax. Anche troppo, direi… Ed è bene, specialmente di notte, non farsi prendere la mano. A ogni buon conto, visto che ho guidato già a lungo, attivo il cruise control per non faticare ad assecondare il limite di velocità. Su una strada che, anche perchè essendo sconosciuta, e di notte, impone comunque di guidare. Fari abbaglianti in automatico, ausilio alla guida acceso. Tutt ok per procedere. Il motore di Kodiaq è morbido e docile. E anima questa vettura, lunga rispetto agli altri SUV, capace di ospitare fino a sette seggiolini e trasportare altrettante persone, conducente compreso, con la giusta serenità. Alla guida è docile. Anche qualora dovesse comparire, nella notte, qualche imprevisto. La frenata é  sicura. Le ruote di grandi dimensioni e la guida alta trasmettono sicurezza sua al conducente che ai passeggeri. Così, ci lasciamo trasportare senza incertezze verso l’Umbria. È notte. L’arrivo a Gubbio con una skyline fantastica Intuiamo i dolci colli che avevamo visto altre volte di giorno e che scruteremo domani. Ecco il monte Ingino, che a Natale viene illuminato con l’albero natalizio più grande del mondo grazie a fari che imitano gigantesche lampadine. E sotto il fantastico scenario della città antica, illuminata in modo suggestivo. Che ci introduce alle bellezze che vedremo domani. Andiamo a riposare, è davvero tardi. Un’occhiata ai consumi: 2000 cc, TDI diesel, 150 CV che ha fatto 18/19 km/l. Siamo ancora abituati al vecchio sistema di conteggio dei consumi. Kodiaq, con il suo cambio automatico DSG Volkswagen a sette marce, ha perfettamente capito che cosa le chiedevamo. Quindi? Fin qui certamente promossa: un’auto di queste dimensioni, con consumi da utilitaria, è certo uno dei risultati della ricerca della Casa tedesca. Ora di corsa a dormire. Ci attende un congresso di Greenaccord, l’organizzione internazionale dei giornalisti dell’ambiente organizzato dalla Conferenza episcopale italiana. E tante visite nell’area.                            #charlieinauto (2-segue)

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#Testdrive #Testroad #Skoda Kodiaq / Un SUV comodo di grandi dimensioni camuffato da auto normale

Consumi limitati e grande confort di marcia e interno sulle grandi percorrenze Un motore morbido con prestazioni appaganti nonostante la lunghezza della vettura di grande capienza Una macchina comoda per un lungo viaggio. Beh, ci è andata bene e l’abbiamo trovata. Lungo, nel senso che comunque cinque ore prevalentemente di autostrada, in settembre, in piena estate, possono diventare da un momento all’altro un banco di prova serio per qualsiasi tipo di auto. Una riprova di questi imprevisti, fortunatamente, l’abbiamo avuta. Ma nella corsia opposta. Stavamo percorrendo l’autostrada Adriatica, verso Sud, quando, all’altezza di Misano Adriatico, poco dopo l’autodromo, scorgiamo sulla sinistra un camion con le ruote all’aria. Poi, avremmo saputo che il camionista fortunatamente non si era fatto gran che. Ma da quel punto, per quasi 25 km abbiamo sfilato in senso contrario la coda di auto, su tre corsie autostradali, conseguenza dell’incidente. Vabbè, direte… in coda, e quindi? Certo, era nell’altro senso di marcia. Ma se fosse capitata a noi la coda? Erano le 20, e fuori dalla nostra Skoda Kodiaq c’erano 36 gradi, assieme alla conseguente nuvola di afa. Kodiaq, in condizioni estreme per le nosgtre abituvdini, ha confermato la qualità dell’impianto di condizionamento. Che ha mantenuto il confort per tutto il percorso, sia per il conducente che per i trasportati. Fino a Fano (sembra un gioco di parole). Una sosta di ristoro a Fano: una delle capitali del pesce adriatico Alle 21.30, faceva un po’ meno caldo, e bisognava mettere qualche cosa sotto i denti. Così, usciamo dall’autostrada, e troviamo l’indicazione: Taverna del ghiottone. Un nome intrigante, e chissà cosa ci nasconde!? Ma il sesto senso del cronista agricolo ed enogastronomico ci spingeva a ritrovare la cucina marchigiana. Che peraltro già ben conosciamo, sia quella stellata, che quella rivierasca di pesce. E la Taverna del ghiottone, ricavata in un vecchio fabbricato rurale a due passi dall’autostrada, ma anche dal centro, e dal porto, ha confermato di essere un buon riferimento per la cucina tradizionale, di mare. Con un ottimo rapporto prezzo qualità. Ora, dopo un Verdicchio, bianco, anche se asprino, tendente al verde, con il tipico sentore di legno fresco appena accennato, e un Rosso Conero, che ci tenevo a riassaggiare perché lo avevo bevuto anni prima assieme all’amico biologo di Linea Verde e Linea Blu su Rai 1, Corrado Piccinetti, e al responsabile della promozione enogastronomica delle Marche, Flavio Cerioni, bisogna ripartire. Direzione: Gubbio. Proseguiamo nella notte in tutta sicuerzza e confort verso l’Italia centrale Anche se le giornate sono ancora lunghe, ormai è notte fonda, e non conosco bene questo percorso. Lasciata l’Adriatica dirigiamo verso Urbino. Su una statale di grande percorrenza. L’elettronica Skoda di matrice Volkswagen ci viene incontro e ci permette di guidare in totale relax. Anche troppo, direi… Ed è bene, specialmente di notte, non farsi prendere la mano. A ogni buon conto, visto che ho guidato già a lungo, attivo il cruise control per non faticare ad assecondare il limite di velocità. Su una strada che, anche perchè essendo sconosciuta, e di notte, impone comunque di guidare. Fari abbaglianti in automatico, ausilio alla guida acceso. Tutt ok per procedere. Il motore di Kodiaq è morbido e docile. E anima questa vettura, lunga rispetto agli altri SUV, capace di ospitare fino a sette seggiolini e trasportare altrettante persone, conducente compreso, con la giusta serenità. Alla guida è docile. Anche qualora dovesse comparire, nella notte, qualche imprevisto. La frenata é  sicura. Le ruote di grandi dimensioni e la guida alta trasmettono sicurezza sua al conducente che ai passeggeri. Così, ci lasciamo trasportare senza incertezze verso l’Umbria. È notte. L’arrivo a Gubbio con una skyline fantastica Intuiamo i dolci colli che avevamo visto altre volte di giorno e che scruteremo domani. Ecco il monte Ingino, che a Natale viene illuminato con l’albero natalizio più grande del mondo grazie a fari che imitano gigantesche lampadine. E sotto il fantastico scenario della città antica, illuminata in modo suggestivo. Che ci introduce alle bellezze che vedremo domani. Andiamo a riposare, è davvero tardi. Un’occhiata ai consumi: 2000 cc, TDI diesel, 150 CV che ha fatto 18/19 km/l. Siamo ancora abituati al vecchio sistema di conteggio dei consumi. Kodiaq, con il suo cambio automatico DSG Volkswagen a sette marce, ha perfettamente capito che cosa le chiedevamo. Quindi? Fin qui certamente promossa: un’auto di queste dimensioni, con consumi da utilitaria, è certo uno dei risultati della ricerca della Casa tedesca. Ora di corsa a dormire. Ci attende un congresso di Greenaccord, l’organizzione internazionale dei giornalisti dell’ambiente organizzato dalla Conferenza episcopale italiana. E tante visite nell’area.                            #charlieinauto (2-segue)

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#Testdrive#Skoda Kodiaq un grande SUV sulle rampe di Tremosine per ammirare il lago di #Garda si guida come una utilitaria

Progettazione, struttura, elettronica, assetto, guida assistita: tutto per farvi sentire sicuri su tutti i percorsi #Testroad sui grandi laghi italiani: sul #Garda la #Forra di #Tremosine Pensate che saltiamo di palo in frasca? Innanzitutto è per non tediarvi. Poi, perché con il caldo un bel SUV spazioso ci vuole per esplorare l’Italia. Per poter raggiungere comodamente siti di rara bellezza. Ricordate, in primavera la prova della #Skoda Fabia Twin color. Ora proviamo un’auto della Casa boema molto più grande. A prima vista può sembrare un SUV come altri, aggressivo ma nel contempo morbido. Certamente capiente. Visto di fronte richiama come dimensioni altri veicoli della sua categoria. Presenta rifiniture accurate. Cerchi di grande diametro… Ma quando l’abbiamo avvicinato, abbiamo subito apprezzato una delle sue qualità: è davvero grande! Lunghezza 4,70 m. Vista di lato se ne apprezzano le sue dimensioni. Non è troppo larga per poter viaggiare bene anche nei percorsi tortuosi, è alta, anche da terra, ma quanto serve. Avviciniamo la chiave alla porta. Si sblocca. Saliamo: interni accurati. Di buon livello. Sedili avvolgenti. Ci assestiamo al posto di guida. Guardiamo lo specchietto e …acc. Alle nostre spalle la macchina sembra non finire più. Come al solito, chi l’ha scelta per noi voleva stupirci con gli effetti speciali. Mi giro a guardare il mio passeggero sui sedili posteriori. È davvero distante, si perde alle mie spalle, ma sta comodissimo. Infatti, la versione a sette posti ha i sedili posteriori contrapposti, come in salotto. Il SUV di punta del casa boema con grandi spazi e ottime prestazioni Bene, sveliamo che si tratta di un SUV di una Casa dell’ex Est europeo. Il primo di grosse dimensioni della casa boema, che nel matrimonio con #Volkswagen ha fatto un sensibile salto di qualità. È la seconda #Skoda che proviamo quest’anno. Siamo passati dalla piccola-grande Fabia, ricordate, quella con motore da 1000 cc tre cilindri a benzina, alla Kodiaq. Prende il nome da un’isola del Canada che a sua volta dà il nome a una delle varietà di orsi più grande. Il nostro #testdrive – #testroad questa volta sarà davvero lungo e appagante. Sempre su strade nervose o spettacolari, ma anche sulle lunghe percorrenze. Lungo, lungo, lungo: un aggettivo che ci viene da ripetere spesso per un’auto così. Questa versione monta le ruote da 18’. Ma c’è anche quella con le ruote da 19’: ancora più alta. Ma già questa versione da bordo ci trasmette sicurezza e ci assicura il controllo della strada. Il #LagodiGarda splendido anche nel bresciano Dunque, siamo a Verona. Questa volta non per il Vinitaly. Né per Fieracavalli: non è stagione. Da qui cerchiamo un #lungolago. Così riprendiamo le nostre escursioni sulla splendida realtà dei laghi italiani. Per farlo, questa volta la prendiamo un po’ alla larga. Perché abbiamo un obiettivo ben preciso:  il #LagodiGarda . Già visto, direte. Eh no! Abbiamo una meta ben precisa. Mio cugino e mio zio mi hanno dato una dritta che si rivelerà azzeccata: Tremosine. Un paesino spettacolare nel bresciano, ricavato sopra al lago. Anche se mi trovo nella zona di Verona Sud-Sommacampagna, per accelerare i tempi conviene riprendere la A4 verso Brescia. Poi imboccare la Brennero e risalire fino ad Ala. Quanto basta per cominciare a prendere mano con i comandi, con le prestazioni dell’auto, 2000 da 150 cv, cambio automatico DSG. Comoda nelle lunghe percorrenze E recepire che viaggiare anche in autostrada con questa macchina, è una comodità. Manco a dirlo, Kodiaq è dotata di tutti gli accorgimenti e accessori VW. Anticipati sulla sorprendente Skoda Fabia bicolore, che per onorare la destinazione friulana mi era stata affidata di colore bianco con il tetto nero. E confermati sulla #VW #Tiguan. Con la quale abbiamo fatto un fantastico tour dell’Isola d’Elba. Cruise control intelligente, sistema di telecamera a 360 gradi, front assist e cruise control adattivo, assistenza alla guida adattiva rispetto al movimento dei mezzi che incontriamo sul percorso, lane assist per seguire la strada anche con scarsa visibilità, drive alert per scongiurare incidenti da stanchezza, traffic jam assist, che mantiene la velocità di crociera in condizioni di traffico. E perfino l’emergency assist che arresta l’auto in caso di malore e attiva l’allarme. Un buon impianto per la radio e la musica. Un’ottima interconnessione con cellulari e media. Ciò che appaga davvero è la comodità e la silenziosità di marcia. E il consumo? Primo test, sull’autostrada, dà la bandierina verde alla nostra guida. Anche Kodiaq è dotata del ‘giochino’ sul display che ci premia con un punteggio se riusciamo a guidarla in modo da ottimizzare prestazioni e consumi. Consumi contenuti e in linea con le aspettative per un’auto di queste dimensioni Risultato: in autostrada consuma meno di una berlina. Frattanto, accanto a noi scorrono i primi vigneti prevalentemente a Pinot nero, a Traminer. A vitigni eroici aggrappati a terreni dove c’è caldo di giorno, gelo la notte. Rientriamo verso il Garda. Ala, poi la splendida Riva del Garda. La sosta è d’obbligo. Nel porticciolo, sull’isola, nel centro della cittadina affollato di turisti. Il tempo però scorre. Quindi ripartiamo tenendo il lago a sinistra. Ovvero stiamo scendendo verso Gardone. Dopo avere visto sfilare accanto scorci di lago davvero suggestivi, ecco le indicazioni che ci fanno inerpicare sulla montagna che sovrasta il lago. Curve, rampe, tratti in falsopiano, salite più ripide, finchè arriviamo sul belvedere che ci avevano annunciato: il paesaggio è splendido. Davvero maneggevole e sicura in montagna E la Skoda Kodiaq? Sapete perché non ve ne stavo parlando? Perché mi ero dimenticato di guidarla. I tecnicismi di ausilio, sommati alla grande maneggevolezza dell’auto, la prontezza della risposta alle nostre sollecitazioni, ci hanno fatto sentire come alla guida di una utilitaria. Quindi? Promossa anche in montagna. Ops! È ora di cena. Nella piazzetta di Tremosine, accanto a una bella fontana tradizionale c’è il ristorante panoramico: a fondovalle si vede il lago. È proprio a cena, tra piatti al tartufo nero del posto e selvaggina, che ci suggeriscono di scendere per la Forra di Tremosine. Fatta! La Forra di Tremosine Ci infiliamo tra le rocce

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#Testdrive#Skoda Kodiaq un grande SUV sulle rampe di Tremosine per ammirare il lago di #Garda si guida come una utilitaria

Progettazione, struttura, elettronica, assetto, guida assistita: tutto per farvi sentire sicuri su tutti i percorsi #Testroad sui grandi laghi italiani: sul #Garda la #Forra di #Tremosine Pensate che saltiamo di palo in frasca? Innanzitutto è per non tediarvi. Poi, perché con il caldo un bel SUV spazioso ci vuole per esplorare l’Italia. Per poter raggiungere comodamente siti di rara bellezza. Ricordate, in primavera la prova della #Skoda Fabia Twin color. Ora proviamo un’auto della Casa boema molto più grande. A prima vista può sembrare un SUV come altri, aggressivo ma nel contempo morbido. Certamente capiente. Visto di fronte richiama come dimensioni altri veicoli della sua categoria. Presenta rifiniture accurate. Cerchi di grande diametro… Ma quando l’abbiamo avvicinato, abbiamo subito apprezzato una delle sue qualità: è davvero grande! Lunghezza 4,70 m. Vista di lato se ne apprezzano le sue dimensioni. Non è troppo larga per poter viaggiare bene anche nei percorsi tortuosi, è alta, anche da terra, ma quanto serve. Avviciniamo la chiave alla porta. Si sblocca. Saliamo: interni accurati. Di buon livello. Sedili avvolgenti. Ci assestiamo al posto di guida. Guardiamo lo specchietto e …acc. Alle nostre spalle la macchina sembra non finire più. Come al solito, chi l’ha scelta per noi voleva stupirci con gli effetti speciali. Mi giro a guardare il mio passeggero sui sedili posteriori. È davvero distante, si perde alle mie spalle, ma sta comodissimo. Infatti, la versione a sette posti ha i sedili posteriori contrapposti, come in salotto. Il SUV di punta del casa boema con grandi spazi e ottime prestazioni Bene, sveliamo che si tratta di un SUV di una Casa dell’ex Est europeo. Il primo di grosse dimensioni della casa boema, che nel matrimonio con #Volkswagen ha fatto un sensibile salto di qualità. È la seconda #Skoda che proviamo quest’anno. Siamo passati dalla piccola-grande Fabia, ricordate, quella con motore da 1000 cc tre cilindri a benzina, alla Kodiaq. Prende il nome da un’isola del Canada che a sua volta dà il nome a una delle varietà di orsi più grande. Il nostro #testdrive – #testroad questa volta sarà davvero lungo e appagante. Sempre su strade nervose o spettacolari, ma anche sulle lunghe percorrenze. Lungo, lungo, lungo: un aggettivo che ci viene da ripetere spesso per un’auto così. Questa versione monta le ruote da 18’. Ma c’è anche quella con le ruote da 19’: ancora più alta. Ma già questa versione da bordo ci trasmette sicurezza e ci assicura il controllo della strada. Il #LagodiGarda splendido anche nel bresciano Dunque, siamo a Verona. Questa volta non per il Vinitaly. Né per Fieracavalli: non è stagione. Da qui cerchiamo un #lungolago. Così riprendiamo le nostre escursioni sulla splendida realtà dei laghi italiani. Per farlo, questa volta la prendiamo un po’ alla larga. Perché abbiamo un obiettivo ben preciso:  il #LagodiGarda . Già visto, direte. Eh no! Abbiamo una meta ben precisa. Mio cugino e mio zio mi hanno dato una dritta che si rivelerà azzeccata: Tremosine. Un paesino spettacolare nel bresciano, ricavato sopra al lago. Anche se mi trovo nella zona di Verona Sud-Sommacampagna, per accelerare i tempi conviene riprendere la A4 verso Brescia. Poi imboccare la Brennero e risalire fino ad Ala. Quanto basta per cominciare a prendere mano con i comandi, con le prestazioni dell’auto, 2000 da 150 cv, cambio automatico DSG. Comoda nelle lunghe percorrenze E recepire che viaggiare anche in autostrada con questa macchina, è una comodità. Manco a dirlo, Kodiaq è dotata di tutti gli accorgimenti e accessori VW. Anticipati sulla sorprendente Skoda Fabia bicolore, che per onorare la destinazione friulana mi era stata affidata di colore bianco con il tetto nero. E confermati sulla #VW #Tiguan. Con la quale abbiamo fatto un fantastico tour dell’Isola d’Elba. Cruise control intelligente, sistema di telecamera a 360 gradi, front assist e cruise control adattivo, assistenza alla guida adattiva rispetto al movimento dei mezzi che incontriamo sul percorso, lane assist per seguire la strada anche con scarsa visibilità, drive alert per scongiurare incidenti da stanchezza, traffic jam assist, che mantiene la velocità di crociera in condizioni di traffico. E perfino l’emergency assist che arresta l’auto in caso di malore e attiva l’allarme. Un buon impianto per la radio e la musica. Un’ottima interconnessione con cellulari e media. Ciò che appaga davvero è la comodità e la silenziosità di marcia. E il consumo? Primo test, sull’autostrada, dà la bandierina verde alla nostra guida. Anche Kodiaq è dotata del ‘giochino’ sul display che ci premia con un punteggio se riusciamo a guidarla in modo da ottimizzare prestazioni e consumi. Consumi contenuti e in linea con le aspettative per un’auto di queste dimensioni Risultato: in autostrada consuma meno di una berlina. Frattanto, accanto a noi scorrono i primi vigneti prevalentemente a Pinot nero, a Traminer. A vitigni eroici aggrappati a terreni dove c’è caldo di giorno, gelo la notte. Rientriamo verso il Garda. Ala, poi la splendida Riva del Garda. La sosta è d’obbligo. Nel porticciolo, sull’isola, nel centro della cittadina affollato di turisti. Il tempo però scorre. Quindi ripartiamo tenendo il lago a sinistra. Ovvero stiamo scendendo verso Gardone. Dopo avere visto sfilare accanto scorci di lago davvero suggestivi, ecco le indicazioni che ci fanno inerpicare sulla montagna che sovrasta il lago. Curve, rampe, tratti in falsopiano, salite più ripide, finchè arriviamo sul belvedere che ci avevano annunciato: il paesaggio è splendido. Davvero maneggevole e sicura in montagna E la Skoda Kodiaq? Sapete perché non ve ne stavo parlando? Perché mi ero dimenticato di guidarla. I tecnicismi di ausilio, sommati alla grande maneggevolezza dell’auto, la prontezza della risposta alle nostre sollecitazioni, ci hanno fatto sentire come alla guida di una utilitaria. Quindi? Promossa anche in montagna. Ops! È ora di cena. Nella piazzetta di Tremosine, accanto a una bella fontana tradizionale c’è il ristorante panoramico: a fondovalle si vede il lago. È proprio a cena, tra piatti al tartufo nero del posto e selvaggina, che ci suggeriscono di scendere per la Forra di Tremosine. Fatta! La Forra di Tremosine Ci infiliamo tra le rocce

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#testdrive #testroad #charlieauto con #Seat Nuova Leon raggiungiamo una #malga per pernottare

Il fantastico cielo delle #Alpi la notte e all’alba per rinfrescare la nostra calda estate sulle strade, e non solo, e tra i boschi della #Carnia Il cielo cristallino dell’alta #Carnia, in quota, ci consente di scorgere le costellazioni, e il corso vellutato della Via lattea, quasi da toccare con mano E di apprezzare finalmente un po’ di frescura dopo tante giornate di caldo africano, vissute in pianura. Un caldo splendido per vivere l’estate, specialmente al mare. Ma una pausa di riflessione dall’arsura ci permette di riscoprire il mondo circostante. Di apprezzare la ricchezza dell’ecosistema alpino. Ma ripartiamo dalla colazione, del giorno dopo. E dall’inizio: siamo saliti a Malga Pizzul 1532 m sopra Paularo (Ud) seguendo le tracce di un grande pickup. Lungo strade di montagna, piste forestali, mulattiere. Pernottare a Malga Pizzul, mentre #Seat Nuova Leon ci attende al fresco Dormire in #baita, ancorché in #malga, è stato davvero splendido. Anche perché tutt’intorno l’ambiente era fresco e non caldo come a valle. Il risveglio ci ha fatto ritrovare la nostra #Seat Nuova Leon, sullo sfondo di una skyline senza confini. Ritroviamo Delfina. Che ha tenuto fede alla mission inflittale dai genitori, quando l’hanno chiamata così. L’erede di una famiglia di agricoltori, saliti da Camino al Tagliamento (Ud), alla ricerca di pascoli, e di fresco, con un’idea imprenditoriale forse più innovativa dei moderni: fare agricoltura di pregio ed esclusiva in quota. A tavola, non può mancare il burro fresco, né le marmellate fatte in casa, i mieli. Ma c’è anche qualche krapfen, e il latte con il caffè della Moka. Non spaventatevi: nei bagni c’era l’acqua calda e ogni confort. Così nelle camere. Delfina Ferigo ci spiega che sono numerosi gli appassionati del trekking montano, delle escursioni, delle passeggiate, della mountain bike, ma anche del semplice soggiorno meditativo che specialmente in luglio e agosto frequentano la malga. Diversi giovani, numerose famiglie e gruppi, prenotano anche dall’anno precedente. Ma di solito salgono fin quassù, ci spiega, con auto da montagna o fuoristrada. Le chiariamo che come l’abito non fa il monaco, così non è l’auto che fa il conducente o il pilota E che la strada fi quassù, per quello che ci riguarda, è percorribile. Con la #Seat Nuova Leon ci siamo inerpicati fin quassù, con la famiglia, senza alcuna difficoltà. E ci siamo divertiti a penetrare nel bosco, per sbucare su pianori panoramici. Oggi quassù è festa grande: è la ricorrenza del Redentore. E la nostra #Seat si è ritrovata circondata da altri mezzi, soprattutto fuoristrada, o almeno crossover. Scenario fantastico Perché fra poco si esibirà la Banca musicale della vallata, che sarà preceduta dalla suggestiva Santa Messa, celebrata sull’altare all’aperto, vista verso il fondovalle, ma anche verso le Dolomiti friulane. Ci smarchiamo un po’ per una passeggiata fino allo spiazzo panoramico qualche centinaio di metri più in alto. Una grande croce ricorda che qui, lungo questo sentiero che va fino in Austria, al riparo delle trincee scavate più ancor più in alto, si è combattuta la Prima guerra mondiale. Anche da qui il panorama è impagabile. A poca distanza sentiamo un fischio flebile, poi più forte: sono le marmotte. Che hanno colonizzato il crinale. Ma… peccato. È ora di ritornare a casa. Salutiamo Delfina e i suoi familiari e diciamo arrivederci a Malga Pizzul. E imbocchiamo la strada in discesa. Stavolta senza patemi o timori poi rivelatisi infondati. Purtroppo dobbiamo scendere Una discesa tranquilla, un po’ di attenzione alle pietre. Ma anche i due piccoli guadi, con la luce del giorno ci si rivelano nella reale dimensione. Ripensandoci però, chissà se senza la guida del montanaro con il mezzo da trasporto boschivo, saremmo saliti ugualmente. Forse, in pieno giorno anche sì. Ah, il ragazzone con il pickup: d’estate il fine settimana vive con la famiglia in una baita quasi alla quota della malga. Ma durante la settimana sapete che cosa fa? Il direttore di banca in città. Suggestiva come doppia identità no!? B&b El Niu a Paularo nelle antiche case Linussio Ma le scoperte, nella nostra gita in Carnia, non sono ancora esaurite. Ritorniamo a Paularo. Al motivo della nostra gira in montagna: nel centro del paese, tra le case Linussio, complesso padronale che era sorto tre secoli fa attorno all’industria della tessitura, che in Carnia era fiorente, Mario Revelant, un’amico che è stato sindaco nella località negli anni ’80, quand’era, come me, poco più che un ragazzo, ha ristrutturato uno stabile. Divenuto ora un accogliente ‘bed and breakfast’, non a caso chiamato ‘El niu’, che in carnico, significa il nido. Cucina tipica per darci il benvenuto, tutto fa pensare che ne faremo una base di appoggio per le nostre escursioni autunnali, o lo sci invernale nel comprensorio, prevalentemente sci da fondo. #Seat Nuova Leon promossa per affidabilità e confort E la #Seat? Promossa a pieni voti per la comodità e la tranquillità che ci ha infuso in tutta questa esperienza, fin dalle prime rampe della montagna. Un assetto rigido quanto basta per correre via veloci nel misto, ma abbastanza morbido per superare le asperità, assicurando confort a conducente e passeggeri, la contraddistinguono. E ora? Che fare? Che cosa vi racconteremo? Staremo a vedere. Magari un’altra gita sui laghi italiani. Con un’altra vettura del Gruppo Volkswagen, o FCA, oppure… Sorpresa. Dopotutto, questo fine settimana a Trieste c’è la #Barcolana, il più grande evento velico del Mediterraneo. Chissà che assieme alle grandi barche da regata non ci sia l’occasione per provare qualche cavallo vapore. E ora? Questa terza puntata sulle strade della Carnia, ancorché una sviluppata su una delle prove speciali più amate del rallysmo italiano, le altre due in alta montagna, ve l’ho dedicata per poter pubblicare altre foto alla malga. Che non potevo non farvi vedere, perché ritraggono scenari imperdibili. #charlieinauto

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#testdrive #testroad #charlieauto con #Seat Nuova Leon raggiungiamo una #malga per pernottare

Il fantastico cielo delle #Alpi la notte e all’alba per rinfrescare la nostra calda estate sulle strade, e non solo, e tra i boschi della #Carnia Il cielo cristallino dell’alta #Carnia, in quota, ci consente di scorgere le costellazioni, e il corso vellutato della Via lattea, quasi da toccare con mano E di apprezzare finalmente un po’ di frescura dopo tante giornate di caldo africano, vissute in pianura. Un caldo splendido per vivere l’estate, specialmente al mare. Ma una pausa di riflessione dall’arsura ci permette di riscoprire il mondo circostante. Di apprezzare la ricchezza dell’ecosistema alpino. Ma ripartiamo dalla colazione, del giorno dopo. E dall’inizio: siamo saliti a Malga Pizzul 1532 m sopra Paularo (Ud) seguendo le tracce di un grande pickup. Lungo strade di montagna, piste forestali, mulattiere. Pernottare a Malga Pizzul, mentre #Seat Nuova Leon ci attende al fresco Dormire in #baita, ancorché in #malga, è stato davvero splendido. Anche perché tutt’intorno l’ambiente era fresco e non caldo come a valle. Il risveglio ci ha fatto ritrovare la nostra #Seat Nuova Leon, sullo sfondo di una skyline senza confini. Ritroviamo Delfina. Che ha tenuto fede alla mission inflittale dai genitori, quando l’hanno chiamata così. L’erede di una famiglia di agricoltori, saliti da Camino al Tagliamento (Ud), alla ricerca di pascoli, e di fresco, con un’idea imprenditoriale forse più innovativa dei moderni: fare agricoltura di pregio ed esclusiva in quota. A tavola, non può mancare il burro fresco, né le marmellate fatte in casa, i mieli. Ma c’è anche qualche krapfen, e il latte con il caffè della Moka. Non spaventatevi: nei bagni c’era l’acqua calda e ogni confort. Così nelle camere. Delfina Ferigo ci spiega che sono numerosi gli appassionati del trekking montano, delle escursioni, delle passeggiate, della mountain bike, ma anche del semplice soggiorno meditativo che specialmente in luglio e agosto frequentano la malga. Diversi giovani, numerose famiglie e gruppi, prenotano anche dall’anno precedente. Ma di solito salgono fin quassù, ci spiega, con auto da montagna o fuoristrada. Le chiariamo che come l’abito non fa il monaco, così non è l’auto che fa il conducente o il pilota E che la strada fi quassù, per quello che ci riguarda, è percorribile. Con la #Seat Nuova Leon ci siamo inerpicati fin quassù, con la famiglia, senza alcuna difficoltà. E ci siamo divertiti a penetrare nel bosco, per sbucare su pianori panoramici. Oggi quassù è festa grande: è la ricorrenza del Redentore. E la nostra #Seat si è ritrovata circondata da altri mezzi, soprattutto fuoristrada, o almeno crossover. Scenario fantastico Perché fra poco si esibirà la Banca musicale della vallata, che sarà preceduta dalla suggestiva Santa Messa, celebrata sull’altare all’aperto, vista verso il fondovalle, ma anche verso le Dolomiti friulane. Ci smarchiamo un po’ per una passeggiata fino allo spiazzo panoramico qualche centinaio di metri più in alto. Una grande croce ricorda che qui, lungo questo sentiero che va fino in Austria, al riparo delle trincee scavate più ancor più in alto, si è combattuta la Prima guerra mondiale. Anche da qui il panorama è impagabile. A poca distanza sentiamo un fischio flebile, poi più forte: sono le marmotte. Che hanno colonizzato il crinale. Ma… peccato. È ora di ritornare a casa. Salutiamo Delfina e i suoi familiari e diciamo arrivederci a Malga Pizzul. E imbocchiamo la strada in discesa. Stavolta senza patemi o timori poi rivelatisi infondati. Purtroppo dobbiamo scendere Una discesa tranquilla, un po’ di attenzione alle pietre. Ma anche i due piccoli guadi, con la luce del giorno ci si rivelano nella reale dimensione. Ripensandoci però, chissà se senza la guida del montanaro con il mezzo da trasporto boschivo, saremmo saliti ugualmente. Forse, in pieno giorno anche sì. Ah, il ragazzone con il pickup: d’estate il fine settimana vive con la famiglia in una baita quasi alla quota della malga. Ma durante la settimana sapete che cosa fa? Il direttore di banca in città. Suggestiva come doppia identità no!? B&b El Niu a Paularo nelle antiche case Linussio Ma le scoperte, nella nostra gita in Carnia, non sono ancora esaurite. Ritorniamo a Paularo. Al motivo della nostra gira in montagna: nel centro del paese, tra le case Linussio, complesso padronale che era sorto tre secoli fa attorno all’industria della tessitura, che in Carnia era fiorente, Mario Revelant, un’amico che è stato sindaco nella località negli anni ’80, quand’era, come me, poco più che un ragazzo, ha ristrutturato uno stabile. Divenuto ora un accogliente ‘bed and breakfast’, non a caso chiamato ‘El niu’, che in carnico, significa il nido. Cucina tipica per darci il benvenuto, tutto fa pensare che ne faremo una base di appoggio per le nostre escursioni autunnali, o lo sci invernale nel comprensorio, prevalentemente sci da fondo. #Seat Nuova Leon promossa per affidabilità e confort E la #Seat? Promossa a pieni voti per la comodità e la tranquillità che ci ha infuso in tutta questa esperienza, fin dalle prime rampe della montagna. Un assetto rigido quanto basta per correre via veloci nel misto, ma abbastanza morbido per superare le asperità, assicurando confort a conducente e passeggeri, la contraddistinguono. E ora? Che fare? Che cosa vi racconteremo? Staremo a vedere. Magari un’altra gita sui laghi italiani. Con un’altra vettura del Gruppo Volkswagen, o FCA, oppure… Sorpresa. Dopotutto, questo fine settimana a Trieste c’è la #Barcolana, il più grande evento velico del Mediterraneo. Chissà che assieme alle grandi barche da regata non ci sia l’occasione per provare qualche cavallo vapore. E ora? Questa terza puntata sulle strade della Carnia, ancorché una sviluppata su una delle prove speciali più amate del rallysmo italiano, le altre due in alta montagna, ve l’ho dedicata per poter pubblicare altre foto alla malga. Che non potevo non farvi vedere, perché ritraggono scenari imperdibili. #charlieinauto

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