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#testdrive #Dacia Sandero Stepway sui Colli di Spessa fino al Castello

Il SUV crossover della Casa franco rumena supera anche la prova sul fango Agile e performante a suo agio tra paesaggi patrimonio dell’UNESCO Centouno CV, o meglio 101 Cavalli di potenza con 170 Nm di coppia a 2000 giri per un motore bifuel che non cala quando l’alimentazione del SUV crossover compatto con motore a tre cilindri di 999 cc passa dalla benzina al GPL: è l’identikit della Dacia Sandero Stepway Extreme ECO G 100 che è, evidentemente, bifuel. Abbiamo visto che sul percorso misto è decisamente sostenibile, perché a una identità performante abbina la sostenibilità di un motore che se a benzina ha un ottimo rendimento, a gas offre la ‘chanche’ ulteriore del prezzo del combustibile, che oscilla tra 0,6 a 0,7 euro al litro, poco più di un terzo della benzina verde. In città è pratica perché alle dimensioni contenute abbina la maneggevolezza, la capacità di sterzo che in manovra è notevole e la disponibilità di sensori,  avvisi e delle telecamere indispensabili in manovra. In montagna sale con grinta e garantisce la sicurezza che la caratterizza anche sulle strade di ogni giorno. La curva di coppia con un ‘tiro’ generoso che la spinge a 170 Nm già a 2000 giri la rende davvero divertente e le offre doti da ‘grimpeuse’ (arrampicatrice) quasi insospettabili per l’auto che è realizzata per essere un fuoristrada ma è destinata anche all’uso di città. Detto questo, considerate che l’ho provata sempre a gas, perché, dando per scontato che la Stepway a benzina è performante anche al di sopra delle aspettative, qui l’abbiamo testata con l’alimentazione a GPL. Che cosa ci resta da fare tra i test standard delle nostre prove sui strada? Appunto, la strada. Saliamo in collina, sulla regina delle colline che è il Collio, culla dello sviluppo vitivinicolo e di conseguenza enogastronomico del Friuli Venezia Giulia e del Nordest. vi troviamo strade in saliscendi, leggeri declivi e dolci discese in mezzo a panorami incantati. La nostra meta è uno dei Colli, quello di Spessa di Capriva del Friuli (Go), dove si erge il Castello di Spessa: uno splendido complesso eretto nel 1200 sulle rovine di una torre di avvistamento realizzata dagli antichi romani sul percorso che porta da Roma ai Balcani, dalla via Annia al Norico. È stato ristrutturato e portato ai fasti attuali dallo stesso progettista del Castello di Miramare (Ts), completato con i confort di una Spa per l’enoterapia e di un resort stellato, ed è parte di una cinquantina di alloggi in cinque fabbricati diversi di un albergo diffuso ideato da Loretto Pali, industriale friulano del mobile di terza generazione. E’ lui ad accoglierci per la visita, dalle splendide sale per il soggiorno, il relax, la degustazione dei vini della Pali Wines, fino alle cantine nel bunker sotterraneo realizzato tra le due Guerre, dove ora sono custodite decine di migliaia di bottiglie di vini da invecchiamento: per esempio il Merlot che degustiamo nella intatta fragranza dei suoi profumi ancora dopo vent’anni di maturazione, e un brut da Pinot grigio e Chardonnay, bollicine conservate fino a cinque/sei anni e proposte nella rinnovata freschezza. Le strade del circondario collinare si prestano alla prova delle super-car, ne abbiamo testata una con Aghini su questi percorsi che scorrono accanto alla Slovenia, ma sono adatte anche al test drive del nostro Suv crossover, che per tutta risposta viaggia in scioltezza tra i filari delle viti e le zone pianeggianti nelle quali vivono liberi i cavalli purosangue. Così entriamo anche su uno sterrato piuttosto fangoso di collina, che conosciamo già da oltre cinquant’anni: la mia prima gara di regolarità motociclistica nel 1973, così si chiamava allora l’attuale enduro, valida per il campionato italiano e per il Campionato Triveneto e Italiano, si sviluppava tra le colline e i fanghi impossibili del Collio ed era la Regolarità di Mossa (Go). La Stepway dispone anche della modalità fuoristrada, che si attiva con un tasto ‘a portata della leva del cambio’ distinguibile dal simbolo di una montagna e un omino disegnato accanto e pronto a scalarla. Così, proviamo questa Dacia fuoristrada sul terreno più complicato al quale è deputata, perché con la stessa modalità d’uso sul ‘semplice ‘ sterrato e sconnesso ci aveva già dato risposte rassicuranti, e grazie ai controlli elettronici anche antislittamento a disposizione, ci consente di superare agevolmente un tratto di strada che ci aveva davvero impensierito. Quindi? Stepway, ancorché bifuel, è promossa anche nel fuoristrada. #charlieinauto3/429 #dacia #sanderostepway #castellodispessa #tesdrive #charlieinauto #provavintage #provasustrada #capriva #crossover #collio #SUV

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#testdrive Restyling efficace per la #Dacia Sandero Stepway che va oltre il fuoristrada

Il design rende ancor più gradevole la percezione dello sviluppo del Marchio Dotazioni e accessori arricchiscono il cross over della Casa franco romena Dacia Sandero Stepway è già a un nuovo restyling che ne migliora ulteriormente il design giovane ma deciso e funzionale, mentre viene arricchita anche la dotazione elettronica e la plancia. Un cross over vestito da SUV comodo e duttile? Lo scopriremo nel nostro test drive. Ma già al primo approccio notiamo che diversi servizi si sono aggiunti a quelli del modello che avevamo provato quasi un anno fa. Prelevandola dal parcheggio nella nuova sede del concessionario Meroni, a Garbagnate Milanese, nell’ex grande autostazione inaugurata all’epoca dal Presidente Craxi, che si adatta già alle necessità dell’esposizione milanese delle auto dell’ex gruppo Renault, ora Stellantis, con le pensiline stilizzate pronte a fare da suggestiva cornice alla mostra, apprezziamo subito l’efficace proiezione anche in 3D sul nuovo funzionale schermo multimediale da 10,1” del display centrale. Immagine, che per quanto riguarda la sicurezza, in retromarcia si affianca all’avviso di pericolo per l’avvicinamento da dietro o di lato di un altro mezzo. Anche alla guida, il sedile è regolabile anche in altezza, il volante pure in profondità, si dimostra subito più decisa: è molto più reattiva. Al centro del cruscotto c’è lo schermo digitale da 7” del quadro strumenti. Entrambi gli schermi presentano una grafica più leggibile e attuale, mentre tra il quadro strumenti e il display centrale c’è un comodo porta telefono telescopico, con accanto una presa USB per il cellulare, che assieme ad altri accorgimenti di cortesia sono già presenti sulla Duster .                                                                                             Plancia e pannelli delle porte sono arricchiti da materiale denim blu resistente e piacevole al tatto. Anche i sedili sono in tessuto nero e azzurro. Assieme ai comodi sedili, lo spazio interno è ampio per la categoria, anche per i sedili posteriori. Mentre ci sono numerosi vani portaoggetti, per esempio sotto al poggia gomiti centrale, tra la plancia e il tunnel. Anche il bagagliaio è capiente: 406 litri che divengono 1,200 abbattendo i sedili. Dicevamo che è reattiva e generosa: il motore è a tre cilindri di 999 cc, e nella versione byfuel che stiamo testando funziona sia a benzina che a GPL, gas propano liquefatto. Combustibile, che ha il non banale vantaggio di costare meno della metà del gasolio. Ne consegue che quando inizierete a usare il serbatoio del GPL, mettendo in stand by quello della benzina, ve ne innamorerete già al primo rifornimento, anche perché le prestazioni saranno similmente adeguate. Il motore di questa versione eroga 101 CV, e spinge con la rassicurante coppia di 170 Nm, utile per rendere questa Sandero performante anche al di sopra delle aspettative. La velocità massima dichiarata è di 177 km/h. Le emissioni sono basse, 114 g/km di CO2, un livello che ci permette di raggiungere anche il centro di Milano pur pagando il ticket per il parcheggio. #charlieinauto3/428 #provavintage #dacia #sanderosteepway #sandero #crossover #suv #prova su strada #testdrive

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#testdrive L’auto a 7 posti non demorde nemmeno sulla neve nelle gelide valli del Tarvisiano

Nella Valsaisera con il manto bianco che sfiora la sede stradale Insidiosa lastra di ghiaccio ma Dacia Jogger Bifuel non si fa intimidire L’abbiamo provata sulla neve, ma per un tratto breve e quasi ‘telecomandato’ perché era una delle ultime giornate prima dell’arrivo della primavera astronomica e le piogge avevano già sciolto la gran parte del manto bianco che aveva ricoperto, d’inverno, anche le Alpi Orientali e l’altopiano del Cansiglio. quindi, non paghi di questa parte del test drive della nuova Dacia Jogger andiamo alla ricerca di una tabella attendibile con le condizioni meteo e le temperature a nordest e diamo un’occhiata alle previsioni per una delle zone più fredde d’Italia, di certo la pù fredda del Friuli Venezia Giulia che sono le valli più riparate del Tarvisiano. Anzi, di quella che conosciamo meglio perché è la nostra storica palestra per lo sci da fondo. In pieno inverno, sulla Piana dell’Angelo, in fondo alla Val Saisera sopra Valbruna, ai piedi dei contrafforti dello Jof Fuart si registrano temperature vicine ai 20° sottozero. Quindi, qui, probabilmente la neve c’è ancora. Problemi di carburante non ne avremo di certo, perché con entrambi i seratoi pieni, quello della benzina super e quello del gas GPL anche nella peggiore delle ipotesi l’autonomia supera i mille chilometri. Il trasferimento medio-lungo dalla Riviera friulana alla montagna friulana ci consente di ottenere la riprova che anche a GPL questa Dacia, come d’altro canto le altre bifuel della stessa Casa che abbiamo testato, pure in viaggio fa registrare consumi più che sostenibili; lo stesso risultato, leggermente migliore, si ottiene viaggiando a benzina. Il fatto che ci infiliamo in questa fredda vallata utilizzando l’alimentazione a gas, quella che ci costa la metà degli altri carburanti per motori termici, non inciderà sui consumi. Ecco la prima neve, ma a noi serve sia ancora ben spalmata sulla sede stradale che si insinua tra macchie di abeti e pini, tratti di roccia carsica, praterie imbiancate dalla neve suo quali sovrastano le cime delle Alpi. Al termine della salita di diversi chilometri se sul consumo non influirà la guida, anche se veloce, su neve, avremo la riprova dell’efficacia dei controlli elettronici e di assistenza alla guida della Jogger, che anche con una marcia ‘allegra’ non risente del maggior peso in coda generato dalla presenza dei due sedili ‘supplementari’, ma che sappiamo non essere semplicemente tali, peraltro collocati a sbalzo, alle spalle dell’asse posteriore. La guida su neve ci conferma in DNA da fuoristrada della nuova Dacia Jogger, sulla quale potremmo anche escludere i controlli elettronici di trazione e non solo. Controlli che ci potrebbero impedire di ripartire in forma autonoma, se ne siamo capaci, da un’eventuale ‘tuffo’ nella neve più alta. Ad aiutarci nelle ripartenze con la scarsa aderenza, ma non provateci da soli se non lo sapete fare o lo avete già fatto, la coppia davvero efficace del ‘piccolo’ ma generoso motore di 999 cc a tre cilindri che monta la Jogger e che eroga 110 CV: 200 Nm. Coppia, che è molto utile mei sorpassi e nella guida su strade con fondo normale, ma anche per non far perdere la fluidità di guida a Jogger quando ospitiamo a bordo sei persone, ovvero utilizziamo anche i sedili di coda. Né influisce sulla stabilità il fatto che da vero veicolo familiare o da lavoro, il padiglione della Jogger diviene più alto alle spalle dei sedili del conducente e del passeggero, per aumentare il confort dei trasportati. Anche in discesa la proverbiale sicurezza al volante che Jogger trasmette non viene meno, e così rapidamente rientriamo per la serata in un borgo caratteristico della pianure friulana: Sedegliano, nel Medio Friuli. #charlieinauto3/420                #provavintage

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#testdrive #DaciaJogger si completa con l’elettronica ed è anche bifuel

Il sette posti ‘on demand’ della Dacia rinnova totalmente il design Uno stile gradevole ma essenziale per un SOV crossover superaccessoriato Prosegue la rivoluzione Dacia e il restyling dei modelli ha raggiunto anche Jogger, il cross over ‘familiare’ che rappresenta al momento dell’uscita la vettura più grande della linea della Casa franco-romena. Per comprendere l’importanza del modello è disponibile nelle versioni a 5 e a 7 posti, e ciò senza che l’auto abbia raggiunto misure ingestibili. Tra le due versioni, dall’esterno non si avvertono vistose differenze. Ma ritorniamo al design: è prettamente tecnico, con uno stile ammorbidito rispetto alla versione precedente, e si presenta come un monovolume rialzato, a ricordare che si tratta di un crossover, caratteristica che approfondiremo più tardi. Anche Jogger cambia radicalmente aspetto, ma nel contempo si propone anche con nuove motorizzazioni e nella versione bifuel, che è quella affidataci dalla Casa. In aggiunta alla versione precedente monta i fari a led, che sono potenti. Ma saliamo a bordo. Motore mille di cilindrata, per la precisione 999 cc, tre cilindri, dotato di turbina che gli consente di erogare 74 kW circa 110 CV. Quanto basta per renderla performante anche al di sopra delle aspettative vista la sua mission. Il motore si propone con il classico sound del tre cilindri, ma è molto bene insonorizzata. Sei marce e sistema Start & stop che la rende ancor più sostenibile in città, anche nelle code e nel traffico congestionato. Perché la qualità che la contraddistingue è il fatto che è Bifuel, ossia si può alimentare sia a benzina che a GPL, ovvero Gas Propano Liquefatto. I vantaggi? Viaggiando a gas il costo del carburante è attualmente dimezzato rispetto a quello della benzina super. Ma a chi gestisce i sistemi del traffico e le potenzialità inquinanti dei veicoli questo importa relativamente. Il dato interessante è che le emissioni del motore a scoppio a gas contengono un bassissimo livello di elementi inquinanti. Infatti, a Milano per esempio ci è stato possibile entrare in ventro senza essere bloccati dai divieti di circolazione motivati dalla necessità di ridurre lo smog. Nel traffico? Si sposta agilmente con e nelle ripartenze è aiutata dal ‘turbo’ che ci porta rapidamente in testa alle altre auto. Pur essendo a sette posti, nei parcheggi non ci costringe a manovre particolarmente impegnative, perché è nonostante lo spazio interno a disposizione (anche con i due ulteriori sedili di coda in posizione rimane a disposizione un bagagliaio profondo una quarantina di cm) è lunga ‘soltanto’ 455 cm. Inoltre, è dotata di telecamere ad alta definizione e dei sensori di parcheggio che ci facilitano la manovra. I sedili anteriori sono avvolgenti comodi, e regolabili, manualmente, in tutte le posizioni, anche in altezza e sono realizzati in tessuto impermeabilizzato e atermico, che permette di mantenere una temperatura gradevole sia con il caldo che con il freddo. Un ulteriore elemento che fa intendere come Jogger sia progettata sia per le famiglie che per il lavoro o per il trasporto multiplo di persone (6 + il conducente). Un’auto versatile, perché abbattendo i sedili posteriori e lasciando riporti quelli ‘supplementari’ diviene un comodo mezzo da lavoro abbondantemente finestrato. Per l’uso familiare, ma anche per il trasporto persone òe rifiniture interne sono curate, utilizzano i recenti materiali ecologici e le imbottiture e le protezioni sono al posto giusto per amplificare il confort. Per accedere ai sedili di coda, è sufficiente abbattere quelli posteriori agendo su un comando di materiale sintetico simil stoffa rossa ben visibile. I due sedili posteriori si ritirano verso avanti per facilitare l’accesso. I sedili, compresi quelli di coda, sono comodi e avvolgenti. Per i passeggeri che si sistemano in coda, non essendoci lo spazio nelle francate per inserire altri due vetri motorizzati, ci sono due efficaci deflettori ad apertura manuale. Partiamo? Beh, ci mettiamo in movimento, ma c’è ancora molto da raccontare. #charlieinauto3/418       #provavintage #dacia #daciajoggerbifuel  #bifuel

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#testdrive Giovane e accattivante il restiling della nuova #Dacia Sandero Stepway

#testroad #Stepway bifuel crossover di larga diffusione da 18/20 km/l a GPL Spostamenti in confort e sicurezza con elettronica di ultima generazione Un SUV di ultima generazione è versatile, spazioso anche se di fascia intermedia, quindi confortevole, consente di viaggiare comodamente anche per tragitti piuttosto lunghi. Dacia Sandero Stepway aggiunge al uno dei modelli della Casa franco rumena l’opzione fuoristrada. È infatti un crossover, ma lo vedremo in seguito, perché alla solidità alla quale la Dacia ci ha abituati proponendo in Italia i suoi modelli crossover aggiunge dettagli e rifiniture, ulteriori rinforzi e protezioni, e una opzione di guida, CROSSOOVER ETC, che adatta l’assetto, i rapporti del cambio, i controlli di trazione e la regolazione delle sospensioni alla guida fuoristrada. Si attiva con un pulsante facilmente raggiungibile davanti alla leva del cambio, quindi, si può scegliere all’occorrenza anche in movimento, quando si incontra qualche ulteriore asperità o difficoltà di trazione. Ma rimaniamo con i piedi, ‘pardon’, le ruote per terra, anzi, sull’asfalto. Il modello che stiamo provando è il restiling 2025. L’origine è la Dacia Sandero nuova serie presentata nel settembre del 2020 e venduta dal 2021, per balzando subito in testa nelle vendite sul Continente. Ripartiamo dalla metropoli e rientriamo a casa, come d’abitudine, a notte inoltrata. Cerchiamo subito le possibilità per ricaricare i nostri telefonini: al fianco del pulsante CROSSOVET ETC a sinistra c’è la presa per l’accendisigari dove potremmo già connettere il telefono per le ricarica, ovviamente con l’apposito adattatore; a destra la presa USB-C dove collegare il nostro Iphone di ultima generazione. Una presa USB per le connessioni più tradizionali è accanto al display touch screen centrale, in formato tablet. Alla sua sinistra anche su questa Dacia il comodo supporto ruotante per il cellulare, che ci permette di avere il suo schermo in evidenza, senza staccare gli occhi dalla strada. Beninteso, va collegato con il cavetto all’auto e utilizzato tramite i suoi comandi che vengono riportati sullo schermo dell’auto. La connessione con tra il nostro cellulare e l’auto avviene tramite il collegamento wireless. Iniziamo il viaggio e ricordiamo che monta un motore ECO G di tre cilindri, da 999 cc che eroga 74 Kw, ossia 100 CV e che  alimentato sia a benzina super che a GPL. Visti i corsi del carburante, optiamo subito per il gas, che ci costerà meno di 0,7 euro al litro. Agendo sul pulsante in basso a sinistra del volante. Si tratta infatti della versione bifuel, che è la conseguenza dell’evoluzione delle politiche europee in materia di automobili, ovvero rende sostenibile l’uso delle vetture assicurando inoltre basse emissioni. In questo caso, con un serbatoio da 45 per il GPL, una quarantina per la benzina, l’autonomia, salvo usi particolari supera abbondantemente i 1100 km. La nostra scelta ci fa notare l’indicatore del livello del gas nel serbatoio. Dobbiamo scegliere le modalità di gestione del motore e dell’auto, lo facciamo per il viaggio tra AUTO, quella che ci offre il maggiore confort negli spostamenti, OFF-ROAD, per il fuoristrada, NORMALE, che con un assetto più rigido ci fa sentire di più l’asfalto; l’apprezzeremo nella guida veloce. Per il trasferimento, volendo valutare la sostenibilità della Sandero Stepway accediamo anche alla funzione ECO, che riduce leggermente le prestazioni ma abbassa anche del carburante. L’accesso con un pulsante sotto al display centrale, posizionato assieme a quelli per lo start & stop, le frecce d’emergenza, lo sblocco delle portiere perché il blocco si attiva non appena si sale a bordo e si avvia il motore. La chiave è una scheda elettronica stilizzata con il marchio delle D contrapposte, che consente di chiudere le portiere automaticamente quando ci si allontana dall’auto; ma la Sandero ci avvisa con il lampeggio delle frecce e un colpo di clacson. L’apertura avviene al tocco delle maniglie delle porte o del bagagliaio. Imbocchiamo l’autostrada e attiviamo il cruise control adattivo, che ci permetterà un trasferimento in relax, perché attiviamo anche il suo adeguamento ai cartelli stradali che regola la velocità massima. Dopo oltre 300 km di trasferimento in autostrada, in condizioni di traffico ottimali per verificare i consumi viste le ore notturne, abbiamo percorso in media 18/20 km con un litro di GPL. #charlieinauto3/415       #provavintage                

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#testdrive La nuova Dacia Sandero Stepway bifuel tra le auto più richieste in Europa

Un SUV compatto fuoristrada con doppia alimentazione e tanta elettronica a bordo Bassi consumi e prestazioni brillanti per il piccolo motore byfuel tre cilindri di 999 cc da 100 CV Dacia è la Casa rumena del gruppo Renault che lo scorso anno ha registrato sul continente il primato delle vendite nonostante una situazione ancora confusa sul futuro dell’automobile, a causa della fluidità delle prospettive comunitarie in materia di motorizzazioni. Un buon livello di dotazioni di scurezza, elettronica adeguata, confort, un prezzo nelle attese del grande pubblico assieme a una palese affidabilità, sono le doti più palesi che indirizzano ormai il pensiero comune su auto con un nome russofono: Dacia significa infatti ‘casa di campagna dedicata alle vacanze’. E in qualche modo, questo nome sintetizza in maniera efficace la ‘mission’ del progetto delle ultime nate della Dacia. Si tratta infatti, come il modello che stiamo testando, di SUV di varie dimensioni, compatti, fuoristrada, confortevoli e per gran parte sostenibili, dal costo contenuto rispetto alla media. Il design degli ultimi modelli è in linea di massima essenziale ed evoca subito l’aspetto di un mezzo tecnico, robusto perché adatto a essere utilizzato su tutti i terreni. In questo caso però, il progettista ha voluto essere più in linea con il gusto degli automobilisti europei, conferendo alla Dacia Sandero Steepway, il modello fuoristrada, un aspetto sì tecnico, ma che non si discosta molto dai modelli tradizionali. Anzi, l’approccio visivo è positivo e piacevole con più di qualche curva che addolcisce l’aspetto di questa crossover. Il muso è aggressivo e aerodinamico ma nel contempo elegante, sul quale il marchio Dacia con le due ‘D’ contrapposte risalta sulla calandra, i parafanghi sono rotondi e avvolgenti, le finiture in materiale plastico nero antiurto come le protezioni nel sottoporta e nei bordi dei parafanghi, l’imperiale sul tetto rifinisce il design ed è dello stesso colore, così come la presa d’aria per i freni anteriori. Il motore è di 999 cc, tre cilindri, 74 kW, ovvero circa 100 CV. La trazione è anteriore, e il cambio a 5 marce. Ma una caratteristica molto interessante per il periodo, che troviamo in tutti gli altri modelli più recenti della Dacia, è l’alimentazione bifuel, cioè a benzina e a GPL, per il quale è disponibile un serbatoio da 45 litri. Ciò che notiamo dopo i primi chilometri nel centro della metropoli, prima di dirigerci verso la periferia est di Milano per rientrare a casa con la nuova auto da provare, è il fatto che non si avverte differenza tra l’alimentazione a benzina e quella a gas, le prestazioni sono pressoché analoghe. Ovviamente, anche se il consumo viaggiando a gas è leggermente superiore, ma non di molto, la differenza è abbondantemente compensata dal costo del GPL che è praticamente la metà di quello della benzina. Anche sulla Sandero l’alimentazione bifuel è di serie, quindi abbiamo a disposizione sul cruscotto anche l’indicatore del livello del GPL. E come negli altri modelli, il passaggio dall’alimentazione a gas a quella a benzina all’esaurimento del primo non si avverte e avviene automaticamente. Quindi non influisce sulla nostra marcia. Ma soffermiamoci un attimo sulle dotazioni: controllo anticollisione, del mantenimento di corsia, rilevamento di stanchezza, avviso di ostacoli o pericoli nel punto cieco, avviso di superamento del limite di velocità, e molto altro su cui ci soffermeremo. Saliamo a bordo e ci accomodiamo sui sedili anteriori molto confortevoli e accoglienti, il volante è a quattro razze, al centro ha una importante imbottitura che contiene l’airbag principale, fondamentale per la sicurezza del conducente in caso di collisione. Il cruscotto ‘contiene’ due orologi analogici con le indicazioni principali, mentre sul generoso display centrale con schermo touch, sono concentrati numerosi comandi dell’auto. Sul piccolo display tra i due orologi è proposto anche il livello del carburante, della benzina o del gas: vi compare quello relativo al tipo di combustibile selezionato. Ora partiamo: le marce ben rapportate non ci fanno sentore a disagio nell’attraversamento del centro mentre ci muoviamo a gas. Ma nei dettagli scenderemo nelle prossime puntate. #charlieinauto3/413

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#testdrive #Bifuel di serie la Nuova Dacia Duster ha un’autonomia importante

In montagna anche a gas è divertente alla guida, capace di aggredire la salita Parliamo di autonomia? La nuova Dacia Duster bifuel, alimentata a benzina o a GPL, con motore TCe 100 Eco-G, dimostra la scelta azzeccata della Casa romeno-francese di riprendere la linea di modelli sostenibili anche nella nuova generazione del SUV crossover di fascia intermedia. Sostenibile nel prezzo e nei consumi, e in grado di farvi compiere spostamenti importanti senza dover fare rifornimento. Nel corso di questo test drive abbiamo fatto molta strada, per avere la conferma che si tratta di un’auto crossoover com’è vocazione di tutta la nuova generazione Dacia (c’è il pulsante che adegua le funzioni del motore e dell’assetto ai terreni di media difficoltà), capace però di mantenere la piena affidabilità anche su strada e nella guida veloce. Ma ci manca ancora una prova: la guida in montagna. Abbiamo detto che abbiamo percorso parecchia strada: siamo oltre i mille km dall’ultimo pieno, e nel programmare questo test drive abbiamo volutamente, l’alimentazione si può scegliere con un pulsante sul cruscotto in basso a sinistra, sotto al volante, deciso di utilizzare prima gran parte della benzina, per poter disporre del GPL per salire in montagna. Finora, già da diversi km siamo passati al GPL, abbiamo percorso più di 900 km, e a giudicare dagli indicatori del carburante, separati, posti nel cruscotto digitale, possiamo stare tranquilli perché l’autonomia indicata nel settore dedicato al GPL è di quasi 400 km. Scenderà di un po’, ma non di molto, con la guida in montagna. Vi ricordo che questo motore di 999 cc a tre cilindri che eroga 74 kW, circa 100 CV, presenta pressoché lo stesso rendimento sia se viaggiamo a benzina che a gas. Il cambio di serbatoio e quindi di combustibile, all’esaurimento del serbatoio selezionato, avviene automaticamente e non si nota alcuna differenza. La flessione nelle prestazioni, viaggiando a gas anziché a benzina è minima e la spinta della turbina, in caso di necessità e nei sorpassi, è sempre sufficiente ad assicurarci una guida sicura. La nuova Dacia Duster bifuel è a trazione anteriore, e in salita in buone condizioni di aderenza del fondo asfaltato guadagna con decisione la strada all’uscita e ripartenza dai tornanti. Nei tratti rettilinei successivi la progressione è appagante, sia con l’alimentazione a benzina che a gas. Arrivati a destinazione, proviamo a ‘forzare’ senza esagerare su una strada forestale, ovviamente aperta al traffico, e la nuova Dacia Duster ha continuato a essere convincente. In questo caso, dopo avere agito sul pulsante per selezionare la funzione fuoristrada, in un paio di situazioni critiche ci sono state d’aiuto le telecamere, posizionate sia sulla parte anteriore che su quella posteriore dell’auto. Tutto questo mentre i consumi rimanevano a un livello ragionevole, tanto di consentirci di programmare il prossimo rifornimento di carburate a dopo il rientro a casa. In discesa, un buon impianto frenante con quattro freni a disco, ci ha permesso di continuare a guidare in modo divertente, e sempre in piena sicurezza. #chrlieinauto3/409             #provavintage

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#testdrive La Nuova Dacia Duster è vettura dell’anno 2025 per il Premio Auto Europa

Il riconoscimento dell’UIGA per la sostenibilità e l’innovazione Tanti comandi per assistenza a conducente e passeggeri di fascia alta   La Nuova Dacia Duster Bifuel 2024 ha vinto il Premio Auto Europa dell’anno 2025, che è indetto da UIGA, l’Unione Italiana Giornalisti Automotive. Premio al quale ho partecipato per la votazione e alle premiazioni. È stata scelta per diversi motivi, ma soprattutto perché segna un percorso nuovo e coraggioso della Casa franco-rumena. Questo modello, che è giunto alla terza generazione dopo ben oltre due milioni di esemplari venduti nel mondo, si è totalmente rinnovato: dalla piattaforma, al design, all’elettronica, si presenta come abbiamo raccontato come un crossover attuale e proiettato al futuro. Duster è un modello che ha una grande diffusione in molte parti del mondo, dove viene proposto a rappresentare tutti e tre i marchi del Gruppo: Renault, Dacia, Nissan. Nonostante la decisa vocazione al fuoristrada, viaggiamo in autostrada come se fossimo su una berlina, e nonostante il meteo sfavorevole, piove a dirotto, la percezione del livello di sicurezza dell’auto non cala. Viaggiamo nel pieno confort e la rumorosità contenuta nell’abitacolo ci consente di apprezzare l’impianto di intrattenimento che viene comandato dal nitido e grande display centrale, piazzato al centro della plancia in formato tablet. Il comando più apprezzato sul display è il simbolo di una mezzaluna che sta per modalità notte, e serve per oscurare lo schermo nel caso abbiamo bisogno di vederci chiaro davanti a noi. Sullo schermo leggiamo l’accesso ad Apple Carplay, il livello della batteria del nostro cellulare connesso in wireless, la temperatura esterna e l’orologio. Sempre sullo schermo touch, c’è l’accesso rapido ai comandi di regolazione fine dell’impianto di intrattenimento, che è quadrifonico. E ancora vi si comandano i multimedia, la telefonia, ma anche il navigatore e le impostazioni della vettura. Ci possiamo anche dedicare ad ascoltare buona musica in viaggio senza distrarci, perché c’è una leva multifunzione ergonomica dedicata sotto a quella delle frecce, a destra del volante. Sul volante a quattro razze, su quella principale di sinistra ci sono i comandi del cruise control adattivo e il limitatore di velocità, che volendo adegua la marcia dell’auto ai cartelli stradali sul percorso. Sulla razza di destra ecco i comandi per modificare la schermata del display sul cruscotto in bianco e nero, i comandi vocali per l’auto e del telefono. Sul cruscotto leggiamo il contachilometri analogico digitale, l’analisi della modalità di utilizzo della vettura, l’indicazione sulla modalità di guida attivata (Normale, Off road, ecc.), l’attivazione del controllo di mantenimento della carreggiata (ha l’avviso sonoro e si manifesta chiaramente al volante quando usciamo dal percorso ideale), ma anche il livello del gas e della benzina nel serbatoio che si manifestano a seconda del tipo di carburante in uso, e la lettura dei cartelli stradali. Accanto al cruscotto, a desta sulla plancia c’è un utile supporto per il cellulare. Utile per il nostro viaggio il comando ECO, che è sotto al display centrale assieme al comando per lo Start & Stop, le frecce di emergenza, lo sblocco delle portiere, perché il blocco avviene automaticamente quando si avvia il motore o si scende e ci si allontana dall’auto. Infatti, la chiave è a scheda elettronica stilizzata in linea con il nuovo simbolo Dacia delle D contrapposte. Con il comando ECO calano leggermente le prestazioni, ma il consumo si riduce e sulla distanza il vantaggio è tangibile. Arriviamo in Friuli, a Rivignano, per condurre la premiazione della Società bocciofila rivignanese, che compie 50 anni di attività. Al termine, rotta verso casa, e raggiungiamo Lignano Sabbiadoro, nella Riviera friulana. #charlieinauto3/406

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#MOTORI: IL BLOG #CHARLIEINAUTO DI CARLO MORANDINI AL RECORD DELLE 400 PUNTATE

Dieci anni su auto di tutte le Case per far conoscere al pubblico novità e innovazione Un ringraziamento: alle Case automobilistiche per oltre 100 testdrive e a chi ha collaborato Oltre dieci anni di test drive, sui media televisivi, sulla carta stampata, in radio, e sul web. Una testimonianza dei cambiamenti che ha vissuto il mondo dell’automobile e di conseguenza l’intero sistema dell’automotive, in un periodo significativo, percorso da cambiamenti che hanno rivoluzionato l’intera società e più di recente in modo profondo il sistema economico. Una testimonianza, la nostra, che è scolpita nella galassia dell’informazione dal nostro blog, #charlieinauto sul portale www.libero.it, con il quale abbiamo raggiunto il traguardo record di 400 puntate. Quattrocento settimane che abbiamo dedicato a descrivere con altrettanti articoli le oltre cento auto di nuova produzione affidateci in prova dagli Uffici stampa delle Case. Auto, anche per noi mai utilizzate in precedenza, con le quali abbiamo raggiunto eventi, personaggi, siti particolari, eventi che abbiamo descritto e narrato in parallelo, rendendo così più ricco il racconto dedicato alle auto tra le quali i nostri ormai decine di migliaia di lettori possano scegliere la più adatta per l’uso quotidiano e per i loro cari. Abbiamo iniziato in un pomeriggio di pieno inverno a Milano, coronando un sogno, quello di provare la Fiat 124 Spider che è stata la prima vettura affidataci per la prova dal Capo ufficio stampa della Casa torinese. Per proseguire a bordo di pressoché tutte le auto oggi circolanti, senza rallentare il ritmo delle prove su strada nemmeno nel periodo della pandemia quando, pur autorizzati per motivi di lavoro a essere in auto nelle ore di servizio, ci aggiravamo guardinghi, con fare apparentemente furtivo su strade completamente deserte. Questo, sia nel cuore di Milano come al Piancavallo o nel Tarvisiano, a Grado o Lignano Sabbiadoro, a Udine, ad Aquileia, Gorizia, Pordenone, Conegliano, Bergamo, Portogruaro, Trieste, nella Val D’Orcia, sul Gargano e in tanti altri siti e luoghi di interesse turistico, storico, culturale. Auto a trazione anteriore, posteriore, integrale, 4X4 on demand, sospinte da motori a benzina, diesel, ibridi, elettrici, a metano o GPL, traendo conclusioni che hanno aiutato gli automobilisti a districarsi in una selva di offerte che ora si complica con l’arrivo delle auto dall’Oriente. Perché l’abbiamo fatto? Per le necessità di spostamento del lavoro giornalistico, poi sospinti dal piacere della guida sulla scorta di antiche avventure al volante con i nostri familiari, di esperienze sportive di guida personali, ma anche dalla curiosità di  conoscere dotazioni, tecnologie, accessori e soluzioni d’avanguardia, per poterle poi descrivere e raccontare. Un’avventura ripresa con il programma televisivo FVG da scoprire, su TPN, poi su  La7 il13, sul Magazine dell’ACI di Udine e su altri media di settore e non. Un risultato per il quale ringraziamo gli Uffici stampa delle Case automobilistiche, ma personalmente anche Ida e Marco, che mi hanno supportato oltre che nella realizzazione dei materiali, anche al volante o dal sedile accanto, specialmente nelle lunghe e spesso impegnative trasferte verso siti di interesse e i luoghi di ritiro e riconsegna delle vetture. Questo,  in ogni condizione climatica e meteorologica, guidati sempre dalla curiosità, dalla passione per il mestiere più bello del mondo, dal desiderio della scoperta di luoghi e mezzi nuovi, dal piacere di comunicare in modo oggettivo su un oggetto di uso quotidiano e ai giorni nostri oggi indispensabile: l’automobile. Carlo Morandini #charlieinauto3/401 Twitter, ora X : @charlieinauto3 Facebook : FVG da scoprire ;   La Riviera friulana;   Carlo Morandini;   Morandini Carlo;   Marco Morandini;   Ida Donati; Qui di seguito un esempio di foto di ciascun test drive. Ma c’è molto altro ancora che trovate su www-libero.it libero.blog.it  #charlieinauto #provavintage e sui nostri social come   FVG da scoprire    La Riviera friulana

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#Daciaduster #Bifuel Divertente in montagna anche a GPL

Privilegiamo gli spostamenti a gas come gran parte dei proprietari Tenuta di strada, spunto con la coppia di 170 Nm, impianto frenante: promossa anche sui passi alpini Due serbatoi, per la benzina da 50 l e per il gas GPL da 33,6 l, un peso di 1250 kg, un buon rendimento del motore da 996 cc, il cambio ben calibrato a 6 marce consentono un consumo di 4,5 l x 100 km, e rendono la nuova Dacia Duster Bifuel un’auto sostenibile, senza dover rinunciare alla sua vocazione crossover. Abbiamo visto che è affidabile, sullo sterrato come nelle condizioni più difficili, e visto che dispone di una coppia massima di 170 Nm a 2450 giri vediamo se ci è utile e andiamo a verificare autonomia e rendimento in salita e in montagna. Una strada che fa al caso nostro è quella che da Sacile, dalla pianura pordenonese e dalla pedemontana sale sull’Altipiano del Cansiglio. È una strada cara ai ciclisti e ai motociclisti, e per questo, specialmente nel primo tratto stretto dopo avere attraversato le vigne del Glera, la varietà con la quale si produce il Prosecco. e con le curve impegnative e tornanti che seguono è bene essere prudenti. Partiamo ovviamente a gas GPL, perché assicura maggiore rendimento. Questa, che è l’ultima versione della Dacia Duster, ancor più di quelle precedenti non risente delle abitudini di guida del conducente con una guida fluida e sicura anche nelle ripartenze in salita. La coppia massima a 170 Nm è d’aiuto proprio in queste condizioni. Già detto ampiamente di confort e accessori, ricordiamo che monta gomme invernali performanti e ci permetteranno di divertirci, specialmente in discesa, ma anche con bassa o scarsa aderenza, mentre la trazione anteriore ci metterà del suo per farci superare i tratti innevati e ghiacciati o lo sterrato granuloso delle piste forestali, come quelle che vanno verso il circuito delle malghe del Cansiglio. Anche se non potremo raggiungerle, perché il percorso dedicato, l’unico da affrontare in auto, in inverno non è interamente praticabile per l’innevamento. Il baricentro basso, forse anche il secondo serbatoio per il gas, ne aumentano la stabilità e la tenuta in ogni condizione. La situazione meteo di primavera, anche se siamo in mezzo alle Alpi, ci da’ modo di spingere sull’acceleratore per avere la conferma dell’efficacia dell’alimentazione a GPL. Ovvero di cercare di capire la differenza tra l’utilizzo a benzina e quello a gas, che è percettibile soltanto in condizioni estreme. Poi imbocchiamo una strada che ci conduce nel cuore della foresta del Cansiglio, come accennato, e verso le malghe, tra le Regioni del Veneto e il Friuli Venezia Giulia. La Dacia Duster Bifuel anche in queste condizioni, un mix tra lo sterrato e tratti di asfalto sconnesso, è divertente e confortevole nel contempo. Così, ci siamo ritrovati in un viottolo stretto con una frana che non ci permetteva di ripartire. Di grande aiuto è stato il sistema di telecamere a 360 gradi, per poter vedere esattamente dove stavamo posizionando le ruote della nostra auto. Sbucando sull’altopiano del Cansiglio da una delle splendide piste e strade che scorrono nel bosco ci imbattiamo in una strada completamente innevata e ghiacciata, e anche in queste condizioni i controlli elettronici per l’assistenza alla guida della Dacia Duster ci supportano adeguatamente. Ora ci possiamo godere il paesaggio e l’estensione del pianoro che rivela numerosi scorci e paesaggi suggestivi, assieme a numerose occasioni di trekking e svago, per le camminate in mezzo alla natura . #charlieinauto3/385  #provavintage

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