Grande interpretazione del motore a gasolio per una Supercar 6 cilindri Inline

La Mazda è al momento la Casa che ha voluto interpretare un percorso oggettivamente vantaggioso per il futuro dell’automobile. Anche se la ‘nafta’ è l’olio combustibile che al momento viene pagato di più alla pompa per il diesel, il suo rendimento se bene calibrato è sempre al top tra i motori a combustione termica. Tra l’altro ha concretizzato l’auspicio che, per chi mi segue da tempo, avevo espresso ripetutamente sul blog Charlieinauto e Prova Vintage su libero-blog.it e cioè un motore diesel già sufficientemente dotato di una potenza di coppia importante assistito da una unità elettrica: ovvero, il diesel ibrido. Così saliamo a bordo della Mazda CX-60 e-Skyactive D, con l’allestimento Homura Plus, ovvero con ìl rifiniture di lusso in ecopelle con la consolle in materiale esclusivo simil legno. Un SUV crossover confortevole e spazioso, la linea morbida e importante, l’ammiraglia della Casa di Hiroshima monta un motore diesel a sei cilindri in linea di 3300 cc, che eroga 249 CV con una spinta di coppia di 550 Nm.
6 cilindri in linea per un diesel su un’auto ibrida che non fa nulla per nascondere la sua mission



La presenza del motore importante con caratteristiche particolari ce la ricorda la scritta su una targhetta elegantemente cromata posta sui parafanghi anteriori: ‘6 INLINE’: è in posizione longitudinale con la trazione nel modello non AWD che è posteriore. Anche i contenuti elettronici sono di alto livello; per esempio, dispone di un sistema per la guida ‘quasi’ autonoma. O meglio, una volta attivato il Cruise control adattivo premendo il tasto sul volante con il simbolo del volante per attivare l’ausilio al mantenimento di careggiata, la Mazda CX-60 affronta la prima curva da sola e sul cruscotto elettronico con due orologi tondi principali in stile Mazda compare la rappresentazione della strada che stiamo affrontando.
Tanta elettronica e assistenza alla guida

Mentre abbiamo sempre davanti agli occhi le informazioni essenziali, velocità, dati funzionamento dell’auto, funzioni attivate, distanza di sicurezza e rischio collisione ecc. sul nitido ‘head up’ display proiettato sul lato basso del parabrezza e visibile solo al conducente. Una visibilità che non teme distrazioni nemmeno con il cattivo tempo, perché il lavacristalli è integrato nelle racchette del tergicristallo così l’acqua detergente viene spalmata sul vetro in modo uniforme ed efficace. Anche il design delle plancia è studiato per rilassare gli occupanti: linee continue l’attraversano per intero mentre le bocchette laterali terminano il loro percorso nel rivestimento delle portiere: uno stile che aumenta la sensazione di ampiezza degli spazi interni. Un’auto comoda e accogliente dunque, sulla quale la guida è un piacere: è molto fluida anche se non nasconde le sue caratteristiche perché fin dall’avvio fa sentire la spinta importante. Fluida e sicura per il sistema AWD elettronico che controlla tutte e quattro le ruote, e che non fa risentire, anche se la natura del motore non subirebbe interferenze, assorbimenti di energia quando è attivo.



Un cambio a otto marce che diviene manuale con le palette al volante
La CX-60 e-Skyactive D è molto maneggevole e il suo cambio a otto marce che si adattano perfettamente alle attese della guida la rende appagante e docile anche nell’andatura veloce perché agendo sulle palette il cambio di velocità diviene manuale. Ed ecco che scaturisce la natura ovattata ma importante della CX-60: anche con la guida sportiva il confort non viene sacrificato nemmeno per i passeggeri. Le dimensioni, l’elettronica, la parte ciclistica con le ruote da 20’ sono la ricetta della comodità per potersi godere l’impianto di intrattenimento Bose con effetto quadrifonico, che gli esperti hanno definito il migliore al mondo.

Aspetto morbidamente aggressivo e fari per bucare la notte
Diamo un’occhiata all’esterno: ha una presenza importante che trasmette la sensazione di robustezza, ma è anche morbidamente aggressiva come una pantera bianca pronta a scattare in avanti. I fari anteriori che sono visibili ad ‘L’ abbattuta ma disposti ad ‘ala di gabbiano’ sono Matrix, capaci di scrutare nel buio e illuminarci ciò che dobbiamo vedere per una guida sicura. La carrozzeria asseconda la funzionalità: per esempio fa proprie le bombature necessarie per contenere le ruote capaci di mantenerla sempre aggrappata al percorso che le chiediamo in qualsiasi condizione. Però anche di ‘contenere’ le ruote anteriori che a bassa velocità sterzano in modo importante per ottimizzare le manovre di parcheggio o le eventuali necessità di fuoristrada o percorsi difficili perché le permettono di girare in uno strato molto stretto. In tali condizioni ci sono d’aiuto anche gli specchietti retrovisori esterni che in manovra si inclinano verso il basso per mostrarci gli angoli ‘morti’ della visibilità delle ruote, ovvero dove le stiamo portando. Le ruote svelano i freni in carboceramica che tradiscono prestazioni importanti, perché sopportano le alte temperature. Freni che però vanno usati con accortezza perché sono più efficaci quando si riscaldano, ovvero, nei primi tratti frenano di meno. Assieme alle prestazioni ci stupisce anche la sostenibilità: anche viaggiando a 130 km/h il consumo di gasolio è contenuto e si mantiene sui 5 – 5,5 litri per 100 km. Confort? Per gustare al massimo le ‘coccole’ degli interni della CX-60 e-Skyactive D, i sedili sono riscaldabili o raffreddati per l’estate con un sistema a tre livelli. Così nel massimo del confort e della sostenibilità ci facciamo portare dalla Mazda CX-60 e-Skyactive D Homura Plus da Milano fino a Udine.



Città millenaria di origini romane ma sviluppatasi alla fine del primo millennio



Saliamo sul colle del Castello che domina l’intera pianura friulana. Un rilievo che non ha origini naturali, ma come hanno rilevato recenti studi è stato realizzato con l’apporto di terreno a mano, addirittura nella Preistoria. Dal Castello, la fondazione della città com’è certificato da documenti storici è avvenuta nel 983, e dal colle gli abitanti, ma anche gli invasori, dominavano su una vasta area, dalla pedemontana friulana, ai Colli orientali, al Collio e al Monte Nanos della Slovenia da un lato, fino ai rilievi carsici; la pianura verso il mare, e a occidente spuntano i Colli Euganei sullo sfondo, ma più vicino il complesso del Monte Cavallo, le Alpi Carniche e Giulie e le cime frastagliate delle Dolomiti friulane. Sul colle la Casa della Contadinanza e nel castello, sul quale svetta la bandiera della città, la sede dei Civici musei. Da lì rientriamo a riposare a Lignano Sabbiadoro, nella Riviera friulana. Come si guida? È appagante nella sua capacità di essere performante. Ma lo raccontiamo la prossima volta.
di Carlo Morandini
