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#testrive Nuova Dacia Duster bifuel SUV crossover performante e sostenibile, lunga autonomia

Iniziamo l’anno nuovo su uno sterrato sabbioso con pozzanghere limose Assetto, sicurezza, tenuta nonostante il fango nero scivolosissimo  Poi a Trieste, alla Barcolana, nelle Osmice, frasche caratteristiche sul Carso Triestino Qualche anno fa, una decina, un collega stava provando un SUV di fascia media, comodo, sicuro, confortevole, ma era un SUV. Io non avevo ancora la sua esperienza, e non l’ho sconsigliato dall’entrare in un viottolo di accesso alla spiaggia, con tanta sabbia sul percorso, ma dopo pochi metri ci siamo trovati bloccati, nell’impossibilità di procedere in avanti, né tantomeno all’indietro. A trarlo in inganno era stata una manopola sul tunnel centrale, davanti alla leva del cambio, automatico, che consentiva di modificare le funzioni di guida del SUV, che lui aveva regolarmente posizionato su SAND, sabbia. Ma si trattava di poter affrontare una strada sabbiosa, o sterrata, non le dune della spiaggia. Così, dopo un paio d’ore è stato un carro attrezzi a trarci d’impaccio. Per consolarlo, il pilota del mezzo di soccorso ci ha raccontato che capita spesso, soprattutto al di fuori della stagione balneare, di solito a ragazzi o ragazze giovani con auto normali, stradali, utilitarie o city car, non certo SUV, e peraltro nemmeno a quattro ruote motrici. L’indomani, quando ha telefonato al responsabile dell’Ufficio stampa della Casa di produzione del SUV gli hanno ricordato che l’incaricato gli aveva detto che si trattava di un SUV; non di un fuoristrada, o crossover. In questo caso, dieci anni dopo, l’evoluzione di un modello iconico della Casa romena, ora francese, la Dacia, giunto alla terza generazione, la Duster, qui nella sostenibilissima versione bifuel a GPL, è un SUV, o si vede chiaramente dalla impostazione, ma è anche crossover, fuoristrada. Infatti da sempre, come il modello più piccolo che abbiamo già provato, la Sandero, era la Steepway, viene utilizzato nel mondo anche come robusto e comodo fuoristrada, proposto in diversi Paesi con i marchi rispettivamente di Dacia, Renault o Nissan, e già nel 2020 aveva superato i due milioni di esemplari venduti. Ci siamo divertiti a viaggiare in confort nella lunga trasferta stradale, abbiamo verificato che i consumi sono vantaggiosi e soprattutto l’alimentazione a GPL la rende sostenibile tanto da averle fatto vincere il Premio Auto Europa 2025 assegnato dai giornalisti specializzati riuniti nell’UIGA; Gruppo di specializzazione della FNSI, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, del quale faccio parte. Senza cimentarci in pericolose evoluzioni, che presupporrebbero la presenza di un secondo fuoristrada per superare eventuali situazioni di emergenza, gomme adatte e non stradali, e più tempo a disposizione, vediamo che cosa succede nel fuoristrada leggero. Ricordo che questo esemplare non è a quattro ruote motrici, ma a trazione anteriore. Ecco un bello sterrato che in lontananza presenza belle pozzanghere scure, quelle con un bel fondo il limo nero e sdrucciolevole. Così, su questo SUV, crossover, attiviamo la funzione SAND e ci infiliamo nella stradina rurale. La Duster ha intuito perfettamente che le abbiamo chiesto di non farci sentire le buche, e lo fa egregiamente mantenendo peraltro un assetto perfettamente piano anche quando, su un tratto rettilineo ma non meno ondulato, prendiamo velocità. D’altro canto, anche se non con questa Duster, Dacia è impegnata con efficacia alla Dakar 2025, con risultati interessanti. Quindi, evidentemente, per correre nel deserto africano è stato utilizzato l’esito di un’esperienza pluridecennale. Ah, ecco le pozzanghere, che peraltro sono tratti di campo allagati da un recente acquazzone. Anche in questo caso non sentiamo le asperità e le dune. Provo a forzare con una sterzata brusca, a ripartire con decisione, ma non c’è verso di distrarla e farle perdere il controllo sulla strada sulla quale l’abbiamo indirizzata. Provo anche la frenata brusca in mezzo al laghetto limoso, e Duster si ferma in poco spazio. Quindi? Promossa, perché ho ripetuto le stesse nabovre e test con l’alimentazione a benzina come a GPL, sapete che potete scegliere il carburante da utilizzare, cambiando in corsa, e il rendimento come le prestazioni sono cambiate di poco, ovviamente a svantaggio del gas, che peraltro con il costo più basso, circa la metà della benzina, rimane sempre vantaggioso. Il motore è 999 cc, tre cilinfri, turbocompresso da 100 CV, e se nel trasferimento abbiamo utilizzato la funzione ECONOMY, ECO, per ottimizzare i consumi, avevamo selezionato per il fuoristrada OFF ROAD, che fruisce della tanta elettronica installata a bordo di questo modello e ci ha supportato nelle nostre manovre, anche in quelle estreme, disponendo pure della funzione Fango/sabbia, ma proveremo anche nelle discese ripide, dove più essere controllata anche in retromarcia. Per il fuoristrada più importante ci offre la possibilità di leggere il livello di inclinazione sia laterale che longitudinale grazie a un inclinometro che compare su richiesta sul display centrale, utile soprattutto nel fuoristrada con i passaggi più impegnativi. È in grado di aggrapparsi alle rampe più spinte grazie all’angolo di attacco favorevole, sia sul muso che in coda, e dispone di ampie protezioni antiurto in materiale plastico resistente per poter osare di più senza danneggiare il sottoscocca come i passaruote. Poco distante da noi c’è un guado. Andiamo a vedere: siamo fortunati: lo sta attraversando una Dacia Duster con l’acqua fino all’attacco delle portiere: esce sull’altra sponda del fiume senza accusare problemi dopo la recente immersione. Visto che ce la fa lui…. No, l’abbiamo lasciato fare a lui che ci ha dimostrato l’impermeabilità dell’auto, la nostra Dacia Duster Bifuel. Ora però ci attende un’altra trasferta che ci confermerà la sostenibilità della Dacia Duster Bifuel. Rincasiamo in tempo per goderci i cavalloni della mareggiata di scirocco in spiaggia, a Lignano, e le evoluzioni dei kytesurfer, amici velisti che nella cattiva stagione non vogliono lasciare il contatto con l’acqua salmastra del mare. Ma è domenica e dobbiamo raggiungere Trieste per scrivere della Barcolana. Il rifornimento di GPL avviene soltanto tramite l’operatore del distributore, ovvero il rifornimento ce lo deve fare il benzinaio, che oggi, per gran parte, festeggia la domenica, e l’unica pompa disponibile sarebbe quella dell’autostrada, che è molto più costosa. Ma ci è d’aiuto la nostra Dacia Duster Bifuel: abbiamo percorso dall’ultimo rifornimento di

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#testdrive La Nuova Dacia Duster è vettura dell’anno 2025 per il Premio Auto Europa

Il riconoscimento dell’UIGA per la sostenibilità e l’innovazione Tanti comandi per assistenza a conducente e passeggeri di fascia alta   La Nuova Dacia Duster Bifuel 2024 ha vinto il Premio Auto Europa dell’anno 2025, che è indetto da UIGA, l’Unione Italiana Giornalisti Automotive. Premio al quale ho partecipato per la votazione e alle premiazioni. È stata scelta per diversi motivi, ma soprattutto perché segna un percorso nuovo e coraggioso della Casa franco-rumena. Questo modello, che è giunto alla terza generazione dopo ben oltre due milioni di esemplari venduti nel mondo, si è totalmente rinnovato: dalla piattaforma, al design, all’elettronica, si presenta come abbiamo raccontato come un crossover attuale e proiettato al futuro. Duster è un modello che ha una grande diffusione in molte parti del mondo, dove viene proposto a rappresentare tutti e tre i marchi del Gruppo: Renault, Dacia, Nissan. Nonostante la decisa vocazione al fuoristrada, viaggiamo in autostrada come se fossimo su una berlina, e nonostante il meteo sfavorevole, piove a dirotto, la percezione del livello di sicurezza dell’auto non cala. Viaggiamo nel pieno confort e la rumorosità contenuta nell’abitacolo ci consente di apprezzare l’impianto di intrattenimento che viene comandato dal nitido e grande display centrale, piazzato al centro della plancia in formato tablet. Il comando più apprezzato sul display è il simbolo di una mezzaluna che sta per modalità notte, e serve per oscurare lo schermo nel caso abbiamo bisogno di vederci chiaro davanti a noi. Sullo schermo leggiamo l’accesso ad Apple Carplay, il livello della batteria del nostro cellulare connesso in wireless, la temperatura esterna e l’orologio. Sempre sullo schermo touch, c’è l’accesso rapido ai comandi di regolazione fine dell’impianto di intrattenimento, che è quadrifonico. E ancora vi si comandano i multimedia, la telefonia, ma anche il navigatore e le impostazioni della vettura. Ci possiamo anche dedicare ad ascoltare buona musica in viaggio senza distrarci, perché c’è una leva multifunzione ergonomica dedicata sotto a quella delle frecce, a destra del volante. Sul volante a quattro razze, su quella principale di sinistra ci sono i comandi del cruise control adattivo e il limitatore di velocità, che volendo adegua la marcia dell’auto ai cartelli stradali sul percorso. Sulla razza di destra ecco i comandi per modificare la schermata del display sul cruscotto in bianco e nero, i comandi vocali per l’auto e del telefono. Sul cruscotto leggiamo il contachilometri analogico digitale, l’analisi della modalità di utilizzo della vettura, l’indicazione sulla modalità di guida attivata (Normale, Off road, ecc.), l’attivazione del controllo di mantenimento della carreggiata (ha l’avviso sonoro e si manifesta chiaramente al volante quando usciamo dal percorso ideale), ma anche il livello del gas e della benzina nel serbatoio che si manifestano a seconda del tipo di carburante in uso, e la lettura dei cartelli stradali. Accanto al cruscotto, a desta sulla plancia c’è un utile supporto per il cellulare. Utile per il nostro viaggio il comando ECO, che è sotto al display centrale assieme al comando per lo Start & Stop, le frecce di emergenza, lo sblocco delle portiere, perché il blocco avviene automaticamente quando si avvia il motore o si scende e ci si allontana dall’auto. Infatti, la chiave è a scheda elettronica stilizzata in linea con il nuovo simbolo Dacia delle D contrapposte. Con il comando ECO calano leggermente le prestazioni, ma il consumo si riduce e sulla distanza il vantaggio è tangibile. Arriviamo in Friuli, a Rivignano, per condurre la premiazione della Società bocciofila rivignanese, che compie 50 anni di attività. Al termine, rotta verso casa, e raggiungiamo Lignano Sabbiadoro, nella Riviera friulana. #charlieinauto3/406

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#testdrive #DaciaDuster Bifuel anno zero della nuova era della Casa

La terza generazione con un design gradevolmente aggressivo Tanta elettronica a bordo per una sicurezza a 360° #CHARLIEINAUTO AL TRAGUARDO DEI 700 MILA KM SU STRADA  Premio Auto Europa assegnato dai giornalisti specializzati dell’Unione Italiana Giornalisti Automotive (UIGA) della quale faccio parte. L’avevamo provata in anteprima, l’abbiamo fatta conoscere tramite i nostri social, ora parliamo su #charlieinauto e #provavintage rispettando l’ordine cronologico dei nostri test drive. Nel frattempo, abbiamo provato anche l’altro modello più recente della Casa che fa parte del gruppo Renault, e abbiamo avuto la conferma del grande salto di qualità compiuto da Dacia da pochi mesi, con la terza generazione della Duster. La Nuova Dacia Duster Bifuel, alimentata a benzina o GPL, risponde ai requisiti della sostenibilità e dispone di tutte le protezioni per la sicurezza attiva richieste dal nuovo codice della strada e in sintonia con le tecnologie più avanzate. È confortevole e giustamente performante, ma andiamo per ordine. Nel frattempo #charlieinauto, ovvero il piede destro del vostro test driver di fiducia, cioè il sottoscritto, ha appena superato i 700 mila chilometri di percorrenza sul lavoro. Ovviamente, per motivi anagrafici quelli da me percorsi in una vita da automobilista sono esponenzialmente di più, quasi quattro volte tanti. Ma ritorniamo alla Nuova Dacia Duster. Avevamo provato anche il modello precedente, la seconda generazione, e per la sua categoria e fascia di utenza era già convincente. La Nuova Duster, come la Sandero che abbiamo già testato ma riproveremo anche questa nel modello byfuel, nel modello in prova ha un motore alimentato a benzina, o GPL, da 999 cc, che eroga 74 kW, è turbo assistito e sommando il pieno di benzina a quello di gas (560 km di autonomia) gode di una autonomia complessiva di oltre 1.000 km. E sapendo che il passaggio dall’alimentazione a gas a quella a benzina è automatico e non si avverte minimamente è davvero un bel viaggiare. Anche se è bene considerare che, specialmente in Italia, quando vi abituerete a girare utilizzando il GPL, visto il costo al distributore che oscilla attorno a 0,7 euro al litro, il serbatoio della benzina lo lascerete quasi sempre pieno, ovvero, di riserva. Uno stile nuovo, una linea gradevole ancorché derivata dallo styling essenziale dei modelli precedenti la faccio piacere anche ai giovani, perché unisce l’appeal della sagoma di un mezzo tecnico da fuoristrada a una linea moderna e piacevole. Teniamo conto che Dacia viene proposta con successo su diversi mercati con marchi diversi, ma lo stesso contenuto. In Sud America e Medio Oriente è venduta con il logo Renault, mentre in altri Paesi è commercializzata come Nissan. Già nel 2022 ha superato i 2 milioni di esemplari venduti. Saliamo a bordo, il parco stampa è vicino all’area dell’ex EXPO 2015, e gli interni sono eleganti e grigio scuro, con rifiniture blu notte, che assieme ai sedili in tela ecologica antimacchia. Il cruscotto ora non è più analogico con i due orologi ma è digitale e  reca rispettivamente anche gli indicatori del livello della benzina, e del gas. Il passaggio dall’alimentazione a gas a quella a benzina avviene automaticamente ma è annunciato da un avviso acustico e uno visivo. Si può scegliere il tipo di alimentazione con un tasto a sinistra del volante sul cruscotto; ha accanto il tasto che esclude i sistemi di sicurezza attiva elettronica e anticollisione e i testi che regolano l’altezza dei fari a led e l’attivazione del sistema start & stop. Sempre lì c’è un testo con una funzione molto importante: ECO. Riduce leggermente le prestazioni del motore, ma anche le emissioni, e aumenta l’autonomia e il rendimento del motore. Vedremo più avanti che anche con la funzione ECO la Nuova Dacia Duster si comporterà generosamente anche in montagna e nel fuoristrada. Siamo arrivati in città, il sistema start & stop è efficace, mentre per il parcheggio si possono controllare i sensori anteriori e quelli laterali a 360°. Un avvisatore acustico ci segnalerà si ci stiamo avvicinando troppo a un ostacolo, ma anche quando un pedone o un ciclista non saranno a distanza di sicurezza o si avvicineranno improvvisamente. Questo controllo è attivo a 360°. Infine, le porte si bloccano automaticamente. #charlieinauto3/405

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#charlieinauto Ford Tourneo Courier sicuro e deciso anche sui percorsi di montagna

Il modello di SUV multi-spazio ha un’ampia capacità di carico: fino a 2.160 litri di capienza a sedili posteriori abbassati Un doppiofondo dietro alle alette parasole e un pannello laterale che crea un comodo porta oggetti Una soluzione multispazio che piace anche per il design moderno e nel contempo morbidamente vintage. Sarà per l’accostamento dei colori del Courier che abbiamo in prova, si richiama a uno stile britannico, anche se la tecnologia che adotta e le soluzioni per renderlo davvero confortevole sono di livello superiore alle aspettative. Il nuovo Ford Tourneo nella versione Courier è l’interpretazione in formato magnum dell’auto familiare, massima capacità di carico, possibilità di trasportare fino a sei persone più il conducente. L’ipotesi di un veicolo multifunzionale che possa piacere agli automobilisti a caccia di ampi spazi e di comodità in questa versione di un veicolo commerciale della Ford è riuscita. Salendo a bordo, al volante, ci si rende conto da subito di che cosa significa abbandonare temporaneamente un’auto sportiva o anche una berlina o coupé tradizionali per guidare la Courier: un confort che si apprezza prendendo posto al volante raggiunto senza le acrobatiche evoluzioni alle quali ci costringono oramai spesso diverse vetture. Allungato rispetto al modello precedente fino a 434 cm, si presenta con un abitacolo ancor più abitabile, mentre il grande portellone posteriore incernierato verso l’alto consente di caricare anche oggetti ingombranti. Motore a tre cilindri a benzina turbo Ecoboost, unica versione, con cambio manuale a 6 marce o automatico a doppia frizione a sette rapporti. Il motore è di ‘soli’ 1.000 cc.  a eroga 125, e risponde con una coppia di 170 Nm che sale a 200 con la funzione Overboost. Tourneo Courier è un’auto sostenibile, perché consuma poco, anche 20 km/l a 90 km/h. Altrimenti il consumo sale, ma non oltre i 14 km/l. il serbatoio di 45 l ci permette così di progettare qualche gita ‘fuori porta’. Partiamo da Portogruaro, città di matrice veneziana con begli scorci sulle acque (il fiume Lemene con il suo suggestivo mulino nel cuore del centro abitato e i canali collegati) e un’architettura che si richiama a Venezia. Nel nostro test drive non  avevamo ancora progettato una escursione in montagna. Il trasferimento in autostrada ci permette di riscontrare che Tourneo Courier ha una buona ripresa specialmente utilizzando il cambio nella modalità manuale. Il motore turbo assistito e la coppia elevata per un motore di meno di 1.000 cc le consentono di recuperare velocità  nei sorpassi. Ma ora vediamo in salita… non occorre che ricorriamo alle ridotte, che sono previste, ma la salita è importante sale con sufficiente decisione. Inseriamo la funzione Overboost ed ecco le ripartenze efficaci e utili specialmente nella guida in montagna all’uscita dai tornanti in salita. Tourneo Courier ci porta rapidamente in cima in piena sicurezza, tanto assistiti che siamo stati tentati di disinserire il controllo di carreggiata per poter fare qualche traiettoria. La struttura un po’ alta della vettura non influisce sulla tenuta di strada, nemmeno in discesa, dove continua a mantenere una buona tenuta di strada e a limitare un rollio che vista la struttura dell’auto ci saremmo aspettati. Quindi, Tourneo Courier è promossa quanto a stabilità. Arriviamo in cima alla salita, e raggiungiamo Piancavallo per una tonificante escursione sui sentieri del CAI, che sono segnalati e decisamente panoramici. Al rientro la discesa ci conferma la stabilità di un mezzo che sconta, per la velocità, il disagio di un muso troppo squadrato da opporre al vento. E di fiancate voluminose che, in caso di vento, richiedono attenzione al volante. Scendiamo per raggiungere Valvasone, antico borgo medioevale perfettamente ristrutturato, con mura suggestive e un castello perfettamente conservato da visitare. Proprio fuori dalle mura ci fermiamo a trovare un’amica viticoltrice: Luisa Menini che con il marito enologo, Nicola Pittoni, ha realizzato l’azienda vinicola Borgo delle oche, dal nome del borgo cantato da Pier Paolo Pasolini, dimostrando che anche dalle grave del vicino torrente Cellina si possono ricavare buoni prodotti enologici. #charlieinauto3/405        #provavintage

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#testdrive: Prove di comodità, confort e accessibilità con Ford Tourneo Courier fin sul Castello di Udine

Città millenaria con le splendide tracce architettoniche di  influenza veneta Un veicolo spazioso si inserisce agilmente nel traffico e nei parcheggi Un veicolo multispazio pratico e tecnologico, che come possiamo vedere sulle strade incrociando il Tourneo commerciale, è derivato da quelli che chiamiamo indistintamente furgoni. In questo caso, il risultato è però un mezzo ricercato, tanto che oseremo dire una vettura, dotata di tutte le tecnologie di assistenza alla guida e di sicurezza delle quali dispongono le vetture di ultima generazione. Pur derivando di massima dal Ford Tourneo, nell’aspetto il modello Courier si presenta come un van di medie dimensioni dalla linea elegante e con i dettagli curati, comodo e sostenibile. Infatti, nonostante sia spinto da un motore di 999 cc., il nonostante è motivato dall’aspettativa che un veicolo di dimensioni superiori a quelle di una normale automobile debba essere dotato di una motorizzazione dalle prestazioni maggiori, grazie alla turbina eroga 91,90 kW ovvero 125 CV, assicura una buona ripresa e consumi moderati. Peraltro, nei prossimi mesi dovrebbe essere immessa sul mercato anche la versione elettrica. Abbiamo già detto che è dotato di un cambio automatico a 7 marce; per rendere il Tourneo Courier più versatile e utilizzabile con maggior facilità nelle città rivierasche dispone anche delle marce ridotte che si attivano con la stessa leva, utili a pieno carico. Il che significa anche sfruttandone anche al massimo l’abitabilità e l’omologazione per sette posti a sedere. È adatto anche agli spostamenti turistici, perché da tutti i posti a sedere la visibilità verso l’esterno è molto ampia. Ampie finestrature facilitano pure le manovre mentre la retromarcia è assistita dalle immagini in HD anche grandangolari proposte sul grande schermo centrale dalla telecamera posteriore, alle quali si sovrappone la simulazione della direzione che stiamo imponendo al nostro Tourneo. Ovvero, ci mostrano dove ci porterà la manovra che stiamo effettuando. In città è ‘obbediente’ e si lascia manovrare anche in spazi ridotti. Ci inseriamo nel cuore di Udine, città suggestiva e ultramillenaria, nella quale si notano evidenti le influenze architettoniche del periodo della dominazione veneziana. Saliamo fino in cima al colle del Castello, secondo recenti scoperte di natura artificiale e costruito dalle popolazioni che abitavano nell’area oltre 3500 anni fa, dal quale si domina la città. Da qui si ha anche una imperdibile visione del panorama che avvolge il capoluogo friulano, dalle Alpi carniche e Giulie, ai colli morenici, ai Colli orientali fino al Collio e al Carso triestino, per poi spingere lo sguardo verso la Riviera friulana e il mare. Per poter scorgere la distesa argentea, probabilmente tra il tratto lagunare e le acque antistati Grado e Lignano Sabbiadoro, occorre però salire sulla specola della torre principale, ovviamente accompagnati dal personale del Comune che ci scorterà fino in cima. Ma da lassù, dove sventola una grande bandiera bianconera, simbolo della città, la vista è impagabile. Scendiamo nuovamente in piazza Libertà, sulla quale si affaccia la Loggia del Lionello con una architettura unica, inserita nel sovrastante Palazzo D’Aronco che è la sede municipale. La prossima volta però, anche se con il Tourneo Courier la nostra escursione è stata confortevole pur avendo dovuto utilizzare le ridotte nell’ultimo tratto della salita che è impegnativo da scalare anche a piedi, sceglieremo il percorso pedonale dalla sottostante Piazza 1.maggio, sempre panoramico. Oppure, nel caso non ci sentiamo in piena forma o accompagnati da persone che non amano o non possono affrontare salite impegnative, prenderemo l’ascensore gratuito da una laterale della centralissima via Mercatovecchio. Ovviamente, anche nel traffico cittadini Tourneo Courier si è districato agilmente. Ma ora si fa sera e rientriamo a Portogruaro, in provincia di Venezia; è nel Veneto orientale dove si parla, come nella contigua San Michele al Tagliamento, anche la lingua friulana e rientra così tra le realtà che compongono la #Rivierafriulana. #charlieinauto3/403      #provavintage   

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#MOTORI: IL BLOG #CHARLIEINAUTO DI CARLO MORANDINI AL RECORD DELLE 400 PUNTATE

Dieci anni su auto di tutte le Case per far conoscere al pubblico novità e innovazione Un ringraziamento: alle Case automobilistiche per oltre 100 testdrive e a chi ha collaborato Oltre dieci anni di test drive, sui media televisivi, sulla carta stampata, in radio, e sul web. Una testimonianza dei cambiamenti che ha vissuto il mondo dell’automobile e di conseguenza l’intero sistema dell’automotive, in un periodo significativo, percorso da cambiamenti che hanno rivoluzionato l’intera società e più di recente in modo profondo il sistema economico. Una testimonianza, la nostra, che è scolpita nella galassia dell’informazione dal nostro blog, #charlieinauto sul portale www.libero.it, con il quale abbiamo raggiunto il traguardo record di 400 puntate. Quattrocento settimane che abbiamo dedicato a descrivere con altrettanti articoli le oltre cento auto di nuova produzione affidateci in prova dagli Uffici stampa delle Case. Auto, anche per noi mai utilizzate in precedenza, con le quali abbiamo raggiunto eventi, personaggi, siti particolari, eventi che abbiamo descritto e narrato in parallelo, rendendo così più ricco il racconto dedicato alle auto tra le quali i nostri ormai decine di migliaia di lettori possano scegliere la più adatta per l’uso quotidiano e per i loro cari. Abbiamo iniziato in un pomeriggio di pieno inverno a Milano, coronando un sogno, quello di provare la Fiat 124 Spider che è stata la prima vettura affidataci per la prova dal Capo ufficio stampa della Casa torinese. Per proseguire a bordo di pressoché tutte le auto oggi circolanti, senza rallentare il ritmo delle prove su strada nemmeno nel periodo della pandemia quando, pur autorizzati per motivi di lavoro a essere in auto nelle ore di servizio, ci aggiravamo guardinghi, con fare apparentemente furtivo su strade completamente deserte. Questo, sia nel cuore di Milano come al Piancavallo o nel Tarvisiano, a Grado o Lignano Sabbiadoro, a Udine, ad Aquileia, Gorizia, Pordenone, Conegliano, Bergamo, Portogruaro, Trieste, nella Val D’Orcia, sul Gargano e in tanti altri siti e luoghi di interesse turistico, storico, culturale. Auto a trazione anteriore, posteriore, integrale, 4X4 on demand, sospinte da motori a benzina, diesel, ibridi, elettrici, a metano o GPL, traendo conclusioni che hanno aiutato gli automobilisti a districarsi in una selva di offerte che ora si complica con l’arrivo delle auto dall’Oriente. Perché l’abbiamo fatto? Per le necessità di spostamento del lavoro giornalistico, poi sospinti dal piacere della guida sulla scorta di antiche avventure al volante con i nostri familiari, di esperienze sportive di guida personali, ma anche dalla curiosità di  conoscere dotazioni, tecnologie, accessori e soluzioni d’avanguardia, per poterle poi descrivere e raccontare. Un’avventura ripresa con il programma televisivo FVG da scoprire, su TPN, poi su  La7 il13, sul Magazine dell’ACI di Udine e su altri media di settore e non. Un risultato per il quale ringraziamo gli Uffici stampa delle Case automobilistiche, ma personalmente anche Ida e Marco, che mi hanno supportato oltre che nella realizzazione dei materiali, anche al volante o dal sedile accanto, specialmente nelle lunghe e spesso impegnative trasferte verso siti di interesse e i luoghi di ritiro e riconsegna delle vetture. Questo,  in ogni condizione climatica e meteorologica, guidati sempre dalla curiosità, dalla passione per il mestiere più bello del mondo, dal desiderio della scoperta di luoghi e mezzi nuovi, dal piacere di comunicare in modo oggettivo su un oggetto di uso quotidiano e ai giorni nostri oggi indispensabile: l’automobile. Carlo Morandini #charlieinauto3/401 Twitter, ora X : @charlieinauto3 Facebook : FVG da scoprire ;   La Riviera friulana;   Carlo Morandini;   Morandini Carlo;   Marco Morandini;   Ida Donati; Qui di seguito un esempio di foto di ciascun test drive. Ma c’è molto altro ancora che trovate su www-libero.it libero.blog.it  #charlieinauto #provavintage e sui nostri social come   FVG da scoprire    La Riviera friulana

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#testdrive #charlieinauto n.400 a bordo del generoso SUV #FordTourneo Curier

  #CHARLIEINAUTO N.400!!! NOVE ANNI DI ATTIVITA’ ININTERROTTA  Festeggiamo con questo mezzo versatile, più che un’auto un veicolo di utilità, il vero senso del SUV, la 400 puntata di #charlieinauto, il blog che vi ha fatto scoprire oltre 100 vetture di nuova produzione di ogni genere, categoria, Casa, cilindrata, alla scoperta di eccellenze, particolarità, sostenibilità, confort, prestazioni, opportunità.  Nove anni di test drive alla scoperta di percorsi, mete, eccellenze, specificità dei territori del nordest e non solo, senza conoscere soste, né a causa della pandemia, nonostante i ripetuti lock-down, abbiamo sempre operato, né in periodi di incertezza per il mondo dell’automobile quale è quello che stiamo attraversando, nel quale comunque ci sono Case che propongono novità interessanti, soprattutto in riferimento alla sostenibilità e alle tecnologie alternative. Un’esperienza importante e formativa a stretto contatto con gli uffici stampa delle Case che hanno sempre assecondato le nostre attese. Spesso dedicandoci, come in questo caso, la prova di mezzi interessanti che anche noi non avevamo ancora scoperto. Un’esperienza che ci ha fatto vivere ‘da dentro’ l’evoluzione dell’auto tra scommesse energetiche premature e la ricerca di nuove soluzioni percorribili e sostenibili, tra le auto ibride, quelle elettriche, quelle a gas, quelle mosse da combustibili di origine vegetale, ma anche le nuove frontiere dei motori endotermici a basso impatto ambientale, diesel o a benzina grazie anche a nuove tecnologie.   Un percorso anche attraverso Concorsi, Premi, competizioni, eventi, manifestazioni per arricchire una comunicazione, quella del mondo dei motori, che ci vede impegnati dal 1977 a partire dalle prime emittenti private e che non cessa di attrarre un pubblico di ogni età.  Ma veniamo all’oggetto, anzi al soggetto di questa puntata, la Ford Tourneo Courier. Parcheggi facili con telecamera posteriore e il display di buone dimensioni Trazione anteriore scattante in parcheggio di aiuto le porte scorrevoli Un’auto versatile, dai grandi spazi interni che a dispetto della struttura, un SUV che appare come un elegante e appariscente pullmino, riesce a divertire alla guida ed essere performante nonostante il motore a benzina di ‘soli’ 1.0 litri, che grazie alla tecnologia Ford EcoBoost eroga 125 CV e offre prestazioni interessanti. È il nuovo Ford Tourneo Courier, che è la versione più ‘familiare’. Con il cambio automatico a 7 marce il modello che abbiamo provato, ma è prodotta anche con il cambio manuale a 6 marce. Come si conviene per un’auto che punta ad affermarsi tra la selva di nuove regole per produttori e progettisti, monta tutte le più aggiornate tecnologie per la sicurezza e la connettività: sicurezza attiva con il Pre-Collision Assist, l’assistente alla guida che scansiona costantemente la strada e aziona automaticamente i freni per eliminare o ridurre il rischio e la gravità di una eventuale collisione frontale. Legge dunque nello spazio circostante la presenza di pedoni, ciclisti, motociclisti, ma anche di altri veicoli, che improvvisamente si immettano in rotta di collisione verso di noi. Proposto a un prezzo interessante per l’importanza del mezzo, ha un elevato livello di rifiniture e confort, nonché di tecnologie. A prima vista, specialmente le altre versioni perché questa bicolore verde metallizzato e con il tetto panna è quella più elegante, potrebbe assomigliare allo sviluppo di un mezzo commerciale, ma salendo al volante ci si rende conto di come tale considerazione sia riduttiva. Ma iniziamo il test drive. Siamo in città, in centro a Milano. Il motore, ricordiamo, eroga 92.90 Kw, e si svela subito con una buona ripresa. Notiamo subito che la leva del cambio automatico ci mette a disposizione anche le ridotte, per un uso in montagna o nelle città rivierasche o montane. Il loro utilizzo non è certo pensato per il fuoristrada, bensì per permetterci di affrontare le Salite, tra le quali inseriamo anche le rampe dei parcheggi sotterranei, in sicurezza anche a pieno carico. Nonostante sembri progettata per assicurare il massimo spazio e confort, la Ford Tourneo Courier consente di trasportare a bordo molte cose e di disporre di cinque posti confortevoli sui sedili in finta pelle comodi e avvolgenti, pensati per  assicurare la massima comodità nei viaggi ma anche per trattenere conducente e passeggero al loro posto nel caso di guida veloce, come vedremo quasi sportiva. Pensando all’uso nelle metropoli, nonostante le dimensioni si manovra facilmente. Per comprendere la sua vocazione, mira anche ad accompagnarci comodamente in vacanza, è bene sapere che è disponibile anche nella versione a 7 posti. Un allestimento, che nonostante questa ‘intrusione’ non sacrifica lo spazio a disposizione per trasportare i bagagli o molto altro. In città, dato l’ingombro, non eccessivo per la sua funzione, ad agevolare i passeggeri ci sono le portiere posteriori che per facilitare l’accesso ai comodi sedili  si aprono a scorrimento. Ciò aumenta anche la capacità di carico. Ora siamo arrivati in centro ed ecco finalmente un parcheggio libero: proviamo la manovra, il nostro primo parcheggio con quest’auto, e quando ci avviciniamo al veicolo in sosta alle nostre spalle scopriamo l’utilità della telecamera posteriore che proietta immagini HD nel grande display centrale. L’immagine è ripresa in HD con l’obiettivo grandangolare, e sullo schermo ci appare sovrapposto il grafico della manovra ideale che non ci distoglie dalla percezione della vita attorno a noi, evitando il rischio di eventuali collisioni che sarebbe comunque segnalato dal sistema di sicurezza.  #charlieinauto3/400      #provavintage  

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#testdrive #Jeep Renegade e hybrid SUV con vocazione crossover versatile e facile da guidare

Il sistema di telecamere a 360° è molto efficace per le manovre Con il tetto apribile ci si gode le bellezze della natura anche in montagna  Jeep Renegade e-Hybrid spazioso, crossover per vocazione, ma molto pratico anche nell’uso quotidiano. Un esempio? Per neopatentati, con le nuove norme del CdS la possono guidare, o per chi non si impratichisce facilmente nelle manovre, il sistema di telecamere a 360° consente di parcheggiare anche dove lo spazio parrebbe troppo limitato. L’avevamo testato ieri in montagna imboccando una pista forestale aperta al traffico. Un percorso molto suggestivo a mezza costa, fin quasi all’altipiano del Cansiglio, fino a imboccare uno stretto viottolo verso la sommità. Abbiamo proseguito seguendo la cartografia ma in fondo il percorso si è fatto sempre più stretto fino a impedirci di fare manovra per ritornare indietro. E ora? Ci siamo affidati alle telecamere che ci rappresentavano tutto quanto cera intorno a noi, e ci siamo potuti districare da una posizione quasi improbabile, per goderci poi una corroborante camminata tra le malghe in quota. Poi siamo risaliti a bordo per raggiungere la cima della montagna e ci siamo divertiti sulla strada d’asfalto per sfruttare il brio del sistema e-Hybrid che è mild hybrid, per un motore a benzina da 1.500 cc da 130 CV e cambio a doppia frizione a 7 rapporti. La guida rassicurante della Renegade ci ha permesso di testarne le capacità anche spingendo a fondo sull’acceleratore. Rassicurante anche in discesa, perché il sistema frenante, quattro efficaci freno a disco, ci ha consentito di staccare con una guida sportiva. Quanto alle dotazioni elettroniche, per viaggiare il cruise control adattivo è di tipo avanzato e dispone del ‘Blind sport detection’: il suo sistema di monitoraggio controlla costantemente la distanza dagli altri veicoli e in caso di necessità se c’è il rischio di collisione avvisa istantaneamente il conducente con un suono efficace e un segnale luminoso sugli specchietti sul cruscotto e nel caso arresta immediatamente l’auto. Ma ora siamo rientrati in pianura, verso casa, per goderci una serata immersiva nel mondo dei motori: la Bikerfest, l’appuntamento ideato da Moreno Persello che è ormai l’appuntamento imperdibile per chi ama le due ruote, la loro affinità con le mode vintage USA, ma anche da coloro ai quali piacciono la musica rock e la vita all’aria aperta. Un evento nel quale non mancano show e test drive, che dalle rive del Tagliamento nel sandanielese si è spostata al mare intercettando così anche il pubblico dei turisti austriaci e tedeschi. #charlieinauto3/399    #provavintage

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#testdrive Nuova Jeep Renegade e – hybrid con l’assistenza elettronica avanzata

Dal cellulare si può comandare l’apertura delle porte o accendere i fari Un cambio automatico con doppia frizione rende entusiasmante l’esperienza alla guida Nuovo display UHD e software di ultima generazione Sulle strade italiane con il primo modello dal 2014, la Jeep Renegade ha ottenuto un successo notevole non solo tra gli appassionati del fuoristrada, per la sua versatilità. Un design azzeccato, che ricalca in chiave moderna l’iconica Willy’s, nonna della moderna Jeep, specialmente nell’inconfondibile muso con la griglia che incornicia i due grandi fari tondi, nonostante nasca come un crossover compatto si presta infatti a un uso versatile, anche cittadino, perché l’assetto del posto di guida (come i sedili dei passeggeri) rialzato rispetto alle auto ‘stradali’ come dev’essere per un fuoristrada capace di superare adeguatamente gli ostacoli quindi anche di attraversare i guadi, permette di avere una visione agevole della strada, dei parcheggi, dei percorsi urbani anche più intricati. Non solo, ma la semplicità con la quale esegue i comandi e la intuitività dei comandi, da quelli tradizionali agli ausili elettronici che sono completi e avanzati come il cruise control adattivo, la rende facile e ‘accessibile’ anche a chi ha acquisito da poco la patente. Per i più giovani, ma anche per gli over visto che la buona musica piace, nelle diverse varianti, a ogni età, il nuovo sistema multimediale permette l’elaborazione di dati cinque volte più veloce rispetto a quello precedente. Il display Full-HD da 10,1 pollici è adeguato al nuovo sistema di intrattenimento, che permette un ascolto ancor più coinvolgente ed è sempre connesso grazie alla tecnologia 4G; consente di essere aggiornati anche sul traffico perfino in aperta campagna e prevede l’accesso a una gamma sempre più ampia di servizi on line. A proposito di elettronica avanzata, ora il sistema della Renegade è facilmente accessibile anche tramite la App Jeep da scaricare sul telefonino: per esempio, dal telefono cellulare è possibile aprire e chiudere le portiere e accendere e spegnere le luci di sosta. Una novità: assieme a CarPlay di Apple e ad Android Auto c’è ora Alexa di Amazon, l’assistente vocale che permette di dare i comandi principali. Rimanendo a parlare del posto di guida, il volante è stato rinnovato assieme al quadro strumenti digitale, ora più colorato a vivacizzare il morbido stile vintage al quale era improntato il design delle prime Jeep. I motori elettrificati di Renegade sono due. Il primo è l’ 1.5, di 1500 cc; è mild-hybrid quindi si ricarica da sé ed eroga 130 CV. A renderlo più performante, ad ammorbidirne la grinta decisa che offre sensazioni come quelle assicurate negli anni ’70 dalle prime auto trasformate da berline a sportive con il motore  turbo-assistito che regalava la classica sensazione del calcio nel fondoschiena, è il cambio a doppia frizione e sette rapporti. Ed è questa è la versione che stiamo provando, la e-Hybrid. L’altra versione è plug-in hybrid, cioè necessita la ricarica della batteria ausiliaria dall’esterno, alla colonnina o alla presa di casa con l’apposito accessorio tramite il cavo in dotazione; monta un motore più piccolo, ovvero 1.3, cioè 1300 cc, che è proposto in due versioni, nelle quali varia evidentemente la taratura del sistema ibrido: sono da 192 e da 241 CV. In entrambe i casi la trasmissione è sempre automatica, ma il cambio è a 6 rapporti. Purtroppo non sono più prodotte le versioni a benzina e diesel della Jeep Renegade, delle quali avevo scelto per l’uso personale quella a nafta più performante, da 2.000 cc, capace di rivelarsi sostenibile (a 90 km/h anche 26 km/l !) ma nel contempo di saper essere morbidamente ma decisamente performante con i suoi 140 CV e una coppia di ben 350 Nm. Come la mia, anche la versione in prova è calibrata rispetto alle prestazioni che è capace di erogare e dispone di un sistema frenante efficacemente rassicurante. Infine i fari, oltre che automatici, sono full led come le luci posteriori, e consentono di bucare la notte con grande efficacia, in profondità come lateralmente. La Renegade che stiamo provando è della serie speciale Trailhawk, che contrassegna i modelli destinati ad affrontare i percorsi fuoristrada più complessi, e si distingue per una grande stella di colore nero opaco disegnata sul cofano motore. Rispetto agli altri modelli, ha le regolazioni di funzione per il motore anche per le modalità Sport e Rock per modificare le prestazioni e l’assetto a seconda delle necessità. È ‘irrobustita’ ulteriormente dalle protezioni alla trasmissione, alle sospensioni anteriori, alla scatola di trasferimento del movimento agli assi e del serbatoio, per poter praticare un fuoristrada più impegnativo al quale la Renegade è vocata. E poi… Il Poi lo esamineremo la prossima settimana. Per ora la proviamo in città a Udine e ci arriviamo per il compleanno della città, fondata nel 983 d.C., così in pieno centro incrociamo una suggestiva cerimonia rievocativa organizzata dal Fogolar Civic Furlan, sodalizio per la salvaguardia e la valorizzazione della valenza storica e culturale del capoluogo friulano. #charlieinauto3/398      #provavintage  

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#testdrive La nuova Jeep Renegade Hybrid si arrampica come uno scoiattolo in montagna

Due motori termico e ibrido (150 CV) per prestazioni appaganti Con i controlli elettronici              sempre in sicurezza nel misto e in accelerazione Jeep è sinonimo di                                             fuoristrada, di percorsi impensabili, mulattiere e piste impervie; è il veicolo votato per antonomasia a raggiungere i siti più suggestivi altrimenti visitabili soltanto dopo avere superato percorsi impegnativi con lunghe, anche se certamente salutari,                               camminate ed escursioni. Abbiamo visto come si comporta la Jeep Renegade Hybrid nella metropoli e che è parimenti a suo agio in campagna. Ma non abbiamo ancora testato le sue potenzialità nello scenario per lei più congeniale: la montagna. Motore a benzina a quattro cilindri di 1469 cc. da 96 kW, quasi 130 CV, ai quali si sommano i 20 CV messi a disposizione dall’unità elettrica di questo modello e Hybrid, accoppiata al motore termico e integrata nel cambio, che la rendono più performante, scattante, dalla risposta immediata e aiutano addirittura a ridurre i consumi rispetto ai modelli precedenti. Per avvicinarci alla montagna ci siamo fatti accompagnare dal cruise control adattivo, che ci ha permesso di apprezzare il confort e il relax dell’abitacolo e di gustare la musica proposta dal sistema di intrattenimento ad alta fedeltà di riproduzione dei suoni e delle performance degli strumenti musicali. La strada in salita è libera e ci affidiamo alla modalità standard delle prestazioni (la trazione, ricordiamo, è anteriore), mentre scorrono accanto a noi i primi scorci di un panorama imperdibile: quello della Riviera friulana con lo sguardo che si perde da un lato verso il Carso e l’Istria, dall’altro scorre lungo la Pianura padana. Cominciamo a ‘scaldarci’ sulle prime rampe, verificando che i rapporti del cambio automatico a sette rapporti sono davvero ben sincronizzati tra loro e assecondano la nostra richiesta di potenza alla vettura. In realtà, con un po’ di allenamento vi potrete divertire a gestire il cambio automatico con il pedale dell’acceleratore: sarà sufficiente un po’ di allenamento nella guida leggera, sostenibile. Per esemplificare lo stile di guida auspicato, provate a immaginare la pressione sul pedale dell’acceleratore oltre la quale rompereste un uovo posizionato idealmente proprio lì, sotto al vostro piede… Per cominciare a prendere dimestichezza con questa modalità di guida allentate la pressione del piede destro sull’acceleratore. Inizialmente provate a premere sul pedale con il piede con delicatezza, per tragitti brevi magari disseminati di difficoltà e ostacoli. A mano a mano che i km scorreranno sotto le ruote della vostra auto affinerete la necessaria sensibilità della pianta del piede, e a conclusione dell’esperienza sentirete il pedale come uno strumento di contatto intimo tra voi e l’auto: ovvero, diverrete un tutt’uno con la vostra vettura. Sarà allora che passerete allo ‘steep’ successivo: pur andando all’inizio per tentativi, vi accorgerete che procedendo ad andatura regolare ma accelerando costantemente e delicatamente potrete sentire dal cambio automatico il momento nel quale occorre cambiare marcia: in quel momento avrete la consapevolezza di avere raggiunto con la vostra Jeep una elevata condivisione. Terminando il vostro testdrive personale dopo avere acquisito un’altra competenza: avrete verificato personalmente che variando la pressione del destro sul pedale dell’acceleratore è possibile decidere quando cambiare il rapporto in uso e passare a una marcia più conveniente su questo tratto di strada ‘ingannando’ il cambio automatico. Una abilità che si rivelerà utile soprattutto se vorrete mantenere una guida regolare e scorrevole: cambiando la pressione del piede sul pedale potrete infatti anticipare l’automatismo del cambio e salire più rapidamente. Arrivati a questo punto resta da capire come va la nostra Jeep Renegade e Hybrid in salita. Sicuramente bene, perché dispone di una potenza sufficiente ad assicurarle prestazioni importanti. Se vorrete chiedere ancora di più alla Jeep Renegade e Hybridcon il cambio automatico, agendo sulla leva a cloche posizionata sul tunnel centrale la potrete utilizzare come se fosse una comune leva del cambio manuale, e passare alla marcia superiore spingendo leggermente in avanti la leva, oppure scalare marcia compiendo il movimento inverso. Ma ci siamo lasciati distrarre dalle soluzioni ergonomiche adottate sulla Renegade per farci guidare più comodamente, e abbiamo dimenticato che siamo venuti in montagna per vedere come si comporta questo versatile e classico SUV fuoristrada. Cominciamo ovviamente dalla salita, dove, anche nei tratti più ripidi, l’azzeccata scelta dei rapporti adottati sul cambio automatico di questa versione permette alla Renegade Hybrid di salire agilmente, superando anche le rampe più difficili e reagendo istantaneamente, grazie all’unità elettrica, nelle ripartenze. Si tratta di un modello a trazione anteriore, ed è soltanto grazie all’efficacia dei controlli elettronici adottati che pur esprimendo una adeguata potenza e regalandoci performance da auto sportiva nella ripresa e nell’accelerazione in curva, non tende a proseguire dritta verso la tangente. Anche la tenuta di strada è sempre salda e rassicurante in tutte le occasioni. E sulle mulattiere e nel fuoristrada di montagna come va? Lo vedremo nella prossima puntata. #charlieinauto3/395     #provavitage

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