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#testdrive Fiat Grande Panda ruba la scena nei dettagli all’allestimento

Stile innovativo e dotazioni da auto di categoria superiore Cruscotto avveniristico e soluzioni originali per plancia, strumenti e display L’infotaitment di alta qualità può privilegiare conducente o i sedili posteriori Anche in montagna, com’era pensabile, la Fiat Grande Panda ha risposto alle attese, confermando le potenzialità della ‘vecchia’ Panda amplificate dal progresso tecnologico che manifesta la sua efficacia anche nel settore dell’automobile. La linea sposa uno stile avveniristico, tecnico e funzionale, nel quale le forme giovani e tecnologiche ne amplificano l’attività, tant’è che nel corso del nostro test drive sono stati molti i giovani incuriositi a chiederci informazioni dopo avere notato il nostro passaggio. Passando a parlare delle caratteristiche tecniche della Fiat Grande Panda, le luci si fanno notare: ben visibili anche in condizioni particolari, sono a Pixel Led. I fari sono molto potenti, efficaci e automatici, mentre i fanali posteriori sono altrettanto visibili a distanza, e nello stile a parallelepipedo verticale, suddiviso in quattro gruppi di Led simmetrici e della stessa forma, coniugano un design tecnico a un’immagine armonica. Il design negli interni è in linea con quello dell’auto, forme geometriche lineari e morbidi arrotondamenti, e viene ripreso all’interno sulla plancia, di sezione curva, rivestita in tessuto ecologico di bambù, sulla quale è applicato il cruscotto che è  un unico grande schermo digitale contenuto in un supporto di materiale trasparente, giallo come la tinta della plancia. È di forma ovale allungata e arriva fin quasi di fronte al passeggero perché contiene sia il quadro strumenti che il display. Il tema dei parallelepipedi vi emerge con forza nelle bocchette dell’areazione e in altri dettagli. Il quadro strumenti si fa subito notare perché i due orologi, ovviamente digitali, sono anch’essi di forma ovale allungata e verticali, e si intuiscono sullo schermo digitale: sono proposti con un design che esalta i valori indicati. All’interno dei due elementi ovali si formano le indicazioni essenziali per l‘uso e il funzionamento della Grande Panda: a sinistra il livello della benzina, a destra la temperatura dell’acqua, al centro il tachimetro digitale, e sotto la schermata del flusso di energia all’unità elettrica per la ricarica; raggruppate attorno ci sono le indicazioni dell’autonomia rimanente, della distanza percorsa dall’auto, la lettura dei segnali stradali, il consumo istantaneo, il contachilometri parziale, la temperatura dell’olio, la temperatura esterna, l’indicazione della marcia selezionata dal cambio automatico con la funzione di guida selezionata. Un pulsante in cima alla leva dei tergicristalli cambia l’interfaccia del cruscotto visualizzando la percentuale di utilizzo dell’unità elettrica e del motore termico. Come accade su altri noti fuoristrada del gruppo Stellantis, sul cruscotto è disegnata in piccolo la sagoma della ‘vecchia’ Panda che lungo un percorso sinuoso lo percorre senza incertezze. Un simbolo che ci richiama la lunga carriera di un nome popolare. Nell’ovale digitale sono presenti anche le bocchette dell’aria centrali, bene incastrate quasi fossero un accessorio: sono a forma di parallelepipedo e in nero opaco, in contrasto con il giallo della plancia e dell’ovale, però le leve per regolarle, elettroniche, sono anch’esse di colore giallo. Nell’ovale della plancia si cela anche lo sportello dell’ampio vano portaoggetti, ma ce n’è un altro più in basso. Il tema ovale ritorna sul tunnel centrale, in materiale nero lucido contornato da un altro ovale giallo: circonda la levetta del freno a mano elettronico e il comando delle funzioni (P, D, R, L per le ridotte del crossover Panda). Ovviamente, in fondo al tunnel c’è il caricabatterie wireless per il telefono, e poco sopra due prese USB-C, la presa per l’accendisigari e i comandi per disattivare l’avvisatore acustico del superamento dei limiti di velocità e per disattivare il controllo laterale. Questa Grande Panda è a trazione anteriore ma presto arriverà anche il modello a 4 ruote motrici. Ancora sugli interni: lo specchietto retrovisore interno è elettronico mentre sul tettuccio, nero, ci sono i comandi per parlare con un operatore o chiedere soccorso in caso di emergenza. Le tre luci di cortesia, centrale e laterali sono a led, molto efficaci e selettive, comode perché si limitano a illuminare il punto desiderato. Due leve ai due lati del volante comandano, a destra i tergicristalli, automatici sia quello anteriore che quello posteriore, a sinistra i fari, l’automazione dei fari e il faro antinebbia posteriore. Verso l strada ci pensano i fari Pixel Led a bucare la nebbia. Le portiere sono del colore della carrozzeria e imbottite in giallo come la plancia, hanno tutte e quattro i poggia-gomiti rivestiti in tessuto più caldo. I comandi di apertura delle porte dall’interno sono appena dietro ai comandi dei finestrini, sono in nero opaco e inseriti in cornici in nero lucido, e sulla porta del conducente ci sono i comandi degli specchietti elettronici esterni automatici, nei quali ci sono i led ripetitori delle frecce direzionali con funzione di avviso dell’avvicinamento di un veicolo. Le maniglie delle porte fungono anche da comodi portaoggetti. L’impianto di intrattenimento ha l’audio di alta qualità, e consente di amplificare i Bassi e l’intensità del suono, con la regolazione fine in quadrifonia e tridimensionale. Si può privilegiare l’ascolto del conducente o sui sedili posteriori. Il poggia-gomiti centrale contiene un portaoggetti che è scorrevole e si apre offrendo un altro vano. Alle sue spalle un’altra presa USB-C. Sotto alle maniglie delle porte ampie tasche portaoggetti. I sedili sono molto comodi e bicolori, azzurri come i poggia-gomiti delle portiere, con i poggia testa integrati e i poggia spalle di foggia sportiva foderati in un elegante tessuto simil pelle bianco ghiaccio, con due utili tasche portaoggetti dietro ai poggiatesta e una dietro agli schienali. Anche i sedili posteriori sono avvolgenti e comodi con poggiatesta e finiture in linea con quelli anteriori. Sullo schienale dei sedili anteriori risalta la scritta ‘Panda made with love in Fiat’ (Panda fatta con amore in Fiat). Il bagagliaio è ovviamente ampio, mentre anche sul montante posteriore esterno dove comincia il tettuccio è riportata la scritta Fiat con effetto tridimensionale. Credo di non avere trascurato alcun dettaglio, proprio per evidenziare la cura con la quale è stata progettata la Grande Panda e l’attenzione

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#testdrive Promossa anche in montagna la Fiat Grande Panda Auto Europa 2026

  Sul monte di Muris icona dei ciclisti ma anche PS del Rally Alpi Orientali Speciale anche del Piancavallo con la salita ‘muro’ dello sport del pedale La Fiat Panda è per antonomasia una grande arrampicatrice, un’auto capace di andare e di portarci dappertutto, di salire lungo le mulattiere e arrivare fino in cima alle colline e le montagne, tanto da essere tutt’ora adottata dalle forze di polizia e dall’esercito per raggiungere i luoghi più impervi o superare le strade più insidiose. La Fiat Grande Panda, che con orgoglio mostra su tutti i lati il marchio della Casa di Mirafiori, ora del Gruppo Stellantis, e il suo ‘nome’ di battesimo, non poteva che riflettere, con toni attualizzati e moderni, le prerogative della sua progenitrice. Quindi, il nostro test non poteva che proseguire, tanto per cominciare ad approfondire la nostra analisi, con la salita. Il banco di prova che scegliamo è un luogo iconico per la sua bellezza, un mito che passa alla leggenda per le caratteristiche della strada che sale al Monte di Ragogna, o Monte di Muris, affrontata anche dai cicloturisti più preparati, o meglio dai ciclisti che praticano l’agonismo, per la crudezza delle sue rampe. Noi cerchiamo di mettere in difficoltà la nuova Panda, ben sapendo che non avrebbe creato problemi alla nostra arrampicata. Ricordiamo che ha un motore a tre cilindri, e che invece che di ‘soli 1000 cc ha una cilindrata di 1199 cc, ovvero 1200 cc, e sviluppa, grazie all’unità elettrica, perché è full-hybrid, 110 CV di potenza. Il cambio della Grande Panda è automatico a 6 marce, non c’è la possibilità di agire manualmente, ma con un po’ di esperienza si può agire stimolando il cambio automatico a salire di marcia o a scalare con un uso sapiente dell’acceleratore. Dispone poi della posizione L per la leva del cambio, che aziona le marce ridotte. Servono per affrontare i punti più difficili e impervi delle salite, su strada e non solo, e ciò mantiene la sua vocazione che è da crossover, ovvero: anche la Fiat Grande Panda è un fuoristrada. In realtà, il suo design, iconico ma capace nel contempo di mantenere le linee essenziali della Panda, svela la sua caratura di mezzo tecnico alla portata di tutti. Arriviamo a Ragogna a una decina di Km da San Daniele del Friuli, città del Prosciutto DOC, e una strettoia ci svela l’attacco della rampa: non ci sorprende il fatto che è stato sufficiente insistere sul pedale dell’acceleratore per farla scattare in salita, senza affaticamenti o incertezze. Ugualmente, anche arrivando veloci ai tornanti, saremo agevolati dalla sua maneggevolezza ma anche dalla sua capacità di riprendere con efficacia e grinta la salita, lungo la quale manterrà la sua energia e forse anche agevolata dall’unità elettrica si rivelerà capace di ulteriori performance. Le impressioni di guida? Ci siamo sempre sentiti a nostro agio, tanto che ci è stato permesso anche di ammirare lo splendido paesaggio che scorreva accanto a noi e si svelava man mano che salivamo fino in cima. Quasi alla sommità abbiamo raggiunto il monumento all’emigrante, che la famiglia Collavino, originaria di Varmo e migrata in Canada facendo fortuna ha voluto dedicare alle centinaia di migliaia di emigrati friulani sparsi nel mondo. In cima, lo spettacolo è impagabile a 360°, e lo sguardo spazia dall’osovano a Gemona, Venzone, i monti Musi e la stretta del Tagliamento a Nord, Trasaghis e Bordano a ovest, la valle del Tagliamento verso il mare, le colline del Sandanielese, e ancora verso il Collio e i Colli Orientali del Friuli. Ma dalla base del monte arrivano numerosi sentieri panoramici che sbucano quassù. Convergono verso il monumento agli Alpini e ai caduti della grande guerra, portano alle postazioni cannoniere, ma collegano anche i punti di avvistamento della Grande guerra, le gallerie. Da qui si dipanano numerosi sentieri panoramici e ne percorriamo alcuni. Al ritorno, sfruttiamo la modalità L per la discesa, anche se è meno ripida della salita, e scorre sul versante del Tagliamento. L’uso del freno motore ci fa risparmiare i freni, che comunque sono anch’essi molto efficaci, anche all’arrivo a valle. #charlieinauto3/428   #provavintage  #Fiat  #Stellantis #GrandePanda #AutoEuropa2026 #UIGA

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#testdrive La Fiat Grande Panda è l’Auto Europa 2026: l’abbiamo provata in anteprima

Il SUV crossover della Casa torinese per il rilancio di Stellantis Confortevole spaziosa sicura sostenibile e: da 0 a 100 km/h in meno di 8” Siamo stati tra i primi a provare l’Auto Europa 2026, la Fiat Grande Panda, una scommessa di Stellantis per rilanciare lo storico marchio italiano rievocando il successo della citycar poi divenuta anche crossover capace di andare dappertutto, ma per decenni auto delle famiglie, dei giovani, da lavoro in Italia, nel resto d’Europa, negli altri continenti. È stata eletta auto dell’anno, lo abbiamo già scritto, dalla Giuria dei giornalisti dell’UIGA, l’Unione italiana giornalisti automotive della quale faccio parte, da una giuria di opinion leader e dalla giuria popolare, proprio perché espressione del rilancio della Casa torinese. Un rilancio voluto fortemente e dimostrato attraverso una vettura che sintetizza i più attuali sistemi di sicurezza, confort, dotazioni, accessoristica, prestazioni. Il modello che ci è stato affidato dall’Ufficio stampa è full hybrid, ovvero, con una unità elettrica che ricarica la batteria e usa la modalità elettrica solo per brevi spostamenti, la fa entrare in azione quando occorre una spinta ulteriore e per risparmiare carburante. Tante le dotazioni elettroniche e le opzioni che vi descriveremo. Per cominciare, la Fiat Grande Panda sarà l’auto dell’esordio della mia nuova trasmissione televisiva ‘Nordest da scoprire’, sarà la protagonista della puntata n.1. Una coincidenza singolare: anche l’inizio ufficiale dei miei test drive, e l’esordio di #charlieinautoavvenne con una Fiat, tra l’altro una Fiat che avevo sempre sognato così come molti automobilisti: la Fiat 124 Spider. Anche allora la Fiat mi offrì uno spazio privilegiato. La Grande Panda è la sintesi di tutte le novità e innovazioni oggi a disposizione degli automobilisti e delle automobiliste: è facile da guidare, è la sensazione manifestata dalle automobiliste che l’hanno provata. Ma è anche performante. Questa Fiat Panda, non a caso Grande Panda perché è sensibilmente più grande di quella presentata nel 1980, disegnata da Giorgetto Giugiaro, che era lunga 3 metri e 653 cm. Gli altri modelli, con stile e progettazione in sintonia con l’evoluzione del progresso, furono immessi sul mercato nel 2003 e nel 2012. Si trattava sempre di un veicolo essenziale, funzionale, accessibile a tutti. Così fu usata come auto da lavoro, per artigiani e non solo, per la famiglia, anche per trasportare il catamarano smontabile sul tetto fino alla riva del mare o del lago. Ed è tuttora in servizio presso l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato, nella versione 4X4 in particolare della Forestale e dei Carabinieri forestali, perché è letteralmente inarrestabile tanto è essenziale. Per questo è stata scelta dalla trasmissione Top Gear per un esperimento tanto folle quanto esaustivo: lanciarla da un elicottero che la sgancia da diverse decine di metri di altezza. Dopo ‘l’atterraggio’, come era ipotizzabile, ma non era scontato, è stata rimessa messa in moto e ha ripreso la marcia nonostante l’impatto. A confermare la veridicità dell’esperimento, Joe Bastianich, incontrato al Vinitaly. Mi ha confermato che l’esperimento è avvenuto nella Piana di Osoppo, in Friuli (Ud). Il motore del progetto Zero era inizialmente di 652 cc da 30 CV derivato dalla Fiat 126, doveva sostituire quel modello e la Fiat 127, e il 903 da 45 CV di quest’ultimo modello. La nuova Fiat Grande Panda 2025, Auto Europa 2026, monta un motore da 1199 cc da 74 kW, 110 CV full-hybrid, con cambio automatico a 6 marce con doppia frizione. Questa Grande Panda, confortevole spaziosa, tecnologicamente avanzata, dimostra anche che il motore a tre cilindri, prodotto in Italia, da 1200 cc è performante, sostenibile, elastico, garantisce una spinta costante quando è necessaria. La prova del primo test, dell’uso cittadino parleremo nella prossima puntata? Abbiamo fatto un test di partenza al casello dell’autostrada: 0/100 km/h in meno di 8 secondi! #charlieinauto3/436 #fiatpanda #fiatgrandepanda #panda #autoeuropa2026 #stellantis

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#testdrive In montagna la Hyundai Kona Hybrid perfettamente a suo agio

La spinta dell’unità elettrica e cerchi da 18’ regalano divertimento alla guida Sempre in piena sicurezza anche nel misto veloce e in discesa Hyundai Kona, giunta alla seconda generazione, come accade per tutte le Case propone sempre nuove opzioni in un crescendo di dotazioni e non solo. Così è per la Kona, urban SUV che non cela le aspettative fuoristradistiche, o crossover, senza trascurare il confort. Ultima nata nell’offerta delle motorizzazioni, quella full-hybrid si inserisce tra la versione ‘semplicemente’ a benzina, e a quella mild hybrid, che si attacca alla spina di corrente per la ricarica perché può essere collegata alla colonnina nei luoghi pubblici e privati, alla colonnina installata a casa, ma anche alla presa di corrente domestica, ma di adeguata capacità per l’assorbimento importante nel ripristino della carica. C’è anche 100 per cento elettrica. Questa, full-hybrid, è un corretto compromesso nella rigenerazione ecologica, perché con l’inserimento dell’unità elettrica l’auto è ancor più performante, mentre nel contempo si ottimizzano i consumi senza dover fare nulla di diverso di quanto è richiesto da un motore termico per il suo funzionamento ottimale. Quindi, per vedere se questa variante della Kona conferma il trend della Casa coreana dalla più lunga e vincente esperienza rallystica non ci resta che un test inequivocabile: la strada di montagna. L’abbiamo già promossa su strada e sullo sterrato, verificando la sicurezza e la maneggevolezza della versione di 1580 cc a quattro cilindri da 98 CV, che divengono 141 CV sommando la performance del motore termico con quella dell’unità elettrica, in una prova che è risultata convincente. Infatti, anche in salita il cambio a sei marce con la trasmissione a doppia frizione (DCT) adatta le performance della Kona Hybrid anche alla guida brillante e a un percorso misto, lungo il quale la pendenza importante si confronta con un alternarsi di curve e controcurve che ci appagano nella guida, ma non rallentano la salita. Né incidono pesantemente sui consumi. Ricordo, infatti, che sul percorso misto o sui trasferimenti il quattro cilindri Hyundai percorre circa 20 km con un litro. Con la guida più brillante e in salita difficilmente si scende sotto ai 17 km con un litro, perché è proprio l’unità elettrica a venirci incontro. Per quanto riguarda la guida, i cerchi da 18’ confermano di essere la dimensione adatta per una guida sicura anche quando si richiedono prestazioni alla vettura nella modalità SPORT, così come aumentano la sensazione di sicurezza in discesa e in staccata. Ed è tutto sotto controllo, grazie al grande cruscotto a schermo unico Supervision da 12.3 pollici, touchscreen e a cristalli liquidi. Mentre la comodità alla guida è amplificata dalle regolazioni fini del sedile del conducente, che prevede anche la regolazione lombare elettrica. Inoltre, l’elevato confort interno consente di apprezzare al meglio le qualità dell’impianto Bose. Per amplificare il divertimento alla guida di questo urban SUV  crossover, il cambio si può comandare anche manualmente  con le pratiche palette al volante, così la sensazione di gestire le performance è immediata. Mentre ci agevola in discesa perché a supporto delle capacità dei quattro freni a disco possiamo inserire il freno motore con i cambi di marcia ad hoc. Nei tornanti più stretti, dove le canalette e i cordoli non mancano, e nell’inserimento nei bivi in tornante che si innestano in una salita, utile è la proiezione delle immagini delle telecamere retro-laterali. Ecco che cosa succede: la visione delle riprese dalle telecamere si attiva al posto dei due orologi della strumentazione sul cruscotto semplicemente sterzando verso la direzione prescelta; una funzione che è dunque utile non soltanto sui ‘veicoli lunghi’ per eliminare la mancanza di visibilità negli angoli morti, ma anche nelle manovre e nella guida in condizioni particolari. Quindi, anche in montagna, come ci aspettavamo, anche questa Kona, la Hybrid, non manca di fare bella figura. #charlieinauto3/435  #provavintage  #hyundaiKona  #hybrid #montagna    

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#testdrive L’elettronica della Hyundai Kona annulla le incertezze della guida su terra

Full Hybrid da 140 CV performante ma sicura anche sulle strade bianche  Confort per conducente e passeggeri con i sedili tutti riscaldabili La Hyundai Kona è Il Model Year 2025, ma se ha vinto questo riconoscimento per il look innovativo e l’elevato livello delle finiture e del confort, la stessa cura la pone nella sicurezza. Sulle strade extraurbane abbiamo visto che consente di viaggiare in piena tranquillità tra la comodità, l’ascolto professionale dell’impianto stereo Bose grazie all’elevata insonorizzazione, e a un sistema di climatizzazione di alto livello che si prende cura del conducente e dei passeggeri: anche i sedili posteriori sono riscaldabili. Nel fuoristrada? È pur sempre un SUV coupé crossover… Così andiamo alla ricerca delle strade adatte per il test drive specifico. Questa volta scendiamo nella Riviera friulana, tra San Giorgio di Nogaro, Carlino e la Laguna di Marano e ci avviciniamo alla grande tenuta di Villa Bruna, dei fratelli Zoppas, un’azienda agricola di grande estensione dove dall’inizio del secolo scorso si valorizzano le potenzialità rurali del territorio rivierasco. Lì attorno ci sono numerose strade realizzate a scopo agricolo, alcune sono state completate e ampliate per consentire i collegamenti tra i terreni, le aziende rurali, le località vicine. Le prime auto ibride ci avevano abituato a una guida che se non viene governata abilmente, spesso può risultare sclerotica, a volte imprevedibile. L’attivazione dell’unità elettrica della vettura, se avviene improvvisamente ci regala performance utili e appaganti, ma spesso va controllata. Nella Kona Hybrid 2025, motore a benzina da 1580 cc e 140 CV, risultato della somma della spinta del motore endotermico e di quello elettrico, l’elettronica è davvero efficace e il controllo dell’aderenza delle ruote anche al fondo sterrato o sabbioso è assicurata pure in condizioni particolari. Non solo, ma in accelerazione, anche in curva e nella guida più veloce non si sono verificate situazioni di rischio o di incertezza e la Kona, a trazione anteriore, ha sempre mantenuto le traiettorie che avevamo impostato, anche guidando nella modalità SPORT. Il modello che stiamo provando monta il cambio automatico a doppia frizione a sei marce, e in ogni caso, se si fossero manifestate le criticità, avremmo avuto anche la possibilità di correggere le reazioni dell’auto con il cambio manuale che si attiva con le palette al volante, ma soltanto nella modalità sport. Per una guida più fluida abbiamo però preferito la modalità SNOW, che ben si addice al fondo sterrato e annulla completamente gli effetti delle eventuali asperità e delle buche che si possono incontrare, garantendo un elevato confort, come pure la guida in p iena sicurezza anche sulle strade bianche. #charlieinauto3/434  #provavintage #hyundaikona

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#testdrive La Hyundai Kona Hybrid è performante sul misto extraurbano

Ciononostante ha un’autonomia maggiore con il sistema elettrico: 670 km L’elettronica consente di ottimizzare la vettura rispetto al tipo di percorso Hyundai Kona, seconda generazione rinnovata: ed ecco la versione del SUV crossover ibrida, con spazi interni più ampi, grande confort, aggressività acquisita dall’inserimento dell’unità elettrica, elettronica sempre più avvolgente. Il suo design fa pensare a un’auto elettrica, specialmente osservando il muso che contiene le prese d’aria a scomparsa, ma il motore termico assicura garanzie che per il momento, per i tanti motivi che abbiamo già condiviso, l’auto esclusivamente EV non è ancora in grado di offrire, il sistema ibrido sì. In città, abbiamo visto che è maneggevole e si lascia condurre assecondando le esigenze con un ottimo cambio automatico che condivide l’esuberanza della propulsione ibrida ma gestisce anche l’elasticità del motore di 1580 cc da 140 CV. Fuori città possiamo giocare di più con il cambio manuale, che si comanda con le palette al volante nella modalità Sport, e ci dimentichiamo che è un SUV crossover visto che andiamo un po’ sull’asfalto. Le prime considerazioni le facciamo sui consumi: la Kona Hybrid non nasconde le sue prerogative, visto che il serbatoio della benzina contiene poco più di 30 litri, con i quali, con una guida normale percorre anche 670 km. Un risultato che otteniamo attivando la funzione di guida ECO, con la quale la vettura non cede molto nelle prestazioni; premendo sull’acceleratore dà soltanto al conducente la sensazione che temporaneamente le prestazioni del motore siano leggermente ovattate.  Ma quando subentra la spinta del sistema elettrico la Kona Hybrid conserva la brillantezza che la distingue. Le altre modalità di guida, oltre a quella di default, sono SPORT, e SNOW. Sport aumenta la reattività della macchina e predilige la guida con il cambio, perché così dà sensazioni più emozionanti irrigidendo l’assetto, e rendendola ancor più incollata alla strada. Ancora una funzione, che è quella dedicata all’aggettivo Crossover: SNOW. Va benissimo con la neve ma anche, come vedremo la prossima volta, sullo sterrato. La proviamo sull’asfalto su strade isolate e con un andamento misto: passiamo a ridosso della sponda sinistra del fiume Tagliamento. Siamo nel margine occidentale della Riviera friulana. Anche qui, la grinta e la sensazione di sicurezza e guidabilità che la Hyundai Kona Hybrid sa trasmettere al volante in ogni occasione sono una caratteristica anche dei modelli più recenti della Casa coreana. Tra le dotazioni di sicurezza, che avevamo testato nel trasferimento, c’è l’assistenza alla guida assieme ai controlli laterale e anticollisione arricchita da un vistoso avviso di pericolo rappresentato da un imperdibile occhio rosso che si accende sul cruscotto;  questo sistema la rende a guida quasi autonoma. #charlieinauto3/432  #provavintage  #hyundai  #hyundaiKona

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testdrive La KONA ridisegnata per le funzioni hybrid con un look avveniristico

Il frontale svela le prese d’aria a seconda delle temperature e delle esigenze Interni confortevoli e i servizi adeguati alle esigenze anche dei più giovani Hyundai KONA cambia ancora il ‘look’ e segue lo sviluppo delle tecnologie adeguando gli spazi alle attese di una utenza sempre più ampia, è di dimensioni maggiori e il design più futuristico, mentre è stata ampliata anche la gamma delle motorizzazioni. È un SUV crossover ridisegnato secondo le esigenze delle funzioni. Tra le prime sorprese il frontale se ne svela una nel frontale: il muso, quando utilizza il motore termico e alle basse temperature appare chiuso, senza prese d’aria. Ha soltanto una piccola griglia in basso, sopra allo spoiler. Quando il motore si riscalda e nell’uso combinato o elettrico si aprono due tendine che svelano la griglia della presa d’aria per la batteria ausiliaria. Anche al volante presenta subito le sue credenziali: la spinta immediata del motore elettrico che assieme a quello termico di 1580 e cc scarica 140 CV è rafforzata dalla doppia frizione del cambio automatico a 6 marce che si comandano anche manualmente con le palette al volante quando si innesta la modalità Sport, che irrigidisce, adeguandolo, anche l’assetto. Il confort è molto curato, e i sedili, riscaldabili, sono anche raffreddabili. Ma siamo ancora in città e allora occupiamoci della guida: per il parcheggio ma non solo, ci affidiamo al grande schermo che ‘arreda’ l’intero cruscotto e corre da destra a sinistra sul cruscotto: il display compare al centro e in retromarcia ci presenta la rappresentazione a 360° dall’alto dell’auto e di quanto la circonda; utile anche quando ci spostiamo su strade impegnative, visto che è un crossover, o in montagna. sempre per il confort di conducente e passeggeri sul tunnel centrale, tutto a disposizione visto che il cambio è automatico, ci sono ampi spazi portaoggetti, due porta bicchieri richiudibili e il comodo poggia gomiti che svela ulteriori vani. Il caricabatterie per il telefono è wireless, c’è la presa per l’accendisigari e anche due prese USB-C. ed ecco che premendo un tasto sul quale sono raffigurate le pile da caricare si può scegliere se caricare il telefono o/e collegarlo anche all’Apple Car Play o all’Android Auto. Collegamento che è possibile anche in wireless. Sopra, ancora sul cruscotto, i comandi di climatizzazione, con il clima e il riscaldamento molto efficace, dell’impianto di intrattenimento e delle funzioni touch screen. Lo schermo è molto grande e di stile cinematografico. Ma non corriamo troppo con la descrizione. Ci fermiamo alla costatazione che ancora una volta l’impianto di intrattenimento è BOSE. Il resto, alla prossima puntata. #charlieinauto3/430   #provavintage  #hyundai #KONA #SUV #crossover

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#testdrive La nuova Hyundai KONA ridisegnata per le nuove funzioni con un look avveniristico

Il frontale svela le prese d’aria a seconda delle temperature e delle esigenze Interni confortevoli e i servizi adeguati alle esigenze anche dei più giovani Hyundai KONA cambia ancora il ‘look’ e segue lo sviluppo delle tecnologie adeguando gli spazi alle attese di una utenza sempre più ampia, è di dimensioni maggiori e il design più futuristico, mentre è stata ampliata anche la gamma delle motorizzazioni. È un SUV crossover ridisegnato secondo le esigenze delle funzioni. Tra le prime sorprese il frontale se ne svela una nel frontale: il muso, quando utilizza il motore termico e alle basse temperature appare chiuso, senza prese d’aria. Ha soltanto una piccola griglia in basso, sopra allo spoiler. Quando il motore si riscalda e nell’uso combinato o elettrico si aprono due tendine che svelano la griglia della presa d’aria per la batteria ausiliaria. Anche al volante presenta subito le sue credenziali: la spinta immediata del motore elettrico che assieme a quello termico di 1580 e cc scarica 140 CV è rafforzata dalla doppia frizione del cambio automatico a 6 marce che si comandano anche manualmente con le palette al volante quando si innesta la modalità Sport, che irrigidisce, adeguandolo, anche l’assetto. Il confort è molto curato, e i sedili, riscaldabili, sono anche raffreddabili. Ma siamo ancora in città e allora occupiamoci della guida: per il parcheggio ma non solo, ci affidiamo al grande schermo che ‘arreda’ due terzi dell’intero cruscotto e corre da sinistra al display: compare al centro e il suo schermo attivando la retromarcia ci presenta la rappresentazione a 360° e dall’alto dell’auto e di quanto la circonda. Uno vista che ci è molto utile nei parcheggi nelle metropoli e in città, ma anche quando ci spostiamo su strade impegnative, visto che è un crossover, o in montagna. Sempre per il confort di conducente e passeggeri sul tunnel centrale, tutto a disposizione visto che il cambio è automatico, ci sono ampi spazi portaoggetti, due porta bicchieri richiudibili e il comodo poggia gomiti che svela ulteriori vani. Il caricabatterie per il telefono è wireless, c’è la presa per l’accendisigari e anche due prese USB-C. ed ecco che premendo un tasto sul quale sono raffigurate le pile da caricare si può scegliere se caricare il telefono o/e collegarlo anche all’Apple Car Play o all’Android Auto. Collegamento che è possibile anche in wireless. Sopra, ancora sul cruscotto, i comandi di climatizzazione, con il clima e il riscaldamento molto efficace, dell’impianto di intrattenimento e delle funzioni touch screen. Lo schermo è molto grande e di stile cinematografico. Ma non corriamo troppo con la descrizione. Ci fermiamo alla costatazione che ancora una volta l’impianto di intrattenimento è BOSE. Il resto, alla prossima puntata. #charlieinauto3/431  #provavintage #hyundai  #KONA

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#testdrive Sicurezza attiva di livello 2 a bordo della nuova Hyundai Santa Fe

Sistemi anticollisione e assistenza alla guida per il fuoristrada in montagna L’mpia finestratura fa godere a tutti gli occupanti la ricchezza dei paesaggi In modalità elettrica nel silenzio incontaminato delle Alpi La nuova Hyundai Santa Fe Hybrid vuole essere il tramite tra l’alta tecnologia e la possibilità di vivere e condividere con i passeggeri le emozioni trasmesse dalla visita di ambienti naturali di pregio ammirando paesaggi incontaminati. Lo si intuisce appena si sale al volante: a rubare subito l’attenzione è il cruscotto che è un grande display. Guardando da sinistra a destra, sotto ai due montanti del parabrezza ci sono il cluster digitale, o più italianamente cruscotto, e il touch screen per l’infotaintment. Il tutto da 12,3”. Abbiamo detto che è full-hybrid, e che i 215 CV che ricava dal motore a benzina di 1600 cc li mette a disposizione grazie alla batteria ausiliaria che si ricarica con la frenata rigenerativa, utile per guidare con un solo pedale, ovvero quello dell’acceleratore. Pedale che poi diviene inutile se utilizziamo, ovviamente in autostrada o in condizioni che lo permettano, il cruise control intelligente. Ma ora siamo saliti a bordo e ci occupiamo della sicurezza: assieme alle dotazioni elettroniche, l’assistenza attiva è confortata da 10 airbag, due frontali, due laterali, due a tendina che riparano anche i sedili della terza fila, due nuovi laterali per la prima e la seconda fila, uno per le ginocchia del conducente; tutti pronti a esplodere ‘beneficamente’ per riparare tutti gli occupanti dall’eventuale impatto con l’interno del grande Suv fuoristrada. La scelta costruttiva è interamente orientata alla sicurezza in caso di collisione con l’utilizzo di acciaio e materiali di alta qualità ottenendo un incremento della resistenza della carrozzeria del 4,5 per cento. Ma nella progettazione si è tenuto conto anche della distribuzione del carico in caso di urto. Così Santa Fe è ora in grado di assorbire ancor meglio l’eventuale impatto, riducendo nel contempo al minimo la deformazione dell’abitacolo. Ancora sicurezza attiva con le portiere posteriori che vengono bloccate nel caso rilevi veicoli in avvicinamento da dietro. Ritorniamo sul cruscotto e a sorpresa scopriamo che azionando le frecce direzionali i due orologi divengono due piccoli ma utilissimi schermi, a sinistra per svoltare a sinistra, a destra per svoltare dall’altro lato: come due oblò ci mostrano in diretta la vista posteriore e laterale, evitandoci il pericolo dei punti ciechi in manovra, ma anche nel cambio di corsia o di direzione. Ancora assistenza attiva in retromarcia o in parcheggio: i sensori rileveranno un eventuale ostacolo con la telecamera posteriore o i sensori a ultrasuoni mostrando subito l’avviso di pericolo sul cruscotto, ma anche frenando autonomamente per evitare la eventuale collisione, anche se il rischio proviene lateralmente e stiamo uscendo da un parcheggio. Santa Fe monta l’Highway Driving Assist 2 che è la guida autonoma di livello 2: controlla la velocità del veicolo e la distanza da altri mezzi rallentando o frenando autonomamente se viene rilevato il rischio collisione, anche se è con un pedone o un ciclista. Segnala anche il sopraggiungere da dietro di altri veicoli nel cambio di corsia. Autonomamente, la nuova Santa Fe è capace di parcheggiare da sola in modo parallelo alla strada, a spina di pesce o perpendicolare. Ma, a sorpresa, con il telefono cellulare e con l’applicazione la nostra auto può essere ‘invitata’ a entrare o uscire da un parcheggio da sola, mentre il conducente fuori dall’auto. Opzione utile dove ci sono gli stalli del posteggio stretti o il parcheggio è intasato, oppure in montagna in situazioni o condizioni particolari. Già, montagna… Siamo già saliti sul monte di Muris, ma la sua conformazione non permetteva escursioni o deviazioni particolari. Così, saliamo più in alto. Delle due qualità, la maneggevolezza e le doti di arrampicatrice nonostante il volume importante ma sempre gestibile, abbiamo già detto. Va aggiunto che l’ampia finestratura e il tetto trasparente, oltre a scongiurare il rischio che gli occupanti possano sentirsi ‘rinchiusi’ in un abitacolo comunque spazioso per tutti, consente di ammirare comodamente la bellezza del paesaggio circostante, anche guardando verso l’alto, attraverso le fronde degli alberi. Non ci resta che imboccare una mulattiera in quota, ce ne sono ancora di aperte al transito. Lasciando l’asfalto, agiamo sul comando che è posto sul tunnel centrale, sotto alla plancia e al vano che consente di ricaricare in wi-fi due telefoni alla volta, e tra le opzioni di guida ecco Eco, Sport, My Drive; scegliamo quest’ultima, per poi passare alle opzioni Terrain. Se dovessimo averne bisogno finendo in una strada difficile o cieca c’è il sistema di telecamere posizionate sul muso e in coda, che grazie alla IA ci mostra sul display le immagini virtuali dell’auto e di ciò che la circonda da fuori e dall’alto. Azioniamo l’apertura del tettuccio e apriamo la tendina che protegge il tetto finestrato fino in coda per permettere anche ai passeggeri di godersi il panorama e saliamo. Ovvio che ci spostiamo sulla mulattiera con la stessa sicurezza con la quale ci sposteremmo su una strada asfaltata. Lo stesso avviene sullo sconnesso o sulle buche che sono il ricordo delle nevicate e gelate della precedente stagione invernale: il confort per tutti gli occupanti è sempre massimo. Rinunciamo ad attivare l’impianto Bose di alta qualità a disposizione e ci immergiamo nella bellezza e nel silenzio dell’ambiente alpino. Riusciamo anche ad avvicinare alcuni caprioli scomodamente, secondo noi, appollaiati su ciglioni rocciosi, senza disturbarli spostandoci in modalità elettrica, e riusciamo a affrontare e superare un rilievo notevole collegato da una strada di servizio. Scendendo, incrociamo il parco chiuso del Rally del Piancavallo, ad Aviano. Infatti, in alto, ci eravamo spostati tra i monti del complesso del Monte Cavallo per seguire le prove speciali della gara, della quale sono stato l’addetto stampa per sei edizioni. Bei tempi, sotto la guida di ‘Iccio’ Maurizio Perissinot, con Giancarlo Predieri e Angelo Presotto, che ricordo sempre con grande affetto perché hanno segnato il mio ‘lancio’ nel giornalismo dei motori, superando la fase delle radio ‘pirata’ e delle radio e tv private, con ‘Poole Position-Motori a Mach2’

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#testdrive #Kia Sportage Gt Line Hybrid HEV la sua ‘mission’ è il confort

L’assistenza di ultima generazione e la silenziosità di marcia crea benessere Una guida facile, fluida e sempre precisa che non sollecita i passeggeri Confort e la sensazione di essere sempre a bordo di un veicolo elettrico. È quello che si prova a bordo della nuova Kia Sportage GT Line Hybrid HEV, un modello full hybrid che è spinto da un motore termico a benzina di 1598 cc da 117,60 kW, che assieme all’unità elettrica diventano 215 Cv. Un cross over che traduce la Comodità che non è certo facile da ottenere viaggiando fuoristrada, che sulla nuova Sportage è di livello elevato e si riflette amplificata viaggiando su strada. Non solo, ma in viaggio prevale il rumore dell’unità elettrica, perché il livello di insonorizzazione è molto elevato. La guida è molto divertente perché è possibile come ormai d’abitudine sulle auto ad autoricarica, elettriche o full hybrid, si può affrontare con un solo pedale, perché semplicemente rilasciando il pedale dell’acceleratore si riesce a ottenere un livello di rallentamento elevato fino, sollecitando le palette al volante, a fermarla. Anche la guida, a trazione anteriore, molto facile, è assistita a livello elevato dai controlli di mantenimento di corsia, anticollisione, anti investimento di ciclisti e pedoni, e poco manca a immaginare per questo modello una guida autonoma. Anzi, forse ne è una prova generale. Quanto alla trazione e alla tenuta, abbiamo provato in montagna anche le modalità di guida più avanzate, che si attivano con la manopola sotto al manopolone delle funzioni principali, parcheggio, avanti, retromarcia, e sono Sabbia, Neve, Sassi. Così la stabilità, che si amplifica nella modalità Sport, con la quale si ottimizza il rendimento del motore e dell’unità elettrica, aumenta sensibilmente viaggiando in sport. Funzione che non riduce il confort e lascia un po’ di spazio alla oscillazione laterale che contribuisce a ridurre la forza centrifuga alla quale sono soggetti i passeggeri i curva con queste auto a tenuta di strada superiore, ovvero, affrontando e curve come se si trattasse di un percorso al quale l’auto è vincolata dai binari. Questo perché non c’è deriva laterale né sbandamento e a subire la forza centrifuga sono guidatore e passeggeri. Anche nella guida veloce abbiamo detto che il cambio automatico a 6 marce con comando manuale alle palette al volante è molto efficace e conviene lasciar fare a lui, perché se la cava egregiamente in tutte le situazioni. Per quanto riguarda i percorsi extraurbani abbiamo provato nel medio Friuli nelle strade comunali e provinciali con il favore della note per evitare pericoli, e siamo passati, da Bicinicco, accanto a un grosso incendio, domato senza danni alle persone che aveva coinvolto una fabbrica di pannelli truciolari. Rientrando verso la Riviera friulana abbiamo concluso il nostro test verso le foci del fiume Tagliamento, a Marina Punta Verde, un’oasi del verde accanto al fiume di carattere torrentizio che separa nel tratto finale le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, lambendo e attraversando la Riviera friulana. Marina Punta Verde, accanto all’omonimo Zoo, tra le attrattive fondanti della località turistica di Lignano Sabbiadoro. Marina Punta Verde è presente sulla #cartadelgusto della #Rivierafriulana2025. #charlieinauto3/421   #provavintage

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