Nome dell'autore: Carlo Morandini

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#testdrive Promossa anche in montagna la Fiat Grande Panda Auto Europa 2026

  Sul monte di Muris icona dei ciclisti ma anche PS del Rally Alpi Orientali Speciale anche del Piancavallo con la salita ‘muro’ dello sport del pedale La Fiat Panda è per antonomasia una grande arrampicatrice, un’auto capace di andare e di portarci dappertutto, di salire lungo le mulattiere e arrivare fino in cima alle colline e le montagne, tanto da essere tutt’ora adottata dalle forze di polizia e dall’esercito per raggiungere i luoghi più impervi o superare le strade più insidiose. La Fiat Grande Panda, che con orgoglio mostra su tutti i lati il marchio della Casa di Mirafiori, ora del Gruppo Stellantis, e il suo ‘nome’ di battesimo, non poteva che riflettere, con toni attualizzati e moderni, le prerogative della sua progenitrice. Quindi, il nostro test non poteva che proseguire, tanto per cominciare ad approfondire la nostra analisi, con la salita. Il banco di prova che scegliamo è un luogo iconico per la sua bellezza, un mito che passa alla leggenda per le caratteristiche della strada che sale al Monte di Ragogna, o Monte di Muris, affrontata anche dai cicloturisti più preparati, o meglio dai ciclisti che praticano l’agonismo, per la crudezza delle sue rampe. Noi cerchiamo di mettere in difficoltà la nuova Panda, ben sapendo che non avrebbe creato problemi alla nostra arrampicata. Ricordiamo che ha un motore a tre cilindri, e che invece che di ‘soli 1000 cc ha una cilindrata di 1199 cc, ovvero 1200 cc, e sviluppa, grazie all’unità elettrica, perché è full-hybrid, 110 CV di potenza. Il cambio della Grande Panda è automatico a 6 marce, non c’è la possibilità di agire manualmente, ma con un po’ di esperienza si può agire stimolando il cambio automatico a salire di marcia o a scalare con un uso sapiente dell’acceleratore. Dispone poi della posizione L per la leva del cambio, che aziona le marce ridotte. Servono per affrontare i punti più difficili e impervi delle salite, su strada e non solo, e ciò mantiene la sua vocazione che è da crossover, ovvero: anche la Fiat Grande Panda è un fuoristrada. In realtà, il suo design, iconico ma capace nel contempo di mantenere le linee essenziali della Panda, svela la sua caratura di mezzo tecnico alla portata di tutti. Arriviamo a Ragogna a una decina di Km da San Daniele del Friuli, città del Prosciutto DOC, e una strettoia ci svela l’attacco della rampa: non ci sorprende il fatto che è stato sufficiente insistere sul pedale dell’acceleratore per farla scattare in salita, senza affaticamenti o incertezze. Ugualmente, anche arrivando veloci ai tornanti, saremo agevolati dalla sua maneggevolezza ma anche dalla sua capacità di riprendere con efficacia e grinta la salita, lungo la quale manterrà la sua energia e forse anche agevolata dall’unità elettrica si rivelerà capace di ulteriori performance. Le impressioni di guida? Ci siamo sempre sentiti a nostro agio, tanto che ci è stato permesso anche di ammirare lo splendido paesaggio che scorreva accanto a noi e si svelava man mano che salivamo fino in cima. Quasi alla sommità abbiamo raggiunto il monumento all’emigrante, che la famiglia Collavino, originaria di Varmo e migrata in Canada facendo fortuna ha voluto dedicare alle centinaia di migliaia di emigrati friulani sparsi nel mondo. In cima, lo spettacolo è impagabile a 360°, e lo sguardo spazia dall’osovano a Gemona, Venzone, i monti Musi e la stretta del Tagliamento a Nord, Trasaghis e Bordano a ovest, la valle del Tagliamento verso il mare, le colline del Sandanielese, e ancora verso il Collio e i Colli Orientali del Friuli. Ma dalla base del monte arrivano numerosi sentieri panoramici che sbucano quassù. Convergono verso il monumento agli Alpini e ai caduti della grande guerra, portano alle postazioni cannoniere, ma collegano anche i punti di avvistamento della Grande guerra, le gallerie. Da qui si dipanano numerosi sentieri panoramici e ne percorriamo alcuni. Al ritorno, sfruttiamo la modalità L per la discesa, anche se è meno ripida della salita, e scorre sul versante del Tagliamento. L’uso del freno motore ci fa risparmiare i freni, che comunque sono anch’essi molto efficaci, anche all’arrivo a valle. #charlieinauto3/428   #provavintage  #Fiat  #Stellantis #GrandePanda #AutoEuropa2026 #UIGA

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#testdrive Proviamo la nuova #Fiat #GrandePanda da poco eletta Auto Europa 2026

Votata da giornalisti, opinion leader e giuria popolar e: scopriamo il perché Le scelte di design e strutturali sono anche funzionali Dopo averne ammirato il design e lo stile avveniristico della linea che evidentemente sviluppa in dimensioni e con uno stile ammorbidito la sagoma della ‘vecchia’ Fiat Panda, il fatto di trovare su questa Fiat Grande Panda Hybrid 110 il cambio automatico ci aveva inizialmente fatto temere una scelta che avrebbe potuto pregiudicare la sua sostenibilità. Ma si trattava davvero di un semplice pregiudizio, perché come vedremo ci pensa l’unità elettrica a pareggiare i conti e a farci ottenere consumi limitati anche viaggiando spediti, con una media sulla distanza di 5 litri per 100 km, ovvero una percorrenza di 20 km con un litro di benzina. Se siamo alla ricerca di un’auto di ultima generazione capace di farci viaggiare a costi convenienti, l’abbiamo trovata ed è proprio questo uno dei motivi per i quali le è stato assegnato il Premio Auto Europa 2026 dall’UIGA, l’Unione italiana giornalisti automotive. Ma si tratta soltanto di uno degli elementi qualificanti. Ricordiamo che il motore è di 1200 cc a tre cilindri ed è alimentato a benzina; eroga una potenza di 74 kW, ovvero 110 CV, mentre il cambio DCT è a 6 marce. È mild hybrid e il cambio è automatico a 6 marce con doppia frizione; per questo è performante come ci si aspetta da un’auto ibrida, ma nel contempo non consuma molto di più nella guida veloce. Nel trasferimento verso Casa da Stellantis, a Milano nella zona di San Siro, il giorno dopo che le avevamo assegnato il Premio in un convegno-cerimonia organizzato da UIGA nella sede di Bosch Italia, viaggiando in autostrada a velocità di crociera ha infatti mantenuto una media di 17/19 km/l. Un rendimento che ci ha confermato quanto lo studio e la progettazione della carrozzeria delle auto moderne consenta di ottimizzarne al massimo l’aerodinamicità. Infatti, nonostante la Fiat Grande Panda si presenti con il muso perpendicolare alla strada, scelta che apparentemente potrebbe rappresentare un handicap perché aumenta l’impatto dell’auto in movimento con l’aria, ma evidentemente il coefficiente di penetrazione (CX) di questa vettura è comunque favorevole grazie alle soluzioni stilistiche che probabilmente non sono semplicemente di design. Soluzioni che sono finalizzate a favorire il deflusso dell’aria verso la coda, così come il parabrezza molto inclinato, proprio per aumentare l’aerodinamicità della Grande Panda.                                                   Ancora sul design e l’aerodinamica, il cofano e il tettuccio non hanno una superficie lineare, ma sono percorsi da scanalature che favoriscono il deflusso dell’aria e fanno sì che la Panda possa scivolare in avanti riducendo i consumi e favorendone le performance. Le forme della carrozzeria sono infatti un mix tra innovazione e vintage, perché riprende, addolcendole, le linee della Panda di quarant’anni fa. Sul muso, il motivo ‘grigliato’ che vedremo in altre parti si ripete sulla presa d’aria sotto a un paraurti  compreso nella carrozzeria e dello stesso colore, mentre in basso spicca lo spoiler evidenziato da una fascia più chiara, di colore grigio metallizzato. Il motivo del design è ‘grigliato’ perché è in armonia con i fari pixel, che sono a LED molto potenti e sono collegati da una fascia nella parte alta del muso caratterizzata da un disegno a scacchiera in nero opaco in rilievo, sul quale spicca la scritta FIAT. A ribadire la volontà di ‘ripartire’ dalla Panda per la Casa nata a Mirafiori la scritta Panda, anche per evocare lo storico modello che conquistò i mercati, è presente in grande stile in rilievo anche sulle quattro portiere, al centro dei cerchi in lega bicolori, metallizzato e nero opaco, e sui supporti posteriori delle barre sulle quali si possono applicare il portapacchi, il baule ‘estensione’ dell’ampio bagaglio e altri accessori che vedremo nel modello Cross, e in altre posizioni anche all’interno. A conferma dell’orgoglio con il quale la Fiat si ripropone al grande pubblico con la modernizzazione e l’evoluzione tecnologica efficace di uno dei modelli più fortunati. #charlieinauto3/440 #provavintage #fiat #fiatpanda #fiatGrandePanda #rivierafriulana #fvgdascoprire #nedascoprire

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#testdrive La Fiat Grande Panda è l’Auto Europa 2026: l’abbiamo provata in anteprima

Il SUV crossover della Casa torinese per il rilancio di Stellantis Confortevole spaziosa sicura sostenibile e: da 0 a 100 km/h in meno di 8” Siamo stati tra i primi a provare l’Auto Europa 2026, la Fiat Grande Panda, una scommessa di Stellantis per rilanciare lo storico marchio italiano rievocando il successo della citycar poi divenuta anche crossover capace di andare dappertutto, ma per decenni auto delle famiglie, dei giovani, da lavoro in Italia, nel resto d’Europa, negli altri continenti. È stata eletta auto dell’anno, lo abbiamo già scritto, dalla Giuria dei giornalisti dell’UIGA, l’Unione italiana giornalisti automotive della quale faccio parte, da una giuria di opinion leader e dalla giuria popolare, proprio perché espressione del rilancio della Casa torinese. Un rilancio voluto fortemente e dimostrato attraverso una vettura che sintetizza i più attuali sistemi di sicurezza, confort, dotazioni, accessoristica, prestazioni. Il modello che ci è stato affidato dall’Ufficio stampa è full hybrid, ovvero, con una unità elettrica che ricarica la batteria e usa la modalità elettrica solo per brevi spostamenti, la fa entrare in azione quando occorre una spinta ulteriore e per risparmiare carburante. Tante le dotazioni elettroniche e le opzioni che vi descriveremo. Per cominciare, la Fiat Grande Panda sarà l’auto dell’esordio della mia nuova trasmissione televisiva ‘Nordest da scoprire’, sarà la protagonista della puntata n.1. Una coincidenza singolare: anche l’inizio ufficiale dei miei test drive, e l’esordio di #charlieinautoavvenne con una Fiat, tra l’altro una Fiat che avevo sempre sognato così come molti automobilisti: la Fiat 124 Spider. Anche allora la Fiat mi offrì uno spazio privilegiato. La Grande Panda è la sintesi di tutte le novità e innovazioni oggi a disposizione degli automobilisti e delle automobiliste: è facile da guidare, è la sensazione manifestata dalle automobiliste che l’hanno provata. Ma è anche performante. Questa Fiat Panda, non a caso Grande Panda perché è sensibilmente più grande di quella presentata nel 1980, disegnata da Giorgetto Giugiaro, che era lunga 3 metri e 653 cm. Gli altri modelli, con stile e progettazione in sintonia con l’evoluzione del progresso, furono immessi sul mercato nel 2003 e nel 2012. Si trattava sempre di un veicolo essenziale, funzionale, accessibile a tutti. Così fu usata come auto da lavoro, per artigiani e non solo, per la famiglia, anche per trasportare il catamarano smontabile sul tetto fino alla riva del mare o del lago. Ed è tuttora in servizio presso l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato, nella versione 4X4 in particolare della Forestale e dei Carabinieri forestali, perché è letteralmente inarrestabile tanto è essenziale. Per questo è stata scelta dalla trasmissione Top Gear per un esperimento tanto folle quanto esaustivo: lanciarla da un elicottero che la sgancia da diverse decine di metri di altezza. Dopo ‘l’atterraggio’, come era ipotizzabile, ma non era scontato, è stata rimessa messa in moto e ha ripreso la marcia nonostante l’impatto. A confermare la veridicità dell’esperimento, Joe Bastianich, incontrato al Vinitaly. Mi ha confermato che l’esperimento è avvenuto nella Piana di Osoppo, in Friuli (Ud). Il motore del progetto Zero era inizialmente di 652 cc da 30 CV derivato dalla Fiat 126, doveva sostituire quel modello e la Fiat 127, e il 903 da 45 CV di quest’ultimo modello. La nuova Fiat Grande Panda 2025, Auto Europa 2026, monta un motore da 1199 cc da 74 kW, 110 CV full-hybrid, con cambio automatico a 6 marce con doppia frizione. Questa Grande Panda, confortevole spaziosa, tecnologicamente avanzata, dimostra anche che il motore a tre cilindri, prodotto in Italia, da 1200 cc è performante, sostenibile, elastico, garantisce una spinta costante quando è necessaria. La prova del primo test, dell’uso cittadino parleremo nella prossima puntata? Abbiamo fatto un test di partenza al casello dell’autostrada: 0/100 km/h in meno di 8 secondi! #charlieinauto3/436 #fiatpanda #fiatgrandepanda #panda #autoeuropa2026 #stellantis

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#testdrive In montagna la Hyundai Kona Hybrid perfettamente a suo agio

La spinta dell’unità elettrica e cerchi da 18’ regalano divertimento alla guida Sempre in piena sicurezza anche nel misto veloce e in discesa Hyundai Kona, giunta alla seconda generazione, come accade per tutte le Case propone sempre nuove opzioni in un crescendo di dotazioni e non solo. Così è per la Kona, urban SUV che non cela le aspettative fuoristradistiche, o crossover, senza trascurare il confort. Ultima nata nell’offerta delle motorizzazioni, quella full-hybrid si inserisce tra la versione ‘semplicemente’ a benzina, e a quella mild hybrid, che si attacca alla spina di corrente per la ricarica perché può essere collegata alla colonnina nei luoghi pubblici e privati, alla colonnina installata a casa, ma anche alla presa di corrente domestica, ma di adeguata capacità per l’assorbimento importante nel ripristino della carica. C’è anche 100 per cento elettrica. Questa, full-hybrid, è un corretto compromesso nella rigenerazione ecologica, perché con l’inserimento dell’unità elettrica l’auto è ancor più performante, mentre nel contempo si ottimizzano i consumi senza dover fare nulla di diverso di quanto è richiesto da un motore termico per il suo funzionamento ottimale. Quindi, per vedere se questa variante della Kona conferma il trend della Casa coreana dalla più lunga e vincente esperienza rallystica non ci resta che un test inequivocabile: la strada di montagna. L’abbiamo già promossa su strada e sullo sterrato, verificando la sicurezza e la maneggevolezza della versione di 1580 cc a quattro cilindri da 98 CV, che divengono 141 CV sommando la performance del motore termico con quella dell’unità elettrica, in una prova che è risultata convincente. Infatti, anche in salita il cambio a sei marce con la trasmissione a doppia frizione (DCT) adatta le performance della Kona Hybrid anche alla guida brillante e a un percorso misto, lungo il quale la pendenza importante si confronta con un alternarsi di curve e controcurve che ci appagano nella guida, ma non rallentano la salita. Né incidono pesantemente sui consumi. Ricordo, infatti, che sul percorso misto o sui trasferimenti il quattro cilindri Hyundai percorre circa 20 km con un litro. Con la guida più brillante e in salita difficilmente si scende sotto ai 17 km con un litro, perché è proprio l’unità elettrica a venirci incontro. Per quanto riguarda la guida, i cerchi da 18’ confermano di essere la dimensione adatta per una guida sicura anche quando si richiedono prestazioni alla vettura nella modalità SPORT, così come aumentano la sensazione di sicurezza in discesa e in staccata. Ed è tutto sotto controllo, grazie al grande cruscotto a schermo unico Supervision da 12.3 pollici, touchscreen e a cristalli liquidi. Mentre la comodità alla guida è amplificata dalle regolazioni fini del sedile del conducente, che prevede anche la regolazione lombare elettrica. Inoltre, l’elevato confort interno consente di apprezzare al meglio le qualità dell’impianto Bose. Per amplificare il divertimento alla guida di questo urban SUV  crossover, il cambio si può comandare anche manualmente  con le pratiche palette al volante, così la sensazione di gestire le performance è immediata. Mentre ci agevola in discesa perché a supporto delle capacità dei quattro freni a disco possiamo inserire il freno motore con i cambi di marcia ad hoc. Nei tornanti più stretti, dove le canalette e i cordoli non mancano, e nell’inserimento nei bivi in tornante che si innestano in una salita, utile è la proiezione delle immagini delle telecamere retro-laterali. Ecco che cosa succede: la visione delle riprese dalle telecamere si attiva al posto dei due orologi della strumentazione sul cruscotto semplicemente sterzando verso la direzione prescelta; una funzione che è dunque utile non soltanto sui ‘veicoli lunghi’ per eliminare la mancanza di visibilità negli angoli morti, ma anche nelle manovre e nella guida in condizioni particolari. Quindi, anche in montagna, come ci aspettavamo, anche questa Kona, la Hybrid, non manca di fare bella figura. #charlieinauto3/435  #provavintage  #hyundaiKona  #hybrid #montagna    

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#testdrive L’elettronica della Hyundai Kona annulla le incertezze della guida su terra

Full Hybrid da 140 CV performante ma sicura anche sulle strade bianche  Confort per conducente e passeggeri con i sedili tutti riscaldabili La Hyundai Kona è Il Model Year 2025, ma se ha vinto questo riconoscimento per il look innovativo e l’elevato livello delle finiture e del confort, la stessa cura la pone nella sicurezza. Sulle strade extraurbane abbiamo visto che consente di viaggiare in piena tranquillità tra la comodità, l’ascolto professionale dell’impianto stereo Bose grazie all’elevata insonorizzazione, e a un sistema di climatizzazione di alto livello che si prende cura del conducente e dei passeggeri: anche i sedili posteriori sono riscaldabili. Nel fuoristrada? È pur sempre un SUV coupé crossover… Così andiamo alla ricerca delle strade adatte per il test drive specifico. Questa volta scendiamo nella Riviera friulana, tra San Giorgio di Nogaro, Carlino e la Laguna di Marano e ci avviciniamo alla grande tenuta di Villa Bruna, dei fratelli Zoppas, un’azienda agricola di grande estensione dove dall’inizio del secolo scorso si valorizzano le potenzialità rurali del territorio rivierasco. Lì attorno ci sono numerose strade realizzate a scopo agricolo, alcune sono state completate e ampliate per consentire i collegamenti tra i terreni, le aziende rurali, le località vicine. Le prime auto ibride ci avevano abituato a una guida che se non viene governata abilmente, spesso può risultare sclerotica, a volte imprevedibile. L’attivazione dell’unità elettrica della vettura, se avviene improvvisamente ci regala performance utili e appaganti, ma spesso va controllata. Nella Kona Hybrid 2025, motore a benzina da 1580 cc e 140 CV, risultato della somma della spinta del motore endotermico e di quello elettrico, l’elettronica è davvero efficace e il controllo dell’aderenza delle ruote anche al fondo sterrato o sabbioso è assicurata pure in condizioni particolari. Non solo, ma in accelerazione, anche in curva e nella guida più veloce non si sono verificate situazioni di rischio o di incertezza e la Kona, a trazione anteriore, ha sempre mantenuto le traiettorie che avevamo impostato, anche guidando nella modalità SPORT. Il modello che stiamo provando monta il cambio automatico a doppia frizione a sei marce, e in ogni caso, se si fossero manifestate le criticità, avremmo avuto anche la possibilità di correggere le reazioni dell’auto con il cambio manuale che si attiva con le palette al volante, ma soltanto nella modalità sport. Per una guida più fluida abbiamo però preferito la modalità SNOW, che ben si addice al fondo sterrato e annulla completamente gli effetti delle eventuali asperità e delle buche che si possono incontrare, garantendo un elevato confort, come pure la guida in p iena sicurezza anche sulle strade bianche. #charlieinauto3/434  #provavintage #hyundaikona

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#testdrive La Hyundai Kona Hybrid è performante sul misto extraurbano

Ciononostante ha un’autonomia maggiore con il sistema elettrico: 670 km L’elettronica consente di ottimizzare la vettura rispetto al tipo di percorso Hyundai Kona, seconda generazione rinnovata: ed ecco la versione del SUV crossover ibrida, con spazi interni più ampi, grande confort, aggressività acquisita dall’inserimento dell’unità elettrica, elettronica sempre più avvolgente. Il suo design fa pensare a un’auto elettrica, specialmente osservando il muso che contiene le prese d’aria a scomparsa, ma il motore termico assicura garanzie che per il momento, per i tanti motivi che abbiamo già condiviso, l’auto esclusivamente EV non è ancora in grado di offrire, il sistema ibrido sì. In città, abbiamo visto che è maneggevole e si lascia condurre assecondando le esigenze con un ottimo cambio automatico che condivide l’esuberanza della propulsione ibrida ma gestisce anche l’elasticità del motore di 1580 cc da 140 CV. Fuori città possiamo giocare di più con il cambio manuale, che si comanda con le palette al volante nella modalità Sport, e ci dimentichiamo che è un SUV crossover visto che andiamo un po’ sull’asfalto. Le prime considerazioni le facciamo sui consumi: la Kona Hybrid non nasconde le sue prerogative, visto che il serbatoio della benzina contiene poco più di 30 litri, con i quali, con una guida normale percorre anche 670 km. Un risultato che otteniamo attivando la funzione di guida ECO, con la quale la vettura non cede molto nelle prestazioni; premendo sull’acceleratore dà soltanto al conducente la sensazione che temporaneamente le prestazioni del motore siano leggermente ovattate.  Ma quando subentra la spinta del sistema elettrico la Kona Hybrid conserva la brillantezza che la distingue. Le altre modalità di guida, oltre a quella di default, sono SPORT, e SNOW. Sport aumenta la reattività della macchina e predilige la guida con il cambio, perché così dà sensazioni più emozionanti irrigidendo l’assetto, e rendendola ancor più incollata alla strada. Ancora una funzione, che è quella dedicata all’aggettivo Crossover: SNOW. Va benissimo con la neve ma anche, come vedremo la prossima volta, sullo sterrato. La proviamo sull’asfalto su strade isolate e con un andamento misto: passiamo a ridosso della sponda sinistra del fiume Tagliamento. Siamo nel margine occidentale della Riviera friulana. Anche qui, la grinta e la sensazione di sicurezza e guidabilità che la Hyundai Kona Hybrid sa trasmettere al volante in ogni occasione sono una caratteristica anche dei modelli più recenti della Casa coreana. Tra le dotazioni di sicurezza, che avevamo testato nel trasferimento, c’è l’assistenza alla guida assieme ai controlli laterale e anticollisione arricchita da un vistoso avviso di pericolo rappresentato da un imperdibile occhio rosso che si accende sul cruscotto;  questo sistema la rende a guida quasi autonoma. #charlieinauto3/432  #provavintage  #hyundai  #hyundaiKona

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testdrive La KONA ridisegnata per le funzioni hybrid con un look avveniristico

Il frontale svela le prese d’aria a seconda delle temperature e delle esigenze Interni confortevoli e i servizi adeguati alle esigenze anche dei più giovani Hyundai KONA cambia ancora il ‘look’ e segue lo sviluppo delle tecnologie adeguando gli spazi alle attese di una utenza sempre più ampia, è di dimensioni maggiori e il design più futuristico, mentre è stata ampliata anche la gamma delle motorizzazioni. È un SUV crossover ridisegnato secondo le esigenze delle funzioni. Tra le prime sorprese il frontale se ne svela una nel frontale: il muso, quando utilizza il motore termico e alle basse temperature appare chiuso, senza prese d’aria. Ha soltanto una piccola griglia in basso, sopra allo spoiler. Quando il motore si riscalda e nell’uso combinato o elettrico si aprono due tendine che svelano la griglia della presa d’aria per la batteria ausiliaria. Anche al volante presenta subito le sue credenziali: la spinta immediata del motore elettrico che assieme a quello termico di 1580 e cc scarica 140 CV è rafforzata dalla doppia frizione del cambio automatico a 6 marce che si comandano anche manualmente con le palette al volante quando si innesta la modalità Sport, che irrigidisce, adeguandolo, anche l’assetto. Il confort è molto curato, e i sedili, riscaldabili, sono anche raffreddabili. Ma siamo ancora in città e allora occupiamoci della guida: per il parcheggio ma non solo, ci affidiamo al grande schermo che ‘arreda’ l’intero cruscotto e corre da destra a sinistra sul cruscotto: il display compare al centro e in retromarcia ci presenta la rappresentazione a 360° dall’alto dell’auto e di quanto la circonda; utile anche quando ci spostiamo su strade impegnative, visto che è un crossover, o in montagna. sempre per il confort di conducente e passeggeri sul tunnel centrale, tutto a disposizione visto che il cambio è automatico, ci sono ampi spazi portaoggetti, due porta bicchieri richiudibili e il comodo poggia gomiti che svela ulteriori vani. Il caricabatterie per il telefono è wireless, c’è la presa per l’accendisigari e anche due prese USB-C. ed ecco che premendo un tasto sul quale sono raffigurate le pile da caricare si può scegliere se caricare il telefono o/e collegarlo anche all’Apple Car Play o all’Android Auto. Collegamento che è possibile anche in wireless. Sopra, ancora sul cruscotto, i comandi di climatizzazione, con il clima e il riscaldamento molto efficace, dell’impianto di intrattenimento e delle funzioni touch screen. Lo schermo è molto grande e di stile cinematografico. Ma non corriamo troppo con la descrizione. Ci fermiamo alla costatazione che ancora una volta l’impianto di intrattenimento è BOSE. Il resto, alla prossima puntata. #charlieinauto3/430   #provavintage  #hyundai #KONA #SUV #crossover

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#testdrive La nuova Hyundai KONA ridisegnata per le nuove funzioni con un look avveniristico

Il frontale svela le prese d’aria a seconda delle temperature e delle esigenze Interni confortevoli e i servizi adeguati alle esigenze anche dei più giovani Hyundai KONA cambia ancora il ‘look’ e segue lo sviluppo delle tecnologie adeguando gli spazi alle attese di una utenza sempre più ampia, è di dimensioni maggiori e il design più futuristico, mentre è stata ampliata anche la gamma delle motorizzazioni. È un SUV crossover ridisegnato secondo le esigenze delle funzioni. Tra le prime sorprese il frontale se ne svela una nel frontale: il muso, quando utilizza il motore termico e alle basse temperature appare chiuso, senza prese d’aria. Ha soltanto una piccola griglia in basso, sopra allo spoiler. Quando il motore si riscalda e nell’uso combinato o elettrico si aprono due tendine che svelano la griglia della presa d’aria per la batteria ausiliaria. Anche al volante presenta subito le sue credenziali: la spinta immediata del motore elettrico che assieme a quello termico di 1580 e cc scarica 140 CV è rafforzata dalla doppia frizione del cambio automatico a 6 marce che si comandano anche manualmente con le palette al volante quando si innesta la modalità Sport, che irrigidisce, adeguandolo, anche l’assetto. Il confort è molto curato, e i sedili, riscaldabili, sono anche raffreddabili. Ma siamo ancora in città e allora occupiamoci della guida: per il parcheggio ma non solo, ci affidiamo al grande schermo che ‘arreda’ due terzi dell’intero cruscotto e corre da sinistra al display: compare al centro e il suo schermo attivando la retromarcia ci presenta la rappresentazione a 360° e dall’alto dell’auto e di quanto la circonda. Uno vista che ci è molto utile nei parcheggi nelle metropoli e in città, ma anche quando ci spostiamo su strade impegnative, visto che è un crossover, o in montagna. Sempre per il confort di conducente e passeggeri sul tunnel centrale, tutto a disposizione visto che il cambio è automatico, ci sono ampi spazi portaoggetti, due porta bicchieri richiudibili e il comodo poggia gomiti che svela ulteriori vani. Il caricabatterie per il telefono è wireless, c’è la presa per l’accendisigari e anche due prese USB-C. ed ecco che premendo un tasto sul quale sono raffigurate le pile da caricare si può scegliere se caricare il telefono o/e collegarlo anche all’Apple Car Play o all’Android Auto. Collegamento che è possibile anche in wireless. Sopra, ancora sul cruscotto, i comandi di climatizzazione, con il clima e il riscaldamento molto efficace, dell’impianto di intrattenimento e delle funzioni touch screen. Lo schermo è molto grande e di stile cinematografico. Ma non corriamo troppo con la descrizione. Ci fermiamo alla costatazione che ancora una volta l’impianto di intrattenimento è BOSE. Il resto, alla prossima puntata. #charlieinauto3/431  #provavintage #hyundai  #KONA

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#testdrive La citycar veloce della Hyundai è affidabile anche sulle strade bianche

Ovviamente con le accortezze del caso viaggia sicura anche sullo sterrato Le dotazioni interne sono all’altezza delle esigenze anche dei più giovani Hyundai i10 N Line, una citycar compatta ma confortevole anche negli spostamenti, è versatile e si comporta adeguatamente anche nelle escursioni in mezzo alla natura o in campagna. La versione più sportiva non è meno confortevole di quella base nonostante l’assetto sia più rigido e adeguato alle maggiori  sollecitazioni e prestazioni. Infatti, senza rinunciare al confort la tenuta di strada della vettura è sempre affidabile, anche sulle strade più impegnative, perfino sullo sterrato. La compattezza dell’auto ne aumenta la stabilità mentre l’altezza da terra ridotta per aumentarne l’aderenza alla strada non è tale da pregiudicare la marcia sulle strade non asfaltate e comunque la rende ancorata al terreno anche sulle strade non asfaltate. Ovviamente, anche se dispone degli adeguati sistemi antislittamento delle ruote, in questo caso occorre viaggiare dosando l’acceleratore per evitare, visto che i suoi 90 CV ma soprattutto la coppia di 172 Nm di coppia a 2000 giri assieme al peso contenuto rischierebbero, nell’affrontare le curve, di farci subire il sottosterzo. Effetto, che comunque si può evitare facilmente sollevando appena il piede dall’acceleratore alle prime avvisaglie di alleggerimento dell’avantreno. Attenti però a non decelerare di colpo, perché, ma i più esperti lo sanno bene, si rischierebbe di ottenere l’effetto opposto e di perdere il controllo dell’auto. Per vedere come si comporta sulle strade bianche ci spostiamo verso la sponda sinistra del fiume Tagliamento e già così, poco più a valle dell’abitato di Ronchis, ci possiamo già godere lo splendore della natura che già nei pressi del corso d’acqua è rigogliosa. Saliamo sull’argine e imbocchiamo la strada arginale, e la i10 N Line non smentisce le nostre aspettative: rimane stabile anche nelle staccate in decelerazione, in prossimità delle curve. Mantiene la stabilità in curva, e all’uscita è pronta a ripartire veloce. Ovvero: ha una buona tenuta di strada anche con scarsa aderenza. Spesso, i test in condizioni più difficili o esasperate forniscono risposte concrete e attendibili alle nostre sollecitazioni, e anche nella situazione citata la citycar Hyundai è promossa. È promossa anche per i contenuti. Detto dell’impianto di intrattenimento che è adeguato anche alle esigenze dei più giovani, altrettanto si può dire dell’attenzione alle connessioni e agli accessori. Dispone infatti di una presa USB sotto alla plancia centrale e di una USB-C, quelle più piccole e moderne, che serve però solo per ricaricare il telefono cellulare o le cuffiette e non consente di collegarsi al sistema della vettura. Nel display centrale digitale e a tocco, di adeguate dimensioni, sono a disposizione oltre ad alcuni comandi dell’auto, quelli del navigatore e la sua proiezione, e dell’impianto di intrattenimento. Il sistema è compatibile con Apple CarPlay e con Android Auto che si attivano automaticamente collegando il cellulare con il cavetto alla presa della vettura. Il cruscotto ha un display digitale che riporta le informazioni sulla guida, sui consumi, e a sinistra ha il tachimetro, a destra il contagiri. C’è anche l’indicatore grafico del consumo istantaneo di benzina. Il cruscotto si accende di luce rossa per l’avviso del rischio di collisione, imminente, o per fortuna, mancata. I fari, automatici, sono a led bianchi, quelli diurni, gialli quelli notturni. Quindi, ha tutto quello che ci serve per viaggiare in comodità e sicurezza. #charlieinauto3/431   #provavintage #hyundai #hyundaii10 #nline

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#testdrive Compatta per gli spostamenti e sostenibile ma pratica negli abitati

#Hyundai i10 N Line compatta ha tutti i confort e l’assistenza alla guida   Una citycar molto generosa non soffre nelle trasferte E’ divertente da guidare nella versione da 90 CV Vi ricordate il segmento A delle nostre vetture? È sostituito in modo sempre più consistente dalle classe B SUV o meglio dalle fuoristrada domestiche, o crossover. Abbiamo provato lo scorso inverno una cugina sempre coreana di questa vettura, ma questa presenta una vocazione decisamente più corsaiola. Non è che al suo interno si trascuri il confort indispensabile per i passeggeri, tant’è che siamo rientrati a casa la notte da Milano e nessuna delle tre persone a bordo, me compreso ovviamente, si è lamentata. La Hyundai i10 N Line fa parte delle citycar, ma in questo caso, per la N Line il progettista si deve essere distratto un attimo, aggiungendo qualche CV in più, l’assetto per una maggiore velocità, il look corsaiolo con le finiture rosso corsa visibili all’esterno e negli interni. Questo modello fa parte della terza generazione della i10 presentata al Salone di Francoforte nel 2019, ma è uscita più di recente, e nonostante le dimensioni compatte quindi la praticità nell’uso quotidiano anche nelle metropoli, ci propone confort, dotazioni di sicurezza, prestazioni con i 90 CV e il motore 1.0 MPI turbocompresso. La versione ‘normale’ è da 63 CV e c’è pure quella a GPL che viste le dimensioni (3,67 m) e quindi il peso contenuto assicura una percorrenza importante a un costo molto competitivo: per esempio per andare dalla Riviera friulana a Cortina d’Ampezzo a dare un’occhiata ai preparativi per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 si spendono, sui 400 km andata e ritorno circa 20 euro di carburante. Con la i10 N Line il costo sale perché la benzina si paga più del doppio rispetto al prezzo del gas, ma è comunque contenuto rispetto ad altre auto. Quando ci facciamo trasportare da lei in viaggio siamo assistiti dai sistemi Hyundai SmartSense, che comprendono la frenata automatica in caso di emergenza, il controllo di mantenimento della corsia, il rilevamento della stanchezza del conducente. Il nostro percorso oggi raggiunge San Vito al Tagliamento (Pn). Suggestivo borgo commerciale in una realtà rurale medioevale, sorge sui resti di un villaggio romano ma sono stati ritrovati reperti di una presenza antropica preistorica, perché si trova lungo un’antica via di passaggio che nell’era più ‘moderna’ collegherà a Cordovado, Portogruaro, Venezia, a poca distanza dal fiume Tagliamento e da altri corsi d’acqua che anche gli antichi prediligevano per spostarsi e per trasportare le merci. La zona è ricchissima di acque perché si trova all’inizio della fascia delle risorgive, e anticamente l’area era paludosa con zone più asciutte e boschive. Selva che nel 1028 fu donata da Corrado II al Principato di Aquileia, poi il trasferimento dei poteri sul territorio passarono alla Patria del Friuli. San Vito è citato in una bolla di Papa Lucio III nel 1183, con Sanctum Vitum cum oratorio. A cavallo tra le Provincie di Pordenone e Udine, confina con otto altri Comuni. Una storia articolata della quale ci rimangono da ammirare splendidi reperti, come la Torre Raimonda, del XIII secolo, a ovest, realizzata da Raimondo della Torre, ingresso occidentale alle mura di epoca medioevale; Torre San Nicolò o Torre Scaramuccia, a est, dello stesso periodo; Torre Grimana, a sud, eretta nel XVI secolo dal patriarca Marino Grimani, acquistata nel 1751 dalla famiglia Altan. Nel centro storico ci sono l’antico ospedale della Confraternita dei Battuti, a ridosso della Torre Scaramuccia, che ospita mostre, esposizioni, convegni. Accanto la chiesa di Santa Maria dei Battuti. E ancora il Duomo, della metà del 1700, e la splendida piazza del Popolo, realizzata nel 1500, sulla quale si affaccia Palazzo Rota, del 1300, e l’antica Loggia Pubblica, del 1400, antica sede dell’antico consiglio comunale. Sopra l’antica Loggia il Teatro sociale Gian Giacomo Arrigoni, e molto altro ancora come il complesso dell’antico castello. #testdrive #testroad #hyundai #i10NLine #sanvitoaltagliamento #Tagliamento

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