Polcenigo

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#testdrive: Hyundai Bayon Bifuel GPL conferma la sua sostenibilità anche in montagna

La differenza tra costo della benzina e del gas ci induce a usare prevalentemente il GPL Su strade di montagna l’indicatore del consumo presenta gli stessi valori della guida in pianura Proprio in questi giorni esplodono le contraddizioni tra imposizioni energetiche verso una transizione ‘green’ non concertata e le ricadute sulla società, sui consumi, sugli automobilisti. A farne le spese sono per buona parte anche le Case automobilistiche che si sono lanciate in una corsa contro il tempi per individuare soluzioni alternative per ora davvero soltanto tali e spesso ipotetiche. Ecco dunque che la nostra Hyundai Bayon Bifuel a GPL e benzina verde balza a pieno titolo alle cronache dei test driver. Perché il prezzo del Gas Propano Liquido è sempre concorrenzialmente stabile, e come in questo caso, il rapporto tra costo del combustibile e consumi è davvero vantaggioso. Il motore ‘1200’, in realtà di 1197 cc, da 61,80 kW, ovvero quasi 90 CV, con il cambio manuale a 5 marce (a cloche) risulta il propulsore ideale per questo Suv con ispirazione fuoristrada, molto spazioso, che forse proprio in questa versione con due possibilità di alimentazione trova la ricetta ideale. Abbiamo già ricordato che la sicurezza attiva e quella passiva di quest’auto coreana è elevata e i controlli elettronici sono in grado di farci viaggiare con serenità e in sicurezza. Quindi, riproponiamo un test drive sui consumi. Ricordiamo anche che la versione GPL bifuel è destinata al solo mercato italiano, ricettivo perché la colonnine di gas liquido nei distributori di carburante sono diffusi sul territorio. Anche questo fattore indica che di auto a GPL ce n’è parecchie, e probabilmente anche diversi mezzi di trasporto leggero. Essendo un allestimento riservato al mercato italiano, l’impianto GPL non è stato installato nella fase di costruzione, bensì dalla Hyundai Italia. Per questo, l’interruttore per attivare l’alimentazione a gas rispetto a quella a benzina, che si avvia prioritariamente all’accensione, è del classico tipo supplementare, viene applicato sul cruscotto accanto al piantone dello sterzo, a sinistra, e contempla anche 4 led colorati, verdi, a indicare il livello del gas nella bombola. Il led rosso segnala che il gas è in esaurimento. Il passaggio dall’alimentazione a benzina a quella a gas, a esaurimento della prima, è automatico e non si avverte mentre si è alla guida. Anche le prestazioni con l’alimentazione a gas non calano in modo percettibile. Se ne può accorgere un test driver, ma per la guida normale non cambia molto. Ma veniamo al dunque. Decidiamo di fare due tappe, la prima con salita al Forte di Osoppo, un percorso turistico con panorama sulla valle del fiume Tagliamento. La seconda, vedremo… La prima parte la affrontiamo a benzina. Tre le modalità di guida, che ci sono confermate dal cambiamento del colore dei due orologi del cruscotto: rosso, più performante, celeste confort, grigio e nero, eco. In ogni caso, il cruscotto ci si propone anche con una livrea in tre 3D, le prestazioni sono brillanti, e con la trazione anteriore anche nel misto la Bayon si guida facilmente perché non riserva soprese. Benzina: così andiamo verso il forte di Osoppo, anche percorrendo un tratto dell’Autostrada A4 e della A28. Sotto alla parte elettronica del cruscotto c’è un indicatore del consumo istantaneo di carburante, che se ci si vuole formare a una guida consapevole e visti i corsi attuali del carburante e dell’uso dell’auto, non vi nascondo di ritenere intelligente. In questo caso ci è utile, perché lungo il tragitto ci ha indicato un consumo adeguato alle nostre attese: dai 17, in momenti performanti, ai 20 km con un litro di benzina. Ciò che è interessante per noi è il fatto che passando al gas, automaticamente a esaurimento della benzina (eravamo partiti con il serbatoio riempito solo parzialmente proprio per questa prova, poi il consumo non è cambiato. E non è che sia merito di uno strumento scarsamente attendibile. Perché poi, il livello del serbatoio del gas e il successivo riempimento ci hanno confermato le sue indicazioni. La salita al forte di Osoppo ha appagato soltanto parzialmente le nostre attese. Così, dopo esserci goduti il panorama decidiamo di allungare il nostro test road, confortati dal fatto che la spesa per il carburante sarebbe stata di quasi un terzo rispetto ai combustibili fossili tradizionali. Facendo prima una tappa a Polcenigo, uno dei Borghi più belli d’Italia, con le sue sorgenti nel mezzo del paese e, qualche mese fa, i Presepi diffusi in ogni dove. Poi saliamo sul Piancavallo. La giornata tranquilla ci permette di assaggiare confort e affidabilità della Bayon sulla strada di montagna, a tratti piuttosto ripida, in altri passaggi guidata con un misto veloce nel quale la Hyundai ha confermato le doti proverbiali di tenuta e agilità. Facendo la media del consumo lungo tutta la salita la sorpresa: la percorrenza al km con un litro di carburante non è scesa rispetto al test precedente, e considerando il costo del gas al litro rappresenta un’opportunità da non sottovalutare. In cima tra i boschi e le strade a mezza costa la Bayon ha confermato le sue doti, così come in discesa: è dotata di un ottimo impianto frenante che a volte abbiamo in parte risparmiato sfruttando il freno motore. Considerazioni finali rispetto al test finalizzato anche a comparare costi e benefici tra due ben diversi combustibili fossili? Che abbiamo proseguito il test nei giorni successivi, anche per la restituzione dell’auto a Milano, sempre a gas. Lasciando un po’ di benzina nel serbatoio a mo’ di riserva nel caso non avessimo trovato un distributore di GPL a portata di mano. Ma di pompe per fare rifornimento di gas GPL ce ne sono parecchie. Quindi, perché non fare un pensierino su questa Hyundai eclettica? #charlieinauto3/380       #prova vintage

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#Testdrive #BMW X5M una supercar sulla Pedemontana pordenonese

Sono troppi 475 CV per un SUV con velleità fuoristradistiche che la potenza smorza a favore dell’alta velocità? Un giorno d’autunno, come accade da noi, con una temperatura tiepida che ti invita a cercare spazi all’aperto. E allora? Allora un open day della BMW nella sede #Autostar di Pordenone ci prospetta una ghiotta occasione: provare un SUV BMW . Una di quelle ‘supercar’ con le quali poter schiacciare a fondo l’acceleratore, dove si può e si è in sicurezza, ed essere sicuri che tutto andrà liscio. Vabbè, direte. Te lo sei scelto tu. Di provare, e per questo di rischiare anche quando non te lo aspetteresti. A volte la reazione improvvisa e imprevista dell’auto che state guidando può creare serie difficoltà. Ma non è questo il caso odierno. Riepilogando: BMW, Pordenone, sceglieremo una strada pedemontana, ma oggi è festa e ci sarà parecchio traffico. Quindi, di tirare non se ne parla. BMW ci ricorda tanti motori potenti, elastici, adatti a macchine sportive come tendenzialmente, anche se spesso molto eleganti e spaziose, sono le auto della casa di Monaco. Baierische Motoren Werke dalla Baviera auto e motori da oltre cent’anni per puntare ai record Baierische Motoren Werke: fabbrica automobilistica della Baviera. Ne abbiamo viste tante nella Riviera Friulana, di turisti austriaci o tedeschi. A volte semplicemente tirate a lucido, od ottimizzate con modifiche alla carrozzeria di grande effetto. In realtà, il ricordo più antico del marchio BMW, ce l’ho dal mondo delle due ruote. Nelle moto, la BMW è sempre stata il sogno di ogni endurista, e di chi ama fare mototurismo. Confortevole, la seduta comoda e alta, grande tenuta di strada, buone prestazioni. Con un background così, che cosa pensate che mi attenda dall’auto del terzo millennio? Un condensato di tutte le aspettative degli automobilisti ‘normali’, di quelli con velleità sportive, di quelli più tranquilli che amano godersi il paesaggio e raggiungere anche luoghi e siti non facili da avvicinare. Speriamo che quella che si stanno affidando sia nel contempo tutto ciò. Con lo stesso spirito negli anni ’70 si acquistavano le prime auto fuoristrada da lavoro, e da città, o da campagna, caratterizzate da una grande abitabilità e capacità di carico. Ma anche dalla versatilità sul terreno e sui fondi sconnessi. Che a quell’epoca non era un risultato banale, non essendo ancora stati inventati gli ammortizzatori a gas, i controlli elettronici di assetto, altezza, inclinazione, aderenza, conformità alla traiettoria ottimale ecc. Ma parliamo delle 2CV o delle R4. Nel frattempo BMW era già avanti con le moto. Bene. A provale le auto non saremo soli. Ma anche stavolta mi è andata bene. Mi affidano proprio la X5M. BMW si è giovata per un periodo anche di uno dei più raffinati collaudatori-piloti: Niki Lauda Dove M sta per le prestazioni più alte della gamma della casa bavarese. Dalle moto alle auto per BMW il passaggio è stato calibrato. Si è giovato per un periodo anche della collaborazione di Niki Lauda. Era l’epoca dello sviluppo della M3. Per le corse su pista, o in salita. X5M è invece un SUV. Con una motorizzazione spaventosa: 575 CV, 423 kW. Che cosa me ne farò di tutto questo Ben di Dio senza poterla sfruttare a fondo? Certo che una potenza così, se sviluppata su una pista o su una strada libera e misto-veloce, può consentire di raggiungere velocità elevate in pochi secondi, di passare da una curva stretta o un tornante all’altro in un istante. Oggi invece di tutto questo, la proveremo per voi come se dovessimo fare una gita in campagna. Anzi, nella pedemontana pordenonese. Eccoci qua: benzina doppio turbocompressore Comincio a concentrarmi: 4.365 cc , 8 cilindri a benzina TwinPower Turbo con doppio turbocompressore: 435 kW pari a 575 CV, da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi. Gli interni sono molto rifiniti, grintosi, ma comodi. Metto in moto: il rumore promette bene. Metto la leva del cambio in posizione D/S spingendola verso destra. Per non strafare, tolgo il piede dal freno, e muoviamo i primi giri di ruote. Un colpetto d’acceleratore appena imboccata la strada ci vuole per capire che cosa farà. Niente, se non schiacciarmi sul sedile. Questa BMW non è a trazione posteriore, come le sue ‘nonne’. Ma è a quattro ruote motrici per poter scaricare meglio l’importante potenza. Ah, ecco! Lasciamoci rapire dagli inglesismi e ascoltiamo il sound del doppio scarico a quattro uscite Ora posso almeno sentire il ‘sound’, come lo chiamano gli anglofili. E in effetti, questo vocabolo inglese onomatopeutico rende bene l’idea dell’urlo dell’8 cilindri. Che se sollecitato emette un urlo dal quadruplo sistema di scarico. Beh, se non si può correre vediamo di regalarci il massimo del confort che quest’auto di lusso può assicurare. Sedili comodi, il posto di guida sportivo ma confortevole. I comandi e gli strumenti tutti orientati verso il conducente, che se si trattasse di un pilota. Provo a toccare una delle leve e mi compaiono alcuni dei parametri di guida proiettati sul parabrezza. Arriviamo sul misto, e cerco di tastare un po’ questa supercar. Di cambiare non se ne parla. Il cambio automatico non perde un colpo. Nel senso che asseconda immediatamente e sembra anticipare le nostre sollecitazioni al motore e all’auto. Le quattro ruote motrici tengono ancorata la BMW X5M all’asfalto. Scolliniamo e scendiamo un po’ verso Polcenigo e il suo splendido castello. E’ pieno di auto e di gente. Ci deve essere una festa. Dunque? No; non supererò i limiti! M consolo apprendendo dalle istruzioni che la velocità è autolimitata dalla macchina a 250 km/h. Per provarla davvero, ci vorrebbe una pista. Arrivo alla base della salita del Piancavallo: e ora? Troppo traffico. E’ domenica. Meglio dedicarsi al confort e alla buona musica che anche questa aut o tedesca ci regala. #charlieinauto

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#Testdrive #BMW X5M una supercar sulla Pedemontana pordenonese

Sono troppi 475 CV per un SUV con velleità fuoristradistiche che la potenza smorza a favore dell’alta velocità? Un giorno d’autunno, come accade da noi, con una temperatura tiepida che ti invita a cercare spazi all’aperto. E allora? Allora un open day della BMW nella sede #Autostar di Pordenone ci prospetta una ghiotta occasione: provare un SUV BMW . Una di quelle ‘supercar’ con le quali poter schiacciare a fondo l’acceleratore, dove si può e si è in sicurezza, ed essere sicuri che tutto andrà liscio. Vabbè, direte. Te lo sei scelto tu. Di provare, e per questo di rischiare anche quando non te lo aspetteresti. A volte la reazione improvvisa e imprevista dell’auto che state guidando può creare serie difficoltà. Ma non è questo il caso odierno. Riepilogando: BMW, Pordenone, sceglieremo una strada pedemontana, ma oggi è festa e ci sarà parecchio traffico. Quindi, di tirare non se ne parla. BMW ci ricorda tanti motori potenti, elastici, adatti a macchine sportive come tendenzialmente, anche se spesso molto eleganti e spaziose, sono le auto della casa di Monaco. Baierische Motoren Werke dalla Baviera auto e motori da oltre cent’anni per puntare ai record Baierische Motoren Werke: fabbrica automobilistica della Baviera. Ne abbiamo viste tante nella Riviera Friulana, di turisti austriaci o tedeschi. A volte semplicemente tirate a lucido, od ottimizzate con modifiche alla carrozzeria di grande effetto. In realtà, il ricordo più antico del marchio BMW, ce l’ho dal mondo delle due ruote. Nelle moto, la BMW è sempre stata il sogno di ogni endurista, e di chi ama fare mototurismo. Confortevole, la seduta comoda e alta, grande tenuta di strada, buone prestazioni. Con un background così, che cosa pensate che mi attenda dall’auto del terzo millennio? Un condensato di tutte le aspettative degli automobilisti ‘normali’, di quelli con velleità sportive, di quelli più tranquilli che amano godersi il paesaggio e raggiungere anche luoghi e siti non facili da avvicinare. Speriamo che quella che si stanno affidando sia nel contempo tutto ciò. Con lo stesso spirito negli anni ’70 si acquistavano le prime auto fuoristrada da lavoro, e da città, o da campagna, caratterizzate da una grande abitabilità e capacità di carico. Ma anche dalla versatilità sul terreno e sui fondi sconnessi. Che a quell’epoca non era un risultato banale, non essendo ancora stati inventati gli ammortizzatori a gas, i controlli elettronici di assetto, altezza, inclinazione, aderenza, conformità alla traiettoria ottimale ecc. Ma parliamo delle 2CV o delle R4. Nel frattempo BMW era già avanti con le moto. Bene. A provale le auto non saremo soli. Ma anche stavolta mi è andata bene. Mi affidano proprio la X5M. BMW si è giovata per un periodo anche di uno dei più raffinati collaudatori-piloti: Niki Lauda Dove M sta per le prestazioni più alte della gamma della casa bavarese. Dalle moto alle auto per BMW il passaggio è stato calibrato. Si è giovato per un periodo anche della collaborazione di Niki Lauda. Era l’epoca dello sviluppo della M3. Per le corse su pista, o in salita. X5M è invece un SUV. Con una motorizzazione spaventosa: 575 CV, 423 kW. Che cosa me ne farò di tutto questo Ben di Dio senza poterla sfruttare a fondo? Certo che una potenza così, se sviluppata su una pista o su una strada libera e misto-veloce, può consentire di raggiungere velocità elevate in pochi secondi, di passare da una curva stretta o un tornante all’altro in un istante. Oggi invece di tutto questo, la proveremo per voi come se dovessimo fare una gita in campagna. Anzi, nella pedemontana pordenonese. Eccoci qua: benzina doppio turbocompressore Comincio a concentrarmi: 4.365 cc , 8 cilindri a benzina TwinPower Turbo con doppio turbocompressore: 435 kW pari a 575 CV, da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi. Gli interni sono molto rifiniti, grintosi, ma comodi. Metto in moto: il rumore promette bene. Metto la leva del cambio in posizione D/S spingendola verso destra. Per non strafare, tolgo il piede dal freno, e muoviamo i primi giri di ruote. Un colpetto d’acceleratore appena imboccata la strada ci vuole per capire che cosa farà. Niente, se non schiacciarmi sul sedile. Questa BMW non è a trazione posteriore, come le sue ‘nonne’. Ma è a quattro ruote motrici per poter scaricare meglio l’importante potenza. Ah, ecco! Lasciamoci rapire dagli inglesismi e ascoltiamo il sound del doppio scarico a quattro uscite Ora posso almeno sentire il ‘sound’, come lo chiamano gli anglofili. E in effetti, questo vocabolo inglese onomatopeutico rende bene l’idea dell’urlo dell’8 cilindri. Che se sollecitato emette un urlo dal quadruplo sistema di scarico. Beh, se non si può correre vediamo di regalarci il massimo del confort che quest’auto di lusso può assicurare. Sedili comodi, il posto di guida sportivo ma confortevole. I comandi e gli strumenti tutti orientati verso il conducente, che se si trattasse di un pilota. Provo a toccare una delle leve e mi compaiono alcuni dei parametri di guida proiettati sul parabrezza. Arriviamo sul misto, e cerco di tastare un po’ questa supercar. Di cambiare non se ne parla. Il cambio automatico non perde un colpo. Nel senso che asseconda immediatamente e sembra anticipare le nostre sollecitazioni al motore e all’auto. Le quattro ruote motrici tengono ancorata la BMW X5M all’asfalto. Scolliniamo e scendiamo un po’ verso Polcenigo e il suo splendido castello. E’ pieno di auto e di gente. Ci deve essere una festa. Dunque? No; non supererò i limiti! M consolo apprendendo dalle istruzioni che la velocità è autolimitata dalla macchina a 250 km/h. Per provarla davvero, ci vorrebbe una pista. Arrivo alla base della salita del Piancavallo: e ora? Troppo traffico. E’ domenica. Meglio dedicarsi al confort e alla buona musica che anche questa aut o tedesca ci regala. #charlieinauto

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