Portogruaro

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#testdrive MG ZS rinascita cinese del marchio del cuore per i gentleman del ‘vecchio continente’

Un SUV crossover di fascia intermedia di stampo britannico Colori classici e interni morbidi per  il confort in stile inglese Quest’anno arriva il modello ibrido con il look rivisitato e attualizzato Ai gentleman, alle gentle-girl per parità di genere, il marchio MG evoca ricordi romantici, sportivi, disimpegnati. Il marchio britannico produceva infatti una indimenticabile spider compattache era il sogno di molti studenti, e studentesse, ed era forse il primo ‘sfizio’ che gli appassionati si concedevano non appena conquistata l’autonomia per gli spostamenti fuori città, all’aria aperta, per azzardare qualche viaggio magari attaccando la valigetta sopra al cofano posteriore per raddoppiare la capienza di un bagagliaio limitato alla forma dell’auto dalla sauna inconfondibile determinata dalle ruote esterne alla scocca e coperte da morbidi parafanghi. L’acronimo stava per Morris Garage legato in qualche modo alla mitica Mini, ed è stato acquistato da una decina d’anni dalla Saic cinese, che ha generato una crossover compatta, dalla linea morbida ed elegante, per nulla orientaleggiante. Anzi, dallo stile quasi inglese forse per mantenere viva l’immagine dello stile inglese che MG evoca ancora. La MG ZS, che abbiamo provato ‘fuori busta’, è prodotta dal 2017, ed è appena uscita la nuova serie. Lunga 432 cm, si presenta con un buon livello di finiture, con gli interni rivestiti di simil pelle morbida, che eleva la qualità del confort anche a livello visivo. Il motore a quattro cilindri di 1.498 cc eroga 78 kW, cioè 106,05 CV. Cinque posti, le finiture dei sedili avvolgenti, quello di guida regolabile elettronicamente e riscaldato come quello del passeggero, sono arricchiti dalle cuciture rosse. Il portellone posteriore è ampio e assicura una buona capacità di capacità di carico. Si apre facendo pressione sul marchio MG leggermente in rilievo, nel quale è inserita una delle quattro telecamere che permettono di vedere sul grande display centrale in HD le immagini dei quattro lati dell’auto, e si attivano automaticamente a seconda della direzione verso la quale abbiamo deciso di dirigerci. Non solo, ma consentono, in modalità 3D, di vedere dall’alto la vettura con la simulazione dello spostamento previsto dell’auto., sia procedendo in avanti che all’indietro. Il  cambio è, in questo modello, a 5 marce, almeno per questo esemplare, e i rapporti sono ben selezionati. Consentono una guida fluida e sufficientemente agile. In marcia ha la ripresa necessaria per effettuare i sorpassi in sicurezza. L’assetto è comunque quello di un SUV crossover, contenuto in uno styling un po’ vintage che ne rende accattivante l’aspetto. Nell’uso fuoristrada, anche in stradine complicate con l’ausilio delle telecamere a 360 gradi che si orientano verso le nostre intenzioni, è maneggevole. Ma di questa sua vocazione risente la sensazione di sicurezza alla guida, anche se non tradisce il percorso che le imponiamo: l’assetto alto da fuoristrada la spinge a ondeggiare in curva verso l’esterno, ma si inclina dolcemente, un po’ come le vecchie auto francesi. tuttavia, ciò non influisce sulla guida. Rassicurata anche dai quattro potenti freni a disco in dotazione per un uso in sicurezza in ogni condizione. Ne abbiamo approfittato per concederci una escursione sullo splendido scenario collinare di Bergamo, per poi arrivare in piazza Duomo a Milano nel corso delle riprese di uno sceneggiato tv. #charlieinauto3/417     #provavintage        

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#charlieinauto Ford Tourneo Courier sicuro e deciso anche sui percorsi di montagna

Il modello di SUV multi-spazio ha un’ampia capacità di carico: fino a 2.160 litri di capienza a sedili posteriori abbassati Un doppiofondo dietro alle alette parasole e un pannello laterale che crea un comodo porta oggetti Una soluzione multispazio che piace anche per il design moderno e nel contempo morbidamente vintage. Sarà per l’accostamento dei colori del Courier che abbiamo in prova, si richiama a uno stile britannico, anche se la tecnologia che adotta e le soluzioni per renderlo davvero confortevole sono di livello superiore alle aspettative. Il nuovo Ford Tourneo nella versione Courier è l’interpretazione in formato magnum dell’auto familiare, massima capacità di carico, possibilità di trasportare fino a sei persone più il conducente. L’ipotesi di un veicolo multifunzionale che possa piacere agli automobilisti a caccia di ampi spazi e di comodità in questa versione di un veicolo commerciale della Ford è riuscita. Salendo a bordo, al volante, ci si rende conto da subito di che cosa significa abbandonare temporaneamente un’auto sportiva o anche una berlina o coupé tradizionali per guidare la Courier: un confort che si apprezza prendendo posto al volante raggiunto senza le acrobatiche evoluzioni alle quali ci costringono oramai spesso diverse vetture. Allungato rispetto al modello precedente fino a 434 cm, si presenta con un abitacolo ancor più abitabile, mentre il grande portellone posteriore incernierato verso l’alto consente di caricare anche oggetti ingombranti. Motore a tre cilindri a benzina turbo Ecoboost, unica versione, con cambio manuale a 6 marce o automatico a doppia frizione a sette rapporti. Il motore è di ‘soli’ 1.000 cc.  a eroga 125, e risponde con una coppia di 170 Nm che sale a 200 con la funzione Overboost. Tourneo Courier è un’auto sostenibile, perché consuma poco, anche 20 km/l a 90 km/h. Altrimenti il consumo sale, ma non oltre i 14 km/l. il serbatoio di 45 l ci permette così di progettare qualche gita ‘fuori porta’. Partiamo da Portogruaro, città di matrice veneziana con begli scorci sulle acque (il fiume Lemene con il suo suggestivo mulino nel cuore del centro abitato e i canali collegati) e un’architettura che si richiama a Venezia. Nel nostro test drive non  avevamo ancora progettato una escursione in montagna. Il trasferimento in autostrada ci permette di riscontrare che Tourneo Courier ha una buona ripresa specialmente utilizzando il cambio nella modalità manuale. Il motore turbo assistito e la coppia elevata per un motore di meno di 1.000 cc le consentono di recuperare velocità  nei sorpassi. Ma ora vediamo in salita… non occorre che ricorriamo alle ridotte, che sono previste, ma la salita è importante sale con sufficiente decisione. Inseriamo la funzione Overboost ed ecco le ripartenze efficaci e utili specialmente nella guida in montagna all’uscita dai tornanti in salita. Tourneo Courier ci porta rapidamente in cima in piena sicurezza, tanto assistiti che siamo stati tentati di disinserire il controllo di carreggiata per poter fare qualche traiettoria. La struttura un po’ alta della vettura non influisce sulla tenuta di strada, nemmeno in discesa, dove continua a mantenere una buona tenuta di strada e a limitare un rollio che vista la struttura dell’auto ci saremmo aspettati. Quindi, Tourneo Courier è promossa quanto a stabilità. Arriviamo in cima alla salita, e raggiungiamo Piancavallo per una tonificante escursione sui sentieri del CAI, che sono segnalati e decisamente panoramici. Al rientro la discesa ci conferma la stabilità di un mezzo che sconta, per la velocità, il disagio di un muso troppo squadrato da opporre al vento. E di fiancate voluminose che, in caso di vento, richiedono attenzione al volante. Scendiamo per raggiungere Valvasone, antico borgo medioevale perfettamente ristrutturato, con mura suggestive e un castello perfettamente conservato da visitare. Proprio fuori dalle mura ci fermiamo a trovare un’amica viticoltrice: Luisa Menini che con il marito enologo, Nicola Pittoni, ha realizzato l’azienda vinicola Borgo delle oche, dal nome del borgo cantato da Pier Paolo Pasolini, dimostrando che anche dalle grave del vicino torrente Cellina si possono ricavare buoni prodotti enologici. #charlieinauto3/405        #provavintage

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#testdrive #Daciaduster 4X2 1.0 TCe 100 CV GPL DFULL per un uso ecologico dell’auto

L’alimentazione a GPL la rende davvero sostenibile L ’impianto è monitorato dall’indicatore del livello del serbatoio del gas Nuova Dacia Duster Bifuel, perché è alimentata sia a benzina che a GPL. Ovvero, possiamo scegliere con che carburante utilizzarla, come abbiamo visto, cambiando combustibile anche in corsa, per passare dal serbatoio della benzina alla bombola del gas o viceversa. Innanzitutto, occorre ricordare che il Gpl, o meglio il sistema di alimentazione anche a Gpl, che troviamo prevalentemente abbinato all’alimentazione a benzina ma sarebbe ancor più conveniente sulle auto con motore diesel, al giorno d’oggi è sicuro. Tant’è che le auto alimentate a Gpl come quelle bifuel benzina-gpl, sono ammesse anche nei parcheggi sotterranei. Ma perché viaggiare a Gpl e non a benzina? Perché alimentando con il Gpl i motori a benzina il rendimento non cambia di molto né, soprattutto, variano in modo significativo le prestazioni. La convenienza deriva dal costo del Gpl, che è esponenzialmente più basso rispetto a quello della benzina, e si aggira su 0,7 euro al litro. Che cosa significa? Che se per esempio utilizziamo l’auto con una media di 25 mila km con un chilometraggio medio giornaliero di 120 km e percorriamo strade di tipo misto, sia urbane che extraurbane come le autostrade, e, ancora, percorriamo ogni anno circa 5 mila km per le vacanze, con la Dacia Duster 4×2 1.0 TCe 100 CV GPL DFULL, consumando 7,8 l/100 km in media spenderemo ogni mese circa 270 euro, ovvero meno della metà di quanto ci costerebbe muoverci a benzina. Beh, ora la proviamo fuori città. Il volante è confortevole e assicura sempre una buona presa, i sedili sono avvolgenti e utili anche per il fuoristrada; sono ricoperti in tessuto resistente agli eventuali imprevisti di un uso fuoristrada. Perché si tratta di un Suv crossover, che è studiato anche per andare fuoristrada. Un esempio è il sistema di telecamere a 360° che permette di manovrare anche nei siti angusti o nelle situazioni difficili o scomodo, ma è utilissimo nei parcheggi. Le immagini riportate dal grande display centrale touchscreen (8’) sono luminose e limpide, mentre è possibile collegare direttamente il telefonino allo schermo anche tramite wireless. L’impianto di intrattenimento è di qualità, mentre sono a disposizione prese Usb sia sotto il cruscotto che per i passeggeri dei sedili posteriori. Gli interni sono allestiti con foggia sportiva e arricchiti da rifiniture color bronzo nelle prese d’aria, così come all’esterno la firma sul portellone posteriore e il nome dell’auto sulle fiancate. Siamo saliti a bordo facendo riconoscere in avvicinamento la chiave a scheda che attiva l’antifurto in allontanamento con avviso sonoro. Partiamo, il tasto di accensione è al volante, mentre il cambio è a sei marce, riscontreremo che con un uso ‘brillante’ il consumo sarà di oltre 6 l/100 km viaggiando in modalità ECO (si attiva con un tasto vicino al cambio sulla plancia dove ci sono i comandi per lo start & stop e per l’attivazione sei sensori di parcheggio e delle telecamerw, mentre in modalità normale salirà a 6,5 l/100 km. A 130 km/h il consumo riscontrato è di 10,7 litri per cento chilometri. Un dato significativo è che sommando l’autonomia della Dacia con l’alimentazione a benzina con la percorrenza assicurata dal GPL arriviamo a 1200 km. Un’autonomia confortante per chi desidera viaggiare. #charlieinauto3/382     #provavintage  

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#testdrive : #Cupra Born Electric su terra verificare della tenuta con aderenza ridotta

Difficile cimentarsi nel drifting o derapage controllato ma la guida è divertentissima Ecco l’8. Sopresa: la Cupra Born Electric è a trazione posteriore con 204 CV Il look della Cupra Born Electric che abbiamo in prova è forse il più azzeccato tra quelli messi a disposizione dalla Casa. Il colore è il blu petrolio metallizzato con le efficaci rifiniture color rame, mentre nei  cerchi color carbonio ci sono accattivanti inserti color rame e c’è un bordo ramato sul muso, che sul muso attraversa la calandra color nero caratterizzata dalle ampie prese d’aria. Si tratta di una serie di grintose bocchette adottate principalmente per motivi estetici, non essendo necessario un raffreddamento importante per il motore elettrico. Il colore della carrozzeria non perde il suo fascino cambiando la fonte di luce, ovvero nelle diverse ore del giorno, e mantiene in evidenza sia il logo che il marchio a led: sono entrambi color rame. È un’auto che al suo passaggio non resta inosservata, anche per il look nel contempo tecnologico e sportivo, studiato per lasciar trapelare un’aggressività controllata: probabilmente è questo l’intento dei progettisti. Se per le dimensioni esterne potrebbe essere ritenuta una city car, a tradirla sono le dimensioni interne e le prestazioni. Infatti, in tutte le versioni raggiunge i 100 km/h da fermo in 6,6”. Partiti da Lignano per il caffè e il break mattutino alla Terrazza Cortina, dopo avere seguito un evento culturale a Latisana, alla Galleria La Cantina, nella Riviera friulana, ci spostiamo a Portogruaro, per una sosta al Caffè Roma e per leggervi i quotidiani. Poi, la vicinanza con la campagna del Medio Friuli e i terreni anche vitati a ridosso del fiume Tagliamento ci stimolano ad andare finalmente a cercare un percorso sterrato. Cominciamo con un bel rettilineo che ci permette di aprire a fondo… No, scusate: qui non apriamo un bel nulla perché spingendo a fondo il pedale dell’acceleratore non si apre nessuna valvola del carburatore o della pompa della benzina. Si attiva semplicemente un trimmer che eroga al motore elettrico il massimo dell’energia. Per contro, in questo caso, la pressione massima sull’acceleratore fa attivare il livello più alto dei controlli di sicurezza attiva che gestiscono la nostra Born Electric. Lo sterrato che abbiamo trovato è scorrevole, privo di attraversamenti e con una buona visibilità. Il che ci consente di completare la prova. Ecco una bella curva, ‘Media’ avremmo fatto scrivere al nostro navigatore, seguita da una controcurva altrettanto accentuata, e la Cupra Born Electric conferma le sue doti di stabilità e sicurezza, mantenendo anche in questa ‘esse’ le traiettorie che le avevamo chiesto. Ed ecco finalmente un bel bivio a T in leggero dosso. Così a metà curva affondo sul pedale dell’acceleratore, visto che anche nella pur brevissima fase di immissione in curva, nella staccata, ero stato agevolato, come nella guida veloce, dall’efficace sistema di rigenerazione della batteria che si riflette nella decelerazione rapida dell’auto e ci fa risparmiare l’uso dei freni senza ridurre la sicurezza. Ed ecco il primo sintomo sospetto: un pur lieve accenno di sbandata del retrotreno nella fase di accelerazione, che era comunque rientrato istantaneamente. Un ‘sintomo’ che avrebbe potuto essere scaturito anche dai controlli delle quattro ruote motrici, ma certamente non da un’auto a trazione anteriore, come mi aspettavo fosse la Cupra Born Electric analogamente alle auto elettriche che avevo provato. Al che mi chiedo: e se fosse a trazione posteriore? In effetti la batteria è posteriore, e si trova a ridosso dell’asse posteriore, così contribuisce ad abbassare il baricentro aumentando la stabilità. Una soluzione che aumenta anche il peso sull’asse posteriore, che anche se è ridotto rispetto ad altri accumulatori fa in modo che le ruote posteriori aderiscano sempre al terreno. A questo punto cerco di arrivare a una curva più decisa e forzo la manovra riducendo i controlli elettronici, così finalmente la Born accenna a derapare. Ok, messaggio ricevuto: rimettiamo in ordine i comandi e proseguiamo nella funzione sport sul tratto in sicurezza per gli altri e per noi. Qui comincia il tes t su terra che si rivela puro divertimento. #charlieinauto3/306     #provavintage

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#testdrive: con #Skoda Octavia e-teck viaggiare è anche divertimento

Prestazioni adeguate e guida sicura per la wagon superaccessoriata Consumi sostenibili per affrontare l’aumento dei costi della benzina Un’auto che qualche anno fa avremmo chiamato ‘familiare’, e che in effetti lo è, ma poliedrica e superaccessoriata, innovativa con diverse soluzioni hi-teck. La Skoda Octavia e-teck, mild hybrid, si presta agli spostamenti in pieno confort, ma è docile in città e nel traffico intenso. Al di là delle aspettative, il motore di ‘soli’ 1000 cc tre cilindri eroga 110 CV e spinge adeguatamente questa wagon della Casa boema che, stando alle dotazioni, alla sensazione di robustezza e al volume anche di carico non è certo tra le più leggere. Infatti, come accennato, il cambio automatico a sette marce, manuale con le palette al volante o con la cloche multifunzione sul tunnel centrale, propone un sincronismo efficace e continuo tra la curva di coppia, le prestazioni, le esigenze di spinta rispetto alla maneggevolezza. Abbiamo spinto sulle strade periferiche nella funzione Sport, ed è divertente pur rimanendo confortevole e sicura. Ora attiviamo la funzione ‘mappa’ nel cruscotto display digitale e ci facciamo guidare verso Portogruaro, città dalle origini romane, sulle rive del fiume Lemene lungo il quale anticamente venivano trasportate le merci. Prima, avevamo incontrato dei tratti interessati dalla nebbia, e la Octavia aveva assegnato automaticamente al cruscotto-display la precedenza alle indicazioni della segnaletica stradale orizzontale e dei veicoli che ci precedevano. Ci è capitato lungo un tratto autostradale, sul quale poco prima avevamo testato i consumi: a 125 km/h la strumentazione di bordo ci dava oltre 6 l/100 km. Le strade di Portogruaro sono suggestive, caratterizzate dai porticati ad arco, mentre molte abitazioni sono in stile veneziano. Siamo infatti in Provincia di Venezia, ma l’influenza di numerose culture e civiltà in questa zona di scambi e di passaggio si fa sentire. Tanto che in molti qui parlano anche la lingua friulana tramandata dai nonni dai tempi dell’influenza del Patriarcato di Aquileia, quando Concordia Sagittaria, che è la località adiacente, era sede vescovile. Ora però la giornata volge al termine e rientriamo a Lignano. Si fa sera così giochiamo un po’ con la possibilità di modificare i colori e l’intensità delle luci di cortesia interne che assecondano l’atmosfera rilassante accompagnata dal buon impianto di intrattenimento, amplificata dal massaggiatore lombare attivabile sui sedili anteriori. La stagione è invernale e i punto di riferimento del gusto e i ritrovi sono ovviamente meno numerosi rispetto alla stagione balneare. Meno numerosi, ma forse anche per questo maggiormente attrattivi. Come il Terrazza Cortina Pub di Pineta di Conny e Silvia. Dove la fondatrice del locale, mamma Cornelia, di madrelingua tedesca ma ormai lignanese da decenni, prepara personalmente snack, bruschette, ma anche dolci della tradizione mitteleuropea e bevande calde, d’estate drink dedicati, capaci di fidelizzare gli ospiti di ogni età. #charlieinauto3/261 

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#testdrive e se con la Sedan andassimo sullo sterrato

Elettronica e assetto ci assistono per una esperienza di guida morbida e controllata Dal Medio Friuli a Osoppo a Portogruaro, nel Veneto Orientale Berlina, elegante, sportiva, la guida morbida: quindi che cosa ci manca? Non è destinata proprio a questo ambiente, ma un giretto sulle strade bianche bisogna che lo facciamo. Parte dei nostri testdrive si svolgono nel Friuli Venezia Giulia, e per un’auto come la Mazda 3 Skyaxctiv-X Sedan, ancorché robusta e affidabile, anche lo sterrato deve essere morbido, e lo troviamo nella zona dei riordini fondiari, nel Medio Friuli. Vediamo subito che cosa succede nella partenza, anche se senza forzare, perché 186 CV per un 2000 non sono pochi da scaricare sulla terra nattuta: il controllo elettronico è nelle aspettative di una Mazda e ci troviamo in breve a essere lanciati sul lungo rettilineo. Ricordo che la trazione è anteriore, è un’auto lunga e le gomme che montiamo non sono fatte proprio per quello che stiamo facendo. Quindi, staccata e innesto pulito con traiettoria alla corda, e ne usciamo senza scomporci né perdere velocità. La marcia è scorrevole e senza incertezze. Quindi la Sedan sarebbe alla portata di tutti. Non vorrei esagerare, ma… neopatentati compresi, ovviamente purché abbiano appreso i fondamentali e, in caso di derapage, sappiano che non conviene togliere completamente il piede dall’acceleratore, evitando in modo assoluto di toccare il pedale del freno per evitare un dritto clamoroso. Come, lo ripetiamo per gli allievi distratti e per evitare confusione, alla guida di una 4X4 una volta affrontata una curva stretta, un tornantone, su terra o neve, la tecnica da usare è quella di puntare con decisione il muso alla corda, tenendo sempre schiacciato a fondo l’acceleratore. Poi l’auto fa tutto da sola, o quasi. Basta aiutarla a raddrizzare la traiettoria alla fine. Ma anche lo sterrato finisce, ormai gran parte delle strade esistenti sul territorio, dal mare alla montagna, sono asfaltate. Qui, da Taipana, a Canebola, Subit, Prossenicco, Canal di Grivò, icone del rallysmo a Nordest dall’Alpi Orientali al San Martino di Castrozza, come all’isola d’Elba, dal Calamita al mitico e imperdibile Volterraio, al monte Perone. Ciò effettivamente toglie ai giovani la possibilità di provare la sana ebrezza di una guida veloce su un fondo stradale che non è un buon tenitore, imparando che cosa significa controllare un’autovettura in condizioni difficili. Evitando di potersi trovare impreparati, nella malaugurata, ma possibile situazione di emergenza che è in agguato su tutte le strade. La capacità, la classe, la superiorità di ogni pilota sta nel riuscire a prevedere gli imprevisti, e a indovinare, nel caso di strade nuove o con scarsa visibilità, quale sarà l’andamento della curva successiva per impostare la guida più sicura, e nel caso dello sport, la traiettoria più efficace. Così, finiamo per goderci le strade da Sedegliano, dove abbiamo visitato una interessante mostra sul Terremoto del Friuli del 1976 alla Corte degli artisti, in collaborazione con il Comune di Gemona e della proloco di Venzone, al Medio Friuli alla pedemontana, e arriviamo vicino a Osoppo, dove si trova il piccolo aeroporto della Fondazione ‘Lualdi’ presieduta da Gabriele Lualdi. Ricordate, ce l’ha ‘prestata’ tra un atterraggio e l’altro per provare un’auto. In questo caso i test su strada e non solo sono stati sufficientemente esaustivi. E la Mazda C3 Sedan Skylight non si è mai fatta cogliere alla sprovvista. Né ci ha fatto trovare impreparati. Quindi, stavolta, ci dedichiamo al volo, magari lasciandoci scivolare sulle ali di un aliante. Ma lo vedremo in un’altra puntata di #charlieinauto. Più tardi scenderemo verso Portogruaro, nel Veneto orientale. Città di origini antiche, con tracce dalla preistoria, nella quale, visto che dominano il paesaggio urbano le acque fluviali, prevale l’architettura veneziana assieme alle arcate classiche del mondo rurale. Un centro ricco di vitalità e momenti di cultura, che mantiene la sua tradizione e i frammenti di storia assieme agli scorci suggestivi del fiume Lemene in pieno centro storico. Accanto al campanile che ce la mette tutta per assomigliare alla Torre di Pisa, per lo sbandamento laterale.  

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