PROVASUSTRADA

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#testdrive INEOS Grenadier e lo sterrato: sotto controllo in ogni situazione

Anche spinto sulle strade bianche a suo agio come sulle strade normali Motore #BMW 3000 cc da 250 CV e 550 Nm di coppia: 2.6 t a 100 km/h in 9” ‘Sterrare umanum est’, avevamo scritto scherzando sull’uso del Latino nel raccontarvi di un fuoristrada importante. Ovvero: con un mezzo così non possiamo esimerci dall’andare a cercare una strada bianca, o magari resa un po’ più scura da recenti piogge. Ovvero, il fango di uno sterrato con le sue pozzanghere e gli schizzi di pantano che arrivano fino sul parabrezza. Ma si tratta soltanto di un sogno. Perché nel periodo nel quale stiamo testando l’INEOS Grenadier la pioggia scarseggiava. Ma ci siamo dati da fare ugualmente. Ricordate: 2993 cc, 250 CV ovvero 183 kW, motore turbo diesel con ben 550 Nm di coppia. Ciò che basta per potersi muovere in sicurezza in ogni condizione di fondo. Ma ci accontentiamo di una strada bianca che percorre parte delle terre rivierasche e collega trasversalmente le campagne tra il fiume Stella e il fiume Corno. Siamo all’imbrunire, sempre alla ricerca delle luci più suggestive per i nostri video e le immagini. Ma una perturbazione in arrivo ci ruba la scena e accelera l’arrivo della sera, ma non rallenta il nostro test drive. Gli interni molto ampi, i sedili comodi, gli spazi a disposizione pensati per un utilizzo tecnico e professionale fanno quasi sembrare superfluo questo nostro test, ben sapendo che Grenadier della INEOS è progettata per ben altro. Ma anche la guida di un fuoristrada professionale percorsi ‘normali’ piò diventare un’occasione interessante e divertente, per soddisfare la nostra curiosità al volante. Un’accelerazione importante nonostante il peso che varia da 2.644 a 2.744 kg a seconda delle versioni, diesel, il modello in prova, o a benzina. Il suo carico utile è di quasi 9 quintali, il carico massimo che può sostenere sul tetto è di 150 kg, ovvero bagagli, portapacchi supplementare, tenta per trascorrere la notte in alto, al riparo dall’umidità e da numerosi pericoli. Può trainare fino a 750 kg. l’accelerazione è  da 0 a 100 km/h in meno di 9”. La trazione è integrale permanente con la possibilità di privilegiare la trazione sull’asse anteriore o su quello posteriore. Il cambio è automatico con comando a cloche a 8 marce, manuale nella funzione sport, ma i rapporti sono così ben calibrati che conviene lasciar fare a lei. Lungo poco meno di 5 metri, il passo tra gli assi è di 2,922 m, quasi tre metri, e con lo sterzo demoltiplicato che vi abbiamo già raccontato bisogna prendere dimestichezza. Ma come vedremo non è così: i controlli elettronici e la sua versatlità ci permetteranno sullo sterrato di apprezzare la ripresa sempre in sicurezza e la tenuta in curva, proverbiale nonostante le dimensioni e la massa come in ogni vero crossover 4X4. Talmente confortevole anche messo alla prova che ci possiamo godere gli spazi interni (tra il corpo dei due occupanti dei sedili anteriori e il cruscotto cìè un metro di spazio, come per le gambe) e l’impianto di intrattenimento. Al quale si sostituisce con efficacia anche il caratteristico rombo del motore 3000 di derivazione BMW che è così generoso da farci intendere con efficacia tutto sommato, quello che gli stiamo chiedendo, è il ‘minimo sindacale’. #charlieinauto3/432  #INEOSGrenadier  #grenadier  #sterrato  #fuorisrtrada

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#testdrive Sandero Stepway bifuel il crossover compatto Dacia per divertirsi in montagna

Anche a gas si arrampica tra i tornanti in salita con prestazioni appaganti Promossa anche alla prova dei consumi Sandero Stepway Extreme UP MY24 1.0 Tce ECO-G, è la Dacia che stiamo provando, scoprendo di volta in volta qualità capaci di appagare le nostre attese di automobilisti, ma anche di driver. Riepilogando, il motore a tre cilindri da 999 cc eroga 100 CV, ed è la turbina a offrirci prestazioni spesso inattese anche viaggiando a gas, ovvero, sempre, perché una volta scoperti i costi del combustibile per le nostre abitudini di guida ritorneremo alla combustione a benzina, anzi, ci ritornerà la Sandero automaticamente soltanto a esaurimento del GPL. Prestazioni elevate per la categoria di SUV compatti e perdipiù fuoristrada, tenuta di strada rassicurante nonostante l’assetto leggermente rialzato perché si tratta della versione crossover, che ci inducono a provare come va in salita e in montagna. Infatti è molto maneggevole ma nei tratti veloci trasmette al volante la stabilità di un’auto ‘normale’, ma sempre in montagna ci accorgiamo che nelle manovre su strade particolari il raggio di sterzata è davvero ridotto. Ciò ci permette di infilarci anche in mulattiere e strade di montagna sulle quali è richiesta la maneggevolezza per districarsi da buche, tratti franati, dossi ecc. ma la sorpresa di quanto può fare arriverà quando andremo a inserire la Sandero Stepway in uno spazio di parcheggio ridotto: le ruote anteriori, sterzando al massimo, ci faranno sentire come le mordono l’asfalto con la gomma degli pneumatici tanto è ridotto il raggio di curvatura. Ma saliamo: il percorso è misto la strada larga quanto basta per salire velocemente in piena sicurezza. Sei marce ben selezionate, una seduta di guida accogliente e comoda per il conducente e per i passeggeri, il display centrale ad alta definizione con schermo ‘touch’ che grazie alle App, per esempio Waze, ci mostra la strada e ci fa indirettamente da copilota, ma va bene anche Maps che è di serie sull’auto, e il divertimento è assicurato. La Stepway si arrampica con grinta e se abbiamo i passeggeri a bordo non risente molto dell’aumento di peso al quale la sottoponiamo. Riparte veloce anche dai tornanti stretti con la strada che in uscita continua a salire. I consumi sono bassi per la categoria, anche a gas, e proviamo a cambiare alimentazione nel corso della salita per vedere la differenza: si riduce un po’ la reattività, ma grazie alla coppia di 170 Nm a 2000 giri continua a salire con decisione ripartendo con grinta e ci permette una guida sportiva nei tratti a mezza costa della strada di montagna che fra poche settimane sarà chiusa, per tutto l’inverno, causa neve. Arriviamo alla discesa, e la vocazione sportiva della Stepway Extreme UP si conferma con un impianto frenante adeguato. I quattro freni a disco, l’assetto che si modifica a seconda della funzione di guida prescelta (ricordo ECO più confortevole e morbida e adatta al fuoristrada e Normal più rigida, quindi ottima per questo caso) continuano ad assecondare le nostre aspettative per una guida divertente. Attenzione, dico divertente nel senso che deve essere piacevole per il conducente, o driver, e per i passeggeri, ma deve anche garantire la sicurezza degli stessi, dell’auto, di tutto ciò che incontreremo sulla strada. Quindi, va praticata sulla strada chiusa o con un buon margine di sicurezza da verificare preventivamente. Nel nostro caso, guida veloce con il solo scopo di verificare i limiti plausibili dell’auto per capire se possiede i requisiti per le condizioni di massima sicurezza nella guida normale. Ovvero, a vantaggio di tutti i nostri lettori. In questa nostra giornata che la Dacia Sandero ha contribuito a rendere divertente, non abbiamo trascurato di monitorare i consumi che andavano in media da 13 a 20 km con un  litro, di gas ovviamente. Vi ricordo cosa significa viaggiare a Gpl? La scorsa volta siamo andati dalla Riviera friulana a Cortina d’Ampezzo, circa 190 km, e ritorno, con la Dacia Sandero con 20 euro di gas.   #charlieinauto3/429 #charlieinauto #testdrive #testrive #fvgdascoprire #nordestdascoprire #dacia #sanderostepway #bifuel #gpl #gaspropanoliquefatto #piancavallo #montagna    

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#testdrive Prestazioni elevate per il crossover 7 posti: #Hyundai Santa Fe Hybrid Plug in

Spazio ai passeggeri per la versione con la ‘spina’: usa la batteria più piccola Maneggevolezza e stabilità sullo sconnesso con le ruote da 20’ Hyundai Santa Fe Plug in Hybrid, ovvero il modello PHEV che fa parte della quinta generazione di un SUV nato per offrire spazio e confort alle famiglie, ma anche per essere utilizzato per lavoro. L’arrivo delle versioni elettrificate ha ridotto lo spazio interno disponibile, e lo riduce anche nell’ultima versione del grande Crossover coreano. Ed ecco che la versione Plug in, quella che ci richiede di ricaricare la batteria ausiliaria alla colonnina o alla rete domestica, recupera ko spazio per i due posti in coda, che offrono lo stesso confort degli altri cinque. In dimensioni tutto sommato contenute rispetto alle dimensioni perché è lunga 4,83 metri, larga 1,90 metri e con un passo di due metri e 81 cm. Spazi interni, che, nella versione a cinque posti significano 704 litri di bagagliaio, 2.025 litri con i sedili posteriori abbattuti; nella versione a 7 posti equivalgono a 621 litri con tutti i sedili in posizione, 1.942 litri, sempre con sette posti a sedere a disposizione. Un SUV importante per quanto è capace di offrire, che non tradisce le aspettative nemmeno su strada. Infatti il motore, 4 cilindri turbo a  benzina di 1.6, T-GDI da 160 CV affiancato da un motore elettrico di 98 CV alimentato da una batteria di trazione da 13,8 kWh assicura una potenza massima di sistema di 253 CV e una coppia di 367 Nm. Il cambio del modello in prova è automatico a 6 marce, ed è la versione a trazione integrale 4WD HTRAC di serie. Va da o a 100 km/h in poco più di 9”, qualche decimo in più per la versione a 7 posti. Abbiamo apprezzato la possibilità di percorrere oltre 50 km in modalità elettrica, che ci ha consentito di percorrere zone naturali senza turbare l’ambiente circostante e anche di incontrare gli animali selvatici che sono presenti nella zona. Sempre la versione in prova è la XClass, che per esaltare il confort ha i sedili riscaldati e ventilati, quelli posteriori riscaldabili, ha i cerchi in lega da 20’.  Confort, sicurezza alla guida, controlli elettronici di trazione e per la gestione della guida, che ora proviamo sugli sterrati della Riviera friulana. Trazione anteriore, ruote di grandi dimensioni, il tutto per poter viaggiare anche sulla strada sterrata e dissestata come se ci spostassimo sull’asfalto. Nonostante le dimensioni che di primo acchito potrebbero metterci a disagio, tuttavia non cambia la percezione di sicurezza che trasmette al volante, ma che rassicura anche i passeggeri, anche se sono sei. Nemmeno la presenza di due persone sui sedili di coda, che teoricamente sposta il baricentro verso le ruote posteriori ma nel contempo anche lo alza da terra, riesce a confondere l’elettronica della nuova Santa Fe Hyundai Hybrid plug In. Tanto che ci induce ad accelerare ancora, con la certezza che il cambio manuale ci consentirà di inserire sempre la marcia adatta ad aumentare la guidabilità del SUV, assecondandoci anche nella guida veloce. Arriviamo a un lungo rettilineo sul versante settentrionale della #Rivierafriulana ci porta a Passariano (Codroipo-UD) quasi all’esedra della sontuosa Villa Manin creata dai Dogi, dependance nella Riviera friulana dei nobili che guidavano Venezia, dove soggiornò anche Napoleone con Paolina Buonaparte all’epoca del trattato di pace di Campoformido. Ristrutturata                                                                                                                                                           e riaperta al pubblico nelle scorse settimane si appresta a ospitare nuovamente grandi eventi culturali, musicali, artistici. Scendiamo nuovamente verso il mare, per raggiungere Lignano, al Sabbiadoro Beach & Restaurant, uno splendido terrazzo sulla spiaggia di Lignano, dopo l’aperitivo alla Tavernetta Vitasana, di Ettore Gover, a City Garden. Per pernottare, l’Hotel Rossini di Mario Iop, a Lignano Sabbiadoro, nella lussuosa torre Rossini Resort. #charlieinauto3/431 #provavintage #hyundai #hyundaisantafe# #testdrive #testroad #villamanin #codroipo #lignanosabbiadoro #lignano #napoleone #rossiniresort #sabbiadorobeach #tavernetta

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#testdrive Nuova Dacia Duster e le dotazioni di sicurezza attiva

Segnala lo spazio-tempo di frenata per non tamponare e la una guida quasi autonoma Oggi lo splendido percorso della Venezia delle nevi ai piedi del Piancavallo L’antico percorso per trasportare a valle i tronchi sui quali si erge Venezia Dacia Duster la possono guidare anche i neopatentati Bifuel turbo benzina-GPL: il connubio è azzeccato, sia perché assicura una autonomia considerevole e anche psicologicamente riduce l’impatto di tappe frequenti al distributore, sia perché l’utilizzo di questa modalità di alimentazione installata sulla Nuova Dacia Duster permette ridurre considerevolmente i costi di gestione dell’auto che anche per questo ha vinto il Premio Auto Europa 2025 dell’UIGA, l’Unione italiana giornalisti dell’automobile della quale faccio parte. A questo particolare non certo trascurabile, specialmente con le frequenti oscillazioni del prezzo dei combustibili, si aggiunge un altro dettaglio significativo: il prezzo accessibile per un’auto che può essere guidata anche dai neopatentati. Il motore è l’ECO-G 100, mentre la Nuova Dacia Duster è proposta in ben 12 versioni, ovvero tre motori e quattro allestimenti. Inoltre, per il mercato italiano è disponibile sia con il cambio manuale che automatico. Tra le versioni, quella che dà maggiori soddisfazioni è la TCe 130 a benzina, con tecnologia mild-hybrid a 48 v. Sono disponibili per entrambi i motori due tipi di trazione: 4X4 e anteriore. La versione Full Hybrid 140 è nel contempo la più performante ed ecologica e monta il cambio automatico. Già la versione con motore meno potente dà belle soddisfazioni alla guida: la sua reattività è rassicurante e nonostante monti un motore di soli 999 cc a tre cilindri da 74 kW, circa 100 CV, sommando l’utilizzo dell’alimentazione a benzina a quella a GPL; ovvero sfruttando entrambi i serbatoi supera i 1000 km. Per sfruttare pienamente queste qualità, attiviamo il tasto ECO che riduce i consumi e le emissioni, già basse di suo, anche perché ci stiamo dirigendo verso il bosco del Monte cavallo, sulle falde del complesso in cima al quale c’è il pianoro dov’è stato realizzato Piancavallo. Nel trasferimento notiamo un accessorio che rientra tra le dotazioni di sicurezza attiva che rendono questa versione della Duster tra le meglio fornite e quindi sicure: nel procedere in autostrada ci imbattiamo in una coda causata da lavori in corso, e sul cruscotto ci compare il valore del tempo di frenata necessario per arrestare l’auto in sicurezza, senza impattare con quello che precede. Utile? Certo, un richiamo alla realtà e a una guida più consapevole che a volte ci riconnette con le responsabilità spesso trascurate a causa dei nostri gesti abituali al volante. Vi sarà capitato di non ricordare ciò che avete incontrato nel tratto di guida che vi siete da poco lasciati alle spalle: è l’effetto della consuetudine che proprio questo utile accessorio della Nuova Duster mira ad annullare. Tral’altro questo strumento può essere calibrato sulla base delle vostre qualità e del livello di attenzione o rispetto al traffico presente, perché è possibile regolare la distanza alla quale scatta l’avviso del rischio di collisione dal veicolo che precede. La Nuova Dacia Duster avvisa anche quando si presenta il rischio di collisione con un ciclista o un pedone che compare su uno qualsiasi dei lati della vettura. L’auto ci avvisa inoltre quando avverte nella nostra guida segnali di stanchezza, mentre in condizioni particolari, come il maltempo, ci suggerisce di non affidarci alla guida elettronica. Ovvero, questo sistema di assistenza attiva è oramai a un passo dalla guida automatica. Ci stiamo avvicinando alla nostra destinazione. Questa volta l’auto è lo strumento che ha consentito di raggiungere una destinazione ideale per il trekking in mezzo alla natura: la Vecchia strada della Venezia delle nevi: da Dardago in Comune di Budoia, lungo la strada Pedemontana, sale al Piancavallo. È frutto di un progetto di sviluppo turistico avviato a metà del ‘900 dal Conte Daniel D’Ursel, che prevedeva la realizzazione di ben 235 villini i quota, partendo dal Piancavallo dallo Chalet Belvedere. Alla fine degli anni ’60, a seguito delle forti precipitazioni la strada presentò delle frane ed è stata sistemata e destinata all’uso ciclopedonale grazie a un intervento della Regione completato nel 2019. È lunga 14,5 km e copre uin dislivello di 1057 m. #charlieinauto3/410   #provavintage

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#MOTORI: IL BLOG #CHARLIEINAUTO DI CARLO MORANDINI AL RECORD DELLE 400 PUNTATE

Dieci anni su auto di tutte le Case per far conoscere al pubblico novità e innovazione Un ringraziamento: alle Case automobilistiche per oltre 100 testdrive e a chi ha collaborato Oltre dieci anni di test drive, sui media televisivi, sulla carta stampata, in radio, e sul web. Una testimonianza dei cambiamenti che ha vissuto il mondo dell’automobile e di conseguenza l’intero sistema dell’automotive, in un periodo significativo, percorso da cambiamenti che hanno rivoluzionato l’intera società e più di recente in modo profondo il sistema economico. Una testimonianza, la nostra, che è scolpita nella galassia dell’informazione dal nostro blog, #charlieinauto sul portale www.libero.it, con il quale abbiamo raggiunto il traguardo record di 400 puntate. Quattrocento settimane che abbiamo dedicato a descrivere con altrettanti articoli le oltre cento auto di nuova produzione affidateci in prova dagli Uffici stampa delle Case. Auto, anche per noi mai utilizzate in precedenza, con le quali abbiamo raggiunto eventi, personaggi, siti particolari, eventi che abbiamo descritto e narrato in parallelo, rendendo così più ricco il racconto dedicato alle auto tra le quali i nostri ormai decine di migliaia di lettori possano scegliere la più adatta per l’uso quotidiano e per i loro cari. Abbiamo iniziato in un pomeriggio di pieno inverno a Milano, coronando un sogno, quello di provare la Fiat 124 Spider che è stata la prima vettura affidataci per la prova dal Capo ufficio stampa della Casa torinese. Per proseguire a bordo di pressoché tutte le auto oggi circolanti, senza rallentare il ritmo delle prove su strada nemmeno nel periodo della pandemia quando, pur autorizzati per motivi di lavoro a essere in auto nelle ore di servizio, ci aggiravamo guardinghi, con fare apparentemente furtivo su strade completamente deserte. Questo, sia nel cuore di Milano come al Piancavallo o nel Tarvisiano, a Grado o Lignano Sabbiadoro, a Udine, ad Aquileia, Gorizia, Pordenone, Conegliano, Bergamo, Portogruaro, Trieste, nella Val D’Orcia, sul Gargano e in tanti altri siti e luoghi di interesse turistico, storico, culturale. Auto a trazione anteriore, posteriore, integrale, 4X4 on demand, sospinte da motori a benzina, diesel, ibridi, elettrici, a metano o GPL, traendo conclusioni che hanno aiutato gli automobilisti a districarsi in una selva di offerte che ora si complica con l’arrivo delle auto dall’Oriente. Perché l’abbiamo fatto? Per le necessità di spostamento del lavoro giornalistico, poi sospinti dal piacere della guida sulla scorta di antiche avventure al volante con i nostri familiari, di esperienze sportive di guida personali, ma anche dalla curiosità di  conoscere dotazioni, tecnologie, accessori e soluzioni d’avanguardia, per poterle poi descrivere e raccontare. Un’avventura ripresa con il programma televisivo FVG da scoprire, su TPN, poi su  La7 il13, sul Magazine dell’ACI di Udine e su altri media di settore e non. Un risultato per il quale ringraziamo gli Uffici stampa delle Case automobilistiche, ma personalmente anche Ida e Marco, che mi hanno supportato oltre che nella realizzazione dei materiali, anche al volante o dal sedile accanto, specialmente nelle lunghe e spesso impegnative trasferte verso siti di interesse e i luoghi di ritiro e riconsegna delle vetture. Questo,  in ogni condizione climatica e meteorologica, guidati sempre dalla curiosità, dalla passione per il mestiere più bello del mondo, dal desiderio della scoperta di luoghi e mezzi nuovi, dal piacere di comunicare in modo oggettivo su un oggetto di uso quotidiano e ai giorni nostri oggi indispensabile: l’automobile. Carlo Morandini #charlieinauto3/401 Twitter, ora X : @charlieinauto3 Facebook : FVG da scoprire ;   La Riviera friulana;   Carlo Morandini;   Morandini Carlo;   Marco Morandini;   Ida Donati; Qui di seguito un esempio di foto di ciascun test drive. Ma c’è molto altro ancora che trovate su www-libero.it libero.blog.it  #charlieinauto #provavintage e sui nostri social come   FVG da scoprire    La Riviera friulana

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#testdrive La #Jeep #Renegade si trasforma in vettura performante nella versione e Hybrid

Quasi come il Dott. Jekyll e Mister Hyde l’unità elettrica dà una spinta stile turbo al motore da 1.469 cc e 130 CV Tanta elettronica e funzioni di assistenza alla guida e non solo di ultima generazione Ricominciamo da un’icona dell’automobile, un modello che si rifà a un auto, anzi un fuoristrada, oggi si direbbe Suv crossover, che è presente nella memoria e ha fatto la storia: la Jeep Renegade, che riprende il muso e la sagoma della Willy’s, la vettura fuoristrada portata in Europa dall’Esercito americano nella Seconda Guerra mondiale. L’abbiamo già provata, poi ne abbiamo guidate diverse, ma questa è la versione attuale più recente: la e Hybrid. La livrea dell’esemplare che ci è stato assegnato dall’Ufficio stampa della Jeep Italia che è quella base per questo modello è scocca bianca, tettuccio, cerchi, imperiale, passaruote e specchietti nero lucido. Un abbinamento cromatico caro ai tifosi della Juve, ma anche a quelli, come me, dell’Udinese, che per questo modello è molto azzeccato e la rende un prodotto giovane, che ha molto fans tra la generazione teen, ma che piace a molti. Il look è completato con efficacia dalla stella in nero opaco iscritta in un cerchio che contraddistingue i modelli più performanti. Ciò che colpisce subito, salendo a bordo, sono i due grandi schermi del cruscotto full HD 10,25”e del display centrale che è sempre full HD da 10.1’ di diagonale, e contiene una marea di funzioni e di opzioni sulle quali mi soffermerò nelle prossime puntate. Il cruscotto dispone di quattro visualizzazioni principali. Ma non è questa la nota distintiva principale della nuovissima Jeep Regenade e Hybrid. Dal cruscotto si capisce che ha una doppia personalità, perché se in basso a destra c’è l’indicatore del livello del carburante, il serbatoio contiene circa 38 litri, in basso a sinistra c’è invece quello del livello di carica della batteria che serve a farci decidere se, in città, ci potremo muovere in modalità EV. Questa Jeep è ibrida, si autoricarica la batteria in decelerazione e si può muovere in EV fino a 50 km/h. Quanto basta per gli spostamenti nel traffico delle metropoli tra una coda e l’altra per alcune centinaia di metri senza farci spendere un solo centesimo di carburante o di ricarica elettrica. Il motore elettrico gestisce le manovre di parcheggio, le ripartenze, la marcia ad andatura regolare. Nella ripartenza il motore endotermico si innesta in seconda o terza e così ci ha già fatto risparmiare carburante. Quando si muove in modalità elettrica emette un suono di avvertimento con una frequenza non fastidiosa ma ben udibile che si fa subito notare da ciclisti e pedoni. È sufficiente premere un po’ di più il pedale dell’acceleratore per mettere in moto il motore termico, a benzina, quattro cilindri in linea turbo da 1.469 cc., 096,00 kWh, 130 CV e 240 Nm di coppia che si registra già a 1.500 giri; pesa 1420 kg ed è a trazione anteriore. Appena ci liberiamo dal traffico della metropoli lombarda pensiamo a come va la Jeep Renegade e Hybrid, che si distingue soltanto una ‘e’ in verde brillante applicata sul portellone posteriore. Il motore termico è supportato da uno elettrico da 15 kW sostenuto da una batteria da 0,8 kW, che ci consentirà di spingerla da 0 a 100 km/h in meno di 10’, ma soprattutto di andare oltre, verso il limite di velocità autostradale in una manciata di secondi. Il cambio che ce lo consente è automatico a doppia frizione e sette rapporti, a leva a cloche è molto accessibile e ‘docile’ e permette anche di cambiare manualmente per non toglierci questo piacere della guida. Ma il cambio automatico esplica già da solo autonomamente la sua funzione in modo egregio. Ma non vi posso svelare tutto in questa prima puntata del test drive. Quindi parcheggio, con il sistema automatico della Jeep Renegade, e ci godiamo la serata nel cuore della metropoli. Carlo Morandini #charlieinauto3/391  #provavintage     

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RIPRENDONO I TEST DRIVE E RIPARTE LA DINAMICITA’ DEI PRODUTTORI DI AUTO

Una vacanza prolungata, la prima dopo nove anni di test drive, un po’ anche perché era la mia prima pausa prolungata da un mestiere, quello del giornalista, per gran parte del cronista di pressoché tutti i settori della società civile, un po’ perché le follie introdotte dal lock down anche nel settore dell’auto avevano disorientato dapprima il mercato, poi di conseguenza le Casa prive di obiettivi, percorsi, progetti di medio e lungo termine perseguibili e sostenibili. Il lock down perché ne è conseguito un periodo dominato in mancanza di leader, strategie, ideologie, politiche condivise, da sorta di furore ‘green’ immotivato dai fatti e dalle statistiche dal quale è scaturita una programmazione in particolare comunitaria, smentita dai fatti ma anche dagli attuali business plan delle Grandi Case, le quali, eccetto alcune, hanno completamente abbandonato il programma di elettrificazione tout court delle loro produzioni. I motivi del fallimento del ‘tutto elettrico’ li avete intuiti anche dai nostri ‘test drive’: troppe le criticità al momento non superabili, elevato lo svantaggio economico per i possessori, elevati i rischi per alcuni modelli ritirati forzatamente dal mercato (130 mila esemplari di un modello molto popolare per rischio incendio). Ora numerose Case hanno le idee ben chiare o quantomeno non intendono farsi trascinare da realtà esterne verso obiettivi fantasma che avvantaggerebbero alcuni produttori anche a discapito di automobilisti e cittadini, e riecco nuovi modelli farsi strada in un panorama che vuole essere rigenerato. La passione per il mondo dei motori e il pianeta auto è sempre presente nel grande pubblico di ogni età: è sufficiente esaminare l’affluenza ai Saloni dell’auto come quello rinato di Torino, e l’entusiasmo suscitato dalle vittorie della Ferrari con Charles Leclerc, prima a Montecarlo poi a Monza. Così si affacciano nuovi modelli, ed eccone alcuni. Buona lettura cari amici e amiche.

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