test drive

auto, Cars, crossover, e-Hybrid, full hybrid, guida, modalità elettrica, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo, Vintage

#testdrive #Kia Sportage Gt Line Hybrid HEV la sua ‘mission’ è il confort

L’assistenza di ultima generazione e la silenziosità di marcia crea benessere Una guida facile, fluida e sempre precisa che non sollecita i passeggeri Confort e la sensazione di essere sempre a bordo di un veicolo elettrico. È quello che si prova a bordo della nuova Kia Sportage GT Line Hybrid HEV, un modello full hybrid che è spinto da un motore termico a benzina di 1598 cc da 117,60 kW, che assieme all’unità elettrica diventano 215 Cv. Un cross over che traduce la Comodità che non è certo facile da ottenere viaggiando fuoristrada, che sulla nuova Sportage è di livello elevato e si riflette amplificata viaggiando su strada. Non solo, ma in viaggio prevale il rumore dell’unità elettrica, perché il livello di insonorizzazione è molto elevato. La guida è molto divertente perché è possibile come ormai d’abitudine sulle auto ad autoricarica, elettriche o full hybrid, si può affrontare con un solo pedale, perché semplicemente rilasciando il pedale dell’acceleratore si riesce a ottenere un livello di rallentamento elevato fino, sollecitando le palette al volante, a fermarla. Anche la guida, a trazione anteriore, molto facile, è assistita a livello elevato dai controlli di mantenimento di corsia, anticollisione, anti investimento di ciclisti e pedoni, e poco manca a immaginare per questo modello una guida autonoma. Anzi, forse ne è una prova generale. Quanto alla trazione e alla tenuta, abbiamo provato in montagna anche le modalità di guida più avanzate, che si attivano con la manopola sotto al manopolone delle funzioni principali, parcheggio, avanti, retromarcia, e sono Sabbia, Neve, Sassi. Così la stabilità, che si amplifica nella modalità Sport, con la quale si ottimizza il rendimento del motore e dell’unità elettrica, aumenta sensibilmente viaggiando in sport. Funzione che non riduce il confort e lascia un po’ di spazio alla oscillazione laterale che contribuisce a ridurre la forza centrifuga alla quale sono soggetti i passeggeri i curva con queste auto a tenuta di strada superiore, ovvero, affrontando e curve come se si trattasse di un percorso al quale l’auto è vincolata dai binari. Questo perché non c’è deriva laterale né sbandamento e a subire la forza centrifuga sono guidatore e passeggeri. Anche nella guida veloce abbiamo detto che il cambio automatico a 6 marce con comando manuale alle palette al volante è molto efficace e conviene lasciar fare a lui, perché se la cava egregiamente in tutte le situazioni. Per quanto riguarda i percorsi extraurbani abbiamo provato nel medio Friuli nelle strade comunali e provinciali con il favore della note per evitare pericoli, e siamo passati, da Bicinicco, accanto a un grosso incendio, domato senza danni alle persone che aveva coinvolto una fabbrica di pannelli truciolari. Rientrando verso la Riviera friulana abbiamo concluso il nostro test verso le foci del fiume Tagliamento, a Marina Punta Verde, un’oasi del verde accanto al fiume di carattere torrentizio che separa nel tratto finale le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, lambendo e attraversando la Riviera friulana. Marina Punta Verde, accanto all’omonimo Zoo, tra le attrattive fondanti della località turistica di Lignano Sabbiadoro. Marina Punta Verde è presente sulla #cartadelgusto della #Rivierafriulana2025. #charlieinauto3/421   #provavintage

auto, Cars, crossover, e-Hybrid, full hybrid, guida, modalità elettrica, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo, Vintage

#testdrive #provasustrada #kia Sportage Gt Line Hybrid HEV coniuga sostenibilità e prestazioni

L’elettronica rende gradevole la guida veloce sullo sterrato in montagna Sulla salita da cronoscalata il cambio automatico rivela la sua efficacia Lunghi tratti in modalità elettrica, è il paradigma della Kia Sportage1.6 TGDi Gt Line Hybrid HEV, ibrida a benzina, motore di 1.598 cc a quattro cilindri, capace di scaricare una potenza di 117,60 kW, ovvero 215 CV ottenuti sommando la potenza del motore a scoppio con quella erogata dall’unità elettrica; per esemplificare il risultato, eroga una coppia di 350 Nm a 1.500 giri. Trazione anteriore, SUV con vocazione fuoristrada, affida gran parte delle sue interessanti performance all’elettronica. Per esemplificare, per controllare le ruote da 18’ adatte anche alla guida performante, oltre alle funzioni di guida Eco è quella più sostenibile: ci ha portato a consumare anche soltanto 4,8 l per 100 km. Drive, è per la guida di ogni giorno, ma se vi abituerete a usare Drive, con un sistema di propulsione così ben tarato i consumi saranno ugualmente sostenibili. Sport è infine la regolazione della gestione del motore più dinamica, con la quale quella che ci consente la guida più vivace e veloce, con un assetto che tiene conto delle nostre velleità sportive. Non solo, ma agendo sulla manopola posta sotto al mano polone per decidere se si passa alle funzioni Terrein, ovvero fuoristrada, che sono Snow, Mud e Sand, Neve, Sassi, Sabbia. Questa regolazione modifica anche l’assetto dell’auto e la sensibilità sulle asperità del percorso, tra i sassi, le buche, le pozzanghere. Non solo, ma agisce non soltanto sugli ammortizzatori e il sistema al quale sono collegati, ma anche sulla stabilizzazione dell’auto che riduce vistosamente le oscillazioni. E ancora, amplifica la funzione di guida con un solo pedale e con essa la capacità di autorigenerazione o autoricarica della batteria del sistema ibrido, aumentando l’effetto frenante e rendendola particolarmente maneggevole e versatile anche in montagna e sui percorsi non asfaltati. È infatti bene ricordare che il cambio è automatico a 6 marce ma dispone dei comandi a paletta al volante, per innestare la marca relativa alle scelta di guida più conveniente. Per una guida più appagante e adatta al percorso che stiamo affrontando è possibile effettuare il cambio delle marce manualmente con le palette al volante, anche se, al termine dei nostri test, abbiamo verificato che il cambio automatico è perfettamente calibrato e che conviene lasciar fare a lei, perché se la sa cavare al meglio in tutte le circostanze. In discesa, in montagna, il mix dell’interazione tra la guida manuale e quella automatica è il valore aggiunto della guida automatica: la nuova Kia Sportge HEV asseconda le nostre scelte istantaneamente e si fa guidare utilizzando il solo pedale dell’acceleratore. Sul cruscotto, tra gli strumenti elettronici a disposizione con l’indicatore della quantità di energia in utilizzo c’è anche quella della ricarica in corso, ma, per sdrammatizzare la ricerca di percorsi avventura ecco la bussola. Oggi comunque non ne avremo bisogno. Perché ci dedicheremo alle strade di montagna e sterrate. Partiamo dalla fine, ovvero citando il fatto che al rientro, pur al termine di una discesa veloce e invitante il sistema frenante non si è minimamente surriscaldato. Mentre Sportage è dotata della funzione di discesa controllata in caso di scarsa aderenza. Poi, nei tratti di misto su terra non si scomposta minimamente continuando a trasmetterci attraverso il volante  quella sensazione di affidabilità e sicurezza che ci aveva colpito da subito. Nel misto veloce, sapendoci fare, è sufficiente il lieve colpetto d’acceleratore alla corda della curva per mantenere la traiettoria che avevamo individuato all’inizio del percorso non più rettilineo. Evidentemente anche l’elettronica ci mette del suo con efficacia. Mentre l’abitacolo è talmente ben strutturato che se all’interno dell’abitacolo non si percepisce il rumore del motore, è vero nel contempo che la stessa sensazione di confort ci è assicurata dal sistema di ammortizzamento e controllo elettronico, che come l’ausilio alla guida, anzi gli ausili alla guida è molto efficace e trasmette sicurezza, in modo da consentirci di progettare nuove avventure e nuove sfide. Anche di goderci gli splendidi paesaggi di primavera nella #Rivierafriulana, perché l’utilizzo frequente della modalità elettrica ci permette di entrare in silenzio anche nelle zone più suggestive senza turbare la quotidianità della fauna che vi abita e di avvicinare gli animali selvatici che scorrazzano per le terre e le zone umide rivierasche. #charlieinauto3/421      #provavintage

auto, Cars, crossover, full hybrid, guida, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive #Kia Sportage GT Line Hybrid HEV il full hybrid di alta gamma

Motore potente ma sostenibile con l’EV che si attiva anche a 130 Km/h Tanti gli accessori per il confort e la sicurezza di conducente e passeggeri Un altro pianeta! È l’esclamazione che sfugge al test driver più attento quando sale per la prima volta alla guida della nuova Kia Sportage GT Line HYBRID HEV, un concentrato di elettronica, assistenza, ausilio, accessori per il confort e la sicurezza che abbiamo provato nella versione full hybrid. Trazione anteriore, questo SUV fuoristrada è la conferma del salto di qualità intrapreso della Casa coreana con la scelta di sviluppare l’evoluzione di modelli iconici per il marchio, che hanno riempito le strade del mondo. Cinque posti reali e molto confortevoli, cinque porte (ampio portellone posteriore) motore a benzina assistito dall’unità elettrica monta un motore di 1598 che eroga 215 Cv. Un’auto interessante e confortevole, ricca di opzioni e di attenzioni per chi è a bordo, che si ricarica in decelerazione e usa questa energia per percorrere lunghi tratti in modalità EV che si attiva anche a 130 km/h. ciò fa comprendere come questa Kia rientri nella categoria delle auto sostenibili, e siccome è bene insonorizzata, il sobrio indicatore dell’attivazione della modalità elettrica, l’acronimo verde a led dii piccole dimensioni ma ben evidente, spesso ci cela la correlazione tra il rumore del motore percepito e il rendimento del motore che è vantaggioso, anche per il nostro budget mensile. Infatti il serbatoio della benzina è di 52 litri, ma con l’utilizzo combinato della propulsione elettrica che si alterna e sostituisce a quella a benzina, e come accennato si attiva anche ad alta velocità ci si può immergere nel silenzio. Saliamo a bordo e i sedili anteriori sono entrambi regolabili elettronicamente. La prima cosa che colpisce è la plancia digitale: uno schermo ampio che si estende da un lato all’altro dell’auto e comprende sia la strumentazione e le funzioni e i servizi dell’auto e della guida, sia il display centrale che prospetta la rappresentazione dell’efficienza del sistema ibrido, la mappa delle strade che si svelano davanti a noi, il navigatore, i servizi Kia Live e Kia Service che ci anticipano i distributori di benzina di prossimità, i parcheggi, le officine disponibili, il telefono, la possibilità di registrare bevi messaggi vocali, l’attivazione del clima che è molto efficace e si interfaccia con i quattro sedili principali riscaldati, e il sistema di deumidificazione e sbrinamento automatici. C’è la modalità notturna, che limita l’utilizzo dell’impianto di intrattenimento ai soli sedili anteriori e riduce il volume degli avvisi. Proietta inoltre l’efficienza del sistema ibrido, volendo sempre in evidenza, lora, la posizione attuale e l’orario, la bussola. Sopra al tunnel centrale di alta qualità, rivestito con materiale scuro a specchio, i comandi digitali del volume. Tra i comandi del display centrale quello per attivare i Sounds of nature, suoni naturali che accompagnano con serenità il nostro viaggio: Riposo in una notte d’estate, Sensazioni d’autunno, Calore d’inverno con il crepitio del fuoco, Foresta dal Vivo, Cors a in città, Comunicazione                                                                                                                                                         dall’esterno dello spazio e Giornata di pioggia. Caricatelefonino in wireless, dispone delle prese USB e 1 USB-C. Il volante è riscaldato, mentre per i passeggeri dei sedili posteriori c’è la regolazione fine del clima per i sedili posteriori sui poggia gomiti, mentre ci sono prese USB-C anche per i passeggeri dei sedili posteriori. Spazio dietro al poggiatesta per il tablet o il telefono, per il lavoro o lo svago. Tetto panoramico ampiamente finestrato con una tendina oscurante. Il portellone posteriore si apre elettricamente, e molto altro ancora. Come avrete capito, ci sono ancora molte cose e ‘coccole’ per i passeggeri da svelare e raccontare. #charlieinauto3/420   #provavintage

auto, bifuel, Cars, crossover, guida, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive L’auto per famiglia e lavoro è nata dall’azzeccata intuizione del miglior compromesso

#DaciaJoggger #Bifuel è un fuoristrada che è sicuro e sostenibile sulle strade di ogni giorno Passando al fuoristrada complesso di una mulattiera rimane confortevole e adeguatamente insonorizzata Per chi come noi è uso passare diverse ore della giornata in auto e a percorrere strade di ogni genere il confort a bordo è essenziale, ma ancor di più è la qualità media della comodità con la quale a bordo possiamo affrontare ogni diversa varietà di fondo stradale e di percorso. Ovvero, siamo alla ricerca di un’auto capace di farci sentire a nostro agio sia su lunghe percorrenze in autostrada, come sulla viabilità ordinaria, e perché no, anche fuoristrada, sulla pioggia come sulla neve o su una strada ghiacciata. Chiediamo troppo? Forse sì ma l’obiettivo di chi come noi prova le auto di nuova produzione, per verificare i progressi raggiunti dall’industria dell’automotive, e dai progettisti di riferimento, deve valutare positivamente l’auto realizzata con le soluzioni che rappresentano il miglior compromesso tra tutte le esigenze. Cioè quella che è in grado di far sentire a proprio agio il conducente e i passeggeri. La Dacia Jogger Bifuel, la Nuova Dacia Jogger Bifuel, frutto del ‘restyling’ i tutti i modelli fuoristrada della Casa franco romena rientra in questa riflessione? Facciamo un’ultima prova, questa volta sulla nostra palestra abituale, e alla fine di quest’ultimo test comprenderemo facilmente che la filosofia progettuale ha considerato più vicina alle esigenze attuali un SUV, un veicolo spazioso e ospitale con forme e design dettati dalla funzionalità piuttosto che dallo stile per assecondare il quale spesso vengono sacrificati volumi di capacità, l’abitabilità e l’accessibilità. Per renderlo sostenibile occorre sia confortevole e in grado di affrontare con la medesima facilità ogni tipo di terreno e di condizione stradale e meteo. Quindi, al momento, quale soluzione migliore se non quella di realizzare un modello crossover, un fuoristrada versatile come le moto da regolarità di quando eravamo ragazzi, targate, dotate di gomme con tasselli di media dimensione, e un assetto e sospensioni capaci di portarci insicurezza lungo la strada verso la scuola come in cima a una collina o una montagna. per questo il mio approccio al mondo dei motori, e all’indipendenza nella mia famiglia era iniziato con una moto scherzosa ma veloce, un piccolo ibrido tra uno scooter e una moto stradale: l’ItalJet GoGo. Era così ben pensato, per l’epoca, un veicolo accattivante che anche se non targato disponeva di un seggiolino biposto, che tutt’ora è esposto tra gli oggetti innovativi dell’arte all’ingresso della National Gallery, il Museo dell’arte moderna d New York. Dacia Jogger, questa è bifuel quindi per chi viaggia propone un vantaggio irresistibile qual è il costo dimezzato del carburante ovvero del GPL, è duqnue anche sostenibile. Su strada e in autostrada abbiamo visto che è stabile e maneggevole, perché oltre a contenere la grande capacità interna necessaria per ospitare sette sedili in soli 4,55 m dispone anche di una versatilità della capacità di sterzo che scegliendo l’opzione OFF-ROAD, con il tasto davanti alla leva del cambio, sul tunnel centrale si restringe il raggio della capacità di sterzo, che diversamente, ritornando nella funzione ECO e alla guida normale risente della necessità di irrigidire assetto e sterzo. Siamo saliti fin quassù per le ultime conferme, e vedere che cosa cambia nel passaggio da una strada di montagna, anche se asfaltata, e il fuoristrada impegnativo, non il cross ma una mulattiera piena di imprevisti, di dislivelli, buche, tratti ancora innevati. Anche affrontando la mulattiera con decisione, pur disponendo di pneumatici normali e non certo tassellati, anche se invernali, sia noi che i passeggeri non hanno avvertito disagi o momenti di incertezza o timori di sorta. Perché Jogger ha affrontato con grande sicurezza tutte le asperità e oltrepassato buche e avvallamenti filando via liscia come su uno sterrato ben livellato. Così, ora non ci resta che goderci lo splendido spettacolo dell’intera Riviera friulana e della pianura friulana e veneta sotto di noi con le luci del tramonto, che ci consentono di scorgere anche le lagune di Grado e di Marano, e verso sud quella di Venezia! #charlieinauto3/421     #provavintage

auto, bifuel, Cars, crossover, guida, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, trazione posteriore, turismo

#testdrive L’auto a 7 posti non demorde nemmeno sulla neve nelle gelide valli del Tarvisiano

Nella Valsaisera con il manto bianco che sfiora la sede stradale Insidiosa lastra di ghiaccio ma Dacia Jogger Bifuel non si fa intimidire L’abbiamo provata sulla neve, ma per un tratto breve e quasi ‘telecomandato’ perché era una delle ultime giornate prima dell’arrivo della primavera astronomica e le piogge avevano già sciolto la gran parte del manto bianco che aveva ricoperto, d’inverno, anche le Alpi Orientali e l’altopiano del Cansiglio. quindi, non paghi di questa parte del test drive della nuova Dacia Jogger andiamo alla ricerca di una tabella attendibile con le condizioni meteo e le temperature a nordest e diamo un’occhiata alle previsioni per una delle zone più fredde d’Italia, di certo la pù fredda del Friuli Venezia Giulia che sono le valli più riparate del Tarvisiano. Anzi, di quella che conosciamo meglio perché è la nostra storica palestra per lo sci da fondo. In pieno inverno, sulla Piana dell’Angelo, in fondo alla Val Saisera sopra Valbruna, ai piedi dei contrafforti dello Jof Fuart si registrano temperature vicine ai 20° sottozero. Quindi, qui, probabilmente la neve c’è ancora. Problemi di carburante non ne avremo di certo, perché con entrambi i seratoi pieni, quello della benzina super e quello del gas GPL anche nella peggiore delle ipotesi l’autonomia supera i mille chilometri. Il trasferimento medio-lungo dalla Riviera friulana alla montagna friulana ci consente di ottenere la riprova che anche a GPL questa Dacia, come d’altro canto le altre bifuel della stessa Casa che abbiamo testato, pure in viaggio fa registrare consumi più che sostenibili; lo stesso risultato, leggermente migliore, si ottiene viaggiando a benzina. Il fatto che ci infiliamo in questa fredda vallata utilizzando l’alimentazione a gas, quella che ci costa la metà degli altri carburanti per motori termici, non inciderà sui consumi. Ecco la prima neve, ma a noi serve sia ancora ben spalmata sulla sede stradale che si insinua tra macchie di abeti e pini, tratti di roccia carsica, praterie imbiancate dalla neve suo quali sovrastano le cime delle Alpi. Al termine della salita di diversi chilometri se sul consumo non influirà la guida, anche se veloce, su neve, avremo la riprova dell’efficacia dei controlli elettronici e di assistenza alla guida della Jogger, che anche con una marcia ‘allegra’ non risente del maggior peso in coda generato dalla presenza dei due sedili ‘supplementari’, ma che sappiamo non essere semplicemente tali, peraltro collocati a sbalzo, alle spalle dell’asse posteriore. La guida su neve ci conferma in DNA da fuoristrada della nuova Dacia Jogger, sulla quale potremmo anche escludere i controlli elettronici di trazione e non solo. Controlli che ci potrebbero impedire di ripartire in forma autonoma, se ne siamo capaci, da un’eventuale ‘tuffo’ nella neve più alta. Ad aiutarci nelle ripartenze con la scarsa aderenza, ma non provateci da soli se non lo sapete fare o lo avete già fatto, la coppia davvero efficace del ‘piccolo’ ma generoso motore di 999 cc a tre cilindri che monta la Jogger e che eroga 110 CV: 200 Nm. Coppia, che è molto utile mei sorpassi e nella guida su strade con fondo normale, ma anche per non far perdere la fluidità di guida a Jogger quando ospitiamo a bordo sei persone, ovvero utilizziamo anche i sedili di coda. Né influisce sulla stabilità il fatto che da vero veicolo familiare o da lavoro, il padiglione della Jogger diviene più alto alle spalle dei sedili del conducente e del passeggero, per aumentare il confort dei trasportati. Anche in discesa la proverbiale sicurezza al volante che Jogger trasmette non viene meno, e così rapidamente rientriamo per la serata in un borgo caratteristico della pianure friulana: Sedegliano, nel Medio Friuli. #charlieinauto3/420                #provavintage

auto, bifuel, Cars, crossover, motori, paesaggi, plug-in, prova su strada, test drive, test road, test su strada, trazione anteriore, turismo

#testdrive Le nuove Dacia sono fuoristrada agili anche sulla neve

Neve sull’Altopiano del Cansiglio dove Jugger Bifuel non ha avuto incertezze Molto spaziosa è versatile anche sulla neve dove si guida in sicurezza La nuova linea dei SUV della Dacia si sviluppa attorno al concetto di fuoristrada. Infatti, Sandero Steepway, Duster e Jogger, le abbiamo testate tutte nella nuova e azzeccata alimentazione bifuel, benzina e/o gas GPL, sono vetture crossoover. Appena si sale a bordo, questa ‘vocazione’ ci si svela esaminando i comandi, che spesso contengono l’attivatore per le funzioni per una guida ottimale anche su sabbia, sassi, neve. Poi, procedendo con il test drive la particolare propensione ad attutire le oscillazioni e le asperità de fondo stradale ci rivela assetti dedicati. La conferma arriva dall’osservazione dall’esterno dei passaruota e dell’altezza da terra del fondo dell’auto, adeguati al fuoristrada. Ciononostante sono tutte parimenti comode e confortevoli sia per il conducente, docili alla guida, che per tutti i passeggeri. Anche, in questo caso, sulla Jogger, per quelli piazzati sui due sedili ‘supplementari’ in coda. Supplementari soltanto perché sono installati alle spalle dei sedili posteriori e sbucano dal fondo di un ampio bagagliaio, ma divengono sedili a tutti gli effetti. Ai loro occupanti sono dedicati due efficaci deflettori che si aprono a compasso verso il montante del portellone posteriore. Crosso over, o meglio, visto che scriviamo nella nostra lingua madre, fuoristrada, dovrebbe significare anche sicurezza e affidabilità perfino su fondi innevati. Non ci resta che verificarlo. La stagione invernale sta andando avanti, verso la primavera, ma qualche strada di montagna o nel bosco resa ancor più suggestiva dal manto candido della neve ci dovrebbe essere ancora. Così, proviamo a salire in quota, ma noi che abitiamo a nordest siamo fortunati, perché a poco più di un’ora di strada dal mare ci troviamo catapultati nei fantastici scenari dell’arco alpino. In questo caso raggiungiamo l’altipiano del Cansiglio, tra la montagna pordenonese e le dolomiti bellunesi, che si apre a poco più di mille metri di quota. Già, poco più… per questo, su gran parte del pianoro la neve si è già sciolta. Non che il paesaggio e i panorami non più mascherati dalla neve non siano ugualmente suggestivi, però a noi serve altro. Abbiamo bisogno di una valle o valletta riparata dove il sole non batte a lungo e nella quale si è conservata ancora la neve, magari quella caduta fugacemente la notte precedente. L’idea è quella di cercare di imboccare le strade delle malghe, che da quassù, sempre in quota, portano arrivano fino al Piancavallo e oltre. Siamo fortunati, perché oltre i campi da golf, quasi scendendo verso Tambre e il bellunese ce n’è una che fa al caso nostro: si infila nella valle e poi sbuca su un varco panoramico ai margini dell’altopiano, rivolto verso la pianura pordenonese e trevigiana. Prima però facciamo il punto della situazione: questa Dacia Jogger è bifuel, ma abbiamo visto che marciando a benzina o a gas il rendimento e l’efficacia della trazione non cambiano. Però è a due sole ruote motrici, il che in ogni caso non è un dramma perché sono motrici le ruote anteriori e poi di neve ne abbiamo percorsa tanto, tra l’altro per gra parte su auto a trazione anteriore, anche in gara. Le gomme? Sono invernali, non al pieno del battistrada ma scanalature e lamelle sono ancora sufficienti per catturare la neve che rimanendovi attaccata farà resistenza allo slittamento sulla neve o sul ghiaccio presenti abbondantemente sulla strada. Un solo dubbio: il motore è di ‘soli’ 999 cc, ed è a tre cilindri, ma è coadiuvato da una turbina che consente di utilizzare rapidamente i 110 CV, 47 kW a disposizione. Appunto, parte di scatto e scarica nervosamente la potenza, più che sufficiente a terra. Ed è proprio questo il punto: l’aderenza in trazione? La giornata è ancora abbastanza lunga, quindi, se ci dovessimo bloccare qui avremmo tutto il tempo per chiedere assistenza prima dell’arrivo della notte. Inoltre la malga in fondo alla strada è abitata anche d’inverno. cpsì ci proviamo: salgo a bordo e come ci avevano insegnato i ‘vecchi’ piloti, ovvero convincendoci di avere un uovo sotto al pedale dell’acceleratore. Un uovo da non rompere assolutamente, pena la squalifica, oltre a un bel lavoro per ripulire il pavimento e il pedale dell’auto. Il segreto della guida su neve e ghiaccio consiste nel partire lentamente, all’occorrenza sfrizionando, e accelerando soltanto negli istanti nei quali abbiamo la sensazione che le ruote abbiano acquisito aderenza. E va così, raggiungiamo rapidamente la malga, che è anche un B&B, in tempo per l’ora del the, accompagnato però dal gustoso latte di montagna. Per il ritorno? Ormai abbiamo preso confidenza con la Jogger bifuel, e rientriamo senza inconvenienti sulla strada principale sula quale l’asfalto è oramai pulito. #charlieinauto3/419    #provavintage  

auto, bifuel, Cars, crossover, guida, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive #DaciaJogger si completa con l’elettronica ed è anche bifuel

Il sette posti ‘on demand’ della Dacia rinnova totalmente il design Uno stile gradevole ma essenziale per un SOV crossover superaccessoriato Prosegue la rivoluzione Dacia e il restyling dei modelli ha raggiunto anche Jogger, il cross over ‘familiare’ che rappresenta al momento dell’uscita la vettura più grande della linea della Casa franco-romena. Per comprendere l’importanza del modello è disponibile nelle versioni a 5 e a 7 posti, e ciò senza che l’auto abbia raggiunto misure ingestibili. Tra le due versioni, dall’esterno non si avvertono vistose differenze. Ma ritorniamo al design: è prettamente tecnico, con uno stile ammorbidito rispetto alla versione precedente, e si presenta come un monovolume rialzato, a ricordare che si tratta di un crossover, caratteristica che approfondiremo più tardi. Anche Jogger cambia radicalmente aspetto, ma nel contempo si propone anche con nuove motorizzazioni e nella versione bifuel, che è quella affidataci dalla Casa. In aggiunta alla versione precedente monta i fari a led, che sono potenti. Ma saliamo a bordo. Motore mille di cilindrata, per la precisione 999 cc, tre cilindri, dotato di turbina che gli consente di erogare 74 kW circa 110 CV. Quanto basta per renderla performante anche al di sopra delle aspettative vista la sua mission. Il motore si propone con il classico sound del tre cilindri, ma è molto bene insonorizzata. Sei marce e sistema Start & stop che la rende ancor più sostenibile in città, anche nelle code e nel traffico congestionato. Perché la qualità che la contraddistingue è il fatto che è Bifuel, ossia si può alimentare sia a benzina che a GPL, ovvero Gas Propano Liquefatto. I vantaggi? Viaggiando a gas il costo del carburante è attualmente dimezzato rispetto a quello della benzina super. Ma a chi gestisce i sistemi del traffico e le potenzialità inquinanti dei veicoli questo importa relativamente. Il dato interessante è che le emissioni del motore a scoppio a gas contengono un bassissimo livello di elementi inquinanti. Infatti, a Milano per esempio ci è stato possibile entrare in ventro senza essere bloccati dai divieti di circolazione motivati dalla necessità di ridurre lo smog. Nel traffico? Si sposta agilmente con e nelle ripartenze è aiutata dal ‘turbo’ che ci porta rapidamente in testa alle altre auto. Pur essendo a sette posti, nei parcheggi non ci costringe a manovre particolarmente impegnative, perché è nonostante lo spazio interno a disposizione (anche con i due ulteriori sedili di coda in posizione rimane a disposizione un bagagliaio profondo una quarantina di cm) è lunga ‘soltanto’ 455 cm. Inoltre, è dotata di telecamere ad alta definizione e dei sensori di parcheggio che ci facilitano la manovra. I sedili anteriori sono avvolgenti comodi, e regolabili, manualmente, in tutte le posizioni, anche in altezza e sono realizzati in tessuto impermeabilizzato e atermico, che permette di mantenere una temperatura gradevole sia con il caldo che con il freddo. Un ulteriore elemento che fa intendere come Jogger sia progettata sia per le famiglie che per il lavoro o per il trasporto multiplo di persone (6 + il conducente). Un’auto versatile, perché abbattendo i sedili posteriori e lasciando riporti quelli ‘supplementari’ diviene un comodo mezzo da lavoro abbondantemente finestrato. Per l’uso familiare, ma anche per il trasporto persone òe rifiniture interne sono curate, utilizzano i recenti materiali ecologici e le imbottiture e le protezioni sono al posto giusto per amplificare il confort. Per accedere ai sedili di coda, è sufficiente abbattere quelli posteriori agendo su un comando di materiale sintetico simil stoffa rossa ben visibile. I due sedili posteriori si ritirano verso avanti per facilitare l’accesso. I sedili, compresi quelli di coda, sono comodi e avvolgenti. Per i passeggeri che si sistemano in coda, non essendoci lo spazio nelle francate per inserire altri due vetri motorizzati, ci sono due efficaci deflettori ad apertura manuale. Partiamo? Beh, ci mettiamo in movimento, ma c’è ancora molto da raccontare. #charlieinauto3/418       #provavintage #dacia #daciajoggerbifuel  #bifuel

auto, Cars, crossover, guida, motori, prova su strada, test drive, test road, test su strada, trazione anteriore, turismo, Vintage

#testdrive MG ZS rinascita cinese del marchio del cuore per i gentleman del ‘vecchio continente’

Un SUV crossover di fascia intermedia di stampo britannico Colori classici e interni morbidi per  il confort in stile inglese Quest’anno arriva il modello ibrido con il look rivisitato e attualizzato Ai gentleman, alle gentle-girl per parità di genere, il marchio MG evoca ricordi romantici, sportivi, disimpegnati. Il marchio britannico produceva infatti una indimenticabile spider compattache era il sogno di molti studenti, e studentesse, ed era forse il primo ‘sfizio’ che gli appassionati si concedevano non appena conquistata l’autonomia per gli spostamenti fuori città, all’aria aperta, per azzardare qualche viaggio magari attaccando la valigetta sopra al cofano posteriore per raddoppiare la capienza di un bagagliaio limitato alla forma dell’auto dalla sauna inconfondibile determinata dalle ruote esterne alla scocca e coperte da morbidi parafanghi. L’acronimo stava per Morris Garage legato in qualche modo alla mitica Mini, ed è stato acquistato da una decina d’anni dalla Saic cinese, che ha generato una crossover compatta, dalla linea morbida ed elegante, per nulla orientaleggiante. Anzi, dallo stile quasi inglese forse per mantenere viva l’immagine dello stile inglese che MG evoca ancora. La MG ZS, che abbiamo provato ‘fuori busta’, è prodotta dal 2017, ed è appena uscita la nuova serie. Lunga 432 cm, si presenta con un buon livello di finiture, con gli interni rivestiti di simil pelle morbida, che eleva la qualità del confort anche a livello visivo. Il motore a quattro cilindri di 1.498 cc eroga 78 kW, cioè 106,05 CV. Cinque posti, le finiture dei sedili avvolgenti, quello di guida regolabile elettronicamente e riscaldato come quello del passeggero, sono arricchiti dalle cuciture rosse. Il portellone posteriore è ampio e assicura una buona capacità di capacità di carico. Si apre facendo pressione sul marchio MG leggermente in rilievo, nel quale è inserita una delle quattro telecamere che permettono di vedere sul grande display centrale in HD le immagini dei quattro lati dell’auto, e si attivano automaticamente a seconda della direzione verso la quale abbiamo deciso di dirigerci. Non solo, ma consentono, in modalità 3D, di vedere dall’alto la vettura con la simulazione dello spostamento previsto dell’auto., sia procedendo in avanti che all’indietro. Il  cambio è, in questo modello, a 5 marce, almeno per questo esemplare, e i rapporti sono ben selezionati. Consentono una guida fluida e sufficientemente agile. In marcia ha la ripresa necessaria per effettuare i sorpassi in sicurezza. L’assetto è comunque quello di un SUV crossover, contenuto in uno styling un po’ vintage che ne rende accattivante l’aspetto. Nell’uso fuoristrada, anche in stradine complicate con l’ausilio delle telecamere a 360 gradi che si orientano verso le nostre intenzioni, è maneggevole. Ma di questa sua vocazione risente la sensazione di sicurezza alla guida, anche se non tradisce il percorso che le imponiamo: l’assetto alto da fuoristrada la spinge a ondeggiare in curva verso l’esterno, ma si inclina dolcemente, un po’ come le vecchie auto francesi. tuttavia, ciò non influisce sulla guida. Rassicurata anche dai quattro potenti freni a disco in dotazione per un uso in sicurezza in ogni condizione. Ne abbiamo approfittato per concederci una escursione sullo splendido scenario collinare di Bergamo, per poi arrivare in piazza Duomo a Milano nel corso delle riprese di uno sceneggiato tv. #charlieinauto3/417     #provavintage        

auto, bifuel, Cars, crossover, guida, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive #Dacia Sandero: la versione fuoristrada promossa anche in montagna

La Stepway in salita, su sterrato e neve garantisce una guida sicura Controlli di trazione di fascia alta per non impensierirci nella neve Dacia Sandero Stepway, fuoristrada bifuel, un’auto che ci offre la grande opportunità di spostarci con il GPL spendendo la metà rispetto alla benzina o al diesel. E noi, questa opzione la intendiamo sfruttare pienamente: ci consentirà di effettuare test drive in relax, senza dover fare i conti con i consumi che per certe auto sono elevati, come pure non avremo bisogno di cercare le rarefatte colonnine elettriche di ricarica, tra l’altro in città spesso occupate. Ricerca, che al momento nel nostro Paese, ma credo non solo da noi, rende gli spostamenti spesso avventurosi, o quantomeno vincolati a uno studio preliminare sul tragitto per anticipare dove e come effettuare le ricariche, quindi dove fare tappa sui tragitti medio-lunghi. Ma le auto elettriche offrono anche dei vantaggi, specialmente se impiegate nei centri urbani o su tragitti abituali. Ecco, per i viaggi su media e lunga distanza ci viene in mente l’utilità del ruolo che nei rally svolgono i copiloti, che non è limitato alla lettura delle note al pilota, ma si estende alla organizzazione degli spostamenti, degli appuntamenti con l’assistenza che è l’equivalente della sosta alle colonnine di ricarica anche se il tempo di sosta richiesto è ovviamente sensibilmente diverso, dello studio e organizzazione dei tragitti di spostamento, qualora non siano vincolati dal regolamento della gara. Quindi? Dunque, questa volta ci concediamo una escursione in montagna. Il nostro obiettivo?  Verificare la vocazione della Stepway per la salita e il fuoristrada in montagna, ammesso che sia possibile praticarlo perché ècaduta  nuovamente la neve oltre i 1000 m. Abbiamo già detto che il rendimento tra l’utilizzo dell’auto a benzina o a GPL è leggermente inferiore nell’utilizzo del gas quale combustibile. E in salita? In salita, accanto alla tenuta di strada che è rassicurante in tutte le condizioni, Sandero conferma un’azzeccata scelta dei rapporti con il cambio a 6 marce.  inoltre, dal motore da 100 CV emerge l’efficacia della coppia di 150 Nm a disposizione, che per un tre cilindri di 999 cc è un valore interessante. Infatti, ci consente di ripartire dai tornanti stretti in salita senza incertezze, e lo stesso sarà per le partenze sulla neve. Una caratteristica che ci permetterà anche di risparmiare nei consumi. Probabilmente è proprio il rendimento del motore che a permetterci di mantenere nella norma i consumi anche in salita, ma, ripeto, stiamo provando la Stepway a GPL, quindi con costi di gestione dimezzati rispetto a quelli necessari per gli spostamenti a benzina o a gas. Arriviamo in cima ed ecco che ci si presenta un bel tratto di strada bianca, scorrevole, probabilmente un parte di una pista forestale aperta al pubblico. I test drive vengono svolti spesso, ove sia possibile, spingendo sull’acceleratore, alla ricerca delle criticità che possono emergere da segnalare ai lettori. La Dacia Sandero Stepway, ricordo che si tratta della versione adatta al fuoristrada anche se il modello come gli altri più recenti della Casa del Gruppo Renault nasce come crossover. Anche nella frenata i sistemi di controllo di livello avanzato ci risparmiano ogni timore e la nostra prova sullo sterrato dà i risultati attesi. Ma ecco finalmente la neve. Questo esemplare della Sandero è a trazione anteriore, così la guida sul fondo con il più basso coefficiente di aderenza possibile risulta facile anche in queste condizioni. Non è neppure necessario guidare tenendo il piede leggero sull’acceleratore perchè ci pensa l’elettronica a controllare l’aderenza delle ruote al fondo innevato. inaspettatamente, ci addirittura soltanto quassù che l’auto aveva mantenuto in  memoria la nostra scelta tra le modalità di guida: era ancora nella funzione Economy. l’avevamo inserita non soltanto per risparmiare gas nello spostamento, ma per valutare fino a che punto un motore di 999 cc tre cilindri alimentato a gas possa appagare le nostre esigenze e non soffra nell’uso off road in montagna. Così, pur se utilizzata in modalità ‘risparmio’ la stepway si muove agile anche sulla neve, sfruttando la riserva di potenza e trazione derivanti dall’uso delicato dell’acceleratore che ci impone il fondo innevato. Anche grazie ai controlli elettronici la Stepway riduce al massimo i nostri interventi per rimanere sui solchi della strada innevata, ed è in grado di erogare in modo fluido e controllabile la potenza necessaria per le correzioni e una marcia sicura. Quindi, a conclusione di questa prova, terminata con il ritorno a valle dopo la lunga discesa affrontata in sicurezza fino al fondovalle grazie a un impianto frenante all’altezza dell’auto , anche a conclusione di questa tappa, la 416. dei nostri testdrive, questa Dacia Sandero Stepway Bifuel, ovvero la versione cross over di un’auto già fuoristrada, possiamo dire che l’auto è promossa. #charlieinauto3/416    #provavintage #daciaitalia  #daciasanderostepway  #montagna  #testdrive  #testroad  #neve #crossover

auto, bifuel, Cars, crossover, guida, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive Giovane e accattivante il restiling della nuova #Dacia Sandero Stepway

#testroad #Stepway bifuel crossover di larga diffusione da 18/20 km/l a GPL Spostamenti in confort e sicurezza con elettronica di ultima generazione Un SUV di ultima generazione è versatile, spazioso anche se di fascia intermedia, quindi confortevole, consente di viaggiare comodamente anche per tragitti piuttosto lunghi. Dacia Sandero Stepway aggiunge al uno dei modelli della Casa franco rumena l’opzione fuoristrada. È infatti un crossover, ma lo vedremo in seguito, perché alla solidità alla quale la Dacia ci ha abituati proponendo in Italia i suoi modelli crossover aggiunge dettagli e rifiniture, ulteriori rinforzi e protezioni, e una opzione di guida, CROSSOOVER ETC, che adatta l’assetto, i rapporti del cambio, i controlli di trazione e la regolazione delle sospensioni alla guida fuoristrada. Si attiva con un pulsante facilmente raggiungibile davanti alla leva del cambio, quindi, si può scegliere all’occorrenza anche in movimento, quando si incontra qualche ulteriore asperità o difficoltà di trazione. Ma rimaniamo con i piedi, ‘pardon’, le ruote per terra, anzi, sull’asfalto. Il modello che stiamo provando è il restiling 2025. L’origine è la Dacia Sandero nuova serie presentata nel settembre del 2020 e venduta dal 2021, per balzando subito in testa nelle vendite sul Continente. Ripartiamo dalla metropoli e rientriamo a casa, come d’abitudine, a notte inoltrata. Cerchiamo subito le possibilità per ricaricare i nostri telefonini: al fianco del pulsante CROSSOVET ETC a sinistra c’è la presa per l’accendisigari dove potremmo già connettere il telefono per le ricarica, ovviamente con l’apposito adattatore; a destra la presa USB-C dove collegare il nostro Iphone di ultima generazione. Una presa USB per le connessioni più tradizionali è accanto al display touch screen centrale, in formato tablet. Alla sua sinistra anche su questa Dacia il comodo supporto ruotante per il cellulare, che ci permette di avere il suo schermo in evidenza, senza staccare gli occhi dalla strada. Beninteso, va collegato con il cavetto all’auto e utilizzato tramite i suoi comandi che vengono riportati sullo schermo dell’auto. La connessione con tra il nostro cellulare e l’auto avviene tramite il collegamento wireless. Iniziamo il viaggio e ricordiamo che monta un motore ECO G di tre cilindri, da 999 cc che eroga 74 Kw, ossia 100 CV e che  alimentato sia a benzina super che a GPL. Visti i corsi del carburante, optiamo subito per il gas, che ci costerà meno di 0,7 euro al litro. Agendo sul pulsante in basso a sinistra del volante. Si tratta infatti della versione bifuel, che è la conseguenza dell’evoluzione delle politiche europee in materia di automobili, ovvero rende sostenibile l’uso delle vetture assicurando inoltre basse emissioni. In questo caso, con un serbatoio da 45 per il GPL, una quarantina per la benzina, l’autonomia, salvo usi particolari supera abbondantemente i 1100 km. La nostra scelta ci fa notare l’indicatore del livello del gas nel serbatoio. Dobbiamo scegliere le modalità di gestione del motore e dell’auto, lo facciamo per il viaggio tra AUTO, quella che ci offre il maggiore confort negli spostamenti, OFF-ROAD, per il fuoristrada, NORMALE, che con un assetto più rigido ci fa sentire di più l’asfalto; l’apprezzeremo nella guida veloce. Per il trasferimento, volendo valutare la sostenibilità della Sandero Stepway accediamo anche alla funzione ECO, che riduce leggermente le prestazioni ma abbassa anche del carburante. L’accesso con un pulsante sotto al display centrale, posizionato assieme a quelli per lo start & stop, le frecce d’emergenza, lo sblocco delle portiere perché il blocco si attiva non appena si sale a bordo e si avvia il motore. La chiave è una scheda elettronica stilizzata con il marchio delle D contrapposte, che consente di chiudere le portiere automaticamente quando ci si allontana dall’auto; ma la Sandero ci avvisa con il lampeggio delle frecce e un colpo di clacson. L’apertura avviene al tocco delle maniglie delle porte o del bagagliaio. Imbocchiamo l’autostrada e attiviamo il cruise control adattivo, che ci permetterà un trasferimento in relax, perché attiviamo anche il suo adeguamento ai cartelli stradali che regola la velocità massima. Dopo oltre 300 km di trasferimento in autostrada, in condizioni di traffico ottimali per verificare i consumi viste le ore notturne, abbiamo percorso in media 18/20 km con un litro di GPL. #charlieinauto3/415       #provavintage                

Torna in alto