guida

auto, Cars, guida, motori, prova su strada, test drive, test road, test su strada, turismo

CX-30: la Mazda più venduta agli italiani ora ibrida

  Per il piacere della guida 2500 cc per erogare dolcemente 150 CV La cilindrata la rende elastica e performante per maggior confort a bordo  Ancora una volta Mazda riesce a stupire con le sue innovazioni che non sono sperimentali e riescono a stare al passo con le attese degli automobilisti, di un pubblico esigente che ama la guida e le prestazioni efficaci, ma ‘morbide’ delle sue vetture del terzo millennio. Andando ancora una volta controcorrente. Quasi allo scoccare del 2026 abbiamo provato la CX 30 E – Skyactiv G, cilindrata di alta gamma (2.500 cc), 140 CV, 290 Nm di coppia, a benzina e aspirato, quindi, niente turbocompressore.                                                               Il motore performante ma anche sostenibile Negli ultimi due anni abbiamo provato tanti modelli di numerose Case che hanno scelto di sviluppare i tre cilindri a bassa cilindrata, per gran parte con meno di 1000 cc, ma la Casa di Hiroshima ha evoluto il suo motore a quattro cilindri che è in grado di staccare l’alimentazione a due di essi consentendo, con una limitata sensazione di calo di potenza, un notevole risparmio di carburante.  I consumi ridotti del nuovo motore Accade sul restyling 2025 del SUV fuoristrada più venduto in Italia. Il risultato, alto rendimento, risparmio di carburante, erogazione di potenza in modo fluido per una guida anche sportiva, ma ‘morbida’, si deve con l’inserimento del sistema mild-hybrid da 24 volt e un elevato rapporto di compressione. Ne risulta anche un calo dei consumi rispetto al motore precedente dell’1,6 per cento, che sale al 7,1 per cento in autostrada, mentre la coppia ha un incremento del 16 per cento.                                                                                                   Alla guida: comoda come gli interni simbolo di eleganza e comodità  Il motore del crossover SUV giapponese è sempre derivato dal Wankel, aspirato e in questo caso ibrido, che grazie alla cilindrata importante è potente ma morbido nella erogazione della spinta. Il che si traduce in confort per i passeggeri, meno stress per il conducente. L’assetto aiuta perché è confortevole nella guida normale, giustamente rigido in quella veloce.  Saliamo a bordo e l’accensione è con il pulsante sotto al cruscotto in similpelle nera, a destra del volante. Gli interni in ecopelle nera e marrone danno un tocco di eleganza all’abitacolo. Gli interni in ecopelle nera e marrone danno u tocco di eleganza all’abitacolo. Il cambio di questo modello è manuale a sei marce, ma c’è anche la versione con il cambio automatico, ed è molto preciso ed efficace, si allinea perfettamente con la elasticità del motore. Tra le novità elettroniche, la presenza dell’assistente vocale Alexa, e del sistema di navigazione sempre connesso, il quale, se gli e lo consentiamo adegua la velocità nell’affrontare le curve. Stile, carattere e personalità in ogni curva  Anche vista dall’esterno, quando la vediamo transitare in curva trasmette le sue doti: la linea è più filante rispetto ad altri SUV, con il muso allungato proprio grazie al tipo di motore adottato e mantenuto da lungo tempo dalla Mazda, che è meno ingombrante. Cerchi in lega scuri, parafanghi e passaruota, come la parte bassa delle portiere protetti dallo stesso materiale nero opaco antiurto con il quale sono realizzati i due grandi paraurti, e da quello posteriore sbucano i due tubi di scarico, separati, ai lati della coda. Più in alto lo spoiler integrato nella cornice, sempre nera, del lunotto posteriore.  di Carlo Morandini                            #charlieinauto3/435

4x4, auto, Cars, crossover, guida, motori, paesaggi, test drive, test road, test su strada, travel, turismo, Vintage

#testdrive INEOS Grenadier e lo sterrato: sotto controllo in ogni situazione

Anche spinto sulle strade bianche a suo agio come sulle strade normali Motore #BMW 3000 cc da 250 CV e 550 Nm di coppia: 2.6 t a 100 km/h in 9” ‘Sterrare umanum est’, avevamo scritto scherzando sull’uso del Latino nel raccontarvi di un fuoristrada importante. Ovvero: con un mezzo così non possiamo esimerci dall’andare a cercare una strada bianca, o magari resa un po’ più scura da recenti piogge. Ovvero, il fango di uno sterrato con le sue pozzanghere e gli schizzi di pantano che arrivano fino sul parabrezza. Ma si tratta soltanto di un sogno. Perché nel periodo nel quale stiamo testando l’INEOS Grenadier la pioggia scarseggiava. Ma ci siamo dati da fare ugualmente. Ricordate: 2993 cc, 250 CV ovvero 183 kW, motore turbo diesel con ben 550 Nm di coppia. Ciò che basta per potersi muovere in sicurezza in ogni condizione di fondo. Ma ci accontentiamo di una strada bianca che percorre parte delle terre rivierasche e collega trasversalmente le campagne tra il fiume Stella e il fiume Corno. Siamo all’imbrunire, sempre alla ricerca delle luci più suggestive per i nostri video e le immagini. Ma una perturbazione in arrivo ci ruba la scena e accelera l’arrivo della sera, ma non rallenta il nostro test drive. Gli interni molto ampi, i sedili comodi, gli spazi a disposizione pensati per un utilizzo tecnico e professionale fanno quasi sembrare superfluo questo nostro test, ben sapendo che Grenadier della INEOS è progettata per ben altro. Ma anche la guida di un fuoristrada professionale percorsi ‘normali’ piò diventare un’occasione interessante e divertente, per soddisfare la nostra curiosità al volante. Un’accelerazione importante nonostante il peso che varia da 2.644 a 2.744 kg a seconda delle versioni, diesel, il modello in prova, o a benzina. Il suo carico utile è di quasi 9 quintali, il carico massimo che può sostenere sul tetto è di 150 kg, ovvero bagagli, portapacchi supplementare, tenta per trascorrere la notte in alto, al riparo dall’umidità e da numerosi pericoli. Può trainare fino a 750 kg. l’accelerazione è  da 0 a 100 km/h in meno di 9”. La trazione è integrale permanente con la possibilità di privilegiare la trazione sull’asse anteriore o su quello posteriore. Il cambio è automatico con comando a cloche a 8 marce, manuale nella funzione sport, ma i rapporti sono così ben calibrati che conviene lasciar fare a lei. Lungo poco meno di 5 metri, il passo tra gli assi è di 2,922 m, quasi tre metri, e con lo sterzo demoltiplicato che vi abbiamo già raccontato bisogna prendere dimestichezza. Ma come vedremo non è così: i controlli elettronici e la sua versatlità ci permetteranno sullo sterrato di apprezzare la ripresa sempre in sicurezza e la tenuta in curva, proverbiale nonostante le dimensioni e la massa come in ogni vero crossover 4X4. Talmente confortevole anche messo alla prova che ci possiamo godere gli spazi interni (tra il corpo dei due occupanti dei sedili anteriori e il cruscotto cìè un metro di spazio, come per le gambe) e l’impianto di intrattenimento. Al quale si sostituisce con efficacia anche il caratteristico rombo del motore 3000 di derivazione BMW che è così generoso da farci intendere con efficacia tutto sommato, quello che gli stiamo chiedendo, è il ‘minimo sindacale’. #charlieinauto3/432  #INEOSGrenadier  #grenadier  #sterrato  #fuorisrtrada

4x4, auto, Cars, crossover, guida, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, turismo, Vintage

#testdrive Come si guida un super fuoristrada nato per essere ‘inarrestabile’

Il Granatiere INEOS si doma al volante con naturalezza appagati dal ‘sound’ Dotazioni di sicurezza da auto tradizionale e viaggia sicura nei trasferimenti Eravamo rimasti alla guida su strada. La sensazione iniziale è particolare, perché il volante è perfettamente rotondo, come su alcuni mezzi pesanti di grosse dimensioni, e questo ci trasmette incertezza. Infatti lo sterzo è molto demoltiplicato e ha bisogno di questo volante: ciò ci faciliterà nella guida perché l’INEOS Grenadier non è costruito per fare slalom su strade strette si montagna, bensì per non doversi fermare dinnanzi a ostacoli che vanno ben oltre le asperità della strada. Per questo la guida è un po’ particolare, ma ci si abitua rapidamente, perché la nostra motivazione arriva dalla posizione del tutto particolare nella quale ci ritroviamo a sedere al volante di questo super fuoristrada: il sedile, comodo e avvolgente, ricorda quello dei mezzi pesanti ma è la sua collocazione che ci permette di ‘dominare’ il veicolo. La sensazione che si respira appena ci si guarda intorno nell’abitacolo, i posti anteriori sono divisi dal tunnel centrale che è piuttosto importante, è quella di essere al comando di un mezzo con comandi che ricordano quelli vintage dei fuoristrada, ma dotato di tutti i dispositivi di assistenza alla guida oggi ‘consigliati’ dal Codice della strada, ma suggeriti dal buonsenso. Per esempio, c’è anche il cruise control, per aiutarci nei trasferimenti che vista l’importanza del mezzo e la velocità di crociera quasi da mezzo pesante smorza la tensione se siamo abituati a muoversi su vetture veloci. Ma non è la sua indole né lo consentirebbe la sua struttura. Perché si tratta di fermare in caso di necessità nel più breve spazio possibile quasi 3 tonnellate. Ma è sufficiente fare una prova per rendersi conto che è un dubbio infondato, perché, sarà per la gommatura con pneumatici ‘ogni tempo’ adatti ad affrontare le sabbie del deserto come il fango più avvolgente, ma anche perché l’impianto frenante è commisurato al mezzo, ma all’occorrenza si arresta in uno spazio breve. Abbiamo dimenticato di parlare compiutamente della guida: sono avvantaggiati gli appassionati del mare, purché si siano trovati almeno una volta ad avere a che fare con il timone, a volante di un piccolo motoscafo. Perché per proseguire dritti sull’asfalto specialmente all’inizio occorre remare, ovvero correggere rapidamente ma dolcemente le variazioni di direzione che ogni nostro anche apparentemente impercettibile spostamento delle mani sul volante rischia di imprimere alla nostra traiettoria. Ma, come accennavo, dopo poche centinaia di metri e soprattutto agendo con naturalezza sullo sterzo non ci si accorge nemmeno di questa ‘tecnica’. Nel trasferimento ma anche lungo il percorso normale ci accompagna un buon impianto di intrattenimento che s comanda come tutto il resto nel display centrale. Ma, il vero accompagnamento musicale al nostro trasferimento è l’impagabile sound del motore del modello Trialmaster, che nel modello in prova è diesel è a 6 cilindri in linea di derivazione BMW da 2993 cc, perché nella funzione SPORT, si attiva spostando a a sinistra la leva a cloche del cambio automatico, eroga 250 CV ma soprattutto spinge con una coppia di 550 Nm. Un sound che sintetizza la spinta del Grenadier sulle quattro ruote animate da una trazione integrale permanente. ma ecco che incrociamo un ciclista: l’occasione per provare il tasto rosso, sulla razza destra del volante, per l’avvisatore acustico a trombetta che con un suono soft avvisa pedoni e amanti del pedale che stiamo arrivando, senza scioccarli con le potenti trombe del ‘Grenadier’. #charlieinauto3/441  #provavintage  #Ineos  #ineosgrenadier  #offroad  #fuoristrada    

auto, Cars, crossover, guida, Mild hybrid, modalità elettrica, motori, paesaggi, Premio Auto Europa 2026, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive Fiat Grande Panda Auto Europa 2026 ricca di contenuti da vettura di livello superiore

Anche sullo sterrato in sicurezza anche senza l’assistenza supplementare Che cos’è la funzione ‘L’: una marcia ‘ridotta’ per l’assistenza alla guida Abbiamo visto che la Fiat Grande Panda si destreggia agilmente su ogni tipo di percorso e in ogni frangente, e ricalca la duttilità della sua progenitrice, amplificata dalle maggiori dimensioni e dal confort, ma soprattutto dal progresso tecnologico che le consente di adattarsi a ogni nostra esigenza e aspettativa. In montagna ha confermato le doti di arrampicatrice, su strada è veloce e sicura, in città maneggevole. È un’auto adattiva. Il cambio è automatico. Tra i comandi di funzione, abbiamo accennato alla funzione L, che si attiva, come la selezione della marcia avanti, D, retro, R, parcheggio, P, folle, N, con la levetta sul tunnel contrale. L sta per LOW, ‘Bassa’, e mantiene la Panda nelle marce più basse possibili anche se ciò può far salire i giri del motore più del normale. È utile nelle salite più ripide, perché fornisce la coppia necessaria per affrontare la pendenza senza mettere sotto sforzo il motore o o la trasmissione. Nelle discese ripide sfrutta l’effetto frenante del motore (il ‘freno’ motore) per rallentare l’auto, e permette di evitare il surriscaldamento dei freni facilitando anche la guida dell’auto. Inoltre, in situazioni particolari, sterrato o  fango e neve, aiuta a mantenere la trazione in condizioni di scarsa aderenza. Così, visto che la stagione autunnale ci porta un clima ancora mite e la neve non c’è, proviamo sulle strade bianche. Una strada sterrata, veloce e scorrevole, e la Grande Panda non ha dato segni di incertezze, ha viaggiato sicura come se proseguissimo sull’asfalto. Non c’erano condizioni particolari, quindi non è stato necessario ricorrere alla funzione L, ma la sensazione alla guida della Panda era rassicurante, trasmetteva la fiducia che fosse tutto sotto controllo. Né poteva essere diversamente perché questo modello versatile, terza generazione di un’auto che ha fatto la storia dell’automotive italiano, è anche crossover, e lo è davvero perché troviamo una carrareccia con belle pozzanghere e ci infiliamo tra gli arbusti, e proseguiamo senza incertezze. Arriviamo a Cormons, sul Collio, per in contrare un amico viticoltore, Giorgio Venica, e la figlia Martina. Begli sterrati anche tra le vigne, dove la Grande Panda si trova sempre a suo agio.   Riepilogando, la Fiat Grande Panda che abbiamo provato, per primi dopo che le è stato assegnato il titolo di Auto Europa 2026 al quale abbiamo partecipato, era nella versione mild hybrid, ma stanno per arrivare sul mercato anche la versione elettrica e quella a benzina. Il modello della prova era T-Gen3 turbo 1,2L Mild Hybrid, che dispone di una potenza combinata di 110 CV. Monta infatti un motore di ultima generazione, il T-Gen 3, turbo Mild-Hybrid da 1,2 litri a tre cilindri che garantisce una guida efficiente e dinamica. È lunga 4 metri e può essere guidata anche dai neopatentati. È stata realizzata con molta attenzione alla sostenibilità, curata anche nei dettagli perché molti particolari sono realizzati con materiali riciclati. È stata progettata per realizzare un’auto efficiente come lo può essere una vettura con tecnologia ibrida proposta secondo lo stile italiano, assicurando funzionalità all’ultima generazione di un modello senza tempo. Con accessori e dettagli di un modello di categoria superiore, come gli specchietti retrovisori esterni elettrici e riscaldati, frenata automatica d’emergenza, telecamera posteriore, rilevatore segnali stradali, rilevatore di stanchezza e altro ancora. #charlieinauto3/439  #provavintage  #fiat  #grandepanda  #fiatgrandepanda #cormons #Giorgiovenica

auto, Cars, crossover, full hybrid, guida, modalità elettrica, motori, paesaggi, Premio Auto Europa 2026, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo, Vintage

#testdrive Promossa anche in montagna la Fiat Grande Panda Auto Europa 2026

  Sul monte di Muris icona dei ciclisti ma anche PS del Rally Alpi Orientali Speciale anche del Piancavallo con la salita ‘muro’ dello sport del pedale La Fiat Panda è per antonomasia una grande arrampicatrice, un’auto capace di andare e di portarci dappertutto, di salire lungo le mulattiere e arrivare fino in cima alle colline e le montagne, tanto da essere tutt’ora adottata dalle forze di polizia e dall’esercito per raggiungere i luoghi più impervi o superare le strade più insidiose. La Fiat Grande Panda, che con orgoglio mostra su tutti i lati il marchio della Casa di Mirafiori, ora del Gruppo Stellantis, e il suo ‘nome’ di battesimo, non poteva che riflettere, con toni attualizzati e moderni, le prerogative della sua progenitrice. Quindi, il nostro test non poteva che proseguire, tanto per cominciare ad approfondire la nostra analisi, con la salita. Il banco di prova che scegliamo è un luogo iconico per la sua bellezza, un mito che passa alla leggenda per le caratteristiche della strada che sale al Monte di Ragogna, o Monte di Muris, affrontata anche dai cicloturisti più preparati, o meglio dai ciclisti che praticano l’agonismo, per la crudezza delle sue rampe. Noi cerchiamo di mettere in difficoltà la nuova Panda, ben sapendo che non avrebbe creato problemi alla nostra arrampicata. Ricordiamo che ha un motore a tre cilindri, e che invece che di ‘soli 1000 cc ha una cilindrata di 1199 cc, ovvero 1200 cc, e sviluppa, grazie all’unità elettrica, perché è full-hybrid, 110 CV di potenza. Il cambio della Grande Panda è automatico a 6 marce, non c’è la possibilità di agire manualmente, ma con un po’ di esperienza si può agire stimolando il cambio automatico a salire di marcia o a scalare con un uso sapiente dell’acceleratore. Dispone poi della posizione L per la leva del cambio, che aziona le marce ridotte. Servono per affrontare i punti più difficili e impervi delle salite, su strada e non solo, e ciò mantiene la sua vocazione che è da crossover, ovvero: anche la Fiat Grande Panda è un fuoristrada. In realtà, il suo design, iconico ma capace nel contempo di mantenere le linee essenziali della Panda, svela la sua caratura di mezzo tecnico alla portata di tutti. Arriviamo a Ragogna a una decina di Km da San Daniele del Friuli, città del Prosciutto DOC, e una strettoia ci svela l’attacco della rampa: non ci sorprende il fatto che è stato sufficiente insistere sul pedale dell’acceleratore per farla scattare in salita, senza affaticamenti o incertezze. Ugualmente, anche arrivando veloci ai tornanti, saremo agevolati dalla sua maneggevolezza ma anche dalla sua capacità di riprendere con efficacia e grinta la salita, lungo la quale manterrà la sua energia e forse anche agevolata dall’unità elettrica si rivelerà capace di ulteriori performance. Le impressioni di guida? Ci siamo sempre sentiti a nostro agio, tanto che ci è stato permesso anche di ammirare lo splendido paesaggio che scorreva accanto a noi e si svelava man mano che salivamo fino in cima. Quasi alla sommità abbiamo raggiunto il monumento all’emigrante, che la famiglia Collavino, originaria di Varmo e migrata in Canada facendo fortuna ha voluto dedicare alle centinaia di migliaia di emigrati friulani sparsi nel mondo. In cima, lo spettacolo è impagabile a 360°, e lo sguardo spazia dall’osovano a Gemona, Venzone, i monti Musi e la stretta del Tagliamento a Nord, Trasaghis e Bordano a ovest, la valle del Tagliamento verso il mare, le colline del Sandanielese, e ancora verso il Collio e i Colli Orientali del Friuli. Ma dalla base del monte arrivano numerosi sentieri panoramici che sbucano quassù. Convergono verso il monumento agli Alpini e ai caduti della grande guerra, portano alle postazioni cannoniere, ma collegano anche i punti di avvistamento della Grande guerra, le gallerie. Da qui si dipanano numerosi sentieri panoramici e ne percorriamo alcuni. Al ritorno, sfruttiamo la modalità L per la discesa, anche se è meno ripida della salita, e scorre sul versante del Tagliamento. L’uso del freno motore ci fa risparmiare i freni, che comunque sono anch’essi molto efficaci, anche all’arrivo a valle. #charlieinauto3/428   #provavintage  #Fiat  #Stellantis #GrandePanda #AutoEuropa2026 #UIGA

auto, Cars, crossover, e-Hybrid, guida, modalità elettrica, motori, paesaggi, Premio Auto Europa 2026, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive Proviamo la nuova #Fiat #GrandePanda da poco eletta Auto Europa 2026

Votata da giornalisti, opinion leader e giuria popolar e: scopriamo il perché Le scelte di design e strutturali sono anche funzionali Dopo averne ammirato il design e lo stile avveniristico della linea che evidentemente sviluppa in dimensioni e con uno stile ammorbidito la sagoma della ‘vecchia’ Fiat Panda, il fatto di trovare su questa Fiat Grande Panda Hybrid 110 il cambio automatico ci aveva inizialmente fatto temere una scelta che avrebbe potuto pregiudicare la sua sostenibilità. Ma si trattava davvero di un semplice pregiudizio, perché come vedremo ci pensa l’unità elettrica a pareggiare i conti e a farci ottenere consumi limitati anche viaggiando spediti, con una media sulla distanza di 5 litri per 100 km, ovvero una percorrenza di 20 km con un litro di benzina. Se siamo alla ricerca di un’auto di ultima generazione capace di farci viaggiare a costi convenienti, l’abbiamo trovata ed è proprio questo uno dei motivi per i quali le è stato assegnato il Premio Auto Europa 2026 dall’UIGA, l’Unione italiana giornalisti automotive. Ma si tratta soltanto di uno degli elementi qualificanti. Ricordiamo che il motore è di 1200 cc a tre cilindri ed è alimentato a benzina; eroga una potenza di 74 kW, ovvero 110 CV, mentre il cambio DCT è a 6 marce. È mild hybrid e il cambio è automatico a 6 marce con doppia frizione; per questo è performante come ci si aspetta da un’auto ibrida, ma nel contempo non consuma molto di più nella guida veloce. Nel trasferimento verso Casa da Stellantis, a Milano nella zona di San Siro, il giorno dopo che le avevamo assegnato il Premio in un convegno-cerimonia organizzato da UIGA nella sede di Bosch Italia, viaggiando in autostrada a velocità di crociera ha infatti mantenuto una media di 17/19 km/l. Un rendimento che ci ha confermato quanto lo studio e la progettazione della carrozzeria delle auto moderne consenta di ottimizzarne al massimo l’aerodinamicità. Infatti, nonostante la Fiat Grande Panda si presenti con il muso perpendicolare alla strada, scelta che apparentemente potrebbe rappresentare un handicap perché aumenta l’impatto dell’auto in movimento con l’aria, ma evidentemente il coefficiente di penetrazione (CX) di questa vettura è comunque favorevole grazie alle soluzioni stilistiche che probabilmente non sono semplicemente di design. Soluzioni che sono finalizzate a favorire il deflusso dell’aria verso la coda, così come il parabrezza molto inclinato, proprio per aumentare l’aerodinamicità della Grande Panda.                                                   Ancora sul design e l’aerodinamica, il cofano e il tettuccio non hanno una superficie lineare, ma sono percorsi da scanalature che favoriscono il deflusso dell’aria e fanno sì che la Panda possa scivolare in avanti riducendo i consumi e favorendone le performance. Le forme della carrozzeria sono infatti un mix tra innovazione e vintage, perché riprende, addolcendole, le linee della Panda di quarant’anni fa. Sul muso, il motivo ‘grigliato’ che vedremo in altre parti si ripete sulla presa d’aria sotto a un paraurti  compreso nella carrozzeria e dello stesso colore, mentre in basso spicca lo spoiler evidenziato da una fascia più chiara, di colore grigio metallizzato. Il motivo del design è ‘grigliato’ perché è in armonia con i fari pixel, che sono a LED molto potenti e sono collegati da una fascia nella parte alta del muso caratterizzata da un disegno a scacchiera in nero opaco in rilievo, sul quale spicca la scritta FIAT. A ribadire la volontà di ‘ripartire’ dalla Panda per la Casa nata a Mirafiori la scritta Panda, anche per evocare lo storico modello che conquistò i mercati, è presente in grande stile in rilievo anche sulle quattro portiere, al centro dei cerchi in lega bicolori, metallizzato e nero opaco, e sui supporti posteriori delle barre sulle quali si possono applicare il portapacchi, il baule ‘estensione’ dell’ampio bagaglio e altri accessori che vedremo nel modello Cross, e in altre posizioni anche all’interno. A conferma dell’orgoglio con il quale la Fiat si ripropone al grande pubblico con la modernizzazione e l’evoluzione tecnologica efficace di uno dei modelli più fortunati. #charlieinauto3/440 #provavintage #fiat #fiatpanda #fiatGrandePanda #rivierafriulana #fvgdascoprire #nedascoprire

auto, Cars, crossover, full hybrid, guida, modalità elettrica, motori, paesaggi, Premio Auto Europa 2026, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive La Fiat Grande Panda è l’Auto Europa 2026: l’abbiamo provata in anteprima

Il SUV crossover della Casa torinese per il rilancio di Stellantis Confortevole spaziosa sicura sostenibile e: da 0 a 100 km/h in meno di 8” Siamo stati tra i primi a provare l’Auto Europa 2026, la Fiat Grande Panda, una scommessa di Stellantis per rilanciare lo storico marchio italiano rievocando il successo della citycar poi divenuta anche crossover capace di andare dappertutto, ma per decenni auto delle famiglie, dei giovani, da lavoro in Italia, nel resto d’Europa, negli altri continenti. È stata eletta auto dell’anno, lo abbiamo già scritto, dalla Giuria dei giornalisti dell’UIGA, l’Unione italiana giornalisti automotive della quale faccio parte, da una giuria di opinion leader e dalla giuria popolare, proprio perché espressione del rilancio della Casa torinese. Un rilancio voluto fortemente e dimostrato attraverso una vettura che sintetizza i più attuali sistemi di sicurezza, confort, dotazioni, accessoristica, prestazioni. Il modello che ci è stato affidato dall’Ufficio stampa è full hybrid, ovvero, con una unità elettrica che ricarica la batteria e usa la modalità elettrica solo per brevi spostamenti, la fa entrare in azione quando occorre una spinta ulteriore e per risparmiare carburante. Tante le dotazioni elettroniche e le opzioni che vi descriveremo. Per cominciare, la Fiat Grande Panda sarà l’auto dell’esordio della mia nuova trasmissione televisiva ‘Nordest da scoprire’, sarà la protagonista della puntata n.1. Una coincidenza singolare: anche l’inizio ufficiale dei miei test drive, e l’esordio di #charlieinautoavvenne con una Fiat, tra l’altro una Fiat che avevo sempre sognato così come molti automobilisti: la Fiat 124 Spider. Anche allora la Fiat mi offrì uno spazio privilegiato. La Grande Panda è la sintesi di tutte le novità e innovazioni oggi a disposizione degli automobilisti e delle automobiliste: è facile da guidare, è la sensazione manifestata dalle automobiliste che l’hanno provata. Ma è anche performante. Questa Fiat Panda, non a caso Grande Panda perché è sensibilmente più grande di quella presentata nel 1980, disegnata da Giorgetto Giugiaro, che era lunga 3 metri e 653 cm. Gli altri modelli, con stile e progettazione in sintonia con l’evoluzione del progresso, furono immessi sul mercato nel 2003 e nel 2012. Si trattava sempre di un veicolo essenziale, funzionale, accessibile a tutti. Così fu usata come auto da lavoro, per artigiani e non solo, per la famiglia, anche per trasportare il catamarano smontabile sul tetto fino alla riva del mare o del lago. Ed è tuttora in servizio presso l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato, nella versione 4X4 in particolare della Forestale e dei Carabinieri forestali, perché è letteralmente inarrestabile tanto è essenziale. Per questo è stata scelta dalla trasmissione Top Gear per un esperimento tanto folle quanto esaustivo: lanciarla da un elicottero che la sgancia da diverse decine di metri di altezza. Dopo ‘l’atterraggio’, come era ipotizzabile, ma non era scontato, è stata rimessa messa in moto e ha ripreso la marcia nonostante l’impatto. A confermare la veridicità dell’esperimento, Joe Bastianich, incontrato al Vinitaly. Mi ha confermato che l’esperimento è avvenuto nella Piana di Osoppo, in Friuli (Ud). Il motore del progetto Zero era inizialmente di 652 cc da 30 CV derivato dalla Fiat 126, doveva sostituire quel modello e la Fiat 127, e il 903 da 45 CV di quest’ultimo modello. La nuova Fiat Grande Panda 2025, Auto Europa 2026, monta un motore da 1199 cc da 74 kW, 110 CV full-hybrid, con cambio automatico a 6 marce con doppia frizione. Questa Grande Panda, confortevole spaziosa, tecnologicamente avanzata, dimostra anche che il motore a tre cilindri, prodotto in Italia, da 1200 cc è performante, sostenibile, elastico, garantisce una spinta costante quando è necessaria. La prova del primo test, dell’uso cittadino parleremo nella prossima puntata? Abbiamo fatto un test di partenza al casello dell’autostrada: 0/100 km/h in meno di 8 secondi! #charlieinauto3/436 #fiatpanda #fiatgrandepanda #panda #autoeuropa2026 #stellantis

auto, Cars, crossover, full hybrid, guida, modalità elettrica, Model Year 2026, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive L’elettronica della Hyundai Kona annulla le incertezze della guida su terra

Full Hybrid da 140 CV performante ma sicura anche sulle strade bianche  Confort per conducente e passeggeri con i sedili tutti riscaldabili La Hyundai Kona è Il Model Year 2025, ma se ha vinto questo riconoscimento per il look innovativo e l’elevato livello delle finiture e del confort, la stessa cura la pone nella sicurezza. Sulle strade extraurbane abbiamo visto che consente di viaggiare in piena tranquillità tra la comodità, l’ascolto professionale dell’impianto stereo Bose grazie all’elevata insonorizzazione, e a un sistema di climatizzazione di alto livello che si prende cura del conducente e dei passeggeri: anche i sedili posteriori sono riscaldabili. Nel fuoristrada? È pur sempre un SUV coupé crossover… Così andiamo alla ricerca delle strade adatte per il test drive specifico. Questa volta scendiamo nella Riviera friulana, tra San Giorgio di Nogaro, Carlino e la Laguna di Marano e ci avviciniamo alla grande tenuta di Villa Bruna, dei fratelli Zoppas, un’azienda agricola di grande estensione dove dall’inizio del secolo scorso si valorizzano le potenzialità rurali del territorio rivierasco. Lì attorno ci sono numerose strade realizzate a scopo agricolo, alcune sono state completate e ampliate per consentire i collegamenti tra i terreni, le aziende rurali, le località vicine. Le prime auto ibride ci avevano abituato a una guida che se non viene governata abilmente, spesso può risultare sclerotica, a volte imprevedibile. L’attivazione dell’unità elettrica della vettura, se avviene improvvisamente ci regala performance utili e appaganti, ma spesso va controllata. Nella Kona Hybrid 2025, motore a benzina da 1580 cc e 140 CV, risultato della somma della spinta del motore endotermico e di quello elettrico, l’elettronica è davvero efficace e il controllo dell’aderenza delle ruote anche al fondo sterrato o sabbioso è assicurata pure in condizioni particolari. Non solo, ma in accelerazione, anche in curva e nella guida più veloce non si sono verificate situazioni di rischio o di incertezza e la Kona, a trazione anteriore, ha sempre mantenuto le traiettorie che avevamo impostato, anche guidando nella modalità SPORT. Il modello che stiamo provando monta il cambio automatico a doppia frizione a sei marce, e in ogni caso, se si fossero manifestate le criticità, avremmo avuto anche la possibilità di correggere le reazioni dell’auto con il cambio manuale che si attiva con le palette al volante, ma soltanto nella modalità sport. Per una guida più fluida abbiamo però preferito la modalità SNOW, che ben si addice al fondo sterrato e annulla completamente gli effetti delle eventuali asperità e delle buche che si possono incontrare, garantendo un elevato confort, come pure la guida in p iena sicurezza anche sulle strade bianche. #charlieinauto3/434  #provavintage #hyundaikona

auto, Cars, crossover, e-Hybrid, full hybrid, guida, modalità elettrica, motori, paesaggi, prova su strada, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive La Hyundai Kona Hybrid è performante sul misto extraurbano

Ciononostante ha un’autonomia maggiore con il sistema elettrico: 670 km L’elettronica consente di ottimizzare la vettura rispetto al tipo di percorso Hyundai Kona, seconda generazione rinnovata: ed ecco la versione del SUV crossover ibrida, con spazi interni più ampi, grande confort, aggressività acquisita dall’inserimento dell’unità elettrica, elettronica sempre più avvolgente. Il suo design fa pensare a un’auto elettrica, specialmente osservando il muso che contiene le prese d’aria a scomparsa, ma il motore termico assicura garanzie che per il momento, per i tanti motivi che abbiamo già condiviso, l’auto esclusivamente EV non è ancora in grado di offrire, il sistema ibrido sì. In città, abbiamo visto che è maneggevole e si lascia condurre assecondando le esigenze con un ottimo cambio automatico che condivide l’esuberanza della propulsione ibrida ma gestisce anche l’elasticità del motore di 1580 cc da 140 CV. Fuori città possiamo giocare di più con il cambio manuale, che si comanda con le palette al volante nella modalità Sport, e ci dimentichiamo che è un SUV crossover visto che andiamo un po’ sull’asfalto. Le prime considerazioni le facciamo sui consumi: la Kona Hybrid non nasconde le sue prerogative, visto che il serbatoio della benzina contiene poco più di 30 litri, con i quali, con una guida normale percorre anche 670 km. Un risultato che otteniamo attivando la funzione di guida ECO, con la quale la vettura non cede molto nelle prestazioni; premendo sull’acceleratore dà soltanto al conducente la sensazione che temporaneamente le prestazioni del motore siano leggermente ovattate.  Ma quando subentra la spinta del sistema elettrico la Kona Hybrid conserva la brillantezza che la distingue. Le altre modalità di guida, oltre a quella di default, sono SPORT, e SNOW. Sport aumenta la reattività della macchina e predilige la guida con il cambio, perché così dà sensazioni più emozionanti irrigidendo l’assetto, e rendendola ancor più incollata alla strada. Ancora una funzione, che è quella dedicata all’aggettivo Crossover: SNOW. Va benissimo con la neve ma anche, come vedremo la prossima volta, sullo sterrato. La proviamo sull’asfalto su strade isolate e con un andamento misto: passiamo a ridosso della sponda sinistra del fiume Tagliamento. Siamo nel margine occidentale della Riviera friulana. Anche qui, la grinta e la sensazione di sicurezza e guidabilità che la Hyundai Kona Hybrid sa trasmettere al volante in ogni occasione sono una caratteristica anche dei modelli più recenti della Casa coreana. Tra le dotazioni di sicurezza, che avevamo testato nel trasferimento, c’è l’assistenza alla guida assieme ai controlli laterale e anticollisione arricchita da un vistoso avviso di pericolo rappresentato da un imperdibile occhio rosso che si accende sul cruscotto;  questo sistema la rende a guida quasi autonoma. #charlieinauto3/432  #provavintage  #hyundai  #hyundaiKona

auto, Cars, crossover, e-Hybrid, full hybrid, guida, Model Year 2026, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

testdrive La KONA ridisegnata per le funzioni hybrid con un look avveniristico

Il frontale svela le prese d’aria a seconda delle temperature e delle esigenze Interni confortevoli e i servizi adeguati alle esigenze anche dei più giovani Hyundai KONA cambia ancora il ‘look’ e segue lo sviluppo delle tecnologie adeguando gli spazi alle attese di una utenza sempre più ampia, è di dimensioni maggiori e il design più futuristico, mentre è stata ampliata anche la gamma delle motorizzazioni. È un SUV crossover ridisegnato secondo le esigenze delle funzioni. Tra le prime sorprese il frontale se ne svela una nel frontale: il muso, quando utilizza il motore termico e alle basse temperature appare chiuso, senza prese d’aria. Ha soltanto una piccola griglia in basso, sopra allo spoiler. Quando il motore si riscalda e nell’uso combinato o elettrico si aprono due tendine che svelano la griglia della presa d’aria per la batteria ausiliaria. Anche al volante presenta subito le sue credenziali: la spinta immediata del motore elettrico che assieme a quello termico di 1580 e cc scarica 140 CV è rafforzata dalla doppia frizione del cambio automatico a 6 marce che si comandano anche manualmente con le palette al volante quando si innesta la modalità Sport, che irrigidisce, adeguandolo, anche l’assetto. Il confort è molto curato, e i sedili, riscaldabili, sono anche raffreddabili. Ma siamo ancora in città e allora occupiamoci della guida: per il parcheggio ma non solo, ci affidiamo al grande schermo che ‘arreda’ l’intero cruscotto e corre da destra a sinistra sul cruscotto: il display compare al centro e in retromarcia ci presenta la rappresentazione a 360° dall’alto dell’auto e di quanto la circonda; utile anche quando ci spostiamo su strade impegnative, visto che è un crossover, o in montagna. sempre per il confort di conducente e passeggeri sul tunnel centrale, tutto a disposizione visto che il cambio è automatico, ci sono ampi spazi portaoggetti, due porta bicchieri richiudibili e il comodo poggia gomiti che svela ulteriori vani. Il caricabatterie per il telefono è wireless, c’è la presa per l’accendisigari e anche due prese USB-C. ed ecco che premendo un tasto sul quale sono raffigurate le pile da caricare si può scegliere se caricare il telefono o/e collegarlo anche all’Apple Car Play o all’Android Auto. Collegamento che è possibile anche in wireless. Sopra, ancora sul cruscotto, i comandi di climatizzazione, con il clima e il riscaldamento molto efficace, dell’impianto di intrattenimento e delle funzioni touch screen. Lo schermo è molto grande e di stile cinematografico. Ma non corriamo troppo con la descrizione. Ci fermiamo alla costatazione che ancora una volta l’impianto di intrattenimento è BOSE. Il resto, alla prossima puntata. #charlieinauto3/430   #provavintage  #hyundai #KONA #SUV #crossover

Torna in alto