Citycar

auto, Cars, Citycar, guida, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive La citycar veloce della Hyundai è affidabile anche sulle strade bianche

Ovviamente con le accortezze del caso viaggia sicura anche sullo sterrato Le dotazioni interne sono all’altezza delle esigenze anche dei più giovani Hyundai i10 N Line, una citycar compatta ma confortevole anche negli spostamenti, è versatile e si comporta adeguatamente anche nelle escursioni in mezzo alla natura o in campagna. La versione più sportiva non è meno confortevole di quella base nonostante l’assetto sia più rigido e adeguato alle maggiori  sollecitazioni e prestazioni. Infatti, senza rinunciare al confort la tenuta di strada della vettura è sempre affidabile, anche sulle strade più impegnative, perfino sullo sterrato. La compattezza dell’auto ne aumenta la stabilità mentre l’altezza da terra ridotta per aumentarne l’aderenza alla strada non è tale da pregiudicare la marcia sulle strade non asfaltate e comunque la rende ancorata al terreno anche sulle strade non asfaltate. Ovviamente, anche se dispone degli adeguati sistemi antislittamento delle ruote, in questo caso occorre viaggiare dosando l’acceleratore per evitare, visto che i suoi 90 CV ma soprattutto la coppia di 172 Nm di coppia a 2000 giri assieme al peso contenuto rischierebbero, nell’affrontare le curve, di farci subire il sottosterzo. Effetto, che comunque si può evitare facilmente sollevando appena il piede dall’acceleratore alle prime avvisaglie di alleggerimento dell’avantreno. Attenti però a non decelerare di colpo, perché, ma i più esperti lo sanno bene, si rischierebbe di ottenere l’effetto opposto e di perdere il controllo dell’auto. Per vedere come si comporta sulle strade bianche ci spostiamo verso la sponda sinistra del fiume Tagliamento e già così, poco più a valle dell’abitato di Ronchis, ci possiamo già godere lo splendore della natura che già nei pressi del corso d’acqua è rigogliosa. Saliamo sull’argine e imbocchiamo la strada arginale, e la i10 N Line non smentisce le nostre aspettative: rimane stabile anche nelle staccate in decelerazione, in prossimità delle curve. Mantiene la stabilità in curva, e all’uscita è pronta a ripartire veloce. Ovvero: ha una buona tenuta di strada anche con scarsa aderenza. Spesso, i test in condizioni più difficili o esasperate forniscono risposte concrete e attendibili alle nostre sollecitazioni, e anche nella situazione citata la citycar Hyundai è promossa. È promossa anche per i contenuti. Detto dell’impianto di intrattenimento che è adeguato anche alle esigenze dei più giovani, altrettanto si può dire dell’attenzione alle connessioni e agli accessori. Dispone infatti di una presa USB sotto alla plancia centrale e di una USB-C, quelle più piccole e moderne, che serve però solo per ricaricare il telefono cellulare o le cuffiette e non consente di collegarsi al sistema della vettura. Nel display centrale digitale e a tocco, di adeguate dimensioni, sono a disposizione oltre ad alcuni comandi dell’auto, quelli del navigatore e la sua proiezione, e dell’impianto di intrattenimento. Il sistema è compatibile con Apple CarPlay e con Android Auto che si attivano automaticamente collegando il cellulare con il cavetto alla presa della vettura. Il cruscotto ha un display digitale che riporta le informazioni sulla guida, sui consumi, e a sinistra ha il tachimetro, a destra il contagiri. C’è anche l’indicatore grafico del consumo istantaneo di benzina. Il cruscotto si accende di luce rossa per l’avviso del rischio di collisione, imminente, o per fortuna, mancata. I fari, automatici, sono a led bianchi, quelli diurni, gialli quelli notturni. Quindi, ha tutto quello che ci serve per viaggiare in comodità e sicurezza. #charlieinauto3/431   #provavintage #hyundai #hyundaii10 #nline

auto, Cars, Citycar, guida, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive Compatta per gli spostamenti e sostenibile ma pratica negli abitati

#Hyundai i10 N Line compatta ha tutti i confort e l’assistenza alla guida   Una citycar molto generosa non soffre nelle trasferte E’ divertente da guidare nella versione da 90 CV Vi ricordate il segmento A delle nostre vetture? È sostituito in modo sempre più consistente dalle classe B SUV o meglio dalle fuoristrada domestiche, o crossover. Abbiamo provato lo scorso inverno una cugina sempre coreana di questa vettura, ma questa presenta una vocazione decisamente più corsaiola. Non è che al suo interno si trascuri il confort indispensabile per i passeggeri, tant’è che siamo rientrati a casa la notte da Milano e nessuna delle tre persone a bordo, me compreso ovviamente, si è lamentata. La Hyundai i10 N Line fa parte delle citycar, ma in questo caso, per la N Line il progettista si deve essere distratto un attimo, aggiungendo qualche CV in più, l’assetto per una maggiore velocità, il look corsaiolo con le finiture rosso corsa visibili all’esterno e negli interni. Questo modello fa parte della terza generazione della i10 presentata al Salone di Francoforte nel 2019, ma è uscita più di recente, e nonostante le dimensioni compatte quindi la praticità nell’uso quotidiano anche nelle metropoli, ci propone confort, dotazioni di sicurezza, prestazioni con i 90 CV e il motore 1.0 MPI turbocompresso. La versione ‘normale’ è da 63 CV e c’è pure quella a GPL che viste le dimensioni (3,67 m) e quindi il peso contenuto assicura una percorrenza importante a un costo molto competitivo: per esempio per andare dalla Riviera friulana a Cortina d’Ampezzo a dare un’occhiata ai preparativi per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 si spendono, sui 400 km andata e ritorno circa 20 euro di carburante. Con la i10 N Line il costo sale perché la benzina si paga più del doppio rispetto al prezzo del gas, ma è comunque contenuto rispetto ad altre auto. Quando ci facciamo trasportare da lei in viaggio siamo assistiti dai sistemi Hyundai SmartSense, che comprendono la frenata automatica in caso di emergenza, il controllo di mantenimento della corsia, il rilevamento della stanchezza del conducente. Il nostro percorso oggi raggiunge San Vito al Tagliamento (Pn). Suggestivo borgo commerciale in una realtà rurale medioevale, sorge sui resti di un villaggio romano ma sono stati ritrovati reperti di una presenza antropica preistorica, perché si trova lungo un’antica via di passaggio che nell’era più ‘moderna’ collegherà a Cordovado, Portogruaro, Venezia, a poca distanza dal fiume Tagliamento e da altri corsi d’acqua che anche gli antichi prediligevano per spostarsi e per trasportare le merci. La zona è ricchissima di acque perché si trova all’inizio della fascia delle risorgive, e anticamente l’area era paludosa con zone più asciutte e boschive. Selva che nel 1028 fu donata da Corrado II al Principato di Aquileia, poi il trasferimento dei poteri sul territorio passarono alla Patria del Friuli. San Vito è citato in una bolla di Papa Lucio III nel 1183, con Sanctum Vitum cum oratorio. A cavallo tra le Provincie di Pordenone e Udine, confina con otto altri Comuni. Una storia articolata della quale ci rimangono da ammirare splendidi reperti, come la Torre Raimonda, del XIII secolo, a ovest, realizzata da Raimondo della Torre, ingresso occidentale alle mura di epoca medioevale; Torre San Nicolò o Torre Scaramuccia, a est, dello stesso periodo; Torre Grimana, a sud, eretta nel XVI secolo dal patriarca Marino Grimani, acquistata nel 1751 dalla famiglia Altan. Nel centro storico ci sono l’antico ospedale della Confraternita dei Battuti, a ridosso della Torre Scaramuccia, che ospita mostre, esposizioni, convegni. Accanto la chiesa di Santa Maria dei Battuti. E ancora il Duomo, della metà del 1700, e la splendida piazza del Popolo, realizzata nel 1500, sulla quale si affaccia Palazzo Rota, del 1300, e l’antica Loggia Pubblica, del 1400, antica sede dell’antico consiglio comunale. Sopra l’antica Loggia il Teatro sociale Gian Giacomo Arrigoni, e molto altro ancora come il complesso dell’antico castello. #testdrive #testroad #hyundai #i10NLine #sanvitoaltagliamento #Tagliamento

auto, Cars, Citycar, guida, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive #HyundaiI10NLine è una citycar divertente anche in montagna

Le dimensioni ‘cittadine’ e i pesi contenuti per la guida sportiva sulle salite Stabile fino all’inverosimile e potrebbe essere una perfetta ‘nave scuola’ Se la noti nel parcheggio, e difficilmente sfugge all’attenzione per le ruote e il look sportivo e le finiture rosso corsa che la fanno distinguere subito dal ‘gregge’, difficilmente riesci a immaginare di che cosa è capace una city car e ancor meno puoi prevedere che in un’auto visibilmente ideata per trovare spazio in città si possa viaggiare comodi, ma anche veloci. Ma di questo parleremo prossimamente. Questa volta non resistiamo alla sfida della montagna. Non dispone di selettori per le funzioni di guida, ma va accettata così com’è. E a giudicare dall’accelerazione, non è male ed è pronta, come abbiamo visto nel cuore di Milano, a lasciarsi dietro auto di classi superiori e dalle quali ti aspetteresti di più. Abbiamo accennato al motore, 999 cc, per semplificare come avremmo detto qualche anno fa, mille di cilindrata, ma è a tre cilindri a benzina e la turbina, ricordiamoci che è della serie N Line, la linea sportiva della Hyundai, spinge con 172 Nm di Coppia a 2000 giri, tanto se si considera la massa della vettura che pesa circa una tonnellata. È ovvio che la nostra prova la faremo in due, pilota e copilota, e che se caricassimo a bordo anche altri due o altri tre passeggeri in salita le cose cambierebbero, anche se, secondo me, non sarebbe un’impresa impossibile. La prima cosa che verifichiamo quando ritiriamo un’auto in prova è …la ruota di scorta. Se non c’è, ci deve essere il kit di gonfiaggio che è presente perché le ruote sono su cerchi in lega da 16”, e non so se una quinta ruota starebbe nell’alloggiamento. Ma su questi cerchi e sulla I10 N Line gli pneumatici sono anche ribassati, e quindi il lavoro del ‘gonfleur’ può essere più semplice ed efficace ed essere sufficiente per consentirci di raggiungere la prima officina o la stazione di servizio più vicina dove farci riparare la ruota. Niente regolazioni fini di assetto e di rendimento, dunque, ma il progettista si è fidato del suo lavoro riuscendo a proporre una citycar che ha consumi sostenibili ma su richiesta viaggia veloce. Così la proviamo in salita. Il cambio p manuale a cinque marce e verifichiamo subito in salita e alla ripartenza dai tornanti che sono ben assortite, e la I10 N Line evidenzia capacità di ‘scalatrice’ anche veloce. Trazione anteriore, ma l’elettronica le consente di non staccare le ruote nei tornanti stretti e di non sgommare, perché ne sarebbe tentata con i suoi 90 Cv, più che sufficienti per giocare su una strada libera a raggiungere il tornante successivo. Il motore, quindi è azzeccato anche per la salita e come già detto trasforma la piccola Hyundai da citycar a vettura corsaiola. Quindi? Il bello deve ancora venire. Che chi ha ideato questa versione della I10 facesse sul serie si intuisce anche dal fatto che, nonostante l’elettronica sulle auto coreane sia sempre avanzata, su questa vettura è ridotta all’essenziale, al controllo laterale a quelli anticollisione, e anche il freno ‘a mano’ è proprio a mano, ovvero a bacchetta. Questo perché nella guida veloce può sempre aiutare in extremis, e non solo. Ma la conferma della vocazione della I10 N Line arriva nella discesa che affrontiamo con decisione. La nostra citycar è sempre incollata all’asfalto, nell’entrata nei tornanti, in uscita, nel misto. Insistiamo un po’ con lo sterzo, l’avevamo fatto in pianura forzando nell’affrontare le rotonde, e non so schioda dalla traiettoria ideale. Ovvero, non tradisce mai, tanto da poterci far ritenere che, al di là dell’uso sportivo, sia adatta anche come ‘nave scuola’.           Tra le dotazioni a disposizione su questa versione troviamo gli specchi retrovisori regolabili elettricamente ma anche riscaldabili, optional che in montagna spesso può essere d’aiuto. Mentre per una guida più sicura, purtroppo spesso le vetture più piccole come le moto sono ‘sottostimate’ dagli automobilisti e dai camionisti, per farla notare è dotata di indicatori di direzione a LED integrati negli specchietti. #charlieinauto3/431 #hyundai #hyundaii10Nline #NLine #testdrive #provavintage #carlomorandini #montagna #citycar

auto, Cars, Citycar, combi, guida, motori, prova su strada, test drive, test road, test su strada, trazione anteriore, turismo

#testdrive ‘Stella della città’ versatile che può divenire pullmino o un ampio furgone da lavoro

#TownStar #Nissan citycar performante anche per gradevoli escursioni Grande capacità di carico e allestimento con 7 posti nel confort di un’auto Una pausa di riflessione tra supercar, city car mutanti, SUV, auto elettriche, ibride, bifuel? Certo, anche a noi come a #JeremyClarkson (ricordate Top Gear?) piace provare l’esistente, per capire i progressi della tecnologia, della progettazione, gli effetti della meccatronica sulla produzione, il modo di utilizzare, percorrere, affrontare le strade, e non solo. Così, testiamo anche un mezzo multi-spazio, un’auto da città talmente versatile che può essere utilizzata per spostarsi, viaggiare su lunghi tragitti fuoricittà, trasportare persone, lavorare, ma anche essere il mezzo per la famiglia. Le dimensioni della #Nissan #Townstar sono compatte rispetto a quanto può fare e offrire. Le sue vocazioni, perchè sono molteplici, cominciano a trasparire quando notiamo che le portiere posteriori sono a scorrimento: una scelta efficace per poter sfruttare pienamente l’ampia luce di apertura che si svela, il buon volume a disposizione all’interno, e assicurano la possibilità di parcheggiare in spazi limitati senza ridurre la possibilità di accesso. Ma grazie a questa porta laterale a scorrimento c’è anche, ed ecco l’opzione, la possibilità di accedere ai due posti di coda, perché è disponibile anche la versione della TownStar a sette posti, compreso il conducente, come pure la versione van che sfrutta la grande capacità di carico. la versione van assicura 4,9 metri cubi di capacità di carico e 800 kg di carico utile. La versione combi, a sette posti, ha invece una capacità di carico fino a 775 litri con i sedili posteriori in posizione, e fino a 3.500 litri con i sedili abbassati. Anche nella vista dall’interno, salta all’occhio il fatto che nella progettazione di Townstar sono state privilegiati i volumi ampi per assicurare comodità ai passeggeri, ma anche al conducente. Sedili comodi, anche per il conducente che ha la possibilità di regolare il suo sedile anche in altezza. Una chance in più conseguente alla struttura della scocca della vettura, che è ampia anche verso l’alto. Abbiamo provato la versione a benzina, con un motore turbo che la rende performante quanto basta per una guida veloce anche con i passeggeri a bordo, ovvero a pieno carico, perché eroga 130 CV. C’è anche la versione elettrica da 90 kW (122 CV), che grazie a una batteria da 44 kWh assicura un’autonomia fino a 300 km. Ovviamente, la versione a benzina supera i 600 km di autonomia, con un consumo che va da 6 a 7 lt per cento km. Il motore con cambio manuale, c’è quello automatico, è a sei marce, mentre l’auto dispone anche della modalità ECO per una guida più sostenibile. Per il trasporto, ma serve anche con tutti i passeggeri a bordo, il motore ha una coppia di 240 Nm, che rende TownStar brillante anche in salita. Servirà anche per effettuare sorpassi veloci in condizioni di necessità. Sorprendente anche la cura nelle dotazioni di sicurezza attiva, dal cruise control adattivo, ai controlli di mantenimento di corsia con avviso anche dinamico sul volante, al sistema anticollisione che avvisa con efficacia ma arresta il veicolo con altrettanta efficacia, all’allerta del rischio di collisione con veicoli sopraggiungenti da dietro o di fianco. In sintesi, per la maneggevolezza, tenuta di strada, affidabilità, controlli di trazione, brillantezza nelle prestazioni e nello spunto, consumi sostenibili, Nissan TownStar si comporta e si guida come una normale automobile. #charlieinauto3/429              #provavintage #nissan #testdrive #testroad #combi #van #provasustrada

auto, Cars, Citycar, crossover, full electric, guida, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo, Vintage

#testdrive #Inster la ‘piccola Hyundai elettrica è proposta con il tutto compreso

Oltre ai tradizionali ‘Optional’ anche quelli più evoluti sono offerti ‘di serie’ Con la ‘piccola’ elettrica coreana Grado l ’Isola d’oro’ colonizzata dai Romani Hyundai Inster 42 kWh o 49 kWh XTech? In tutte le versioni, quindi vi si aggiungono la 49 kWh X Class, l XClass 5 posti e la Cross, che si differenziano soltanto per la potenza della batteria quindi della potenza dell’auto e l’autonomia e per gli allestimenti, le dotazioni di serie sono quelle di un’auto di categoria superiore rispetto a quella dichiarata dalla casa che è citycar, tra l’altro SUV e crossover. Montano 7 airbag, anteriori, laterali, a tendina e centrale, l’ABScon l’EBD, l’H.D.A. (Highway Driving Assist), l’ICC (In Cabin Camera), l’M.C.B. (Multi Collision Brake), gli altoparlanti anteriori e posteriori, gli alzavetri elettrici anteriori e posteriori, ma anche l’antifurto con l’immobilizer, l’antifurto con radiocomando, il bloetooth con riconoscimento vocale, il cambio con le palette al volante, il cambio shift-by-wire, il caricatore di bordo 11 kW, i cerchi in acciaio da 15’. C’è pure il climatizzatore automatico: sembra banale ma sulle auto elettriche spesso per ottimizzare l’autonomia conviene, e lo consigliano gli avvisi dell’auto, scegliere nonostante la calura, o al contrario il freddo perché il riscaldamento è ovviamente elettrico e non con il circuito dell’acqua riscaldata dal motore termico, di spegnere il clima oer arrivare a destinazione al limite dell’autonomia. Su Inster questo non è necessario perché il sistema di bordo ottimizza il consumo di energia mentre la batteria tiene. Anche il sistema display è di alta tecnologia: è un cluster supervision da 10.25” TFT LCD. Tornando alla sicurezza, ovvio che c’è il controllo di stabilità E.S.C., ne abbiamo già parlato, la selezione delle modalità di guida, la chiamata di emergenza elettronica, i fendinebbia posteriori a Led come le altre luci, il freno di stazionamento elettrico, il kit per il gonfiaggio degli pneumatici, le prese USB anteriori e posteriori, l’avviso di abbandono persone o animali, in questo caso R.O.A., ovvero segnala gli occupanti del sedile posteriore. E ancora tra gli optional di serie: i retrovisori esterni sono regolabili e riscaldabili elettricamente (anche questa una rarità per le auto elettriche9, il sedile del guidatore regolabile in altezza, il sedile posteriore abbattibile con modulo 50:50, i sedili rivestiti in tessuto, i sensori di parcheggio, i servizi telematici Bluelink. E per la guida, l’assistente per la partenza in salita (HAC), il sistema di assistenza anti-collisione frontale con riconoscimento veicoli pedoni, cicli e dei cordoli, mantenimento di corsia (L.F.A.), sistema di riconoscimento attivo dei limiti di velocità (I.S.L.A.), sistema multimediale con display touchscreen TFT LCD da 10.25” con navigatore, la telecamera posteriore. Tra le dotazioni, già comprese anche queste, il volante regolabile in altezza ma anche in profondità per ottimizzare gli spazi interni e perfino la vernice pastello Unbleached Ivory, nera e avorio. Questo lungo elenco non lo pubblico per proporre una tradizionale ‘marchetta’, il classico post camuffato da articolo giornalistico. Bensì per evidenziare che le Case automobilistiche, e Hyundai fa da capofila, sono in grado di offrire i loro prodotti automobilistici ‘tutto compreso’, senza i trabocchetti ai quali eravamo ormai abituati  degli Optional che falsano il prezzo d’acquisto elevandolo esponenzialmente rispetto a quello di listino. Ma per snellire questo lungo racconto, passiamo agli Itinerari sui quali testiamo le vetture. Questa volta andiamo da Aquileia a Grado, località balneare e termale che dal dopoguerra è chiamata anche Isola d’Oro per ricordare che di isola si tratta, e anticipare il fascino della lunga spiaggia di sabbia dorata presente tutt’attorno. Dal 1800 rinomata località termale e salutistica per i nobili viennesi e dell’Impero austroungarico, tutt’ora è scelta anche per l’aria salubre e salmastra, come per le strutture termali, ma anche ricettive di alta qualità. Tra esse, realizzato agli inizi del ‘900, poi più volte ristrutturato e adeguato alle attese del turismo moderno, non solo salutistico e termale perché dispone di una grande piscina di acqua di mare riscaldata e depurata, del centro benessere e di una ulteriore piscina di acqua di mare sul terrazzo al settimo e ultimo piano dove si trova il ristorante panoramico, il Grand Hotel Astoria. Un’atmosfera mitteleuropea, quella che lo pervade questa grande struttura ricettiva negli arredi e che anticipa la sua architettura, che richiama gli appassionati del benessere termale ma anche chi cerca un’oasi di relax. Grado, antico centro portuale romano, conserva i resti del porto e della basilica paleocristiana che sono visitabili, mentre numerosi sono gli scorci suggestivi da apprezzare nella città vecchia, che ha origine dal villaggio di pescatori ed è stata arricchita dai Veneziani: è percorribile tra le calli e i viottoli di case che riprendono l’architettura marinara dei tempi passati. #charlieinauto3/427 

auto, Cars, Citycar, crossover, full electric, guida, modalità elettrica, motori, paesaggi, plug-in, prova su strada, test drive, test road, trazione anteriore, turismo, Vintage

#testdrive #Inster piccola elettrica Hyundai per dare certezze nell’uso quotidiano

Ricarica rapida e autonomia per la Citycar con reali aspirazioni crossover Ad #Aquileia da 20 a 80 per cento di carica in 30’ con la colonnina rapida  Hyundai Inster la più piccola auto elettrica della Casa coreana viene proposta con la consapevolezza di avere raggiunto un livello plausibile per l’utilizzo e gestione della propulsione elettrica. Progettista e Casa orientale hanno infatti le idee chiare, e per questo le vogliono finalmente condividere con gli automobilisti.   Propongono infatti sul sito ufficiale uno strumento di calcolo on line che dichiara in evidenza i tempi di ricarica nelle diverse modalità di fruizione. Parliamo del modello da 42 kWh: in CA utilizzando la Wall box per la ricarica, l’accessorio-trasformatore stabilizzatore fornito con l’auto per collegarla alla rete domestica, il tempo di ricarica stimato è di 7 h e 54’; con la ricarica pubblica standard da 11 kW il tempo è d 2 h e 30’; nella stazione di ricarica da 50 kW il tempo scende a soli 46’. C’è infine la stazione di ricarica rapida da 350 kW e il tempo scende addirittura a 25’. Nella colonnina di ricarica rapida in CC da almeno 120 kW si può ricaricare dal 20 all’80 % della carica in 30’; questo permette di compiere soste brevi per poi ripartire con la piena autonomia. Autonomia che è dichiarata tra i 370 km su percorso misto, nei testi drive ci siamo avvicinati, e oltre 520 in città, ma non l’abbiamo potuta testare in un centro abitato così a lungo. All’interno, la guida è resa più sicura e confortevole con il volante premium, come quello della IONIQ e della nuova Santa Fe, dotato di un sistema a pixel e che permette di avere sotto mano i controlli principali dell’auto. Il cluster digitale è realizzato con un design innovativo da 10.25”, che permette un rapido accesso a un’ampia gamma di controlli e funzioni essenziali dell’auto, ma anche a informazioni utili durante la guida. Il grande schermo centrale touch da 10.25” e permette di accedere all’infotraitment, alla navigazione, ai sistemi dell’auto, ma si può replicare lo schermo del proprio telefonino direttamente sul display della vettura. Con l’app per lo smartphone e il touchscreen centrale a controllo vocale è possibile attivare numerosi comandi vocali. Con il telefonino, che si può ricaricare nel vano sotto al cruscotto nella parte centrale da dove è possibile collegarlo anche al sistema in bluetooth, si può comandare l’apertura e la chiusura delle portiere. Raggiunta la plausibilità tra l’autonomia disponibile e l’utilizzo ottimale dell’auto, ecco che i sedili e il volante sono riscaldabili mentre le luci ambiente a led danno la possibilità di scegliere tra 64 colori: accessori per il confort che rappresentano un lusso che finora difficilmente un’auto elettrica si sarebbe potuta trasmettere. Il tetto elettrico si può aprire con un solo tocco. Oggi il nostro test drive, da Terzo di Aquileia (Ud) ci spinge ad Aquileia, a tre miglia, che è stata la terza città dell’Impero romano. L’accesso al piazzale della basilica, realizzata in tempi successivi allo sviluppo della città, ci permette di ammirare il campanile e la struttura del complesso ecclesiale. Un parcheggio più comodo e meno frequentato ci fa dirigere dal lato opposto della basilica, rientrando sulla SR verso Grado per girare poco dopo l’Hotel Patriarchi della famiglia Mattiussi. Si arriva proprio alle spalle della grande chiesa. Anche se già ai lati della strada regionale arrivando da Terzo di Aquileia si possono ammirare i resti del Porto sul fiume Natissa, e entrando a destra nell’abitato le ‘domus’ romane che ci riportano ai fasti della città. Il piazzale della Basilica d’estate ospita spesso concerti, manifestazioni teatrali ed eventi culturali. La tappa successiva? Sarà Grado, città su un’isola peri-lagunare anch’essa fondata dai romani e sviluppata negli ultimi secoli dai veneziani, con il mandracchio, il porto canale che arriva fino in centro. #charlieinauto3/426 #provasustrada #hyundaiInster #hyundai #Aquileia #Grado #testdrive #testroad #autoelettrica #autonomia

auto, Cars, Citycar, crossover, full electric, guida, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive #Hyundai #Inster affidabile anche sulle strade bianche della pianura friulana

La più elettrica coreana dispone dell’elettronica di ultima generazione Sicura sullo sterrato sia con il controllo elettronico che alla nostra guida Un SUV cittadino che è anche crossover, ne esiste infatti la versione Cross che è dedicata al fuoristrada ed è stata presentata di recente, la Suzuki Inster test dopo test rivela opzioni, servizi, potenzialità e dotazioni che ne fanno un’auto tra le più tecnologicamente avanzate del momento. Come si usa Ma soffermiamoci sulle prestazioni e sull’utilizzo in strada, o meglio, questa volta, fuoristrada. Il motore è di 71.1 KW, ovvero 96,67 CV e come la gran parte delle auto elettriche, o almeno l’esemplare in prova, è a trazione anteriore. Si attiva con un pulsante sotto al cruscotto situato a destra sotto al volante. Un pulsante rotondo sulla razza di sinistra del volante attiva poi il Drive mode, nella modalità che preferiamo e che viene confermata sul cruscotto digitale, a destra, sotto al contachilometri. Sotto alla leva per attivare il tergicristallo, che è automatico sia per il parabrezza che per il lunotto, c’è la leva per iniziare a muoverci, con le posizioni D Drive o Avanti, R Retromarcia, N è la Folle, mente un pulsante in fondo alla leva attiva la modalità parcheggio. Sul cruscotto, tra i due orologi c’è la bussola, che su questa versione anticipa il modello cross. Controlliamo il livello di carica della batteria Prima di partire consultiamo la schermata EV sullo schermo centrale touchscreen, che ci presenta uno schema con un diagramma su piano inclinato per esemplificare l’autonomia a nostra disposizione sia con il sistema di ventilazione attivo che spento. Autonomia che per una giornata in auto è più che sufficiente. Come già accennato, la Inster come la Santa Fe Hybrid, presenta sul muso un sistema che svela una presa d’aria sotto al paraurti per aumentare la ventilazione delle batterie e incrementarne l’efficienza. Al volante ci sono poi le palette che aumentano o riducono la capacità di rigenerazione della batteria, e nel contempo regolano la capacità frenante al rilascio dell’acceleratore. Divengono dunque un comando di guida, o un freno azionabile a mano. SI guida anche con il solo pedale dell’acceleratore e il volante Quindi, anche la Inster offre pure la possibilità di guidare con un solo pedale (I-Pedal), l’acceleratore dimenticando il freno, ed è facile dedurre che più frequente utilizzeremo il rilascio dell’acceleratore per decelerare, maggiore sarà l’autonomia della vettura. Quali sono le modalità di guida: SNOW; neve, ECO, per una guida sostenibile, SPORT per la guida sportiva. Ovviamente per motivi di sicurezza la frenata rigenerativa nella funzione SNOW è limitata al primo (1) dei quattro livelli per ridurre la possibilità che si blocchino le ruote motrici rendendo la guida difficile e non sicura. A parte tutto questo, oggi pensavamo di fare un po’ di sterrato per analizzare il sistema ESC, Controllo elettronico di stabilità. Questo, non perché non ci fidiamo dell’auto, ma perché poi finiremo per escludere questa opzione e guidare ‘a mano libera’ per potervi raccontare con realismo l’auto che stiamo utilizzando e le sue opportunità: ESC ‘aiuta infatti a mantenere stabile l’auto durante le manovre in curva’, così come recita il pingue manuale d’uso della Inster. Il controllo elettronico di guida ESC L’ESC confronta la direzione che abbiamo chiesto di seguire all’auto attraverso il volante con la sterzata con la traiettoria effettiva dell’auto. In pratica, il sistema frena come ritiene più opportuno in modo diverso su ciascuna delle quattro ruote e interviene sul sistema di controllo elettronico del veicolo per aiutare il conducente a mantenere la traiettoria desiderata. Ovviamente non sostituisce le prassi di guida sicura. A Precenicco nel cuore della Riviera friulana Oggi faremo un’escursione un giro verso la campagna, risalendo prima verso Precenicco, lungo il fiume Stella, dove, dopo avere fatto tappa nella piazza della località della Riviera friulana per ammirare il placido scorrere del fiume, possiamo visitare il parco di Villa Hiershel. Fu  progettato da Giuseppe Jappelli tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800 dopo la realizzazione del complesso della Villa di Antonio Cassis Faraone, finanziere-imprenditore, che acquistò un fondo appartenuto ai Gesuiti e allora corrispondente alla Signoria di Precenicco. Queste terre, che all’epoca erano imperiali, divennero Contea e vi furono avviati importanti lavori di bonifica, dei quali il territorio trae tuttora beneficio: si tratta di 20 km di arginature e di 40 km di canalizzazioni per scongiurare gli straripamenti del fiume Stella e per avviare le produzioni agricole. Qui si può visitare il Canevon, il magazzino dell’azienda Cassis Faraone, e ammirare dalla piazza i fabbricati dominicali che definiscono la corte interna. Verso lo sterrato in notturna Da qui ci spostiamo verso la periferia di Udine attraversando Orgnano, splendido esempio di borgo rurale medioevale in Comune di Basiliano e arrivare alle strade bianche, antichi percorsi di collegamento tra i paesi della pianura e il capoluogo friulano. Inster, sullo sterrato non ha fatto una piega e ha conservato l’affidabilità già manifestata sull’asfalto. In curva, si attivano infatti i sistemi di controllo dell’ESC e possiamo guidare in tutta sicurezza anche nel misto veloce e nelle curve più strette. Ma, adesso, proviamo a escludere l’ESC, e come avevamo previsto la macchina rimane sempre affidabile, e si lascia guidare come tutte le auto a trazione anteriore, pur considerando che i suoi quasi 97 CV sono in grado di spingere in modo sportivo l’auto e assicurano una ripresa e progressione interessante. nella nostra escursione notturna il sistema dei fari della Inster ci ha assistito splendidamente illuminandoci a giorno lo sterrato e le sue difficoltà. #charlieinauto3/425   #provavintage  

auto, Cars, Citycar, crossover, full electric, guida, motori, paesaggi, plug-in, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive #Inster è la più piccola delle auto elettriche della Hyundai

Ampi spazi interni e soluzioni innovative ne fanno apprezzarne l’abitabilità #terzodiaquileia di antiche origini romane a tre miglia da Aquileia (Ud) SI ricarica dal 10 all’80 per cento in mezz’ora La più piccola auto della Hyundai, in realtà più grande della I 10 che abbiamo già provato, la Inster, nella versione elettrica si colloca nel segmento A, in quanto le sue dimensioni sono compatte: 3,825 m di lunghezza, 1,610 m di larghezza, ma un passo di 2,580 m e un’altezza di 1,575 m. Il suo design non nasconde il DNA coreano della Casa, con la firma anche luminosa che viene proiettata dai fari anteriori a pixel, coadiuvati dalle luci di posizione tondeggianti nella parte bassa del frontale. Il design dall’impronta futuristica dopo qualche incertezza risulta accattivante ed è decisamente giovane, ancorché condizionato dalle esigenze funzionali adi far stare molte cose in uno spazio limitato. Ma solo apparentemente limitato, perché basta salire a bordo dell’auto per rendersi conto che la sua capacità di carico, lo spazio per il conducente e i passeggeri assicurano un confort adeguato. Ritornando all’aspetto, i parafanghi panciuti e in rilievo sono adatti per montare ruote da 17’, anche da 18’ con profilo ribassato, senza togliere spazio al volume dell’abitacolo. I paraurti pronunciati oltre ad aumentare la sicurezza e la protezione in caso d’urto le danno un aspetto, se fosse necessario, ancor più tecnico e deciso. Anche in coda la fanaleria, o meglio i gruppi ottici sono a pixel, con un design che evoca i circuiti elettronici come accade per le luci anteriori: sono la firma del nuovo modello Hyundai. Negli interni si apprezza il passo di quasi 2,60 m e le ruote montate nei parafanghi allargati. Lo spazio a disposizione sembra quasi quello di un’auto del segmento superiore, che è il segmento B. Nella Inster si è pensato anche ai sedili posteriori, dove il divano è diviso in due sedute, tre nel modello a cinque posti, e mentre gli schienali possono essere abbattuti separatamente, le sedute posteriori possono scorrere fio a 16 cm, per modulare lo spazio di carico ma anche per permettere anche a chi siede dietro un sonnellino ristoratore, grazie al fatto che gli schienali sono reclinabili. Il bagagliaio varia da 280 a 351 litri facendo avanzare i sedili posteriori, fino a ben 1.060 litri abbattendoli. Nell’abitacolo la dotazione tecnologica è di livello adeguato a una moderna auto elettrica. La strumentazione è completamente digitale e concentrata sul display da 10,25”; stesse dimensioni per il display centrale dal quale si gestisce l’impianto di infotainment. Per risparmiare energia elettrica la connessione con i cellulari si può avere via cavo. Per chi fa frequenti anche se brevi spostamenti in città collegando, la Inster a una colonnina DC da 120 kW la batteria si ricarica dal 10 all’80 per cento di una trentina di minuti, rendendo l’uso di questa Hyundai elettrica davvero sostenibile e plausibile. Per un funzionamento ottimale della Inster anche nei mesi invernali c’è il riscaldatore della batteria, e, sempre tra gli optional, una pompa di calore molto efficace. Per l’uso nelle zone temperate e calde, sul muso, come sulla Santa Fe si aprono in caso di necessità due alette che liberano due fessure destinate a ventilare motore e batteria. Se la parcheggiamo sullo stallo di una colonnina ‘normale’ utilizzeremo il cavo in dotazione, posizionato nel bagagliaio assieme al caricabatterie per la ricarica dalla rete domestica. Ora siamo arrivati a Terzo di Aquileia (Ud), sulle rive del fiume omonimo, il Terzo, che con gli affluenti Anfora e Morona segna il confine con l’adiacente Comune di Aquileia. L’antica città romana, la terza dell’Impero, dà il nome alla località: Terzo sta infatti per il terzo miglio da Aquileia alla quale si arriva, in direzione di Grado (Go), lungo la Sr 352. Invece ,il fiume Ausa segna il confine con il Comune di Torviscosa, mentre la laguna con quello di Grado. Terzo si trova infatti in un luogo strategico, tra le antiche vie romane Annia e Postumia, ed esisteva già allora. Nel 1800 la famiglia Vianello, che è proprietaria del palazzo sede comunale, istituì l’autogoverno cittadino. #charlieinauto3/424 #provavintage #hyundaiInster #testdrive #testroad #sanvitoaltagliamento #provasustrada #autoelettrica

auto, Cars, Citycar, crossover, full electric, guida, modalità elettrica, motori, paesaggi, prova su strada, test drive, test road, test su strada, travel, trazione anteriore, turismo

#testdrive #HyundaiInster SUV elettrico molto più di una citycar

Compatta con spazi interni generosi ha un design identitario e innovativo L’autonomia tradisce le sue capacità che vanno oltre la guida in città Un oggetto all’apparenza molto tecnologico che si rivela invece un’auto molto versatile, in grado di offrire prestazioni e opportunità tali da renderne vantaggioso l’utilizzo anche oltre la sua ‘mission’. Ci riferiamo alla nuova Hyundai Inster, Auto elettrica dell’anno, dal design innovativo perché assieme a forme che rivelano la sua attualità si presenta con un aspetto giovane e accattivante. Full electric, dispone di un motore di 71.1 KW, ovvero 96,67 CV, e l’evoluzione dei motori elettrici le consente prestazioni interessanti: pur essendo nata come citycar si destreggia bene anche sulle strade extraurbane e in montagna. Trazione anteriore, quattro posti e disponibile anche a cinque posti, quattro porte e il portellone, ha una forma aggressiva, caratterizzata dai parafanghi muscolosi che le consentono di montare ruote da 17’ con un design avveniristico mentre i passaruota e il bordo della scocca sotto alle portiere, come le slitte sotto al muso e sotto la coda sono in materiale plastico antiurto nero. La versione provata è bicolore, con un color rame lucido metallizzato e il tettuccio nero lucido, con l’imperiale metallizzato. Neri anche i montanti del parabrezza e parte della cornice del portellone posteriore. I fari, a led anche i segnalatori a striscia sotto al cofano con un design nero che le raccorda sul muso, sono rotondi e potenti a pixel, la cornice contiene le luci di posizione; sotto al muso il paraurti a cornice cromata. Per comprendere il significato di questo design, si deve considerare che è in arrivo anche la versione Cross, che si distaccherà da questa soltanto per alcuni dettagli più marcati. Il motore è brillante con una coppia di 14 Nm, la batteria è da 42 KW, il peso di 1305 kg, essendo elettrica incidono molto le batterie, la velocità massima di 140 km/h. L’autonomia dichiarata è di 327 km sulle strade extraurbane, di ben 473 km in città, ma lo verificheremo nel corso della prova. Ribaltando i sedili posteriori rivela una grande capacità di carico, tra le dotazioni per la sicurezza passiva ci sono 7 airbag. Quelli per la sicurezza attiva comprendono il riconoscimento attivo dei limiti di velocità e l’adeguamento dell’andatura dell’auto, il mantenimento della corsia da 0 a 140 km/h, l’anticollisione frontale con riconoscimento dei veicoli, dei pedoni, dei cicli, lo smart cruise control, il controllo di stabilità, l’anticollisione a 360° con ausilio di frenata, avviso anticollisione in parcheggio con un suono che aumenta la durata a seconda dell’avvicinarsi del rischio di contatto, l’ABS con EBD. La novità più importante sta nel sistema di ricarica e nei tempi di ricarica che ne facilitano l’utilizzo. Ma anche nella telecamera posteriore che riproduce sullo schermo centrale l’intera area alle spalle del veicolo così da rendere più sicura e gestibili le manovre in retromarcia. (1-segue) #charlieinauto3/413 #provavintage #hyundai #hyundaiinster #fullelectric #citycar

Torna in alto