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#testdrive Sicurezza attiva di livello 2 a bordo della nuova Hyundai Santa Fe

Sistemi anticollisione e assistenza alla guida per il fuoristrada in montagna L’mpia finestratura fa godere a tutti gli occupanti la ricchezza dei paesaggi In modalità elettrica nel silenzio incontaminato delle Alpi La nuova Hyundai Santa Fe Hybrid vuole essere il tramite tra l’alta tecnologia e la possibilità di vivere e condividere con i passeggeri le emozioni trasmesse dalla visita di ambienti naturali di pregio ammirando paesaggi incontaminati. Lo si intuisce appena si sale al volante: a rubare subito l’attenzione è il cruscotto che è un grande display. Guardando da sinistra a destra, sotto ai due montanti del parabrezza ci sono il cluster digitale, o più italianamente cruscotto, e il touch screen per l’infotaintment. Il tutto da 12,3”. Abbiamo detto che è full-hybrid, e che i 215 CV che ricava dal motore a benzina di 1600 cc li mette a disposizione grazie alla batteria ausiliaria che si ricarica con la frenata rigenerativa, utile per guidare con un solo pedale, ovvero quello dell’acceleratore. Pedale che poi diviene inutile se utilizziamo, ovviamente in autostrada o in condizioni che lo permettano, il cruise control intelligente. Ma ora siamo saliti a bordo e ci occupiamo della sicurezza: assieme alle dotazioni elettroniche, l’assistenza attiva è confortata da 10 airbag, due frontali, due laterali, due a tendina che riparano anche i sedili della terza fila, due nuovi laterali per la prima e la seconda fila, uno per le ginocchia del conducente; tutti pronti a esplodere ‘beneficamente’ per riparare tutti gli occupanti dall’eventuale impatto con l’interno del grande Suv fuoristrada. La scelta costruttiva è interamente orientata alla sicurezza in caso di collisione con l’utilizzo di acciaio e materiali di alta qualità ottenendo un incremento della resistenza della carrozzeria del 4,5 per cento. Ma nella progettazione si è tenuto conto anche della distribuzione del carico in caso di urto. Così Santa Fe è ora in grado di assorbire ancor meglio l’eventuale impatto, riducendo nel contempo al minimo la deformazione dell’abitacolo. Ancora sicurezza attiva con le portiere posteriori che vengono bloccate nel caso rilevi veicoli in avvicinamento da dietro. Ritorniamo sul cruscotto e a sorpresa scopriamo che azionando le frecce direzionali i due orologi divengono due piccoli ma utilissimi schermi, a sinistra per svoltare a sinistra, a destra per svoltare dall’altro lato: come due oblò ci mostrano in diretta la vista posteriore e laterale, evitandoci il pericolo dei punti ciechi in manovra, ma anche nel cambio di corsia o di direzione. Ancora assistenza attiva in retromarcia o in parcheggio: i sensori rileveranno un eventuale ostacolo con la telecamera posteriore o i sensori a ultrasuoni mostrando subito l’avviso di pericolo sul cruscotto, ma anche frenando autonomamente per evitare la eventuale collisione, anche se il rischio proviene lateralmente e stiamo uscendo da un parcheggio. Santa Fe monta l’Highway Driving Assist 2 che è la guida autonoma di livello 2: controlla la velocità del veicolo e la distanza da altri mezzi rallentando o frenando autonomamente se viene rilevato il rischio collisione, anche se è con un pedone o un ciclista. Segnala anche il sopraggiungere da dietro di altri veicoli nel cambio di corsia. Autonomamente, la nuova Santa Fe è capace di parcheggiare da sola in modo parallelo alla strada, a spina di pesce o perpendicolare. Ma, a sorpresa, con il telefono cellulare e con l’applicazione la nostra auto può essere ‘invitata’ a entrare o uscire da un parcheggio da sola, mentre il conducente fuori dall’auto. Opzione utile dove ci sono gli stalli del posteggio stretti o il parcheggio è intasato, oppure in montagna in situazioni o condizioni particolari. Già, montagna… Siamo già saliti sul monte di Muris, ma la sua conformazione non permetteva escursioni o deviazioni particolari. Così, saliamo più in alto. Delle due qualità, la maneggevolezza e le doti di arrampicatrice nonostante il volume importante ma sempre gestibile, abbiamo già detto. Va aggiunto che l’ampia finestratura e il tetto trasparente, oltre a scongiurare il rischio che gli occupanti possano sentirsi ‘rinchiusi’ in un abitacolo comunque spazioso per tutti, consente di ammirare comodamente la bellezza del paesaggio circostante, anche guardando verso l’alto, attraverso le fronde degli alberi. Non ci resta che imboccare una mulattiera in quota, ce ne sono ancora di aperte al transito. Lasciando l’asfalto, agiamo sul comando che è posto sul tunnel centrale, sotto alla plancia e al vano che consente di ricaricare in wi-fi due telefoni alla volta, e tra le opzioni di guida ecco Eco, Sport, My Drive; scegliamo quest’ultima, per poi passare alle opzioni Terrain. Se dovessimo averne bisogno finendo in una strada difficile o cieca c’è il sistema di telecamere posizionate sul muso e in coda, che grazie alla IA ci mostra sul display le immagini virtuali dell’auto e di ciò che la circonda da fuori e dall’alto. Azioniamo l’apertura del tettuccio e apriamo la tendina che protegge il tetto finestrato fino in coda per permettere anche ai passeggeri di godersi il panorama e saliamo. Ovvio che ci spostiamo sulla mulattiera con la stessa sicurezza con la quale ci sposteremmo su una strada asfaltata. Lo stesso avviene sullo sconnesso o sulle buche che sono il ricordo delle nevicate e gelate della precedente stagione invernale: il confort per tutti gli occupanti è sempre massimo. Rinunciamo ad attivare l’impianto Bose di alta qualità a disposizione e ci immergiamo nella bellezza e nel silenzio dell’ambiente alpino. Riusciamo anche ad avvicinare alcuni caprioli scomodamente, secondo noi, appollaiati su ciglioni rocciosi, senza disturbarli spostandoci in modalità elettrica, e riusciamo a affrontare e superare un rilievo notevole collegato da una strada di servizio. Scendendo, incrociamo il parco chiuso del Rally del Piancavallo, ad Aviano. Infatti, in alto, ci eravamo spostati tra i monti del complesso del Monte Cavallo per seguire le prove speciali della gara, della quale sono stato l’addetto stampa per sei edizioni. Bei tempi, sotto la guida di ‘Iccio’ Maurizio Perissinot, con Giancarlo Predieri e Angelo Presotto, che ricordo sempre con grande affetto perché hanno segnato il mio ‘lancio’ nel giornalismo dei motori, superando la fase delle radio ‘pirata’ e delle radio e tv private, con ‘Poole Position-Motori a Mach2’

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#testdrive #SantaFeHybrid ci porta con agilità in cima al Monte di Muris di Ragogna (Ud)

Una salita estrema del Giro d’Italia con un SUV a sette posti agile come un’auto di media cilindrata Il crossover #hyundai in versione ibrida si arrampica con agilità sul ‘muro’ della strada panoramica La nuova Hyundai Santa Fe Hybrid ha la ‘carica’ giusta per affrontare le strade più impegnative anche di montagna. Le dimensioni importanti le consentono di offrire il massimo confort a tutti e sette i trasportati. Perché anche nella versione a sette posti la massima comodità è assicurata anche ai passeggeri seduti sui due sedili di coda, ai quali sono per esempio riservati comandi personalizzati per la climatizzazione. Questo privilegio non farà ingelosire chi occupa il posto di guida, né quello del passeggero, o nemmeno degli altri due sedili che a questo punto diventano centrali, perché a tutti loro sono riservati il riscaldamento o il raffrescamento dei sedili. Il tetto di questo modello Hyundai, che presenta le soluzioni tecnologiche più avanzate non solo per la sicurezza, è interamente finestrato, ma si può oscurare con un pannello scorrevole. Mentre per i due sedili anteriori c’è la possibilità di aprire il tettuccio anche per apprezzare ancor meglio il mondo circostante, sia che si tratti degli antichi palazzi del centro di Milano come delle cime degli alberi della foresta o dei boschi di alberi a foglia caduca delle Prealpi Carniche. Avrete già capito che oggi avremo un primo assaggio di come va in montagna la nuova Santa Fe Hybrid. Il motore a benzina è di ‘soli’ 1600 cc, ma con l’unità e il sistema ibrido sprigiona 215 CV. Infatti, si lancia da fermo a 100 km/h in soli 8” e 78 centesimi. Una capacità performante che stupisce, viste le dimensioni; non tanto la sua lunghezza, quanto il volume interno di questo SUV Crossover. È così performante da permetterci una guida sportiva anche sul misto, e sorpassi agevoli utili per poterci districare da situazioni difficili nel traffico intenso. E ciò, nonostante le grandi ruote da 20’ utili anche nel fuoristrada leggero e che monta di serie: sono la garanzia di un’ulteriore comodità anche su strade in condizioni non ottimali. Ma queste ruote grandi, rispetto a quelle della gran parte delle auto che proviamo, sono anche garanzia di tenuta di strada e aumentano il senso di sicurezza alla guida pure su strade impegnative. Quindi? Per dimostrarvelo ci spostiamo nella zona collinare del Friuli per raggiungere il monte che si staglia dalla pianura poco oltre le colline moreniche friulane, ma è separato dalle Prealpi dall’unico fiume selvaggio ancora esistente in Europa, che è il Tagliamento. Vi ho già anticipato che i paesaggi che ammireremo saranno fantastici, ma il bello lo dovete ancora scoprire: si tratta di una delle prove speciali del vecchio Rally delle Alpi Orientali, dell’epoca nella quale le Case europee si sfidavano sulle strade italiane per contendersi i titoli europeo e mondiale rally; ma è anche una delle tappe più dure del Giro ciclistico d’Italia: è il Monte di Muris. Seduti al volante della nuova Santa Fe si sta comodi e bene ancorati, ma non è questo il motivo dell’escursione e del test: in diversi punti della salita la pendenza va al 16%, e in alcuni tratti al 20%! Cominciamo la salita, già con un attacco molto ripido e impegnativo: come pensavamo il nostro SUV coreano non si scompone, e in un sol balzo si arrampica verso la curva successiva. Ed ecco il punto, i tratti misti in pendenza li supera come se non desiderasse altro che aggredirli. Neppure nei passaggi tra una curva e la controcurva o nei tornanti stretti la sua guida o le sue dimensioni riescono a impensierirci: sale in rapida progressione e rimane con le ruote sempre bene incollate all’asfalto. Arriviamo in cima e per esporci al panorama impagabile che si apre di fronte a noi verso la piana del Tagliamento ai piedi del monte Quarnan, tra la cittadina pedemontana di Gemona del Friuli e la stretta del borgo fortificato medioevale di Venzone, dobbiamo superare un breve fossato su terra mossa e umida, che ci porterà su un terrazzo panoramico con prato. Già, dimenticavo le ruote da 20’: non ce ne siamo neppure accorti. In discesa saremo ancor più nostro agio con la frenata rigenerativa, il sistema frenante realizzato per ricaricare la batteria ausiliaria che consente di guidare senza toccare il pedale del freno per decelerare e fermare un’auto così importante, agendo, tutt’al più sulle palette al volante. Così, con questo sistema le staccate sono un gioco da ragazzi e arriviamo a fondovalle dall’altro lato del Monte di Muris, con paesaggi altrettanto suggestivi, senza surriscaldare i freni nonostante la guida veloce favorita dall’agilità quasi impensabile di un SUV crossover con le ruote da 20’ e con spazi interni di questa entità. #charlieinauto3/429    #provavintage #hyndai #hyundaisantafe #hybrid #montedimuris #giroditalia #rallyalpiorientali #tagliamento #suv #crossover #setteposti #montagna #provaspeciale #PS

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#testdrive Sulla nuova #HyundaiSantaFe un ‘pieno’ di confort e di tecnologia

Hybrid è disponibile nella versione a sette posti e tante ‘coccole’ elettroniche I sedili anteriori si trasformano in ‘chaise longue’ per il relax in sosta Dalla ‘piccola’ ma densa di contenuti Inster, passiamo all’ammiraglia delle auto con motorizzazione innovativa della Hyundai: la nuova Santa Fe Hybrid, che è plug in.  Un’auto dall’aspetto importante, che si impone per lo stile compatto ma funzionale anche al confort; una comodità che viene amplificata da una dotazione elettronica avanzata. Pone infatti il conducente e i passeggeri al centro delle reali potenzialità dell’auto, che è un SUV crossover. La nuova Santa Fe si ricarica, per disporre del supplemento di potenza e della migliore sostenibilità del motore a benzina, attaccandola alla colonnina di ricarica o all’impianto di casa. Già rispetto al modello precedente, che abbiamo provato non molto tempo fa, la nuova Santa Fe dispone di una ulteriore marcia in più grazie alle prestazioni e agli ausili elettronici ‘high-teck’ dei quali è dotata. Ma procediamo per ordine. Molto spaziosa, la Santa Fe, per la sua maneggevolezza, a dispetto delle dimensioni si guida in relax in città come sulle strade urbane ed extraurbane. Questo SUV coreano è stato pensato per vivere l’avventura in piena scurezza e su ogni percorso. A seconda delle esigenze, si può scegliere tra la versione a cinque e quella a sette posti. Con un’auto con vocazione fuoristrada è utile avere tutte le funzioni e i controlli dell’auto a vista. Per questo sono attivi due schermi digitali da 12,3”, sia per l’infotainment che per il cluster digitale. Il design è nuovo e accattivante ed è ‘caratterizzato’ dai grandi parafanghi che riparano adeguatamente le ruote da fuoristrada. Sia vista di muso che di coda, la nuova Santa Fe ha uno stile inconfondibile sintetizzato nella sagoma dei fari: è uno dei primi modelli del nuovo corso dello stile Hyundai: al di là dei parafanghi anteriori e posteriori che riprendono la forma un po’ squadrata e aggressiva dell’auto, i fari anteriori e posteriori hanno le luci a led disposte a forma di ‘H’, la lettera iniziale della Casa coreana. Una nota distintiva innovativa, avviata sulla IONIQ, che viene completata all’interno dalle luci a Pixel Led al centro del volante che raffigurano i 4 punti che nell’alfabeto telegrafico Morse si riferiscono alla lettera ‘H’. Stiamo per ripartire, ma ormai è sera inoltrata e dopo una bella camminata tra le vie ancora animate del centro di Milano, tra via Brera e Piazza Duomo dove ci sono i locali che servono la cena fino a tardi, a misura di tutti i commercianti e di dirigenti e impiegati che lavorano nel centro della capitale economica italiana, proviamo ad approfittare di una delle dotazioni di confort più esclusive del momento: i sedili anteriori che premendo un pulsante a lato del sedile oppure sul tunnel centrale si reclinano completamente, facendo espandere un comodo appoggio per le gambe, che crea in pochi secondi quella che nell’arredo salottiero e dei terrazzi e solarium, nonché dei giardini, si chiama ‘chaise longue’, che in Francese significa ‘sedia lunga’.  Abbiamo fatto acquisti e scopriamo, nell’agire sul portellone posteriore, che ne possiamo regolare il grado di apertura. Per esempio, nel caso ci fermassimo all’aperto accanto a un prato, ci potremmo sedere sul piano di carico del bagagliaio, o nel caso si tratti della versione a sette posti, alle spalle dei sedili di coda, al riparo del portellone protetti dal sole o anche dalla pioggia. L’inclinazione, ovvero il livello di apertura del portellone si comanda tramite il sistema infotainment o con la chiave-telecomando. All’interno, pensata nel  triste periodo della pandemia, quando anche le Case erano motivate a studiare ogni tipo di precauzione da proporre agli acquirenti, c’è una novità singolare: uno sportello sul cruscotto dal lato del passeggero consente di aprire un vano nel quale inserire il portafogli, le chiavi, i telefoni destinati perché possano essere igienizzati prima di venire nuovamente utilizzati: chiudendo lo sportello si attiva infatti un esclusivo sistema di disinfezione a raggi UV. Come avrete intuito, le sorprese in questo test drive non mancheranno. Ci rivediamo fra una settimana ancora con la nuova Hyundai Santa Fe Hybrid. #charlieinauto3/428    #provavintage   #carlomorandini #hyundai #Santafe #HyundaiSantaFe #testdrive #testroad #Milano #PixelLED #crossover #SUV #hyrid #plug-in #confort #7posti #ibrida

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#testdrive #Inster la ‘piccola Hyundai elettrica è proposta con il tutto compreso

Oltre ai tradizionali ‘Optional’ anche quelli più evoluti sono offerti ‘di serie’ Con la ‘piccola’ elettrica coreana Grado l ’Isola d’oro’ colonizzata dai Romani Hyundai Inster 42 kWh o 49 kWh XTech? In tutte le versioni, quindi vi si aggiungono la 49 kWh X Class, l XClass 5 posti e la Cross, che si differenziano soltanto per la potenza della batteria quindi della potenza dell’auto e l’autonomia e per gli allestimenti, le dotazioni di serie sono quelle di un’auto di categoria superiore rispetto a quella dichiarata dalla casa che è citycar, tra l’altro SUV e crossover. Montano 7 airbag, anteriori, laterali, a tendina e centrale, l’ABScon l’EBD, l’H.D.A. (Highway Driving Assist), l’ICC (In Cabin Camera), l’M.C.B. (Multi Collision Brake), gli altoparlanti anteriori e posteriori, gli alzavetri elettrici anteriori e posteriori, ma anche l’antifurto con l’immobilizer, l’antifurto con radiocomando, il bloetooth con riconoscimento vocale, il cambio con le palette al volante, il cambio shift-by-wire, il caricatore di bordo 11 kW, i cerchi in acciaio da 15’. C’è pure il climatizzatore automatico: sembra banale ma sulle auto elettriche spesso per ottimizzare l’autonomia conviene, e lo consigliano gli avvisi dell’auto, scegliere nonostante la calura, o al contrario il freddo perché il riscaldamento è ovviamente elettrico e non con il circuito dell’acqua riscaldata dal motore termico, di spegnere il clima oer arrivare a destinazione al limite dell’autonomia. Su Inster questo non è necessario perché il sistema di bordo ottimizza il consumo di energia mentre la batteria tiene. Anche il sistema display è di alta tecnologia: è un cluster supervision da 10.25” TFT LCD. Tornando alla sicurezza, ovvio che c’è il controllo di stabilità E.S.C., ne abbiamo già parlato, la selezione delle modalità di guida, la chiamata di emergenza elettronica, i fendinebbia posteriori a Led come le altre luci, il freno di stazionamento elettrico, il kit per il gonfiaggio degli pneumatici, le prese USB anteriori e posteriori, l’avviso di abbandono persone o animali, in questo caso R.O.A., ovvero segnala gli occupanti del sedile posteriore. E ancora tra gli optional di serie: i retrovisori esterni sono regolabili e riscaldabili elettricamente (anche questa una rarità per le auto elettriche9, il sedile del guidatore regolabile in altezza, il sedile posteriore abbattibile con modulo 50:50, i sedili rivestiti in tessuto, i sensori di parcheggio, i servizi telematici Bluelink. E per la guida, l’assistente per la partenza in salita (HAC), il sistema di assistenza anti-collisione frontale con riconoscimento veicoli pedoni, cicli e dei cordoli, mantenimento di corsia (L.F.A.), sistema di riconoscimento attivo dei limiti di velocità (I.S.L.A.), sistema multimediale con display touchscreen TFT LCD da 10.25” con navigatore, la telecamera posteriore. Tra le dotazioni, già comprese anche queste, il volante regolabile in altezza ma anche in profondità per ottimizzare gli spazi interni e perfino la vernice pastello Unbleached Ivory, nera e avorio. Questo lungo elenco non lo pubblico per proporre una tradizionale ‘marchetta’, il classico post camuffato da articolo giornalistico. Bensì per evidenziare che le Case automobilistiche, e Hyundai fa da capofila, sono in grado di offrire i loro prodotti automobilistici ‘tutto compreso’, senza i trabocchetti ai quali eravamo ormai abituati  degli Optional che falsano il prezzo d’acquisto elevandolo esponenzialmente rispetto a quello di listino. Ma per snellire questo lungo racconto, passiamo agli Itinerari sui quali testiamo le vetture. Questa volta andiamo da Aquileia a Grado, località balneare e termale che dal dopoguerra è chiamata anche Isola d’Oro per ricordare che di isola si tratta, e anticipare il fascino della lunga spiaggia di sabbia dorata presente tutt’attorno. Dal 1800 rinomata località termale e salutistica per i nobili viennesi e dell’Impero austroungarico, tutt’ora è scelta anche per l’aria salubre e salmastra, come per le strutture termali, ma anche ricettive di alta qualità. Tra esse, realizzato agli inizi del ‘900, poi più volte ristrutturato e adeguato alle attese del turismo moderno, non solo salutistico e termale perché dispone di una grande piscina di acqua di mare riscaldata e depurata, del centro benessere e di una ulteriore piscina di acqua di mare sul terrazzo al settimo e ultimo piano dove si trova il ristorante panoramico, il Grand Hotel Astoria. Un’atmosfera mitteleuropea, quella che lo pervade questa grande struttura ricettiva negli arredi e che anticipa la sua architettura, che richiama gli appassionati del benessere termale ma anche chi cerca un’oasi di relax. Grado, antico centro portuale romano, conserva i resti del porto e della basilica paleocristiana che sono visitabili, mentre numerosi sono gli scorci suggestivi da apprezzare nella città vecchia, che ha origine dal villaggio di pescatori ed è stata arricchita dai Veneziani: è percorribile tra le calli e i viottoli di case che riprendono l’architettura marinara dei tempi passati. #charlieinauto3/427 

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#testdrive #Inster piccola elettrica Hyundai per dare certezze nell’uso quotidiano

Ricarica rapida e autonomia per la Citycar con reali aspirazioni crossover Ad #Aquileia da 20 a 80 per cento di carica in 30’ con la colonnina rapida  Hyundai Inster la più piccola auto elettrica della Casa coreana viene proposta con la consapevolezza di avere raggiunto un livello plausibile per l’utilizzo e gestione della propulsione elettrica. Progettista e Casa orientale hanno infatti le idee chiare, e per questo le vogliono finalmente condividere con gli automobilisti.   Propongono infatti sul sito ufficiale uno strumento di calcolo on line che dichiara in evidenza i tempi di ricarica nelle diverse modalità di fruizione. Parliamo del modello da 42 kWh: in CA utilizzando la Wall box per la ricarica, l’accessorio-trasformatore stabilizzatore fornito con l’auto per collegarla alla rete domestica, il tempo di ricarica stimato è di 7 h e 54’; con la ricarica pubblica standard da 11 kW il tempo è d 2 h e 30’; nella stazione di ricarica da 50 kW il tempo scende a soli 46’. C’è infine la stazione di ricarica rapida da 350 kW e il tempo scende addirittura a 25’. Nella colonnina di ricarica rapida in CC da almeno 120 kW si può ricaricare dal 20 all’80 % della carica in 30’; questo permette di compiere soste brevi per poi ripartire con la piena autonomia. Autonomia che è dichiarata tra i 370 km su percorso misto, nei testi drive ci siamo avvicinati, e oltre 520 in città, ma non l’abbiamo potuta testare in un centro abitato così a lungo. All’interno, la guida è resa più sicura e confortevole con il volante premium, come quello della IONIQ e della nuova Santa Fe, dotato di un sistema a pixel e che permette di avere sotto mano i controlli principali dell’auto. Il cluster digitale è realizzato con un design innovativo da 10.25”, che permette un rapido accesso a un’ampia gamma di controlli e funzioni essenziali dell’auto, ma anche a informazioni utili durante la guida. Il grande schermo centrale touch da 10.25” e permette di accedere all’infotraitment, alla navigazione, ai sistemi dell’auto, ma si può replicare lo schermo del proprio telefonino direttamente sul display della vettura. Con l’app per lo smartphone e il touchscreen centrale a controllo vocale è possibile attivare numerosi comandi vocali. Con il telefonino, che si può ricaricare nel vano sotto al cruscotto nella parte centrale da dove è possibile collegarlo anche al sistema in bluetooth, si può comandare l’apertura e la chiusura delle portiere. Raggiunta la plausibilità tra l’autonomia disponibile e l’utilizzo ottimale dell’auto, ecco che i sedili e il volante sono riscaldabili mentre le luci ambiente a led danno la possibilità di scegliere tra 64 colori: accessori per il confort che rappresentano un lusso che finora difficilmente un’auto elettrica si sarebbe potuta trasmettere. Il tetto elettrico si può aprire con un solo tocco. Oggi il nostro test drive, da Terzo di Aquileia (Ud) ci spinge ad Aquileia, a tre miglia, che è stata la terza città dell’Impero romano. L’accesso al piazzale della basilica, realizzata in tempi successivi allo sviluppo della città, ci permette di ammirare il campanile e la struttura del complesso ecclesiale. Un parcheggio più comodo e meno frequentato ci fa dirigere dal lato opposto della basilica, rientrando sulla SR verso Grado per girare poco dopo l’Hotel Patriarchi della famiglia Mattiussi. Si arriva proprio alle spalle della grande chiesa. Anche se già ai lati della strada regionale arrivando da Terzo di Aquileia si possono ammirare i resti del Porto sul fiume Natissa, e entrando a destra nell’abitato le ‘domus’ romane che ci riportano ai fasti della città. Il piazzale della Basilica d’estate ospita spesso concerti, manifestazioni teatrali ed eventi culturali. La tappa successiva? Sarà Grado, città su un’isola peri-lagunare anch’essa fondata dai romani e sviluppata negli ultimi secoli dai veneziani, con il mandracchio, il porto canale che arriva fino in centro. #charlieinauto3/426 #provasustrada #hyundaiInster #hyundai #Aquileia #Grado #testdrive #testroad #autoelettrica #autonomia

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#testdrive #Hyundai #Inster affidabile anche sulle strade bianche della pianura friulana

La più elettrica coreana dispone dell’elettronica di ultima generazione Sicura sullo sterrato sia con il controllo elettronico che alla nostra guida Un SUV cittadino che è anche crossover, ne esiste infatti la versione Cross che è dedicata al fuoristrada ed è stata presentata di recente, la Suzuki Inster test dopo test rivela opzioni, servizi, potenzialità e dotazioni che ne fanno un’auto tra le più tecnologicamente avanzate del momento. Come si usa Ma soffermiamoci sulle prestazioni e sull’utilizzo in strada, o meglio, questa volta, fuoristrada. Il motore è di 71.1 KW, ovvero 96,67 CV e come la gran parte delle auto elettriche, o almeno l’esemplare in prova, è a trazione anteriore. Si attiva con un pulsante sotto al cruscotto situato a destra sotto al volante. Un pulsante rotondo sulla razza di sinistra del volante attiva poi il Drive mode, nella modalità che preferiamo e che viene confermata sul cruscotto digitale, a destra, sotto al contachilometri. Sotto alla leva per attivare il tergicristallo, che è automatico sia per il parabrezza che per il lunotto, c’è la leva per iniziare a muoverci, con le posizioni D Drive o Avanti, R Retromarcia, N è la Folle, mente un pulsante in fondo alla leva attiva la modalità parcheggio. Sul cruscotto, tra i due orologi c’è la bussola, che su questa versione anticipa il modello cross. Controlliamo il livello di carica della batteria Prima di partire consultiamo la schermata EV sullo schermo centrale touchscreen, che ci presenta uno schema con un diagramma su piano inclinato per esemplificare l’autonomia a nostra disposizione sia con il sistema di ventilazione attivo che spento. Autonomia che per una giornata in auto è più che sufficiente. Come già accennato, la Inster come la Santa Fe Hybrid, presenta sul muso un sistema che svela una presa d’aria sotto al paraurti per aumentare la ventilazione delle batterie e incrementarne l’efficienza. Al volante ci sono poi le palette che aumentano o riducono la capacità di rigenerazione della batteria, e nel contempo regolano la capacità frenante al rilascio dell’acceleratore. Divengono dunque un comando di guida, o un freno azionabile a mano. SI guida anche con il solo pedale dell’acceleratore e il volante Quindi, anche la Inster offre pure la possibilità di guidare con un solo pedale (I-Pedal), l’acceleratore dimenticando il freno, ed è facile dedurre che più frequente utilizzeremo il rilascio dell’acceleratore per decelerare, maggiore sarà l’autonomia della vettura. Quali sono le modalità di guida: SNOW; neve, ECO, per una guida sostenibile, SPORT per la guida sportiva. Ovviamente per motivi di sicurezza la frenata rigenerativa nella funzione SNOW è limitata al primo (1) dei quattro livelli per ridurre la possibilità che si blocchino le ruote motrici rendendo la guida difficile e non sicura. A parte tutto questo, oggi pensavamo di fare un po’ di sterrato per analizzare il sistema ESC, Controllo elettronico di stabilità. Questo, non perché non ci fidiamo dell’auto, ma perché poi finiremo per escludere questa opzione e guidare ‘a mano libera’ per potervi raccontare con realismo l’auto che stiamo utilizzando e le sue opportunità: ESC ‘aiuta infatti a mantenere stabile l’auto durante le manovre in curva’, così come recita il pingue manuale d’uso della Inster. Il controllo elettronico di guida ESC L’ESC confronta la direzione che abbiamo chiesto di seguire all’auto attraverso il volante con la sterzata con la traiettoria effettiva dell’auto. In pratica, il sistema frena come ritiene più opportuno in modo diverso su ciascuna delle quattro ruote e interviene sul sistema di controllo elettronico del veicolo per aiutare il conducente a mantenere la traiettoria desiderata. Ovviamente non sostituisce le prassi di guida sicura. A Precenicco nel cuore della Riviera friulana Oggi faremo un’escursione un giro verso la campagna, risalendo prima verso Precenicco, lungo il fiume Stella, dove, dopo avere fatto tappa nella piazza della località della Riviera friulana per ammirare il placido scorrere del fiume, possiamo visitare il parco di Villa Hiershel. Fu  progettato da Giuseppe Jappelli tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800 dopo la realizzazione del complesso della Villa di Antonio Cassis Faraone, finanziere-imprenditore, che acquistò un fondo appartenuto ai Gesuiti e allora corrispondente alla Signoria di Precenicco. Queste terre, che all’epoca erano imperiali, divennero Contea e vi furono avviati importanti lavori di bonifica, dei quali il territorio trae tuttora beneficio: si tratta di 20 km di arginature e di 40 km di canalizzazioni per scongiurare gli straripamenti del fiume Stella e per avviare le produzioni agricole. Qui si può visitare il Canevon, il magazzino dell’azienda Cassis Faraone, e ammirare dalla piazza i fabbricati dominicali che definiscono la corte interna. Verso lo sterrato in notturna Da qui ci spostiamo verso la periferia di Udine attraversando Orgnano, splendido esempio di borgo rurale medioevale in Comune di Basiliano e arrivare alle strade bianche, antichi percorsi di collegamento tra i paesi della pianura e il capoluogo friulano. Inster, sullo sterrato non ha fatto una piega e ha conservato l’affidabilità già manifestata sull’asfalto. In curva, si attivano infatti i sistemi di controllo dell’ESC e possiamo guidare in tutta sicurezza anche nel misto veloce e nelle curve più strette. Ma, adesso, proviamo a escludere l’ESC, e come avevamo previsto la macchina rimane sempre affidabile, e si lascia guidare come tutte le auto a trazione anteriore, pur considerando che i suoi quasi 97 CV sono in grado di spingere in modo sportivo l’auto e assicurano una ripresa e progressione interessante. nella nostra escursione notturna il sistema dei fari della Inster ci ha assistito splendidamente illuminandoci a giorno lo sterrato e le sue difficoltà. #charlieinauto3/425   #provavintage  

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#testdrive #Inster è la più piccola delle auto elettriche della Hyundai

Ampi spazi interni e soluzioni innovative ne fanno apprezzarne l’abitabilità #terzodiaquileia di antiche origini romane a tre miglia da Aquileia (Ud) SI ricarica dal 10 all’80 per cento in mezz’ora La più piccola auto della Hyundai, in realtà più grande della I 10 che abbiamo già provato, la Inster, nella versione elettrica si colloca nel segmento A, in quanto le sue dimensioni sono compatte: 3,825 m di lunghezza, 1,610 m di larghezza, ma un passo di 2,580 m e un’altezza di 1,575 m. Il suo design non nasconde il DNA coreano della Casa, con la firma anche luminosa che viene proiettata dai fari anteriori a pixel, coadiuvati dalle luci di posizione tondeggianti nella parte bassa del frontale. Il design dall’impronta futuristica dopo qualche incertezza risulta accattivante ed è decisamente giovane, ancorché condizionato dalle esigenze funzionali adi far stare molte cose in uno spazio limitato. Ma solo apparentemente limitato, perché basta salire a bordo dell’auto per rendersi conto che la sua capacità di carico, lo spazio per il conducente e i passeggeri assicurano un confort adeguato. Ritornando all’aspetto, i parafanghi panciuti e in rilievo sono adatti per montare ruote da 17’, anche da 18’ con profilo ribassato, senza togliere spazio al volume dell’abitacolo. I paraurti pronunciati oltre ad aumentare la sicurezza e la protezione in caso d’urto le danno un aspetto, se fosse necessario, ancor più tecnico e deciso. Anche in coda la fanaleria, o meglio i gruppi ottici sono a pixel, con un design che evoca i circuiti elettronici come accade per le luci anteriori: sono la firma del nuovo modello Hyundai. Negli interni si apprezza il passo di quasi 2,60 m e le ruote montate nei parafanghi allargati. Lo spazio a disposizione sembra quasi quello di un’auto del segmento superiore, che è il segmento B. Nella Inster si è pensato anche ai sedili posteriori, dove il divano è diviso in due sedute, tre nel modello a cinque posti, e mentre gli schienali possono essere abbattuti separatamente, le sedute posteriori possono scorrere fio a 16 cm, per modulare lo spazio di carico ma anche per permettere anche a chi siede dietro un sonnellino ristoratore, grazie al fatto che gli schienali sono reclinabili. Il bagagliaio varia da 280 a 351 litri facendo avanzare i sedili posteriori, fino a ben 1.060 litri abbattendoli. Nell’abitacolo la dotazione tecnologica è di livello adeguato a una moderna auto elettrica. La strumentazione è completamente digitale e concentrata sul display da 10,25”; stesse dimensioni per il display centrale dal quale si gestisce l’impianto di infotainment. Per risparmiare energia elettrica la connessione con i cellulari si può avere via cavo. Per chi fa frequenti anche se brevi spostamenti in città collegando, la Inster a una colonnina DC da 120 kW la batteria si ricarica dal 10 all’80 per cento di una trentina di minuti, rendendo l’uso di questa Hyundai elettrica davvero sostenibile e plausibile. Per un funzionamento ottimale della Inster anche nei mesi invernali c’è il riscaldatore della batteria, e, sempre tra gli optional, una pompa di calore molto efficace. Per l’uso nelle zone temperate e calde, sul muso, come sulla Santa Fe si aprono in caso di necessità due alette che liberano due fessure destinate a ventilare motore e batteria. Se la parcheggiamo sullo stallo di una colonnina ‘normale’ utilizzeremo il cavo in dotazione, posizionato nel bagagliaio assieme al caricabatterie per la ricarica dalla rete domestica. Ora siamo arrivati a Terzo di Aquileia (Ud), sulle rive del fiume omonimo, il Terzo, che con gli affluenti Anfora e Morona segna il confine con l’adiacente Comune di Aquileia. L’antica città romana, la terza dell’Impero, dà il nome alla località: Terzo sta infatti per il terzo miglio da Aquileia alla quale si arriva, in direzione di Grado (Go), lungo la Sr 352. Invece ,il fiume Ausa segna il confine con il Comune di Torviscosa, mentre la laguna con quello di Grado. Terzo si trova infatti in un luogo strategico, tra le antiche vie romane Annia e Postumia, ed esisteva già allora. Nel 1800 la famiglia Vianello, che è proprietaria del palazzo sede comunale, istituì l’autogoverno cittadino. #charlieinauto3/424 #provavintage #hyundaiInster #testdrive #testroad #sanvitoaltagliamento #provasustrada #autoelettrica

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#testdrive #HyundaiInster SUV elettrico molto più di una citycar

Compatta con spazi interni generosi ha un design identitario e innovativo L’autonomia tradisce le sue capacità che vanno oltre la guida in città Un oggetto all’apparenza molto tecnologico che si rivela invece un’auto molto versatile, in grado di offrire prestazioni e opportunità tali da renderne vantaggioso l’utilizzo anche oltre la sua ‘mission’. Ci riferiamo alla nuova Hyundai Inster, Auto elettrica dell’anno, dal design innovativo perché assieme a forme che rivelano la sua attualità si presenta con un aspetto giovane e accattivante. Full electric, dispone di un motore di 71.1 KW, ovvero 96,67 CV, e l’evoluzione dei motori elettrici le consente prestazioni interessanti: pur essendo nata come citycar si destreggia bene anche sulle strade extraurbane e in montagna. Trazione anteriore, quattro posti e disponibile anche a cinque posti, quattro porte e il portellone, ha una forma aggressiva, caratterizzata dai parafanghi muscolosi che le consentono di montare ruote da 17’ con un design avveniristico mentre i passaruota e il bordo della scocca sotto alle portiere, come le slitte sotto al muso e sotto la coda sono in materiale plastico antiurto nero. La versione provata è bicolore, con un color rame lucido metallizzato e il tettuccio nero lucido, con l’imperiale metallizzato. Neri anche i montanti del parabrezza e parte della cornice del portellone posteriore. I fari, a led anche i segnalatori a striscia sotto al cofano con un design nero che le raccorda sul muso, sono rotondi e potenti a pixel, la cornice contiene le luci di posizione; sotto al muso il paraurti a cornice cromata. Per comprendere il significato di questo design, si deve considerare che è in arrivo anche la versione Cross, che si distaccherà da questa soltanto per alcuni dettagli più marcati. Il motore è brillante con una coppia di 14 Nm, la batteria è da 42 KW, il peso di 1305 kg, essendo elettrica incidono molto le batterie, la velocità massima di 140 km/h. L’autonomia dichiarata è di 327 km sulle strade extraurbane, di ben 473 km in città, ma lo verificheremo nel corso della prova. Ribaltando i sedili posteriori rivela una grande capacità di carico, tra le dotazioni per la sicurezza passiva ci sono 7 airbag. Quelli per la sicurezza attiva comprendono il riconoscimento attivo dei limiti di velocità e l’adeguamento dell’andatura dell’auto, il mantenimento della corsia da 0 a 140 km/h, l’anticollisione frontale con riconoscimento dei veicoli, dei pedoni, dei cicli, lo smart cruise control, il controllo di stabilità, l’anticollisione a 360° con ausilio di frenata, avviso anticollisione in parcheggio con un suono che aumenta la durata a seconda dell’avvicinarsi del rischio di contatto, l’ABS con EBD. La novità più importante sta nel sistema di ricarica e nei tempi di ricarica che ne facilitano l’utilizzo. Ma anche nella telecamera posteriore che riproduce sullo schermo centrale l’intera area alle spalle del veicolo così da rendere più sicura e gestibili le manovre in retromarcia. (1-segue) #charlieinauto3/413 #provavintage #hyundai #hyundaiinster #fullelectric #citycar

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#testdrive Bassi consumi aumentano sostenibilità di #Kia Sportage H-HEV

Un nuovo restyling, il quinto, per implementare le nuove tecnologie Consumi bassi e buoni spazi interni con motore turbocompresso d 1.600 cc Un’auto che nella versione plug-in è capace di percorrere fino a 60 km in modalità elettrica, e dispone di un’autonomia in EV comunque interessante anche nella versione full hybrid, rappresenta un ulteriore tassello verso la sempre maggiore sostenibilità dei motori termici. Perché? Perché quelle decine di km ce li regalano la Kia Sportage Plug In Hybrid e la GT Line Plus H-Hev da 215 CV. Auto che rappresentano la quinta generazione della Sportage, modello che ha attratto le famiglie ma anche gli appassionati dei modelli versatili. È infatti la fascia di automobilisti sulla quale punta la Casa coreana, molto attenta al ‘family feeling’, ovvero alla fidelizzazione dei clienti con famiglia. A loro è dedicato il nuovo restyling che interessa soprattutto i paraurti e la fanaleria, che assecondando il progresso ora è l’illuminazione a led denominata Star Map. Le fanalerie a led tendono ora a firmare con la loro luce le vetture sulle quali sono installate. Ogni Casa sceglie una sagoma di luce che ricorda l’iniziale della Marca o un elemento iconico dei modelli e permette di distinguere l’auto dalla disposizione delle luci sul frontale. . Anche all’interno i led a colori variabili rallegrano il cruscotto e illuminazione della pedaliera e delle pedane arricchiscono un confort di fascia medio-alta. I cerchi, che certo influiscono sullo stile di questo Suv crossover possono essere da 17, 18 o 19 pollici, e ciò comunque influisce distintamente sul confort e sulla sicurezza alla guida. Guida che sulla nuova Kia  Sportage può essere declinata in due modalità: ECO, Drive oppure Sport, selezionabili agendo sulla manopola situata sotto al manopolone per selezionare la marcia o la modalità parcheggio. In ECO i consumi sono come detto sostenibili, e nell’immediato come ci conferma il cruscotto sono in media più bassi di 5 l/100 km. In Drive l’auto è in modalità normale. Ma non basta: oltre alle tre modalità funzionali principali che regolano la potenza e il rendimento, ma anche l’assetto della Sportage, ci sono quelle che adattano l’auto alle nostre esigenze di guida più specifiche: premendo la stessa manopola si passa a SNOW, MUD e SAND. Dopo la prova possiamo dire che in tutte le modalità d’uso la nuova Kia Sportage ha una guida sempre molto morbida, perché l’elettronica ci risparmia gran parte delle sollecitazioni. Eccetto la forza centrifuga, che in queste auto che ‘elettronicamente’ si conducono come se scorressero sempre tra due binari, in curva, con la guida sportiva si fa sentire, tant’è che anche sulle vetture ‘normali’ vengono ormai sempre montati sedili avvolgenti. Tornando alla guida, a seconda delle funzioni viene incrementato l’effetto frenante al rilascio dell’acceleratore, incrementando nel contempo l’intensità della ricarica della batteria. Il cambio, come detto, è automatico a 6 marce, e può essere guidato con le palette al volante in modalità sport. Ricordatevi però che in queste auto con motore a benzina, ancorché ibrido, a parte quando sfruttiamo il sistema di ricarica inerziale l’effetto freno motore è molto scarso. Quindi, in staccata come in curva non si deve fare affidamento sul freno motore. In ogni caso la selezione delle marce da parte del cambio automatico è sempre perfetta, il cambio a sei marce si adatta sempre a ogni condizione. Quindi? Quindi, ora la proviamo sullo sterrato. Sia con il fondo asciutto e polveroso, che sul fango o sulla ghiaia i controlli elettronici delle ruote agiscono perfettamente impedendo alle ruote di slittare anche spingendo con decisione sull’acceleratore. Nel complesso la guida si conferma morbida in ogni situazione. Ciò ci permette di apprezzare tutte le coccole che sono state predisposte per noi nell’abitacolo. Sopra al tunnel centrale, realizzato in materiale di alta qualità come tutti gli interni ci sono i comandi digitali dell’impianto di intrattenimento, del navigatore, delle impostazioni, del climatizzatore. Sul display si attivano anche i Suoni della natura, per amplificare l’effetto relax dell’abitacolo: per esempio, Riposo in una notte d’estate, foresta dal vivo, Sensazioni d’autunno, corsa in città, Giornata di pioggia. Confort per i passeggeri? I sedili posteriori sono riscaldabili, e il comando si trova sui poggia gomiti delle portiere posteriori. Ancora pure per i passeggeri il tetto interamente panoramico con tendina oscurante, che si può aprire anche solo parzialmente per favorire la ventilazione dell’abitacolo. Mentre osservavamo il panorama, da fermi, è scattato il controllo anticollisione posteriore laterale destro: la telecamera che si attiva automaticamente ha acceso lo schermo rotondo che si sovrappone al quadrante del contagiri ed ecco svelato il pericolo: incuriosito dall’auto e non spaventato dal rumore del motore si era avvicinato a noi un simpatico capriolo. Forse ha apprezzato la discrezione con la quale si sposta la Kia Sportage ibrida in modalità elettrica… #charlieinauto3/420  #provavintage 

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