montagna

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#testdrive La montagna è il suo scenario naturale anche con la neve

Dotazioni e controlli di sicurezza e gomme adeguate a ogni tipo di fondo Su neve giaccio sotto controllo nonostante la spinta di 550 Nm di coppia Non ci siamo attrezzati per un uso estremo dell’INEOS Grenadier, perché come già detto non eravamo in grado, per motivi di tempo, di organizzare un’uscita assieme a un mezzo analogo, indispensabile per risolvere le situazioni più intricate, ma lo faremo presto, con il nuovo modello in fase di presentazione, ma non potevamo tralasciare la prova ion montagna. anche perché, per ora poca, ma sulle nostre Alpi è caduta la prima neve. C’incuriosisce sapere come si comporta Grenadier in salita e in montagna. Viaggiare su strade normali, una volta fatta la mano alle dimensioni e al tipo di sterzo progettato per il fuoristrada, diviene naturale e in ogni caso siamo avvantaggiati dal fatto che proprio le dimensioni e l’allestimento, anche se quello del modello in prova è standard, non lo fanno passare inosservato. Quindi, anche sui tratti di strada più stretti e impegnativi non abbiamo mai avuto problemi e proseguire senza difficoltà. Superando anche il fatto che il raggio di curvatura dello sterzo del Grenadier, per i problemi di demoltiplicazione e per consentirgli di superare le sollecitazioni che la sua massa, il suo peso, ma anche la coppia importante del motore (550 Nm) non si possono evitare, non è dai più favorevoli per affrontare i tornanti. Ciononostante, anche affidandoci al cambio automatico a 8 marce non abbiamo mai avuto problemi, e il piacere insostituibile di sentire sotto la schiena la rassicurante e corroborante spinta in avanti a ogni cambio di marcia ci distoglie da ogni perplessità. È evidente che l’utilizzo delle marce ridotte, che si comandano con la leva accanto a quella del cambio automatico, in queste condizioni è inutile e lo proveremo in un secondo tempo. Quando, con la bella stagione, ci addentreremo in qualche pista forestale. Così, finalmente raggiungiamo la neve. Pensate che ce ne siamo accorti? La Grenadier è un fuoristrada a quattro ruote motrici permanenti, con la possibilità di agire favorendo la spinta sull’asse anteriore o su quello posteriore. Ma sul ghiaccio e sulla neve fa tutto da sola. Nonostante la massa, ma anche per il peso, si sposta sulla strada con il fondo bianco di neve come se si trovasse sull’asfalto, senza scomporsi minimamente quando insistiamo con l’acceleratore o deviamo di direzione o affrontiamo una strada laterale oppure ci infiliamo in una strada che si inerpica nel bosco. Allo stesso modo in discesa Grenadier si muove senza incertezze, e se accenniamo ad aumentare la velocità mantiene il controllo e si lascia condurre anche docilmente dove decidiamo noi. È anche pronta a fermarsi in poco spazio anche sulla discesa innevata. Tanto da tenere testa ad auto più performanti seppur dotate di pneumatici adeguati alla situazione. Anche l’impianto di riscaldamento e climatizzazione è efficace, sui posti anteriori come sui sedili posteriori. Non ci resta che goderci l’impagabile scenario della pianura che si distende ai nostri piedi fino all’orizzonte, fino al mare. prova superata, dunque anche in questo caso. #charlieinauto3/442

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#testdrive In montagna la Hyundai Kona Hybrid perfettamente a suo agio

La spinta dell’unità elettrica e cerchi da 18’ regalano divertimento alla guida Sempre in piena sicurezza anche nel misto veloce e in discesa Hyundai Kona, giunta alla seconda generazione, come accade per tutte le Case propone sempre nuove opzioni in un crescendo di dotazioni e non solo. Così è per la Kona, urban SUV che non cela le aspettative fuoristradistiche, o crossover, senza trascurare il confort. Ultima nata nell’offerta delle motorizzazioni, quella full-hybrid si inserisce tra la versione ‘semplicemente’ a benzina, e a quella mild hybrid, che si attacca alla spina di corrente per la ricarica perché può essere collegata alla colonnina nei luoghi pubblici e privati, alla colonnina installata a casa, ma anche alla presa di corrente domestica, ma di adeguata capacità per l’assorbimento importante nel ripristino della carica. C’è anche 100 per cento elettrica. Questa, full-hybrid, è un corretto compromesso nella rigenerazione ecologica, perché con l’inserimento dell’unità elettrica l’auto è ancor più performante, mentre nel contempo si ottimizzano i consumi senza dover fare nulla di diverso di quanto è richiesto da un motore termico per il suo funzionamento ottimale. Quindi, per vedere se questa variante della Kona conferma il trend della Casa coreana dalla più lunga e vincente esperienza rallystica non ci resta che un test inequivocabile: la strada di montagna. L’abbiamo già promossa su strada e sullo sterrato, verificando la sicurezza e la maneggevolezza della versione di 1580 cc a quattro cilindri da 98 CV, che divengono 141 CV sommando la performance del motore termico con quella dell’unità elettrica, in una prova che è risultata convincente. Infatti, anche in salita il cambio a sei marce con la trasmissione a doppia frizione (DCT) adatta le performance della Kona Hybrid anche alla guida brillante e a un percorso misto, lungo il quale la pendenza importante si confronta con un alternarsi di curve e controcurve che ci appagano nella guida, ma non rallentano la salita. Né incidono pesantemente sui consumi. Ricordo, infatti, che sul percorso misto o sui trasferimenti il quattro cilindri Hyundai percorre circa 20 km con un litro. Con la guida più brillante e in salita difficilmente si scende sotto ai 17 km con un litro, perché è proprio l’unità elettrica a venirci incontro. Per quanto riguarda la guida, i cerchi da 18’ confermano di essere la dimensione adatta per una guida sicura anche quando si richiedono prestazioni alla vettura nella modalità SPORT, così come aumentano la sensazione di sicurezza in discesa e in staccata. Ed è tutto sotto controllo, grazie al grande cruscotto a schermo unico Supervision da 12.3 pollici, touchscreen e a cristalli liquidi. Mentre la comodità alla guida è amplificata dalle regolazioni fini del sedile del conducente, che prevede anche la regolazione lombare elettrica. Inoltre, l’elevato confort interno consente di apprezzare al meglio le qualità dell’impianto Bose. Per amplificare il divertimento alla guida di questo urban SUV  crossover, il cambio si può comandare anche manualmente  con le pratiche palette al volante, così la sensazione di gestire le performance è immediata. Mentre ci agevola in discesa perché a supporto delle capacità dei quattro freni a disco possiamo inserire il freno motore con i cambi di marcia ad hoc. Nei tornanti più stretti, dove le canalette e i cordoli non mancano, e nell’inserimento nei bivi in tornante che si innestano in una salita, utile è la proiezione delle immagini delle telecamere retro-laterali. Ecco che cosa succede: la visione delle riprese dalle telecamere si attiva al posto dei due orologi della strumentazione sul cruscotto semplicemente sterzando verso la direzione prescelta; una funzione che è dunque utile non soltanto sui ‘veicoli lunghi’ per eliminare la mancanza di visibilità negli angoli morti, ma anche nelle manovre e nella guida in condizioni particolari. Quindi, anche in montagna, come ci aspettavamo, anche questa Kona, la Hybrid, non manca di fare bella figura. #charlieinauto3/435  #provavintage  #hyundaiKona  #hybrid #montagna    

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#testdrive Sandero Stepway bifuel il crossover compatto Dacia per divertirsi in montagna

Anche a gas si arrampica tra i tornanti in salita con prestazioni appaganti Promossa anche alla prova dei consumi Sandero Stepway Extreme UP MY24 1.0 Tce ECO-G, è la Dacia che stiamo provando, scoprendo di volta in volta qualità capaci di appagare le nostre attese di automobilisti, ma anche di driver. Riepilogando, il motore a tre cilindri da 999 cc eroga 100 CV, ed è la turbina a offrirci prestazioni spesso inattese anche viaggiando a gas, ovvero, sempre, perché una volta scoperti i costi del combustibile per le nostre abitudini di guida ritorneremo alla combustione a benzina, anzi, ci ritornerà la Sandero automaticamente soltanto a esaurimento del GPL. Prestazioni elevate per la categoria di SUV compatti e perdipiù fuoristrada, tenuta di strada rassicurante nonostante l’assetto leggermente rialzato perché si tratta della versione crossover, che ci inducono a provare come va in salita e in montagna. Infatti è molto maneggevole ma nei tratti veloci trasmette al volante la stabilità di un’auto ‘normale’, ma sempre in montagna ci accorgiamo che nelle manovre su strade particolari il raggio di sterzata è davvero ridotto. Ciò ci permette di infilarci anche in mulattiere e strade di montagna sulle quali è richiesta la maneggevolezza per districarsi da buche, tratti franati, dossi ecc. ma la sorpresa di quanto può fare arriverà quando andremo a inserire la Sandero Stepway in uno spazio di parcheggio ridotto: le ruote anteriori, sterzando al massimo, ci faranno sentire come le mordono l’asfalto con la gomma degli pneumatici tanto è ridotto il raggio di curvatura. Ma saliamo: il percorso è misto la strada larga quanto basta per salire velocemente in piena sicurezza. Sei marce ben selezionate, una seduta di guida accogliente e comoda per il conducente e per i passeggeri, il display centrale ad alta definizione con schermo ‘touch’ che grazie alle App, per esempio Waze, ci mostra la strada e ci fa indirettamente da copilota, ma va bene anche Maps che è di serie sull’auto, e il divertimento è assicurato. La Stepway si arrampica con grinta e se abbiamo i passeggeri a bordo non risente molto dell’aumento di peso al quale la sottoponiamo. Riparte veloce anche dai tornanti stretti con la strada che in uscita continua a salire. I consumi sono bassi per la categoria, anche a gas, e proviamo a cambiare alimentazione nel corso della salita per vedere la differenza: si riduce un po’ la reattività, ma grazie alla coppia di 170 Nm a 2000 giri continua a salire con decisione ripartendo con grinta e ci permette una guida sportiva nei tratti a mezza costa della strada di montagna che fra poche settimane sarà chiusa, per tutto l’inverno, causa neve. Arriviamo alla discesa, e la vocazione sportiva della Stepway Extreme UP si conferma con un impianto frenante adeguato. I quattro freni a disco, l’assetto che si modifica a seconda della funzione di guida prescelta (ricordo ECO più confortevole e morbida e adatta al fuoristrada e Normal più rigida, quindi ottima per questo caso) continuano ad assecondare le nostre aspettative per una guida divertente. Attenzione, dico divertente nel senso che deve essere piacevole per il conducente, o driver, e per i passeggeri, ma deve anche garantire la sicurezza degli stessi, dell’auto, di tutto ciò che incontreremo sulla strada. Quindi, va praticata sulla strada chiusa o con un buon margine di sicurezza da verificare preventivamente. Nel nostro caso, guida veloce con il solo scopo di verificare i limiti plausibili dell’auto per capire se possiede i requisiti per le condizioni di massima sicurezza nella guida normale. Ovvero, a vantaggio di tutti i nostri lettori. In questa nostra giornata che la Dacia Sandero ha contribuito a rendere divertente, non abbiamo trascurato di monitorare i consumi che andavano in media da 13 a 20 km con un  litro, di gas ovviamente. Vi ricordo cosa significa viaggiare a Gpl? La scorsa volta siamo andati dalla Riviera friulana a Cortina d’Ampezzo, circa 190 km, e ritorno, con la Dacia Sandero con 20 euro di gas.   #charlieinauto3/429 #charlieinauto #testdrive #testrive #fvgdascoprire #nordestdascoprire #dacia #sanderostepway #bifuel #gpl #gaspropanoliquefatto #piancavallo #montagna    

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#testdrive #Dacia Sandero a suo agio anche lungo la sinuosa Statale di Alemagna

Non sfigura tra i vip lo stile giovane della Stepway Promossa per i consumi e a gas non soffre in montagna E in montagna? Andiamo a gas o a benzina? Data la decennale esperienza, e a proposito quest’anno è il decennale di #Charlieinauto, un percorso iniziato con la prima delle numerose visite a #EXPO2015 a Milano, a volte mi ‘scapperebbe’ di scrivere benzina Super perché quando ho ottenuto la patente, soprattutto le utilitarie cioè la gran parte delle auto in circolazione, funzionava a benzina Normale. La domanda iniziale è comunque pertinente, perché stiamo provando la #Dacia #Sandero Stepway bifuel, ovvero con alimentazione a scelta a benzina o a GPL. Ricordiamo che, se inizieremo a usarla con il gas, quando si esaurirà il serbatoio la Sandero passerà automaticamente all’alimentazione a benzina, e non sentiremo grande differenza. Per fugare ogni dubbio e sconfessare gli scettici, scegliamo un’escursione ‘mista’, che a un percorso in montagna ‘leggero’ unisce un tracciato sinuoso, in falsopiano, ma anticipato dal trasferimento in autostrada. La nostra meta? Cortina d’Ampezzo, la Regina delle Dolomiti. È stata più volte la nostra meta negli anni d’oro tra il 1970 e la fine del XX secolo, non tanto per la passione sciistica, in realtà pratico lo sci nordico o da fondo, e Cortina non è la meta ideale visto che ci sono percorsi fantastici anche nel Friuli Venezia Giulia, ma perché, come si vede nei film di Natale con Christian De Sica e non solo, è l’icona del divertimento e della bella vita. Ed effettivamente mi è capitato più volte di ritrovarmi nelle serate dei Vip, perché coinvolto dagli organizzatori, da amici, da compagni di studi che a Cortina avevano e hanno la casa o l’appartamento in montagna di famiglia. L’atmosfera cortinese non è cambiata e vi si respira un clima sereno e disteso, che invita a condividere esperienze di relax, ma anche emozioni mondane. In realtà, dopo l’imperdibile visita alla Cooperativa, non lasciatevi trarre in inganno dalla Ragione sociale ma è una sorta di #Rinascente milanese in scala ridotta soltanto per quando riguarda la volumetria complessiva, perché in realtà offre di tutto, di qualità e a prezzi accessibili, ci siamo ‘rifugiati’ anche se il clima era mite nella pregiata pasticceria Alverà. Titolare è l’erede, runner, di uno dei mitici fratelli che regalarono all’Italia l’oro alle Olimpiadi e ai mondiali di Bob negli anni ‘60. La strada, dunque: per arrivare al cospetto dell’Antelao, del Faloria, alle spalle delle Tre cime di Lavaredo, a due passi dall’imperdibile Lago di Misurina e a Pocol, da lì vicino ‘decolla’ la vertiginosa funivia del Lagazuoi che vi porta quasi a 2700 metri, dopo l’autostrada A27 fino a Longarone si arriva alla Statale di Alemagna. In autostrada, la Dacia Sandero Stepway bifuel, che ha un motore a tre cilindri da 999 cc da 100 CV turbocompresso, grazie all’elettronica con la funzione ECO riduce sensibilmente il consumo, che in velocità a GPL si aggira sui 7/8 litri per 100 chilometri, a benzina è più limitato ed è adeguato alle attese: 5/6 litri per 100 chilometri. Siamo arrivati fino a Longarone posizionando il cruise control sui 125 Km/h e questo è stato il responso. Inoltre, e questa è l’ultima versione della Stepway prima del nuovo restyling 2026 già presentato, assieme alla comodità dei sedili, il confort si conferma sui sedili posteriori, il sistema di controllo laterale, che coincide con quello anticollisione mentre sugli specchietti retrovisori esterni si illuminano vistosi led di colore arancio per avvisare dell’avvicinamento di altri veicoli da dietro, ci ha permesso di guidare ‘quasi’ senza mani, ovvero semplicemente assecondando il volante. Non temete: nel caso ci fossimo avvicinati alle linee di carreggiata laterali l’auto si sarebbe automaticamente, spesso con decisione, riposizionata da sola al centro della carreggiata. E sul misto della statale di Alemagna? Innanzitutto, abbiamo apprezzato, era un po’ che non la percorrevamo, le lunghe e recenti gallerie alle quali se ne aggiungeranno altre per ridurre i disagi sul percorso. In vista delle Olimpiadi Milano Cortina del febbraio 2026 anche il Cadore si rende dunque più accessibile con i nuovi lavori stradali. Sulla sinuosa statale di Alemagna, dunque, la maneggevolezza della Stepway, la sua briosa vocazione alla performance anche alimentata a gas ci ha regalato una guida molto divertente, anche nei sorpassi di mezzi pesanti sempre in piena sicurezza e dove possibile, in tutta tranquillità. Infine, il look gradevole della Stepway, la versione crossover del SUV compatto della Dacia, per la sua innovativa linea giovane non sfigurava nei parcheggi dove spiccavano le Supercar.  Una nota simpatica: al rientro avevamo a disposizione ancora quasi 600 km di autonomia. Questa volta non era indispensabile, ma per percorrere lunghi tratti la disponibilità dei due serbatoi che raddoppiano l’autonomia può fare comodo, specialmente per i viaggi più lunghi di notte, in zone non conosciute. Al ritorno, ma verremo a Cortina anche in occasione delle Olimpiadi invernali, abbiamo ripercorso lo stesso tragitto e ci è venuta in mente una notte avventurosa di uno degli ultimi anni del secondo millennio. All’epoca disponevo di una media cilindrata italiana a trazione anteriore molto nota e diffusa, e avevo convinto la mia compagna, tuttora mia moglie, ad accompagnarmi per l’invito di un’amica comune che gestiva un locale enogastronomico alla moda, di un brand friulano. Il movente: la serata organizzata in quel locale dalle Donne del vino del Veneto. Alcune, autrici di grandi prodotti enologici del veronese e del vicentino, le conoscevo già, altre, anche televisive, le conobbi in una serata indimenticabile. Ma indimenticabile sarebbe stato anche il viaggio di ritorno. Dovevo rientrare verso Udine, dove all’epoca abitavo, ma alle 3 del mattino, nel viaggio di rientro, arrivati prima di Longarone siamo stati sconsigliati da una pattuglia della stradale a proseguire perché, era pieno inverno, c’era stata una improvvisa e copiosa nevicata che rendeva impraticabile l’autostrada verso Conegliano o Pordenone. Non esistevano ancora le App dei cellulari, così non ci è rimasto che infilarci nelle gallerie del lago del Vajont, e con cautela, le gomme da neve di allora non erano ancora quelle termiche attuali,

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#testdrive Sicurezza attiva di livello 2 a bordo della nuova Hyundai Santa Fe

Sistemi anticollisione e assistenza alla guida per il fuoristrada in montagna L’mpia finestratura fa godere a tutti gli occupanti la ricchezza dei paesaggi In modalità elettrica nel silenzio incontaminato delle Alpi La nuova Hyundai Santa Fe Hybrid vuole essere il tramite tra l’alta tecnologia e la possibilità di vivere e condividere con i passeggeri le emozioni trasmesse dalla visita di ambienti naturali di pregio ammirando paesaggi incontaminati. Lo si intuisce appena si sale al volante: a rubare subito l’attenzione è il cruscotto che è un grande display. Guardando da sinistra a destra, sotto ai due montanti del parabrezza ci sono il cluster digitale, o più italianamente cruscotto, e il touch screen per l’infotaintment. Il tutto da 12,3”. Abbiamo detto che è full-hybrid, e che i 215 CV che ricava dal motore a benzina di 1600 cc li mette a disposizione grazie alla batteria ausiliaria che si ricarica con la frenata rigenerativa, utile per guidare con un solo pedale, ovvero quello dell’acceleratore. Pedale che poi diviene inutile se utilizziamo, ovviamente in autostrada o in condizioni che lo permettano, il cruise control intelligente. Ma ora siamo saliti a bordo e ci occupiamo della sicurezza: assieme alle dotazioni elettroniche, l’assistenza attiva è confortata da 10 airbag, due frontali, due laterali, due a tendina che riparano anche i sedili della terza fila, due nuovi laterali per la prima e la seconda fila, uno per le ginocchia del conducente; tutti pronti a esplodere ‘beneficamente’ per riparare tutti gli occupanti dall’eventuale impatto con l’interno del grande Suv fuoristrada. La scelta costruttiva è interamente orientata alla sicurezza in caso di collisione con l’utilizzo di acciaio e materiali di alta qualità ottenendo un incremento della resistenza della carrozzeria del 4,5 per cento. Ma nella progettazione si è tenuto conto anche della distribuzione del carico in caso di urto. Così Santa Fe è ora in grado di assorbire ancor meglio l’eventuale impatto, riducendo nel contempo al minimo la deformazione dell’abitacolo. Ancora sicurezza attiva con le portiere posteriori che vengono bloccate nel caso rilevi veicoli in avvicinamento da dietro. Ritorniamo sul cruscotto e a sorpresa scopriamo che azionando le frecce direzionali i due orologi divengono due piccoli ma utilissimi schermi, a sinistra per svoltare a sinistra, a destra per svoltare dall’altro lato: come due oblò ci mostrano in diretta la vista posteriore e laterale, evitandoci il pericolo dei punti ciechi in manovra, ma anche nel cambio di corsia o di direzione. Ancora assistenza attiva in retromarcia o in parcheggio: i sensori rileveranno un eventuale ostacolo con la telecamera posteriore o i sensori a ultrasuoni mostrando subito l’avviso di pericolo sul cruscotto, ma anche frenando autonomamente per evitare la eventuale collisione, anche se il rischio proviene lateralmente e stiamo uscendo da un parcheggio. Santa Fe monta l’Highway Driving Assist 2 che è la guida autonoma di livello 2: controlla la velocità del veicolo e la distanza da altri mezzi rallentando o frenando autonomamente se viene rilevato il rischio collisione, anche se è con un pedone o un ciclista. Segnala anche il sopraggiungere da dietro di altri veicoli nel cambio di corsia. Autonomamente, la nuova Santa Fe è capace di parcheggiare da sola in modo parallelo alla strada, a spina di pesce o perpendicolare. Ma, a sorpresa, con il telefono cellulare e con l’applicazione la nostra auto può essere ‘invitata’ a entrare o uscire da un parcheggio da sola, mentre il conducente fuori dall’auto. Opzione utile dove ci sono gli stalli del posteggio stretti o il parcheggio è intasato, oppure in montagna in situazioni o condizioni particolari. Già, montagna… Siamo già saliti sul monte di Muris, ma la sua conformazione non permetteva escursioni o deviazioni particolari. Così, saliamo più in alto. Delle due qualità, la maneggevolezza e le doti di arrampicatrice nonostante il volume importante ma sempre gestibile, abbiamo già detto. Va aggiunto che l’ampia finestratura e il tetto trasparente, oltre a scongiurare il rischio che gli occupanti possano sentirsi ‘rinchiusi’ in un abitacolo comunque spazioso per tutti, consente di ammirare comodamente la bellezza del paesaggio circostante, anche guardando verso l’alto, attraverso le fronde degli alberi. Non ci resta che imboccare una mulattiera in quota, ce ne sono ancora di aperte al transito. Lasciando l’asfalto, agiamo sul comando che è posto sul tunnel centrale, sotto alla plancia e al vano che consente di ricaricare in wi-fi due telefoni alla volta, e tra le opzioni di guida ecco Eco, Sport, My Drive; scegliamo quest’ultima, per poi passare alle opzioni Terrain. Se dovessimo averne bisogno finendo in una strada difficile o cieca c’è il sistema di telecamere posizionate sul muso e in coda, che grazie alla IA ci mostra sul display le immagini virtuali dell’auto e di ciò che la circonda da fuori e dall’alto. Azioniamo l’apertura del tettuccio e apriamo la tendina che protegge il tetto finestrato fino in coda per permettere anche ai passeggeri di godersi il panorama e saliamo. Ovvio che ci spostiamo sulla mulattiera con la stessa sicurezza con la quale ci sposteremmo su una strada asfaltata. Lo stesso avviene sullo sconnesso o sulle buche che sono il ricordo delle nevicate e gelate della precedente stagione invernale: il confort per tutti gli occupanti è sempre massimo. Rinunciamo ad attivare l’impianto Bose di alta qualità a disposizione e ci immergiamo nella bellezza e nel silenzio dell’ambiente alpino. Riusciamo anche ad avvicinare alcuni caprioli scomodamente, secondo noi, appollaiati su ciglioni rocciosi, senza disturbarli spostandoci in modalità elettrica, e riusciamo a affrontare e superare un rilievo notevole collegato da una strada di servizio. Scendendo, incrociamo il parco chiuso del Rally del Piancavallo, ad Aviano. Infatti, in alto, ci eravamo spostati tra i monti del complesso del Monte Cavallo per seguire le prove speciali della gara, della quale sono stato l’addetto stampa per sei edizioni. Bei tempi, sotto la guida di ‘Iccio’ Maurizio Perissinot, con Giancarlo Predieri e Angelo Presotto, che ricordo sempre con grande affetto perché hanno segnato il mio ‘lancio’ nel giornalismo dei motori, superando la fase delle radio ‘pirata’ e delle radio e tv private, con ‘Poole Position-Motori a Mach2’

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#testdrive #provasustrada #kia Sportage Gt Line Hybrid HEV coniuga sostenibilità e prestazioni

L’elettronica rende gradevole la guida veloce sullo sterrato in montagna Sulla salita da cronoscalata il cambio automatico rivela la sua efficacia Lunghi tratti in modalità elettrica, è il paradigma della Kia Sportage1.6 TGDi Gt Line Hybrid HEV, ibrida a benzina, motore di 1.598 cc a quattro cilindri, capace di scaricare una potenza di 117,60 kW, ovvero 215 CV ottenuti sommando la potenza del motore a scoppio con quella erogata dall’unità elettrica; per esemplificare il risultato, eroga una coppia di 350 Nm a 1.500 giri. Trazione anteriore, SUV con vocazione fuoristrada, affida gran parte delle sue interessanti performance all’elettronica. Per esemplificare, per controllare le ruote da 18’ adatte anche alla guida performante, oltre alle funzioni di guida Eco è quella più sostenibile: ci ha portato a consumare anche soltanto 4,8 l per 100 km. Drive, è per la guida di ogni giorno, ma se vi abituerete a usare Drive, con un sistema di propulsione così ben tarato i consumi saranno ugualmente sostenibili. Sport è infine la regolazione della gestione del motore più dinamica, con la quale quella che ci consente la guida più vivace e veloce, con un assetto che tiene conto delle nostre velleità sportive. Non solo, ma agendo sulla manopola posta sotto al mano polone per decidere se si passa alle funzioni Terrein, ovvero fuoristrada, che sono Snow, Mud e Sand, Neve, Sassi, Sabbia. Questa regolazione modifica anche l’assetto dell’auto e la sensibilità sulle asperità del percorso, tra i sassi, le buche, le pozzanghere. Non solo, ma agisce non soltanto sugli ammortizzatori e il sistema al quale sono collegati, ma anche sulla stabilizzazione dell’auto che riduce vistosamente le oscillazioni. E ancora, amplifica la funzione di guida con un solo pedale e con essa la capacità di autorigenerazione o autoricarica della batteria del sistema ibrido, aumentando l’effetto frenante e rendendola particolarmente maneggevole e versatile anche in montagna e sui percorsi non asfaltati. È infatti bene ricordare che il cambio è automatico a 6 marce ma dispone dei comandi a paletta al volante, per innestare la marca relativa alle scelta di guida più conveniente. Per una guida più appagante e adatta al percorso che stiamo affrontando è possibile effettuare il cambio delle marce manualmente con le palette al volante, anche se, al termine dei nostri test, abbiamo verificato che il cambio automatico è perfettamente calibrato e che conviene lasciar fare a lei, perché se la sa cavare al meglio in tutte le circostanze. In discesa, in montagna, il mix dell’interazione tra la guida manuale e quella automatica è il valore aggiunto della guida automatica: la nuova Kia Sportge HEV asseconda le nostre scelte istantaneamente e si fa guidare utilizzando il solo pedale dell’acceleratore. Sul cruscotto, tra gli strumenti elettronici a disposizione con l’indicatore della quantità di energia in utilizzo c’è anche quella della ricarica in corso, ma, per sdrammatizzare la ricerca di percorsi avventura ecco la bussola. Oggi comunque non ne avremo bisogno. Perché ci dedicheremo alle strade di montagna e sterrate. Partiamo dalla fine, ovvero citando il fatto che al rientro, pur al termine di una discesa veloce e invitante il sistema frenante non si è minimamente surriscaldato. Mentre Sportage è dotata della funzione di discesa controllata in caso di scarsa aderenza. Poi, nei tratti di misto su terra non si scomposta minimamente continuando a trasmetterci attraverso il volante  quella sensazione di affidabilità e sicurezza che ci aveva colpito da subito. Nel misto veloce, sapendoci fare, è sufficiente il lieve colpetto d’acceleratore alla corda della curva per mantenere la traiettoria che avevamo individuato all’inizio del percorso non più rettilineo. Evidentemente anche l’elettronica ci mette del suo con efficacia. Mentre l’abitacolo è talmente ben strutturato che se all’interno dell’abitacolo non si percepisce il rumore del motore, è vero nel contempo che la stessa sensazione di confort ci è assicurata dal sistema di ammortizzamento e controllo elettronico, che come l’ausilio alla guida, anzi gli ausili alla guida è molto efficace e trasmette sicurezza, in modo da consentirci di progettare nuove avventure e nuove sfide. Anche di goderci gli splendidi paesaggi di primavera nella #Rivierafriulana, perché l’utilizzo frequente della modalità elettrica ci permette di entrare in silenzio anche nelle zone più suggestive senza turbare la quotidianità della fauna che vi abita e di avvicinare gli animali selvatici che scorrazzano per le terre e le zone umide rivierasche. #charlieinauto3/421      #provavintage

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#testdrive Le nuove Dacia sono fuoristrada agili anche sulla neve

Neve sull’Altopiano del Cansiglio dove Jugger Bifuel non ha avuto incertezze Molto spaziosa è versatile anche sulla neve dove si guida in sicurezza La nuova linea dei SUV della Dacia si sviluppa attorno al concetto di fuoristrada. Infatti, Sandero Steepway, Duster e Jogger, le abbiamo testate tutte nella nuova e azzeccata alimentazione bifuel, benzina e/o gas GPL, sono vetture crossoover. Appena si sale a bordo, questa ‘vocazione’ ci si svela esaminando i comandi, che spesso contengono l’attivatore per le funzioni per una guida ottimale anche su sabbia, sassi, neve. Poi, procedendo con il test drive la particolare propensione ad attutire le oscillazioni e le asperità de fondo stradale ci rivela assetti dedicati. La conferma arriva dall’osservazione dall’esterno dei passaruota e dell’altezza da terra del fondo dell’auto, adeguati al fuoristrada. Ciononostante sono tutte parimenti comode e confortevoli sia per il conducente, docili alla guida, che per tutti i passeggeri. Anche, in questo caso, sulla Jogger, per quelli piazzati sui due sedili ‘supplementari’ in coda. Supplementari soltanto perché sono installati alle spalle dei sedili posteriori e sbucano dal fondo di un ampio bagagliaio, ma divengono sedili a tutti gli effetti. Ai loro occupanti sono dedicati due efficaci deflettori che si aprono a compasso verso il montante del portellone posteriore. Crosso over, o meglio, visto che scriviamo nella nostra lingua madre, fuoristrada, dovrebbe significare anche sicurezza e affidabilità perfino su fondi innevati. Non ci resta che verificarlo. La stagione invernale sta andando avanti, verso la primavera, ma qualche strada di montagna o nel bosco resa ancor più suggestiva dal manto candido della neve ci dovrebbe essere ancora. Così, proviamo a salire in quota, ma noi che abitiamo a nordest siamo fortunati, perché a poco più di un’ora di strada dal mare ci troviamo catapultati nei fantastici scenari dell’arco alpino. In questo caso raggiungiamo l’altipiano del Cansiglio, tra la montagna pordenonese e le dolomiti bellunesi, che si apre a poco più di mille metri di quota. Già, poco più… per questo, su gran parte del pianoro la neve si è già sciolta. Non che il paesaggio e i panorami non più mascherati dalla neve non siano ugualmente suggestivi, però a noi serve altro. Abbiamo bisogno di una valle o valletta riparata dove il sole non batte a lungo e nella quale si è conservata ancora la neve, magari quella caduta fugacemente la notte precedente. L’idea è quella di cercare di imboccare le strade delle malghe, che da quassù, sempre in quota, portano arrivano fino al Piancavallo e oltre. Siamo fortunati, perché oltre i campi da golf, quasi scendendo verso Tambre e il bellunese ce n’è una che fa al caso nostro: si infila nella valle e poi sbuca su un varco panoramico ai margini dell’altopiano, rivolto verso la pianura pordenonese e trevigiana. Prima però facciamo il punto della situazione: questa Dacia Jogger è bifuel, ma abbiamo visto che marciando a benzina o a gas il rendimento e l’efficacia della trazione non cambiano. Però è a due sole ruote motrici, il che in ogni caso non è un dramma perché sono motrici le ruote anteriori e poi di neve ne abbiamo percorsa tanto, tra l’altro per gra parte su auto a trazione anteriore, anche in gara. Le gomme? Sono invernali, non al pieno del battistrada ma scanalature e lamelle sono ancora sufficienti per catturare la neve che rimanendovi attaccata farà resistenza allo slittamento sulla neve o sul ghiaccio presenti abbondantemente sulla strada. Un solo dubbio: il motore è di ‘soli’ 999 cc, ed è a tre cilindri, ma è coadiuvato da una turbina che consente di utilizzare rapidamente i 110 CV, 47 kW a disposizione. Appunto, parte di scatto e scarica nervosamente la potenza, più che sufficiente a terra. Ed è proprio questo il punto: l’aderenza in trazione? La giornata è ancora abbastanza lunga, quindi, se ci dovessimo bloccare qui avremmo tutto il tempo per chiedere assistenza prima dell’arrivo della notte. Inoltre la malga in fondo alla strada è abitata anche d’inverno. cpsì ci proviamo: salgo a bordo e come ci avevano insegnato i ‘vecchi’ piloti, ovvero convincendoci di avere un uovo sotto al pedale dell’acceleratore. Un uovo da non rompere assolutamente, pena la squalifica, oltre a un bel lavoro per ripulire il pavimento e il pedale dell’auto. Il segreto della guida su neve e ghiaccio consiste nel partire lentamente, all’occorrenza sfrizionando, e accelerando soltanto negli istanti nei quali abbiamo la sensazione che le ruote abbiano acquisito aderenza. E va così, raggiungiamo rapidamente la malga, che è anche un B&B, in tempo per l’ora del the, accompagnato però dal gustoso latte di montagna. Per il ritorno? Ormai abbiamo preso confidenza con la Jogger bifuel, e rientriamo senza inconvenienti sulla strada principale sula quale l’asfalto è oramai pulito. #charlieinauto3/419    #provavintage  

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#testdrive #Bifuel di serie la Nuova Dacia Duster ha un’autonomia importante

In montagna anche a gas è divertente alla guida, capace di aggredire la salita Parliamo di autonomia? La nuova Dacia Duster bifuel, alimentata a benzina o a GPL, con motore TCe 100 Eco-G, dimostra la scelta azzeccata della Casa romeno-francese di riprendere la linea di modelli sostenibili anche nella nuova generazione del SUV crossover di fascia intermedia. Sostenibile nel prezzo e nei consumi, e in grado di farvi compiere spostamenti importanti senza dover fare rifornimento. Nel corso di questo test drive abbiamo fatto molta strada, per avere la conferma che si tratta di un’auto crossoover com’è vocazione di tutta la nuova generazione Dacia (c’è il pulsante che adegua le funzioni del motore e dell’assetto ai terreni di media difficoltà), capace però di mantenere la piena affidabilità anche su strada e nella guida veloce. Ma ci manca ancora una prova: la guida in montagna. Abbiamo detto che abbiamo percorso parecchia strada: siamo oltre i mille km dall’ultimo pieno, e nel programmare questo test drive abbiamo volutamente, l’alimentazione si può scegliere con un pulsante sul cruscotto in basso a sinistra, sotto al volante, deciso di utilizzare prima gran parte della benzina, per poter disporre del GPL per salire in montagna. Finora, già da diversi km siamo passati al GPL, abbiamo percorso più di 900 km, e a giudicare dagli indicatori del carburante, separati, posti nel cruscotto digitale, possiamo stare tranquilli perché l’autonomia indicata nel settore dedicato al GPL è di quasi 400 km. Scenderà di un po’, ma non di molto, con la guida in montagna. Vi ricordo che questo motore di 999 cc a tre cilindri che eroga 74 kW, circa 100 CV, presenta pressoché lo stesso rendimento sia se viaggiamo a benzina che a gas. Il cambio di serbatoio e quindi di combustibile, all’esaurimento del serbatoio selezionato, avviene automaticamente e non si nota alcuna differenza. La flessione nelle prestazioni, viaggiando a gas anziché a benzina è minima e la spinta della turbina, in caso di necessità e nei sorpassi, è sempre sufficiente ad assicurarci una guida sicura. La nuova Dacia Duster bifuel è a trazione anteriore, e in salita in buone condizioni di aderenza del fondo asfaltato guadagna con decisione la strada all’uscita e ripartenza dai tornanti. Nei tratti rettilinei successivi la progressione è appagante, sia con l’alimentazione a benzina che a gas. Arrivati a destinazione, proviamo a ‘forzare’ senza esagerare su una strada forestale, ovviamente aperta al traffico, e la nuova Dacia Duster ha continuato a essere convincente. In questo caso, dopo avere agito sul pulsante per selezionare la funzione fuoristrada, in un paio di situazioni critiche ci sono state d’aiuto le telecamere, posizionate sia sulla parte anteriore che su quella posteriore dell’auto. Tutto questo mentre i consumi rimanevano a un livello ragionevole, tanto di consentirci di programmare il prossimo rifornimento di carburate a dopo il rientro a casa. In discesa, un buon impianto frenante con quattro freni a disco, ci ha permesso di continuare a guidare in modo divertente, e sempre in piena sicurezza. #chrlieinauto3/409             #provavintage

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#charlieinauto Ford Tourneo Courier sicuro e deciso anche sui percorsi di montagna

Il modello di SUV multi-spazio ha un’ampia capacità di carico: fino a 2.160 litri di capienza a sedili posteriori abbassati Un doppiofondo dietro alle alette parasole e un pannello laterale che crea un comodo porta oggetti Una soluzione multispazio che piace anche per il design moderno e nel contempo morbidamente vintage. Sarà per l’accostamento dei colori del Courier che abbiamo in prova, si richiama a uno stile britannico, anche se la tecnologia che adotta e le soluzioni per renderlo davvero confortevole sono di livello superiore alle aspettative. Il nuovo Ford Tourneo nella versione Courier è l’interpretazione in formato magnum dell’auto familiare, massima capacità di carico, possibilità di trasportare fino a sei persone più il conducente. L’ipotesi di un veicolo multifunzionale che possa piacere agli automobilisti a caccia di ampi spazi e di comodità in questa versione di un veicolo commerciale della Ford è riuscita. Salendo a bordo, al volante, ci si rende conto da subito di che cosa significa abbandonare temporaneamente un’auto sportiva o anche una berlina o coupé tradizionali per guidare la Courier: un confort che si apprezza prendendo posto al volante raggiunto senza le acrobatiche evoluzioni alle quali ci costringono oramai spesso diverse vetture. Allungato rispetto al modello precedente fino a 434 cm, si presenta con un abitacolo ancor più abitabile, mentre il grande portellone posteriore incernierato verso l’alto consente di caricare anche oggetti ingombranti. Motore a tre cilindri a benzina turbo Ecoboost, unica versione, con cambio manuale a 6 marce o automatico a doppia frizione a sette rapporti. Il motore è di ‘soli’ 1.000 cc.  a eroga 125, e risponde con una coppia di 170 Nm che sale a 200 con la funzione Overboost. Tourneo Courier è un’auto sostenibile, perché consuma poco, anche 20 km/l a 90 km/h. Altrimenti il consumo sale, ma non oltre i 14 km/l. il serbatoio di 45 l ci permette così di progettare qualche gita ‘fuori porta’. Partiamo da Portogruaro, città di matrice veneziana con begli scorci sulle acque (il fiume Lemene con il suo suggestivo mulino nel cuore del centro abitato e i canali collegati) e un’architettura che si richiama a Venezia. Nel nostro test drive non  avevamo ancora progettato una escursione in montagna. Il trasferimento in autostrada ci permette di riscontrare che Tourneo Courier ha una buona ripresa specialmente utilizzando il cambio nella modalità manuale. Il motore turbo assistito e la coppia elevata per un motore di meno di 1.000 cc le consentono di recuperare velocità  nei sorpassi. Ma ora vediamo in salita… non occorre che ricorriamo alle ridotte, che sono previste, ma la salita è importante sale con sufficiente decisione. Inseriamo la funzione Overboost ed ecco le ripartenze efficaci e utili specialmente nella guida in montagna all’uscita dai tornanti in salita. Tourneo Courier ci porta rapidamente in cima in piena sicurezza, tanto assistiti che siamo stati tentati di disinserire il controllo di carreggiata per poter fare qualche traiettoria. La struttura un po’ alta della vettura non influisce sulla tenuta di strada, nemmeno in discesa, dove continua a mantenere una buona tenuta di strada e a limitare un rollio che vista la struttura dell’auto ci saremmo aspettati. Quindi, Tourneo Courier è promossa quanto a stabilità. Arriviamo in cima alla salita, e raggiungiamo Piancavallo per una tonificante escursione sui sentieri del CAI, che sono segnalati e decisamente panoramici. Al rientro la discesa ci conferma la stabilità di un mezzo che sconta, per la velocità, il disagio di un muso troppo squadrato da opporre al vento. E di fiancate voluminose che, in caso di vento, richiedono attenzione al volante. Scendiamo per raggiungere Valvasone, antico borgo medioevale perfettamente ristrutturato, con mura suggestive e un castello perfettamente conservato da visitare. Proprio fuori dalle mura ci fermiamo a trovare un’amica viticoltrice: Luisa Menini che con il marito enologo, Nicola Pittoni, ha realizzato l’azienda vinicola Borgo delle oche, dal nome del borgo cantato da Pier Paolo Pasolini, dimostrando che anche dalle grave del vicino torrente Cellina si possono ricavare buoni prodotti enologici. #charlieinauto3/405        #provavintage

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#MOTORI: IL BLOG #CHARLIEINAUTO DI CARLO MORANDINI AL RECORD DELLE 400 PUNTATE

Dieci anni su auto di tutte le Case per far conoscere al pubblico novità e innovazione Un ringraziamento: alle Case automobilistiche per oltre 100 testdrive e a chi ha collaborato Oltre dieci anni di test drive, sui media televisivi, sulla carta stampata, in radio, e sul web. Una testimonianza dei cambiamenti che ha vissuto il mondo dell’automobile e di conseguenza l’intero sistema dell’automotive, in un periodo significativo, percorso da cambiamenti che hanno rivoluzionato l’intera società e più di recente in modo profondo il sistema economico. Una testimonianza, la nostra, che è scolpita nella galassia dell’informazione dal nostro blog, #charlieinauto sul portale www.libero.it, con il quale abbiamo raggiunto il traguardo record di 400 puntate. Quattrocento settimane che abbiamo dedicato a descrivere con altrettanti articoli le oltre cento auto di nuova produzione affidateci in prova dagli Uffici stampa delle Case. Auto, anche per noi mai utilizzate in precedenza, con le quali abbiamo raggiunto eventi, personaggi, siti particolari, eventi che abbiamo descritto e narrato in parallelo, rendendo così più ricco il racconto dedicato alle auto tra le quali i nostri ormai decine di migliaia di lettori possano scegliere la più adatta per l’uso quotidiano e per i loro cari. Abbiamo iniziato in un pomeriggio di pieno inverno a Milano, coronando un sogno, quello di provare la Fiat 124 Spider che è stata la prima vettura affidataci per la prova dal Capo ufficio stampa della Casa torinese. Per proseguire a bordo di pressoché tutte le auto oggi circolanti, senza rallentare il ritmo delle prove su strada nemmeno nel periodo della pandemia quando, pur autorizzati per motivi di lavoro a essere in auto nelle ore di servizio, ci aggiravamo guardinghi, con fare apparentemente furtivo su strade completamente deserte. Questo, sia nel cuore di Milano come al Piancavallo o nel Tarvisiano, a Grado o Lignano Sabbiadoro, a Udine, ad Aquileia, Gorizia, Pordenone, Conegliano, Bergamo, Portogruaro, Trieste, nella Val D’Orcia, sul Gargano e in tanti altri siti e luoghi di interesse turistico, storico, culturale. Auto a trazione anteriore, posteriore, integrale, 4X4 on demand, sospinte da motori a benzina, diesel, ibridi, elettrici, a metano o GPL, traendo conclusioni che hanno aiutato gli automobilisti a districarsi in una selva di offerte che ora si complica con l’arrivo delle auto dall’Oriente. Perché l’abbiamo fatto? Per le necessità di spostamento del lavoro giornalistico, poi sospinti dal piacere della guida sulla scorta di antiche avventure al volante con i nostri familiari, di esperienze sportive di guida personali, ma anche dalla curiosità di  conoscere dotazioni, tecnologie, accessori e soluzioni d’avanguardia, per poterle poi descrivere e raccontare. Un’avventura ripresa con il programma televisivo FVG da scoprire, su TPN, poi su  La7 il13, sul Magazine dell’ACI di Udine e su altri media di settore e non. Un risultato per il quale ringraziamo gli Uffici stampa delle Case automobilistiche, ma personalmente anche Ida e Marco, che mi hanno supportato oltre che nella realizzazione dei materiali, anche al volante o dal sedile accanto, specialmente nelle lunghe e spesso impegnative trasferte verso siti di interesse e i luoghi di ritiro e riconsegna delle vetture. Questo,  in ogni condizione climatica e meteorologica, guidati sempre dalla curiosità, dalla passione per il mestiere più bello del mondo, dal desiderio della scoperta di luoghi e mezzi nuovi, dal piacere di comunicare in modo oggettivo su un oggetto di uso quotidiano e ai giorni nostri oggi indispensabile: l’automobile. Carlo Morandini #charlieinauto3/401 Twitter, ora X : @charlieinauto3 Facebook : FVG da scoprire ;   La Riviera friulana;   Carlo Morandini;   Morandini Carlo;   Marco Morandini;   Ida Donati; Qui di seguito un esempio di foto di ciascun test drive. Ma c’è molto altro ancora che trovate su www-libero.it libero.blog.it  #charlieinauto #provavintage e sui nostri social come   FVG da scoprire    La Riviera friulana

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