Aviano

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#testdrive Sicurezza attiva di livello 2 a bordo della nuova Hyundai Santa Fe

Sistemi anticollisione e assistenza alla guida per il fuoristrada in montagna L’mpia finestratura fa godere a tutti gli occupanti la ricchezza dei paesaggi In modalità elettrica nel silenzio incontaminato delle Alpi La nuova Hyundai Santa Fe Hybrid vuole essere il tramite tra l’alta tecnologia e la possibilità di vivere e condividere con i passeggeri le emozioni trasmesse dalla visita di ambienti naturali di pregio ammirando paesaggi incontaminati. Lo si intuisce appena si sale al volante: a rubare subito l’attenzione è il cruscotto che è un grande display. Guardando da sinistra a destra, sotto ai due montanti del parabrezza ci sono il cluster digitale, o più italianamente cruscotto, e il touch screen per l’infotaintment. Il tutto da 12,3”. Abbiamo detto che è full-hybrid, e che i 215 CV che ricava dal motore a benzina di 1600 cc li mette a disposizione grazie alla batteria ausiliaria che si ricarica con la frenata rigenerativa, utile per guidare con un solo pedale, ovvero quello dell’acceleratore. Pedale che poi diviene inutile se utilizziamo, ovviamente in autostrada o in condizioni che lo permettano, il cruise control intelligente. Ma ora siamo saliti a bordo e ci occupiamo della sicurezza: assieme alle dotazioni elettroniche, l’assistenza attiva è confortata da 10 airbag, due frontali, due laterali, due a tendina che riparano anche i sedili della terza fila, due nuovi laterali per la prima e la seconda fila, uno per le ginocchia del conducente; tutti pronti a esplodere ‘beneficamente’ per riparare tutti gli occupanti dall’eventuale impatto con l’interno del grande Suv fuoristrada. La scelta costruttiva è interamente orientata alla sicurezza in caso di collisione con l’utilizzo di acciaio e materiali di alta qualità ottenendo un incremento della resistenza della carrozzeria del 4,5 per cento. Ma nella progettazione si è tenuto conto anche della distribuzione del carico in caso di urto. Così Santa Fe è ora in grado di assorbire ancor meglio l’eventuale impatto, riducendo nel contempo al minimo la deformazione dell’abitacolo. Ancora sicurezza attiva con le portiere posteriori che vengono bloccate nel caso rilevi veicoli in avvicinamento da dietro. Ritorniamo sul cruscotto e a sorpresa scopriamo che azionando le frecce direzionali i due orologi divengono due piccoli ma utilissimi schermi, a sinistra per svoltare a sinistra, a destra per svoltare dall’altro lato: come due oblò ci mostrano in diretta la vista posteriore e laterale, evitandoci il pericolo dei punti ciechi in manovra, ma anche nel cambio di corsia o di direzione. Ancora assistenza attiva in retromarcia o in parcheggio: i sensori rileveranno un eventuale ostacolo con la telecamera posteriore o i sensori a ultrasuoni mostrando subito l’avviso di pericolo sul cruscotto, ma anche frenando autonomamente per evitare la eventuale collisione, anche se il rischio proviene lateralmente e stiamo uscendo da un parcheggio. Santa Fe monta l’Highway Driving Assist 2 che è la guida autonoma di livello 2: controlla la velocità del veicolo e la distanza da altri mezzi rallentando o frenando autonomamente se viene rilevato il rischio collisione, anche se è con un pedone o un ciclista. Segnala anche il sopraggiungere da dietro di altri veicoli nel cambio di corsia. Autonomamente, la nuova Santa Fe è capace di parcheggiare da sola in modo parallelo alla strada, a spina di pesce o perpendicolare. Ma, a sorpresa, con il telefono cellulare e con l’applicazione la nostra auto può essere ‘invitata’ a entrare o uscire da un parcheggio da sola, mentre il conducente fuori dall’auto. Opzione utile dove ci sono gli stalli del posteggio stretti o il parcheggio è intasato, oppure in montagna in situazioni o condizioni particolari. Già, montagna… Siamo già saliti sul monte di Muris, ma la sua conformazione non permetteva escursioni o deviazioni particolari. Così, saliamo più in alto. Delle due qualità, la maneggevolezza e le doti di arrampicatrice nonostante il volume importante ma sempre gestibile, abbiamo già detto. Va aggiunto che l’ampia finestratura e il tetto trasparente, oltre a scongiurare il rischio che gli occupanti possano sentirsi ‘rinchiusi’ in un abitacolo comunque spazioso per tutti, consente di ammirare comodamente la bellezza del paesaggio circostante, anche guardando verso l’alto, attraverso le fronde degli alberi. Non ci resta che imboccare una mulattiera in quota, ce ne sono ancora di aperte al transito. Lasciando l’asfalto, agiamo sul comando che è posto sul tunnel centrale, sotto alla plancia e al vano che consente di ricaricare in wi-fi due telefoni alla volta, e tra le opzioni di guida ecco Eco, Sport, My Drive; scegliamo quest’ultima, per poi passare alle opzioni Terrain. Se dovessimo averne bisogno finendo in una strada difficile o cieca c’è il sistema di telecamere posizionate sul muso e in coda, che grazie alla IA ci mostra sul display le immagini virtuali dell’auto e di ciò che la circonda da fuori e dall’alto. Azioniamo l’apertura del tettuccio e apriamo la tendina che protegge il tetto finestrato fino in coda per permettere anche ai passeggeri di godersi il panorama e saliamo. Ovvio che ci spostiamo sulla mulattiera con la stessa sicurezza con la quale ci sposteremmo su una strada asfaltata. Lo stesso avviene sullo sconnesso o sulle buche che sono il ricordo delle nevicate e gelate della precedente stagione invernale: il confort per tutti gli occupanti è sempre massimo. Rinunciamo ad attivare l’impianto Bose di alta qualità a disposizione e ci immergiamo nella bellezza e nel silenzio dell’ambiente alpino. Riusciamo anche ad avvicinare alcuni caprioli scomodamente, secondo noi, appollaiati su ciglioni rocciosi, senza disturbarli spostandoci in modalità elettrica, e riusciamo a affrontare e superare un rilievo notevole collegato da una strada di servizio. Scendendo, incrociamo il parco chiuso del Rally del Piancavallo, ad Aviano. Infatti, in alto, ci eravamo spostati tra i monti del complesso del Monte Cavallo per seguire le prove speciali della gara, della quale sono stato l’addetto stampa per sei edizioni. Bei tempi, sotto la guida di ‘Iccio’ Maurizio Perissinot, con Giancarlo Predieri e Angelo Presotto, che ricordo sempre con grande affetto perché hanno segnato il mio ‘lancio’ nel giornalismo dei motori, superando la fase delle radio ‘pirata’ e delle radio e tv private, con ‘Poole Position-Motori a Mach2’

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testdrive : #Hyundai #Kona electric-guida alla prova del nove sull’autonomia

Si conferma sostenibile e in discesa recupera il consumo della salita Ricca di accessori e sistemi di sicurezza ed è molto affidabile alla guida La nuova Hyundai Kona Electric ci vuole convincere in questo test drive con un’autonomia maggiore rispetto a quella della sua prima serie. Le nostre escursioni compiute nella suggestiva Val Aupa e in Val Saisera, nel Tarvisiano, paradiso dei fondisti, a oltre 100 km dalla partenza, ci hanno provato che anche con l’auto elettrica si possono azzardare escursioni su strade isolate e prive di punti di ricarica, purché ovviamente si tenga bene conto dei limiti imposti dall’autonomia della batteria. Dobbiamo infatti sempre essere in grado di arrivare a un punto di ricarica, e con il tempo ci si abitua             a calcolare dove si trova la colonnina che ci consentirà di fare la ricarica sfruttando al massimo                     l’autonomia disponibile. Finora, ogni modello di auto elettrica che abbiamo testato aveva range, rendimento,  tempo o capacità di ricarica diversi. Dovrete quindi prendere confidenza con l’auto che state utilizzando per intuire i limiti della ridotta disponibilità di punti di riferimento. Un problema che nelle zone montane incide parecchio nella scelta degli automobilisti di passare alla mobilità elettrica. Anche perché in alcune vallate pur lungo strade frequentate non è disponibile la rete cellulare. Nelle ultime due puntate del nostro blog #charlieinauto (#provavintage) abbiamo percorso valli deserte e strade tortuose e guidate, ma non avevamo ancora affrontato la salita e la discesa, così come la intendiamo su un percorso di montagna. La Kona Electric ha una buona capacità di autoricarica in decelerazione e in frenata, che le sono condizioni di guida più frequenti nella guida in montagna, ma lungo i due percorsi montani ma di fondovalle che vi abbiamo descritto in precedenza non c’erano salite importanti, e di conseguenza mancavano le relative discese. Per questo, partiti da Latisana, dal B&B ‘Casa Allegra’ a Pertegada, ci dirigiamo verso Piancavallo, da Aviano (Pn) 14,5 km di una salita con varie pendenze che sintetizza tutte le difficoltà per la guida, dai tornanti, alle curve strette, al misto veloce, ai rettifili, che ancora una volta la Kona Electric 2022, con il motore elettrico capace di 204 CV, riesce a gestire senza incertezze. Ci garantisce una guida performante assecondata dai sistemi di assistenza molto avanzati dei quali dispone. In cima alla salita arriviamo sul pianoro che ospita la località             turistica Piancavallo: siamo a poco più di 1200 m slm. Qui l’aria è fresca, ma le batterie al litio risentono soltanto limitatamente del freddo al quale sono esposte all’improvviso; la Kona Electric dalla partenza ha consumato meno di un terzo della capacità della sua batteria percorrendo fin qui quasi 115 km, compresa la salita affrontata in modalità Sport di una quindicina di km. Vicino agli impianti di risalita sono state installate due colonnine di media potenza. Che ne dite? Mi attacco alla ricarica o no? Direi di no, perché in questo modo il test sarà più verosimile. Dopo la tradizionale tappa all’Angolo di Jasmine, il bar che è anche l’edicola della cittadina alpina e che ci aveva rifocillato anche nel periodo del lock down in occasione dei nostri test drive, riprendiamo il nostro cammino di test road e iniziamo la discesa. La sfida con il mio ‘navigatore’ e assistente Marco è capire quanta energia potrò recuperare in discesa utilizzando le palette per rallentare e anche frenare nei tornanti, senza toccare il pedale del freno. Il gioco si fa anche divertente, perché vista l’efficacia del sistema di frizione-freno-dinamo, chiamiamolo così, la discesa è veloce e sempre in piena sicurezza. Ora siamo arrivati alle porte di Aviano, cioè alla fine della discesa, e calcolando la distanza percorsa e l’indicazione dell’autonomia ancora a diposizione che leggiamo sul cruscotto, abbiamo recuperato più energia elettrica di quella che avevamo speso  all’andata, nella salita. #testdrive completato con successo, quindi, e anche questa volta in fatto di mobilità elettrica la Casa coreana non ha tradito le aspettative: nella nuova Kona Electric sono state ottimizzate le numerose funzioni riducendo al minimo le criticità implicite delle auto elettriche, consentendoci, per esempio, e non è una  costatazione banale, di usare il climatizzatore e lo stereo senza limitazioni e cioè senza dover spegnere tutti gli accessori come accadeva nelle prime auto elettriche. Ora però siamo curiosi di testare la nuova edizione della Kona Electric, già sulle strade in pochi esemplari. Attendiamo la disponibilità dall’Ufficio Stampa. Ma nel frattempo non rimarremo a guardare. Seguiteci per provare con noi un’altra supercar #charleiinauto3/325     #provavintage

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