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#charlieinauto: Ma Ford Tourneo Courier è davvero soltanto un SUV da città?

Nuovo Ford Tourneo Courier versatile, spazioso e affidabile anche per uso extraurbano Nasce come ‘Urban Activity Vehicle’ per essere Nuovo Ford Tourneo Courier, per #Ford, è un ‘urban activity vehicle’, un veicolo per attività urbane, ovvero un Urban SUV, ma come vedremo su queste pagine grazie alle tecnologie avanzate, anche per la sicurezza, delle quali dispone, può dare molto di più. Saliamo a bordo e ovviamente, vista la struttura, l’assetto, la vocazione, la seduta è molto comoda. I sedili anteriori sono infatti confortevoli e giustamente avvolgenti; quelli posteriori sono altrettanto comodi. Lo spazio interno è generoso, tanto che di questo modello è disponibile anche l’allestimento a sette posti. In questo progetto trae vantaggio anche la guida, nel senso che proprio nell’utilizzo urbano con l’apertura a scorrimento delle porte posteriori i passeggeri possono salire a bordo più comodamente, perché la luce di apertura delle portiere risulta molto più ampia; ma possono salire agevolmente anche quando lo spazio a disposizione è limitato. Un vantaggio importate perché Tourneo Courier si presenta evidentemente con un ingombro maggiore delle vetture tradizionali, perché può funzione anche da pullmino, ed è molto comodo anche per andare in vacanza con la famiglia o per gli usi di lavoro. A dispetto della forma e della sagoma, quello che proviamo è il modello più elegante, e la colorazione bicolore ne armonizza la linea. Nella vista laterale, la sua sagoma ricorda quella di noti veicoli fuoristrada, e ciò conferma lo studio progettuale mirato ad amplificare gli spazi a disposizione. Ritornando a parlare delle portiere posteriori a scorrimento, rivelano la loro utilità anche nell’utilizzo extraurbano, per esempio nelle stradine dei piccoli borghi montani, oppure nelle città rivierasche nelle quali le strade che collegano i caseggiati nelle zone in rilievo spesso sono davvero strette e tortuose e rendono difficile la sosta e il parcheggio. Stiamo dunque riscontrando che il progetto del Nuovo Ford Tourneo Courier è di una categoria superiore rispetto alla definizione riduttiva di Urban SUV. Per esempio: consideriamo l’utilizzo di ogni giorno, per lavoro, ma anche per le esigenze della famiglia: la sua capienza risulta uessere un valore aggiunto. Anche nei parcheggi è molto maneggevole nonostante le dimensioni delle ruote da 18’ possano ero far temere a una capacità di sterzo e di manovra inversamente proporzionale. Ma dell’utilizzo urbano abbiamo detto quasi tutto, aggiungendo che Tourneo Courier è brillante e anche ai semafori non vi farà fare brutta figura. Il motore di 999 cc., che eroga 91,90 kW ovvero 125 CV è anch’egli generoso come gli spazi a disposizione grazie alla tecnologia a turbina che aumenta la ripresa ma nonostante il motore turbo-assistito consente una guida fluida ma la sua reattività permette di districarsi agevolmente nel traffico. A questo punto lasciamo la città per raggiungere la campagna friulana, in una delle zone maggiormente vitate, dove imprenditori ed enologi lungimiranti hanno saputo ricavare prodotti enologici di gran classe da terreni aridi e ghiaiosi. Andiamo da Piero Pittaro, in quel sito iconico che il già presidente onorario mondiale degli enologi ha voluto creare per lasciare un’impronta indelebile nello sviluppo del Friuli Venezia Giulia e del Nordest. Scomparso la scorsa estate dopo una vita dedicata al suo territorio, a un lavoro che lo ha sempre appassionato, alla valorizzazione del territorio e della cultura dell’area tanto che ha fatto il sindaco della sua località di origine (Bertiolo-Ud), a poca distanza da qui, ma anche al collezionismo allestire uno dei più completi ed esaustivi musei della civiltà contadina esistenti, è stato anche Presidente dell’Ente Friuli nel mondo, oltre a inventare e dirigere il Centro vitivinicolo del FVG, organismo della Regione per l’assistenza al mondo del vino. Nel suo percorso professionale, è stato tra i primi viticoltori in assoluto a produrre tra l’altro il Brut metodo classico, uno spumante che prima del Prosecco poteva competere con il più antico e blasona delle bollicine, cioè lo Champagne. L’azienda Vigneti Pittaro ha una collocazione particolare: è situata in mezzo alle grave, ai terreni alluvionali dove ghiaie e sassi hanno sopraffatto in tempi antichissimi i terreni fertili, dai quali Piero Pittaro, oggi rappresentato dal suo storico enologo, Stefano Trinco, ha saputo ricavare prodotti enologici che hanno conquistato degustatori e appassionati di vini spumanti in molti Paesi del mondo. Un altro dato significativo sta nel fatto che la sede aziendale scelta a Pittaro si trova di fronte all’aeroporto di Rivolto, dove ha sede la Pattuglia acrobatica nazionale ‘Frecce tricolori’, vanto del nostro Paese. Pittaro era appassionato anche del volo. Una passione che ha covato a lungo, finché molti anni fa si interfacciò con il comando e con i piloti della Pattuglia, divenendo il produttore di riferimento ma anche un amico fidato, tanto da condividere con loro, come si vede nelle foto e nei quadri momenti appassionati e perfino un volo su uno dei jet della Pattuglia acrobatica. Lasciata ‘Vigneti Pittaro’ a Rivolto di Codroipo, ci dirigiamo verso la Riviera friulana e il Veneto Orientale per  raggiungere Portogruaro, sul Lemene, con il centro urbano arricchito da edifici dallo stile inconfondibilmente veneziano. La città è cara a una nostra amica di Ford Italia. La città al momento è ‘occupata’ dalla Fiera di Sant’Andrea, così per evitare ingorghi e soste forzate davanti a cantieri optiamo per una passeggiata sotto ai portici e berci un caffè nel bar della piazza, Il Caffè Roma utile anche per la rassegna stampa mattutina. #charlieinauto3/402                            #provavintage

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#MOTORI: IL BLOG #CHARLIEINAUTO DI CARLO MORANDINI AL RECORD DELLE 400 PUNTATE

Dieci anni su auto di tutte le Case per far conoscere al pubblico novità e innovazione Un ringraziamento: alle Case automobilistiche per oltre 100 testdrive e a chi ha collaborato Oltre dieci anni di test drive, sui media televisivi, sulla carta stampata, in radio, e sul web. Una testimonianza dei cambiamenti che ha vissuto il mondo dell’automobile e di conseguenza l’intero sistema dell’automotive, in un periodo significativo, percorso da cambiamenti che hanno rivoluzionato l’intera società e più di recente in modo profondo il sistema economico. Una testimonianza, la nostra, che è scolpita nella galassia dell’informazione dal nostro blog, #charlieinauto sul portale www.libero.it, con il quale abbiamo raggiunto il traguardo record di 400 puntate. Quattrocento settimane che abbiamo dedicato a descrivere con altrettanti articoli le oltre cento auto di nuova produzione affidateci in prova dagli Uffici stampa delle Case. Auto, anche per noi mai utilizzate in precedenza, con le quali abbiamo raggiunto eventi, personaggi, siti particolari, eventi che abbiamo descritto e narrato in parallelo, rendendo così più ricco il racconto dedicato alle auto tra le quali i nostri ormai decine di migliaia di lettori possano scegliere la più adatta per l’uso quotidiano e per i loro cari. Abbiamo iniziato in un pomeriggio di pieno inverno a Milano, coronando un sogno, quello di provare la Fiat 124 Spider che è stata la prima vettura affidataci per la prova dal Capo ufficio stampa della Casa torinese. Per proseguire a bordo di pressoché tutte le auto oggi circolanti, senza rallentare il ritmo delle prove su strada nemmeno nel periodo della pandemia quando, pur autorizzati per motivi di lavoro a essere in auto nelle ore di servizio, ci aggiravamo guardinghi, con fare apparentemente furtivo su strade completamente deserte. Questo, sia nel cuore di Milano come al Piancavallo o nel Tarvisiano, a Grado o Lignano Sabbiadoro, a Udine, ad Aquileia, Gorizia, Pordenone, Conegliano, Bergamo, Portogruaro, Trieste, nella Val D’Orcia, sul Gargano e in tanti altri siti e luoghi di interesse turistico, storico, culturale. Auto a trazione anteriore, posteriore, integrale, 4X4 on demand, sospinte da motori a benzina, diesel, ibridi, elettrici, a metano o GPL, traendo conclusioni che hanno aiutato gli automobilisti a districarsi in una selva di offerte che ora si complica con l’arrivo delle auto dall’Oriente. Perché l’abbiamo fatto? Per le necessità di spostamento del lavoro giornalistico, poi sospinti dal piacere della guida sulla scorta di antiche avventure al volante con i nostri familiari, di esperienze sportive di guida personali, ma anche dalla curiosità di  conoscere dotazioni, tecnologie, accessori e soluzioni d’avanguardia, per poterle poi descrivere e raccontare. Un’avventura ripresa con il programma televisivo FVG da scoprire, su TPN, poi su  La7 il13, sul Magazine dell’ACI di Udine e su altri media di settore e non. Un risultato per il quale ringraziamo gli Uffici stampa delle Case automobilistiche, ma personalmente anche Ida e Marco, che mi hanno supportato oltre che nella realizzazione dei materiali, anche al volante o dal sedile accanto, specialmente nelle lunghe e spesso impegnative trasferte verso siti di interesse e i luoghi di ritiro e riconsegna delle vetture. Questo,  in ogni condizione climatica e meteorologica, guidati sempre dalla curiosità, dalla passione per il mestiere più bello del mondo, dal desiderio della scoperta di luoghi e mezzi nuovi, dal piacere di comunicare in modo oggettivo su un oggetto di uso quotidiano e ai giorni nostri oggi indispensabile: l’automobile. Carlo Morandini #charlieinauto3/401 Twitter, ora X : @charlieinauto3 Facebook : FVG da scoprire ;   La Riviera friulana;   Carlo Morandini;   Morandini Carlo;   Marco Morandini;   Ida Donati; Qui di seguito un esempio di foto di ciascun test drive. Ma c’è molto altro ancora che trovate su www-libero.it libero.blog.it  #charlieinauto #provavintage e sui nostri social come   FVG da scoprire    La Riviera friulana

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#testdrive #charlieinauto n.400 a bordo del generoso SUV #FordTourneo Curier

  #CHARLIEINAUTO N.400!!! NOVE ANNI DI ATTIVITA’ ININTERROTTA  Festeggiamo con questo mezzo versatile, più che un’auto un veicolo di utilità, il vero senso del SUV, la 400 puntata di #charlieinauto, il blog che vi ha fatto scoprire oltre 100 vetture di nuova produzione di ogni genere, categoria, Casa, cilindrata, alla scoperta di eccellenze, particolarità, sostenibilità, confort, prestazioni, opportunità.  Nove anni di test drive alla scoperta di percorsi, mete, eccellenze, specificità dei territori del nordest e non solo, senza conoscere soste, né a causa della pandemia, nonostante i ripetuti lock-down, abbiamo sempre operato, né in periodi di incertezza per il mondo dell’automobile quale è quello che stiamo attraversando, nel quale comunque ci sono Case che propongono novità interessanti, soprattutto in riferimento alla sostenibilità e alle tecnologie alternative. Un’esperienza importante e formativa a stretto contatto con gli uffici stampa delle Case che hanno sempre assecondato le nostre attese. Spesso dedicandoci, come in questo caso, la prova di mezzi interessanti che anche noi non avevamo ancora scoperto. Un’esperienza che ci ha fatto vivere ‘da dentro’ l’evoluzione dell’auto tra scommesse energetiche premature e la ricerca di nuove soluzioni percorribili e sostenibili, tra le auto ibride, quelle elettriche, quelle a gas, quelle mosse da combustibili di origine vegetale, ma anche le nuove frontiere dei motori endotermici a basso impatto ambientale, diesel o a benzina grazie anche a nuove tecnologie.   Un percorso anche attraverso Concorsi, Premi, competizioni, eventi, manifestazioni per arricchire una comunicazione, quella del mondo dei motori, che ci vede impegnati dal 1977 a partire dalle prime emittenti private e che non cessa di attrarre un pubblico di ogni età.  Ma veniamo all’oggetto, anzi al soggetto di questa puntata, la Ford Tourneo Courier. Parcheggi facili con telecamera posteriore e il display di buone dimensioni Trazione anteriore scattante in parcheggio di aiuto le porte scorrevoli Un’auto versatile, dai grandi spazi interni che a dispetto della struttura, un SUV che appare come un elegante e appariscente pullmino, riesce a divertire alla guida ed essere performante nonostante il motore a benzina di ‘soli’ 1.0 litri, che grazie alla tecnologia Ford EcoBoost eroga 125 CV e offre prestazioni interessanti. È il nuovo Ford Tourneo Courier, che è la versione più ‘familiare’. Con il cambio automatico a 7 marce il modello che abbiamo provato, ma è prodotta anche con il cambio manuale a 6 marce. Come si conviene per un’auto che punta ad affermarsi tra la selva di nuove regole per produttori e progettisti, monta tutte le più aggiornate tecnologie per la sicurezza e la connettività: sicurezza attiva con il Pre-Collision Assist, l’assistente alla guida che scansiona costantemente la strada e aziona automaticamente i freni per eliminare o ridurre il rischio e la gravità di una eventuale collisione frontale. Legge dunque nello spazio circostante la presenza di pedoni, ciclisti, motociclisti, ma anche di altri veicoli, che improvvisamente si immettano in rotta di collisione verso di noi. Proposto a un prezzo interessante per l’importanza del mezzo, ha un elevato livello di rifiniture e confort, nonché di tecnologie. A prima vista, specialmente le altre versioni perché questa bicolore verde metallizzato e con il tetto panna è quella più elegante, potrebbe assomigliare allo sviluppo di un mezzo commerciale, ma salendo al volante ci si rende conto di come tale considerazione sia riduttiva. Ma iniziamo il test drive. Siamo in città, in centro a Milano. Il motore, ricordiamo, eroga 92.90 Kw, e si svela subito con una buona ripresa. Notiamo subito che la leva del cambio automatico ci mette a disposizione anche le ridotte, per un uso in montagna o nelle città rivierasche o montane. Il loro utilizzo non è certo pensato per il fuoristrada, bensì per permetterci di affrontare le Salite, tra le quali inseriamo anche le rampe dei parcheggi sotterranei, in sicurezza anche a pieno carico. Nonostante sembri progettata per assicurare il massimo spazio e confort, la Ford Tourneo Courier consente di trasportare a bordo molte cose e di disporre di cinque posti confortevoli sui sedili in finta pelle comodi e avvolgenti, pensati per  assicurare la massima comodità nei viaggi ma anche per trattenere conducente e passeggero al loro posto nel caso di guida veloce, come vedremo quasi sportiva. Pensando all’uso nelle metropoli, nonostante le dimensioni si manovra facilmente. Per comprendere la sua vocazione, mira anche ad accompagnarci comodamente in vacanza, è bene sapere che è disponibile anche nella versione a 7 posti. Un allestimento, che nonostante questa ‘intrusione’ non sacrifica lo spazio a disposizione per trasportare i bagagli o molto altro. In città, dato l’ingombro, non eccessivo per la sua funzione, ad agevolare i passeggeri ci sono le portiere posteriori che per facilitare l’accesso ai comodi sedili  si aprono a scorrimento. Ciò aumenta anche la capacità di carico. Ora siamo arrivati in centro ed ecco finalmente un parcheggio libero: proviamo la manovra, il nostro primo parcheggio con quest’auto, e quando ci avviciniamo al veicolo in sosta alle nostre spalle scopriamo l’utilità della telecamera posteriore che proietta immagini HD nel grande display centrale. L’immagine è ripresa in HD con l’obiettivo grandangolare, e sullo schermo ci appare sovrapposto il grafico della manovra ideale che non ci distoglie dalla percezione della vita attorno a noi, evitando il rischio di eventuali collisioni che sarebbe comunque segnalato dal sistema di sicurezza.  #charlieinauto3/400      #provavintage  

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#testdrive #Jeep Renegade e hybrid SUV con vocazione crossover versatile e facile da guidare

Il sistema di telecamere a 360° è molto efficace per le manovre Con il tetto apribile ci si gode le bellezze della natura anche in montagna  Jeep Renegade e-Hybrid spazioso, crossover per vocazione, ma molto pratico anche nell’uso quotidiano. Un esempio? Per neopatentati, con le nuove norme del CdS la possono guidare, o per chi non si impratichisce facilmente nelle manovre, il sistema di telecamere a 360° consente di parcheggiare anche dove lo spazio parrebbe troppo limitato. L’avevamo testato ieri in montagna imboccando una pista forestale aperta al traffico. Un percorso molto suggestivo a mezza costa, fin quasi all’altipiano del Cansiglio, fino a imboccare uno stretto viottolo verso la sommità. Abbiamo proseguito seguendo la cartografia ma in fondo il percorso si è fatto sempre più stretto fino a impedirci di fare manovra per ritornare indietro. E ora? Ci siamo affidati alle telecamere che ci rappresentavano tutto quanto cera intorno a noi, e ci siamo potuti districare da una posizione quasi improbabile, per goderci poi una corroborante camminata tra le malghe in quota. Poi siamo risaliti a bordo per raggiungere la cima della montagna e ci siamo divertiti sulla strada d’asfalto per sfruttare il brio del sistema e-Hybrid che è mild hybrid, per un motore a benzina da 1.500 cc da 130 CV e cambio a doppia frizione a 7 rapporti. La guida rassicurante della Renegade ci ha permesso di testarne le capacità anche spingendo a fondo sull’acceleratore. Rassicurante anche in discesa, perché il sistema frenante, quattro efficaci freno a disco, ci ha consentito di staccare con una guida sportiva. Quanto alle dotazioni elettroniche, per viaggiare il cruise control adattivo è di tipo avanzato e dispone del ‘Blind sport detection’: il suo sistema di monitoraggio controlla costantemente la distanza dagli altri veicoli e in caso di necessità se c’è il rischio di collisione avvisa istantaneamente il conducente con un suono efficace e un segnale luminoso sugli specchietti sul cruscotto e nel caso arresta immediatamente l’auto. Ma ora siamo rientrati in pianura, verso casa, per goderci una serata immersiva nel mondo dei motori: la Bikerfest, l’appuntamento ideato da Moreno Persello che è ormai l’appuntamento imperdibile per chi ama le due ruote, la loro affinità con le mode vintage USA, ma anche da coloro ai quali piacciono la musica rock e la vita all’aria aperta. Un evento nel quale non mancano show e test drive, che dalle rive del Tagliamento nel sandanielese si è spostata al mare intercettando così anche il pubblico dei turisti austriaci e tedeschi. #charlieinauto3/399    #provavintage

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#testdrive Nuova Jeep Renegade e – hybrid con l’assistenza elettronica avanzata

Dal cellulare si può comandare l’apertura delle porte o accendere i fari Un cambio automatico con doppia frizione rende entusiasmante l’esperienza alla guida Nuovo display UHD e software di ultima generazione Sulle strade italiane con il primo modello dal 2014, la Jeep Renegade ha ottenuto un successo notevole non solo tra gli appassionati del fuoristrada, per la sua versatilità. Un design azzeccato, che ricalca in chiave moderna l’iconica Willy’s, nonna della moderna Jeep, specialmente nell’inconfondibile muso con la griglia che incornicia i due grandi fari tondi, nonostante nasca come un crossover compatto si presta infatti a un uso versatile, anche cittadino, perché l’assetto del posto di guida (come i sedili dei passeggeri) rialzato rispetto alle auto ‘stradali’ come dev’essere per un fuoristrada capace di superare adeguatamente gli ostacoli quindi anche di attraversare i guadi, permette di avere una visione agevole della strada, dei parcheggi, dei percorsi urbani anche più intricati. Non solo, ma la semplicità con la quale esegue i comandi e la intuitività dei comandi, da quelli tradizionali agli ausili elettronici che sono completi e avanzati come il cruise control adattivo, la rende facile e ‘accessibile’ anche a chi ha acquisito da poco la patente. Per i più giovani, ma anche per gli over visto che la buona musica piace, nelle diverse varianti, a ogni età, il nuovo sistema multimediale permette l’elaborazione di dati cinque volte più veloce rispetto a quello precedente. Il display Full-HD da 10,1 pollici è adeguato al nuovo sistema di intrattenimento, che permette un ascolto ancor più coinvolgente ed è sempre connesso grazie alla tecnologia 4G; consente di essere aggiornati anche sul traffico perfino in aperta campagna e prevede l’accesso a una gamma sempre più ampia di servizi on line. A proposito di elettronica avanzata, ora il sistema della Renegade è facilmente accessibile anche tramite la App Jeep da scaricare sul telefonino: per esempio, dal telefono cellulare è possibile aprire e chiudere le portiere e accendere e spegnere le luci di sosta. Una novità: assieme a CarPlay di Apple e ad Android Auto c’è ora Alexa di Amazon, l’assistente vocale che permette di dare i comandi principali. Rimanendo a parlare del posto di guida, il volante è stato rinnovato assieme al quadro strumenti digitale, ora più colorato a vivacizzare il morbido stile vintage al quale era improntato il design delle prime Jeep. I motori elettrificati di Renegade sono due. Il primo è l’ 1.5, di 1500 cc; è mild-hybrid quindi si ricarica da sé ed eroga 130 CV. A renderlo più performante, ad ammorbidirne la grinta decisa che offre sensazioni come quelle assicurate negli anni ’70 dalle prime auto trasformate da berline a sportive con il motore  turbo-assistito che regalava la classica sensazione del calcio nel fondoschiena, è il cambio a doppia frizione e sette rapporti. Ed è questa è la versione che stiamo provando, la e-Hybrid. L’altra versione è plug-in hybrid, cioè necessita la ricarica della batteria ausiliaria dall’esterno, alla colonnina o alla presa di casa con l’apposito accessorio tramite il cavo in dotazione; monta un motore più piccolo, ovvero 1.3, cioè 1300 cc, che è proposto in due versioni, nelle quali varia evidentemente la taratura del sistema ibrido: sono da 192 e da 241 CV. In entrambe i casi la trasmissione è sempre automatica, ma il cambio è a 6 rapporti. Purtroppo non sono più prodotte le versioni a benzina e diesel della Jeep Renegade, delle quali avevo scelto per l’uso personale quella a nafta più performante, da 2.000 cc, capace di rivelarsi sostenibile (a 90 km/h anche 26 km/l !) ma nel contempo di saper essere morbidamente ma decisamente performante con i suoi 140 CV e una coppia di ben 350 Nm. Come la mia, anche la versione in prova è calibrata rispetto alle prestazioni che è capace di erogare e dispone di un sistema frenante efficacemente rassicurante. Infine i fari, oltre che automatici, sono full led come le luci posteriori, e consentono di bucare la notte con grande efficacia, in profondità come lateralmente. La Renegade che stiamo provando è della serie speciale Trailhawk, che contrassegna i modelli destinati ad affrontare i percorsi fuoristrada più complessi, e si distingue per una grande stella di colore nero opaco disegnata sul cofano motore. Rispetto agli altri modelli, ha le regolazioni di funzione per il motore anche per le modalità Sport e Rock per modificare le prestazioni e l’assetto a seconda delle necessità. È ‘irrobustita’ ulteriormente dalle protezioni alla trasmissione, alle sospensioni anteriori, alla scatola di trasferimento del movimento agli assi e del serbatoio, per poter praticare un fuoristrada più impegnativo al quale la Renegade è vocata. E poi… Il Poi lo esamineremo la prossima settimana. Per ora la proviamo in città a Udine e ci arriviamo per il compleanno della città, fondata nel 983 d.C., così in pieno centro incrociamo una suggestiva cerimonia rievocativa organizzata dal Fogolar Civic Furlan, sodalizio per la salvaguardia e la valorizzazione della valenza storica e culturale del capoluogo friulano. #charlieinauto3/398      #provavintage  

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#testdrive La nuova Jeep Renegade Hybrid si arrampica come uno scoiattolo in montagna

Due motori termico e ibrido (150 CV) per prestazioni appaganti Con i controlli elettronici              sempre in sicurezza nel misto e in accelerazione Jeep è sinonimo di                                             fuoristrada, di percorsi impensabili, mulattiere e piste impervie; è il veicolo votato per antonomasia a raggiungere i siti più suggestivi altrimenti visitabili soltanto dopo avere superato percorsi impegnativi con lunghe, anche se certamente salutari,                               camminate ed escursioni. Abbiamo visto come si comporta la Jeep Renegade Hybrid nella metropoli e che è parimenti a suo agio in campagna. Ma non abbiamo ancora testato le sue potenzialità nello scenario per lei più congeniale: la montagna. Motore a benzina a quattro cilindri di 1469 cc. da 96 kW, quasi 130 CV, ai quali si sommano i 20 CV messi a disposizione dall’unità elettrica di questo modello e Hybrid, accoppiata al motore termico e integrata nel cambio, che la rendono più performante, scattante, dalla risposta immediata e aiutano addirittura a ridurre i consumi rispetto ai modelli precedenti. Per avvicinarci alla montagna ci siamo fatti accompagnare dal cruise control adattivo, che ci ha permesso di apprezzare il confort e il relax dell’abitacolo e di gustare la musica proposta dal sistema di intrattenimento ad alta fedeltà di riproduzione dei suoni e delle performance degli strumenti musicali. La strada in salita è libera e ci affidiamo alla modalità standard delle prestazioni (la trazione, ricordiamo, è anteriore), mentre scorrono accanto a noi i primi scorci di un panorama imperdibile: quello della Riviera friulana con lo sguardo che si perde da un lato verso il Carso e l’Istria, dall’altro scorre lungo la Pianura padana. Cominciamo a ‘scaldarci’ sulle prime rampe, verificando che i rapporti del cambio automatico a sette rapporti sono davvero ben sincronizzati tra loro e assecondano la nostra richiesta di potenza alla vettura. In realtà, con un po’ di allenamento vi potrete divertire a gestire il cambio automatico con il pedale dell’acceleratore: sarà sufficiente un po’ di allenamento nella guida leggera, sostenibile. Per esemplificare lo stile di guida auspicato, provate a immaginare la pressione sul pedale dell’acceleratore oltre la quale rompereste un uovo posizionato idealmente proprio lì, sotto al vostro piede… Per cominciare a prendere dimestichezza con questa modalità di guida allentate la pressione del piede destro sull’acceleratore. Inizialmente provate a premere sul pedale con il piede con delicatezza, per tragitti brevi magari disseminati di difficoltà e ostacoli. A mano a mano che i km scorreranno sotto le ruote della vostra auto affinerete la necessaria sensibilità della pianta del piede, e a conclusione dell’esperienza sentirete il pedale come uno strumento di contatto intimo tra voi e l’auto: ovvero, diverrete un tutt’uno con la vostra vettura. Sarà allora che passerete allo ‘steep’ successivo: pur andando all’inizio per tentativi, vi accorgerete che procedendo ad andatura regolare ma accelerando costantemente e delicatamente potrete sentire dal cambio automatico il momento nel quale occorre cambiare marcia: in quel momento avrete la consapevolezza di avere raggiunto con la vostra Jeep una elevata condivisione. Terminando il vostro testdrive personale dopo avere acquisito un’altra competenza: avrete verificato personalmente che variando la pressione del destro sul pedale dell’acceleratore è possibile decidere quando cambiare il rapporto in uso e passare a una marcia più conveniente su questo tratto di strada ‘ingannando’ il cambio automatico. Una abilità che si rivelerà utile soprattutto se vorrete mantenere una guida regolare e scorrevole: cambiando la pressione del piede sul pedale potrete infatti anticipare l’automatismo del cambio e salire più rapidamente. Arrivati a questo punto resta da capire come va la nostra Jeep Renegade e Hybrid in salita. Sicuramente bene, perché dispone di una potenza sufficiente ad assicurarle prestazioni importanti. Se vorrete chiedere ancora di più alla Jeep Renegade e Hybridcon il cambio automatico, agendo sulla leva a cloche posizionata sul tunnel centrale la potrete utilizzare come se fosse una comune leva del cambio manuale, e passare alla marcia superiore spingendo leggermente in avanti la leva, oppure scalare marcia compiendo il movimento inverso. Ma ci siamo lasciati distrarre dalle soluzioni ergonomiche adottate sulla Renegade per farci guidare più comodamente, e abbiamo dimenticato che siamo venuti in montagna per vedere come si comporta questo versatile e classico SUV fuoristrada. Cominciamo ovviamente dalla salita, dove, anche nei tratti più ripidi, l’azzeccata scelta dei rapporti adottati sul cambio automatico di questa versione permette alla Renegade Hybrid di salire agilmente, superando anche le rampe più difficili e reagendo istantaneamente, grazie all’unità elettrica, nelle ripartenze. Si tratta di un modello a trazione anteriore, ed è soltanto grazie all’efficacia dei controlli elettronici adottati che pur esprimendo una adeguata potenza e regalandoci performance da auto sportiva nella ripresa e nell’accelerazione in curva, non tende a proseguire dritta verso la tangente. Anche la tenuta di strada è sempre salda e rassicurante in tutte le occasioni. E sulle mulattiere e nel fuoristrada di montagna come va? Lo vedremo nella prossima puntata. #charlieinauto3/395     #provavitage

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#testdrive la Jeep Renegade e Hybrid performante ma affidabile anche tra le pozzanghere

Scarica i suoi 130 CV elettro-assistiti mantenendo il contatto con il terreno Anche tra le buche il confort sui sedili in finta pelle avvolgenti e morbidi Jeep è il SUV crossover per antonomasia, e la Renegade è l’icona del fuoristrada che riprende lo stile e non solo della originaria Willy’s sempre americana, che facilitò la penetrazione delle truppe alleate in Europa dopo lo sbarco in Normandia. Un background storico importante, che induce chi sale a bordo di una Renegade di sentirsi vocato al fuoristrada, anche se, come accennato, quest’auto è davvero tale e completa perché su strada su comporta come un’auto tradizionale, a volte anche meglio trasmettendo al volante e al pilota una sensazione di massima sicurezza nella guida, in tutte le condizioni. E quindi? L’incontro con uno sterrato invitante, complicato, fangoso, costellato di pozzanghere non può che invitarci alla prova. Il motore di questo modello per la versione e Hybrid è a benzina di 1.469 cc ed eroga 96 kWh, 130 CV. L’auto è a trazione anteriore, e questo, per affrontare uno sterrato fangoso è già un vantaggio. L’handicap sta nel fatto che non monta gomme da fuoristrada bensì stradali in grado di sostenere e di permetterci di gestire in sicurezza sull’asfalto le performance quasi corsaiole della nostra Renegade. Ma l’istinto e la passione per il fuoristrada alla quale da ragazzo davo sfogo con le moto da regolarità di allora, Beta 125 enduro e Aspes Hopi 125 da enduro hanno la meglio. Così imbocco la stradina insidiosa con la certezza che comunque il sistema elettronico di assistenza alla guida della Renegade, confesso di possederne una ma con motorizzazione diesel, avranno ragione di difficoltà insormontabili con un’auto tradizionale, e a parità di gommatura anche con una 4X4. Le prime decine di metri le affronto con diffidenza, anche sollevando due vistose colonne d’acqua laterali nell’attraversamento delle pozzanghere. Poi, visto che la sensazione era quella di essere alla guida su una strada normale, tutt’al più sterrata, ma non fangosa e allagata, mi lascio andare pigiando sull’acceleratore. Tanto che a un certo punto decido di disattivare i controlli di trazione premendo il tasto di funzione sul cruscotto a sinistra del volante. Che cosa è successo dopo? Niente di diverso, perché la Renegade ha continuato a procedere sul suo cammino inesorabilmente, senza sacrificare minimamente in confort interno. E pensare che, a differenza dalla mia, forse dai modelli 4X4, la e Hybrid non dispone del comando a manopola per selezionare i tipi di terreno da affrontare (Send, Snow, Auto, Mud-sabbia, neve, automatico, fango), ma comunque anche questa Jeep si è trovata a suo agio pure senza l’assistenza elettronica. Sul fondo sabbioso la situazione non cambia e la Renegade e Hybrid rimane nella traiettoria impostata, dimostrandoci che sarà molto difficile che riusciamo a metterla in difficoltà. Ci provo premendo l’acceleratore a fondo e lasciando che il cambio automatico a 7 rapporti svolga il suo compito, e l’accelerazione è importante, ma a parte un accenno iniziale la ‘ripresa’ è progressiva e la situazione è perfettamente sotto controllo. Provo nel senso di marcia opposto della nostra strada a accelerare utilizzando il cambio manuale, con la stessa leva delle funzioni di marcia, molto ergonomica e docile: 1., 2., 3., 4. marcia, poi mi accontento perché ho già raggiunto una velocità performante. Che cosa è successo in questa prova? Che la Renegade Hybrid non si è scomposta mantenendo l’affidabilità che aveva manifestato nelle altre situazioni. #charlieinauto3/392     #provavintage

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#testdrive Con #DaciaDuster ‘byfuel’ si sceglie anche in corsa l’alimentazione

Sul diffuso modello della Casa rumena ora di Renault impianto Gpl di serie L’aumento delle richieste e pronuncia Corte dei conti Ue su Green deal Dacia Duster l’avevamo già provata, la ricordate? Questa volta la novità è importante e attuale: testiamo il modello bifuel. Ovvero, la Duster è disponibile con il suo motore termico a 4 tempi alimentabile sia a benzina che a gas, ovvero a GPL o Gas propano liquido. È un’opportunità intrigante quella che ci è offerta dall’Ufficio stampa della Casa che fa oggi parte del gruppo Renault ed è nata in Romania, perché considerate le frequenti variazioni, più spesso in aumento, del prezzo della benzina come del gasolio, la diffidenza seguita dal distacco degli automobilisti dal progetto globale di elettrificazione dell’automotive ha modificato il corso della storia per l’economia del settore auto, costringendo già alcune Case a ridimensionare i progetti di elettrificazione della gamma di vetture da mettere in vendita. Inducendo altre a chiudere stabilimenti dai quali avrebbero dovuto essere immesse sul mercato dell’auto centinaia di migliaia di veicoli. A mettere in chiaro la situazione a livello istituzionale e comunitario ha provveduto la Corte dei Conti europea, certificando che le politiche per l’auto ‘pulita’ da emissioni è troppo in salita e occorre conciliare il Green Deal con la sovranità industriale, ma soprattutto con l’accessibilità economia dei consumatori. Ovvero, ha decretato che al momento, e così stando le cose anche in un futuro plausibile, non è sostenibile il processo di elettrificazione dell’automotive. È per questo che le Case automobilistiche stanno ripensando i loro ‘business plan’ e le catene di produzione e mentre ritornano a spingere la promozione delle versioni con motore termico dei loro modelli, le soluzioni alternative ritornano a fare breccia nell’attenzione del grande pubblico come dei lettori più attenti dell’evoluzione del mondo delle quattro ruote. Così ritornano d’attualità le auto che sono alimentabili anche a GPL, combustibile fossile che a differenza del Metano non ha subito né dovrebbe subire aumenti di prezzo esponenziali. Molti mezzi commerciali montano già anche l’impianto a Gpl, che si può installare in qualsiasi momento della vita dell’auto. Pochi sanno che secondo i tecnici, l’abbinamento migliore dell’impianto a Gpl con il motore a carburante tradizionale, che in conseguenza del costo attuale diviene quello alternativo e rappresenta la riserva per l’avvicinamento al distributore di gas più vicino, è quello diesel, con il quale il Gpl assicurerebbe il rendimento migliore. Che cosa distingue la Dacia dalle auto a benzina e anche a Gpl che abbiamo provato finora? La Dacia Duster bifuel monta, su questo modello, l’impianto a gas di serie. Per questo dispone anche dell’indicatore del livello di riempimento della bombola-serbatoio, che nelle vetture sulle quali l’impianto è stato montato dopo la messa in strada del veicolo è rappresentato dal classico interruttore a pulsante rotondo sul quale risaltano quattro led colorati di verde a serbatoio pieno, che diventano rossi man mano che il gas si esaurisce. Dacia Duster è un fuoristrada robusto e confortevole prodotto dalla casa automobilistica rumena dal 2010, e riprende il nome con il quale veniva commercializzato in diversi Paesi tra i quali il Regno Unito il fuoristrada rumeno ARO 10. Nel settembre del 2017 è  stata presentata la nuova serie al Salone di Francoforte, arrivata in Italia nel 2017. Questo modello è già ulteriormente modificato e migliorato anche nell’estetica, e viene commercializzata nelle versioni con allestimenti diversi: Access, Essenzial, Confort e Preciso. #charlieinauto3/383  #provavintage

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#testdrive: Hyundai Bayon Bifuel GPL conferma la sua sostenibilità anche in montagna

La differenza tra costo della benzina e del gas ci induce a usare prevalentemente il GPL Su strade di montagna l’indicatore del consumo presenta gli stessi valori della guida in pianura Proprio in questi giorni esplodono le contraddizioni tra imposizioni energetiche verso una transizione ‘green’ non concertata e le ricadute sulla società, sui consumi, sugli automobilisti. A farne le spese sono per buona parte anche le Case automobilistiche che si sono lanciate in una corsa contro il tempi per individuare soluzioni alternative per ora davvero soltanto tali e spesso ipotetiche. Ecco dunque che la nostra Hyundai Bayon Bifuel a GPL e benzina verde balza a pieno titolo alle cronache dei test driver. Perché il prezzo del Gas Propano Liquido è sempre concorrenzialmente stabile, e come in questo caso, il rapporto tra costo del combustibile e consumi è davvero vantaggioso. Il motore ‘1200’, in realtà di 1197 cc, da 61,80 kW, ovvero quasi 90 CV, con il cambio manuale a 5 marce (a cloche) risulta il propulsore ideale per questo Suv con ispirazione fuoristrada, molto spazioso, che forse proprio in questa versione con due possibilità di alimentazione trova la ricetta ideale. Abbiamo già ricordato che la sicurezza attiva e quella passiva di quest’auto coreana è elevata e i controlli elettronici sono in grado di farci viaggiare con serenità e in sicurezza. Quindi, riproponiamo un test drive sui consumi. Ricordiamo anche che la versione GPL bifuel è destinata al solo mercato italiano, ricettivo perché la colonnine di gas liquido nei distributori di carburante sono diffusi sul territorio. Anche questo fattore indica che di auto a GPL ce n’è parecchie, e probabilmente anche diversi mezzi di trasporto leggero. Essendo un allestimento riservato al mercato italiano, l’impianto GPL non è stato installato nella fase di costruzione, bensì dalla Hyundai Italia. Per questo, l’interruttore per attivare l’alimentazione a gas rispetto a quella a benzina, che si avvia prioritariamente all’accensione, è del classico tipo supplementare, viene applicato sul cruscotto accanto al piantone dello sterzo, a sinistra, e contempla anche 4 led colorati, verdi, a indicare il livello del gas nella bombola. Il led rosso segnala che il gas è in esaurimento. Il passaggio dall’alimentazione a benzina a quella a gas, a esaurimento della prima, è automatico e non si avverte mentre si è alla guida. Anche le prestazioni con l’alimentazione a gas non calano in modo percettibile. Se ne può accorgere un test driver, ma per la guida normale non cambia molto. Ma veniamo al dunque. Decidiamo di fare due tappe, la prima con salita al Forte di Osoppo, un percorso turistico con panorama sulla valle del fiume Tagliamento. La seconda, vedremo… La prima parte la affrontiamo a benzina. Tre le modalità di guida, che ci sono confermate dal cambiamento del colore dei due orologi del cruscotto: rosso, più performante, celeste confort, grigio e nero, eco. In ogni caso, il cruscotto ci si propone anche con una livrea in tre 3D, le prestazioni sono brillanti, e con la trazione anteriore anche nel misto la Bayon si guida facilmente perché non riserva soprese. Benzina: così andiamo verso il forte di Osoppo, anche percorrendo un tratto dell’Autostrada A4 e della A28. Sotto alla parte elettronica del cruscotto c’è un indicatore del consumo istantaneo di carburante, che se ci si vuole formare a una guida consapevole e visti i corsi attuali del carburante e dell’uso dell’auto, non vi nascondo di ritenere intelligente. In questo caso ci è utile, perché lungo il tragitto ci ha indicato un consumo adeguato alle nostre attese: dai 17, in momenti performanti, ai 20 km con un litro di benzina. Ciò che è interessante per noi è il fatto che passando al gas, automaticamente a esaurimento della benzina (eravamo partiti con il serbatoio riempito solo parzialmente proprio per questa prova, poi il consumo non è cambiato. E non è che sia merito di uno strumento scarsamente attendibile. Perché poi, il livello del serbatoio del gas e il successivo riempimento ci hanno confermato le sue indicazioni. La salita al forte di Osoppo ha appagato soltanto parzialmente le nostre attese. Così, dopo esserci goduti il panorama decidiamo di allungare il nostro test road, confortati dal fatto che la spesa per il carburante sarebbe stata di quasi un terzo rispetto ai combustibili fossili tradizionali. Facendo prima una tappa a Polcenigo, uno dei Borghi più belli d’Italia, con le sue sorgenti nel mezzo del paese e, qualche mese fa, i Presepi diffusi in ogni dove. Poi saliamo sul Piancavallo. La giornata tranquilla ci permette di assaggiare confort e affidabilità della Bayon sulla strada di montagna, a tratti piuttosto ripida, in altri passaggi guidata con un misto veloce nel quale la Hyundai ha confermato le doti proverbiali di tenuta e agilità. Facendo la media del consumo lungo tutta la salita la sorpresa: la percorrenza al km con un litro di carburante non è scesa rispetto al test precedente, e considerando il costo del gas al litro rappresenta un’opportunità da non sottovalutare. In cima tra i boschi e le strade a mezza costa la Bayon ha confermato le sue doti, così come in discesa: è dotata di un ottimo impianto frenante che a volte abbiamo in parte risparmiato sfruttando il freno motore. Considerazioni finali rispetto al test finalizzato anche a comparare costi e benefici tra due ben diversi combustibili fossili? Che abbiamo proseguito il test nei giorni successivi, anche per la restituzione dell’auto a Milano, sempre a gas. Lasciando un po’ di benzina nel serbatoio a mo’ di riserva nel caso non avessimo trovato un distributore di GPL a portata di mano. Ma di pompe per fare rifornimento di gas GPL ce ne sono parecchie. Quindi, perché non fare un pensierino su questa Hyundai eclettica? #charlieinauto3/380       #prova vintage

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#testdrive: Hyundai Bayon Bifuel GPL-benzina concretamente sostenibile

La versione a benzina/gas del SUV confortevole con tanta elettronica Conviene usarla a GPL o a benzina? A voi la scelta La ricordate? Un SUV di categoria media, spazioso e maneggevole, che nel 2021 anticipava con il suo stile prettamente tecnico-tecnologico le opzioni aerodinamiche e di design di modelli della stessa categoria, tanto da indurre i passanti a girarsi per osservarla meglio e capire se fosse un modello sperimentale o di serie. La Hyundai Byon, prende il nome da una frequentata e modaiola località turistica francese, è una vettura facile da guidare, sicura perché ha il baricentro basso e il passo e la larghezza adeguati a favorire la sicurezza sulla strada, dai consumi contenuti già nel motore a benzina di media cilindrata. E’ un modello che ha anticipato i tempi per il suo design, specialmente in Europa, del quale la Casa giapponese ha voluto fare un cavallo di battaglia nell’era dell’incertezza energetica e in assenza di strategie guida e orientamenti progettuali anche per il mondo dell’auto. Ha infatti completato la gamma di varianti della Bayon con la versione bifuel, ovviamente, senza dover apportare modifiche strutturali alla vettura, alimentabile sia a benzina che a GPL. Una scelta che ha centrato il momento adatto, perché anche in Italia la diffusione delle auto elettriche si è fermata, mentre non si intravvedono ancora spiragli nei disegni di sviluppo di una rete infrastrutturale di rifornimento attraverso le colonnine elettriche, tale da giustificare l’acquisto o anche semplicemente l’uso di un EV. Questa versione, a doppia alimentazione, il passaggio da benzina al Gas Propano Liquido una volta esaurito il primo serbatoio su scelta tramite del conducente tramite un semplice pulsante si avverte appena, viene distribuita soltanto in Italia. D’altro canto viaggiare a gas significa risparmiare sensibilmente sulle spese di combustibile. Almeno, di sicuro, per quanto riguarda la Bayon si può arrivare a spendere anche la metà rispetto alla benzina, viaggiando a gas. Un altro vantaggio è il quasi raddoppio dell’autonomia complessiva. Avrete capito che l’auto consente di utilizzare il combustibile più adatto anche scegliendo manualmente l’ordine di impiego tra i serbatoi di approvvigionamento, si può avviare l’auto a benzina, e poi scegliere se continuare fino ad avere svuotato il serbatoio, senza percepire il passaggio al serbatoio del GPL, oppure fare il contrario. In ogni caso, assecondando la vostra abitudine di guida, l’auto ripartirà con lo stesso combustibile che utilizzavate quando l’avete spenta l’ultima volta. Cioè, per essere più chiaro, se ieri sera l’avete parcheggiata o lasciata in garage spegnendo il motore mentre lo facevate funzionare a gas, riprendendola la mattina dopo proseguirete automaticamente a gas. Altra precisazione: c’è di buono da dire che non esiste una grande differenza di rendimento del motore tra l’utilizzo a benzina e l’utilizzo del gas. Abbiamo accennato al fatto che questa versione viene distribuita soltanto in Italia. Da che cosa abbiamo avuto la conferma? Dal fatto che il comando per avviare l’utilizzo del GPL, un pulsante rotondo nel sotto plancia che reca anche 4 led colorati, verdi che indicano il pieno della bombola,che si spengono o diventano rossi a mano a mano che si svuota, è quello omologato che viene installato quando montate la bombola del GPL sulla vostra auto. Unico appunto, ma visti i tempi ben venga l’auto a GPL, al fatto che non esiste uno strumento più preciso che ci indichi il livello del gas nella bombola. I  consumi? Li analizziamo nella prossima puntata. #charlieinauto3/379

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