fango

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#testdrive #Dacia Sandero Stepway sui Colli di Spessa fino al Castello

Il SUV crossover della Casa franco rumena supera anche la prova sul fango Agile e performante a suo agio tra paesaggi patrimonio dell’UNESCO Centouno CV, o meglio 101 Cavalli di potenza con 170 Nm di coppia a 2000 giri per un motore bifuel che non cala quando l’alimentazione del SUV crossover compatto con motore a tre cilindri di 999 cc passa dalla benzina al GPL: è l’identikit della Dacia Sandero Stepway Extreme ECO G 100 che è, evidentemente, bifuel. Abbiamo visto che sul percorso misto è decisamente sostenibile, perché a una identità performante abbina la sostenibilità di un motore che se a benzina ha un ottimo rendimento, a gas offre la ‘chanche’ ulteriore del prezzo del combustibile, che oscilla tra 0,6 a 0,7 euro al litro, poco più di un terzo della benzina verde. In città è pratica perché alle dimensioni contenute abbina la maneggevolezza, la capacità di sterzo che in manovra è notevole e la disponibilità di sensori,  avvisi e delle telecamere indispensabili in manovra. In montagna sale con grinta e garantisce la sicurezza che la caratterizza anche sulle strade di ogni giorno. La curva di coppia con un ‘tiro’ generoso che la spinge a 170 Nm già a 2000 giri la rende davvero divertente e le offre doti da ‘grimpeuse’ (arrampicatrice) quasi insospettabili per l’auto che è realizzata per essere un fuoristrada ma è destinata anche all’uso di città. Detto questo, considerate che l’ho provata sempre a gas, perché, dando per scontato che la Stepway a benzina è performante anche al di sopra delle aspettative, qui l’abbiamo testata con l’alimentazione a GPL. Che cosa ci resta da fare tra i test standard delle nostre prove sui strada? Appunto, la strada. Saliamo in collina, sulla regina delle colline che è il Collio, culla dello sviluppo vitivinicolo e di conseguenza enogastronomico del Friuli Venezia Giulia e del Nordest. vi troviamo strade in saliscendi, leggeri declivi e dolci discese in mezzo a panorami incantati. La nostra meta è uno dei Colli, quello di Spessa di Capriva del Friuli (Go), dove si erge il Castello di Spessa: uno splendido complesso eretto nel 1200 sulle rovine di una torre di avvistamento realizzata dagli antichi romani sul percorso che porta da Roma ai Balcani, dalla via Annia al Norico. È stato ristrutturato e portato ai fasti attuali dallo stesso progettista del Castello di Miramare (Ts), completato con i confort di una Spa per l’enoterapia e di un resort stellato, ed è parte di una cinquantina di alloggi in cinque fabbricati diversi di un albergo diffuso ideato da Loretto Pali, industriale friulano del mobile di terza generazione. E’ lui ad accoglierci per la visita, dalle splendide sale per il soggiorno, il relax, la degustazione dei vini della Pali Wines, fino alle cantine nel bunker sotterraneo realizzato tra le due Guerre, dove ora sono custodite decine di migliaia di bottiglie di vini da invecchiamento: per esempio il Merlot che degustiamo nella intatta fragranza dei suoi profumi ancora dopo vent’anni di maturazione, e un brut da Pinot grigio e Chardonnay, bollicine conservate fino a cinque/sei anni e proposte nella rinnovata freschezza. Le strade del circondario collinare si prestano alla prova delle super-car, ne abbiamo testata una con Aghini su questi percorsi che scorrono accanto alla Slovenia, ma sono adatte anche al test drive del nostro Suv crossover, che per tutta risposta viaggia in scioltezza tra i filari delle viti e le zone pianeggianti nelle quali vivono liberi i cavalli purosangue. Così entriamo anche su uno sterrato piuttosto fangoso di collina, che conosciamo già da oltre cinquant’anni: la mia prima gara di regolarità motociclistica nel 1973, così si chiamava allora l’attuale enduro, valida per il campionato italiano e per il Campionato Triveneto e Italiano, si sviluppava tra le colline e i fanghi impossibili del Collio ed era la Regolarità di Mossa (Go). La Stepway dispone anche della modalità fuoristrada, che si attiva con un tasto ‘a portata della leva del cambio’ distinguibile dal simbolo di una montagna e un omino disegnato accanto e pronto a scalarla. Così, proviamo questa Dacia fuoristrada sul terreno più complicato al quale è deputata, perché con la stessa modalità d’uso sul ‘semplice ‘ sterrato e sconnesso ci aveva già dato risposte rassicuranti, e grazie ai controlli elettronici anche antislittamento a disposizione, ci consente di superare agevolmente un tratto di strada che ci aveva davvero impensierito. Quindi? Stepway, ancorché bifuel, è promossa anche nel fuoristrada. #charlieinauto3/429 #dacia #sanderostepway #castellodispessa #tesdrive #charlieinauto #provavintage #provasustrada #capriva #crossover #collio #SUV

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#testdrive : una Mini con allestimento di lusso non disdegna il fango

Maneggevole sul misto e rassicurante sulle stradine di campagna  Una Mini lunga, che riprende l’idea progettuale della Mini Clubman Estate degli anni ’60, ovvero il concetto delle utilitarie di lusso divenendo in breve l’auto delle signore dell’alta borghesia e dei giovani professionisti. In Italia era importata dalla Leyland, per l’Italia Koelliker che proponeva una versione personalizzata con le fiancate in legno, i cerchi in lega specifici e interni in pelle e radica, desiderata dalle signore della Milano dei Vip. Sulla stessa onda di pensiero, la Mini Clubman Cooper SD 4All con l’allestimento sportivo JCW, che però sfrutta tutte le potenzialità dell’elettronica e della tecnologia applicata su questa generazione di Mini per sfruttare al meglio il motore diesel da 2000 cc e 190 CV, con 4 ruote motrici. Già, 4 ruote motrici. Da dove cominciamo? Dalla neve, visto che in montagna ce n’è ancora, o dal… fango. In effetti è piovuto da poco, e in campagna forse ne troviamo. L’obiettivo è quello di vedere come si comporta la Clubman con scarsa aderenza. Ci avviciniamo alla Mini con la chiave elettronica in tasca, e lei si apre automaticamente: una fatica i n meno. Ci mettiamo in viaggio, questa volta sarà abbastanza breve, e ci gustiamo la bella musica con l’impianto Harman Kardon di bordo. Il cambio è automatico a 8 marce, ma volendo si può intervenire con quello manuale, o con le palette al volante o con la leva a cloche. La Mini Clubman è docile e maneggevole anche sul misto lento nonostante la lunghezza. I limiti di velocità? È bene prestare sempre attenzione al tachimetro perché con la coppia bassa di questo motore diesel è facile ‘sforare’ anche se di poco i limiti di velocità. In questo caso siamo agevolati dallo split screen, lo schermo a scomparsa sul quale la Mini ci proietta le indicazioni principali sul funzionamento e la marcia dell’auto. Un’auto elegante, che non per questo trascura l’aspetto pratico. Per metterla alla prova troviamo un percorso adatto, a poca distanza dal fiume Tagliamento, tra l’argine e la campagna. Il fondo è incoraggiante… tra l’erba della campagna il percorso è tracciato da due solchi non sempre ben pronunciati, ricoperti a tratti dall’acqua piovana. Ovvero, sotto c’è il limo più viscido che ci si possa aspettare. Così faccio un paio di prove, accelerando e rallentando bruscamente: il sistema di controllo di trazione e anti-sbandamento è efficace e arriviamo in fondo alla strada senza incertezze. Provo a schiacciare bruscamente l’acceleratore, ma il controllo dell’auto non cambia e continuo a guidare in piena sicurezza. L’ho provata con la modalità di guida Green, quella più ‘sostenibile’ che riduce i consumi e adegua l’assetto. Ora provo l’assetto intermedio, Mid, ma l’affidabilità della Mini Clubman non viene meno, e proseguiamo verso la fine del percorso off road, che per le caratteristiche del fango diviene sempre più estremo, in piena sicurezza. Prima parte del test-drive superata quindi. Così ci possiamo dedicare a un altro trasferimento in pieno confort aiutati dal sistema cruise control adattivo di fascia alta, senza lasciarci distrarre troppo dalla comodità che la Mini Clubman assicura al conducente e ai passeggeri. #charlieinauto3/264    

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