bassi consumi

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#testdrive L’auto a 7 posti non demorde nemmeno sulla neve nelle gelide valli del Tarvisiano

Nella Valsaisera con il manto bianco che sfiora la sede stradale Insidiosa lastra di ghiaccio ma Dacia Jogger Bifuel non si fa intimidire L’abbiamo provata sulla neve, ma per un tratto breve e quasi ‘telecomandato’ perché era una delle ultime giornate prima dell’arrivo della primavera astronomica e le piogge avevano già sciolto la gran parte del manto bianco che aveva ricoperto, d’inverno, anche le Alpi Orientali e l’altopiano del Cansiglio. quindi, non paghi di questa parte del test drive della nuova Dacia Jogger andiamo alla ricerca di una tabella attendibile con le condizioni meteo e le temperature a nordest e diamo un’occhiata alle previsioni per una delle zone più fredde d’Italia, di certo la pù fredda del Friuli Venezia Giulia che sono le valli più riparate del Tarvisiano. Anzi, di quella che conosciamo meglio perché è la nostra storica palestra per lo sci da fondo. In pieno inverno, sulla Piana dell’Angelo, in fondo alla Val Saisera sopra Valbruna, ai piedi dei contrafforti dello Jof Fuart si registrano temperature vicine ai 20° sottozero. Quindi, qui, probabilmente la neve c’è ancora. Problemi di carburante non ne avremo di certo, perché con entrambi i seratoi pieni, quello della benzina super e quello del gas GPL anche nella peggiore delle ipotesi l’autonomia supera i mille chilometri. Il trasferimento medio-lungo dalla Riviera friulana alla montagna friulana ci consente di ottenere la riprova che anche a GPL questa Dacia, come d’altro canto le altre bifuel della stessa Casa che abbiamo testato, pure in viaggio fa registrare consumi più che sostenibili; lo stesso risultato, leggermente migliore, si ottiene viaggiando a benzina. Il fatto che ci infiliamo in questa fredda vallata utilizzando l’alimentazione a gas, quella che ci costa la metà degli altri carburanti per motori termici, non inciderà sui consumi. Ecco la prima neve, ma a noi serve sia ancora ben spalmata sulla sede stradale che si insinua tra macchie di abeti e pini, tratti di roccia carsica, praterie imbiancate dalla neve suo quali sovrastano le cime delle Alpi. Al termine della salita di diversi chilometri se sul consumo non influirà la guida, anche se veloce, su neve, avremo la riprova dell’efficacia dei controlli elettronici e di assistenza alla guida della Jogger, che anche con una marcia ‘allegra’ non risente del maggior peso in coda generato dalla presenza dei due sedili ‘supplementari’, ma che sappiamo non essere semplicemente tali, peraltro collocati a sbalzo, alle spalle dell’asse posteriore. La guida su neve ci conferma in DNA da fuoristrada della nuova Dacia Jogger, sulla quale potremmo anche escludere i controlli elettronici di trazione e non solo. Controlli che ci potrebbero impedire di ripartire in forma autonoma, se ne siamo capaci, da un’eventuale ‘tuffo’ nella neve più alta. Ad aiutarci nelle ripartenze con la scarsa aderenza, ma non provateci da soli se non lo sapete fare o lo avete già fatto, la coppia davvero efficace del ‘piccolo’ ma generoso motore di 999 cc a tre cilindri che monta la Jogger e che eroga 110 CV: 200 Nm. Coppia, che è molto utile mei sorpassi e nella guida su strade con fondo normale, ma anche per non far perdere la fluidità di guida a Jogger quando ospitiamo a bordo sei persone, ovvero utilizziamo anche i sedili di coda. Né influisce sulla stabilità il fatto che da vero veicolo familiare o da lavoro, il padiglione della Jogger diviene più alto alle spalle dei sedili del conducente e del passeggero, per aumentare il confort dei trasportati. Anche in discesa la proverbiale sicurezza al volante che Jogger trasmette non viene meno, e così rapidamente rientriamo per la serata in un borgo caratteristico della pianure friulana: Sedegliano, nel Medio Friuli. #charlieinauto3/420                #provavintage

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#testdrive #JeepAvenger 1200 il turbo a benzina dai consumi sostenibili

Abbiamo percorso 17 km/l in città e quasi 20 in autostrada Fuoristrada con nel confort un impianto di intrattenimento professionale Alimentata a benzina: sembra di parlare di avanguardia, innovazione, futuro, invece c’è oggi un ritorno alla benzina, perché a conti fatti, ma lo scrivevamo fin dall’inizio, il vero inquinamento non è qui, e non sono le auto le vere cause dell’inquinamento. Ovvero, la nostra società non è ancora sufficientemente attrezzata, né strutturata o infrastrutturata, per permettersi il passaggio repentino a un nuovo modello di mobilità, che rivoluzioni strutture, innanzitutto, ma anche abitudini e modalità di vita. Ma parliamo dell’oggetto, o meglio del soggetto, della protagonista della nostra prova, la duttile e confortevole Jeep Avenger, il SUV più piccolo di gamma della Casa americana oggi parte del gruppo Stellantis. Il modello che ci è stato assegnato è con motore tre cilindri turbo di 1199 cc a benzina, da 75 kw, ovvero da 101,94 CV, con una coppia di 205 Nm a 1.750 giri, cambio a 6 marce. Pesa 1192 kg, quanto basta per permetterle di mantenere le proverbiali doti di robustezza e abitabilità di una Jeep, ma anche per consentirle di disporre di uno spunto adeguato e di raggiungere una velocità massima di 184 km/h. Brillante nei sorpassi, sostenibile nei consumi, il serbatoio è da 48 litri. Iniziamo il trasferimento e con il pulsante che si trova vicino alla leva del cambio selezioniamo la modalità NORMAL dopo avere percorso la metropoli in ECO, quella più risparmiosa. Gli altri comandi sono ovviamente SPORT, poi le modalità classiche del fuoristrada, tradizionalmente parte integrante delle opzioni di guida JEEP per il fuoristrada: SABBIA, FANGO, NEVE. Ma queste parleremo quando arriveremo nelle relative condizioni del fondo stradale. Ritornando alle considerazioni iniziali, l’Avenger, Auto dell’anno 2023, è nata quando sembrava che per le motorizzazioni a benzina o diesel non ci fosse più futuro. Eppure, siccome proprio nel fuoristrada le motorizzazioni elettriche o assistite dall’elettrico possono presentare criticità e sono più a rischio negli ambienti umidi e in condizioni particolari mentre è molto più complicato ricaricare le batterie nelle zone disagiate, sulle montagne e nei luoghi dove invece, mal che vada si può sopperire all’esaurimento del carburante con una banale tanica di benzina o gasolio, Jeep aveva deciso di prevedere anche la versione a benzina, che oggi ritorna prepotentemente d’attualità. Dopo avere caricato i nostri bagagli nel bagagliaio, si apre elettricamente ma anche automaticamente facendo scorrere un piede visino alla slitta della sottoscocca sotto alla coda, risaliamo a bordo dell’Avenger, per sistemarci il sedile di guida (quelli anteriori sono regolabili elettronicamente e anche riscaldati) e posizionare il display nella funzione che evidenzia il consumo in tempo reale e quello medio e l’autonomia. In città, in centro a Milano, proprio nel cuore della città perché l’Avenger a benzina è classe Euro 6, abbiamo guidato in modo normale, senza ricercare artifizi e strategie come ci hanno abituato, questo forse è uno dei reali vantaggi della mobilità elettrica, le auto EV per arrivare a destinazione riducendo il numero di ricariche, abbiamo percorso, come recita anche il display, 17 km con un litro di benzina. Non male per un percorso urbano ad alta densità di traffico e di variabili. Passiamo dalla tangenziale all’autostrada A4, e impostiamo il cruise control, che è adattivo appartiene alla categoria di sicurezza attiva che legge i cartelli stradali, e ce li ripete sul cruscotto, ma volendo adegua la nostra velocità al limite in vigore per quel tratto di percorso. Ovviamente anche i controlli anticollisione sono avanzati, mentre sugli specchietti retrovisori esterni è ripetuto con una luce a led gialla l’avviso di avvicinamento di un veicolo da dietro. Utilissimo in autostrada soprattutto nei sorpassi perché ci segnala quando possiamo rientrare nella nostra carreggiata, perché siamo arrivati davanti all’auto o al Tir che abbiamo superato. Impostiamo il cruise control su 120 km/k e viaggiamo anche assecondati dal potente impianto JBL che si avvale anche di due efficaci tweeter inseriti nei montanti del parabrezza per un ascolto più immersivo. L’audio può essere impostato per un suono ottimizzato nella parte anteriore, oppure per tutti i passeggeri, o personalizzato a piacere. Inoltre l’impostazione degli altoparlanti può essere modificata separatamente. Percorse diverse decine di km vediamo che valore è indicato sul display per il consumo medio: 19,8 km/l: un buon risultato. #charlieinauto3/387   #provavintage        

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#testdrive Hyundai Kona full hybrid è la soluzione?

Proviamo la versione che autoricarica il sistema elettrico E’ ausiliario al motore a benzina per un totale di 141 CV e bassi consumi Full-hybrid, che cosa significa? Lo chiediamo alla Hyundai Kona 2022, un modello che vi avevo già segnalato per la sua sostenibilità e affidabilità, e avevo testato lo scorso inverno. I vantaggi più evidenti di un’auto che non si ricarica soltanto collegandola alla colonnina elettrica? Ovviamente, la libertà di poter dedicare il proprio tempo a tutt’altro che la frenetica ricerca di una colonnina, se in trasferta, o di un albergatore o amico connivente che, a pagamento o per gentilezza vi consenta di connettervi alla sua rete di elettricità. Nel caso di full-hybrid, è evidente che l’elettricità della batteria di bordo vi può servire per compiere brevi, o meno, tragitti in modalità elettrica, con la possibilità di accedere e attraversare il centro storico delle principali città perché in assenza di emissioni, nonché per ottimizzare il rendimento del motore endotermico, a benzina, e ottenere uno spunto più energico e immediato nelle partenze, nei sorpassi, ecc. Tutto questo nella Kona è già presente e l’auto si avvale di un sistema elettronico molto avanzato. Rispetto alla versione 2021, quella del 2022 è ovviamente migliorata nei dettagli, forse anche nel rendimento che è ulteriormente migliorato. Gli interni sono curati e in similpelle che ne portano la qualità al livello di un’auto di categoria superiore. Ne consegue che anche la sicurezza passiva viene migliorata dall’assenza di spigoli e angoli vivi presenti, anche se in parti con le quali è difficile venire a contatto, ancora in diverse vetture. La Kona è un SUV di classe B, che come abbiamo visto è sul mercato anche nella versione completamente elettrica, che abbiamo provato anche nella versione 2022, e la full-hybrid è spinta da un motore a benzina a 4 cilindri assieme a un motore elettrico da 48 V, 43,5 CV, che porta la potenza complessiva a 141 CV. Ovvero, ci offre una vettura performante, ‘facilitata’ nelle prestazioni dalla doppia frizione e dal cambio sequenziale, a sei rapporti, che si comanda anche manualmente con le palette al volante, con una coppia appagante: 265 Nm. A trazione anteriore, 5 posti, ha un bagagliaio capiente di 361 cm. L’auto è la Hyundai Kona 1.6 HEV nelle versioni XTech, Xline, Xclass con un prezzo che va da 28 a 33 mila euro. Della Kona, nel 2017, alla sua prima uscita, sono stati venduti in Italia oltre 34 mila esemplari. Poi è arrivata la mild-hybrid, meno performante e con un rendimento diverso, che a suo tempo abbiamo testato. Nella full-hybrid, la nota distintiva a livello estetico sono i cerchi in lega leggera da 18’ che la rendono più grintosa, e a livello ‘organico’ la batteria da 1,56 Kw/h ricaricabile in corsa. E i consumi? A 90 km/h sul misto con sali scendi si arriva ben oltre i 20 km/l. sapete come funziona? Al posto dei freni si usano le palette al volante: quella di sinistra con quattro livelli di frenata consente di guidare anche in montagna senza frenare, ricaricando nel contempo la batteria dell’auto. Con questo sistema siamo riusciti a raggiungere anche una media di 40 km con un litro di benzina. In città si va dai 20 km/l in su. Non è male puntando alla sostenibilità dell’auto, no? #charlieinauto3/268

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