Unisce versatilità e sicurezza, confort e capienza con la tecnologia

E-Save o ‘Salva energia’ opportunità non secondaria perché agisce sul 70 per cento della carica



Dacia Bigster Hybrid è adatta per le famiglie, per il lavoro, per i viaggi. È un SUV crossover all’insegna del modello di veicolo tuttofare, si presenta con la ormai consueta linea da ‘fuoristrada stradale’ ed è ‘full hybrid’ nella versione E-Save, quella che stiamo provando, sigla volta a indicare una modalità di gestione della batteria al litio. Infatti ‘E-Save’ sta per ‘salva energia’: attivando questa funzione l’auto mantiene una quantità di carica nella batteria senza utilizzarla interamente che può arrivare al 70 per cento della capacità, per impiegarla quando la guida elettrica è più utile, vantaggiosa o indispensabile. È evidente che a decidere quando utilizzarla è il conducente che può mettere nel ‘salvadanaio’ della Bigster l’energia da utilizzare all’ingresso in città, nella ZTL, per avere maggiore potenza nei sorpassi o affrontare una salita impegnativa, oppure immettersi nel traffico urbano o pazientare in coda.

Si presta a esplorare le aree protette perché si può scegliere quando utilizzare la modalità elettrica


Tutto questo accanto a un motore di 1799 cc a benzina, che eroga 80 kW, 109 CV, ma che salgono a 155 CV quando si attiva la parte elettrica. Infatti, in montagna Dacia Bigster Hybrid, con la spinta anche elettrica, diviene subito più performante, così come in accelerazione in pianura; oppure nei tornanti, alla ripartenza, si svicola celermente nonostante le dimensioni importanti. Anche se si tratta di un’auto ibrida, con le batterie ausiliarie, lo spazio nel bagagliaio è notevole.

La funzione ‘letto matrimoniale’, che si ottiene abbattendo i due sedili posteriori
Per spiegarmi meglio, lo spazio è utilizzato anche per la funzione ‘letto matrimoniale’, che si ottiene abbattendo i due sedili posteriori agendo su due leve nel bagagliaio. Ed ecco che questa Dacia, la Bister, diviene quasi un ‘van’, ideale per lunghi viaggi ma anche per gli appassionati di campeggio all’aria aperta. Ed ecco l’utilità della funzione E-Save, per potersi muovere anche all’interno delle aree protette. Non solo, ma per la prima volta per la Dacia il tetto è interamente finestrato e in parte apribile, come la tenda elettrica che oscura l’abitacolo. Il tetto assicura grande visibilità ed è ideale nelle zone di interesse ambientale e naturalistico per osservare la natura senza disturbarla. Per un maggiore confort, anche nella funzione di ‘riposo notturno’, i vetri posteriori sono oscurati, ma tutti sono protetti e anti UV. Il parabrezza dispone della funzione di sbrinamento elettrico, per l’utilizzo in condizioni estreme, e anche per questo sedili e volante sono riscaldabili. Il volante è regolabile in altezza e in profondità.



Tante opzioni con i servizi e i comandi a portata di mano e un abitacolo super luminoso




Il freno di stazionamento è elettronico attivabile con una leva a sinistra, sotto al cruscotto con accanto il pulsante per l’apertura elettrica del portellone posteriore, mentre più in alto ci sono i comandi per escludere tutti i sistemi di sicurezza e i controlli di trazione, per attivare la funzione ECO destinata a ottimizzare i consumi, per regolare l’altezza dei fari, ma soprattutto il pulsante E-Save. Sulla razza di sinistra del volante il cruise control adattivo e un pulsante per adattarlo ai cartelli stradali. C’è anche il limitatore di velocità e la regolazione, automatica, della distanza di sicurezza. Sulla razza di destra i comandi per il display, per il cruscotto elettronico e per i comandi vocali. Nel cruscotto, assieme ai controlli tradizionali, la mappa del navigatore in dotazione, la distanza di vita dell’auto, il flusso di energia, la bussola, il ripetitore della stazione radio e anche il livello della batteria ausiliaria. Ma come si mette in azione tutto questo? Con il pulsante della messa in moto, a destra del volante. Beh, rischiamo di ‘intasarvi’ di informazioni, ma su questa Dacia c’è ancora molto da raccontare anche per evidenziare i passi avanti fatti negli ultimi due anni. ma ci ritorneremo.
di Carlo Morandini



Foto di Marco Morandini
