Fiat

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Fiat 500 è la storia di tanti italiani ma anche il divertimento di giovani di più generazioni nel mondo

Serie evocativa ‘Gold’ Torino dedicata a Mirafiori dove uscì la prima volta ed è nuovamente prodotta Stile vintage giovane e modaiolo è ricca di dotazioni come una gran turismo Molti over l’hanno usata per le prime esperienze al volante. Era la utilitaria per antonomasia, accessibile, sempre pronta perfino alle lunghe percorrenze con il motore bicilindrico posteriore raffreddato ad aria. Bastava sollevare una delle due leve sul tunnel centrale poste dietro alla leva del cambio per metterla in moto. D’inverno ci si aiutava con la leva che stava lì accanto, lo starter che arricchiva la miscela aria-benzina. Poi si è ‘evoluta’ di volume, diventando 600, poi 750, poi il primo mini ‘SUV’ 850. Per celebrare il ritorno della produzione nello storico stabilimento di Mirafiori la Fiat ha realizzato la sua versione più moderna che non rinuncia alla tradizionale propulsione termica ma la supporta con il sistema ibrido per renderla più dinamica e nel contempo sostenibile: è la Fiat 500 Torino Hybrid, un concentrato di stile vintage che è capace di attualizzare ogni dettaglio della sua progenitrice munendola delle dotazioni e degli accessori di un’auto di categoria superiore. Una vettura che attrae giovani e non perché ha le fattezze suadenti di una bella donna.  Dalla storia all’innovazione della FIAT La ‘nuova’ 500, che già allora seppe farsi strada in un mercato nel quale le minicar erano ancora visibili soltanto nei rendering, uscì nel 1957. Ma Fiat 500 si chiamavano già un prototipo del 1915, la 500 ‘Topolino’ del 1936, che i miei coevi ricordano con affetto con il muso allungato e le ruote semicarenate (splendida la versione ‘Giardinetta’ che esisteva anche nella versione con le modanature in legno), le Simca 5 e Simca 6 del 1936 e del 1947. Dopo il 1957 arrivarono la Fiat-Abarth 500, la Ghia 500 Jolly, poi l’Autobianchi Bianchina, l’austriaca Steyr-Puch 500. Nel 1960 la Fiat 500 Motocarrello, una draisina ferroviaria per lavori sulle linee, e nel 1961 la Moretti 500 Coupè e la Fiat 500 Giannini del 1963. Nel 1968 ancora l’Autobianchi realizza la Giardiniera e lo stesso anno nasce la Francis Lombardi 500 My Car. Arriva la versione moderna nel 1961, la Fiat Cinquecento, con le derivate, dal 2007, Abarth 500, Fiat 500L, Fiat 500X nel 2014. La Fiat Nuova 500 o Fiat 500e, elettrica, è del 2020, che si inserisce tra le altre super-utilitarie di tendenza. E la Torino aggiunge la versione ibrida nella nuova serie di una delle auto più amate della storia.  Che cosa distingue la FIAT 500 Torino? Questa in prova è il modello Gold, proprio quello dedicato alla ricorrenza, che riporta bene in vista sui comodi sedili anteriori la scritta ‘500 FABBRICA ITALIANA AUTOMOBILI TORINO’, mentre una targhetta color argento, sempre all’interno, sotto ai finestrini posteriori riporta la scritta ‘500 TORINO’ con la skyline del capoluogo piemontese sulla quale domina la guglia della Mole Antonelliana. Scritta che troviamo anche sul portaoggetti al di sotto del display centrale. Come si intuisce ‘vintage’ ed evocativa, ma tecnologica e attuale. Tornando allo stile, la scocca, dal quale si sviluppa, è quella dell’Abarth, giovane e aggressiva, ma le linee sono dolci e morbide, valorizzate dal color oro sul quale, sul muso, ammiccano sornioni di due fari realizzati come due dolci occhi femminili per rendere ulteriormente suadente il nuovo look della 500. Su interni e dotazioni c’è molto da dire, ma ci ritorneremo. Divertente e sicura alla guida, con il motore elastico e il cambio a cloche a 6 marce si porta quasi come un docile ma preciso go-kart. di Carlo Morandini Foto di Marco Morandini

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#testdrive Fiat Grande Panda Auto Europa 2026 ricca di contenuti da vettura di livello superiore

Anche sullo sterrato in sicurezza anche senza l’assistenza supplementare Che cos’è la funzione ‘L’: una marcia ‘ridotta’ per l’assistenza alla guida Abbiamo visto che la Fiat Grande Panda si destreggia agilmente su ogni tipo di percorso e in ogni frangente, e ricalca la duttilità della sua progenitrice, amplificata dalle maggiori dimensioni e dal confort, ma soprattutto dal progresso tecnologico che le consente di adattarsi a ogni nostra esigenza e aspettativa. In montagna ha confermato le doti di arrampicatrice, su strada è veloce e sicura, in città maneggevole. È un’auto adattiva. Il cambio è automatico. Tra i comandi di funzione, abbiamo accennato alla funzione L, che si attiva, come la selezione della marcia avanti, D, retro, R, parcheggio, P, folle, N, con la levetta sul tunnel contrale. L sta per LOW, ‘Bassa’, e mantiene la Panda nelle marce più basse possibili anche se ciò può far salire i giri del motore più del normale. È utile nelle salite più ripide, perché fornisce la coppia necessaria per affrontare la pendenza senza mettere sotto sforzo il motore o o la trasmissione. Nelle discese ripide sfrutta l’effetto frenante del motore (il ‘freno’ motore) per rallentare l’auto, e permette di evitare il surriscaldamento dei freni facilitando anche la guida dell’auto. Inoltre, in situazioni particolari, sterrato o  fango e neve, aiuta a mantenere la trazione in condizioni di scarsa aderenza. Così, visto che la stagione autunnale ci porta un clima ancora mite e la neve non c’è, proviamo sulle strade bianche. Una strada sterrata, veloce e scorrevole, e la Grande Panda non ha dato segni di incertezze, ha viaggiato sicura come se proseguissimo sull’asfalto. Non c’erano condizioni particolari, quindi non è stato necessario ricorrere alla funzione L, ma la sensazione alla guida della Panda era rassicurante, trasmetteva la fiducia che fosse tutto sotto controllo. Né poteva essere diversamente perché questo modello versatile, terza generazione di un’auto che ha fatto la storia dell’automotive italiano, è anche crossover, e lo è davvero perché troviamo una carrareccia con belle pozzanghere e ci infiliamo tra gli arbusti, e proseguiamo senza incertezze. Arriviamo a Cormons, sul Collio, per in contrare un amico viticoltore, Giorgio Venica, e la figlia Martina. Begli sterrati anche tra le vigne, dove la Grande Panda si trova sempre a suo agio.   Riepilogando, la Fiat Grande Panda che abbiamo provato, per primi dopo che le è stato assegnato il titolo di Auto Europa 2026 al quale abbiamo partecipato, era nella versione mild hybrid, ma stanno per arrivare sul mercato anche la versione elettrica e quella a benzina. Il modello della prova era T-Gen3 turbo 1,2L Mild Hybrid, che dispone di una potenza combinata di 110 CV. Monta infatti un motore di ultima generazione, il T-Gen 3, turbo Mild-Hybrid da 1,2 litri a tre cilindri che garantisce una guida efficiente e dinamica. È lunga 4 metri e può essere guidata anche dai neopatentati. È stata realizzata con molta attenzione alla sostenibilità, curata anche nei dettagli perché molti particolari sono realizzati con materiali riciclati. È stata progettata per realizzare un’auto efficiente come lo può essere una vettura con tecnologia ibrida proposta secondo lo stile italiano, assicurando funzionalità all’ultima generazione di un modello senza tempo. Con accessori e dettagli di un modello di categoria superiore, come gli specchietti retrovisori esterni elettrici e riscaldati, frenata automatica d’emergenza, telecamera posteriore, rilevatore segnali stradali, rilevatore di stanchezza e altro ancora. #charlieinauto3/439  #provavintage  #fiat  #grandepanda  #fiatgrandepanda #cormons #Giorgiovenica

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#testdrive Fiat Grande Panda ruba la scena nei dettagli all’allestimento

Stile innovativo e dotazioni da auto di categoria superiore Cruscotto avveniristico e soluzioni originali per plancia, strumenti e display L’infotaitment di alta qualità può privilegiare conducente o i sedili posteriori Anche in montagna, com’era pensabile, la Fiat Grande Panda ha risposto alle attese, confermando le potenzialità della ‘vecchia’ Panda amplificate dal progresso tecnologico che manifesta la sua efficacia anche nel settore dell’automobile. La linea sposa uno stile avveniristico, tecnico e funzionale, nel quale le forme giovani e tecnologiche ne amplificano l’attività, tant’è che nel corso del nostro test drive sono stati molti i giovani incuriositi a chiederci informazioni dopo avere notato il nostro passaggio. Passando a parlare delle caratteristiche tecniche della Fiat Grande Panda, le luci si fanno notare: ben visibili anche in condizioni particolari, sono a Pixel Led. I fari sono molto potenti, efficaci e automatici, mentre i fanali posteriori sono altrettanto visibili a distanza, e nello stile a parallelepipedo verticale, suddiviso in quattro gruppi di Led simmetrici e della stessa forma, coniugano un design tecnico a un’immagine armonica. Il design negli interni è in linea con quello dell’auto, forme geometriche lineari e morbidi arrotondamenti, e viene ripreso all’interno sulla plancia, di sezione curva, rivestita in tessuto ecologico di bambù, sulla quale è applicato il cruscotto che è  un unico grande schermo digitale contenuto in un supporto di materiale trasparente, giallo come la tinta della plancia. È di forma ovale allungata e arriva fin quasi di fronte al passeggero perché contiene sia il quadro strumenti che il display. Il tema dei parallelepipedi vi emerge con forza nelle bocchette dell’areazione e in altri dettagli. Il quadro strumenti si fa subito notare perché i due orologi, ovviamente digitali, sono anch’essi di forma ovale allungata e verticali, e si intuiscono sullo schermo digitale: sono proposti con un design che esalta i valori indicati. All’interno dei due elementi ovali si formano le indicazioni essenziali per l‘uso e il funzionamento della Grande Panda: a sinistra il livello della benzina, a destra la temperatura dell’acqua, al centro il tachimetro digitale, e sotto la schermata del flusso di energia all’unità elettrica per la ricarica; raggruppate attorno ci sono le indicazioni dell’autonomia rimanente, della distanza percorsa dall’auto, la lettura dei segnali stradali, il consumo istantaneo, il contachilometri parziale, la temperatura dell’olio, la temperatura esterna, l’indicazione della marcia selezionata dal cambio automatico con la funzione di guida selezionata. Un pulsante in cima alla leva dei tergicristalli cambia l’interfaccia del cruscotto visualizzando la percentuale di utilizzo dell’unità elettrica e del motore termico. Come accade su altri noti fuoristrada del gruppo Stellantis, sul cruscotto è disegnata in piccolo la sagoma della ‘vecchia’ Panda che lungo un percorso sinuoso lo percorre senza incertezze. Un simbolo che ci richiama la lunga carriera di un nome popolare. Nell’ovale digitale sono presenti anche le bocchette dell’aria centrali, bene incastrate quasi fossero un accessorio: sono a forma di parallelepipedo e in nero opaco, in contrasto con il giallo della plancia e dell’ovale, però le leve per regolarle, elettroniche, sono anch’esse di colore giallo. Nell’ovale della plancia si cela anche lo sportello dell’ampio vano portaoggetti, ma ce n’è un altro più in basso. Il tema ovale ritorna sul tunnel centrale, in materiale nero lucido contornato da un altro ovale giallo: circonda la levetta del freno a mano elettronico e il comando delle funzioni (P, D, R, L per le ridotte del crossover Panda). Ovviamente, in fondo al tunnel c’è il caricabatterie wireless per il telefono, e poco sopra due prese USB-C, la presa per l’accendisigari e i comandi per disattivare l’avvisatore acustico del superamento dei limiti di velocità e per disattivare il controllo laterale. Questa Grande Panda è a trazione anteriore ma presto arriverà anche il modello a 4 ruote motrici. Ancora sugli interni: lo specchietto retrovisore interno è elettronico mentre sul tettuccio, nero, ci sono i comandi per parlare con un operatore o chiedere soccorso in caso di emergenza. Le tre luci di cortesia, centrale e laterali sono a led, molto efficaci e selettive, comode perché si limitano a illuminare il punto desiderato. Due leve ai due lati del volante comandano, a destra i tergicristalli, automatici sia quello anteriore che quello posteriore, a sinistra i fari, l’automazione dei fari e il faro antinebbia posteriore. Verso l strada ci pensano i fari Pixel Led a bucare la nebbia. Le portiere sono del colore della carrozzeria e imbottite in giallo come la plancia, hanno tutte e quattro i poggia-gomiti rivestiti in tessuto più caldo. I comandi di apertura delle porte dall’interno sono appena dietro ai comandi dei finestrini, sono in nero opaco e inseriti in cornici in nero lucido, e sulla porta del conducente ci sono i comandi degli specchietti elettronici esterni automatici, nei quali ci sono i led ripetitori delle frecce direzionali con funzione di avviso dell’avvicinamento di un veicolo. Le maniglie delle porte fungono anche da comodi portaoggetti. L’impianto di intrattenimento ha l’audio di alta qualità, e consente di amplificare i Bassi e l’intensità del suono, con la regolazione fine in quadrifonia e tridimensionale. Si può privilegiare l’ascolto del conducente o sui sedili posteriori. Il poggia-gomiti centrale contiene un portaoggetti che è scorrevole e si apre offrendo un altro vano. Alle sue spalle un’altra presa USB-C. Sotto alle maniglie delle porte ampie tasche portaoggetti. I sedili sono molto comodi e bicolori, azzurri come i poggia-gomiti delle portiere, con i poggia testa integrati e i poggia spalle di foggia sportiva foderati in un elegante tessuto simil pelle bianco ghiaccio, con due utili tasche portaoggetti dietro ai poggiatesta e una dietro agli schienali. Anche i sedili posteriori sono avvolgenti e comodi con poggiatesta e finiture in linea con quelli anteriori. Sullo schienale dei sedili anteriori risalta la scritta ‘Panda made with love in Fiat’ (Panda fatta con amore in Fiat). Il bagagliaio è ovviamente ampio, mentre anche sul montante posteriore esterno dove comincia il tettuccio è riportata la scritta Fiat con effetto tridimensionale. Credo di non avere trascurato alcun dettaglio, proprio per evidenziare la cura con la quale è stata progettata la Grande Panda e l’attenzione

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#testdrive Promossa anche in montagna la Fiat Grande Panda Auto Europa 2026

  Sul monte di Muris icona dei ciclisti ma anche PS del Rally Alpi Orientali Speciale anche del Piancavallo con la salita ‘muro’ dello sport del pedale La Fiat Panda è per antonomasia una grande arrampicatrice, un’auto capace di andare e di portarci dappertutto, di salire lungo le mulattiere e arrivare fino in cima alle colline e le montagne, tanto da essere tutt’ora adottata dalle forze di polizia e dall’esercito per raggiungere i luoghi più impervi o superare le strade più insidiose. La Fiat Grande Panda, che con orgoglio mostra su tutti i lati il marchio della Casa di Mirafiori, ora del Gruppo Stellantis, e il suo ‘nome’ di battesimo, non poteva che riflettere, con toni attualizzati e moderni, le prerogative della sua progenitrice. Quindi, il nostro test non poteva che proseguire, tanto per cominciare ad approfondire la nostra analisi, con la salita. Il banco di prova che scegliamo è un luogo iconico per la sua bellezza, un mito che passa alla leggenda per le caratteristiche della strada che sale al Monte di Ragogna, o Monte di Muris, affrontata anche dai cicloturisti più preparati, o meglio dai ciclisti che praticano l’agonismo, per la crudezza delle sue rampe. Noi cerchiamo di mettere in difficoltà la nuova Panda, ben sapendo che non avrebbe creato problemi alla nostra arrampicata. Ricordiamo che ha un motore a tre cilindri, e che invece che di ‘soli 1000 cc ha una cilindrata di 1199 cc, ovvero 1200 cc, e sviluppa, grazie all’unità elettrica, perché è full-hybrid, 110 CV di potenza. Il cambio della Grande Panda è automatico a 6 marce, non c’è la possibilità di agire manualmente, ma con un po’ di esperienza si può agire stimolando il cambio automatico a salire di marcia o a scalare con un uso sapiente dell’acceleratore. Dispone poi della posizione L per la leva del cambio, che aziona le marce ridotte. Servono per affrontare i punti più difficili e impervi delle salite, su strada e non solo, e ciò mantiene la sua vocazione che è da crossover, ovvero: anche la Fiat Grande Panda è un fuoristrada. In realtà, il suo design, iconico ma capace nel contempo di mantenere le linee essenziali della Panda, svela la sua caratura di mezzo tecnico alla portata di tutti. Arriviamo a Ragogna a una decina di Km da San Daniele del Friuli, città del Prosciutto DOC, e una strettoia ci svela l’attacco della rampa: non ci sorprende il fatto che è stato sufficiente insistere sul pedale dell’acceleratore per farla scattare in salita, senza affaticamenti o incertezze. Ugualmente, anche arrivando veloci ai tornanti, saremo agevolati dalla sua maneggevolezza ma anche dalla sua capacità di riprendere con efficacia e grinta la salita, lungo la quale manterrà la sua energia e forse anche agevolata dall’unità elettrica si rivelerà capace di ulteriori performance. Le impressioni di guida? Ci siamo sempre sentiti a nostro agio, tanto che ci è stato permesso anche di ammirare lo splendido paesaggio che scorreva accanto a noi e si svelava man mano che salivamo fino in cima. Quasi alla sommità abbiamo raggiunto il monumento all’emigrante, che la famiglia Collavino, originaria di Varmo e migrata in Canada facendo fortuna ha voluto dedicare alle centinaia di migliaia di emigrati friulani sparsi nel mondo. In cima, lo spettacolo è impagabile a 360°, e lo sguardo spazia dall’osovano a Gemona, Venzone, i monti Musi e la stretta del Tagliamento a Nord, Trasaghis e Bordano a ovest, la valle del Tagliamento verso il mare, le colline del Sandanielese, e ancora verso il Collio e i Colli Orientali del Friuli. Ma dalla base del monte arrivano numerosi sentieri panoramici che sbucano quassù. Convergono verso il monumento agli Alpini e ai caduti della grande guerra, portano alle postazioni cannoniere, ma collegano anche i punti di avvistamento della Grande guerra, le gallerie. Da qui si dipanano numerosi sentieri panoramici e ne percorriamo alcuni. Al ritorno, sfruttiamo la modalità L per la discesa, anche se è meno ripida della salita, e scorre sul versante del Tagliamento. L’uso del freno motore ci fa risparmiare i freni, che comunque sono anch’essi molto efficaci, anche all’arrivo a valle. #charlieinauto3/428   #provavintage  #Fiat  #Stellantis #GrandePanda #AutoEuropa2026 #UIGA

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#testdrive Proviamo la nuova #Fiat #GrandePanda da poco eletta Auto Europa 2026

Votata da giornalisti, opinion leader e giuria popolar e: scopriamo il perché Le scelte di design e strutturali sono anche funzionali Dopo averne ammirato il design e lo stile avveniristico della linea che evidentemente sviluppa in dimensioni e con uno stile ammorbidito la sagoma della ‘vecchia’ Fiat Panda, il fatto di trovare su questa Fiat Grande Panda Hybrid 110 il cambio automatico ci aveva inizialmente fatto temere una scelta che avrebbe potuto pregiudicare la sua sostenibilità. Ma si trattava davvero di un semplice pregiudizio, perché come vedremo ci pensa l’unità elettrica a pareggiare i conti e a farci ottenere consumi limitati anche viaggiando spediti, con una media sulla distanza di 5 litri per 100 km, ovvero una percorrenza di 20 km con un litro di benzina. Se siamo alla ricerca di un’auto di ultima generazione capace di farci viaggiare a costi convenienti, l’abbiamo trovata ed è proprio questo uno dei motivi per i quali le è stato assegnato il Premio Auto Europa 2026 dall’UIGA, l’Unione italiana giornalisti automotive. Ma si tratta soltanto di uno degli elementi qualificanti. Ricordiamo che il motore è di 1200 cc a tre cilindri ed è alimentato a benzina; eroga una potenza di 74 kW, ovvero 110 CV, mentre il cambio DCT è a 6 marce. È mild hybrid e il cambio è automatico a 6 marce con doppia frizione; per questo è performante come ci si aspetta da un’auto ibrida, ma nel contempo non consuma molto di più nella guida veloce. Nel trasferimento verso Casa da Stellantis, a Milano nella zona di San Siro, il giorno dopo che le avevamo assegnato il Premio in un convegno-cerimonia organizzato da UIGA nella sede di Bosch Italia, viaggiando in autostrada a velocità di crociera ha infatti mantenuto una media di 17/19 km/l. Un rendimento che ci ha confermato quanto lo studio e la progettazione della carrozzeria delle auto moderne consenta di ottimizzarne al massimo l’aerodinamicità. Infatti, nonostante la Fiat Grande Panda si presenti con il muso perpendicolare alla strada, scelta che apparentemente potrebbe rappresentare un handicap perché aumenta l’impatto dell’auto in movimento con l’aria, ma evidentemente il coefficiente di penetrazione (CX) di questa vettura è comunque favorevole grazie alle soluzioni stilistiche che probabilmente non sono semplicemente di design. Soluzioni che sono finalizzate a favorire il deflusso dell’aria verso la coda, così come il parabrezza molto inclinato, proprio per aumentare l’aerodinamicità della Grande Panda.                                                   Ancora sul design e l’aerodinamica, il cofano e il tettuccio non hanno una superficie lineare, ma sono percorsi da scanalature che favoriscono il deflusso dell’aria e fanno sì che la Panda possa scivolare in avanti riducendo i consumi e favorendone le performance. Le forme della carrozzeria sono infatti un mix tra innovazione e vintage, perché riprende, addolcendole, le linee della Panda di quarant’anni fa. Sul muso, il motivo ‘grigliato’ che vedremo in altre parti si ripete sulla presa d’aria sotto a un paraurti  compreso nella carrozzeria e dello stesso colore, mentre in basso spicca lo spoiler evidenziato da una fascia più chiara, di colore grigio metallizzato. Il motivo del design è ‘grigliato’ perché è in armonia con i fari pixel, che sono a LED molto potenti e sono collegati da una fascia nella parte alta del muso caratterizzata da un disegno a scacchiera in nero opaco in rilievo, sul quale spicca la scritta FIAT. A ribadire la volontà di ‘ripartire’ dalla Panda per la Casa nata a Mirafiori la scritta Panda, anche per evocare lo storico modello che conquistò i mercati, è presente in grande stile in rilievo anche sulle quattro portiere, al centro dei cerchi in lega bicolori, metallizzato e nero opaco, e sui supporti posteriori delle barre sulle quali si possono applicare il portapacchi, il baule ‘estensione’ dell’ampio bagaglio e altri accessori che vedremo nel modello Cross, e in altre posizioni anche all’interno. A conferma dell’orgoglio con il quale la Fiat si ripropone al grande pubblico con la modernizzazione e l’evoluzione tecnologica efficace di uno dei modelli più fortunati. #charlieinauto3/440 #provavintage #fiat #fiatpanda #fiatGrandePanda #rivierafriulana #fvgdascoprire #nedascoprire

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#testdrive La Fiat Grande Panda è l’Auto Europa 2026: l’abbiamo provata in anteprima

Il SUV crossover della Casa torinese per il rilancio di Stellantis Confortevole spaziosa sicura sostenibile e: da 0 a 100 km/h in meno di 8” Siamo stati tra i primi a provare l’Auto Europa 2026, la Fiat Grande Panda, una scommessa di Stellantis per rilanciare lo storico marchio italiano rievocando il successo della citycar poi divenuta anche crossover capace di andare dappertutto, ma per decenni auto delle famiglie, dei giovani, da lavoro in Italia, nel resto d’Europa, negli altri continenti. È stata eletta auto dell’anno, lo abbiamo già scritto, dalla Giuria dei giornalisti dell’UIGA, l’Unione italiana giornalisti automotive della quale faccio parte, da una giuria di opinion leader e dalla giuria popolare, proprio perché espressione del rilancio della Casa torinese. Un rilancio voluto fortemente e dimostrato attraverso una vettura che sintetizza i più attuali sistemi di sicurezza, confort, dotazioni, accessoristica, prestazioni. Il modello che ci è stato affidato dall’Ufficio stampa è full hybrid, ovvero, con una unità elettrica che ricarica la batteria e usa la modalità elettrica solo per brevi spostamenti, la fa entrare in azione quando occorre una spinta ulteriore e per risparmiare carburante. Tante le dotazioni elettroniche e le opzioni che vi descriveremo. Per cominciare, la Fiat Grande Panda sarà l’auto dell’esordio della mia nuova trasmissione televisiva ‘Nordest da scoprire’, sarà la protagonista della puntata n.1. Una coincidenza singolare: anche l’inizio ufficiale dei miei test drive, e l’esordio di #charlieinautoavvenne con una Fiat, tra l’altro una Fiat che avevo sempre sognato così come molti automobilisti: la Fiat 124 Spider. Anche allora la Fiat mi offrì uno spazio privilegiato. La Grande Panda è la sintesi di tutte le novità e innovazioni oggi a disposizione degli automobilisti e delle automobiliste: è facile da guidare, è la sensazione manifestata dalle automobiliste che l’hanno provata. Ma è anche performante. Questa Fiat Panda, non a caso Grande Panda perché è sensibilmente più grande di quella presentata nel 1980, disegnata da Giorgetto Giugiaro, che era lunga 3 metri e 653 cm. Gli altri modelli, con stile e progettazione in sintonia con l’evoluzione del progresso, furono immessi sul mercato nel 2003 e nel 2012. Si trattava sempre di un veicolo essenziale, funzionale, accessibile a tutti. Così fu usata come auto da lavoro, per artigiani e non solo, per la famiglia, anche per trasportare il catamarano smontabile sul tetto fino alla riva del mare o del lago. Ed è tuttora in servizio presso l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato, nella versione 4X4 in particolare della Forestale e dei Carabinieri forestali, perché è letteralmente inarrestabile tanto è essenziale. Per questo è stata scelta dalla trasmissione Top Gear per un esperimento tanto folle quanto esaustivo: lanciarla da un elicottero che la sgancia da diverse decine di metri di altezza. Dopo ‘l’atterraggio’, come era ipotizzabile, ma non era scontato, è stata rimessa messa in moto e ha ripreso la marcia nonostante l’impatto. A confermare la veridicità dell’esperimento, Joe Bastianich, incontrato al Vinitaly. Mi ha confermato che l’esperimento è avvenuto nella Piana di Osoppo, in Friuli (Ud). Il motore del progetto Zero era inizialmente di 652 cc da 30 CV derivato dalla Fiat 126, doveva sostituire quel modello e la Fiat 127, e il 903 da 45 CV di quest’ultimo modello. La nuova Fiat Grande Panda 2025, Auto Europa 2026, monta un motore da 1199 cc da 74 kW, 110 CV full-hybrid, con cambio automatico a 6 marce con doppia frizione. Questa Grande Panda, confortevole spaziosa, tecnologicamente avanzata, dimostra anche che il motore a tre cilindri, prodotto in Italia, da 1200 cc è performante, sostenibile, elastico, garantisce una spinta costante quando è necessaria. La prova del primo test, dell’uso cittadino parleremo nella prossima puntata? Abbiamo fatto un test di partenza al casello dell’autostrada: 0/100 km/h in meno di 8 secondi! #charlieinauto3/436 #fiatpanda #fiatgrandepanda #panda #autoeuropa2026 #stellantis

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#PremioAutoEuropa2026 Il riconoscimento dei giornalisti dell’auto va alla Fiat Grande Panda

Assegnato a Milano nella sede di Bosch Italia dalla stampa specializzata, da opinion leader, dalla giuria popolare È andato alla Fiat Grande Panda il Premio Auto Europa 2026, ideato e organizzato dall’ UIGA ( Unione Italiana Giornalisti Automotive) presieduta da Gaetano Cesarano, e svoltosi nella sede di Bosch Italia, a Milano. Si tratta della trentanovesima edizione del Premio, che nella sua prima edizione, nel 1986, fu vinto dall’Audi 80. Le avversarie della Grande Panda, eletta dai giornalisti dell’UIGA, da centocinquanta opinion leader e dalla giuria popolare con il voto on line, erano l’AUDI Q3, la BMW X3, la Dacia Bigster, la Jeep Compass, la Mercedes-Benz CLA, la Renault 4 E-Tech Electric, selezionate a loro volta dai giornalisti dell’UIGA. La Grande Panda riprende il mito della Fiat Panda che per decenni è stata, e con numerosi esemplari lo è ancora, l’auto di famiglia, l’auto da lavoro, l’auto per le escursioni estreme nella versione 4X4, l’auto dei neopatentati. La Fiat, che con questo modello iconico si riprende la scena, è una delle Case che ha voluto richiamare nello stile e nelle forme un suo modello di grande diffusione ed evocativo per molti automobilisti, innovandone e adeguandone la tecnologia, la struttura, i contenuti, ovviamente la motorizzazione che è a benzina ma anche ibrida. E aumentandone le dimensioni per eliminare alla radice una critica che molti ‘pandisti’ per i quali era una vettura di utilità si ponevano: sì, ma se fosse un po’ più grande… Lo stile della Grande Panda è moderno e raffinato. All’occhio risaltano subito le dimensioni della Nuova Panda, che sono aumentate come è accentuata anche l’aggressività conferita dal nuovo design. Infatti, si notano le linee più mascoline e decise, mentre si distingue per i fari LED ‘a Pixel’ e per la scritta PANDA, sul muso. All’interno, la Grande Panda accoglie il conducente e i passeggeri con linee pulite, con colori vivaci e con materiali curati. Non indifferente è il sistema ‘infotainment touch’, che fornisce una connettività completa con i nostri telefoni, dettaglio che ci permette di cogliere lo spirito moderno e tecnologico della nuova vettura. Per quanto riguarda la motorizzazione, la Fiat Grande Panda è stata ideata con una triplice anima per soddisfare le esigenze di tutti: un motore 1.2 turbo da 100 CV per vivacità e prontezza alla guida; la versione mild-hybrid 48V per una Panda efficiente, mentre la versione elettrica da 113 CV, con una autonomia di oltre 300 km, rappresenta l’aspetto più tecnologico della nuova generazione di Panda. Qualunque sia la propria scelta l’auto unisce agilità, brillantezza e praticità. Passiamo ora ai sistemi di sicurezza, che hanno visto un grande salto di qualità: infatti, nella dotazione di base viene equipaggiata con sistema di mantenimento della corsia, cruise control e frenata di emergenza per garantire una sicurezza costante in città come in viaggio. Una Nuova Panda, quindi, colma di novità, ma sempre mantenendo il tratto ironico che l’ha sempre contraddistinta e la fa ancora amare da molti automobilisti, non soltanto nostalgici. Marco Morandini

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#testdrive : Come si guida una Tipo modello rialzato per un fuoristrada leggero

In salita è giustamente aggressiva e procede anche veloce in sicurezza Il confort è amplificato dall’elevata insonorizzazione  Una tipo Cross, ovvero un cross over: in questo caso si tratta della Fiat Tipo Hybrid SW, ovvero una Familiare spaziosa, munita di una serie di dotazioni avanzate che la rendono attuale rispetto al modello di Tipo SW che avevamo provato già qualche anno fa. Considerato il mio trascorso rallistico, o almeno la parte relativa agli esordi, questa potrebbe essere la Fiat che ho sempre sognato, perché è un compendio di tutto ciò che un’auto di fascia media sostenibile può offrire nel 2023. Cioè un espositore delle dotazioni di ultima generazione che arricchisce la proposta con un motore nuovo, che è un 1.500 cc full-hybrid capace di erogare 130 CV: è un quattro cilindri a benzina, turbocompresso, combinato a un motore elettrico da 20,4 CV che fa corpo unico con il cambio automatico a doppia frizione e sette rapporti. Come si riflette tutto questo sull’automobilista che è al volante? In uno scatto brillante nei sorpassi, nella sufficiente aggressività in salita, nella riduzione delle emissioni e dei consumi soprattutto nel ciclo urbano, ma anche nei percorsi extraurbani dove secondo la Fiat è di 4,7 l/100 km. Nella nostra prova, con una guida ‘serena’, è sempre stato superiore ai 18 km/l. Una Tipo dalla guida alta, con i passaruota protetti dalle finitura di gomma nera che proteggono anche il sottoscocca dal muso e alla coda, con le fiancate arricchite dalla pedana cromata sotto alle quattro portiere, che secondo alcuni potrebbe preludere alla realizzazione di un modello completamente elettrificato. Ma ritorniamo a noi. Il peso, di 1455 km sul quale incide la dotazione elettrica (motore e batteria) è bene compensato dal motore di 1468 cc, un Euro6 da 96 kW, ovvero 131 CV a 5250 giri al minuto, con una coppia che si sente alla guida di 240 Nm a 1500 giri. È ovviamente a trazione anteriore mentre il cambio è DCT (Dual Clutch Transmission), ovvero meccanico sequenziale con possibile funzionamento automatico a controllo elettronico. Nel ciclo misto il consumo va dai 18 ai 20 km/l. Le ruote sono da 17’, con cerchi cross in lega diamantati, e raggiunge i 199 km/h secondo la Casa torinese, ma non l’abbiamo testata su pista, mentre va da 0 a 100 Km/h in circa 9,5”. Proviamo a spostarci un po’ sulle strade extraurbane e apprezziamo le dotazioni di sicurezza. Dai fari full led ai sedili avvolgenti e riscaldati, di foggia sportiva come il volante, regolabile in altezza e in profondità, in similpelle premium come il pomello del cambio in soft touch, che ci permettono di guidare in relax assecondati dal buon impianto di infotraitment guidato dal display centrale che è touchscreen. La guida è sicura e precisa come rassicurante è l’impianto frenante sempre pronto a rispondere adeguatamente anche in caso di emergenza.  Nel caso di tratti autostradali c’è il cruise control adattivo, al quale però è bene non adattarsi troppo, coadiuvato dal Lane control. A ogni buon conto la Fiat Tipo Hybrid Cross SW Red vi avviserà nel dubbio che vi siate rilassati un po’ troppo. Monta ABS, ASR, ESC e l’Hill Holder, l’aiuto alla partenza in pendenza. Di serie sono anche l’assistenza alla velocità intelligente e il riconoscimento automatico dei segnali stradali. Riprendiamo il percorso avviato dopo l’uscita dalla città e ci dirigiamo verso i colli morenici e la pedemontana, attraversando diverse graziose località collinari, da Reana del Rojale, a Qualso, poi Nimis, siti suggestivi nei quali è passata la storia del FVG. Quindi saliamo verso Ramandolo, la culla del vino dolce friulano per antonomasia che è il Verduzzo. Arrivati a Ramandolo saremo nel cuore del Cru, della zona Docg nella quale il Verduzzo prende il nome di Ramandolo e si offre in tutta la ricchezza che deriva da uve a bacca bianca nelle quali è però presente il Tannino, caratteristico componente dei vini rossi. Uve spesso fatte appassire per dare maggior tono al vino da dessert o da formaggi invecchiati o erborinati. Sulla salita del monte Bernadia la Tipo Cross Hybrid SW si arrampica decisa, mentre la guida, anche se riflette l’assetto rialzato del modello Cross, è sempre rassicurante. Proviamo anche il sistema di ausilio alla ripartenza in salita che è efficace e arriviamo a Ramandolo per goderci il panorama. Poi proseguiremo verso la vetta del monte Bernadia, ma questo sarà parte del racconto della prossima puntata. #charlieinauto3/271    

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#testdrive : Una Tipo ibrida sostenibile ma anche performante

Una guida dinamica che non mette mai il confort in secondo piano La versione Cross Red SW è spinta da un sistema mild hybrid da 130 Cv Che Tipo ragazzi! È un’esclamazione che mi è stata generata dalla sorpresa nel riprovare la media cilindrata della Fiat, della quale avevo posseduto un paio di esemplari della fine degli anni ’80, nella versione ibrida. Sempre su Charlieinauto avevamo testato ormai più di tre anni fa la Tipo cinque porte e la SW, affidabili e sostenibili, e ci incuriosiva la versione Cross, quella ancor più recente, re-stilizzata e arricchita nel look, nelle dotazioni e negli accessori, non solo apparentemente ma in termini concreti. La SW, quella affidataci dall’Ufficio stampa PSA è una MY22 Hybrid 130 CV DCT RED SW. Quindi, anche la Tipo si è fatta ibrida. L’approccio è stato inizialmente dubbioso, perché non tutte le ibride provate ‘sono riuscite con il buco’. La troveremo invece sostenibile e brillante Qb. Ma di questo parleremo nelle prossime puntate. Cominciamo dall’inizio. Il ritiro avviene come di consueto per Fiat, a Milano. Quindi, la prova comincia nella metropoli. Station Wagon significa in questo caso 457 cm di lunghezza. Ma non spaventatevi, perché è dotata del sistema City che si attiva con un pulsante in vista sul cruscotto per facilitare le manovre in parcheggio e renderla più maneggevole in città, assieme alla telecamera posteriore. In ogni caso, quanto ad agilità se la cava bene anche se allo sterzo, il volante è di foggia sportiva in similpelle, funzione City a parte fa notare una certa rigidità che non guasta perché eroga 130 CV e dispone di una coppia di 240 Nm. Caratteristiche che facilitano la guida anche quando occorre districarsi nell’articolato traffico urbano. Parliamo del motore, del nuovo motore ibrido: quello a benzina, quattro cilindri turbo è di 1469 cc affiancato da una unità elettrica da 20,4 CV che è integrata nel cambio automatico a doppia frizione con sette rapporti da selezionare anche manualmente agendo sul classico comando a cloche sul tunnel centrale. Il sistema a 48 V è alimentato da una batteria da 0.8 kW/h. Come si ricarica visto che è una full hybrid, ovvero senza spina? Dispone di un sistema di recupero dell’energia in frenata. Quindi, in città nel traffico nervoso e in discesa è avvantaggiata. Ma a che cosa serve la modalità elettrica, la funzione che viene indicata con l’acronimo EV in azzurro sul ricco cruscotto? Negli spostamenti a percorrere soltanto pochi metri con il motore elettrico. Ovvero soltanto per parcheggiare, ma ci si è attivato anche in corsa, in discesa, e aiuta a ottimizzare i consumi. Per questo la Fiat indica correttam  ente questo sistema come mild-hybrid. Modifiche al muso e alla coda, i fari diversi, full led, il cruise control adattivo, il lane control, l’Attention assist, che apprezzeremo nel lungo e consueto tragitto di ritorno, i cerchi da 17’, i badge RED indentificativi sui parafanghi anteriori, le calotte degli specchietti rosse: è la versione RED, come rosso fiammante sono il colore della carrozzeria e perfino la chiave di avviamento. Dotazioni presenti assieme al sistema infotrainment Uconnect con schermo touch screen da 7 pollici compatibile con Android Auto e Apple Car Play, il climatizzatore automatico e il filtro per l’abitacolo con trattamento anallergico. Mah…. Dopo un primo ristoro fresco e dolce da Venchi a City live, avevamo appena parcheggiato in centro fruendo del varco per i veicoli elettrici e ibridi. Quindi, prima di rientrare facciamo serata in piazza Duomo, al ristorante panoramico della Rinascente, un sito sempre suggestivo nel cuore della vita milanese. Poi, ripartendo attraverso la città prendiamo dimestichezza con la guida della nuova Tipo Cross Hybrid. È molto ben insonorizzata. Infatti, se non fosse per le indicazioni riportate sul cruscotto, lasciando fare al cambio automatico abbiamo fatto fatica a capire in che marcia ci stavamo muovendo. Un paio di assaggi per capire come va il motore li otteniamo immettendoci sulla direttrice delle tangenziali, fino al casello dell’autostrada. Qui, aperta la sbarra grazie al Telepass affondiamo il piede sull’acceleratore è attiviamo così il sistema ibrido, che risponde subito regalandoci una brillante ripresa, risultante di un motore a benzina che continua a salire di giri, nonché del supporto di quello elettrico. Quindi, per i sorpassi e per la guida in montagna, la Fiat Tipo Hybrid 130 CV MY22 DTC Red SW Cross, si preannuncia divertente. #charlieinuto3/271    

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