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La Citroën debutta con la ë-C4 X Fastback nella mobilità elettrica

Una scelta ponderata per ottenere un’auto raffinata e dotata dei confort più avanzati

Autonomia importante e tempi di ricarica brevi per arrivare senza ricarica a Palmanova

La città fortezza stellata patrimonio dell’UNESCO è una fortezza perfezionata da Napoleone Buonaparte

Anche la Citroën si presenta sullo scenario della mobilità elettrica con un modello premium. La ë-C4 X Fastback è infatti una berlina crossover dalla linea elegante e gli interni di alto livello, così come gli accessori e i servizi per i passeggeri. Le forme piene e morbide trasmettono la sensazione di un’auto che offre molto, con ‘contenuti’ interessanti. Eleganza e aerodinamicità di un modello fastback racchiudono gli spazi raffinati di una spaziosa quattroporte con la duttilità di un SUV. La C4 X viene proposta con due livelli di batteria, dai quali dipendono le prestazioni, sia la potenza che l’autonomia così come i tempi di ricarica. quella che stiamo provando monta una batteria di 54 kWh, che eroga 115 kW cioè circa 156 CV con un’autonomia fino a 430 km, ovviamente a seconda delle condizioni d’uso. C’è la versione meno performante, e meno costosa, con la batteria da 50 kWh da 100 kW, ovvero 136 CV, con una autonomia fino a 360 km. Che si tratti anche di un crossover si intuisce dai passaruota protetti da materiale antiurto, mentre anche la sottoscocca è protetta dagli urti. Lo si deduce osservando l’assetto rialzato.

Un design tondeggiante, che richiama una linea morbida per il massimo comfort

Il muso è elegante e le luci non hanno nulla a che vedere con la fanaleria tradizionale alla francese, ricordate? Con le luci gialle. Sono a Led e riprendono il marchio della Casa francese con i due accenti circonflessi sovrapposti e ruotati di 180°, che racchiudono lo stile tondeggiante dell’auto. Il design sembra ovattato, come il suo modo di procedere, che esalta la silenziosità del sistema elettrico, ricordate le vecchie DS Pallas, che all’origine erano prodotte dalla Citroën. Procede nello stesso modo, senza incertezze o sobbalzi, sia sull’asfalto che sullo sterrato, capace di assorbire le irregolarità presenti eventualmente sul percorso. 

I sistemi di sicurezza a 360° e gli interni offrono comodità con una chicca inaspettata

Se non bastasse questo livello di confort, i sedili anteriori, avvolgenti e in pelle ecologica con rifiniture in tessuto sono riscaldati, quello di guida regolabile elettronicamente, ma dispongono anche del massaggiatore, un accessorio fino a ora impensabile per un’auto elettrica sulla quale il paradigma è ‘evitare gli sprechi di energia’. Ovviamente, il massimo confort per conducente e passeggeri sono ritenuti non un optional, ma un elemento importante per la sicurezza. Un confort che si percepisce in tutti e cinque i posti. Pratica e maneggevole in parcheggio, assistito dal sistema di telecamere a 360 gradi, è confortevole e ‘sostenibile’ anche in autostrada, così come si districa con agilità dal traffico cittadino. La posizione di guida è ergonomica, e il volante, riscaldabile, è regolabile in profondità e altezza. Così com’è regolabile in altezza il sedile di guida.

Cruscotto essenziale ma funzionale

Confort anche nella guida notturna, perché il cruscotto, di dimensioni ridotte e di forma trapezoidale, studiato per il massimo rendimento, come avviene per i sistemi di televisore dalle caratteristiche elevate, è posizionato a breve distanza dalla plancia che, solo alle sue spalle, è illuminata da una luce d’ambiente soffusa per facilitarne la lettura istantanea e ridurre l’affaticamento degli occhi. Display di dimensioni ridotte rispetto a quanto siamo abituati a vedere, ma che contiene comunque il tachimetro, mostra la marcia selezionata, l’attivazione del sistema ‘Brake’, che incrementa la ricarica e aumenta il freno motore, l’attivazione del sistema di mantenimento della careggiata, molto affidabile e utile in autostrada, dal momento che nel caso fossimo distratti si trasforma in un vistoso avviso di pericolo ottico arancione e sonoro, l’indicatore lineare della qualità della nostra guida (il vecchio econometro), l’utilizzo dell’energia o la ricarica della batteria in movimento, la spia di accensione delle luci, dei fari automatici, l’autonomia, il livello di carica della batteria, e il chilometraggio totale dell’auto. I comandi di navigazione, del cruise control, dell’anticollisione sono sulla razza del volante di sinistra, su quella di destra, è a tre razze, i comandi dell’impianto di intrattenimento.

Ci dirigiamo verso Palmanova, Città fortezza stellata Patrimonio dell’UNESCO

Di comandi e funzioni ce ne sono ancora tanti, ma ora ci spostiamo, assistiti dall’head-up display, che si eleva dalla plancia soltanto di giorno. Dopo un lungo trasferimento in pieno confort e senza bisogno di ricariche, arriviamo in Friuli lungo l’autostrada A4, ma invece di salire al nord, verso la città capoluogo di Udine, proseguiamo oltre lo svincolo, verso Trieste, uscendo, dopo un chilometro, a Palmanova, città patrimonio dell’UNESCO, dalla inconfondibile forma stellata a 9 punte. Costruita dalla Repubblica Marinara di Venezia, alla fine del ‘500, e completata dalle truppe francesi a presidio del territorio di pianura e per controllare i traffici verso l’est dell’Europa e i Balcani, questa città fortezza è stata ‘perfezionata’ da Napoleone Buonaparte, all’epoca del conflitto contro l’Austria, prima di siglare il trattato di pace di Campoformido. I suoi bastioni fortificati, le splendide porte con i ponti levatoi ancora visibili sopra a un fossato che all’origine era percorso dall’acqua, sono ancora visitabili, come la splendida piazza centrale che spesso ospita eventi e manifestazioni. Città monumento nazionale che è Patrimonio dell’UNESCO tra le ‘opere di difesa veneziane’ tra il XVI e XVII secolo.

di Carlo Morandini 

Foto di Marco Morandini

CHI SONO

Carlo Morandini, giornalista professionista. Da sempre appassionato di motori, auto, competizioni e vela. Dopo oltre quarant’anni di comunicazione istituzionale, oggi racconto auto e territorio con passione e indipendenza.

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