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Kia Stonic, il crossover che ama la montagna, maneggevole e sempre a suo agio

L’unità di ricarica funge da freno motore e per la guida a un solo pedale Anche sulle strade ghiacciate è sempre affidabile Il nuovo restyling della Kia Stonic concorre ad affermare la percezione che si tratta di un Suv di segmento B compatto ma spazioso, giustamente performante ma maneggevole e reattiva, con una buona tenuta di strada. Confortevole e capace di trasmettere al volante la sensazione di sicurezza di un’auto assistita anche dai moderni sistemi elettronici, completa la gamma del marchio coreano per questa fascia di vetture della quale fanno parte la Sportage e la Picanto.                                                                                                            Questa nuova versione rappresenta il secondo restyling della Stonic, presentata nel 2017 e rinnovata nel 2021, con un design giovane e gradevole, interni comodi e completi, soluzioni tecnologiche più raffinate. Come abbiamo potuto verificare, la nuova Kia Stonic è sicura e affidabile sia sulle strade asfaltate che su quelle bianche, ed è capace di districarsi bene nel traffico cittadino.                                                                                                                                      Ma… con la Stonic siamo riusciti a prendere la neve anche a Lignano Sabbiadoro, a pochi passi dal mare, ma ovviamente non ha prodotto accumuli che ci permettessero di testare l’affidabilità dell’auto, né d’altro canto, visto che ci trovavamo al livello del mare, c’era una temperatura sufficientemente bassa per provare la tenuta di strada in condizioni di scarsa aderenza. Così, siamo andati a cercare la neve in montagna, non con molta fortuna perché per ora le precipitazioni nevose sono state scarse, ma affronteremo comunque salite e discese per capire come va in montagna la nuova Stonic.                                        Salite e discese, perché il motore di 998 cc a tre cilindri da 84,60 kW, cioè 115 assicura una spinta sufficiente per una guida allegra, anche in salita, anche perché, come abbiamo visto, è performante in quanto assistito dal turbocompressore. Inoltre, come già accennato, il cambio a sei marce è molto ben rapportato e consente di sfruttare l’auto che è divertente e briosa.                La trazione anteriore ci rassicura ulteriormente per la tenuta di strada, nel caso dovessimo incontrare strade ghiacciate, ma interessante sarà vedere come si guida in discesa, perché essendo un’auto con tecnologia ibrida ma non plug-in si autoricarica la batteria ausiliaria in decelerazione, ciò dispone di una sorta di ‘freno motore’ che si attiva al rilascio del pedale dell’acceleratore. O meglio, la Nuova Kia Stonic si può guidare con la tecnica detta ‘un solo pedale’, cioè dimenticando, o almeno trascurando in parte il pedale del freno per dedicarsi a quello dell’acceleratore che in realtà agisce anche come il freno e rallenta sensibilmente la vettura.                                                                                          La vocazione crossover della Nuova Kia Stonic viene svelata da un accessorio indispensabile per chi si cimenta nel fuoristrada o viaggia in territori marginali, ritenuto superfluo dagli altri automobilisti: la bussola, che si svela agendo sul tasto sulla razza sinistra del volante destinato a ‘sfogliare’ le varie pagine per la visualizzazione del display. Ma ora saliamo verso l’altopiano, superiamo i primi tornanti e la Nuova Stonic si conferma efficace nonostante la sensibile pendenza, e assecondata dal cambio continua ad aumentare la velocità anche a fronte del dislivello.                                                                                  La frenata è sicura, la maneggevolezza è pari alla sicurezza che conferma al volante anche nel misto. Finalmente in cima incontriamo la neve. La gommatura è stradale e non off road o da neve, ma nei tratti ghiacciati l’elettronica ha fatto la sua parte mantenendoci in sicurezza. Adesso affronteremo la discesa.alcuni allunghi poi comincia l’alternarsi di tornanti, curve, controcurve, tratti di misto ma anche in decisa pendenza, mentre tutto è sotto controllo sul cruscotto ma anche sul display centrale di grandi dimensioni ‘quasi panoramico’ che con il cruscotto fa parte di un unico pannello ‘spalmato’ su 2/3 della plancia.                                                                              Il navigatore, o l’applicazione del nostro cellulare, a scelta, ci è di aiuto perché ci anticipa l’andamento della discesa. I fatti confermano le aspettative e la guida ‘a un solo pedale’ è efficace e sicura; una volta che ci si è fatta l’abitudine l’alternarsi di curve e tornanti diviene quasi un gioco, un divertimento, come la guida della Nuova Stonic che possiamo considerare nel complesso davvero divertente. ah, già! Il display del cruscotto cambia l’immagine dello sfondo a seconda delle condizioni meteo esterne. #charlieinauto3/452  #Kia #kiaStonic  

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La nuova Kia Stonic e i sistemi di sicurezza all’avanguardia

Motorizzazioni termiche o elettro-assistite con consumi sostenibili Promossa anche sulla neve fresca caduta inaspettatamente fuori città Sistemi anticollisione d’avanguardia La Nuova Kia Stonic ibrida pur essendo un ‘urban crossover’, ovvero una city car fuoristrada, è dotata di strumenti di sicurezza alla guida che sono di alto livello, sia in città che sulle strade extraurbane, con sistemi anticollisione ADAS, in grado di rilevare i rischi d’impatto prima che si verifichino: per esempio, l’abbiamo provato in città, se sbucate da una strada per immettervi su una via principale e sporgete troppo il muso dall’incrocio mentre un altro mezzo sta arrivando la Stonic si arresta preventivamente. Vi avverte anche se si avvicina un mezzo di lato e molto altro.      Segnalano il sopraggiungere dei veicoli Sulle strade extraurbane il sistema BCA, Blind Spot Collision Avoidance Assist, è di aiuto nei cambi di corsia e avvisa della presenza di veicoli nell’angolo cieco, mentre all’uscita da un parcheggio parallelo può attivare la frenata d’emergenza se rivela l’arrivo di un veicolo da dietro. Si tratta di sistemi che abitualmente sono montati soltanto su auto di categoria superiore.  Anche per quanto riguarda i controlli di trazione, è trazione anteriore, sono promossi dopo la nostra imprevista esperienza nella neve alle porte della città. Alla guida: sicura anche sulla neve Anche se il fondo era stato reso insidioso dalla neve appena caduta, la Stonic non ci ha tradito neppure per un istante. Anche dove si era accumulata l’altezza dal suolo di 18 cm è stata d’aiuto, e nonostante la neve avesse coperto a tratti completamente l’asfalto, abbiamo potuto proseguire la marcia senza interruzioni o incertezze. Nemmeno dove la strada era stata asfaltata da poco. Proprio lì si trovano i punti più insidiosi che sono rappresentati dalla segnaletica orizzontale, ovvero le strisce bianche sull’asfalto. Infatti, come sanno i ciclisti e i motociclisti, in queste condizioni particolari ma anche con la pioggia battente, le strisce bianche divengono viscidissime, finché il passaggio delle auto riesce ad asportare lo strato superficiale più lucido della nuova vernice.                       Motorizzazioni a benzina e Mild Hybrid La Nuova Kia Stonic è disponibile nelle motorizzazioni a benzina 1.0 T-GDi e mild hybrid 48 V6 da 115 CV, che assicurano comunque l’atteso equilibrio tra prestazioni ed efficienza: nell’utilizzo urbano il consumo varia mediamente tra 15 e 17 km/l, ma guidando con accortezza, sempre nel ciclo urbano si può arrivare a 20 km/l. Il cambio è sia manuale a sei marce come quello del modello in prova, che automatico DCT, mentre gli allestimenti sono Urban, quello base ma completo, Style, quello con rifiniture più ricercate, GT-line, più sportivo. di Carlo Morandini #charlieinauto3/450   #provavintage  #kiastonic

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#testdrive Fiat Grande Panda ruba la scena nei dettagli all’allestimento

Stile innovativo e dotazioni da auto di categoria superiore Cruscotto avveniristico e soluzioni originali per plancia, strumenti e display L’infotaitment di alta qualità può privilegiare conducente o i sedili posteriori Anche in montagna, com’era pensabile, la Fiat Grande Panda ha risposto alle attese, confermando le potenzialità della ‘vecchia’ Panda amplificate dal progresso tecnologico che manifesta la sua efficacia anche nel settore dell’automobile. La linea sposa uno stile avveniristico, tecnico e funzionale, nel quale le forme giovani e tecnologiche ne amplificano l’attività, tant’è che nel corso del nostro test drive sono stati molti i giovani incuriositi a chiederci informazioni dopo avere notato il nostro passaggio. Passando a parlare delle caratteristiche tecniche della Fiat Grande Panda, le luci si fanno notare: ben visibili anche in condizioni particolari, sono a Pixel Led. I fari sono molto potenti, efficaci e automatici, mentre i fanali posteriori sono altrettanto visibili a distanza, e nello stile a parallelepipedo verticale, suddiviso in quattro gruppi di Led simmetrici e della stessa forma, coniugano un design tecnico a un’immagine armonica. Il design negli interni è in linea con quello dell’auto, forme geometriche lineari e morbidi arrotondamenti, e viene ripreso all’interno sulla plancia, di sezione curva, rivestita in tessuto ecologico di bambù, sulla quale è applicato il cruscotto che è  un unico grande schermo digitale contenuto in un supporto di materiale trasparente, giallo come la tinta della plancia. È di forma ovale allungata e arriva fin quasi di fronte al passeggero perché contiene sia il quadro strumenti che il display. Il tema dei parallelepipedi vi emerge con forza nelle bocchette dell’areazione e in altri dettagli. Il quadro strumenti si fa subito notare perché i due orologi, ovviamente digitali, sono anch’essi di forma ovale allungata e verticali, e si intuiscono sullo schermo digitale: sono proposti con un design che esalta i valori indicati. All’interno dei due elementi ovali si formano le indicazioni essenziali per l‘uso e il funzionamento della Grande Panda: a sinistra il livello della benzina, a destra la temperatura dell’acqua, al centro il tachimetro digitale, e sotto la schermata del flusso di energia all’unità elettrica per la ricarica; raggruppate attorno ci sono le indicazioni dell’autonomia rimanente, della distanza percorsa dall’auto, la lettura dei segnali stradali, il consumo istantaneo, il contachilometri parziale, la temperatura dell’olio, la temperatura esterna, l’indicazione della marcia selezionata dal cambio automatico con la funzione di guida selezionata. Un pulsante in cima alla leva dei tergicristalli cambia l’interfaccia del cruscotto visualizzando la percentuale di utilizzo dell’unità elettrica e del motore termico. Come accade su altri noti fuoristrada del gruppo Stellantis, sul cruscotto è disegnata in piccolo la sagoma della ‘vecchia’ Panda che lungo un percorso sinuoso lo percorre senza incertezze. Un simbolo che ci richiama la lunga carriera di un nome popolare. Nell’ovale digitale sono presenti anche le bocchette dell’aria centrali, bene incastrate quasi fossero un accessorio: sono a forma di parallelepipedo e in nero opaco, in contrasto con il giallo della plancia e dell’ovale, però le leve per regolarle, elettroniche, sono anch’esse di colore giallo. Nell’ovale della plancia si cela anche lo sportello dell’ampio vano portaoggetti, ma ce n’è un altro più in basso. Il tema ovale ritorna sul tunnel centrale, in materiale nero lucido contornato da un altro ovale giallo: circonda la levetta del freno a mano elettronico e il comando delle funzioni (P, D, R, L per le ridotte del crossover Panda). Ovviamente, in fondo al tunnel c’è il caricabatterie wireless per il telefono, e poco sopra due prese USB-C, la presa per l’accendisigari e i comandi per disattivare l’avvisatore acustico del superamento dei limiti di velocità e per disattivare il controllo laterale. Questa Grande Panda è a trazione anteriore ma presto arriverà anche il modello a 4 ruote motrici. Ancora sugli interni: lo specchietto retrovisore interno è elettronico mentre sul tettuccio, nero, ci sono i comandi per parlare con un operatore o chiedere soccorso in caso di emergenza. Le tre luci di cortesia, centrale e laterali sono a led, molto efficaci e selettive, comode perché si limitano a illuminare il punto desiderato. Due leve ai due lati del volante comandano, a destra i tergicristalli, automatici sia quello anteriore che quello posteriore, a sinistra i fari, l’automazione dei fari e il faro antinebbia posteriore. Verso l strada ci pensano i fari Pixel Led a bucare la nebbia. Le portiere sono del colore della carrozzeria e imbottite in giallo come la plancia, hanno tutte e quattro i poggia-gomiti rivestiti in tessuto più caldo. I comandi di apertura delle porte dall’interno sono appena dietro ai comandi dei finestrini, sono in nero opaco e inseriti in cornici in nero lucido, e sulla porta del conducente ci sono i comandi degli specchietti elettronici esterni automatici, nei quali ci sono i led ripetitori delle frecce direzionali con funzione di avviso dell’avvicinamento di un veicolo. Le maniglie delle porte fungono anche da comodi portaoggetti. L’impianto di intrattenimento ha l’audio di alta qualità, e consente di amplificare i Bassi e l’intensità del suono, con la regolazione fine in quadrifonia e tridimensionale. Si può privilegiare l’ascolto del conducente o sui sedili posteriori. Il poggia-gomiti centrale contiene un portaoggetti che è scorrevole e si apre offrendo un altro vano. Alle sue spalle un’altra presa USB-C. Sotto alle maniglie delle porte ampie tasche portaoggetti. I sedili sono molto comodi e bicolori, azzurri come i poggia-gomiti delle portiere, con i poggia testa integrati e i poggia spalle di foggia sportiva foderati in un elegante tessuto simil pelle bianco ghiaccio, con due utili tasche portaoggetti dietro ai poggiatesta e una dietro agli schienali. Anche i sedili posteriori sono avvolgenti e comodi con poggiatesta e finiture in linea con quelli anteriori. Sullo schienale dei sedili anteriori risalta la scritta ‘Panda made with love in Fiat’ (Panda fatta con amore in Fiat). Il bagagliaio è ovviamente ampio, mentre anche sul montante posteriore esterno dove comincia il tettuccio è riportata la scritta Fiat con effetto tridimensionale. Credo di non avere trascurato alcun dettaglio, proprio per evidenziare la cura con la quale è stata progettata la Grande Panda e l’attenzione

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#testdrive La nuova Hyundai KONA ridisegnata per le nuove funzioni con un look avveniristico

Il frontale svela le prese d’aria a seconda delle temperature e delle esigenze Interni confortevoli e i servizi adeguati alle esigenze anche dei più giovani Hyundai KONA cambia ancora il ‘look’ e segue lo sviluppo delle tecnologie adeguando gli spazi alle attese di una utenza sempre più ampia, è di dimensioni maggiori e il design più futuristico, mentre è stata ampliata anche la gamma delle motorizzazioni. È un SUV crossover ridisegnato secondo le esigenze delle funzioni. Tra le prime sorprese il frontale se ne svela una nel frontale: il muso, quando utilizza il motore termico e alle basse temperature appare chiuso, senza prese d’aria. Ha soltanto una piccola griglia in basso, sopra allo spoiler. Quando il motore si riscalda e nell’uso combinato o elettrico si aprono due tendine che svelano la griglia della presa d’aria per la batteria ausiliaria. Anche al volante presenta subito le sue credenziali: la spinta immediata del motore elettrico che assieme a quello termico di 1580 e cc scarica 140 CV è rafforzata dalla doppia frizione del cambio automatico a 6 marce che si comandano anche manualmente con le palette al volante quando si innesta la modalità Sport, che irrigidisce, adeguandolo, anche l’assetto. Il confort è molto curato, e i sedili, riscaldabili, sono anche raffreddabili. Ma siamo ancora in città e allora occupiamoci della guida: per il parcheggio ma non solo, ci affidiamo al grande schermo che ‘arreda’ due terzi dell’intero cruscotto e corre da sinistra al display: compare al centro e il suo schermo attivando la retromarcia ci presenta la rappresentazione a 360° e dall’alto dell’auto e di quanto la circonda. Uno vista che ci è molto utile nei parcheggi nelle metropoli e in città, ma anche quando ci spostiamo su strade impegnative, visto che è un crossover, o in montagna. Sempre per il confort di conducente e passeggeri sul tunnel centrale, tutto a disposizione visto che il cambio è automatico, ci sono ampi spazi portaoggetti, due porta bicchieri richiudibili e il comodo poggia gomiti che svela ulteriori vani. Il caricabatterie per il telefono è wireless, c’è la presa per l’accendisigari e anche due prese USB-C. ed ecco che premendo un tasto sul quale sono raffigurate le pile da caricare si può scegliere se caricare il telefono o/e collegarlo anche all’Apple Car Play o all’Android Auto. Collegamento che è possibile anche in wireless. Sopra, ancora sul cruscotto, i comandi di climatizzazione, con il clima e il riscaldamento molto efficace, dell’impianto di intrattenimento e delle funzioni touch screen. Lo schermo è molto grande e di stile cinematografico. Ma non corriamo troppo con la descrizione. Ci fermiamo alla costatazione che ancora una volta l’impianto di intrattenimento è BOSE. Il resto, alla prossima puntata. #charlieinauto3/431  #provavintage #hyundai  #KONA

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#testdrive Bassi consumi aumentano sostenibilità di #Kia Sportage H-HEV

Un nuovo restyling, il quinto, per implementare le nuove tecnologie Consumi bassi e buoni spazi interni con motore turbocompresso d 1.600 cc Un’auto che nella versione plug-in è capace di percorrere fino a 60 km in modalità elettrica, e dispone di un’autonomia in EV comunque interessante anche nella versione full hybrid, rappresenta un ulteriore tassello verso la sempre maggiore sostenibilità dei motori termici. Perché? Perché quelle decine di km ce li regalano la Kia Sportage Plug In Hybrid e la GT Line Plus H-Hev da 215 CV. Auto che rappresentano la quinta generazione della Sportage, modello che ha attratto le famiglie ma anche gli appassionati dei modelli versatili. È infatti la fascia di automobilisti sulla quale punta la Casa coreana, molto attenta al ‘family feeling’, ovvero alla fidelizzazione dei clienti con famiglia. A loro è dedicato il nuovo restyling che interessa soprattutto i paraurti e la fanaleria, che assecondando il progresso ora è l’illuminazione a led denominata Star Map. Le fanalerie a led tendono ora a firmare con la loro luce le vetture sulle quali sono installate. Ogni Casa sceglie una sagoma di luce che ricorda l’iniziale della Marca o un elemento iconico dei modelli e permette di distinguere l’auto dalla disposizione delle luci sul frontale. . Anche all’interno i led a colori variabili rallegrano il cruscotto e illuminazione della pedaliera e delle pedane arricchiscono un confort di fascia medio-alta. I cerchi, che certo influiscono sullo stile di questo Suv crossover possono essere da 17, 18 o 19 pollici, e ciò comunque influisce distintamente sul confort e sulla sicurezza alla guida. Guida che sulla nuova Kia  Sportage può essere declinata in due modalità: ECO, Drive oppure Sport, selezionabili agendo sulla manopola situata sotto al manopolone per selezionare la marcia o la modalità parcheggio. In ECO i consumi sono come detto sostenibili, e nell’immediato come ci conferma il cruscotto sono in media più bassi di 5 l/100 km. In Drive l’auto è in modalità normale. Ma non basta: oltre alle tre modalità funzionali principali che regolano la potenza e il rendimento, ma anche l’assetto della Sportage, ci sono quelle che adattano l’auto alle nostre esigenze di guida più specifiche: premendo la stessa manopola si passa a SNOW, MUD e SAND. Dopo la prova possiamo dire che in tutte le modalità d’uso la nuova Kia Sportage ha una guida sempre molto morbida, perché l’elettronica ci risparmia gran parte delle sollecitazioni. Eccetto la forza centrifuga, che in queste auto che ‘elettronicamente’ si conducono come se scorressero sempre tra due binari, in curva, con la guida sportiva si fa sentire, tant’è che anche sulle vetture ‘normali’ vengono ormai sempre montati sedili avvolgenti. Tornando alla guida, a seconda delle funzioni viene incrementato l’effetto frenante al rilascio dell’acceleratore, incrementando nel contempo l’intensità della ricarica della batteria. Il cambio, come detto, è automatico a 6 marce, e può essere guidato con le palette al volante in modalità sport. Ricordatevi però che in queste auto con motore a benzina, ancorché ibrido, a parte quando sfruttiamo il sistema di ricarica inerziale l’effetto freno motore è molto scarso. Quindi, in staccata come in curva non si deve fare affidamento sul freno motore. In ogni caso la selezione delle marce da parte del cambio automatico è sempre perfetta, il cambio a sei marce si adatta sempre a ogni condizione. Quindi? Quindi, ora la proviamo sullo sterrato. Sia con il fondo asciutto e polveroso, che sul fango o sulla ghiaia i controlli elettronici delle ruote agiscono perfettamente impedendo alle ruote di slittare anche spingendo con decisione sull’acceleratore. Nel complesso la guida si conferma morbida in ogni situazione. Ciò ci permette di apprezzare tutte le coccole che sono state predisposte per noi nell’abitacolo. Sopra al tunnel centrale, realizzato in materiale di alta qualità come tutti gli interni ci sono i comandi digitali dell’impianto di intrattenimento, del navigatore, delle impostazioni, del climatizzatore. Sul display si attivano anche i Suoni della natura, per amplificare l’effetto relax dell’abitacolo: per esempio, Riposo in una notte d’estate, foresta dal vivo, Sensazioni d’autunno, corsa in città, Giornata di pioggia. Confort per i passeggeri? I sedili posteriori sono riscaldabili, e il comando si trova sui poggia gomiti delle portiere posteriori. Ancora pure per i passeggeri il tetto interamente panoramico con tendina oscurante, che si può aprire anche solo parzialmente per favorire la ventilazione dell’abitacolo. Mentre osservavamo il panorama, da fermi, è scattato il controllo anticollisione posteriore laterale destro: la telecamera che si attiva automaticamente ha acceso lo schermo rotondo che si sovrappone al quadrante del contagiri ed ecco svelato il pericolo: incuriosito dall’auto e non spaventato dal rumore del motore si era avvicinato a noi un simpatico capriolo. Forse ha apprezzato la discrezione con la quale si sposta la Kia Sportage ibrida in modalità elettrica… #charlieinauto3/420  #provavintage 

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#testdrive #Kia Sportage Gt Line Hybrid HEV la sua ‘mission’ è il confort

L’assistenza di ultima generazione e la silenziosità di marcia crea benessere Una guida facile, fluida e sempre precisa che non sollecita i passeggeri Confort e la sensazione di essere sempre a bordo di un veicolo elettrico. È quello che si prova a bordo della nuova Kia Sportage GT Line Hybrid HEV, un modello full hybrid che è spinto da un motore termico a benzina di 1598 cc da 117,60 kW, che assieme all’unità elettrica diventano 215 Cv. Un cross over che traduce la Comodità che non è certo facile da ottenere viaggiando fuoristrada, che sulla nuova Sportage è di livello elevato e si riflette amplificata viaggiando su strada. Non solo, ma in viaggio prevale il rumore dell’unità elettrica, perché il livello di insonorizzazione è molto elevato. La guida è molto divertente perché è possibile come ormai d’abitudine sulle auto ad autoricarica, elettriche o full hybrid, si può affrontare con un solo pedale, perché semplicemente rilasciando il pedale dell’acceleratore si riesce a ottenere un livello di rallentamento elevato fino, sollecitando le palette al volante, a fermarla. Anche la guida, a trazione anteriore, molto facile, è assistita a livello elevato dai controlli di mantenimento di corsia, anticollisione, anti investimento di ciclisti e pedoni, e poco manca a immaginare per questo modello una guida autonoma. Anzi, forse ne è una prova generale. Quanto alla trazione e alla tenuta, abbiamo provato in montagna anche le modalità di guida più avanzate, che si attivano con la manopola sotto al manopolone delle funzioni principali, parcheggio, avanti, retromarcia, e sono Sabbia, Neve, Sassi. Così la stabilità, che si amplifica nella modalità Sport, con la quale si ottimizza il rendimento del motore e dell’unità elettrica, aumenta sensibilmente viaggiando in sport. Funzione che non riduce il confort e lascia un po’ di spazio alla oscillazione laterale che contribuisce a ridurre la forza centrifuga alla quale sono soggetti i passeggeri i curva con queste auto a tenuta di strada superiore, ovvero, affrontando e curve come se si trattasse di un percorso al quale l’auto è vincolata dai binari. Questo perché non c’è deriva laterale né sbandamento e a subire la forza centrifuga sono guidatore e passeggeri. Anche nella guida veloce abbiamo detto che il cambio automatico a 6 marce con comando manuale alle palette al volante è molto efficace e conviene lasciar fare a lui, perché se la cava egregiamente in tutte le situazioni. Per quanto riguarda i percorsi extraurbani abbiamo provato nel medio Friuli nelle strade comunali e provinciali con il favore della note per evitare pericoli, e siamo passati, da Bicinicco, accanto a un grosso incendio, domato senza danni alle persone che aveva coinvolto una fabbrica di pannelli truciolari. Rientrando verso la Riviera friulana abbiamo concluso il nostro test verso le foci del fiume Tagliamento, a Marina Punta Verde, un’oasi del verde accanto al fiume di carattere torrentizio che separa nel tratto finale le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, lambendo e attraversando la Riviera friulana. Marina Punta Verde, accanto all’omonimo Zoo, tra le attrattive fondanti della località turistica di Lignano Sabbiadoro. Marina Punta Verde è presente sulla #cartadelgusto della #Rivierafriulana2025. #charlieinauto3/421   #provavintage

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#testdrive #Kia Sportage GT Line Hybrid HEV il full hybrid di alta gamma

Motore potente ma sostenibile con l’EV che si attiva anche a 130 Km/h Tanti gli accessori per il confort e la sicurezza di conducente e passeggeri Un altro pianeta! È l’esclamazione che sfugge al test driver più attento quando sale per la prima volta alla guida della nuova Kia Sportage GT Line HYBRID HEV, un concentrato di elettronica, assistenza, ausilio, accessori per il confort e la sicurezza che abbiamo provato nella versione full hybrid. Trazione anteriore, questo SUV fuoristrada è la conferma del salto di qualità intrapreso della Casa coreana con la scelta di sviluppare l’evoluzione di modelli iconici per il marchio, che hanno riempito le strade del mondo. Cinque posti reali e molto confortevoli, cinque porte (ampio portellone posteriore) motore a benzina assistito dall’unità elettrica monta un motore di 1598 che eroga 215 Cv. Un’auto interessante e confortevole, ricca di opzioni e di attenzioni per chi è a bordo, che si ricarica in decelerazione e usa questa energia per percorrere lunghi tratti in modalità EV che si attiva anche a 130 km/h. ciò fa comprendere come questa Kia rientri nella categoria delle auto sostenibili, e siccome è bene insonorizzata, il sobrio indicatore dell’attivazione della modalità elettrica, l’acronimo verde a led dii piccole dimensioni ma ben evidente, spesso ci cela la correlazione tra il rumore del motore percepito e il rendimento del motore che è vantaggioso, anche per il nostro budget mensile. Infatti il serbatoio della benzina è di 52 litri, ma con l’utilizzo combinato della propulsione elettrica che si alterna e sostituisce a quella a benzina, e come accennato si attiva anche ad alta velocità ci si può immergere nel silenzio. Saliamo a bordo e i sedili anteriori sono entrambi regolabili elettronicamente. La prima cosa che colpisce è la plancia digitale: uno schermo ampio che si estende da un lato all’altro dell’auto e comprende sia la strumentazione e le funzioni e i servizi dell’auto e della guida, sia il display centrale che prospetta la rappresentazione dell’efficienza del sistema ibrido, la mappa delle strade che si svelano davanti a noi, il navigatore, i servizi Kia Live e Kia Service che ci anticipano i distributori di benzina di prossimità, i parcheggi, le officine disponibili, il telefono, la possibilità di registrare bevi messaggi vocali, l’attivazione del clima che è molto efficace e si interfaccia con i quattro sedili principali riscaldati, e il sistema di deumidificazione e sbrinamento automatici. C’è la modalità notturna, che limita l’utilizzo dell’impianto di intrattenimento ai soli sedili anteriori e riduce il volume degli avvisi. Proietta inoltre l’efficienza del sistema ibrido, volendo sempre in evidenza, lora, la posizione attuale e l’orario, la bussola. Sopra al tunnel centrale di alta qualità, rivestito con materiale scuro a specchio, i comandi digitali del volume. Tra i comandi del display centrale quello per attivare i Sounds of nature, suoni naturali che accompagnano con serenità il nostro viaggio: Riposo in una notte d’estate, Sensazioni d’autunno, Calore d’inverno con il crepitio del fuoco, Foresta dal Vivo, Cors a in città, Comunicazione                                                                                                                                                         dall’esterno dello spazio e Giornata di pioggia. Caricatelefonino in wireless, dispone delle prese USB e 1 USB-C. Il volante è riscaldato, mentre per i passeggeri dei sedili posteriori c’è la regolazione fine del clima per i sedili posteriori sui poggia gomiti, mentre ci sono prese USB-C anche per i passeggeri dei sedili posteriori. Spazio dietro al poggiatesta per il tablet o il telefono, per il lavoro o lo svago. Tetto panoramico ampiamente finestrato con una tendina oscurante. Il portellone posteriore si apre elettricamente, e molto altro ancora. Come avrete capito, ci sono ancora molte cose e ‘coccole’ per i passeggeri da svelare e raccontare. #charlieinauto3/420   #provavintage

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#MOTORI: IL BLOG #CHARLIEINAUTO DI CARLO MORANDINI AL RECORD DELLE 400 PUNTATE

Dieci anni su auto di tutte le Case per far conoscere al pubblico novità e innovazione Un ringraziamento: alle Case automobilistiche per oltre 100 testdrive e a chi ha collaborato Oltre dieci anni di test drive, sui media televisivi, sulla carta stampata, in radio, e sul web. Una testimonianza dei cambiamenti che ha vissuto il mondo dell’automobile e di conseguenza l’intero sistema dell’automotive, in un periodo significativo, percorso da cambiamenti che hanno rivoluzionato l’intera società e più di recente in modo profondo il sistema economico. Una testimonianza, la nostra, che è scolpita nella galassia dell’informazione dal nostro blog, #charlieinauto sul portale www.libero.it, con il quale abbiamo raggiunto il traguardo record di 400 puntate. Quattrocento settimane che abbiamo dedicato a descrivere con altrettanti articoli le oltre cento auto di nuova produzione affidateci in prova dagli Uffici stampa delle Case. Auto, anche per noi mai utilizzate in precedenza, con le quali abbiamo raggiunto eventi, personaggi, siti particolari, eventi che abbiamo descritto e narrato in parallelo, rendendo così più ricco il racconto dedicato alle auto tra le quali i nostri ormai decine di migliaia di lettori possano scegliere la più adatta per l’uso quotidiano e per i loro cari. Abbiamo iniziato in un pomeriggio di pieno inverno a Milano, coronando un sogno, quello di provare la Fiat 124 Spider che è stata la prima vettura affidataci per la prova dal Capo ufficio stampa della Casa torinese. Per proseguire a bordo di pressoché tutte le auto oggi circolanti, senza rallentare il ritmo delle prove su strada nemmeno nel periodo della pandemia quando, pur autorizzati per motivi di lavoro a essere in auto nelle ore di servizio, ci aggiravamo guardinghi, con fare apparentemente furtivo su strade completamente deserte. Questo, sia nel cuore di Milano come al Piancavallo o nel Tarvisiano, a Grado o Lignano Sabbiadoro, a Udine, ad Aquileia, Gorizia, Pordenone, Conegliano, Bergamo, Portogruaro, Trieste, nella Val D’Orcia, sul Gargano e in tanti altri siti e luoghi di interesse turistico, storico, culturale. Auto a trazione anteriore, posteriore, integrale, 4X4 on demand, sospinte da motori a benzina, diesel, ibridi, elettrici, a metano o GPL, traendo conclusioni che hanno aiutato gli automobilisti a districarsi in una selva di offerte che ora si complica con l’arrivo delle auto dall’Oriente. Perché l’abbiamo fatto? Per le necessità di spostamento del lavoro giornalistico, poi sospinti dal piacere della guida sulla scorta di antiche avventure al volante con i nostri familiari, di esperienze sportive di guida personali, ma anche dalla curiosità di  conoscere dotazioni, tecnologie, accessori e soluzioni d’avanguardia, per poterle poi descrivere e raccontare. Un’avventura ripresa con il programma televisivo FVG da scoprire, su TPN, poi su  La7 il13, sul Magazine dell’ACI di Udine e su altri media di settore e non. Un risultato per il quale ringraziamo gli Uffici stampa delle Case automobilistiche, ma personalmente anche Ida e Marco, che mi hanno supportato oltre che nella realizzazione dei materiali, anche al volante o dal sedile accanto, specialmente nelle lunghe e spesso impegnative trasferte verso siti di interesse e i luoghi di ritiro e riconsegna delle vetture. Questo,  in ogni condizione climatica e meteorologica, guidati sempre dalla curiosità, dalla passione per il mestiere più bello del mondo, dal desiderio della scoperta di luoghi e mezzi nuovi, dal piacere di comunicare in modo oggettivo su un oggetto di uso quotidiano e ai giorni nostri oggi indispensabile: l’automobile. Carlo Morandini #charlieinauto3/401 Twitter, ora X : @charlieinauto3 Facebook : FVG da scoprire ;   La Riviera friulana;   Carlo Morandini;   Morandini Carlo;   Marco Morandini;   Ida Donati; Qui di seguito un esempio di foto di ciascun test drive. Ma c’è molto altro ancora che trovate su www-libero.it libero.blog.it  #charlieinauto #provavintage e sui nostri social come   FVG da scoprire    La Riviera friulana

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#testdrive: Con Mazda 2 Hybrid si guida in sicurezza anche sulla neve

Sfruttando la modalità frenante della rigenerazione della batteria Full-hybrid con versatilità non banale per un’auto dichiarata come city car Mazda 2 Hybrid, come abbiamo visto è densa di accorgimenti e dotazioni elettroniche, ma mantiene la duttilità e la maneggevolezza di una city car, in qualsiasi situazione. Qualsiasi? Ne siamo sicuri? Anche sullo sterrato ha confermato le qualità di tenuta e sicurezza di un motore a benzina, rotante com’è tradizione della Casa giapponese, elastico, di 1490 cc, reso brioso dall’apporto del motore elettrico. Trazione anteriore, comportamento tipico da trazione anteriore, equilibrato ulteriormente dai controlli antislittamento e per favorire l’aderenza delle ruote. Favorire, non garantire. Perché il fattore umano gioca sempre un ruolo determinante nella guida in condizioni particolari, a meno che non ci si sposti a passo d’uomo, ma si tratterebbe di un comportamento al volante certo estremamente prudente, comunque non privo di rischi e certamente non consono al nostro ritmo della vita quotidiana. Oggi, ultima puntata che dedichiamo a quest’auto, racconteremo esclusivamente della guida della piccola-grande ibrida giapponese. Per questo, andiamo in montagna. Certo, se siamo abituati a chiedere il massimo al nostro propulsore e ad assecondarlo con la marcia adeguata per ottimizzarne le potenzialità e il rendimento, in questo caso, vi ricordo, ci dovremo ‘accontentare’, in salita, di giocare con l’acceleratore. Mazda 2 Hybrid è infatti dotata della trasmissione a variazione continua e-CVT, che dispone di una infinità di rapporti, e sceglie per noi, istantaneamente quello più adatto. Attacchiamo la rampa e Mazda 2 conferma la sua adattabilità alle condizioni più disparate. D’altro canto, anche se continuassimo a considerarla una semplice city car, teniamo conto del fatto che nelle nostre città di incontrano strade con le condizioni più disparate, tra le quali, anche salite ripide e impegnative. Tornante, ripartenza, tornante, ecc.: se la cava bene e ai 116 CV sopperiscono adeguatamente il fatto che il motore è un 1500 cc mentre il motore elettrico accelera la ripresa. Arriviamo in cima alla nostra salita ed ecco la neve: le gomme che monta sono invernali, così proseguiamo senza incertezze, anche vista l’antica esperienza con la trazione anteriore. L’auto rimane in carreggiata anche accelerando un po’, mentre accelerando le ruote mantengono l’aderenza in accelerazione. Un dato interessante: nella modalità di guida B, quella che aumenta la capacità di autorigenerazione della batteria, ovvero l’intensità dell’effetto frenante in fase di rilascio dell’acceleratore, abbiamo riscontrato che questa utile opportunità ci è consentita anche sulla neve. Su una bella strada innevata proviamo a fare a meno del pedale del freno quando ci serve rallentare con decisione, e anche con questa modalità di decelerazione l’auto giapponese non si scompone. Ah, ecco vicino a noi due colonnine di ricarica. Mi fermo, sto per scendere per collegare la Mazda con il cavo di ricarica, ma fortunatamente ricordo in tempo che si tratta di una full-hybrid, cioè si ricarica la batteria da sola e non deve essere collegata alla presa di corrente o alla colonnina. Vabbè. Premo con un dito sull’evidente e rassicurante pulsante per l’accensione che ha scritto sopra Power, e riparto. Rientro percorrendo la stessa strada, ovviamente in discesa, e continuo a divertirmi sfruttando al meglio l’effetto frenante della modalità rigenerativa della batteria: B. guidare con le mani e un solo piede, sul pedale dell’acceleratore, oltre che più rilassante è davvero divertente. #charlieinauto3/313                               #provavintage    

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#testdrive #Mazda2Hybrid affidabile sullo sterrato oltre le aspettative

Propulsione combinata benzina-motore elettrico e trazione anteriore  Fluidità del motore rotante e brio dell’elettrico: è adatta a scarsa aderenza Mazda 2 Hybrid è, come abbiamo visto, una citycar che non si limita a essere tale. Abbiamo raccontato dei contenuti di alta tecnologia che sono di livello superiore per una vettura pensata per l’utilizzo in città, e rendono la guida più sicura e confortevole. Nei centri abitati, nella metropoli, nel nostro caso quella  lombarda, si conferma duttile e agile per potersi districare al meglio anche nelle condizioni più critiche del congestionato traffico urbano. Sulle strade di grande percorrenza e in autostrada dispone degli ausili alla guida che ci consentono di viaggiare e di spostarci senza difficoltà. Passiamo alla tenuta di strada e alla sicurezza nella guida su strade con scarsa aderenza. Riepilogando, trazione anteriore, 116 CV risultato di una potenza combinata tra il motore rotante a benzina di 1490 cc da 93 CV, tradizionale caratteristica della Casa giapponese, e quello elettrico. Il mix tra la propulsore a benzina del motore che è a tre cilindri ma di quasi 1500 cc, e quello elettrico dà origine a una terza modalità di propulsione: quella ibrida. Il risultato è che a un motore elastico per natura si aggiunge l’istantaneità della spinta a trazione elettrica. La trazione è anteriore, mentre Mazda 2 Hybrid seleziona da sola il tipo di propulsione più adatta al momento, tant’è che non abbiamo a disposizione il selettore del cambio, perché non ce n’è bisogno, anche perché monta la trasmissione a variazione continua e-CVT. trasmissione che adatta istantaneamente la marcia alle necessità che si manifestano. Ovvero, la trazione è sempre assicurata, quali che siano le condizioni del fondo stradale, se c’è, e alla modalità di utilizzo che avremo selezionato: ECO, quella più sostenibile, NORMAL, per l’utilizzo standard, POWER, quella più energica che sfrutta la coppia massima di 120 Nm del motore termico e la maggiore aggressività di quello elettrico. Quindi, cominciamo dallo sterrato. Eccone uno abbastanza liscio e scorrevole. Siamo nella #Rivierafriulana, vicino a #Torviscosa, suggestiva città industriale nata negli anni ’30 in funzione dell’azienda agricola Torvis, tra l’altro sorta per sfruttare l’utilizzo delle canne palustri presenti nell’area e realizzare un tessuto ecologico e naturale che sarebbe divenuto famoso nel mondo con il nome di Viscosa. In partenza, Mazda 2 Hybrid parte senza incertezze, veloce, ma senza slittare. Ecco un tratto misto: spingo sull’acceleratore per capirne un po’ di più, ma mi ricordo della modalità di guida B, quella che ci permette di rigenerare più rapidamente la batteria: sulla guida, ha la caratteristica di aumentare l’entità della decelerazione quando rilasciamo il pedale dell’acceleratore. Ovvero, ci risparmia la necessità di utilizzare il pedale del freno perché agisce, rallentandone la rotazione, sulle ruote motrici. Avendo esperienza alla guida, tutto questo si può tradurre nella capacità di mantenere sul fondo con minore aderenza una guida sportiva che in decelerazione sfrutta la lieve sbandata controllabile del retrotreno per facilitarci l’ingresso in curva e permetterci di fruire al meglio della sede stradale. Ci riusciamo con estrema facilità, ma ciò evidenzia che Mazda 2 Hybrid è molto maneggevole anche in queste condizioni. Diversamente, in condizioni di guida ‘normali’, conferma anche sullo sterrato maneggevolezza e stabilità nelle traiettorie che le chiediamo. Nella guida tradizionale, non si scompone ed è sicura come sull’asfalto. #charlieinauto3/312     #provavintage               

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