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#testdrive #Dacia Sandero: la versione fuoristrada promossa anche in montagna

La Stepway in salita, su sterrato e neve garantisce una guida sicura Controlli di trazione di fascia alta per non impensierirci nella neve Dacia Sandero Stepway, fuoristrada bifuel, un’auto che ci offre la grande opportunità di spostarci con il GPL spendendo la metà rispetto alla benzina o al diesel. E noi, questa opzione la intendiamo sfruttare pienamente: ci consentirà di effettuare test drive in relax, senza dover fare i conti con i consumi che per certe auto sono elevati, come pure non avremo bisogno di cercare le rarefatte colonnine elettriche di ricarica, tra l’altro in città spesso occupate. Ricerca, che al momento nel nostro Paese, ma credo non solo da noi, rende gli spostamenti spesso avventurosi, o quantomeno vincolati a uno studio preliminare sul tragitto per anticipare dove e come effettuare le ricariche, quindi dove fare tappa sui tragitti medio-lunghi. Ma le auto elettriche offrono anche dei vantaggi, specialmente se impiegate nei centri urbani o su tragitti abituali. Ecco, per i viaggi su media e lunga distanza ci viene in mente l’utilità del ruolo che nei rally svolgono i copiloti, che non è limitato alla lettura delle note al pilota, ma si estende alla organizzazione degli spostamenti, degli appuntamenti con l’assistenza che è l’equivalente della sosta alle colonnine di ricarica anche se il tempo di sosta richiesto è ovviamente sensibilmente diverso, dello studio e organizzazione dei tragitti di spostamento, qualora non siano vincolati dal regolamento della gara. Quindi? Dunque, questa volta ci concediamo una escursione in montagna. Il nostro obiettivo?  Verificare la vocazione della Stepway per la salita e il fuoristrada in montagna, ammesso che sia possibile praticarlo perché ècaduta  nuovamente la neve oltre i 1000 m. Abbiamo già detto che il rendimento tra l’utilizzo dell’auto a benzina o a GPL è leggermente inferiore nell’utilizzo del gas quale combustibile. E in salita? In salita, accanto alla tenuta di strada che è rassicurante in tutte le condizioni, Sandero conferma un’azzeccata scelta dei rapporti con il cambio a 6 marce.  inoltre, dal motore da 100 CV emerge l’efficacia della coppia di 150 Nm a disposizione, che per un tre cilindri di 999 cc è un valore interessante. Infatti, ci consente di ripartire dai tornanti stretti in salita senza incertezze, e lo stesso sarà per le partenze sulla neve. Una caratteristica che ci permetterà anche di risparmiare nei consumi. Probabilmente è proprio il rendimento del motore che a permetterci di mantenere nella norma i consumi anche in salita, ma, ripeto, stiamo provando la Stepway a GPL, quindi con costi di gestione dimezzati rispetto a quelli necessari per gli spostamenti a benzina o a gas. Arriviamo in cima ed ecco che ci si presenta un bel tratto di strada bianca, scorrevole, probabilmente un parte di una pista forestale aperta al pubblico. I test drive vengono svolti spesso, ove sia possibile, spingendo sull’acceleratore, alla ricerca delle criticità che possono emergere da segnalare ai lettori. La Dacia Sandero Stepway, ricordo che si tratta della versione adatta al fuoristrada anche se il modello come gli altri più recenti della Casa del Gruppo Renault nasce come crossover. Anche nella frenata i sistemi di controllo di livello avanzato ci risparmiano ogni timore e la nostra prova sullo sterrato dà i risultati attesi. Ma ecco finalmente la neve. Questo esemplare della Sandero è a trazione anteriore, così la guida sul fondo con il più basso coefficiente di aderenza possibile risulta facile anche in queste condizioni. Non è neppure necessario guidare tenendo il piede leggero sull’acceleratore perchè ci pensa l’elettronica a controllare l’aderenza delle ruote al fondo innevato. inaspettatamente, ci addirittura soltanto quassù che l’auto aveva mantenuto in  memoria la nostra scelta tra le modalità di guida: era ancora nella funzione Economy. l’avevamo inserita non soltanto per risparmiare gas nello spostamento, ma per valutare fino a che punto un motore di 999 cc tre cilindri alimentato a gas possa appagare le nostre esigenze e non soffra nell’uso off road in montagna. Così, pur se utilizzata in modalità ‘risparmio’ la stepway si muove agile anche sulla neve, sfruttando la riserva di potenza e trazione derivanti dall’uso delicato dell’acceleratore che ci impone il fondo innevato. Anche grazie ai controlli elettronici la Stepway riduce al massimo i nostri interventi per rimanere sui solchi della strada innevata, ed è in grado di erogare in modo fluido e controllabile la potenza necessaria per le correzioni e una marcia sicura. Quindi, a conclusione di questa prova, terminata con il ritorno a valle dopo la lunga discesa affrontata in sicurezza fino al fondovalle grazie a un impianto frenante all’altezza dell’auto , anche a conclusione di questa tappa, la 416. dei nostri testdrive, questa Dacia Sandero Stepway Bifuel, ovvero la versione cross over di un’auto già fuoristrada, possiamo dire che l’auto è promossa. #charlieinauto3/416    #provavintage #daciaitalia  #daciasanderostepway  #montagna  #testdrive  #testroad  #neve #crossover

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#testdrive Giovane e accattivante il restiling della nuova #Dacia Sandero Stepway

#testroad #Stepway bifuel crossover di larga diffusione da 18/20 km/l a GPL Spostamenti in confort e sicurezza con elettronica di ultima generazione Un SUV di ultima generazione è versatile, spazioso anche se di fascia intermedia, quindi confortevole, consente di viaggiare comodamente anche per tragitti piuttosto lunghi. Dacia Sandero Stepway aggiunge al uno dei modelli della Casa franco rumena l’opzione fuoristrada. È infatti un crossover, ma lo vedremo in seguito, perché alla solidità alla quale la Dacia ci ha abituati proponendo in Italia i suoi modelli crossover aggiunge dettagli e rifiniture, ulteriori rinforzi e protezioni, e una opzione di guida, CROSSOOVER ETC, che adatta l’assetto, i rapporti del cambio, i controlli di trazione e la regolazione delle sospensioni alla guida fuoristrada. Si attiva con un pulsante facilmente raggiungibile davanti alla leva del cambio, quindi, si può scegliere all’occorrenza anche in movimento, quando si incontra qualche ulteriore asperità o difficoltà di trazione. Ma rimaniamo con i piedi, ‘pardon’, le ruote per terra, anzi, sull’asfalto. Il modello che stiamo provando è il restiling 2025. L’origine è la Dacia Sandero nuova serie presentata nel settembre del 2020 e venduta dal 2021, per balzando subito in testa nelle vendite sul Continente. Ripartiamo dalla metropoli e rientriamo a casa, come d’abitudine, a notte inoltrata. Cerchiamo subito le possibilità per ricaricare i nostri telefonini: al fianco del pulsante CROSSOVET ETC a sinistra c’è la presa per l’accendisigari dove potremmo già connettere il telefono per le ricarica, ovviamente con l’apposito adattatore; a destra la presa USB-C dove collegare il nostro Iphone di ultima generazione. Una presa USB per le connessioni più tradizionali è accanto al display touch screen centrale, in formato tablet. Alla sua sinistra anche su questa Dacia il comodo supporto ruotante per il cellulare, che ci permette di avere il suo schermo in evidenza, senza staccare gli occhi dalla strada. Beninteso, va collegato con il cavetto all’auto e utilizzato tramite i suoi comandi che vengono riportati sullo schermo dell’auto. La connessione con tra il nostro cellulare e l’auto avviene tramite il collegamento wireless. Iniziamo il viaggio e ricordiamo che monta un motore ECO G di tre cilindri, da 999 cc che eroga 74 Kw, ossia 100 CV e che  alimentato sia a benzina super che a GPL. Visti i corsi del carburante, optiamo subito per il gas, che ci costerà meno di 0,7 euro al litro. Agendo sul pulsante in basso a sinistra del volante. Si tratta infatti della versione bifuel, che è la conseguenza dell’evoluzione delle politiche europee in materia di automobili, ovvero rende sostenibile l’uso delle vetture assicurando inoltre basse emissioni. In questo caso, con un serbatoio da 45 per il GPL, una quarantina per la benzina, l’autonomia, salvo usi particolari supera abbondantemente i 1100 km. La nostra scelta ci fa notare l’indicatore del livello del gas nel serbatoio. Dobbiamo scegliere le modalità di gestione del motore e dell’auto, lo facciamo per il viaggio tra AUTO, quella che ci offre il maggiore confort negli spostamenti, OFF-ROAD, per il fuoristrada, NORMALE, che con un assetto più rigido ci fa sentire di più l’asfalto; l’apprezzeremo nella guida veloce. Per il trasferimento, volendo valutare la sostenibilità della Sandero Stepway accediamo anche alla funzione ECO, che riduce leggermente le prestazioni ma abbassa anche del carburante. L’accesso con un pulsante sotto al display centrale, posizionato assieme a quelli per lo start & stop, le frecce d’emergenza, lo sblocco delle portiere perché il blocco si attiva non appena si sale a bordo e si avvia il motore. La chiave è una scheda elettronica stilizzata con il marchio delle D contrapposte, che consente di chiudere le portiere automaticamente quando ci si allontana dall’auto; ma la Sandero ci avvisa con il lampeggio delle frecce e un colpo di clacson. L’apertura avviene al tocco delle maniglie delle porte o del bagagliaio. Imbocchiamo l’autostrada e attiviamo il cruise control adattivo, che ci permetterà un trasferimento in relax, perché attiviamo anche il suo adeguamento ai cartelli stradali che regola la velocità massima. Dopo oltre 300 km di trasferimento in autostrada, in condizioni di traffico ottimali per verificare i consumi viste le ore notturne, abbiamo percorso in media 18/20 km con un litro di GPL. #charlieinauto3/415       #provavintage                

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#testdrive La nuova Dacia Sandero Stepway bifuel tra le auto più richieste in Europa

Un SUV compatto fuoristrada con doppia alimentazione e tanta elettronica a bordo Bassi consumi e prestazioni brillanti per il piccolo motore byfuel tre cilindri di 999 cc da 100 CV Dacia è la Casa rumena del gruppo Renault che lo scorso anno ha registrato sul continente il primato delle vendite nonostante una situazione ancora confusa sul futuro dell’automobile, a causa della fluidità delle prospettive comunitarie in materia di motorizzazioni. Un buon livello di dotazioni di scurezza, elettronica adeguata, confort, un prezzo nelle attese del grande pubblico assieme a una palese affidabilità, sono le doti più palesi che indirizzano ormai il pensiero comune su auto con un nome russofono: Dacia significa infatti ‘casa di campagna dedicata alle vacanze’. E in qualche modo, questo nome sintetizza in maniera efficace la ‘mission’ del progetto delle ultime nate della Dacia. Si tratta infatti, come il modello che stiamo testando, di SUV di varie dimensioni, compatti, fuoristrada, confortevoli e per gran parte sostenibili, dal costo contenuto rispetto alla media. Il design degli ultimi modelli è in linea di massima essenziale ed evoca subito l’aspetto di un mezzo tecnico, robusto perché adatto a essere utilizzato su tutti i terreni. In questo caso però, il progettista ha voluto essere più in linea con il gusto degli automobilisti europei, conferendo alla Dacia Sandero Steepway, il modello fuoristrada, un aspetto sì tecnico, ma che non si discosta molto dai modelli tradizionali. Anzi, l’approccio visivo è positivo e piacevole con più di qualche curva che addolcisce l’aspetto di questa crossover. Il muso è aggressivo e aerodinamico ma nel contempo elegante, sul quale il marchio Dacia con le due ‘D’ contrapposte risalta sulla calandra, i parafanghi sono rotondi e avvolgenti, le finiture in materiale plastico nero antiurto come le protezioni nel sottoporta e nei bordi dei parafanghi, l’imperiale sul tetto rifinisce il design ed è dello stesso colore, così come la presa d’aria per i freni anteriori. Il motore è di 999 cc, tre cilindri, 74 kW, ovvero circa 100 CV. La trazione è anteriore, e il cambio a 5 marce. Ma una caratteristica molto interessante per il periodo, che troviamo in tutti gli altri modelli più recenti della Dacia, è l’alimentazione bifuel, cioè a benzina e a GPL, per il quale è disponibile un serbatoio da 45 litri. Ciò che notiamo dopo i primi chilometri nel centro della metropoli, prima di dirigerci verso la periferia est di Milano per rientrare a casa con la nuova auto da provare, è il fatto che non si avverte differenza tra l’alimentazione a benzina e quella a gas, le prestazioni sono pressoché analoghe. Ovviamente, anche se il consumo viaggiando a gas è leggermente superiore, ma non di molto, la differenza è abbondantemente compensata dal costo del GPL che è praticamente la metà di quello della benzina. Anche sulla Sandero l’alimentazione bifuel è di serie, quindi abbiamo a disposizione sul cruscotto anche l’indicatore del livello del GPL. E come negli altri modelli, il passaggio dall’alimentazione a gas a quella a benzina all’esaurimento del primo non si avverte e avviene automaticamente. Quindi non influisce sulla nostra marcia. Ma soffermiamoci un attimo sulle dotazioni: controllo anticollisione, del mantenimento di corsia, rilevamento di stanchezza, avviso di ostacoli o pericoli nel punto cieco, avviso di superamento del limite di velocità, e molto altro su cui ci soffermeremo. Saliamo a bordo e ci accomodiamo sui sedili anteriori molto confortevoli e accoglienti, il volante è a quattro razze, al centro ha una importante imbottitura che contiene l’airbag principale, fondamentale per la sicurezza del conducente in caso di collisione. Il cruscotto ‘contiene’ due orologi analogici con le indicazioni principali, mentre sul generoso display centrale con schermo touch, sono concentrati numerosi comandi dell’auto. Sul piccolo display tra i due orologi è proposto anche il livello del carburante, della benzina o del gas: vi compare quello relativo al tipo di combustibile selezionato. Ora partiamo: le marce ben rapportate non ci fanno sentore a disagio nell’attraversamento del centro mentre ci muoviamo a gas. Ma nei dettagli scenderemo nelle prossime puntate. #charlieinauto3/413

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#testdrive Nuova Kia Picanto per spostamenti confortevoli anche sui percorsi extraurbani

A Marina Sant’Andrea per preparare il Premio Voce dell’Adriatico Strada facendo uno sterrato per promuovere la più piccola coreana Sulla ciclabile che circonda la penisola di Lignano con le bici nella vettura È davvero piccola solo in apparenza la nuova Kia Picanto. Le dimensioni esterne, o meglio la lunghezza sono quelle di una citycar, ma come abbiamo visto la larghezza tradisce un contenuto denso di tecnologia. Perfino le ruote, ‘soltanto’ da 13’ per l’esemplare che abbiamo provato, sembrano sottodimensionate. Ma nel corso della prova costateremo che pur essendo più piccole rispetto alla media (13’) sono in grado, montando ‘addirittura’ pneumatici ribassati, di assecondare anche le velleità di guida sportiva che ci siamo permessi di chiederle lungo le strade più adatte, visto che risponde in modo esauriente alle nostre richieste performanti. Spazi interni generosi e un grande portellone posteriore, che ci permette di caricare anche un paio di biciclette con la ruota anteriore smontata e sui sedili dell’auto abbattuti, per riuscire anche con questa auto apparentemente piccola a dare corpo alle nostra passioni. Infatti, bici al seguito, raggiungiamo da Lignano Sabbiadoro gli argini della Laguna di Marano da via Alzaia, quella che scorre lungo la Litoranea Veneta e ci porta verso il fiume Tagliamento e poi Bibione e il Veneto Orientale. E’ qui, nei pressi della discoteca Cà Margherita, che ci fermiamo per scaricare le nostre bici e iniziare un tour sui pedali girando attorno alla penisola lignanese tra ciclabili, scorci di paesaggio lagunare, la lunga spiaggia, le pinete fino alla riva sinistra del fiume Tagliamento. Un percorso che abbiamo descritto con maggiori dettagli sulla #Cartadelgusto della #RivieraFrilana 2024, l’edizione n.6 del magazine pubblicato sul portale www.rivierafriulana,it, che è anche un giornale on line e mostra le ricchezze del territorio rivierasco. Ma dopo questa breve digressione ricordiamo l’auto che stiamo provando, la Kia Picanto nuova serie: motore a tre cilindri di 998 cc, 46,30 kW (62,55 CV) di potenza trazione anteriore, alimentazione a benzina ma su richiesta anche bifuel ovvero benzina-GPL, capace di consentirci di affrontare spostamenti con un buon livello di confort anche se ci dovessimo avventurare su strade dal fondo irregolare o non asfaltate. Per testare questa chance offerta dalla mini SUV citycar usciamo dalla città e andiamo verso San Giorgio di Nogaro (Ud) dove si trova il Marina Sant’Andrea. Sarà  sede, a breve, del Premio Voce dell’Adriatico, organizzato dall’Associazione regionale della stampa agricola, dell’ambiente e territorio e dall’Associazione culturale La Riviera friulana assieme al Club per l’UNESCO di Udine e alla sezione friulana di Italia Nostra. Premio, che ho ideato assieme all’Amministratore del Marina, fortunato Moratto: è un riconoscimento andato in precedenza agli skipper e comunicatori Cino Ricci e Mauro Pelaschier, al biologo televisivo Corrado Piccinetti, al giornalista Beppe Donazzan. Viene assegnato a comunicatori e personaggi della società che sono nati o vivono nei territori del bacino dell’Adriatico, che si sono distinti per avere valorizzato le ricchezze del mare e dei territori rivieraschi. Ok, ma l’auto? La nuova Kia Picanto con la linea aggressiva che ne amplifica la percezione delle dimensioni esterne non sfigura nemmeno quando ci avviciniamo ai grandi yacht che sono ormeggiati nel marina dove si trova anche il punto di assistenza per l’Adriatico del prestigioso cantiere svedese Swan. Lo spostamento per arrivare fin qui ci aveva permesso di verificare nuovamente i consumi della nuova Kia Picanto, che viaggiando piuttosto allegramente vanno dai 18 ai 22 km/l. Il tempo di ammirare alcuni grandi sloop a vela già all’ingresso, poi, per parcheggiarla all’interno del Marina ci è d’aiuto il sistema di assistenza al parcheggio che dispone delle telecamere ad alta definizione che inviano l’immagine allo schermo touch pure in HD. Per quest’auto ci mancava però, come accennato, una condizione di guida da verificare: come si guida sulle strade bianche. La disponibilità della guida assistita ci fa prevedere che non sarà difficile ‘tenerla’ a bada e sfruttarne, anche in questa situazione, le potenzialità. Ecco una bella strada sterrata da imboccare che compare sulla destra. Nonostante le ruote di dimensioni diverse da quelle canoniche per lo sterrato, che dovrebbero essere di diametro significativo e di sezione, la nuova Picanto procede con sicurezza e decisione anche sullo sterrato e ,tutto sommato, non risente in modo significativo delle buche che incontriamo, con un disagio limitato per gli occupanti dell’auto. L’elettronica di bordo sopperisce a eventuali carenze di aderenza e il gioco è fatto: anche in questo caso questa ‘grande’ citycar si conferma oltre l’auto da città. #charlieinauto3/413     #provavintage #testdrive #Kia #KiaItalia #bike #ciclismo #cicloturismo #Lignano #marinasantandrea #PremioVocedellAdriatico

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#testdrive #Kia Picanto sicura e ideale per le escursioni sul territorio rivierasco

Se è adatta per le gite fuoriporta con spazi superiori alle attese e ci consente di viaggiare in sicurezza con una serie di dotazioni elettroniche di fascia superiore, la sua maneggevolezza ci consente anche di uscire rapidamente dagli ingorghi e dalle strade congestionate per arrivare più rapidamente in alcuni dei numerosi siti di grande interesse storico e architettonico distribuiti sul territorio del Friuli Venezia Giulia e del Nordest. Questa volta ci concentriamo sulla Riviera friulana, l’area che si estende tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, e i loro bacini, ed è di origine alluvionale. Perché questa precisazione? Perché si tratta di un’area prevalentemente pianeggiante ed è solcata da numerosi corsi d’acqua che creano paesaggi bucolici e suggestivi. Questa volta ci dirigiamo verso il Tagliamento, l’unico fiume a carattere torrentizio che sfocia nell’Adriatico e fa parte del bacino del Mediterraneo. Perché le sue rive custodiscono la memoria delle numerose guerre che hanno interessato in nordest, terra di confine, ma anche di una storia più recente: la Guerra fredda. Sui rari rilievi collinari e sulle rive dei fiumi ci sono le tracce delle opere di difesa installate per difendere l’Europa da eventuale attacco o invasione dall’Est. Così arriviamo tra Latisana (Ud) e San Michele al Tagliamento (Ve) e sulla sponda destra, quella veneta, c’è un bunker, accanto alla strada che attraversa il ponte, che è perfettamente conservato. Anzi, è tuttora fruibile. Si tratta di un ricovero con all’interno tutto quanto serve per sopravvivervi alcuni giorni senza dover rischiare uscendo allo scoperto. Dall’altra parte della strada, sempre sul versante veneto, c’è una costruzione che può essere utilizzata per ricovero di attrezzature per la manutenzione delle strade, ma la sua prima destinazione  era quella di celare un’arma di difesa della sponda destra. Il bello è che questo bunker è visitabile, ovviamente su appuntamento perché al suo interno ci si ritroverà a non poter usare il telefono, quindi saremo isolati. Ritorniamo alla Kia Picanto, alla Nuova Kia Picanto. Come la coda, spaziale e corsaiola con l’aspetto rafforzato dai cerchi da 16’, che è tronca per sfruttare al meglio ogni frammento delli spazio interno, è stata totalmente ridisegnata così come il frontale con i fari, a led e molto potenti e automatici, a sviluppo verticale e condizionati dalla presenza delle dotazioni di sicurezza. L’aspetto esterno varia a seconda degli allestimenti: c’è la Urban 20th Anniversary Edition che è la version speciale per celebrare il ventennale dal lancio del modello in Italia, poi la Style e la GT-line. Urban dispone di sistemi di assistenza alla guida come la frenata automatica di emergenza, l’allarme angolo cieco, l’assistenza all’attenzione alla guida, l’avviso di abbandono della corsa, il cruise control con limitatore automatico della velocità. Ci soffermiamo sui dettagli, come i vetri posteriori oscurati, i cristalli tutti elettrici quello di guida con l’auto ud-down & safety, il volante e il pomello del cambio in pelle, il bracciolo anteriore con vano portaoggetti, le finiture e le maniglie interne in vernice silver, il sistema antiabbandono posteriore. La 20th Anniversary ha il motore 1.0I MPi, la Style il motore 1,2 MPi con cambio manuale o automatico. La GT-line è il top di gamma è ha tutti gli optional delle versioni precedentemente descritte, è quella che abbiamo provato, si distingue per una fascia luminosa centrale a led, il volante è in pelle di foggia sportiva, la pedaliera in alluminio. Il motore può essere sia di 1000 cc che di 1200 cc. si va verso l’imbrunire ma ci aspetta un’altra tappa. Il fiume Tagliamento è stato l’oggetto ispiratore per lo scrittore e giornalista americano Ernest Hemingway di opere come ‘Di là dal fiume tra gli alberi, e tra le sue escursioni tra la spiaggia di Lignano, che descriverà come la ‘Florida d’Italia’, la sua Florida, la risalita del fiume in barca, era appassionato di caccia, lo portava dalla foce alla laguna di Marano, oppure a Fraforeano, un piccolo borgo rurale nato attorno a una villa padronale, la villa De Asarta Keckler. È lì che ci stiamo recando ed ecco che i fari illuminano senza incertezze la strada che segna il paesino friulano. #charlieinauto3/412    #provavintage

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#testdrive Nuova Kia Picanto prova l’impegno delle Case a offrire spazi interni sempre più generosi

Il primo modello nel 2004: oggi con i trapianti di tecnologia e l’adeguamento dei volumi non solo citycar Elegante moderna e ben rifinita adatta anche per una serata particolare Escursione a Sesto al Reghena dove si trova la splendida Abbazia Una citycar da scoprire, che ci apre di volta in volta nuovi scenari e si distingue per il concentrato di soluzioni innovative che contiene, a conferma del nuovo corso della Casa coreana, divenuta in questi anni da gregaria a protagonista. La nuova Kia Picanto: abbiamo visto che ho ormai ho superato abbondantemente i 700 mila km di test drive negli ultimi sette anni (la percorrenza complessiva personale è ormai di diversi milioni di km dal conseguimento della patente), e che ho provato qualche centinaio di vetture di tutte le Case, raccontate in ben oltre 400 puntate su #charlieinauto, eccetto quelle più recenti cinesi. Lungo questo percorso ho recepito come oggi, nelle vetture, il pieno sfruttamento degli spazi a disposizione negli interni rappresenta un paradigma progettuale ormai imprescindibile. In particolare, ho potuto costatare che la forma esterna delle auto è oggi conseguente allo spazio riservato ai passeggeri e ai bagagli: non ci sono più parafanghi aulici né cofani fumettistici. Lo conferma lo stile della Nuova Kia Picanto, evoluzione importante di un modello molto popolare nel mondo, nato davvero come auto da città nel 2004 e che soltanto giovani ardimentosi e un po’ incoscienti, come lo eravamo dagli anni ’60 con le automobili dell’epoca, avrebbe saputo utilizzare in spazi e su strade diverse da quelle urbane. Non si stupirà nessuno, quantomeno dei miei coetanei, se racconterò di essere andato a seguire un Rally dell’Isola d’Elba, mi pare nel 1975 in una delle prime edizioni del mondiale con il mitico Stig Blomqvist in gara con la Saab a forma di uovo che danzava vincente sullo sterrato trattato dal campione svedese come un percorso innevato, e Jean Claude Androuet e Amilcare Ballestrieri, tra gli altri, con le plastiche Alfa Romeo GTV sempre in ‘derapage’ controllato, sulla mia R4. Fortunatamente non si trattava del modello con le sedute a tubo, ma di quello con i sedili imbottiti. L’ho utilizzata assieme a due amici parimenti grandi appassionati di auto, alti entrambi abbondantemente oltre il metro e 80 cm, e di averla sfruttata come un alloggio per dormirci tutti e tre contemporaneamente per due notti, tra il monte Calamita e la speciale di Radicofani. Certo, la stanchezza ci ha aiutato parecchio, ma quell’auto era una delle prime nelle quali l’utilizzo dello spazio interno era stato sfruttato al massimo. Nella nuova Kia Picanto non ho vissuto la stessa esperienza, ma propone anch’essa, come la mia prima vettura, le cinque porte e quando si sale a bordo ci si trova subito a proprio agio. A stimolarci a un utilizzo più stradale che cittadino di questa citycar sono i consumi, che per il modello a benzina vanno da 20 a 18 km/l, con emissioni molto basse. È però in arrivo la versione bifuel a GPL, e allora viaggiare sarà un piacere con i costi del combustibile dimezzati. Queste considerazioni si basano sul modello che ci ha affidato la Casa per il test, che era dotato di un motore a benzina da tre cilindri e 1.0 I MPi (63 CV), disponibile, appunto anche bifuel, brillante quanto basta per garantirci anche il divertimento alla guida; ma questo aspetto lo valuteremo più avanti. La reattività brillante della nuova Picanto si amplifica con la versione con motore 1.2 l a quattro cilindri, da 79 CV, alimentato però soltanto a benzina, che fa sentire la differenza nei sorpassi, su strade a lunga percorrenza, in salita. Ai consumi limitati si aggiungono le dotazioni complete ADAC per la sicurezza attiva, quella passiva è ormai scontata, ed ecco che assieme a un design esterno e interno curati, non ci vuole molto ma la Kia ci ha già pensato, efficienza, sicurezza e tecnologie ne fanno una vettura appetibile anche per i neopatentati. Utenti della strada che comunque, ricordo, con le nuove modifiche al CdS possono guidare auto fino a 140 CV di potenza effettiva. I fari della nuova Kia Picanto sono a led, potenti e automatici quelli anteriori, con la calandra che replica lo styling della Casa. L’auto è lunga 359 cm, larga 159 cm, alta 148 cm, e ha un raggio di sterzata molto ridotto, utilissimo nei parcheggi più sacrificati. Peraltro è dotata di telecamera posteriore. Il bagagliaio ha una capacità che va dai 255 litri con l’utilizzo dei cinque posti a sede, ai 1.010 l che si ottengono abbattendo di sedili posteriori. Il buon sistema di intrattenimento comandato da un touch screen da 8’, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto mentre i telefoni si collegano sia tramite cavo che Bluetooth, la rende ancora più attrattiva per i giovani. Una curiosità: su alcuni mercati è in vendita come Kia Morning, in Vietnam come Kia New Morning, in Malesia come Naza Suria. Il livello di rifiniture, interne ma anche e sterne, la linea accattivante anche per i giovanissimi, le colorazioni gradevoli e distintive fanno sì che non stoni per un suo impiego anche per le serate particolari, come le ricorrenze, le feste di compleanno, una occasione speciale. Il nostro ‘secondo’ ha infatti pensato di provarla andando a una festa a Sesto al Reghena (Pn), dove si trova la splendida Abbazia visitata ogni anno da migliaia di turisti e curiosi della storia medioevale. #charlieinauto3/411    #provavintage

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#testdrive La nuova #Kia Picanto citycar ricca di sorprese

Non solo auto cittadina di dimensioni adatte per facilitare il parcheggio Accelerazione adatta per districarsi nel traffico delle metropoli  Nasce con l’idea di una citycar, ma in realtà, lo è solo per le dimensioni esterne, che le consentono di districarsi nel caotico traffico della Metropoli, e di lasciarsi parcheggiare facilmente in spazi limitati. Ma la nuova Kia Picanto, all’altezza dei ‘tempi moderni’ e delle nuove prescrizioni per la progettazione dei sistemi di sicurezza attiva, offre molto di più. Quando ci è stata proposta dall’Ufficio stampa abbiamo pensato che si sarebbe trattato di un test drive con limiti di funzionalità, ovvero che l’avremmo utilizzata per le prove soltanto in città o nell’hinterland. Ma andrà a finire diversamente. Quando ci ha raggiunto in velocità uno dei meccanici del parco stampa per consegnarcela, siamo rimasti colpiti dalla sua aggressività e dalla lunghezza: di certo sarà un’ottima auto cittadina… Ma appena saliti a bordo siamo rimasti colpiti dallo spazio che ci era messo a disposizione dall’abitacolo della nuova Kia Picanto, un concentrato di servizi e accessori a disposizione in spazi comodi e inaspettati per un’auto cittadina. Il motore è di 998 cc., a tre cilindri assistito dalla turbina, alimentazione a benzina e una potenza massima di 30 kW, ovvero 62,55 CV, sufficiente, vedremo, per essere divertente da guidare. La trazione è anteriore, le ruote da 13’, della coreana Nexen, ribassate, e già ciò ci ha fatto intuire che avremmo potuto verificare ulteriori aspetti della versatilità della Picanto e ci ha rassicurato sulla sicurezza alla guida. Osservandola dall’esterno, è sufficiente guardare la coda di questa Kia: l’auto è larga rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare in rapporto alla lunghezza. O meglio, alla percezione della lunghezza perché poi in realtà i progettisti sono stati molto abili a sfruttare al massimo lo spazio creato da questa scocca. Saliamo a bordo: i sedili sono comodi e avvolgenti, il volante e le rifiniture dell’abitacolo in pelle ecologica nera. Il display centrale propone anche le immagini ad alta definizione della telecamera posteriore, che ci assiste, se ce ne fosse bisogno, con la proiezione sovrapposta all’immagine della traiettoria che stiamo scegliendo per parcheggiare o muoversi anche in spazi limitati. Il display centrale è del tipo tablet posizionato leggermente più in alto rispetto al cruscotto digitale. Sul display si aprono il navigatore e le mappe ma anche Waze che si inerfaccia con i cellulari Apple e Android. Nella schermata principale ci sono la mappa, la navigazione con la possibilità di avviare la ricerca vocale della destinazione ma anche dei temi sui quali orientare la ricerca (ristoranti, bar, distributori, ecc.). sempre sulla schermata principale: telfono, Apple CarPlay o Android Auto, il Promemoria vocale, Modalità silenziosa che limita il suono del sistema di amplificazione, di buona qualità, agli altoparlanti anteriori. Il cambio è manuale a cinque marce con rapporti ben calibrati che la rendono brillante nelle ripartenze e vivace anche nelle salite in città. Lo proviamo al primo semaforo che incontriamo in questo test drive: la ripartenza al verde e gli altri li lasciamo alle spalle. #charlieinauto3/410  #provavintage #dacia #DaciaPicanto #citycar #testdrive #testroad #provasustrada #carlomorandini

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#testdrive Nuova Dacia Duster e le dotazioni di sicurezza attiva

Segnala lo spazio-tempo di frenata per non tamponare e la una guida quasi autonoma Oggi lo splendido percorso della Venezia delle nevi ai piedi del Piancavallo L’antico percorso per trasportare a valle i tronchi sui quali si erge Venezia Dacia Duster la possono guidare anche i neopatentati Bifuel turbo benzina-GPL: il connubio è azzeccato, sia perché assicura una autonomia considerevole e anche psicologicamente riduce l’impatto di tappe frequenti al distributore, sia perché l’utilizzo di questa modalità di alimentazione installata sulla Nuova Dacia Duster permette ridurre considerevolmente i costi di gestione dell’auto che anche per questo ha vinto il Premio Auto Europa 2025 dell’UIGA, l’Unione italiana giornalisti dell’automobile della quale faccio parte. A questo particolare non certo trascurabile, specialmente con le frequenti oscillazioni del prezzo dei combustibili, si aggiunge un altro dettaglio significativo: il prezzo accessibile per un’auto che può essere guidata anche dai neopatentati. Il motore è l’ECO-G 100, mentre la Nuova Dacia Duster è proposta in ben 12 versioni, ovvero tre motori e quattro allestimenti. Inoltre, per il mercato italiano è disponibile sia con il cambio manuale che automatico. Tra le versioni, quella che dà maggiori soddisfazioni è la TCe 130 a benzina, con tecnologia mild-hybrid a 48 v. Sono disponibili per entrambi i motori due tipi di trazione: 4X4 e anteriore. La versione Full Hybrid 140 è nel contempo la più performante ed ecologica e monta il cambio automatico. Già la versione con motore meno potente dà belle soddisfazioni alla guida: la sua reattività è rassicurante e nonostante monti un motore di soli 999 cc a tre cilindri da 74 kW, circa 100 CV, sommando l’utilizzo dell’alimentazione a benzina a quella a GPL; ovvero sfruttando entrambi i serbatoi supera i 1000 km. Per sfruttare pienamente queste qualità, attiviamo il tasto ECO che riduce i consumi e le emissioni, già basse di suo, anche perché ci stiamo dirigendo verso il bosco del Monte cavallo, sulle falde del complesso in cima al quale c’è il pianoro dov’è stato realizzato Piancavallo. Nel trasferimento notiamo un accessorio che rientra tra le dotazioni di sicurezza attiva che rendono questa versione della Duster tra le meglio fornite e quindi sicure: nel procedere in autostrada ci imbattiamo in una coda causata da lavori in corso, e sul cruscotto ci compare il valore del tempo di frenata necessario per arrestare l’auto in sicurezza, senza impattare con quello che precede. Utile? Certo, un richiamo alla realtà e a una guida più consapevole che a volte ci riconnette con le responsabilità spesso trascurate a causa dei nostri gesti abituali al volante. Vi sarà capitato di non ricordare ciò che avete incontrato nel tratto di guida che vi siete da poco lasciati alle spalle: è l’effetto della consuetudine che proprio questo utile accessorio della Nuova Duster mira ad annullare. Tral’altro questo strumento può essere calibrato sulla base delle vostre qualità e del livello di attenzione o rispetto al traffico presente, perché è possibile regolare la distanza alla quale scatta l’avviso del rischio di collisione dal veicolo che precede. La Nuova Dacia Duster avvisa anche quando si presenta il rischio di collisione con un ciclista o un pedone che compare su uno qualsiasi dei lati della vettura. L’auto ci avvisa inoltre quando avverte nella nostra guida segnali di stanchezza, mentre in condizioni particolari, come il maltempo, ci suggerisce di non affidarci alla guida elettronica. Ovvero, questo sistema di assistenza attiva è oramai a un passo dalla guida automatica. Ci stiamo avvicinando alla nostra destinazione. Questa volta l’auto è lo strumento che ha consentito di raggiungere una destinazione ideale per il trekking in mezzo alla natura: la Vecchia strada della Venezia delle nevi: da Dardago in Comune di Budoia, lungo la strada Pedemontana, sale al Piancavallo. È frutto di un progetto di sviluppo turistico avviato a metà del ‘900 dal Conte Daniel D’Ursel, che prevedeva la realizzazione di ben 235 villini i quota, partendo dal Piancavallo dallo Chalet Belvedere. Alla fine degli anni ’60, a seguito delle forti precipitazioni la strada presentò delle frane ed è stata sistemata e destinata all’uso ciclopedonale grazie a un intervento della Regione completato nel 2019. È lunga 14,5 km e copre uin dislivello di 1057 m. #charlieinauto3/410   #provavintage

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#testdrive #Bifuel di serie la Nuova Dacia Duster ha un’autonomia importante

In montagna anche a gas è divertente alla guida, capace di aggredire la salita Parliamo di autonomia? La nuova Dacia Duster bifuel, alimentata a benzina o a GPL, con motore TCe 100 Eco-G, dimostra la scelta azzeccata della Casa romeno-francese di riprendere la linea di modelli sostenibili anche nella nuova generazione del SUV crossover di fascia intermedia. Sostenibile nel prezzo e nei consumi, e in grado di farvi compiere spostamenti importanti senza dover fare rifornimento. Nel corso di questo test drive abbiamo fatto molta strada, per avere la conferma che si tratta di un’auto crossoover com’è vocazione di tutta la nuova generazione Dacia (c’è il pulsante che adegua le funzioni del motore e dell’assetto ai terreni di media difficoltà), capace però di mantenere la piena affidabilità anche su strada e nella guida veloce. Ma ci manca ancora una prova: la guida in montagna. Abbiamo detto che abbiamo percorso parecchia strada: siamo oltre i mille km dall’ultimo pieno, e nel programmare questo test drive abbiamo volutamente, l’alimentazione si può scegliere con un pulsante sul cruscotto in basso a sinistra, sotto al volante, deciso di utilizzare prima gran parte della benzina, per poter disporre del GPL per salire in montagna. Finora, già da diversi km siamo passati al GPL, abbiamo percorso più di 900 km, e a giudicare dagli indicatori del carburante, separati, posti nel cruscotto digitale, possiamo stare tranquilli perché l’autonomia indicata nel settore dedicato al GPL è di quasi 400 km. Scenderà di un po’, ma non di molto, con la guida in montagna. Vi ricordo che questo motore di 999 cc a tre cilindri che eroga 74 kW, circa 100 CV, presenta pressoché lo stesso rendimento sia se viaggiamo a benzina che a gas. Il cambio di serbatoio e quindi di combustibile, all’esaurimento del serbatoio selezionato, avviene automaticamente e non si nota alcuna differenza. La flessione nelle prestazioni, viaggiando a gas anziché a benzina è minima e la spinta della turbina, in caso di necessità e nei sorpassi, è sempre sufficiente ad assicurarci una guida sicura. La nuova Dacia Duster bifuel è a trazione anteriore, e in salita in buone condizioni di aderenza del fondo asfaltato guadagna con decisione la strada all’uscita e ripartenza dai tornanti. Nei tratti rettilinei successivi la progressione è appagante, sia con l’alimentazione a benzina che a gas. Arrivati a destinazione, proviamo a ‘forzare’ senza esagerare su una strada forestale, ovviamente aperta al traffico, e la nuova Dacia Duster ha continuato a essere convincente. In questo caso, dopo avere agito sul pulsante per selezionare la funzione fuoristrada, in un paio di situazioni critiche ci sono state d’aiuto le telecamere, posizionate sia sulla parte anteriore che su quella posteriore dell’auto. Tutto questo mentre i consumi rimanevano a un livello ragionevole, tanto di consentirci di programmare il prossimo rifornimento di carburate a dopo il rientro a casa. In discesa, un buon impianto frenante con quattro freni a disco, ci ha permesso di continuare a guidare in modo divertente, e sempre in piena sicurezza. #chrlieinauto3/409             #provavintage

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#testrive Nuova Dacia Duster bifuel SUV crossover performante e sostenibile, lunga autonomia

Iniziamo l’anno nuovo su uno sterrato sabbioso con pozzanghere limose Assetto, sicurezza, tenuta nonostante il fango nero scivolosissimo  Poi a Trieste, alla Barcolana, nelle Osmice, frasche caratteristiche sul Carso Triestino Qualche anno fa, una decina, un collega stava provando un SUV di fascia media, comodo, sicuro, confortevole, ma era un SUV. Io non avevo ancora la sua esperienza, e non l’ho sconsigliato dall’entrare in un viottolo di accesso alla spiaggia, con tanta sabbia sul percorso, ma dopo pochi metri ci siamo trovati bloccati, nell’impossibilità di procedere in avanti, né tantomeno all’indietro. A trarlo in inganno era stata una manopola sul tunnel centrale, davanti alla leva del cambio, automatico, che consentiva di modificare le funzioni di guida del SUV, che lui aveva regolarmente posizionato su SAND, sabbia. Ma si trattava di poter affrontare una strada sabbiosa, o sterrata, non le dune della spiaggia. Così, dopo un paio d’ore è stato un carro attrezzi a trarci d’impaccio. Per consolarlo, il pilota del mezzo di soccorso ci ha raccontato che capita spesso, soprattutto al di fuori della stagione balneare, di solito a ragazzi o ragazze giovani con auto normali, stradali, utilitarie o city car, non certo SUV, e peraltro nemmeno a quattro ruote motrici. L’indomani, quando ha telefonato al responsabile dell’Ufficio stampa della Casa di produzione del SUV gli hanno ricordato che l’incaricato gli aveva detto che si trattava di un SUV; non di un fuoristrada, o crossover. In questo caso, dieci anni dopo, l’evoluzione di un modello iconico della Casa romena, ora francese, la Dacia, giunto alla terza generazione, la Duster, qui nella sostenibilissima versione bifuel a GPL, è un SUV, o si vede chiaramente dalla impostazione, ma è anche crossover, fuoristrada. Infatti da sempre, come il modello più piccolo che abbiamo già provato, la Sandero, era la Steepway, viene utilizzato nel mondo anche come robusto e comodo fuoristrada, proposto in diversi Paesi con i marchi rispettivamente di Dacia, Renault o Nissan, e già nel 2020 aveva superato i due milioni di esemplari venduti. Ci siamo divertiti a viaggiare in confort nella lunga trasferta stradale, abbiamo verificato che i consumi sono vantaggiosi e soprattutto l’alimentazione a GPL la rende sostenibile tanto da averle fatto vincere il Premio Auto Europa 2025 assegnato dai giornalisti specializzati riuniti nell’UIGA; Gruppo di specializzazione della FNSI, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, del quale faccio parte. Senza cimentarci in pericolose evoluzioni, che presupporrebbero la presenza di un secondo fuoristrada per superare eventuali situazioni di emergenza, gomme adatte e non stradali, e più tempo a disposizione, vediamo che cosa succede nel fuoristrada leggero. Ricordo che questo esemplare non è a quattro ruote motrici, ma a trazione anteriore. Ecco un bello sterrato che in lontananza presenza belle pozzanghere scure, quelle con un bel fondo il limo nero e sdrucciolevole. Così, su questo SUV, crossover, attiviamo la funzione SAND e ci infiliamo nella stradina rurale. La Duster ha intuito perfettamente che le abbiamo chiesto di non farci sentire le buche, e lo fa egregiamente mantenendo peraltro un assetto perfettamente piano anche quando, su un tratto rettilineo ma non meno ondulato, prendiamo velocità. D’altro canto, anche se non con questa Duster, Dacia è impegnata con efficacia alla Dakar 2025, con risultati interessanti. Quindi, evidentemente, per correre nel deserto africano è stato utilizzato l’esito di un’esperienza pluridecennale. Ah, ecco le pozzanghere, che peraltro sono tratti di campo allagati da un recente acquazzone. Anche in questo caso non sentiamo le asperità e le dune. Provo a forzare con una sterzata brusca, a ripartire con decisione, ma non c’è verso di distrarla e farle perdere il controllo sulla strada sulla quale l’abbiamo indirizzata. Provo anche la frenata brusca in mezzo al laghetto limoso, e Duster si ferma in poco spazio. Quindi? Promossa, perché ho ripetuto le stesse nabovre e test con l’alimentazione a benzina come a GPL, sapete che potete scegliere il carburante da utilizzare, cambiando in corsa, e il rendimento come le prestazioni sono cambiate di poco, ovviamente a svantaggio del gas, che peraltro con il costo più basso, circa la metà della benzina, rimane sempre vantaggioso. Il motore è 999 cc, tre cilinfri, turbocompresso da 100 CV, e se nel trasferimento abbiamo utilizzato la funzione ECONOMY, ECO, per ottimizzare i consumi, avevamo selezionato per il fuoristrada OFF ROAD, che fruisce della tanta elettronica installata a bordo di questo modello e ci ha supportato nelle nostre manovre, anche in quelle estreme, disponendo pure della funzione Fango/sabbia, ma proveremo anche nelle discese ripide, dove più essere controllata anche in retromarcia. Per il fuoristrada più importante ci offre la possibilità di leggere il livello di inclinazione sia laterale che longitudinale grazie a un inclinometro che compare su richiesta sul display centrale, utile soprattutto nel fuoristrada con i passaggi più impegnativi. È in grado di aggrapparsi alle rampe più spinte grazie all’angolo di attacco favorevole, sia sul muso che in coda, e dispone di ampie protezioni antiurto in materiale plastico resistente per poter osare di più senza danneggiare il sottoscocca come i passaruote. Poco distante da noi c’è un guado. Andiamo a vedere: siamo fortunati: lo sta attraversando una Dacia Duster con l’acqua fino all’attacco delle portiere: esce sull’altra sponda del fiume senza accusare problemi dopo la recente immersione. Visto che ce la fa lui…. No, l’abbiamo lasciato fare a lui che ci ha dimostrato l’impermeabilità dell’auto, la nostra Dacia Duster Bifuel. Ora però ci attende un’altra trasferta che ci confermerà la sostenibilità della Dacia Duster Bifuel. Rincasiamo in tempo per goderci i cavalloni della mareggiata di scirocco in spiaggia, a Lignano, e le evoluzioni dei kytesurfer, amici velisti che nella cattiva stagione non vogliono lasciare il contatto con l’acqua salmastra del mare. Ma è domenica e dobbiamo raggiungere Trieste per scrivere della Barcolana. Il rifornimento di GPL avviene soltanto tramite l’operatore del distributore, ovvero il rifornimento ce lo deve fare il benzinaio, che oggi, per gran parte, festeggia la domenica, e l’unica pompa disponibile sarebbe quella dell’autostrada, che è molto più costosa. Ma ci è d’aiuto la nostra Dacia Duster Bifuel: abbiamo percorso dall’ultimo rifornimento di

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