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#testdrive #DaciaDuster Bifuel anno zero della nuova era della Casa

La terza generazione con un design gradevolmente aggressivo Tanta elettronica a bordo per una sicurezza a 360° #CHARLIEINAUTO AL TRAGUARDO DEI 700 MILA KM SU STRADA  Premio Auto Europa assegnato dai giornalisti specializzati dell’Unione Italiana Giornalisti Automotive (UIGA) della quale faccio parte. L’avevamo provata in anteprima, l’abbiamo fatta conoscere tramite i nostri social, ora parliamo su #charlieinauto e #provavintage rispettando l’ordine cronologico dei nostri test drive. Nel frattempo, abbiamo provato anche l’altro modello più recente della Casa che fa parte del gruppo Renault, e abbiamo avuto la conferma del grande salto di qualità compiuto da Dacia da pochi mesi, con la terza generazione della Duster. La Nuova Dacia Duster Bifuel, alimentata a benzina o GPL, risponde ai requisiti della sostenibilità e dispone di tutte le protezioni per la sicurezza attiva richieste dal nuovo codice della strada e in sintonia con le tecnologie più avanzate. È confortevole e giustamente performante, ma andiamo per ordine. Nel frattempo #charlieinauto, ovvero il piede destro del vostro test driver di fiducia, cioè il sottoscritto, ha appena superato i 700 mila chilometri di percorrenza sul lavoro. Ovviamente, per motivi anagrafici quelli da me percorsi in una vita da automobilista sono esponenzialmente di più, quasi quattro volte tanti. Ma ritorniamo alla Nuova Dacia Duster. Avevamo provato anche il modello precedente, la seconda generazione, e per la sua categoria e fascia di utenza era già convincente. La Nuova Duster, come la Sandero che abbiamo già testato ma riproveremo anche questa nel modello byfuel, nel modello in prova ha un motore alimentato a benzina, o GPL, da 999 cc, che eroga 74 kW, è turbo assistito e sommando il pieno di benzina a quello di gas (560 km di autonomia) gode di una autonomia complessiva di oltre 1.000 km. E sapendo che il passaggio dall’alimentazione a gas a quella a benzina è automatico e non si avverte minimamente è davvero un bel viaggiare. Anche se è bene considerare che, specialmente in Italia, quando vi abituerete a girare utilizzando il GPL, visto il costo al distributore che oscilla attorno a 0,7 euro al litro, il serbatoio della benzina lo lascerete quasi sempre pieno, ovvero, di riserva. Uno stile nuovo, una linea gradevole ancorché derivata dallo styling essenziale dei modelli precedenti la faccio piacere anche ai giovani, perché unisce l’appeal della sagoma di un mezzo tecnico da fuoristrada a una linea moderna e piacevole. Teniamo conto che Dacia viene proposta con successo su diversi mercati con marchi diversi, ma lo stesso contenuto. In Sud America e Medio Oriente è venduta con il logo Renault, mentre in altri Paesi è commercializzata come Nissan. Già nel 2022 ha superato i 2 milioni di esemplari venduti. Saliamo a bordo, il parco stampa è vicino all’area dell’ex EXPO 2015, e gli interni sono eleganti e grigio scuro, con rifiniture blu notte, che assieme ai sedili in tela ecologica antimacchia. Il cruscotto ora non è più analogico con i due orologi ma è digitale e  reca rispettivamente anche gli indicatori del livello della benzina, e del gas. Il passaggio dall’alimentazione a gas a quella a benzina avviene automaticamente ma è annunciato da un avviso acustico e uno visivo. Si può scegliere il tipo di alimentazione con un tasto a sinistra del volante sul cruscotto; ha accanto il tasto che esclude i sistemi di sicurezza attiva elettronica e anticollisione e i testi che regolano l’altezza dei fari a led e l’attivazione del sistema start & stop. Sempre lì c’è un testo con una funzione molto importante: ECO. Riduce leggermente le prestazioni del motore, ma anche le emissioni, e aumenta l’autonomia e il rendimento del motore. Vedremo più avanti che anche con la funzione ECO la Nuova Dacia Duster si comporterà generosamente anche in montagna e nel fuoristrada. Siamo arrivati in città, il sistema start & stop è efficace, mentre per il parcheggio si possono controllare i sensori anteriori e quelli laterali a 360°. Un avvisatore acustico ci segnalerà si ci stiamo avvicinando troppo a un ostacolo, ma anche quando un pedone o un ciclista non saranno a distanza di sicurezza o si avvicineranno improvvisamente. Questo controllo è attivo a 360°. Infine, le porte si bloccano automaticamente. #charlieinauto3/405

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AMG GLA #Testdrive SUV compatto Mercedes

Le emozioni di un #testdriver quando si afferra alla predella del treno che passa …in corsa Se la incrociate per strada non sfidatela: perdereste il confronto Un po’ di edonismo per introdurre un #test emozionante anche per un ‘vecchio rallysta’ Di macchine sportive ne ho guidate diverse. Dalla metà degli anni ’70 in poi. Per gran parte della mia vita l’auto l’ho però considerata come un mezzo, uno strumento. Non tanto come una meta, o uno status simbol. Scegliendo, per me, auto confortevoli, spaziose, da turismo veloce, o semplici utilitarie, magari un po’ particolari. A seconda delle esigenze che la quotidianità mi prospettava. Ma, quando mi è capitata l’occasione, una bella sgasata non l’ho mai disdegnata. Con una Porsche anni ’80, con la Mercedes 250, con l’Opel Kadett Gte, con la Lancia Stratos, con la Delta S4 (muletto), con una Audi TT allestita da rally che fungeva da apripista, con la Fiat 500 Abarth… Ma senza farne una malattia. Tutto questo, senza abbandonare le occasioni per scrivere del mondo dei motori. Che non è il mio mestiere principale. Un settore, nel quale è nata la mia passione per il giornalismo con le prime trasmissioni specializzate, ancora all’epoca delle ‘radio pirata’… Saper cogliere il treno quando passa vicino Questo, solo per dire che però, quando capita l’occasione giusta, è bene saperla cogliere. Ma può capitare quando meno te l’aspetti. Nella vita, ciò può succedere per qualsiasi vostro interesse, per qualsiasi passione amiate sviluppare. Per i sentimenti, le emozioni… Beh, forse sto esagerando, non credete? O forse no. Perché quello che mi è successo tra capo e collo, ve lo voglio proprio raccontare, perché ne vale la pena. Mi è successo qualcosa che vediamo capitare, non sempre, alla televisione. Ai colleghi Jeremy Parsons, in Gran Bretagna, o Guido Meda, in Italia, in #TopGear: saltare a bordo di una delle auto più potenti del momento, e del mondo. I 50 anni di #AMG in #Friuli sulle #Supercar L’occasione mi è stata fornita da un educational con il quale AMG celebrava, a Udine per il Nordest, il suo cinquantennale. Così, assieme ai colleghi dell’automotive di tutta Italia, dopo un briefing da parte dei titolari dell’Autostar e del Pr di #AMG, Vadim Odinzoff, abbiamo provato alcune delle splendide auto che comunemente chiamiamo Mercedes Benz, ma che al loro passaggio fanno girare la testa a tutti, grandi e piccini, maschi e femmine. Dall’auto che scorgiamo in Tv, o sui circuiti, la SL Roadster, mentre fa da Safety Car alle vetture di F1, e dispone di 585 CV, a una comoda SW dotata di 486 CV. Veri aeroplani… Adesso viene il bello… Ma il bello doveva ancora venire. Ad alcuni di noi gli organizzatori dell’AMG avevano promesso un giro in maggior libertà: della serie ti affido l’auto e me la riporti quando puoi in officina, perché domani serve per la prova ad altri colleghi. Fai la strada che vuoi. Ma poi ritorna lì. “Banale”! Direte. Eh no. Non è proprio così. Sapere che vi stanno per affidare un bolide da 400 CV, o più, circa, per farne, anche se per questa volta per un tempo limitato, magari non ci pensate sul momento, ma può diventare imbarazzante. Nervosismo da attesa e imbarazzo, come accade agli innamorati Mentre attendete, magari trasportati da altri colleghi, vi cominciate a chiedere quale sarà. Perché dovrete adattare la vostra guida a una cosa completamente diversa da ciò cui siete abituati. E in base a ‘che cos’è’ dovrete scegliere il percorso migliore, per fare bella figura con chi ve l’ha affidata, ma anche con Voi, che leggete questo blog. Ma visto il livello dei mezzi a disposizione, anche verso i passanti e gli automobilisti che, e se, incrocerete. 400-oltre 500 CV… Ci vorrebbe una pista. L’autodromo di Bordano (Ud) Se avessero realizzato l’autodromo a Bordano, anni ’80, per la promozione del quale realizzai una bella brochure per la Camera di commercio di Udine e la Regione, il problema non si porrebbe. Una pista ce l’abbiamo: nella #RivieraFriulana. A Precenicco c’è il Kartdromo, che è anche circuito per formule minori. Ma è troppo lento e guidato. Poi… avrei tutti gli occhi puntati addosso. Visitiamo #Dinamica. #Dinamica a Gorizia produce le fibre per i sedili anche della #supercar È l’azienda della famiglia Terraneo, che dall’impasto ricavato dalle bottiglie di plastica e dalle T-shirt usate produce una fibra tessile dalle caratteristiche elevate e di qualità. Che ha preso il posto dell’Alcantara nelle auto di lusso. E che riveste anche i sedili della già mitica #Mercedes-AMG Project ONE, presentata da Luis #Hamilton al #Salone di #Francoforte. Le fibre sono tinte con materiali ecologici, ad acqua. Quindi, lo stabilimento, è ecosostenibile. Dopo una simpatica colazione all’azienda Castelvecchio, sul monte San Michele, di proprietà dei Terraneo che producono un’ottima Malvasia, e un morbido Terrano, accompagnamo all’aeroporto alcuni dei colleghi che dovevano rientrare a Roma e a Milano. Poi, nel parcheggio, avviene lo scambio: io ti do le chiavi di una di queste ‘bellezze rombanti’ e tu mi dici che cosa te ne pare. E magari, lo scrivi. Bene: la SW l’avevo già provata. La SL anche. Magari avrei avuto più libertà di manovra, ma l’istinto del ‘vecchio cronista di campagna’ mi spinge sull’oggetto più easy. #charlieinauto (1 segue)

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AMG GLA #Testdrive SUV compatto Mercedes

Le emozioni di un #testdriver quando si afferra alla predella del treno che passa …in corsa Se la incrociate per strada non sfidatela: perdereste il confronto Un po’ di edonismo per introdurre un #test emozionante anche per un ‘vecchio rallysta’ Di macchine sportive ne ho guidate diverse. Dalla metà degli anni ’70 in poi. Per gran parte della mia vita l’auto l’ho però considerata come un mezzo, uno strumento. Non tanto come una meta, o uno status simbol. Scegliendo, per me, auto confortevoli, spaziose, da turismo veloce, o semplici utilitarie, magari un po’ particolari. A seconda delle esigenze che la quotidianità mi prospettava. Ma, quando mi è capitata l’occasione, una bella sgasata non l’ho mai disdegnata. Con una Porsche anni ’80, con la Mercedes 250, con l’Opel Kadett Gte, con la Lancia Stratos, con la Delta S4 (muletto), con una Audi TT allestita da rally che fungeva da apripista, con la Fiat 500 Abarth… Ma senza farne una malattia. Tutto questo, senza abbandonare le occasioni per scrivere del mondo dei motori. Che non è il mio mestiere principale. Un settore, nel quale è nata la mia passione per il giornalismo con le prime trasmissioni specializzate, ancora all’epoca delle ‘radio pirata’… Saper cogliere il treno quando passa vicino Questo, solo per dire che però, quando capita l’occasione giusta, è bene saperla cogliere. Ma può capitare quando meno te l’aspetti. Nella vita, ciò può succedere per qualsiasi vostro interesse, per qualsiasi passione amiate sviluppare. Per i sentimenti, le emozioni… Beh, forse sto esagerando, non credete? O forse no. Perché quello che mi è successo tra capo e collo, ve lo voglio proprio raccontare, perché ne vale la pena. Mi è successo qualcosa che vediamo capitare, non sempre, alla televisione. Ai colleghi Jeremy Parsons, in Gran Bretagna, o Guido Meda, in Italia, in #TopGear: saltare a bordo di una delle auto più potenti del momento, e del mondo. I 50 anni di #AMG in #Friuli sulle #Supercar L’occasione mi è stata fornita da un educational con il quale AMG celebrava, a Udine per il Nordest, il suo cinquantennale. Così, assieme ai colleghi dell’automotive di tutta Italia, dopo un briefing da parte dei titolari dell’Autostar e del Pr di #AMG, Vadim Odinzoff, abbiamo provato alcune delle splendide auto che comunemente chiamiamo Mercedes Benz, ma che al loro passaggio fanno girare la testa a tutti, grandi e piccini, maschi e femmine. Dall’auto che scorgiamo in Tv, o sui circuiti, la SL Roadster, mentre fa da Safety Car alle vetture di F1, e dispone di 585 CV, a una comoda SW dotata di 486 CV. Veri aeroplani… Adesso viene il bello… Ma il bello doveva ancora venire. Ad alcuni di noi gli organizzatori dell’AMG avevano promesso un giro in maggior libertà: della serie ti affido l’auto e me la riporti quando puoi in officina, perché domani serve per la prova ad altri colleghi. Fai la strada che vuoi. Ma poi ritorna lì. “Banale”! Direte. Eh no. Non è proprio così. Sapere che vi stanno per affidare un bolide da 400 CV, o più, circa, per farne, anche se per questa volta per un tempo limitato, magari non ci pensate sul momento, ma può diventare imbarazzante. Nervosismo da attesa e imbarazzo, come accade agli innamorati Mentre attendete, magari trasportati da altri colleghi, vi cominciate a chiedere quale sarà. Perché dovrete adattare la vostra guida a una cosa completamente diversa da ciò cui siete abituati. E in base a ‘che cos’è’ dovrete scegliere il percorso migliore, per fare bella figura con chi ve l’ha affidata, ma anche con Voi, che leggete questo blog. Ma visto il livello dei mezzi a disposizione, anche verso i passanti e gli automobilisti che, e se, incrocerete. 400-oltre 500 CV… Ci vorrebbe una pista. L’autodromo di Bordano (Ud) Se avessero realizzato l’autodromo a Bordano, anni ’80, per la promozione del quale realizzai una bella brochure per la Camera di commercio di Udine e la Regione, il problema non si porrebbe. Una pista ce l’abbiamo: nella #RivieraFriulana. A Precenicco c’è il Kartdromo, che è anche circuito per formule minori. Ma è troppo lento e guidato. Poi… avrei tutti gli occhi puntati addosso. Visitiamo #Dinamica. #Dinamica a Gorizia produce le fibre per i sedili anche della #supercar È l’azienda della famiglia Terraneo, che dall’impasto ricavato dalle bottiglie di plastica e dalle T-shirt usate produce una fibra tessile dalle caratteristiche elevate e di qualità. Che ha preso il posto dell’Alcantara nelle auto di lusso. E che riveste anche i sedili della già mitica #Mercedes-AMG Project ONE, presentata da Luis #Hamilton al #Salone di #Francoforte. Le fibre sono tinte con materiali ecologici, ad acqua. Quindi, lo stabilimento, è ecosostenibile. Dopo una simpatica colazione all’azienda Castelvecchio, sul monte San Michele, di proprietà dei Terraneo che producono un’ottima Malvasia, e un morbido Terrano, accompagnamo all’aeroporto alcuni dei colleghi che dovevano rientrare a Roma e a Milano. Poi, nel parcheggio, avviene lo scambio: io ti do le chiavi di una di queste ‘bellezze rombanti’ e tu mi dici che cosa te ne pare. E magari, lo scrivi. Bene: la SW l’avevo già provata. La SL anche. Magari avrei avuto più libertà di manovra, ma l’istinto del ‘vecchio cronista di campagna’ mi spinge sull’oggetto più easy. #charlieinauto (1 segue)

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