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DS N°4 E – Tense Pallas lusso confort e spazi generosi per l’elettrica che viaggia sul velluto

La tradizione DS marchio da decenni autonomo da Citroën esaltata nella serie Pallas  Si distingue anche per il marchio luminoso sulla calandra in uno stile morbidamente spigoloso Ricordate la DS 21, ‘lo Squalo’, l’auto francese dalla forma innovativa, quasi avveniristica, e dall’assetto innovativo che le consentiva di andare quasi dappertutto tanto da essere anche in gare automobilistiche estreme, come la Parigi-Dakar? La si riconosceva da lontano perché nelle curve si inclinava vistosamente verso l’esterno, conseguenza dell’assetto particolarmente confortevole e studiato per ammortizzare ogni colpo e asperità. Un’auto che ha segnato la storia delle quattro ruote aprendo la strada a soluzioni innovative con un impianto idraulico esclusivo sviluppato specificamente per le sospensioni e capace di funzionare con efficienza anche se immerso a lungo nell’acqua di un guado o di un percorso fuoristrada particolare.  DS Pallas la linea di lusso sulle orme della tradizione  Ma la Citroën, perché è stata generata dalla Casa francese per poi divenire un marchio autonomo, per la DS 21, preceduta dal modello DS 20, nata come me nel 1955, aveva studiato anche un percorso soft ma esclusivo: la Pallas. Ecco DS N4 E- Tense Pallas, che è il modello elettrico di un’auto disponibile anche nella versione motorizzata a benzina con il sistema ibrido ‘plug in’, e che si rifà interamente alla tradizione vincente della nonna degli anni ’50, ma di successo fino agli anni ’70, sintetizzandone le caratteristiche migliori. Oggi il marchio DS è di classe ‘Premium’, cioè è considerata un’auto di lusso Il modello che proviamo è proprio della prestigiosa serie ‘griffata’ Pallas, ancor più esclusiva. La differenza si sente viaggiando perché è capace di offrire la massima comodità e confort in movimento. È facilissima da guidare e risponde prontamente a ogni comando senza perdere di vista il massimo confort per chi è a bordo. È infatti molto silenziosa. Facile, direte voi, è elettrica. Certo, il motore elettrico non fa rumore, tanto che i progettisti hanno previsto un suono sintetico peraltro non molto invasivo, tanto che è bene tenerne conto quando si viaggia in città a bassa velocità perché, coperti dal rumore delle auto termiche, si rischia di non essere sentiti da pedoni e ciclisti.  Ds Pallas indice di comodità ma anche di sportività  Ma la sua qualità è il silenzio nell’abitacolo che permette di apprezzare al meglio l’impianto di intrattenimento, installato senza badare troppo al consumo di potenza elettrica. La batteria di bordo è da 58 kW, e per la felicità dei puristi è ben lontana dai passeggeri perché è posizionata nella sottoscocca. Questo a vantaggio della tenuta di strada. Ma ne parleremo in seguito. La guida è fluida e reattiva, adatta agli spostamenti anche nel trafficato cuore di Milano. Consente infatti di gestire agilmente i 158 kW di potenza, o meglio 213 CV ma soprattutto una coppia di 343 Nm. L’accelerazione è buona: 0-100 km/h in 7,7”. Appena saliti a bordo ci godiamo la comodità Pallas per i quattro posti dei sedili in alcantara, riscaldabili (è una cinque posti ma quello centrale posteriore è leggermente rialzato e meno comodo per regalare agli altri due passeggeri la sensazione di essere in poltrona). Mentre le finiture hanno parti in pelle e tutti i comandi, delle porte come dei vetri, sono integrati e a scomparsa e consentono di accarezzare le portiere, come il cruscotto senza interruzione. Una sensazione tattile che si richiama allo stile della DS N 4 E Tense, sulla quale se lo stile non trascura gli spigoli, anche per scelte aerodinamiche, la raggiunge con curve lunghe e morbide, esattamente come accadeva sulla DS 21 Pallas di tanti anni fa. La coda e il muso sono importanti e non nascondono la disponibilità degli spazi interni che sono generosi, anche oltre le aspettative rispetto alle dimensioni dell’auto, che misura 4,40 m, nei quali, è un SUV coupé dalle linee moderne e accattivanti valorizzate dalle ruote da 19’, dispone di un generoso bagagliaio che nella capacità massima mette a disposizione oltre 540 l di capacità. Di Carlo Morandini

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Alfa Romeo Junior Veloce: l’inaspettata splendida esperienza elettrizzante

La prima interamente elettrica della Casa del Biscione dalle prestazioni entusiasmanti con 281 CV Alta tecnologia e assetto e impianto frenante dedicati alla guida sportiva  Da ‘vecchio alfista’, anche se dopo l’inizio con l’Alfasud Ti di famiglia per proseguire con alcune interruzioni con la 156 e fermarmi alla 159, non mi sarei mai aspettato di mettermi al volante di un’Alfa Romeo che non si fa anticipare dal suo caratteristico sound rombante ma armonico, sempre melodioso. I più ‘ferrati’ e addentro al mondo dei motori ricorderanno il fantastico e inconfondibile rombo dell’Alfa GTV spuntare tra le asperità del Monte Calamita all’Isola d’Elba nel Rally internazionale guidata da Jean Claude Androuet o da Amilcare Ballestrieri, per spazzolare i curvoni e i tornanti sterrati con un ‘derapage’ controllato dalla potenza e dal ‘manico’ del pilota simile a una danza. Un sound che gareggiava con quello ferrarista della Lancia Stratos. Né mi sarei aspettato di guidare un’Alfa Romeo con un motore non a scoppio. Invece, la Casa del Biscione parte dalla nuova Junior Veloce, un SUV classe B esclusivamente elettrico, ma che ovviamente non poteva che essere estremamente performante: scarica in modo inaspettato la bellezza di 281 CV sulle quattro ruote motrici. Ruote evidentemente guidate da un sistema di controlli ineccepibile, che per l’uso ‘domestico’ o quotidiano ci rassicurano limitando la velocità massima a 150 km/h. Innovazione sullo stile della tradizione  Ma non voglio rischiare di deludere gli ‘Alfisti’ o i puristi dell’auto: c’è la funzione Active Sport Sound, nella modalità performante, che all’interno riproduce il suono del motore termico, anche se in versione monomarcia, perché asseconda la progressione del motore e della velocità. Rispetto alle Alfa termiche recenti si distingue subito per i cerchi da 20’ giustamente a forma di quadrifoglio, un simbolo caro all’Alfa Romeo, e monta gomme da 224/40 R20. Tutte le caratteristiche di un’auto da corsa  L’assetto è ribassato di 25 mm rispetto alle altre versioni della nuovissima Junior, con molle più rigide e gli ammortizzatori con doppio stop idraulico. Le barre antirollio sono tutte e due realizzate per la Junior Veloce, mentre il differenziale autobloccante è di ultima generazione: il Torsen-D più compatto e leggero che lavora in trazione e rilascio con un bloccaggio del 36 e del 34 % prodotto dallo stesso specialista che realizza la scatola dello sterzo con un rapporto molto diretto.. Con un’autonomia di oltre 400 km, ovviamente nella guida normale, va da 0 a 100 km/h in meno di sei secondi e la velocità massima superiore a 200 km/h, ma quello che al primo approccio lascia stupefatti è la progressione velocissima verso la velocità massima, spinta da una coppia di 345 Nm. Il motore è prodotto da Emotors, per il 50 % di Stellantis. Grazie alla tecnologia innovativa è adatta anche alla guida turistica Ma non spaventatevi. La nuova Alfa Junior Veloce può essere guidata, non certo dai neopatentati, ma con tranquillità anche dai meno esperti perché nelle modalità d’uso meno performanti il suo motore eroga 231 o 177 CV, con beneficio anche per l’autonomia. Mentre nella modalità Dynamic, quella performante, si può escludere il recupero di energia in frenata per andare al massimo delle potenzialità, nelle altre modalità la ricarica della batteria, per esempio in città o nei percorsi in discesa di collina o di montagna, può far recuperare ricarica, quindi autonomia, consentendo anche la comoda guida a un solo pedale. Ma non vogliamo anticiparvi tutto subito.  Carlo Morandini

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La Mazda 3 e-Skyactiv-X e il nuovo sistema i-Activ AWD adatto a ogni situazione

La maneggevole Mazda 3 e-Slyactiv-X ideale per muoverci tra le strade suggestive del Terzo Bacino (Ve) Una delle ricchezze del Nordest l’area di bonifica oggi zona protetta e habitat per avifauna e fauna selvatica I sistemi di assistenza alla guida ci fanno viaggiare in AWD intelligente come una 4X4 adattiva  Abbiamo accennato alla strada isolata, poco frequentata, con caratteristiche iconiche e ben definite, ovvero un tracciato caratterizzato ma a vista e di pianura. L’abbiamo trovato, anche se l’unico limite sarà quello di evitare errori perché nel caso il rischio è quello di finire con l’auto in acqua. Non andiamo lontano dalla Riviera friulana e dalle realtà costiere per noi usuali e raggiungiamo Terzo Bacino, in Comune di San Michele al Tagliamento, alle spalle della grande spiaggia di Bibione. Si tratta di un territorio bonificato, che ha però mantenuto le caratteristiche naturali e il pregio ambientale non cancellati dall’intervento dell’uomo attuato a partire dagli anni ’30. Un habitat bucolico, nel quale vivono indisturbate soprattutto le specie avicole, come falchi e aironi, e non soltanto gli invasivi gabbiani che tendono a dominare l’area di insediamento. Qui non ce la fanno proprio, perché il paesaggio è talmente ricco di ripari, rifugi, siti sui quali gli uccelli possono nidificare in sicurezza e scegliere i punti più sicuri per loro e i loro piccoli. Infatti, muovendosi a piedi, in bicicletta o in auto è possibile stimolarli al volo senza spaventarli. È infatti un’area adatta e deputata al ‘Birdwatching’, l’osservazione naturalistica del volo degli uccelli. Un paesaggio unico, ricco di biodiversità, è infatti lo sfondo inconfondibile di questo nostro test drive. Canali protetti da canneti, acacie rigogliose, tamerici, cespugli di rose si stagliano tra i campi estesi mossi da anatre, lepri, volpi e faine. Si passa anche accanto ai casoni dei pescatori, antiche costruzioni di canne e legno. Un percorso che si può iniziare da Bevazzana, in Comune di San Michele al Tagliamento, accanto al tratto veneto della Litoranea veneta, il canale artificiale che dalla Laguna di Grado porta a quella di Venezia, creato un paio di secoli fa per scopi militari. Tornando alla nostra Mazda 3 e-Skyactiv–X con il motore da 1998 cc e 187 CV; il cambio è manuale a sei marce, con comando a cloche sul grande tunnel centrale. Gli interni in stile ‘Vintage’ ma con tutte le tecnologie all’avanguardia e il massimo del confort e della insonorizzazione  Tunnel sul quale trovano ampio spazio il caricabatterie wireless, il porta bicchieri, mentre un ampio vano portaoggetti è a disposizione sotto al poggia gomiti scorrevole nel quale troviamo due prese USB-C e la presa-accendisigari. Attorno alla manopola del Display ci sono quattro tasti per la homepage del sistema elettronico, il comando per l’impianto di intrattenimento, quello per la navigazione e per ritornare al comando principale. A sinistra c’è la leva-pulsante del freno a mano elettronico e l’auto hold. Sulla destra, sempre sul tunnel c’è la manopola per il volume audio, l’avanzamento della ricerca delle emittenti e la ricerca di quelle memorizzate. Il display è dotato di sistema Wireless Apple CarPlay e Android Auto. La climatizzazione si attiva con un comando accanto al pulsante della messa in moto, all’interno di uno schermo che riprende quello di una vecchia radio, per abbinarsi allo stile interno velatamente vintage. Più in basso i comandi per il riscaldamento dei sedili e del volante. Il sistema di climatizzazione è bizona. Un altro dettaglio raffinato nel tettuccio apribile, che non sporge all’apertura, ma scorre rientrando nel tetto della vettura, e quindi si può aprire anche in corsa in velocità. L’aspetto posteriore è reso più grintoso dalla marmitta costituita da due vistosi tubi di scarico ciascuno ai lati della coda. Alla guida: un sistema innovativo con una tecnologia predittiva che anticipa il rischio di ‘pattinamento’ delle ruote Finalmente la guidiamo in uno spazio aperto. È molto maneggevole a bassa velocità, precisa ad alta velocità perché è dotata del sistema i-Activ AWD, ovvero la trazione integrale intelligente, presente su questo modello: una tecnologia predittiva che trasmette la coppia all’asse anteriore e/o posteriore prima che le ruote possano slittare. Risulta ideale per la bassa aderenza. Infatti lo possiamo testare su questo percorso particolare, sul quale non mancano i tratti di asfalto bagnato. Anche in questo test particolare, su un misto intermittente e nervoso, i consumi sono rimasti contenuti a 6/7 L/100 km: bene considerando le numerose ripartenze nelle quali non abbiamo risparmiato l’uso dell’acceleratore. Di Carlo Morandini #charlieinauto 

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Mazda 3 e-Skyactiv-X attenzione alla sicurezza e al comfort

Tante le dotazioni non solo elettroniche per la Mazda 3 e – Skyactiv – X e tanta sicurezza Controlli e regolazioni anche elettroniche per il maggiore confort e una guida sempre attenta Mazda 3 E-Skyactiv-X, dinamica e morbidamente performante, si adatta facilmente ai percorsi sui quali la testiamo. Diciamo che è un’auto facile da interpretare, che lascia fare ed eventualmente perdona errori banali e imprevisti. Per mettere al vaglio queste qualità non ci resta che individuare una strada poco trafficata e non molto impegnativa, nonché quasi interamente pianeggiante. Avevamo parlato degli specchietti retrovisori? Cominciamo dal primo elemento con il quale ci confrontiamo mettendoci alla guida: il parabrezza. Anche qui la sicurezza è il filo conduttore perché appena accendiamo il sistema elettronico, ovvero giriamo la chiave d’accensione, si materializza l’Head-Up Display, che ci proietta il dato della velocità reale, assieme eventualmente a quella impostata sul cruise control, ai cartelli stradali, che l’auto legge assieme a noi sul percorso, ma ci anticipa anche il prossimo avviso; ci segnala anche l’attività del controllo laterale e del sistema anticollisione laterale e frontale. L’avviso anticollisione viene proiettato anche sugli specchietti retrovisori esterni: un simbolo giallo lampeggiante ci avvisa dell’avvicinarsi di un veicolo. Gli specchietti hanno anche il sistema anti appannamento e di sbrinamento. Ma soprattutto sono regolabili elettricamente ed elettronicamente, perché è possibile memorizzare la regolazione prescelta. Anche per il sedile di guida è possibile memorizzare elettronicamente la posizione prescelta, sia per la regolazione lombare che dell’inclinazione e altezza del sedile. Le stesse regolazioni si possono fare manualmente sul sedile di destra. Entrambi sono avvolgenti e comodi come i sedili posteriori. Sopra ai comandi di regolazione dei sedili i comandi per lo Start & Stop, l’esclusione dei sistemi di assistenza alla trazione, l’esclusione dell’assistenza al parcheggio e del suo avvisatore acustico. C’è anche il comando delle telecamere a 360°, anteriori, posteriori, con vista aerea a in 3D. Il cruscotto classico ma completo Il cruscotto elettronico è composto da tre orologi che richiamano quello delle auto sportive anni ’60 o la strumentazione di un velivolo. Al centro il quadrante principale con il tachimetro, le info di guida, il consumo istantaneo, la marcia inserita, la velocità impostata nel cruise control, l’attivazione dei sistemi di controllo alla guida. L’orologio di sinistra è il contagiri, quello di destra presenta il livello del carburante. Accanto all’orologio di sinistra le spie dei fari MATRIX, il consumo istantaneo su indicatore lineare e numerico a scelta, e sotto l’indicatore dell’i-Stop, ovvero lo Start & Stop, le letture dei cartelli, la mappa del sistema di navigazione dell’auto. C’è anche la spia della batteria, dell’accensione del motore, il voltmetro. A destra, in basso, la temperatura esterna. nell’orologio di destra anche la spia del freno a mano elettronico e delle cinture di sicurezza. Accanto al cruscotto la regolazione della sua luminosità e del trip master. Viaggiare con la Mazda 3 e -Skyactiv-X è confortevole, ed è ancora più piacevole per la possibilità di ‘entrare’ nel paesaggio che stiamo attraversando. Dispone infatti del tettuccio apribile con vetro schermato da una tendina di protezione manuale che consente di ampliare lo sguardo verso l’alto, e ammirare i boschi e le montagne che sovrastano la strada. Con il bel tempo, occhiali da sole sempre a portata di mano, perché sono riposti nel vano accanto allo specchietto retrovisore, e sempre lì ci sono le luci di cortesia. di Carlo Morandini #charlieinautoMazda3Sky3

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La nuova Kia Stonic e i sistemi di sicurezza all’avanguardia

Motorizzazioni termiche o elettro-assistite con consumi sostenibili Promossa anche sulla neve fresca caduta inaspettatamente fuori città Sistemi anticollisione d’avanguardia La Nuova Kia Stonic ibrida pur essendo un ‘urban crossover’, ovvero una city car fuoristrada, è dotata di strumenti di sicurezza alla guida che sono di alto livello, sia in città che sulle strade extraurbane, con sistemi anticollisione ADAS, in grado di rilevare i rischi d’impatto prima che si verifichino: per esempio, l’abbiamo provato in città, se sbucate da una strada per immettervi su una via principale e sporgete troppo il muso dall’incrocio mentre un altro mezzo sta arrivando la Stonic si arresta preventivamente. Vi avverte anche se si avvicina un mezzo di lato e molto altro.      Segnalano il sopraggiungere dei veicoli Sulle strade extraurbane il sistema BCA, Blind Spot Collision Avoidance Assist, è di aiuto nei cambi di corsia e avvisa della presenza di veicoli nell’angolo cieco, mentre all’uscita da un parcheggio parallelo può attivare la frenata d’emergenza se rivela l’arrivo di un veicolo da dietro. Si tratta di sistemi che abitualmente sono montati soltanto su auto di categoria superiore.  Anche per quanto riguarda i controlli di trazione, è trazione anteriore, sono promossi dopo la nostra imprevista esperienza nella neve alle porte della città. Alla guida: sicura anche sulla neve Anche se il fondo era stato reso insidioso dalla neve appena caduta, la Stonic non ci ha tradito neppure per un istante. Anche dove si era accumulata l’altezza dal suolo di 18 cm è stata d’aiuto, e nonostante la neve avesse coperto a tratti completamente l’asfalto, abbiamo potuto proseguire la marcia senza interruzioni o incertezze. Nemmeno dove la strada era stata asfaltata da poco. Proprio lì si trovano i punti più insidiosi che sono rappresentati dalla segnaletica orizzontale, ovvero le strisce bianche sull’asfalto. Infatti, come sanno i ciclisti e i motociclisti, in queste condizioni particolari ma anche con la pioggia battente, le strisce bianche divengono viscidissime, finché il passaggio delle auto riesce ad asportare lo strato superficiale più lucido della nuova vernice.                       Motorizzazioni a benzina e Mild Hybrid La Nuova Kia Stonic è disponibile nelle motorizzazioni a benzina 1.0 T-GDi e mild hybrid 48 V6 da 115 CV, che assicurano comunque l’atteso equilibrio tra prestazioni ed efficienza: nell’utilizzo urbano il consumo varia mediamente tra 15 e 17 km/l, ma guidando con accortezza, sempre nel ciclo urbano si può arrivare a 20 km/l. Il cambio è sia manuale a sei marce come quello del modello in prova, che automatico DCT, mentre gli allestimenti sono Urban, quello base ma completo, Style, quello con rifiniture più ricercate, GT-line, più sportivo. di Carlo Morandini #charlieinauto3/450   #provavintage  #kiastonic

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CX-30: la Mazda più venduta agli italiani ora ibrida

  Per il piacere della guida 2500 cc per erogare dolcemente 150 CV La cilindrata la rende elastica e performante per maggior confort a bordo  Ancora una volta Mazda riesce a stupire con le sue innovazioni che non sono sperimentali e riescono a stare al passo con le attese degli automobilisti, di un pubblico esigente che ama la guida e le prestazioni efficaci, ma ‘morbide’ delle sue vetture del terzo millennio. Andando ancora una volta controcorrente. Quasi allo scoccare del 2026 abbiamo provato la CX 30 E – Skyactiv G, cilindrata di alta gamma (2.500 cc), 140 CV, 290 Nm di coppia, a benzina e aspirato, quindi, niente turbocompressore.                                                               Il motore performante ma anche sostenibile Negli ultimi due anni abbiamo provato tanti modelli di numerose Case che hanno scelto di sviluppare i tre cilindri a bassa cilindrata, per gran parte con meno di 1000 cc, ma la Casa di Hiroshima ha evoluto il suo motore a quattro cilindri che è in grado di staccare l’alimentazione a due di essi consentendo, con una limitata sensazione di calo di potenza, un notevole risparmio di carburante.  I consumi ridotti del nuovo motore Accade sul restyling 2025 del SUV fuoristrada più venduto in Italia. Il risultato, alto rendimento, risparmio di carburante, erogazione di potenza in modo fluido per una guida anche sportiva, ma ‘morbida’, si deve con l’inserimento del sistema mild-hybrid da 24 volt e un elevato rapporto di compressione. Ne risulta anche un calo dei consumi rispetto al motore precedente dell’1,6 per cento, che sale al 7,1 per cento in autostrada, mentre la coppia ha un incremento del 16 per cento.                                                                                                   Alla guida: comoda come gli interni simbolo di eleganza e comodità  Il motore del crossover SUV giapponese è sempre derivato dal Wankel, aspirato e in questo caso ibrido, che grazie alla cilindrata importante è potente ma morbido nella erogazione della spinta. Il che si traduce in confort per i passeggeri, meno stress per il conducente. L’assetto aiuta perché è confortevole nella guida normale, giustamente rigido in quella veloce.  Saliamo a bordo e l’accensione è con il pulsante sotto al cruscotto in similpelle nera, a destra del volante. Gli interni in ecopelle nera e marrone danno un tocco di eleganza all’abitacolo. Gli interni in ecopelle nera e marrone danno u tocco di eleganza all’abitacolo. Il cambio di questo modello è manuale a sei marce, ma c’è anche la versione con il cambio automatico, ed è molto preciso ed efficace, si allinea perfettamente con la elasticità del motore. Tra le novità elettroniche, la presenza dell’assistente vocale Alexa, e del sistema di navigazione sempre connesso, il quale, se gli e lo consentiamo adegua la velocità nell’affrontare le curve. Stile, carattere e personalità in ogni curva  Anche vista dall’esterno, quando la vediamo transitare in curva trasmette le sue doti: la linea è più filante rispetto ad altri SUV, con il muso allungato proprio grazie al tipo di motore adottato e mantenuto da lungo tempo dalla Mazda, che è meno ingombrante. Cerchi in lega scuri, parafanghi e passaruota, come la parte bassa delle portiere protetti dallo stesso materiale nero opaco antiurto con il quale sono realizzati i due grandi paraurti, e da quello posteriore sbucano i due tubi di scarico, separati, ai lati della coda. Più in alto lo spoiler integrato nella cornice, sempre nera, del lunotto posteriore.  di Carlo Morandini                            #charlieinauto3/435

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Testdrive: L’INEOS Grenadier grande fuoristrada con livrea tecnica e un contenuto avanzato

Dotazione di servizi e sistemi di assistenza e sicurezza pari ad auto di fascia alta Accorgimenti per la gestione del mezzo in ogni condizione garantiscono elevata sicurezza Grenadier della INEOS sulla strada e nei parcheggi occupa uno spazio importante, ma sempre gestibile. Spesso ci si dimentica di raccontare i dettagli della progettazione dei mezzi che testiamo. In questo caso, ovviamente, i comandi sono impostati considerando la possibilità di un utilizzo anche nelle condizioni estreme, come i guadi impegnativi, le trappole di fango, le strade sommerse o allagate, o assenti…  Ma è anche pensata per essere utilizzata nelle condizioni più critiche, assicurando la massima tutela al conducente come ai passeggeri, ma anche agli stessi comandi del nostro fuoristrada. Per esempio, sul cielo dei posti anteriori, o meglio sul tettuccio, quasi un metro sopra di noi e per l’esattezza al di sopra all’importante tunnel centrale, c’è una serie di interruttori e fusibili che ci ricorda la cabina di un aereo di linea.                                                    Gli interni: quando la tecnologia per il fuoristrada incontra il mondo dell’aviazione  L’avete mai visitata? In questo caso la differenza sta nel fatto che sulla Grenadier ci si accorge di questo allestimento che si integra perfettamente con il rivestimento dell’abitacolo soltanto sollevando lo sguardo verso l’alto. Tutti gli interruttori installati sono protetti da un archetto di robusto metallo anche per evitare che possano essere azionati accidentalmente o colpiti da qualsiasi oggetto venga proiettato all’interno nell’abitacolo in caso di salto, sobbalzo, forte inclinazione (l’inclinometro si trova al centro della plancia sotto al display centrale che seguiremo sempre con lo sguardo perché contiene tachimetro, contachilometri, il contagiri, che è lineare, l’altimetro, la temperatura dell’olio, dell’’acqua, esterna, il livello del gasolio, l’autonomia residua, ecc.). Su questo grande quadro comandi c’è, per esempio, l’interruttore generale della corrente elettrica per isolare la batteria. Ma ci sono pure i comandi per privilegiare la trazione, 4X4 permanente, sull’asse anteriore o su quello posteriore, e del tipo di utilizzo del differenziale, opzione importante per superare le situazioni con scarsa aderenza o di equilibrio precario: si trovano accanto alla sagoma dell’auto che ci ricorda le misure di ingombro in pollici e in centimetri.                                                                                                                     I comandi al servizio dell’off-road più estremo Ci sono anche i comandi per la salita e la discesa controllate. Così come altre funzioni per il fuoristrada impegnativo: per esempio l’attivazione delle opzioni meccaniche ed elettroniche per l’off road e per affrontare i guadi in sicurezza. Supera l’immersione fino a 120 cm di profondità, ma riesce a superare anche guadi di 140 cm: ha infatti la presa d’aria tipo snorkel che sbuca sul tetto, scorrendo lungo il montante destro accanto al parabrezza. Sempre sul nostro ‘cielo’ ci sono i fusibili per i servizi elettrici principali o accessori, compresi i potenti fari spot a led montati come fari supplementari ai lati della griglia sul muso. Verso il basso troviamo i comandi per l’assistenza alla guida, per escludere il controllo di trazione e per la discesa controllata. Più a destra la regolazione dell’altezza dei fari, e il comando dei fari ausiliari che bucano la notte. Accanto allo specchietto ci sono gli interruttori per le luci di cortesia a led. Per la sicurezza del passeggero ci sono maniglie per potervici appigliare sopra al cassetto portaoggetti sotto la plancia, nel montante destro del parabrezza, oltre a quelli tradizionali sopra le portiere.                                                                        Alla guida: le particolarità del volante e alcuni dati tecnici  Il volante perfettamente rotondo è in cima a un piantone in posizione quasi verticale rispetto a quello che siamo abituati a trovare sulle auto tradizionali, e agisce sulle ruote con un effetto demoltiplicatore che riduce la fatica del conducente e diminuisce le sollecitazioni alle sospensioni. Il raggio di sterzata è un po’ sacrificato dal passo lungo di Grenadier e dalla necessità di tenere sotto controllo il mezzo che con il suo motore di 2993 cc e 183 kW è capace di una spinta di 550 Nm. Nel modello versione 2026, che è in uscita, questa criticità è stata risolta. Sul volante ci sono i comandi per l’impianto di intrattenimento, il cruise control, e sulla razza destra il pulsante rosso TOOT dedicato a pedoni e ciclisti, frutto del progetto abbinato alla sponsorizzazione della squadra ciclistica INEOS, tra le protagonista del Giro d’Italia e del Giro di Francia. Dietro al volante il ricchissimo cruscotto con le decine di spie di funzione, avviso, allarme, e delle luci. Dispone del sistema wireless per Apple Car Play e Android Auto.               Il grande display, la bussola tradizionale e digitale e una chicca ‘vintage’ Nel display centrale si visualizzano la schermata del cellulare ma anche i comandi di regolazione delle funzioni fuoristrada, del telefono, le impostazioni del sistema. Sotto al display tra le bocchette dell’ottimo impianto di climatizzazione ci sono una grande bussola con visualizzazione tradizionale e digitale, e più sotto i comandi della climatizzazione, dell’assistenza al parcheggio, dello start & stop, il volume dell’impianto di intrattenimento con la ricchezza dei servizi e comandi di un mezzo moderno e attuale. La chicca ‘vintage’, ma ha il suo perché, è sul tunnel centrale, dove c’è il comando a bacchetta del freno a mano, che è a sinistra della cloche del cambio. C’è anche la grande manopola circondata dai tasti che attivano OPTIONS, MENU, BACK, per tornare indietro, AUDIO, FAV, OFFROAD. Sempre sul tunnel, verso gli schienali

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#testdrive INEOS Grenadier e lo sterrato: sotto controllo in ogni situazione

Anche spinto sulle strade bianche a suo agio come sulle strade normali Motore #BMW 3000 cc da 250 CV e 550 Nm di coppia: 2.6 t a 100 km/h in 9” ‘Sterrare umanum est’, avevamo scritto scherzando sull’uso del Latino nel raccontarvi di un fuoristrada importante. Ovvero: con un mezzo così non possiamo esimerci dall’andare a cercare una strada bianca, o magari resa un po’ più scura da recenti piogge. Ovvero, il fango di uno sterrato con le sue pozzanghere e gli schizzi di pantano che arrivano fino sul parabrezza. Ma si tratta soltanto di un sogno. Perché nel periodo nel quale stiamo testando l’INEOS Grenadier la pioggia scarseggiava. Ma ci siamo dati da fare ugualmente. Ricordate: 2993 cc, 250 CV ovvero 183 kW, motore turbo diesel con ben 550 Nm di coppia. Ciò che basta per potersi muovere in sicurezza in ogni condizione di fondo. Ma ci accontentiamo di una strada bianca che percorre parte delle terre rivierasche e collega trasversalmente le campagne tra il fiume Stella e il fiume Corno. Siamo all’imbrunire, sempre alla ricerca delle luci più suggestive per i nostri video e le immagini. Ma una perturbazione in arrivo ci ruba la scena e accelera l’arrivo della sera, ma non rallenta il nostro test drive. Gli interni molto ampi, i sedili comodi, gli spazi a disposizione pensati per un utilizzo tecnico e professionale fanno quasi sembrare superfluo questo nostro test, ben sapendo che Grenadier della INEOS è progettata per ben altro. Ma anche la guida di un fuoristrada professionale percorsi ‘normali’ piò diventare un’occasione interessante e divertente, per soddisfare la nostra curiosità al volante. Un’accelerazione importante nonostante il peso che varia da 2.644 a 2.744 kg a seconda delle versioni, diesel, il modello in prova, o a benzina. Il suo carico utile è di quasi 9 quintali, il carico massimo che può sostenere sul tetto è di 150 kg, ovvero bagagli, portapacchi supplementare, tenta per trascorrere la notte in alto, al riparo dall’umidità e da numerosi pericoli. Può trainare fino a 750 kg. l’accelerazione è  da 0 a 100 km/h in meno di 9”. La trazione è integrale permanente con la possibilità di privilegiare la trazione sull’asse anteriore o su quello posteriore. Il cambio è automatico con comando a cloche a 8 marce, manuale nella funzione sport, ma i rapporti sono così ben calibrati che conviene lasciar fare a lei. Lungo poco meno di 5 metri, il passo tra gli assi è di 2,922 m, quasi tre metri, e con lo sterzo demoltiplicato che vi abbiamo già raccontato bisogna prendere dimestichezza. Ma come vedremo non è così: i controlli elettronici e la sua versatlità ci permetteranno sullo sterrato di apprezzare la ripresa sempre in sicurezza e la tenuta in curva, proverbiale nonostante le dimensioni e la massa come in ogni vero crossover 4X4. Talmente confortevole anche messo alla prova che ci possiamo godere gli spazi interni (tra il corpo dei due occupanti dei sedili anteriori e il cruscotto cìè un metro di spazio, come per le gambe) e l’impianto di intrattenimento. Al quale si sostituisce con efficacia anche il caratteristico rombo del motore 3000 di derivazione BMW che è così generoso da farci intendere con efficacia tutto sommato, quello che gli stiamo chiedendo, è il ‘minimo sindacale’. #charlieinauto3/432  #INEOSGrenadier  #grenadier  #sterrato  #fuorisrtrada

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#testdrive Come si guida un super fuoristrada nato per essere ‘inarrestabile’

Il Granatiere INEOS si doma al volante con naturalezza appagati dal ‘sound’ Dotazioni di sicurezza da auto tradizionale e viaggia sicura nei trasferimenti Eravamo rimasti alla guida su strada. La sensazione iniziale è particolare, perché il volante è perfettamente rotondo, come su alcuni mezzi pesanti di grosse dimensioni, e questo ci trasmette incertezza. Infatti lo sterzo è molto demoltiplicato e ha bisogno di questo volante: ciò ci faciliterà nella guida perché l’INEOS Grenadier non è costruito per fare slalom su strade strette si montagna, bensì per non doversi fermare dinnanzi a ostacoli che vanno ben oltre le asperità della strada. Per questo la guida è un po’ particolare, ma ci si abitua rapidamente, perché la nostra motivazione arriva dalla posizione del tutto particolare nella quale ci ritroviamo a sedere al volante di questo super fuoristrada: il sedile, comodo e avvolgente, ricorda quello dei mezzi pesanti ma è la sua collocazione che ci permette di ‘dominare’ il veicolo. La sensazione che si respira appena ci si guarda intorno nell’abitacolo, i posti anteriori sono divisi dal tunnel centrale che è piuttosto importante, è quella di essere al comando di un mezzo con comandi che ricordano quelli vintage dei fuoristrada, ma dotato di tutti i dispositivi di assistenza alla guida oggi ‘consigliati’ dal Codice della strada, ma suggeriti dal buonsenso. Per esempio, c’è anche il cruise control, per aiutarci nei trasferimenti che vista l’importanza del mezzo e la velocità di crociera quasi da mezzo pesante smorza la tensione se siamo abituati a muoversi su vetture veloci. Ma non è la sua indole né lo consentirebbe la sua struttura. Perché si tratta di fermare in caso di necessità nel più breve spazio possibile quasi 3 tonnellate. Ma è sufficiente fare una prova per rendersi conto che è un dubbio infondato, perché, sarà per la gommatura con pneumatici ‘ogni tempo’ adatti ad affrontare le sabbie del deserto come il fango più avvolgente, ma anche perché l’impianto frenante è commisurato al mezzo, ma all’occorrenza si arresta in uno spazio breve. Abbiamo dimenticato di parlare compiutamente della guida: sono avvantaggiati gli appassionati del mare, purché si siano trovati almeno una volta ad avere a che fare con il timone, a volante di un piccolo motoscafo. Perché per proseguire dritti sull’asfalto specialmente all’inizio occorre remare, ovvero correggere rapidamente ma dolcemente le variazioni di direzione che ogni nostro anche apparentemente impercettibile spostamento delle mani sul volante rischia di imprimere alla nostra traiettoria. Ma, come accennavo, dopo poche centinaia di metri e soprattutto agendo con naturalezza sullo sterzo non ci si accorge nemmeno di questa ‘tecnica’. Nel trasferimento ma anche lungo il percorso normale ci accompagna un buon impianto di intrattenimento che s comanda come tutto il resto nel display centrale. Ma, il vero accompagnamento musicale al nostro trasferimento è l’impagabile sound del motore del modello Trialmaster, che nel modello in prova è diesel è a 6 cilindri in linea di derivazione BMW da 2993 cc, perché nella funzione SPORT, si attiva spostando a a sinistra la leva a cloche del cambio automatico, eroga 250 CV ma soprattutto spinge con una coppia di 550 Nm. Un sound che sintetizza la spinta del Grenadier sulle quattro ruote animate da una trazione integrale permanente. ma ecco che incrociamo un ciclista: l’occasione per provare il tasto rosso, sulla razza destra del volante, per l’avvisatore acustico a trombetta che con un suono soft avvisa pedoni e amanti del pedale che stiamo arrivando, senza scioccarli con le potenti trombe del ‘Grenadier’. #charlieinauto3/441  #provavintage  #Ineos  #ineosgrenadier  #offroad  #fuoristrada    

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#testdrive Costruito in Francia fuoristrada perpetua il mito ‘Defender’

La versione moderna dell’offroad prodotto per 60 anni in GB dal 1946  Motori a benzina o diesel a 6 cilindri in linea derivati da BMW Espressione di potenza con 550 Nm di coppia e rispettivamente 286/249 CV E un giorno nella frequente scansione delle disponibilità del parco stampa delle Case comparve Lei, un vero fuoristrada, di quelli che ammiriamo, a distanza, sugli schermi televisivi quando compaiono percorsi quasi impossibili da affrontare, come le gigantesche dune del deserto, alte come grattaceli, sulle quali si arrampicano vincenti vetture off-road dall’aspetto tecnico ma davvero convincente. Con una grinta che condensa le potenzialità e anticipa le prestazioni delle quali sono capaci.si tratta della Ineos Grenadier, dove Ineos è l’azienda chimica di proprietà dell’uomo più ricco d’Inghilterra, Jim Ratcliffe, Grenadier è il nome del fuoristrada tuttofare ispirato dalla discoteca nella quale Ratcliffe, assieme a pochi amici fidati, ha pensato di lanciare la sua sfida al mondo dell’automotive con questo grande mezzo fuoristrada. Una sfida partita quattro anni fa con un veicolo che viene costruito a Smartville di Hambacj, in Francia, e del quale sono prodotti 20 mila esemplari l’anno per un mercato di appassionati, ma soprattutto per uso militare o di supporto per le organizzazioni di pronto intervento, per le emergenze e per raggiungere luoghi inaccessibili. Si ispira a un fuoristrada progettato per andare dappertutto, ma per andare anche oltre, per non avere difficoltà a superare le situazioni più difficili o drammatiche, e gioca subito pesante: per giustificare le dimensioni, per salire a bordo occorre essere atletici perché non dispone di pedane o predelle a scaletta per facilitare la salita perché potrebbero impattare con le asperità del terreno, monta due motori di 3000 cc. Nella  versione diesel il motore turbo a sei cilindri in linea di derivazione BMW eroga 249 CV, quello a benzina, stessa origine, arriva a 286 CV; ma la cosa più importante, in un fuoristrada, è il ‘tiro’, la coppia che arriva a ben 550 Nm. La versione che proviamo, l’abbiamo ritirata a Tavagnacco perché l’importatore è friulano, ed è Trialmaster Edition. Assieme a quella ‘familiare’ c’è la versione pick-up, ancor più tecnica. Il telaio è molto robusto, con longheroni e traverse di rinforzo e dispone di un convertitore di rapporti ZF a 8 marce, con le ridotte comandate da una leva vicino a quella del cambio automatico, che diviene manuale sposando la leva a sinistra ma ritorna a essere automatico se chiediamo al motore le massime prestazioni. La trazione è integrale permanente, ma è l’elettronica, o il conducente, agendo su un comando a interruttore installato con altri funzioni sul tettuccio, sopra al centro della vettura perché l’abitacolo si presenta come quello di un aereo. Se i comandi a interruttore sono tutti protetti da attivazioni accidentali, come l’interruttore generale dell’alimentazione elettrica, stacca l’arrivo di energia alla batteria, è possibile  anhe privilegiare la trazione sull’asse anteriore o quello posteriore. Tanto grande che viene voglia di sedersi sui grandi e protettivi parafanghi anteriori, magari aggrappati allo snorkel per l’aspirazione dell’aria dal motore che è fissato al montante destro del parabrezza e si conclude oltre il tettuccio, o addirittura sul tetto approfittando della rassicurante scaletta fissata sul portellone posteriore di sinistra. Partiamo? L’accensione è a chiave, con la toppa sotto al piantone dello sterzo. Innestiamo la macia avanti e ci muoviamo, piano e con attenzione nelle prime decine di metri perché lo sterzo, con il volante perfettamente circolare, è molto demoltiplicato ma soprattutto non rientra da solo, occorre accompagnarlo. È così, ci hanno suggerito, per evitare sollecitazioni eccessive alle sospensioni, ideate per il fuoristrada estremo, e alle braccia del conducente. Premiamo più a fondo sull’acceleratore ed ecco la spinta inarrestabile: quasi si impenna, poi comincia a ‘galleggiare’ sui grandi pneumatici tassellati per il fuoristrada. Anche su strada è un piacere guidarla, dopo avere preso confidenza con lo sterzo, perché sfrutta la sua potenza bene assecondata al cambio automatico a 8 marce. Poi… c’è ancora molto da raccontare, nelle prossime puntate. #charlieinauto3/440  #provavintage #ineos #ineosgrenadier #offroad #fuoristrada

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