Ineos Grenardier

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Testdrive: L’INEOS Grenadier grande fuoristrada con livrea tecnica e un contenuto avanzato

Dotazione di servizi e sistemi di assistenza e sicurezza pari ad auto di fascia alta Accorgimenti per la gestione del mezzo in ogni condizione garantiscono elevata sicurezza Grenadier della INEOS sulla strada e nei parcheggi occupa uno spazio importante, ma sempre gestibile. Spesso ci si dimentica di raccontare i dettagli della progettazione dei mezzi che testiamo. In questo caso, ovviamente, i comandi sono impostati considerando la possibilità di un utilizzo anche nelle condizioni estreme, come i guadi impegnativi, le trappole di fango, le strade sommerse o allagate, o assenti…  Ma è anche pensata per essere utilizzata nelle condizioni più critiche, assicurando la massima tutela al conducente come ai passeggeri, ma anche agli stessi comandi del nostro fuoristrada. Per esempio, sul cielo dei posti anteriori, o meglio sul tettuccio, quasi un metro sopra di noi e per l’esattezza al di sopra all’importante tunnel centrale, c’è una serie di interruttori e fusibili che ci ricorda la cabina di un aereo di linea.                                                    Gli interni: quando la tecnologia per il fuoristrada incontra il mondo dell’aviazione  L’avete mai visitata? In questo caso la differenza sta nel fatto che sulla Grenadier ci si accorge di questo allestimento che si integra perfettamente con il rivestimento dell’abitacolo soltanto sollevando lo sguardo verso l’alto. Tutti gli interruttori installati sono protetti da un archetto di robusto metallo anche per evitare che possano essere azionati accidentalmente o colpiti da qualsiasi oggetto venga proiettato all’interno nell’abitacolo in caso di salto, sobbalzo, forte inclinazione (l’inclinometro si trova al centro della plancia sotto al display centrale che seguiremo sempre con lo sguardo perché contiene tachimetro, contachilometri, il contagiri, che è lineare, l’altimetro, la temperatura dell’olio, dell’’acqua, esterna, il livello del gasolio, l’autonomia residua, ecc.). Su questo grande quadro comandi c’è, per esempio, l’interruttore generale della corrente elettrica per isolare la batteria. Ma ci sono pure i comandi per privilegiare la trazione, 4X4 permanente, sull’asse anteriore o su quello posteriore, e del tipo di utilizzo del differenziale, opzione importante per superare le situazioni con scarsa aderenza o di equilibrio precario: si trovano accanto alla sagoma dell’auto che ci ricorda le misure di ingombro in pollici e in centimetri.                                                                                                                     I comandi al servizio dell’off-road più estremo Ci sono anche i comandi per la salita e la discesa controllate. Così come altre funzioni per il fuoristrada impegnativo: per esempio l’attivazione delle opzioni meccaniche ed elettroniche per l’off road e per affrontare i guadi in sicurezza. Supera l’immersione fino a 120 cm di profondità, ma riesce a superare anche guadi di 140 cm: ha infatti la presa d’aria tipo snorkel che sbuca sul tetto, scorrendo lungo il montante destro accanto al parabrezza. Sempre sul nostro ‘cielo’ ci sono i fusibili per i servizi elettrici principali o accessori, compresi i potenti fari spot a led montati come fari supplementari ai lati della griglia sul muso. Verso il basso troviamo i comandi per l’assistenza alla guida, per escludere il controllo di trazione e per la discesa controllata. Più a destra la regolazione dell’altezza dei fari, e il comando dei fari ausiliari che bucano la notte. Accanto allo specchietto ci sono gli interruttori per le luci di cortesia a led. Per la sicurezza del passeggero ci sono maniglie per potervici appigliare sopra al cassetto portaoggetti sotto la plancia, nel montante destro del parabrezza, oltre a quelli tradizionali sopra le portiere.                                                                        Alla guida: le particolarità del volante e alcuni dati tecnici  Il volante perfettamente rotondo è in cima a un piantone in posizione quasi verticale rispetto a quello che siamo abituati a trovare sulle auto tradizionali, e agisce sulle ruote con un effetto demoltiplicatore che riduce la fatica del conducente e diminuisce le sollecitazioni alle sospensioni. Il raggio di sterzata è un po’ sacrificato dal passo lungo di Grenadier e dalla necessità di tenere sotto controllo il mezzo che con il suo motore di 2993 cc e 183 kW è capace di una spinta di 550 Nm. Nel modello versione 2026, che è in uscita, questa criticità è stata risolta. Sul volante ci sono i comandi per l’impianto di intrattenimento, il cruise control, e sulla razza destra il pulsante rosso TOOT dedicato a pedoni e ciclisti, frutto del progetto abbinato alla sponsorizzazione della squadra ciclistica INEOS, tra le protagonista del Giro d’Italia e del Giro di Francia. Dietro al volante il ricchissimo cruscotto con le decine di spie di funzione, avviso, allarme, e delle luci. Dispone del sistema wireless per Apple Car Play e Android Auto.               Il grande display, la bussola tradizionale e digitale e una chicca ‘vintage’ Nel display centrale si visualizzano la schermata del cellulare ma anche i comandi di regolazione delle funzioni fuoristrada, del telefono, le impostazioni del sistema. Sotto al display tra le bocchette dell’ottimo impianto di climatizzazione ci sono una grande bussola con visualizzazione tradizionale e digitale, e più sotto i comandi della climatizzazione, dell’assistenza al parcheggio, dello start & stop, il volume dell’impianto di intrattenimento con la ricchezza dei servizi e comandi di un mezzo moderno e attuale. La chicca ‘vintage’, ma ha il suo perché, è sul tunnel centrale, dove c’è il comando a bacchetta del freno a mano, che è a sinistra della cloche del cambio. C’è anche la grande manopola circondata dai tasti che attivano OPTIONS, MENU, BACK, per tornare indietro, AUDIO, FAV, OFFROAD. Sempre sul tunnel, verso gli schienali

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#testdrive INEOS Grenadier e lo sterrato: sotto controllo in ogni situazione

Anche spinto sulle strade bianche a suo agio come sulle strade normali Motore #BMW 3000 cc da 250 CV e 550 Nm di coppia: 2.6 t a 100 km/h in 9” ‘Sterrare umanum est’, avevamo scritto scherzando sull’uso del Latino nel raccontarvi di un fuoristrada importante. Ovvero: con un mezzo così non possiamo esimerci dall’andare a cercare una strada bianca, o magari resa un po’ più scura da recenti piogge. Ovvero, il fango di uno sterrato con le sue pozzanghere e gli schizzi di pantano che arrivano fino sul parabrezza. Ma si tratta soltanto di un sogno. Perché nel periodo nel quale stiamo testando l’INEOS Grenadier la pioggia scarseggiava. Ma ci siamo dati da fare ugualmente. Ricordate: 2993 cc, 250 CV ovvero 183 kW, motore turbo diesel con ben 550 Nm di coppia. Ciò che basta per potersi muovere in sicurezza in ogni condizione di fondo. Ma ci accontentiamo di una strada bianca che percorre parte delle terre rivierasche e collega trasversalmente le campagne tra il fiume Stella e il fiume Corno. Siamo all’imbrunire, sempre alla ricerca delle luci più suggestive per i nostri video e le immagini. Ma una perturbazione in arrivo ci ruba la scena e accelera l’arrivo della sera, ma non rallenta il nostro test drive. Gli interni molto ampi, i sedili comodi, gli spazi a disposizione pensati per un utilizzo tecnico e professionale fanno quasi sembrare superfluo questo nostro test, ben sapendo che Grenadier della INEOS è progettata per ben altro. Ma anche la guida di un fuoristrada professionale percorsi ‘normali’ piò diventare un’occasione interessante e divertente, per soddisfare la nostra curiosità al volante. Un’accelerazione importante nonostante il peso che varia da 2.644 a 2.744 kg a seconda delle versioni, diesel, il modello in prova, o a benzina. Il suo carico utile è di quasi 9 quintali, il carico massimo che può sostenere sul tetto è di 150 kg, ovvero bagagli, portapacchi supplementare, tenta per trascorrere la notte in alto, al riparo dall’umidità e da numerosi pericoli. Può trainare fino a 750 kg. l’accelerazione è  da 0 a 100 km/h in meno di 9”. La trazione è integrale permanente con la possibilità di privilegiare la trazione sull’asse anteriore o su quello posteriore. Il cambio è automatico con comando a cloche a 8 marce, manuale nella funzione sport, ma i rapporti sono così ben calibrati che conviene lasciar fare a lei. Lungo poco meno di 5 metri, il passo tra gli assi è di 2,922 m, quasi tre metri, e con lo sterzo demoltiplicato che vi abbiamo già raccontato bisogna prendere dimestichezza. Ma come vedremo non è così: i controlli elettronici e la sua versatlità ci permetteranno sullo sterrato di apprezzare la ripresa sempre in sicurezza e la tenuta in curva, proverbiale nonostante le dimensioni e la massa come in ogni vero crossover 4X4. Talmente confortevole anche messo alla prova che ci possiamo godere gli spazi interni (tra il corpo dei due occupanti dei sedili anteriori e il cruscotto cìè un metro di spazio, come per le gambe) e l’impianto di intrattenimento. Al quale si sostituisce con efficacia anche il caratteristico rombo del motore 3000 di derivazione BMW che è così generoso da farci intendere con efficacia tutto sommato, quello che gli stiamo chiedendo, è il ‘minimo sindacale’. #charlieinauto3/432  #INEOSGrenadier  #grenadier  #sterrato  #fuorisrtrada

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#testdrive La montagna è il suo scenario naturale anche con la neve

Dotazioni e controlli di sicurezza e gomme adeguate a ogni tipo di fondo Su neve giaccio sotto controllo nonostante la spinta di 550 Nm di coppia Non ci siamo attrezzati per un uso estremo dell’INEOS Grenadier, perché come già detto non eravamo in grado, per motivi di tempo, di organizzare un’uscita assieme a un mezzo analogo, indispensabile per risolvere le situazioni più intricate, ma lo faremo presto, con il nuovo modello in fase di presentazione, ma non potevamo tralasciare la prova ion montagna. anche perché, per ora poca, ma sulle nostre Alpi è caduta la prima neve. C’incuriosisce sapere come si comporta Grenadier in salita e in montagna. Viaggiare su strade normali, una volta fatta la mano alle dimensioni e al tipo di sterzo progettato per il fuoristrada, diviene naturale e in ogni caso siamo avvantaggiati dal fatto che proprio le dimensioni e l’allestimento, anche se quello del modello in prova è standard, non lo fanno passare inosservato. Quindi, anche sui tratti di strada più stretti e impegnativi non abbiamo mai avuto problemi e proseguire senza difficoltà. Superando anche il fatto che il raggio di curvatura dello sterzo del Grenadier, per i problemi di demoltiplicazione e per consentirgli di superare le sollecitazioni che la sua massa, il suo peso, ma anche la coppia importante del motore (550 Nm) non si possono evitare, non è dai più favorevoli per affrontare i tornanti. Ciononostante, anche affidandoci al cambio automatico a 8 marce non abbiamo mai avuto problemi, e il piacere insostituibile di sentire sotto la schiena la rassicurante e corroborante spinta in avanti a ogni cambio di marcia ci distoglie da ogni perplessità. È evidente che l’utilizzo delle marce ridotte, che si comandano con la leva accanto a quella del cambio automatico, in queste condizioni è inutile e lo proveremo in un secondo tempo. Quando, con la bella stagione, ci addentreremo in qualche pista forestale. Così, finalmente raggiungiamo la neve. Pensate che ce ne siamo accorti? La Grenadier è un fuoristrada a quattro ruote motrici permanenti, con la possibilità di agire favorendo la spinta sull’asse anteriore o su quello posteriore. Ma sul ghiaccio e sulla neve fa tutto da sola. Nonostante la massa, ma anche per il peso, si sposta sulla strada con il fondo bianco di neve come se si trovasse sull’asfalto, senza scomporsi minimamente quando insistiamo con l’acceleratore o deviamo di direzione o affrontiamo una strada laterale oppure ci infiliamo in una strada che si inerpica nel bosco. Allo stesso modo in discesa Grenadier si muove senza incertezze, e se accenniamo ad aumentare la velocità mantiene il controllo e si lascia condurre anche docilmente dove decidiamo noi. È anche pronta a fermarsi in poco spazio anche sulla discesa innevata. Tanto da tenere testa ad auto più performanti seppur dotate di pneumatici adeguati alla situazione. Anche l’impianto di riscaldamento e climatizzazione è efficace, sui posti anteriori come sui sedili posteriori. Non ci resta che goderci l’impagabile scenario della pianura che si distende ai nostri piedi fino all’orizzonte, fino al mare. prova superata, dunque anche in questo caso. #charlieinauto3/442

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#testdrive Come si guida un super fuoristrada nato per essere ‘inarrestabile’

Il Granatiere INEOS si doma al volante con naturalezza appagati dal ‘sound’ Dotazioni di sicurezza da auto tradizionale e viaggia sicura nei trasferimenti Eravamo rimasti alla guida su strada. La sensazione iniziale è particolare, perché il volante è perfettamente rotondo, come su alcuni mezzi pesanti di grosse dimensioni, e questo ci trasmette incertezza. Infatti lo sterzo è molto demoltiplicato e ha bisogno di questo volante: ciò ci faciliterà nella guida perché l’INEOS Grenadier non è costruito per fare slalom su strade strette si montagna, bensì per non doversi fermare dinnanzi a ostacoli che vanno ben oltre le asperità della strada. Per questo la guida è un po’ particolare, ma ci si abitua rapidamente, perché la nostra motivazione arriva dalla posizione del tutto particolare nella quale ci ritroviamo a sedere al volante di questo super fuoristrada: il sedile, comodo e avvolgente, ricorda quello dei mezzi pesanti ma è la sua collocazione che ci permette di ‘dominare’ il veicolo. La sensazione che si respira appena ci si guarda intorno nell’abitacolo, i posti anteriori sono divisi dal tunnel centrale che è piuttosto importante, è quella di essere al comando di un mezzo con comandi che ricordano quelli vintage dei fuoristrada, ma dotato di tutti i dispositivi di assistenza alla guida oggi ‘consigliati’ dal Codice della strada, ma suggeriti dal buonsenso. Per esempio, c’è anche il cruise control, per aiutarci nei trasferimenti che vista l’importanza del mezzo e la velocità di crociera quasi da mezzo pesante smorza la tensione se siamo abituati a muoversi su vetture veloci. Ma non è la sua indole né lo consentirebbe la sua struttura. Perché si tratta di fermare in caso di necessità nel più breve spazio possibile quasi 3 tonnellate. Ma è sufficiente fare una prova per rendersi conto che è un dubbio infondato, perché, sarà per la gommatura con pneumatici ‘ogni tempo’ adatti ad affrontare le sabbie del deserto come il fango più avvolgente, ma anche perché l’impianto frenante è commisurato al mezzo, ma all’occorrenza si arresta in uno spazio breve. Abbiamo dimenticato di parlare compiutamente della guida: sono avvantaggiati gli appassionati del mare, purché si siano trovati almeno una volta ad avere a che fare con il timone, a volante di un piccolo motoscafo. Perché per proseguire dritti sull’asfalto specialmente all’inizio occorre remare, ovvero correggere rapidamente ma dolcemente le variazioni di direzione che ogni nostro anche apparentemente impercettibile spostamento delle mani sul volante rischia di imprimere alla nostra traiettoria. Ma, come accennavo, dopo poche centinaia di metri e soprattutto agendo con naturalezza sullo sterzo non ci si accorge nemmeno di questa ‘tecnica’. Nel trasferimento ma anche lungo il percorso normale ci accompagna un buon impianto di intrattenimento che s comanda come tutto il resto nel display centrale. Ma, il vero accompagnamento musicale al nostro trasferimento è l’impagabile sound del motore del modello Trialmaster, che nel modello in prova è diesel è a 6 cilindri in linea di derivazione BMW da 2993 cc, perché nella funzione SPORT, si attiva spostando a a sinistra la leva a cloche del cambio automatico, eroga 250 CV ma soprattutto spinge con una coppia di 550 Nm. Un sound che sintetizza la spinta del Grenadier sulle quattro ruote animate da una trazione integrale permanente. ma ecco che incrociamo un ciclista: l’occasione per provare il tasto rosso, sulla razza destra del volante, per l’avvisatore acustico a trombetta che con un suono soft avvisa pedoni e amanti del pedale che stiamo arrivando, senza scioccarli con le potenti trombe del ‘Grenadier’. #charlieinauto3/441  #provavintage  #Ineos  #ineosgrenadier  #offroad  #fuoristrada    

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#testdrive Costruito in Francia fuoristrada perpetua il mito ‘Defender’

La versione moderna dell’offroad prodotto per 60 anni in GB dal 1946  Motori a benzina o diesel a 6 cilindri in linea derivati da BMW Espressione di potenza con 550 Nm di coppia e rispettivamente 286/249 CV E un giorno nella frequente scansione delle disponibilità del parco stampa delle Case comparve Lei, un vero fuoristrada, di quelli che ammiriamo, a distanza, sugli schermi televisivi quando compaiono percorsi quasi impossibili da affrontare, come le gigantesche dune del deserto, alte come grattaceli, sulle quali si arrampicano vincenti vetture off-road dall’aspetto tecnico ma davvero convincente. Con una grinta che condensa le potenzialità e anticipa le prestazioni delle quali sono capaci.si tratta della Ineos Grenadier, dove Ineos è l’azienda chimica di proprietà dell’uomo più ricco d’Inghilterra, Jim Ratcliffe, Grenadier è il nome del fuoristrada tuttofare ispirato dalla discoteca nella quale Ratcliffe, assieme a pochi amici fidati, ha pensato di lanciare la sua sfida al mondo dell’automotive con questo grande mezzo fuoristrada. Una sfida partita quattro anni fa con un veicolo che viene costruito a Smartville di Hambacj, in Francia, e del quale sono prodotti 20 mila esemplari l’anno per un mercato di appassionati, ma soprattutto per uso militare o di supporto per le organizzazioni di pronto intervento, per le emergenze e per raggiungere luoghi inaccessibili. Si ispira a un fuoristrada progettato per andare dappertutto, ma per andare anche oltre, per non avere difficoltà a superare le situazioni più difficili o drammatiche, e gioca subito pesante: per giustificare le dimensioni, per salire a bordo occorre essere atletici perché non dispone di pedane o predelle a scaletta per facilitare la salita perché potrebbero impattare con le asperità del terreno, monta due motori di 3000 cc. Nella  versione diesel il motore turbo a sei cilindri in linea di derivazione BMW eroga 249 CV, quello a benzina, stessa origine, arriva a 286 CV; ma la cosa più importante, in un fuoristrada, è il ‘tiro’, la coppia che arriva a ben 550 Nm. La versione che proviamo, l’abbiamo ritirata a Tavagnacco perché l’importatore è friulano, ed è Trialmaster Edition. Assieme a quella ‘familiare’ c’è la versione pick-up, ancor più tecnica. Il telaio è molto robusto, con longheroni e traverse di rinforzo e dispone di un convertitore di rapporti ZF a 8 marce, con le ridotte comandate da una leva vicino a quella del cambio automatico, che diviene manuale sposando la leva a sinistra ma ritorna a essere automatico se chiediamo al motore le massime prestazioni. La trazione è integrale permanente, ma è l’elettronica, o il conducente, agendo su un comando a interruttore installato con altri funzioni sul tettuccio, sopra al centro della vettura perché l’abitacolo si presenta come quello di un aereo. Se i comandi a interruttore sono tutti protetti da attivazioni accidentali, come l’interruttore generale dell’alimentazione elettrica, stacca l’arrivo di energia alla batteria, è possibile  anhe privilegiare la trazione sull’asse anteriore o quello posteriore. Tanto grande che viene voglia di sedersi sui grandi e protettivi parafanghi anteriori, magari aggrappati allo snorkel per l’aspirazione dell’aria dal motore che è fissato al montante destro del parabrezza e si conclude oltre il tettuccio, o addirittura sul tetto approfittando della rassicurante scaletta fissata sul portellone posteriore di sinistra. Partiamo? L’accensione è a chiave, con la toppa sotto al piantone dello sterzo. Innestiamo la macia avanti e ci muoviamo, piano e con attenzione nelle prime decine di metri perché lo sterzo, con il volante perfettamente circolare, è molto demoltiplicato ma soprattutto non rientra da solo, occorre accompagnarlo. È così, ci hanno suggerito, per evitare sollecitazioni eccessive alle sospensioni, ideate per il fuoristrada estremo, e alle braccia del conducente. Premiamo più a fondo sull’acceleratore ed ecco la spinta inarrestabile: quasi si impenna, poi comincia a ‘galleggiare’ sui grandi pneumatici tassellati per il fuoristrada. Anche su strada è un piacere guidarla, dopo avere preso confidenza con lo sterzo, perché sfrutta la sua potenza bene assecondata al cambio automatico a 8 marce. Poi… c’è ancora molto da raccontare, nelle prossime puntate. #charlieinauto3/440  #provavintage #ineos #ineosgrenadier #offroad #fuoristrada

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