Carlo Morandini

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#testdrive #Kia Sportage Gt Line Hybrid HEV la sua ‘mission’ è il confort

L’assistenza di ultima generazione e la silenziosità di marcia crea benessere Una guida facile, fluida e sempre precisa che non sollecita i passeggeri Confort e la sensazione di essere sempre a bordo di un veicolo elettrico. È quello che si prova a bordo della nuova Kia Sportage GT Line Hybrid HEV, un modello full hybrid che è spinto da un motore termico a benzina di 1598 cc da 117,60 kW, che assieme all’unità elettrica diventano 215 Cv. Un cross over che traduce la Comodità che non è certo facile da ottenere viaggiando fuoristrada, che sulla nuova Sportage è di livello elevato e si riflette amplificata viaggiando su strada. Non solo, ma in viaggio prevale il rumore dell’unità elettrica, perché il livello di insonorizzazione è molto elevato. La guida è molto divertente perché è possibile come ormai d’abitudine sulle auto ad autoricarica, elettriche o full hybrid, si può affrontare con un solo pedale, perché semplicemente rilasciando il pedale dell’acceleratore si riesce a ottenere un livello di rallentamento elevato fino, sollecitando le palette al volante, a fermarla. Anche la guida, a trazione anteriore, molto facile, è assistita a livello elevato dai controlli di mantenimento di corsia, anticollisione, anti investimento di ciclisti e pedoni, e poco manca a immaginare per questo modello una guida autonoma. Anzi, forse ne è una prova generale. Quanto alla trazione e alla tenuta, abbiamo provato in montagna anche le modalità di guida più avanzate, che si attivano con la manopola sotto al manopolone delle funzioni principali, parcheggio, avanti, retromarcia, e sono Sabbia, Neve, Sassi. Così la stabilità, che si amplifica nella modalità Sport, con la quale si ottimizza il rendimento del motore e dell’unità elettrica, aumenta sensibilmente viaggiando in sport. Funzione che non riduce il confort e lascia un po’ di spazio alla oscillazione laterale che contribuisce a ridurre la forza centrifuga alla quale sono soggetti i passeggeri i curva con queste auto a tenuta di strada superiore, ovvero, affrontando e curve come se si trattasse di un percorso al quale l’auto è vincolata dai binari. Questo perché non c’è deriva laterale né sbandamento e a subire la forza centrifuga sono guidatore e passeggeri. Anche nella guida veloce abbiamo detto che il cambio automatico a 6 marce con comando manuale alle palette al volante è molto efficace e conviene lasciar fare a lui, perché se la cava egregiamente in tutte le situazioni. Per quanto riguarda i percorsi extraurbani abbiamo provato nel medio Friuli nelle strade comunali e provinciali con il favore della note per evitare pericoli, e siamo passati, da Bicinicco, accanto a un grosso incendio, domato senza danni alle persone che aveva coinvolto una fabbrica di pannelli truciolari. Rientrando verso la Riviera friulana abbiamo concluso il nostro test verso le foci del fiume Tagliamento, a Marina Punta Verde, un’oasi del verde accanto al fiume di carattere torrentizio che separa nel tratto finale le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, lambendo e attraversando la Riviera friulana. Marina Punta Verde, accanto all’omonimo Zoo, tra le attrattive fondanti della località turistica di Lignano Sabbiadoro. Marina Punta Verde è presente sulla #cartadelgusto della #Rivierafriulana2025. #charlieinauto3/421   #provavintage

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#testdrive #provasustrada #kia Sportage Gt Line Hybrid HEV coniuga sostenibilità e prestazioni

L’elettronica rende gradevole la guida veloce sullo sterrato in montagna Sulla salita da cronoscalata il cambio automatico rivela la sua efficacia Lunghi tratti in modalità elettrica, è il paradigma della Kia Sportage1.6 TGDi Gt Line Hybrid HEV, ibrida a benzina, motore di 1.598 cc a quattro cilindri, capace di scaricare una potenza di 117,60 kW, ovvero 215 CV ottenuti sommando la potenza del motore a scoppio con quella erogata dall’unità elettrica; per esemplificare il risultato, eroga una coppia di 350 Nm a 1.500 giri. Trazione anteriore, SUV con vocazione fuoristrada, affida gran parte delle sue interessanti performance all’elettronica. Per esemplificare, per controllare le ruote da 18’ adatte anche alla guida performante, oltre alle funzioni di guida Eco è quella più sostenibile: ci ha portato a consumare anche soltanto 4,8 l per 100 km. Drive, è per la guida di ogni giorno, ma se vi abituerete a usare Drive, con un sistema di propulsione così ben tarato i consumi saranno ugualmente sostenibili. Sport è infine la regolazione della gestione del motore più dinamica, con la quale quella che ci consente la guida più vivace e veloce, con un assetto che tiene conto delle nostre velleità sportive. Non solo, ma agendo sulla manopola posta sotto al mano polone per decidere se si passa alle funzioni Terrein, ovvero fuoristrada, che sono Snow, Mud e Sand, Neve, Sassi, Sabbia. Questa regolazione modifica anche l’assetto dell’auto e la sensibilità sulle asperità del percorso, tra i sassi, le buche, le pozzanghere. Non solo, ma agisce non soltanto sugli ammortizzatori e il sistema al quale sono collegati, ma anche sulla stabilizzazione dell’auto che riduce vistosamente le oscillazioni. E ancora, amplifica la funzione di guida con un solo pedale e con essa la capacità di autorigenerazione o autoricarica della batteria del sistema ibrido, aumentando l’effetto frenante e rendendola particolarmente maneggevole e versatile anche in montagna e sui percorsi non asfaltati. È infatti bene ricordare che il cambio è automatico a 6 marce ma dispone dei comandi a paletta al volante, per innestare la marca relativa alle scelta di guida più conveniente. Per una guida più appagante e adatta al percorso che stiamo affrontando è possibile effettuare il cambio delle marce manualmente con le palette al volante, anche se, al termine dei nostri test, abbiamo verificato che il cambio automatico è perfettamente calibrato e che conviene lasciar fare a lei, perché se la sa cavare al meglio in tutte le circostanze. In discesa, in montagna, il mix dell’interazione tra la guida manuale e quella automatica è il valore aggiunto della guida automatica: la nuova Kia Sportge HEV asseconda le nostre scelte istantaneamente e si fa guidare utilizzando il solo pedale dell’acceleratore. Sul cruscotto, tra gli strumenti elettronici a disposizione con l’indicatore della quantità di energia in utilizzo c’è anche quella della ricarica in corso, ma, per sdrammatizzare la ricerca di percorsi avventura ecco la bussola. Oggi comunque non ne avremo bisogno. Perché ci dedicheremo alle strade di montagna e sterrate. Partiamo dalla fine, ovvero citando il fatto che al rientro, pur al termine di una discesa veloce e invitante il sistema frenante non si è minimamente surriscaldato. Mentre Sportage è dotata della funzione di discesa controllata in caso di scarsa aderenza. Poi, nei tratti di misto su terra non si scomposta minimamente continuando a trasmetterci attraverso il volante  quella sensazione di affidabilità e sicurezza che ci aveva colpito da subito. Nel misto veloce, sapendoci fare, è sufficiente il lieve colpetto d’acceleratore alla corda della curva per mantenere la traiettoria che avevamo individuato all’inizio del percorso non più rettilineo. Evidentemente anche l’elettronica ci mette del suo con efficacia. Mentre l’abitacolo è talmente ben strutturato che se all’interno dell’abitacolo non si percepisce il rumore del motore, è vero nel contempo che la stessa sensazione di confort ci è assicurata dal sistema di ammortizzamento e controllo elettronico, che come l’ausilio alla guida, anzi gli ausili alla guida è molto efficace e trasmette sicurezza, in modo da consentirci di progettare nuove avventure e nuove sfide. Anche di goderci gli splendidi paesaggi di primavera nella #Rivierafriulana, perché l’utilizzo frequente della modalità elettrica ci permette di entrare in silenzio anche nelle zone più suggestive senza turbare la quotidianità della fauna che vi abita e di avvicinare gli animali selvatici che scorrazzano per le terre e le zone umide rivierasche. #charlieinauto3/421      #provavintage

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#testdrive L’auto a 7 posti non demorde nemmeno sulla neve nelle gelide valli del Tarvisiano

Nella Valsaisera con il manto bianco che sfiora la sede stradale Insidiosa lastra di ghiaccio ma Dacia Jogger Bifuel non si fa intimidire L’abbiamo provata sulla neve, ma per un tratto breve e quasi ‘telecomandato’ perché era una delle ultime giornate prima dell’arrivo della primavera astronomica e le piogge avevano già sciolto la gran parte del manto bianco che aveva ricoperto, d’inverno, anche le Alpi Orientali e l’altopiano del Cansiglio. quindi, non paghi di questa parte del test drive della nuova Dacia Jogger andiamo alla ricerca di una tabella attendibile con le condizioni meteo e le temperature a nordest e diamo un’occhiata alle previsioni per una delle zone più fredde d’Italia, di certo la pù fredda del Friuli Venezia Giulia che sono le valli più riparate del Tarvisiano. Anzi, di quella che conosciamo meglio perché è la nostra storica palestra per lo sci da fondo. In pieno inverno, sulla Piana dell’Angelo, in fondo alla Val Saisera sopra Valbruna, ai piedi dei contrafforti dello Jof Fuart si registrano temperature vicine ai 20° sottozero. Quindi, qui, probabilmente la neve c’è ancora. Problemi di carburante non ne avremo di certo, perché con entrambi i seratoi pieni, quello della benzina super e quello del gas GPL anche nella peggiore delle ipotesi l’autonomia supera i mille chilometri. Il trasferimento medio-lungo dalla Riviera friulana alla montagna friulana ci consente di ottenere la riprova che anche a GPL questa Dacia, come d’altro canto le altre bifuel della stessa Casa che abbiamo testato, pure in viaggio fa registrare consumi più che sostenibili; lo stesso risultato, leggermente migliore, si ottiene viaggiando a benzina. Il fatto che ci infiliamo in questa fredda vallata utilizzando l’alimentazione a gas, quella che ci costa la metà degli altri carburanti per motori termici, non inciderà sui consumi. Ecco la prima neve, ma a noi serve sia ancora ben spalmata sulla sede stradale che si insinua tra macchie di abeti e pini, tratti di roccia carsica, praterie imbiancate dalla neve suo quali sovrastano le cime delle Alpi. Al termine della salita di diversi chilometri se sul consumo non influirà la guida, anche se veloce, su neve, avremo la riprova dell’efficacia dei controlli elettronici e di assistenza alla guida della Jogger, che anche con una marcia ‘allegra’ non risente del maggior peso in coda generato dalla presenza dei due sedili ‘supplementari’, ma che sappiamo non essere semplicemente tali, peraltro collocati a sbalzo, alle spalle dell’asse posteriore. La guida su neve ci conferma in DNA da fuoristrada della nuova Dacia Jogger, sulla quale potremmo anche escludere i controlli elettronici di trazione e non solo. Controlli che ci potrebbero impedire di ripartire in forma autonoma, se ne siamo capaci, da un’eventuale ‘tuffo’ nella neve più alta. Ad aiutarci nelle ripartenze con la scarsa aderenza, ma non provateci da soli se non lo sapete fare o lo avete già fatto, la coppia davvero efficace del ‘piccolo’ ma generoso motore di 999 cc a tre cilindri che monta la Jogger e che eroga 110 CV: 200 Nm. Coppia, che è molto utile mei sorpassi e nella guida su strade con fondo normale, ma anche per non far perdere la fluidità di guida a Jogger quando ospitiamo a bordo sei persone, ovvero utilizziamo anche i sedili di coda. Né influisce sulla stabilità il fatto che da vero veicolo familiare o da lavoro, il padiglione della Jogger diviene più alto alle spalle dei sedili del conducente e del passeggero, per aumentare il confort dei trasportati. Anche in discesa la proverbiale sicurezza al volante che Jogger trasmette non viene meno, e così rapidamente rientriamo per la serata in un borgo caratteristico della pianure friulana: Sedegliano, nel Medio Friuli. #charlieinauto3/420                #provavintage

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#testdrive Le nuove Dacia sono fuoristrada agili anche sulla neve

Neve sull’Altopiano del Cansiglio dove Jugger Bifuel non ha avuto incertezze Molto spaziosa è versatile anche sulla neve dove si guida in sicurezza La nuova linea dei SUV della Dacia si sviluppa attorno al concetto di fuoristrada. Infatti, Sandero Steepway, Duster e Jogger, le abbiamo testate tutte nella nuova e azzeccata alimentazione bifuel, benzina e/o gas GPL, sono vetture crossoover. Appena si sale a bordo, questa ‘vocazione’ ci si svela esaminando i comandi, che spesso contengono l’attivatore per le funzioni per una guida ottimale anche su sabbia, sassi, neve. Poi, procedendo con il test drive la particolare propensione ad attutire le oscillazioni e le asperità de fondo stradale ci rivela assetti dedicati. La conferma arriva dall’osservazione dall’esterno dei passaruota e dell’altezza da terra del fondo dell’auto, adeguati al fuoristrada. Ciononostante sono tutte parimenti comode e confortevoli sia per il conducente, docili alla guida, che per tutti i passeggeri. Anche, in questo caso, sulla Jogger, per quelli piazzati sui due sedili ‘supplementari’ in coda. Supplementari soltanto perché sono installati alle spalle dei sedili posteriori e sbucano dal fondo di un ampio bagagliaio, ma divengono sedili a tutti gli effetti. Ai loro occupanti sono dedicati due efficaci deflettori che si aprono a compasso verso il montante del portellone posteriore. Crosso over, o meglio, visto che scriviamo nella nostra lingua madre, fuoristrada, dovrebbe significare anche sicurezza e affidabilità perfino su fondi innevati. Non ci resta che verificarlo. La stagione invernale sta andando avanti, verso la primavera, ma qualche strada di montagna o nel bosco resa ancor più suggestiva dal manto candido della neve ci dovrebbe essere ancora. Così, proviamo a salire in quota, ma noi che abitiamo a nordest siamo fortunati, perché a poco più di un’ora di strada dal mare ci troviamo catapultati nei fantastici scenari dell’arco alpino. In questo caso raggiungiamo l’altipiano del Cansiglio, tra la montagna pordenonese e le dolomiti bellunesi, che si apre a poco più di mille metri di quota. Già, poco più… per questo, su gran parte del pianoro la neve si è già sciolta. Non che il paesaggio e i panorami non più mascherati dalla neve non siano ugualmente suggestivi, però a noi serve altro. Abbiamo bisogno di una valle o valletta riparata dove il sole non batte a lungo e nella quale si è conservata ancora la neve, magari quella caduta fugacemente la notte precedente. L’idea è quella di cercare di imboccare le strade delle malghe, che da quassù, sempre in quota, portano arrivano fino al Piancavallo e oltre. Siamo fortunati, perché oltre i campi da golf, quasi scendendo verso Tambre e il bellunese ce n’è una che fa al caso nostro: si infila nella valle e poi sbuca su un varco panoramico ai margini dell’altopiano, rivolto verso la pianura pordenonese e trevigiana. Prima però facciamo il punto della situazione: questa Dacia Jogger è bifuel, ma abbiamo visto che marciando a benzina o a gas il rendimento e l’efficacia della trazione non cambiano. Però è a due sole ruote motrici, il che in ogni caso non è un dramma perché sono motrici le ruote anteriori e poi di neve ne abbiamo percorsa tanto, tra l’altro per gra parte su auto a trazione anteriore, anche in gara. Le gomme? Sono invernali, non al pieno del battistrada ma scanalature e lamelle sono ancora sufficienti per catturare la neve che rimanendovi attaccata farà resistenza allo slittamento sulla neve o sul ghiaccio presenti abbondantemente sulla strada. Un solo dubbio: il motore è di ‘soli’ 999 cc, ed è a tre cilindri, ma è coadiuvato da una turbina che consente di utilizzare rapidamente i 110 CV, 47 kW a disposizione. Appunto, parte di scatto e scarica nervosamente la potenza, più che sufficiente a terra. Ed è proprio questo il punto: l’aderenza in trazione? La giornata è ancora abbastanza lunga, quindi, se ci dovessimo bloccare qui avremmo tutto il tempo per chiedere assistenza prima dell’arrivo della notte. Inoltre la malga in fondo alla strada è abitata anche d’inverno. cpsì ci proviamo: salgo a bordo e come ci avevano insegnato i ‘vecchi’ piloti, ovvero convincendoci di avere un uovo sotto al pedale dell’acceleratore. Un uovo da non rompere assolutamente, pena la squalifica, oltre a un bel lavoro per ripulire il pavimento e il pedale dell’auto. Il segreto della guida su neve e ghiaccio consiste nel partire lentamente, all’occorrenza sfrizionando, e accelerando soltanto negli istanti nei quali abbiamo la sensazione che le ruote abbiano acquisito aderenza. E va così, raggiungiamo rapidamente la malga, che è anche un B&B, in tempo per l’ora del the, accompagnato però dal gustoso latte di montagna. Per il ritorno? Ormai abbiamo preso confidenza con la Jogger bifuel, e rientriamo senza inconvenienti sulla strada principale sula quale l’asfalto è oramai pulito. #charlieinauto3/419    #provavintage  

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#testdrive MG ZS rinascita cinese del marchio del cuore per i gentleman del ‘vecchio continente’

Un SUV crossover di fascia intermedia di stampo britannico Colori classici e interni morbidi per  il confort in stile inglese Quest’anno arriva il modello ibrido con il look rivisitato e attualizzato Ai gentleman, alle gentle-girl per parità di genere, il marchio MG evoca ricordi romantici, sportivi, disimpegnati. Il marchio britannico produceva infatti una indimenticabile spider compattache era il sogno di molti studenti, e studentesse, ed era forse il primo ‘sfizio’ che gli appassionati si concedevano non appena conquistata l’autonomia per gli spostamenti fuori città, all’aria aperta, per azzardare qualche viaggio magari attaccando la valigetta sopra al cofano posteriore per raddoppiare la capienza di un bagagliaio limitato alla forma dell’auto dalla sauna inconfondibile determinata dalle ruote esterne alla scocca e coperte da morbidi parafanghi. L’acronimo stava per Morris Garage legato in qualche modo alla mitica Mini, ed è stato acquistato da una decina d’anni dalla Saic cinese, che ha generato una crossover compatta, dalla linea morbida ed elegante, per nulla orientaleggiante. Anzi, dallo stile quasi inglese forse per mantenere viva l’immagine dello stile inglese che MG evoca ancora. La MG ZS, che abbiamo provato ‘fuori busta’, è prodotta dal 2017, ed è appena uscita la nuova serie. Lunga 432 cm, si presenta con un buon livello di finiture, con gli interni rivestiti di simil pelle morbida, che eleva la qualità del confort anche a livello visivo. Il motore a quattro cilindri di 1.498 cc eroga 78 kW, cioè 106,05 CV. Cinque posti, le finiture dei sedili avvolgenti, quello di guida regolabile elettronicamente e riscaldato come quello del passeggero, sono arricchiti dalle cuciture rosse. Il portellone posteriore è ampio e assicura una buona capacità di capacità di carico. Si apre facendo pressione sul marchio MG leggermente in rilievo, nel quale è inserita una delle quattro telecamere che permettono di vedere sul grande display centrale in HD le immagini dei quattro lati dell’auto, e si attivano automaticamente a seconda della direzione verso la quale abbiamo deciso di dirigerci. Non solo, ma consentono, in modalità 3D, di vedere dall’alto la vettura con la simulazione dello spostamento previsto dell’auto., sia procedendo in avanti che all’indietro. Il  cambio è, in questo modello, a 5 marce, almeno per questo esemplare, e i rapporti sono ben selezionati. Consentono una guida fluida e sufficientemente agile. In marcia ha la ripresa necessaria per effettuare i sorpassi in sicurezza. L’assetto è comunque quello di un SUV crossover, contenuto in uno styling un po’ vintage che ne rende accattivante l’aspetto. Nell’uso fuoristrada, anche in stradine complicate con l’ausilio delle telecamere a 360 gradi che si orientano verso le nostre intenzioni, è maneggevole. Ma di questa sua vocazione risente la sensazione di sicurezza alla guida, anche se non tradisce il percorso che le imponiamo: l’assetto alto da fuoristrada la spinge a ondeggiare in curva verso l’esterno, ma si inclina dolcemente, un po’ come le vecchie auto francesi. tuttavia, ciò non influisce sulla guida. Rassicurata anche dai quattro potenti freni a disco in dotazione per un uso in sicurezza in ogni condizione. Ne abbiamo approfittato per concederci una escursione sullo splendido scenario collinare di Bergamo, per poi arrivare in piazza Duomo a Milano nel corso delle riprese di uno sceneggiato tv. #charlieinauto3/417     #provavintage        

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#testdrive #Dacia Sandero: la versione fuoristrada promossa anche in montagna

La Stepway in salita, su sterrato e neve garantisce una guida sicura Controlli di trazione di fascia alta per non impensierirci nella neve Dacia Sandero Stepway, fuoristrada bifuel, un’auto che ci offre la grande opportunità di spostarci con il GPL spendendo la metà rispetto alla benzina o al diesel. E noi, questa opzione la intendiamo sfruttare pienamente: ci consentirà di effettuare test drive in relax, senza dover fare i conti con i consumi che per certe auto sono elevati, come pure non avremo bisogno di cercare le rarefatte colonnine elettriche di ricarica, tra l’altro in città spesso occupate. Ricerca, che al momento nel nostro Paese, ma credo non solo da noi, rende gli spostamenti spesso avventurosi, o quantomeno vincolati a uno studio preliminare sul tragitto per anticipare dove e come effettuare le ricariche, quindi dove fare tappa sui tragitti medio-lunghi. Ma le auto elettriche offrono anche dei vantaggi, specialmente se impiegate nei centri urbani o su tragitti abituali. Ecco, per i viaggi su media e lunga distanza ci viene in mente l’utilità del ruolo che nei rally svolgono i copiloti, che non è limitato alla lettura delle note al pilota, ma si estende alla organizzazione degli spostamenti, degli appuntamenti con l’assistenza che è l’equivalente della sosta alle colonnine di ricarica anche se il tempo di sosta richiesto è ovviamente sensibilmente diverso, dello studio e organizzazione dei tragitti di spostamento, qualora non siano vincolati dal regolamento della gara. Quindi? Dunque, questa volta ci concediamo una escursione in montagna. Il nostro obiettivo?  Verificare la vocazione della Stepway per la salita e il fuoristrada in montagna, ammesso che sia possibile praticarlo perché ècaduta  nuovamente la neve oltre i 1000 m. Abbiamo già detto che il rendimento tra l’utilizzo dell’auto a benzina o a GPL è leggermente inferiore nell’utilizzo del gas quale combustibile. E in salita? In salita, accanto alla tenuta di strada che è rassicurante in tutte le condizioni, Sandero conferma un’azzeccata scelta dei rapporti con il cambio a 6 marce.  inoltre, dal motore da 100 CV emerge l’efficacia della coppia di 150 Nm a disposizione, che per un tre cilindri di 999 cc è un valore interessante. Infatti, ci consente di ripartire dai tornanti stretti in salita senza incertezze, e lo stesso sarà per le partenze sulla neve. Una caratteristica che ci permetterà anche di risparmiare nei consumi. Probabilmente è proprio il rendimento del motore che a permetterci di mantenere nella norma i consumi anche in salita, ma, ripeto, stiamo provando la Stepway a GPL, quindi con costi di gestione dimezzati rispetto a quelli necessari per gli spostamenti a benzina o a gas. Arriviamo in cima ed ecco che ci si presenta un bel tratto di strada bianca, scorrevole, probabilmente un parte di una pista forestale aperta al pubblico. I test drive vengono svolti spesso, ove sia possibile, spingendo sull’acceleratore, alla ricerca delle criticità che possono emergere da segnalare ai lettori. La Dacia Sandero Stepway, ricordo che si tratta della versione adatta al fuoristrada anche se il modello come gli altri più recenti della Casa del Gruppo Renault nasce come crossover. Anche nella frenata i sistemi di controllo di livello avanzato ci risparmiano ogni timore e la nostra prova sullo sterrato dà i risultati attesi. Ma ecco finalmente la neve. Questo esemplare della Sandero è a trazione anteriore, così la guida sul fondo con il più basso coefficiente di aderenza possibile risulta facile anche in queste condizioni. Non è neppure necessario guidare tenendo il piede leggero sull’acceleratore perchè ci pensa l’elettronica a controllare l’aderenza delle ruote al fondo innevato. inaspettatamente, ci addirittura soltanto quassù che l’auto aveva mantenuto in  memoria la nostra scelta tra le modalità di guida: era ancora nella funzione Economy. l’avevamo inserita non soltanto per risparmiare gas nello spostamento, ma per valutare fino a che punto un motore di 999 cc tre cilindri alimentato a gas possa appagare le nostre esigenze e non soffra nell’uso off road in montagna. Così, pur se utilizzata in modalità ‘risparmio’ la stepway si muove agile anche sulla neve, sfruttando la riserva di potenza e trazione derivanti dall’uso delicato dell’acceleratore che ci impone il fondo innevato. Anche grazie ai controlli elettronici la Stepway riduce al massimo i nostri interventi per rimanere sui solchi della strada innevata, ed è in grado di erogare in modo fluido e controllabile la potenza necessaria per le correzioni e una marcia sicura. Quindi, a conclusione di questa prova, terminata con il ritorno a valle dopo la lunga discesa affrontata in sicurezza fino al fondovalle grazie a un impianto frenante all’altezza dell’auto , anche a conclusione di questa tappa, la 416. dei nostri testdrive, questa Dacia Sandero Stepway Bifuel, ovvero la versione cross over di un’auto già fuoristrada, possiamo dire che l’auto è promossa. #charlieinauto3/416    #provavintage #daciaitalia  #daciasanderostepway  #montagna  #testdrive  #testroad  #neve #crossover

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#testdrive La nuova #Kia Picanto citycar ricca di sorprese

Non solo auto cittadina di dimensioni adatte per facilitare il parcheggio Accelerazione adatta per districarsi nel traffico delle metropoli  Nasce con l’idea di una citycar, ma in realtà, lo è solo per le dimensioni esterne, che le consentono di districarsi nel caotico traffico della Metropoli, e di lasciarsi parcheggiare facilmente in spazi limitati. Ma la nuova Kia Picanto, all’altezza dei ‘tempi moderni’ e delle nuove prescrizioni per la progettazione dei sistemi di sicurezza attiva, offre molto di più. Quando ci è stata proposta dall’Ufficio stampa abbiamo pensato che si sarebbe trattato di un test drive con limiti di funzionalità, ovvero che l’avremmo utilizzata per le prove soltanto in città o nell’hinterland. Ma andrà a finire diversamente. Quando ci ha raggiunto in velocità uno dei meccanici del parco stampa per consegnarcela, siamo rimasti colpiti dalla sua aggressività e dalla lunghezza: di certo sarà un’ottima auto cittadina… Ma appena saliti a bordo siamo rimasti colpiti dallo spazio che ci era messo a disposizione dall’abitacolo della nuova Kia Picanto, un concentrato di servizi e accessori a disposizione in spazi comodi e inaspettati per un’auto cittadina. Il motore è di 998 cc., a tre cilindri assistito dalla turbina, alimentazione a benzina e una potenza massima di 30 kW, ovvero 62,55 CV, sufficiente, vedremo, per essere divertente da guidare. La trazione è anteriore, le ruote da 13’, della coreana Nexen, ribassate, e già ciò ci ha fatto intuire che avremmo potuto verificare ulteriori aspetti della versatilità della Picanto e ci ha rassicurato sulla sicurezza alla guida. Osservandola dall’esterno, è sufficiente guardare la coda di questa Kia: l’auto è larga rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare in rapporto alla lunghezza. O meglio, alla percezione della lunghezza perché poi in realtà i progettisti sono stati molto abili a sfruttare al massimo lo spazio creato da questa scocca. Saliamo a bordo: i sedili sono comodi e avvolgenti, il volante e le rifiniture dell’abitacolo in pelle ecologica nera. Il display centrale propone anche le immagini ad alta definizione della telecamera posteriore, che ci assiste, se ce ne fosse bisogno, con la proiezione sovrapposta all’immagine della traiettoria che stiamo scegliendo per parcheggiare o muoversi anche in spazi limitati. Il display centrale è del tipo tablet posizionato leggermente più in alto rispetto al cruscotto digitale. Sul display si aprono il navigatore e le mappe ma anche Waze che si inerfaccia con i cellulari Apple e Android. Nella schermata principale ci sono la mappa, la navigazione con la possibilità di avviare la ricerca vocale della destinazione ma anche dei temi sui quali orientare la ricerca (ristoranti, bar, distributori, ecc.). sempre sulla schermata principale: telfono, Apple CarPlay o Android Auto, il Promemoria vocale, Modalità silenziosa che limita il suono del sistema di amplificazione, di buona qualità, agli altoparlanti anteriori. Il cambio è manuale a cinque marce con rapporti ben calibrati che la rendono brillante nelle ripartenze e vivace anche nelle salite in città. Lo proviamo al primo semaforo che incontriamo in questo test drive: la ripartenza al verde e gli altri li lasciamo alle spalle. #charlieinauto3/410  #provavintage #dacia #DaciaPicanto #citycar #testdrive #testroad #provasustrada #carlomorandini

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#testdrive #Bifuel di serie la Nuova Dacia Duster ha un’autonomia importante

In montagna anche a gas è divertente alla guida, capace di aggredire la salita Parliamo di autonomia? La nuova Dacia Duster bifuel, alimentata a benzina o a GPL, con motore TCe 100 Eco-G, dimostra la scelta azzeccata della Casa romeno-francese di riprendere la linea di modelli sostenibili anche nella nuova generazione del SUV crossover di fascia intermedia. Sostenibile nel prezzo e nei consumi, e in grado di farvi compiere spostamenti importanti senza dover fare rifornimento. Nel corso di questo test drive abbiamo fatto molta strada, per avere la conferma che si tratta di un’auto crossoover com’è vocazione di tutta la nuova generazione Dacia (c’è il pulsante che adegua le funzioni del motore e dell’assetto ai terreni di media difficoltà), capace però di mantenere la piena affidabilità anche su strada e nella guida veloce. Ma ci manca ancora una prova: la guida in montagna. Abbiamo detto che abbiamo percorso parecchia strada: siamo oltre i mille km dall’ultimo pieno, e nel programmare questo test drive abbiamo volutamente, l’alimentazione si può scegliere con un pulsante sul cruscotto in basso a sinistra, sotto al volante, deciso di utilizzare prima gran parte della benzina, per poter disporre del GPL per salire in montagna. Finora, già da diversi km siamo passati al GPL, abbiamo percorso più di 900 km, e a giudicare dagli indicatori del carburante, separati, posti nel cruscotto digitale, possiamo stare tranquilli perché l’autonomia indicata nel settore dedicato al GPL è di quasi 400 km. Scenderà di un po’, ma non di molto, con la guida in montagna. Vi ricordo che questo motore di 999 cc a tre cilindri che eroga 74 kW, circa 100 CV, presenta pressoché lo stesso rendimento sia se viaggiamo a benzina che a gas. Il cambio di serbatoio e quindi di combustibile, all’esaurimento del serbatoio selezionato, avviene automaticamente e non si nota alcuna differenza. La flessione nelle prestazioni, viaggiando a gas anziché a benzina è minima e la spinta della turbina, in caso di necessità e nei sorpassi, è sempre sufficiente ad assicurarci una guida sicura. La nuova Dacia Duster bifuel è a trazione anteriore, e in salita in buone condizioni di aderenza del fondo asfaltato guadagna con decisione la strada all’uscita e ripartenza dai tornanti. Nei tratti rettilinei successivi la progressione è appagante, sia con l’alimentazione a benzina che a gas. Arrivati a destinazione, proviamo a ‘forzare’ senza esagerare su una strada forestale, ovviamente aperta al traffico, e la nuova Dacia Duster ha continuato a essere convincente. In questo caso, dopo avere agito sul pulsante per selezionare la funzione fuoristrada, in un paio di situazioni critiche ci sono state d’aiuto le telecamere, posizionate sia sulla parte anteriore che su quella posteriore dell’auto. Tutto questo mentre i consumi rimanevano a un livello ragionevole, tanto di consentirci di programmare il prossimo rifornimento di carburate a dopo il rientro a casa. In discesa, un buon impianto frenante con quattro freni a disco, ci ha permesso di continuare a guidare in modo divertente, e sempre in piena sicurezza. #chrlieinauto3/409             #provavintage

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#testdrive La Nuova Dacia Duster è vettura dell’anno 2025 per il Premio Auto Europa

Il riconoscimento dell’UIGA per la sostenibilità e l’innovazione Tanti comandi per assistenza a conducente e passeggeri di fascia alta   La Nuova Dacia Duster Bifuel 2024 ha vinto il Premio Auto Europa dell’anno 2025, che è indetto da UIGA, l’Unione Italiana Giornalisti Automotive. Premio al quale ho partecipato per la votazione e alle premiazioni. È stata scelta per diversi motivi, ma soprattutto perché segna un percorso nuovo e coraggioso della Casa franco-rumena. Questo modello, che è giunto alla terza generazione dopo ben oltre due milioni di esemplari venduti nel mondo, si è totalmente rinnovato: dalla piattaforma, al design, all’elettronica, si presenta come abbiamo raccontato come un crossover attuale e proiettato al futuro. Duster è un modello che ha una grande diffusione in molte parti del mondo, dove viene proposto a rappresentare tutti e tre i marchi del Gruppo: Renault, Dacia, Nissan. Nonostante la decisa vocazione al fuoristrada, viaggiamo in autostrada come se fossimo su una berlina, e nonostante il meteo sfavorevole, piove a dirotto, la percezione del livello di sicurezza dell’auto non cala. Viaggiamo nel pieno confort e la rumorosità contenuta nell’abitacolo ci consente di apprezzare l’impianto di intrattenimento che viene comandato dal nitido e grande display centrale, piazzato al centro della plancia in formato tablet. Il comando più apprezzato sul display è il simbolo di una mezzaluna che sta per modalità notte, e serve per oscurare lo schermo nel caso abbiamo bisogno di vederci chiaro davanti a noi. Sullo schermo leggiamo l’accesso ad Apple Carplay, il livello della batteria del nostro cellulare connesso in wireless, la temperatura esterna e l’orologio. Sempre sullo schermo touch, c’è l’accesso rapido ai comandi di regolazione fine dell’impianto di intrattenimento, che è quadrifonico. E ancora vi si comandano i multimedia, la telefonia, ma anche il navigatore e le impostazioni della vettura. Ci possiamo anche dedicare ad ascoltare buona musica in viaggio senza distrarci, perché c’è una leva multifunzione ergonomica dedicata sotto a quella delle frecce, a destra del volante. Sul volante a quattro razze, su quella principale di sinistra ci sono i comandi del cruise control adattivo e il limitatore di velocità, che volendo adegua la marcia dell’auto ai cartelli stradali sul percorso. Sulla razza di destra ecco i comandi per modificare la schermata del display sul cruscotto in bianco e nero, i comandi vocali per l’auto e del telefono. Sul cruscotto leggiamo il contachilometri analogico digitale, l’analisi della modalità di utilizzo della vettura, l’indicazione sulla modalità di guida attivata (Normale, Off road, ecc.), l’attivazione del controllo di mantenimento della carreggiata (ha l’avviso sonoro e si manifesta chiaramente al volante quando usciamo dal percorso ideale), ma anche il livello del gas e della benzina nel serbatoio che si manifestano a seconda del tipo di carburante in uso, e la lettura dei cartelli stradali. Accanto al cruscotto, a desta sulla plancia c’è un utile supporto per il cellulare. Utile per il nostro viaggio il comando ECO, che è sotto al display centrale assieme al comando per lo Start & Stop, le frecce di emergenza, lo sblocco delle portiere, perché il blocco avviene automaticamente quando si avvia il motore o si scende e ci si allontana dall’auto. Infatti, la chiave è a scheda elettronica stilizzata in linea con il nuovo simbolo Dacia delle D contrapposte. Con il comando ECO calano leggermente le prestazioni, ma il consumo si riduce e sulla distanza il vantaggio è tangibile. Arriviamo in Friuli, a Rivignano, per condurre la premiazione della Società bocciofila rivignanese, che compie 50 anni di attività. Al termine, rotta verso casa, e raggiungiamo Lignano Sabbiadoro, nella Riviera friulana. #charlieinauto3/406

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#charlieinauto Ford Tourneo Courier sicuro e deciso anche sui percorsi di montagna

Il modello di SUV multi-spazio ha un’ampia capacità di carico: fino a 2.160 litri di capienza a sedili posteriori abbassati Un doppiofondo dietro alle alette parasole e un pannello laterale che crea un comodo porta oggetti Una soluzione multispazio che piace anche per il design moderno e nel contempo morbidamente vintage. Sarà per l’accostamento dei colori del Courier che abbiamo in prova, si richiama a uno stile britannico, anche se la tecnologia che adotta e le soluzioni per renderlo davvero confortevole sono di livello superiore alle aspettative. Il nuovo Ford Tourneo nella versione Courier è l’interpretazione in formato magnum dell’auto familiare, massima capacità di carico, possibilità di trasportare fino a sei persone più il conducente. L’ipotesi di un veicolo multifunzionale che possa piacere agli automobilisti a caccia di ampi spazi e di comodità in questa versione di un veicolo commerciale della Ford è riuscita. Salendo a bordo, al volante, ci si rende conto da subito di che cosa significa abbandonare temporaneamente un’auto sportiva o anche una berlina o coupé tradizionali per guidare la Courier: un confort che si apprezza prendendo posto al volante raggiunto senza le acrobatiche evoluzioni alle quali ci costringono oramai spesso diverse vetture. Allungato rispetto al modello precedente fino a 434 cm, si presenta con un abitacolo ancor più abitabile, mentre il grande portellone posteriore incernierato verso l’alto consente di caricare anche oggetti ingombranti. Motore a tre cilindri a benzina turbo Ecoboost, unica versione, con cambio manuale a 6 marce o automatico a doppia frizione a sette rapporti. Il motore è di ‘soli’ 1.000 cc.  a eroga 125, e risponde con una coppia di 170 Nm che sale a 200 con la funzione Overboost. Tourneo Courier è un’auto sostenibile, perché consuma poco, anche 20 km/l a 90 km/h. Altrimenti il consumo sale, ma non oltre i 14 km/l. il serbatoio di 45 l ci permette così di progettare qualche gita ‘fuori porta’. Partiamo da Portogruaro, città di matrice veneziana con begli scorci sulle acque (il fiume Lemene con il suo suggestivo mulino nel cuore del centro abitato e i canali collegati) e un’architettura che si richiama a Venezia. Nel nostro test drive non  avevamo ancora progettato una escursione in montagna. Il trasferimento in autostrada ci permette di riscontrare che Tourneo Courier ha una buona ripresa specialmente utilizzando il cambio nella modalità manuale. Il motore turbo assistito e la coppia elevata per un motore di meno di 1.000 cc le consentono di recuperare velocità  nei sorpassi. Ma ora vediamo in salita… non occorre che ricorriamo alle ridotte, che sono previste, ma la salita è importante sale con sufficiente decisione. Inseriamo la funzione Overboost ed ecco le ripartenze efficaci e utili specialmente nella guida in montagna all’uscita dai tornanti in salita. Tourneo Courier ci porta rapidamente in cima in piena sicurezza, tanto assistiti che siamo stati tentati di disinserire il controllo di carreggiata per poter fare qualche traiettoria. La struttura un po’ alta della vettura non influisce sulla tenuta di strada, nemmeno in discesa, dove continua a mantenere una buona tenuta di strada e a limitare un rollio che vista la struttura dell’auto ci saremmo aspettati. Quindi, Tourneo Courier è promossa quanto a stabilità. Arriviamo in cima alla salita, e raggiungiamo Piancavallo per una tonificante escursione sui sentieri del CAI, che sono segnalati e decisamente panoramici. Al rientro la discesa ci conferma la stabilità di un mezzo che sconta, per la velocità, il disagio di un muso troppo squadrato da opporre al vento. E di fiancate voluminose che, in caso di vento, richiedono attenzione al volante. Scendiamo per raggiungere Valvasone, antico borgo medioevale perfettamente ristrutturato, con mura suggestive e un castello perfettamente conservato da visitare. Proprio fuori dalle mura ci fermiamo a trovare un’amica viticoltrice: Luisa Menini che con il marito enologo, Nicola Pittoni, ha realizzato l’azienda vinicola Borgo delle oche, dal nome del borgo cantato da Pier Paolo Pasolini, dimostrando che anche dalle grave del vicino torrente Cellina si possono ricavare buoni prodotti enologici. #charlieinauto3/405        #provavintage

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