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#testdrive #DaciaJogger si completa con l’elettronica ed è anche bifuel

Il sette posti ‘on demand’ della Dacia rinnova totalmente il design Uno stile gradevole ma essenziale per un SOV crossover superaccessoriato Prosegue la rivoluzione Dacia e il restyling dei modelli ha raggiunto anche Jogger, il cross over ‘familiare’ che rappresenta al momento dell’uscita la vettura più grande della linea della Casa franco-romena. Per comprendere l’importanza del modello è disponibile nelle versioni a 5 e a 7 posti, e ciò senza che l’auto abbia raggiunto misure ingestibili. Tra le due versioni, dall’esterno non si avvertono vistose differenze. Ma ritorniamo al design: è prettamente tecnico, con uno stile ammorbidito rispetto alla versione precedente, e si presenta come un monovolume rialzato, a ricordare che si tratta di un crossover, caratteristica che approfondiremo più tardi. Anche Jogger cambia radicalmente aspetto, ma nel contempo si propone anche con nuove motorizzazioni e nella versione bifuel, che è quella affidataci dalla Casa. In aggiunta alla versione precedente monta i fari a led, che sono potenti. Ma saliamo a bordo. Motore mille di cilindrata, per la precisione 999 cc, tre cilindri, dotato di turbina che gli consente di erogare 74 kW circa 110 CV. Quanto basta per renderla performante anche al di sopra delle aspettative vista la sua mission. Il motore si propone con il classico sound del tre cilindri, ma è molto bene insonorizzata. Sei marce e sistema Start & stop che la rende ancor più sostenibile in città, anche nelle code e nel traffico congestionato. Perché la qualità che la contraddistingue è il fatto che è Bifuel, ossia si può alimentare sia a benzina che a GPL, ovvero Gas Propano Liquefatto. I vantaggi? Viaggiando a gas il costo del carburante è attualmente dimezzato rispetto a quello della benzina super. Ma a chi gestisce i sistemi del traffico e le potenzialità inquinanti dei veicoli questo importa relativamente. Il dato interessante è che le emissioni del motore a scoppio a gas contengono un bassissimo livello di elementi inquinanti. Infatti, a Milano per esempio ci è stato possibile entrare in ventro senza essere bloccati dai divieti di circolazione motivati dalla necessità di ridurre lo smog. Nel traffico? Si sposta agilmente con e nelle ripartenze è aiutata dal ‘turbo’ che ci porta rapidamente in testa alle altre auto. Pur essendo a sette posti, nei parcheggi non ci costringe a manovre particolarmente impegnative, perché è nonostante lo spazio interno a disposizione (anche con i due ulteriori sedili di coda in posizione rimane a disposizione un bagagliaio profondo una quarantina di cm) è lunga ‘soltanto’ 455 cm. Inoltre, è dotata di telecamere ad alta definizione e dei sensori di parcheggio che ci facilitano la manovra. I sedili anteriori sono avvolgenti comodi, e regolabili, manualmente, in tutte le posizioni, anche in altezza e sono realizzati in tessuto impermeabilizzato e atermico, che permette di mantenere una temperatura gradevole sia con il caldo che con il freddo. Un ulteriore elemento che fa intendere come Jogger sia progettata sia per le famiglie che per il lavoro o per il trasporto multiplo di persone (6 + il conducente). Un’auto versatile, perché abbattendo i sedili posteriori e lasciando riporti quelli ‘supplementari’ diviene un comodo mezzo da lavoro abbondantemente finestrato. Per l’uso familiare, ma anche per il trasporto persone òe rifiniture interne sono curate, utilizzano i recenti materiali ecologici e le imbottiture e le protezioni sono al posto giusto per amplificare il confort. Per accedere ai sedili di coda, è sufficiente abbattere quelli posteriori agendo su un comando di materiale sintetico simil stoffa rossa ben visibile. I due sedili posteriori si ritirano verso avanti per facilitare l’accesso. I sedili, compresi quelli di coda, sono comodi e avvolgenti. Per i passeggeri che si sistemano in coda, non essendoci lo spazio nelle francate per inserire altri due vetri motorizzati, ci sono due efficaci deflettori ad apertura manuale. Partiamo? Beh, ci mettiamo in movimento, ma c’è ancora molto da raccontare. #charlieinauto3/418       #provavintage #dacia #daciajoggerbifuel  #bifuel

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#testdrive MG ZS rinascita cinese del marchio del cuore per i gentleman del ‘vecchio continente’

Un SUV crossover di fascia intermedia di stampo britannico Colori classici e interni morbidi per  il confort in stile inglese Quest’anno arriva il modello ibrido con il look rivisitato e attualizzato Ai gentleman, alle gentle-girl per parità di genere, il marchio MG evoca ricordi romantici, sportivi, disimpegnati. Il marchio britannico produceva infatti una indimenticabile spider compattache era il sogno di molti studenti, e studentesse, ed era forse il primo ‘sfizio’ che gli appassionati si concedevano non appena conquistata l’autonomia per gli spostamenti fuori città, all’aria aperta, per azzardare qualche viaggio magari attaccando la valigetta sopra al cofano posteriore per raddoppiare la capienza di un bagagliaio limitato alla forma dell’auto dalla sauna inconfondibile determinata dalle ruote esterne alla scocca e coperte da morbidi parafanghi. L’acronimo stava per Morris Garage legato in qualche modo alla mitica Mini, ed è stato acquistato da una decina d’anni dalla Saic cinese, che ha generato una crossover compatta, dalla linea morbida ed elegante, per nulla orientaleggiante. Anzi, dallo stile quasi inglese forse per mantenere viva l’immagine dello stile inglese che MG evoca ancora. La MG ZS, che abbiamo provato ‘fuori busta’, è prodotta dal 2017, ed è appena uscita la nuova serie. Lunga 432 cm, si presenta con un buon livello di finiture, con gli interni rivestiti di simil pelle morbida, che eleva la qualità del confort anche a livello visivo. Il motore a quattro cilindri di 1.498 cc eroga 78 kW, cioè 106,05 CV. Cinque posti, le finiture dei sedili avvolgenti, quello di guida regolabile elettronicamente e riscaldato come quello del passeggero, sono arricchiti dalle cuciture rosse. Il portellone posteriore è ampio e assicura una buona capacità di capacità di carico. Si apre facendo pressione sul marchio MG leggermente in rilievo, nel quale è inserita una delle quattro telecamere che permettono di vedere sul grande display centrale in HD le immagini dei quattro lati dell’auto, e si attivano automaticamente a seconda della direzione verso la quale abbiamo deciso di dirigerci. Non solo, ma consentono, in modalità 3D, di vedere dall’alto la vettura con la simulazione dello spostamento previsto dell’auto., sia procedendo in avanti che all’indietro. Il  cambio è, in questo modello, a 5 marce, almeno per questo esemplare, e i rapporti sono ben selezionati. Consentono una guida fluida e sufficientemente agile. In marcia ha la ripresa necessaria per effettuare i sorpassi in sicurezza. L’assetto è comunque quello di un SUV crossover, contenuto in uno styling un po’ vintage che ne rende accattivante l’aspetto. Nell’uso fuoristrada, anche in stradine complicate con l’ausilio delle telecamere a 360 gradi che si orientano verso le nostre intenzioni, è maneggevole. Ma di questa sua vocazione risente la sensazione di sicurezza alla guida, anche se non tradisce il percorso che le imponiamo: l’assetto alto da fuoristrada la spinge a ondeggiare in curva verso l’esterno, ma si inclina dolcemente, un po’ come le vecchie auto francesi. tuttavia, ciò non influisce sulla guida. Rassicurata anche dai quattro potenti freni a disco in dotazione per un uso in sicurezza in ogni condizione. Ne abbiamo approfittato per concederci una escursione sullo splendido scenario collinare di Bergamo, per poi arrivare in piazza Duomo a Milano nel corso delle riprese di uno sceneggiato tv. #charlieinauto3/417     #provavintage        

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#testdrive La Dacia Sandero campione di vendite nel 2024: prevale il bifuel

Modello risparmioso mantiene le sue qualità anche sulle strade bianche Tra gli agglomerati rurali della Riviera friulana tra Ronchis e Teor Che il mondo dell’automotive stia assecondando le attese dei consumatori si evince dalle strategie produttive che si stanno delineando: l’elettrico minicar iene scelto per gli spostamenti brevi e abitudinari da chi magari sul tetto di casa ha il fotovoltaico, l’ibrido per l’uso misto extraurbano, anche se idrogeno e ibrido diesel potrebbero rappresentare le nuove frontiere. Nel frattempo, la maggioranza degli automobilisti segue le vecchie strade o forse non si può ancora permettere cambiamenti epocali ‘green’. Tant’è che ci sono Case che stanno progettando di convertire le loro industrie automobilistiche verso altri settori di produzione per recuperare ricavi e l’occupazione. Ci sono invece Case che sviluppano tecnologie già collaudate che danno riscontro nell’immediato e con successo. Come la Dacia, che nel 2024 ha superato il milione di auto bifuel vendute, alimentate a benzina e GPL, delle quali 370 mila in Italia. Il 75 per cento dei possessori di Dacia ha scelto l’alimentazione a GPL, mentre le ibride sono in aumento. Ancora in Italia, il modello più venduto è quello che stiamo provando, la Sandero, con il 50 per cento delle vendite. Seguito dalla Duster, questa per il 40 per cento a GPL. Avendo letto le prime tre puntate di questo test drive avrete già capito il perché di questo risultato. Confortevole, spaziosa per la sua categoria, sostenibile, robusta, quindi affidabile. La Dacia Sandero Stepway Bifuel ha il motore da 999 cc a tre cilindri, piccolo di dimensioni rispetto a ciò che eravamo abituati a guidare, ma eroga 100 CV, 74 kW, e dispone di una buona curva di coppia, così è brillante e veloce anche a gas; l’elettronica di bordo permette di gestire il risparmio affiancando al basso costo del GPL, la metà della benzina, un rendimento convincente anche con una guida normale. Ed è affidabile in tutte le condizioni, anche sulla neve o sulla fanghiglia del sottobosco. Ci resta ancora un test da fare: visto che si tratta di un crossover dobbiamo cercare uno sterrato, una strada in aperta campagna, e per questo andiamo nella Riviera friulana, in aperta campagna tra Ronchis, Teor e Rivignano. Un cartello stradale indica Sella: un piccolo agglomerato di case sorte probabilmente in funzione di una grossa azienda agricola dell’area. Ecco lo sterrato: un pulsante davanti alla leva del cambio ci permette di attivare la funzione CROSSOVER ETC. Vcisto che i siamo, proprio qui sopra c’è il display touch screen modello tablet, che in alto a destra ho un comando indicato da una mezza luna scura: serve a oscurare lo schermo nel caso disturbi la guida. Alla sua sinistra una presa USB e il supporto per il cellulare. A portata di mano anche la presa per accendisigari alla quale collegare un altro cellulare per la ricarica. Sullo schermo l’accesso immediato a Apple car play, il livello della batteria del telefono collegato, il termometro esterno, l’orologio e l’accesso rapido ai comandi dell’impianto di intrattenimento, loudness, sonorità, bilanciamento quadrifonico, la regolazione della qualità dell’audio. qui si può comandare anche la regolazione della qualità dell’audio. Ci sono anche la radio e l’info-traitment, i multimedia, il telefono, il navigatore, le impostazioni del veicolo, Apple car play. Sul volante il comando del cruise control adattivo e del limitatore di velocità, capace di farci rispettare autonomamente i limiti di velocitò sulla base dei cartelli stradali rilevati sul percorso. A sinistra del volante, in basso, c’è il pulsante per scegliere l’alimentazione del motore (benzina o GPL), e accanto il pulsante per disattivare tutti i controlli dei sistemi anticollisione e il mantenimento della carreggiata. Più in basso la rotella che regola l’altezza dei fari anabbaglianti. I fari, a led, sono potenti. Quelli abbaglianti a luce gialla si rivelano molto efficaci con scarsa visibilità. Ma per il momento non ci servono: ecco la strada bianca. Mi avvio e prendo velocità per sentire come si comporta la Sandero Stepway co scarsa aderenza. Il percorso è divertente, lo sterrato piatto e con ghiaino. L’ideale per il test, e da Stepway asseconda le mie richieste, e si mantiene sulla carreggiata, senza incertezze o sorprese. Ecco le case. Il sito è davvero interessante, dal sapore d’altri tempi. #charlieinauto3/416        #provavintage   

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#testdrive #Dacia Sandero: la versione fuoristrada promossa anche in montagna

La Stepway in salita, su sterrato e neve garantisce una guida sicura Controlli di trazione di fascia alta per non impensierirci nella neve Dacia Sandero Stepway, fuoristrada bifuel, un’auto che ci offre la grande opportunità di spostarci con il GPL spendendo la metà rispetto alla benzina o al diesel. E noi, questa opzione la intendiamo sfruttare pienamente: ci consentirà di effettuare test drive in relax, senza dover fare i conti con i consumi che per certe auto sono elevati, come pure non avremo bisogno di cercare le rarefatte colonnine elettriche di ricarica, tra l’altro in città spesso occupate. Ricerca, che al momento nel nostro Paese, ma credo non solo da noi, rende gli spostamenti spesso avventurosi, o quantomeno vincolati a uno studio preliminare sul tragitto per anticipare dove e come effettuare le ricariche, quindi dove fare tappa sui tragitti medio-lunghi. Ma le auto elettriche offrono anche dei vantaggi, specialmente se impiegate nei centri urbani o su tragitti abituali. Ecco, per i viaggi su media e lunga distanza ci viene in mente l’utilità del ruolo che nei rally svolgono i copiloti, che non è limitato alla lettura delle note al pilota, ma si estende alla organizzazione degli spostamenti, degli appuntamenti con l’assistenza che è l’equivalente della sosta alle colonnine di ricarica anche se il tempo di sosta richiesto è ovviamente sensibilmente diverso, dello studio e organizzazione dei tragitti di spostamento, qualora non siano vincolati dal regolamento della gara. Quindi? Dunque, questa volta ci concediamo una escursione in montagna. Il nostro obiettivo?  Verificare la vocazione della Stepway per la salita e il fuoristrada in montagna, ammesso che sia possibile praticarlo perché ècaduta  nuovamente la neve oltre i 1000 m. Abbiamo già detto che il rendimento tra l’utilizzo dell’auto a benzina o a GPL è leggermente inferiore nell’utilizzo del gas quale combustibile. E in salita? In salita, accanto alla tenuta di strada che è rassicurante in tutte le condizioni, Sandero conferma un’azzeccata scelta dei rapporti con il cambio a 6 marce.  inoltre, dal motore da 100 CV emerge l’efficacia della coppia di 150 Nm a disposizione, che per un tre cilindri di 999 cc è un valore interessante. Infatti, ci consente di ripartire dai tornanti stretti in salita senza incertezze, e lo stesso sarà per le partenze sulla neve. Una caratteristica che ci permetterà anche di risparmiare nei consumi. Probabilmente è proprio il rendimento del motore che a permetterci di mantenere nella norma i consumi anche in salita, ma, ripeto, stiamo provando la Stepway a GPL, quindi con costi di gestione dimezzati rispetto a quelli necessari per gli spostamenti a benzina o a gas. Arriviamo in cima ed ecco che ci si presenta un bel tratto di strada bianca, scorrevole, probabilmente un parte di una pista forestale aperta al pubblico. I test drive vengono svolti spesso, ove sia possibile, spingendo sull’acceleratore, alla ricerca delle criticità che possono emergere da segnalare ai lettori. La Dacia Sandero Stepway, ricordo che si tratta della versione adatta al fuoristrada anche se il modello come gli altri più recenti della Casa del Gruppo Renault nasce come crossover. Anche nella frenata i sistemi di controllo di livello avanzato ci risparmiano ogni timore e la nostra prova sullo sterrato dà i risultati attesi. Ma ecco finalmente la neve. Questo esemplare della Sandero è a trazione anteriore, così la guida sul fondo con il più basso coefficiente di aderenza possibile risulta facile anche in queste condizioni. Non è neppure necessario guidare tenendo il piede leggero sull’acceleratore perchè ci pensa l’elettronica a controllare l’aderenza delle ruote al fondo innevato. inaspettatamente, ci addirittura soltanto quassù che l’auto aveva mantenuto in  memoria la nostra scelta tra le modalità di guida: era ancora nella funzione Economy. l’avevamo inserita non soltanto per risparmiare gas nello spostamento, ma per valutare fino a che punto un motore di 999 cc tre cilindri alimentato a gas possa appagare le nostre esigenze e non soffra nell’uso off road in montagna. Così, pur se utilizzata in modalità ‘risparmio’ la stepway si muove agile anche sulla neve, sfruttando la riserva di potenza e trazione derivanti dall’uso delicato dell’acceleratore che ci impone il fondo innevato. Anche grazie ai controlli elettronici la Stepway riduce al massimo i nostri interventi per rimanere sui solchi della strada innevata, ed è in grado di erogare in modo fluido e controllabile la potenza necessaria per le correzioni e una marcia sicura. Quindi, a conclusione di questa prova, terminata con il ritorno a valle dopo la lunga discesa affrontata in sicurezza fino al fondovalle grazie a un impianto frenante all’altezza dell’auto , anche a conclusione di questa tappa, la 416. dei nostri testdrive, questa Dacia Sandero Stepway Bifuel, ovvero la versione cross over di un’auto già fuoristrada, possiamo dire che l’auto è promossa. #charlieinauto3/416    #provavintage #daciaitalia  #daciasanderostepway  #montagna  #testdrive  #testroad  #neve #crossover

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#testdrive Giovane e accattivante il restiling della nuova #Dacia Sandero Stepway

#testroad #Stepway bifuel crossover di larga diffusione da 18/20 km/l a GPL Spostamenti in confort e sicurezza con elettronica di ultima generazione Un SUV di ultima generazione è versatile, spazioso anche se di fascia intermedia, quindi confortevole, consente di viaggiare comodamente anche per tragitti piuttosto lunghi. Dacia Sandero Stepway aggiunge al uno dei modelli della Casa franco rumena l’opzione fuoristrada. È infatti un crossover, ma lo vedremo in seguito, perché alla solidità alla quale la Dacia ci ha abituati proponendo in Italia i suoi modelli crossover aggiunge dettagli e rifiniture, ulteriori rinforzi e protezioni, e una opzione di guida, CROSSOOVER ETC, che adatta l’assetto, i rapporti del cambio, i controlli di trazione e la regolazione delle sospensioni alla guida fuoristrada. Si attiva con un pulsante facilmente raggiungibile davanti alla leva del cambio, quindi, si può scegliere all’occorrenza anche in movimento, quando si incontra qualche ulteriore asperità o difficoltà di trazione. Ma rimaniamo con i piedi, ‘pardon’, le ruote per terra, anzi, sull’asfalto. Il modello che stiamo provando è il restiling 2025. L’origine è la Dacia Sandero nuova serie presentata nel settembre del 2020 e venduta dal 2021, per balzando subito in testa nelle vendite sul Continente. Ripartiamo dalla metropoli e rientriamo a casa, come d’abitudine, a notte inoltrata. Cerchiamo subito le possibilità per ricaricare i nostri telefonini: al fianco del pulsante CROSSOVET ETC a sinistra c’è la presa per l’accendisigari dove potremmo già connettere il telefono per le ricarica, ovviamente con l’apposito adattatore; a destra la presa USB-C dove collegare il nostro Iphone di ultima generazione. Una presa USB per le connessioni più tradizionali è accanto al display touch screen centrale, in formato tablet. Alla sua sinistra anche su questa Dacia il comodo supporto ruotante per il cellulare, che ci permette di avere il suo schermo in evidenza, senza staccare gli occhi dalla strada. Beninteso, va collegato con il cavetto all’auto e utilizzato tramite i suoi comandi che vengono riportati sullo schermo dell’auto. La connessione con tra il nostro cellulare e l’auto avviene tramite il collegamento wireless. Iniziamo il viaggio e ricordiamo che monta un motore ECO G di tre cilindri, da 999 cc che eroga 74 Kw, ossia 100 CV e che  alimentato sia a benzina super che a GPL. Visti i corsi del carburante, optiamo subito per il gas, che ci costerà meno di 0,7 euro al litro. Agendo sul pulsante in basso a sinistra del volante. Si tratta infatti della versione bifuel, che è la conseguenza dell’evoluzione delle politiche europee in materia di automobili, ovvero rende sostenibile l’uso delle vetture assicurando inoltre basse emissioni. In questo caso, con un serbatoio da 45 per il GPL, una quarantina per la benzina, l’autonomia, salvo usi particolari supera abbondantemente i 1100 km. La nostra scelta ci fa notare l’indicatore del livello del gas nel serbatoio. Dobbiamo scegliere le modalità di gestione del motore e dell’auto, lo facciamo per il viaggio tra AUTO, quella che ci offre il maggiore confort negli spostamenti, OFF-ROAD, per il fuoristrada, NORMALE, che con un assetto più rigido ci fa sentire di più l’asfalto; l’apprezzeremo nella guida veloce. Per il trasferimento, volendo valutare la sostenibilità della Sandero Stepway accediamo anche alla funzione ECO, che riduce leggermente le prestazioni ma abbassa anche del carburante. L’accesso con un pulsante sotto al display centrale, posizionato assieme a quelli per lo start & stop, le frecce d’emergenza, lo sblocco delle portiere perché il blocco si attiva non appena si sale a bordo e si avvia il motore. La chiave è una scheda elettronica stilizzata con il marchio delle D contrapposte, che consente di chiudere le portiere automaticamente quando ci si allontana dall’auto; ma la Sandero ci avvisa con il lampeggio delle frecce e un colpo di clacson. L’apertura avviene al tocco delle maniglie delle porte o del bagagliaio. Imbocchiamo l’autostrada e attiviamo il cruise control adattivo, che ci permetterà un trasferimento in relax, perché attiviamo anche il suo adeguamento ai cartelli stradali che regola la velocità massima. Dopo oltre 300 km di trasferimento in autostrada, in condizioni di traffico ottimali per verificare i consumi viste le ore notturne, abbiamo percorso in media 18/20 km con un litro di GPL. #charlieinauto3/415       #provavintage                

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#testdrive La nuova Dacia Sandero Stepway bifuel tra le auto più richieste in Europa

Un SUV compatto fuoristrada con doppia alimentazione e tanta elettronica a bordo Bassi consumi e prestazioni brillanti per il piccolo motore byfuel tre cilindri di 999 cc da 100 CV Dacia è la Casa rumena del gruppo Renault che lo scorso anno ha registrato sul continente il primato delle vendite nonostante una situazione ancora confusa sul futuro dell’automobile, a causa della fluidità delle prospettive comunitarie in materia di motorizzazioni. Un buon livello di dotazioni di scurezza, elettronica adeguata, confort, un prezzo nelle attese del grande pubblico assieme a una palese affidabilità, sono le doti più palesi che indirizzano ormai il pensiero comune su auto con un nome russofono: Dacia significa infatti ‘casa di campagna dedicata alle vacanze’. E in qualche modo, questo nome sintetizza in maniera efficace la ‘mission’ del progetto delle ultime nate della Dacia. Si tratta infatti, come il modello che stiamo testando, di SUV di varie dimensioni, compatti, fuoristrada, confortevoli e per gran parte sostenibili, dal costo contenuto rispetto alla media. Il design degli ultimi modelli è in linea di massima essenziale ed evoca subito l’aspetto di un mezzo tecnico, robusto perché adatto a essere utilizzato su tutti i terreni. In questo caso però, il progettista ha voluto essere più in linea con il gusto degli automobilisti europei, conferendo alla Dacia Sandero Steepway, il modello fuoristrada, un aspetto sì tecnico, ma che non si discosta molto dai modelli tradizionali. Anzi, l’approccio visivo è positivo e piacevole con più di qualche curva che addolcisce l’aspetto di questa crossover. Il muso è aggressivo e aerodinamico ma nel contempo elegante, sul quale il marchio Dacia con le due ‘D’ contrapposte risalta sulla calandra, i parafanghi sono rotondi e avvolgenti, le finiture in materiale plastico nero antiurto come le protezioni nel sottoporta e nei bordi dei parafanghi, l’imperiale sul tetto rifinisce il design ed è dello stesso colore, così come la presa d’aria per i freni anteriori. Il motore è di 999 cc, tre cilindri, 74 kW, ovvero circa 100 CV. La trazione è anteriore, e il cambio a 5 marce. Ma una caratteristica molto interessante per il periodo, che troviamo in tutti gli altri modelli più recenti della Dacia, è l’alimentazione bifuel, cioè a benzina e a GPL, per il quale è disponibile un serbatoio da 45 litri. Ciò che notiamo dopo i primi chilometri nel centro della metropoli, prima di dirigerci verso la periferia est di Milano per rientrare a casa con la nuova auto da provare, è il fatto che non si avverte differenza tra l’alimentazione a benzina e quella a gas, le prestazioni sono pressoché analoghe. Ovviamente, anche se il consumo viaggiando a gas è leggermente superiore, ma non di molto, la differenza è abbondantemente compensata dal costo del GPL che è praticamente la metà di quello della benzina. Anche sulla Sandero l’alimentazione bifuel è di serie, quindi abbiamo a disposizione sul cruscotto anche l’indicatore del livello del GPL. E come negli altri modelli, il passaggio dall’alimentazione a gas a quella a benzina all’esaurimento del primo non si avverte e avviene automaticamente. Quindi non influisce sulla nostra marcia. Ma soffermiamoci un attimo sulle dotazioni: controllo anticollisione, del mantenimento di corsia, rilevamento di stanchezza, avviso di ostacoli o pericoli nel punto cieco, avviso di superamento del limite di velocità, e molto altro su cui ci soffermeremo. Saliamo a bordo e ci accomodiamo sui sedili anteriori molto confortevoli e accoglienti, il volante è a quattro razze, al centro ha una importante imbottitura che contiene l’airbag principale, fondamentale per la sicurezza del conducente in caso di collisione. Il cruscotto ‘contiene’ due orologi analogici con le indicazioni principali, mentre sul generoso display centrale con schermo touch, sono concentrati numerosi comandi dell’auto. Sul piccolo display tra i due orologi è proposto anche il livello del carburante, della benzina o del gas: vi compare quello relativo al tipo di combustibile selezionato. Ora partiamo: le marce ben rapportate non ci fanno sentore a disagio nell’attraversamento del centro mentre ci muoviamo a gas. Ma nei dettagli scenderemo nelle prossime puntate. #charlieinauto3/413

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#testdrive Nuova Kia Picanto per spostamenti confortevoli anche sui percorsi extraurbani

A Marina Sant’Andrea per preparare il Premio Voce dell’Adriatico Strada facendo uno sterrato per promuovere la più piccola coreana Sulla ciclabile che circonda la penisola di Lignano con le bici nella vettura È davvero piccola solo in apparenza la nuova Kia Picanto. Le dimensioni esterne, o meglio la lunghezza sono quelle di una citycar, ma come abbiamo visto la larghezza tradisce un contenuto denso di tecnologia. Perfino le ruote, ‘soltanto’ da 13’ per l’esemplare che abbiamo provato, sembrano sottodimensionate. Ma nel corso della prova costateremo che pur essendo più piccole rispetto alla media (13’) sono in grado, montando ‘addirittura’ pneumatici ribassati, di assecondare anche le velleità di guida sportiva che ci siamo permessi di chiederle lungo le strade più adatte, visto che risponde in modo esauriente alle nostre richieste performanti. Spazi interni generosi e un grande portellone posteriore, che ci permette di caricare anche un paio di biciclette con la ruota anteriore smontata e sui sedili dell’auto abbattuti, per riuscire anche con questa auto apparentemente piccola a dare corpo alle nostra passioni. Infatti, bici al seguito, raggiungiamo da Lignano Sabbiadoro gli argini della Laguna di Marano da via Alzaia, quella che scorre lungo la Litoranea Veneta e ci porta verso il fiume Tagliamento e poi Bibione e il Veneto Orientale. E’ qui, nei pressi della discoteca Cà Margherita, che ci fermiamo per scaricare le nostre bici e iniziare un tour sui pedali girando attorno alla penisola lignanese tra ciclabili, scorci di paesaggio lagunare, la lunga spiaggia, le pinete fino alla riva sinistra del fiume Tagliamento. Un percorso che abbiamo descritto con maggiori dettagli sulla #Cartadelgusto della #RivieraFrilana 2024, l’edizione n.6 del magazine pubblicato sul portale www.rivierafriulana,it, che è anche un giornale on line e mostra le ricchezze del territorio rivierasco. Ma dopo questa breve digressione ricordiamo l’auto che stiamo provando, la Kia Picanto nuova serie: motore a tre cilindri di 998 cc, 46,30 kW (62,55 CV) di potenza trazione anteriore, alimentazione a benzina ma su richiesta anche bifuel ovvero benzina-GPL, capace di consentirci di affrontare spostamenti con un buon livello di confort anche se ci dovessimo avventurare su strade dal fondo irregolare o non asfaltate. Per testare questa chance offerta dalla mini SUV citycar usciamo dalla città e andiamo verso San Giorgio di Nogaro (Ud) dove si trova il Marina Sant’Andrea. Sarà  sede, a breve, del Premio Voce dell’Adriatico, organizzato dall’Associazione regionale della stampa agricola, dell’ambiente e territorio e dall’Associazione culturale La Riviera friulana assieme al Club per l’UNESCO di Udine e alla sezione friulana di Italia Nostra. Premio, che ho ideato assieme all’Amministratore del Marina, fortunato Moratto: è un riconoscimento andato in precedenza agli skipper e comunicatori Cino Ricci e Mauro Pelaschier, al biologo televisivo Corrado Piccinetti, al giornalista Beppe Donazzan. Viene assegnato a comunicatori e personaggi della società che sono nati o vivono nei territori del bacino dell’Adriatico, che si sono distinti per avere valorizzato le ricchezze del mare e dei territori rivieraschi. Ok, ma l’auto? La nuova Kia Picanto con la linea aggressiva che ne amplifica la percezione delle dimensioni esterne non sfigura nemmeno quando ci avviciniamo ai grandi yacht che sono ormeggiati nel marina dove si trova anche il punto di assistenza per l’Adriatico del prestigioso cantiere svedese Swan. Lo spostamento per arrivare fin qui ci aveva permesso di verificare nuovamente i consumi della nuova Kia Picanto, che viaggiando piuttosto allegramente vanno dai 18 ai 22 km/l. Il tempo di ammirare alcuni grandi sloop a vela già all’ingresso, poi, per parcheggiarla all’interno del Marina ci è d’aiuto il sistema di assistenza al parcheggio che dispone delle telecamere ad alta definizione che inviano l’immagine allo schermo touch pure in HD. Per quest’auto ci mancava però, come accennato, una condizione di guida da verificare: come si guida sulle strade bianche. La disponibilità della guida assistita ci fa prevedere che non sarà difficile ‘tenerla’ a bada e sfruttarne, anche in questa situazione, le potenzialità. Ecco una bella strada sterrata da imboccare che compare sulla destra. Nonostante le ruote di dimensioni diverse da quelle canoniche per lo sterrato, che dovrebbero essere di diametro significativo e di sezione, la nuova Picanto procede con sicurezza e decisione anche sullo sterrato e ,tutto sommato, non risente in modo significativo delle buche che incontriamo, con un disagio limitato per gli occupanti dell’auto. L’elettronica di bordo sopperisce a eventuali carenze di aderenza e il gioco è fatto: anche in questo caso questa ‘grande’ citycar si conferma oltre l’auto da città. #charlieinauto3/413     #provavintage #testdrive #Kia #KiaItalia #bike #ciclismo #cicloturismo #Lignano #marinasantandrea #PremioVocedellAdriatico

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#testdrive #Kia Picanto sicura e ideale per le escursioni sul territorio rivierasco

Se è adatta per le gite fuoriporta con spazi superiori alle attese e ci consente di viaggiare in sicurezza con una serie di dotazioni elettroniche di fascia superiore, la sua maneggevolezza ci consente anche di uscire rapidamente dagli ingorghi e dalle strade congestionate per arrivare più rapidamente in alcuni dei numerosi siti di grande interesse storico e architettonico distribuiti sul territorio del Friuli Venezia Giulia e del Nordest. Questa volta ci concentriamo sulla Riviera friulana, l’area che si estende tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, e i loro bacini, ed è di origine alluvionale. Perché questa precisazione? Perché si tratta di un’area prevalentemente pianeggiante ed è solcata da numerosi corsi d’acqua che creano paesaggi bucolici e suggestivi. Questa volta ci dirigiamo verso il Tagliamento, l’unico fiume a carattere torrentizio che sfocia nell’Adriatico e fa parte del bacino del Mediterraneo. Perché le sue rive custodiscono la memoria delle numerose guerre che hanno interessato in nordest, terra di confine, ma anche di una storia più recente: la Guerra fredda. Sui rari rilievi collinari e sulle rive dei fiumi ci sono le tracce delle opere di difesa installate per difendere l’Europa da eventuale attacco o invasione dall’Est. Così arriviamo tra Latisana (Ud) e San Michele al Tagliamento (Ve) e sulla sponda destra, quella veneta, c’è un bunker, accanto alla strada che attraversa il ponte, che è perfettamente conservato. Anzi, è tuttora fruibile. Si tratta di un ricovero con all’interno tutto quanto serve per sopravvivervi alcuni giorni senza dover rischiare uscendo allo scoperto. Dall’altra parte della strada, sempre sul versante veneto, c’è una costruzione che può essere utilizzata per ricovero di attrezzature per la manutenzione delle strade, ma la sua prima destinazione  era quella di celare un’arma di difesa della sponda destra. Il bello è che questo bunker è visitabile, ovviamente su appuntamento perché al suo interno ci si ritroverà a non poter usare il telefono, quindi saremo isolati. Ritorniamo alla Kia Picanto, alla Nuova Kia Picanto. Come la coda, spaziale e corsaiola con l’aspetto rafforzato dai cerchi da 16’, che è tronca per sfruttare al meglio ogni frammento delli spazio interno, è stata totalmente ridisegnata così come il frontale con i fari, a led e molto potenti e automatici, a sviluppo verticale e condizionati dalla presenza delle dotazioni di sicurezza. L’aspetto esterno varia a seconda degli allestimenti: c’è la Urban 20th Anniversary Edition che è la version speciale per celebrare il ventennale dal lancio del modello in Italia, poi la Style e la GT-line. Urban dispone di sistemi di assistenza alla guida come la frenata automatica di emergenza, l’allarme angolo cieco, l’assistenza all’attenzione alla guida, l’avviso di abbandono della corsa, il cruise control con limitatore automatico della velocità. Ci soffermiamo sui dettagli, come i vetri posteriori oscurati, i cristalli tutti elettrici quello di guida con l’auto ud-down & safety, il volante e il pomello del cambio in pelle, il bracciolo anteriore con vano portaoggetti, le finiture e le maniglie interne in vernice silver, il sistema antiabbandono posteriore. La 20th Anniversary ha il motore 1.0I MPi, la Style il motore 1,2 MPi con cambio manuale o automatico. La GT-line è il top di gamma è ha tutti gli optional delle versioni precedentemente descritte, è quella che abbiamo provato, si distingue per una fascia luminosa centrale a led, il volante è in pelle di foggia sportiva, la pedaliera in alluminio. Il motore può essere sia di 1000 cc che di 1200 cc. si va verso l’imbrunire ma ci aspetta un’altra tappa. Il fiume Tagliamento è stato l’oggetto ispiratore per lo scrittore e giornalista americano Ernest Hemingway di opere come ‘Di là dal fiume tra gli alberi, e tra le sue escursioni tra la spiaggia di Lignano, che descriverà come la ‘Florida d’Italia’, la sua Florida, la risalita del fiume in barca, era appassionato di caccia, lo portava dalla foce alla laguna di Marano, oppure a Fraforeano, un piccolo borgo rurale nato attorno a una villa padronale, la villa De Asarta Keckler. È lì che ci stiamo recando ed ecco che i fari illuminano senza incertezze la strada che segna il paesino friulano. #charlieinauto3/412    #provavintage

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#testdrive Nuova Kia Picanto prova l’impegno delle Case a offrire spazi interni sempre più generosi

Il primo modello nel 2004: oggi con i trapianti di tecnologia e l’adeguamento dei volumi non solo citycar Elegante moderna e ben rifinita adatta anche per una serata particolare Escursione a Sesto al Reghena dove si trova la splendida Abbazia Una citycar da scoprire, che ci apre di volta in volta nuovi scenari e si distingue per il concentrato di soluzioni innovative che contiene, a conferma del nuovo corso della Casa coreana, divenuta in questi anni da gregaria a protagonista. La nuova Kia Picanto: abbiamo visto che ho ormai ho superato abbondantemente i 700 mila km di test drive negli ultimi sette anni (la percorrenza complessiva personale è ormai di diversi milioni di km dal conseguimento della patente), e che ho provato qualche centinaio di vetture di tutte le Case, raccontate in ben oltre 400 puntate su #charlieinauto, eccetto quelle più recenti cinesi. Lungo questo percorso ho recepito come oggi, nelle vetture, il pieno sfruttamento degli spazi a disposizione negli interni rappresenta un paradigma progettuale ormai imprescindibile. In particolare, ho potuto costatare che la forma esterna delle auto è oggi conseguente allo spazio riservato ai passeggeri e ai bagagli: non ci sono più parafanghi aulici né cofani fumettistici. Lo conferma lo stile della Nuova Kia Picanto, evoluzione importante di un modello molto popolare nel mondo, nato davvero come auto da città nel 2004 e che soltanto giovani ardimentosi e un po’ incoscienti, come lo eravamo dagli anni ’60 con le automobili dell’epoca, avrebbe saputo utilizzare in spazi e su strade diverse da quelle urbane. Non si stupirà nessuno, quantomeno dei miei coetanei, se racconterò di essere andato a seguire un Rally dell’Isola d’Elba, mi pare nel 1975 in una delle prime edizioni del mondiale con il mitico Stig Blomqvist in gara con la Saab a forma di uovo che danzava vincente sullo sterrato trattato dal campione svedese come un percorso innevato, e Jean Claude Androuet e Amilcare Ballestrieri, tra gli altri, con le plastiche Alfa Romeo GTV sempre in ‘derapage’ controllato, sulla mia R4. Fortunatamente non si trattava del modello con le sedute a tubo, ma di quello con i sedili imbottiti. L’ho utilizzata assieme a due amici parimenti grandi appassionati di auto, alti entrambi abbondantemente oltre il metro e 80 cm, e di averla sfruttata come un alloggio per dormirci tutti e tre contemporaneamente per due notti, tra il monte Calamita e la speciale di Radicofani. Certo, la stanchezza ci ha aiutato parecchio, ma quell’auto era una delle prime nelle quali l’utilizzo dello spazio interno era stato sfruttato al massimo. Nella nuova Kia Picanto non ho vissuto la stessa esperienza, ma propone anch’essa, come la mia prima vettura, le cinque porte e quando si sale a bordo ci si trova subito a proprio agio. A stimolarci a un utilizzo più stradale che cittadino di questa citycar sono i consumi, che per il modello a benzina vanno da 20 a 18 km/l, con emissioni molto basse. È però in arrivo la versione bifuel a GPL, e allora viaggiare sarà un piacere con i costi del combustibile dimezzati. Queste considerazioni si basano sul modello che ci ha affidato la Casa per il test, che era dotato di un motore a benzina da tre cilindri e 1.0 I MPi (63 CV), disponibile, appunto anche bifuel, brillante quanto basta per garantirci anche il divertimento alla guida; ma questo aspetto lo valuteremo più avanti. La reattività brillante della nuova Picanto si amplifica con la versione con motore 1.2 l a quattro cilindri, da 79 CV, alimentato però soltanto a benzina, che fa sentire la differenza nei sorpassi, su strade a lunga percorrenza, in salita. Ai consumi limitati si aggiungono le dotazioni complete ADAC per la sicurezza attiva, quella passiva è ormai scontata, ed ecco che assieme a un design esterno e interno curati, non ci vuole molto ma la Kia ci ha già pensato, efficienza, sicurezza e tecnologie ne fanno una vettura appetibile anche per i neopatentati. Utenti della strada che comunque, ricordo, con le nuove modifiche al CdS possono guidare auto fino a 140 CV di potenza effettiva. I fari della nuova Kia Picanto sono a led, potenti e automatici quelli anteriori, con la calandra che replica lo styling della Casa. L’auto è lunga 359 cm, larga 159 cm, alta 148 cm, e ha un raggio di sterzata molto ridotto, utilissimo nei parcheggi più sacrificati. Peraltro è dotata di telecamera posteriore. Il bagagliaio ha una capacità che va dai 255 litri con l’utilizzo dei cinque posti a sede, ai 1.010 l che si ottengono abbattendo di sedili posteriori. Il buon sistema di intrattenimento comandato da un touch screen da 8’, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto mentre i telefoni si collegano sia tramite cavo che Bluetooth, la rende ancora più attrattiva per i giovani. Una curiosità: su alcuni mercati è in vendita come Kia Morning, in Vietnam come Kia New Morning, in Malesia come Naza Suria. Il livello di rifiniture, interne ma anche e sterne, la linea accattivante anche per i giovanissimi, le colorazioni gradevoli e distintive fanno sì che non stoni per un suo impiego anche per le serate particolari, come le ricorrenze, le feste di compleanno, una occasione speciale. Il nostro ‘secondo’ ha infatti pensato di provarla andando a una festa a Sesto al Reghena (Pn), dove si trova la splendida Abbazia visitata ogni anno da migliaia di turisti e curiosi della storia medioevale. #charlieinauto3/411    #provavintage

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#testdrive La nuova #Kia Picanto citycar ricca di sorprese

Non solo auto cittadina di dimensioni adatte per facilitare il parcheggio Accelerazione adatta per districarsi nel traffico delle metropoli  Nasce con l’idea di una citycar, ma in realtà, lo è solo per le dimensioni esterne, che le consentono di districarsi nel caotico traffico della Metropoli, e di lasciarsi parcheggiare facilmente in spazi limitati. Ma la nuova Kia Picanto, all’altezza dei ‘tempi moderni’ e delle nuove prescrizioni per la progettazione dei sistemi di sicurezza attiva, offre molto di più. Quando ci è stata proposta dall’Ufficio stampa abbiamo pensato che si sarebbe trattato di un test drive con limiti di funzionalità, ovvero che l’avremmo utilizzata per le prove soltanto in città o nell’hinterland. Ma andrà a finire diversamente. Quando ci ha raggiunto in velocità uno dei meccanici del parco stampa per consegnarcela, siamo rimasti colpiti dalla sua aggressività e dalla lunghezza: di certo sarà un’ottima auto cittadina… Ma appena saliti a bordo siamo rimasti colpiti dallo spazio che ci era messo a disposizione dall’abitacolo della nuova Kia Picanto, un concentrato di servizi e accessori a disposizione in spazi comodi e inaspettati per un’auto cittadina. Il motore è di 998 cc., a tre cilindri assistito dalla turbina, alimentazione a benzina e una potenza massima di 30 kW, ovvero 62,55 CV, sufficiente, vedremo, per essere divertente da guidare. La trazione è anteriore, le ruote da 13’, della coreana Nexen, ribassate, e già ciò ci ha fatto intuire che avremmo potuto verificare ulteriori aspetti della versatilità della Picanto e ci ha rassicurato sulla sicurezza alla guida. Osservandola dall’esterno, è sufficiente guardare la coda di questa Kia: l’auto è larga rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare in rapporto alla lunghezza. O meglio, alla percezione della lunghezza perché poi in realtà i progettisti sono stati molto abili a sfruttare al massimo lo spazio creato da questa scocca. Saliamo a bordo: i sedili sono comodi e avvolgenti, il volante e le rifiniture dell’abitacolo in pelle ecologica nera. Il display centrale propone anche le immagini ad alta definizione della telecamera posteriore, che ci assiste, se ce ne fosse bisogno, con la proiezione sovrapposta all’immagine della traiettoria che stiamo scegliendo per parcheggiare o muoversi anche in spazi limitati. Il display centrale è del tipo tablet posizionato leggermente più in alto rispetto al cruscotto digitale. Sul display si aprono il navigatore e le mappe ma anche Waze che si inerfaccia con i cellulari Apple e Android. Nella schermata principale ci sono la mappa, la navigazione con la possibilità di avviare la ricerca vocale della destinazione ma anche dei temi sui quali orientare la ricerca (ristoranti, bar, distributori, ecc.). sempre sulla schermata principale: telfono, Apple CarPlay o Android Auto, il Promemoria vocale, Modalità silenziosa che limita il suono del sistema di amplificazione, di buona qualità, agli altoparlanti anteriori. Il cambio è manuale a cinque marce con rapporti ben calibrati che la rendono brillante nelle ripartenze e vivace anche nelle salite in città. Lo proviamo al primo semaforo che incontriamo in questo test drive: la ripartenza al verde e gli altri li lasciamo alle spalle. #charlieinauto3/410  #provavintage #dacia #DaciaPicanto #citycar #testdrive #testroad #provasustrada #carlomorandini

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