Marco Morandini

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Testdrive: L’INEOS Grenadier grande fuoristrada con livrea tecnica e un contenuto avanzato

Dotazione di servizi e sistemi di assistenza e sicurezza pari ad auto di fascia alta Accorgimenti per la gestione del mezzo in ogni condizione garantiscono elevata sicurezza Grenadier della INEOS sulla strada e nei parcheggi occupa uno spazio importante, ma sempre gestibile. Spesso ci si dimentica di raccontare i dettagli della progettazione dei mezzi che testiamo. In questo caso, ovviamente, i comandi sono impostati considerando la possibilità di un utilizzo anche nelle condizioni estreme, come i guadi impegnativi, le trappole di fango, le strade sommerse o allagate, o assenti…  Ma è anche pensata per essere utilizzata nelle condizioni più critiche, assicurando la massima tutela al conducente come ai passeggeri, ma anche agli stessi comandi del nostro fuoristrada. Per esempio, sul cielo dei posti anteriori, o meglio sul tettuccio, quasi un metro sopra di noi e per l’esattezza al di sopra all’importante tunnel centrale, c’è una serie di interruttori e fusibili che ci ricorda la cabina di un aereo di linea.                                                    Gli interni: quando la tecnologia per il fuoristrada incontra il mondo dell’aviazione  L’avete mai visitata? In questo caso la differenza sta nel fatto che sulla Grenadier ci si accorge di questo allestimento che si integra perfettamente con il rivestimento dell’abitacolo soltanto sollevando lo sguardo verso l’alto. Tutti gli interruttori installati sono protetti da un archetto di robusto metallo anche per evitare che possano essere azionati accidentalmente o colpiti da qualsiasi oggetto venga proiettato all’interno nell’abitacolo in caso di salto, sobbalzo, forte inclinazione (l’inclinometro si trova al centro della plancia sotto al display centrale che seguiremo sempre con lo sguardo perché contiene tachimetro, contachilometri, il contagiri, che è lineare, l’altimetro, la temperatura dell’olio, dell’’acqua, esterna, il livello del gasolio, l’autonomia residua, ecc.). Su questo grande quadro comandi c’è, per esempio, l’interruttore generale della corrente elettrica per isolare la batteria. Ma ci sono pure i comandi per privilegiare la trazione, 4X4 permanente, sull’asse anteriore o su quello posteriore, e del tipo di utilizzo del differenziale, opzione importante per superare le situazioni con scarsa aderenza o di equilibrio precario: si trovano accanto alla sagoma dell’auto che ci ricorda le misure di ingombro in pollici e in centimetri.                                                                                                                     I comandi al servizio dell’off-road più estremo Ci sono anche i comandi per la salita e la discesa controllate. Così come altre funzioni per il fuoristrada impegnativo: per esempio l’attivazione delle opzioni meccaniche ed elettroniche per l’off road e per affrontare i guadi in sicurezza. Supera l’immersione fino a 120 cm di profondità, ma riesce a superare anche guadi di 140 cm: ha infatti la presa d’aria tipo snorkel che sbuca sul tetto, scorrendo lungo il montante destro accanto al parabrezza. Sempre sul nostro ‘cielo’ ci sono i fusibili per i servizi elettrici principali o accessori, compresi i potenti fari spot a led montati come fari supplementari ai lati della griglia sul muso. Verso il basso troviamo i comandi per l’assistenza alla guida, per escludere il controllo di trazione e per la discesa controllata. Più a destra la regolazione dell’altezza dei fari, e il comando dei fari ausiliari che bucano la notte. Accanto allo specchietto ci sono gli interruttori per le luci di cortesia a led. Per la sicurezza del passeggero ci sono maniglie per potervici appigliare sopra al cassetto portaoggetti sotto la plancia, nel montante destro del parabrezza, oltre a quelli tradizionali sopra le portiere.                                                                        Alla guida: le particolarità del volante e alcuni dati tecnici  Il volante perfettamente rotondo è in cima a un piantone in posizione quasi verticale rispetto a quello che siamo abituati a trovare sulle auto tradizionali, e agisce sulle ruote con un effetto demoltiplicatore che riduce la fatica del conducente e diminuisce le sollecitazioni alle sospensioni. Il raggio di sterzata è un po’ sacrificato dal passo lungo di Grenadier e dalla necessità di tenere sotto controllo il mezzo che con il suo motore di 2993 cc e 183 kW è capace di una spinta di 550 Nm. Nel modello versione 2026, che è in uscita, questa criticità è stata risolta. Sul volante ci sono i comandi per l’impianto di intrattenimento, il cruise control, e sulla razza destra il pulsante rosso TOOT dedicato a pedoni e ciclisti, frutto del progetto abbinato alla sponsorizzazione della squadra ciclistica INEOS, tra le protagonista del Giro d’Italia e del Giro di Francia. Dietro al volante il ricchissimo cruscotto con le decine di spie di funzione, avviso, allarme, e delle luci. Dispone del sistema wireless per Apple Car Play e Android Auto.               Il grande display, la bussola tradizionale e digitale e una chicca ‘vintage’ Nel display centrale si visualizzano la schermata del cellulare ma anche i comandi di regolazione delle funzioni fuoristrada, del telefono, le impostazioni del sistema. Sotto al display tra le bocchette dell’ottimo impianto di climatizzazione ci sono una grande bussola con visualizzazione tradizionale e digitale, e più sotto i comandi della climatizzazione, dell’assistenza al parcheggio, dello start & stop, il volume dell’impianto di intrattenimento con la ricchezza dei servizi e comandi di un mezzo moderno e attuale. La chicca ‘vintage’, ma ha il suo perché, è sul tunnel centrale, dove c’è il comando a bacchetta del freno a mano, che è a sinistra della cloche del cambio. C’è anche la grande manopola circondata dai tasti che attivano OPTIONS, MENU, BACK, per tornare indietro, AUDIO, FAV, OFFROAD. Sempre sul tunnel, verso gli schienali

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#testdrive INEOS Grenadier e lo sterrato: sotto controllo in ogni situazione

Anche spinto sulle strade bianche a suo agio come sulle strade normali Motore #BMW 3000 cc da 250 CV e 550 Nm di coppia: 2.6 t a 100 km/h in 9” ‘Sterrare umanum est’, avevamo scritto scherzando sull’uso del Latino nel raccontarvi di un fuoristrada importante. Ovvero: con un mezzo così non possiamo esimerci dall’andare a cercare una strada bianca, o magari resa un po’ più scura da recenti piogge. Ovvero, il fango di uno sterrato con le sue pozzanghere e gli schizzi di pantano che arrivano fino sul parabrezza. Ma si tratta soltanto di un sogno. Perché nel periodo nel quale stiamo testando l’INEOS Grenadier la pioggia scarseggiava. Ma ci siamo dati da fare ugualmente. Ricordate: 2993 cc, 250 CV ovvero 183 kW, motore turbo diesel con ben 550 Nm di coppia. Ciò che basta per potersi muovere in sicurezza in ogni condizione di fondo. Ma ci accontentiamo di una strada bianca che percorre parte delle terre rivierasche e collega trasversalmente le campagne tra il fiume Stella e il fiume Corno. Siamo all’imbrunire, sempre alla ricerca delle luci più suggestive per i nostri video e le immagini. Ma una perturbazione in arrivo ci ruba la scena e accelera l’arrivo della sera, ma non rallenta il nostro test drive. Gli interni molto ampi, i sedili comodi, gli spazi a disposizione pensati per un utilizzo tecnico e professionale fanno quasi sembrare superfluo questo nostro test, ben sapendo che Grenadier della INEOS è progettata per ben altro. Ma anche la guida di un fuoristrada professionale percorsi ‘normali’ piò diventare un’occasione interessante e divertente, per soddisfare la nostra curiosità al volante. Un’accelerazione importante nonostante il peso che varia da 2.644 a 2.744 kg a seconda delle versioni, diesel, il modello in prova, o a benzina. Il suo carico utile è di quasi 9 quintali, il carico massimo che può sostenere sul tetto è di 150 kg, ovvero bagagli, portapacchi supplementare, tenta per trascorrere la notte in alto, al riparo dall’umidità e da numerosi pericoli. Può trainare fino a 750 kg. l’accelerazione è  da 0 a 100 km/h in meno di 9”. La trazione è integrale permanente con la possibilità di privilegiare la trazione sull’asse anteriore o su quello posteriore. Il cambio è automatico con comando a cloche a 8 marce, manuale nella funzione sport, ma i rapporti sono così ben calibrati che conviene lasciar fare a lei. Lungo poco meno di 5 metri, il passo tra gli assi è di 2,922 m, quasi tre metri, e con lo sterzo demoltiplicato che vi abbiamo già raccontato bisogna prendere dimestichezza. Ma come vedremo non è così: i controlli elettronici e la sua versatlità ci permetteranno sullo sterrato di apprezzare la ripresa sempre in sicurezza e la tenuta in curva, proverbiale nonostante le dimensioni e la massa come in ogni vero crossover 4X4. Talmente confortevole anche messo alla prova che ci possiamo godere gli spazi interni (tra il corpo dei due occupanti dei sedili anteriori e il cruscotto cìè un metro di spazio, come per le gambe) e l’impianto di intrattenimento. Al quale si sostituisce con efficacia anche il caratteristico rombo del motore 3000 di derivazione BMW che è così generoso da farci intendere con efficacia tutto sommato, quello che gli stiamo chiedendo, è il ‘minimo sindacale’. #charlieinauto3/432  #INEOSGrenadier  #grenadier  #sterrato  #fuorisrtrada

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#testdrive La montagna è il suo scenario naturale anche con la neve

Dotazioni e controlli di sicurezza e gomme adeguate a ogni tipo di fondo Su neve giaccio sotto controllo nonostante la spinta di 550 Nm di coppia Non ci siamo attrezzati per un uso estremo dell’INEOS Grenadier, perché come già detto non eravamo in grado, per motivi di tempo, di organizzare un’uscita assieme a un mezzo analogo, indispensabile per risolvere le situazioni più intricate, ma lo faremo presto, con il nuovo modello in fase di presentazione, ma non potevamo tralasciare la prova ion montagna. anche perché, per ora poca, ma sulle nostre Alpi è caduta la prima neve. C’incuriosisce sapere come si comporta Grenadier in salita e in montagna. Viaggiare su strade normali, una volta fatta la mano alle dimensioni e al tipo di sterzo progettato per il fuoristrada, diviene naturale e in ogni caso siamo avvantaggiati dal fatto che proprio le dimensioni e l’allestimento, anche se quello del modello in prova è standard, non lo fanno passare inosservato. Quindi, anche sui tratti di strada più stretti e impegnativi non abbiamo mai avuto problemi e proseguire senza difficoltà. Superando anche il fatto che il raggio di curvatura dello sterzo del Grenadier, per i problemi di demoltiplicazione e per consentirgli di superare le sollecitazioni che la sua massa, il suo peso, ma anche la coppia importante del motore (550 Nm) non si possono evitare, non è dai più favorevoli per affrontare i tornanti. Ciononostante, anche affidandoci al cambio automatico a 8 marce non abbiamo mai avuto problemi, e il piacere insostituibile di sentire sotto la schiena la rassicurante e corroborante spinta in avanti a ogni cambio di marcia ci distoglie da ogni perplessità. È evidente che l’utilizzo delle marce ridotte, che si comandano con la leva accanto a quella del cambio automatico, in queste condizioni è inutile e lo proveremo in un secondo tempo. Quando, con la bella stagione, ci addentreremo in qualche pista forestale. Così, finalmente raggiungiamo la neve. Pensate che ce ne siamo accorti? La Grenadier è un fuoristrada a quattro ruote motrici permanenti, con la possibilità di agire favorendo la spinta sull’asse anteriore o su quello posteriore. Ma sul ghiaccio e sulla neve fa tutto da sola. Nonostante la massa, ma anche per il peso, si sposta sulla strada con il fondo bianco di neve come se si trovasse sull’asfalto, senza scomporsi minimamente quando insistiamo con l’acceleratore o deviamo di direzione o affrontiamo una strada laterale oppure ci infiliamo in una strada che si inerpica nel bosco. Allo stesso modo in discesa Grenadier si muove senza incertezze, e se accenniamo ad aumentare la velocità mantiene il controllo e si lascia condurre anche docilmente dove decidiamo noi. È anche pronta a fermarsi in poco spazio anche sulla discesa innevata. Tanto da tenere testa ad auto più performanti seppur dotate di pneumatici adeguati alla situazione. Anche l’impianto di riscaldamento e climatizzazione è efficace, sui posti anteriori come sui sedili posteriori. Non ci resta che goderci l’impagabile scenario della pianura che si distende ai nostri piedi fino all’orizzonte, fino al mare. prova superata, dunque anche in questo caso. #charlieinauto3/442

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#testdrive Come si guida un super fuoristrada nato per essere ‘inarrestabile’

Il Granatiere INEOS si doma al volante con naturalezza appagati dal ‘sound’ Dotazioni di sicurezza da auto tradizionale e viaggia sicura nei trasferimenti Eravamo rimasti alla guida su strada. La sensazione iniziale è particolare, perché il volante è perfettamente rotondo, come su alcuni mezzi pesanti di grosse dimensioni, e questo ci trasmette incertezza. Infatti lo sterzo è molto demoltiplicato e ha bisogno di questo volante: ciò ci faciliterà nella guida perché l’INEOS Grenadier non è costruito per fare slalom su strade strette si montagna, bensì per non doversi fermare dinnanzi a ostacoli che vanno ben oltre le asperità della strada. Per questo la guida è un po’ particolare, ma ci si abitua rapidamente, perché la nostra motivazione arriva dalla posizione del tutto particolare nella quale ci ritroviamo a sedere al volante di questo super fuoristrada: il sedile, comodo e avvolgente, ricorda quello dei mezzi pesanti ma è la sua collocazione che ci permette di ‘dominare’ il veicolo. La sensazione che si respira appena ci si guarda intorno nell’abitacolo, i posti anteriori sono divisi dal tunnel centrale che è piuttosto importante, è quella di essere al comando di un mezzo con comandi che ricordano quelli vintage dei fuoristrada, ma dotato di tutti i dispositivi di assistenza alla guida oggi ‘consigliati’ dal Codice della strada, ma suggeriti dal buonsenso. Per esempio, c’è anche il cruise control, per aiutarci nei trasferimenti che vista l’importanza del mezzo e la velocità di crociera quasi da mezzo pesante smorza la tensione se siamo abituati a muoversi su vetture veloci. Ma non è la sua indole né lo consentirebbe la sua struttura. Perché si tratta di fermare in caso di necessità nel più breve spazio possibile quasi 3 tonnellate. Ma è sufficiente fare una prova per rendersi conto che è un dubbio infondato, perché, sarà per la gommatura con pneumatici ‘ogni tempo’ adatti ad affrontare le sabbie del deserto come il fango più avvolgente, ma anche perché l’impianto frenante è commisurato al mezzo, ma all’occorrenza si arresta in uno spazio breve. Abbiamo dimenticato di parlare compiutamente della guida: sono avvantaggiati gli appassionati del mare, purché si siano trovati almeno una volta ad avere a che fare con il timone, a volante di un piccolo motoscafo. Perché per proseguire dritti sull’asfalto specialmente all’inizio occorre remare, ovvero correggere rapidamente ma dolcemente le variazioni di direzione che ogni nostro anche apparentemente impercettibile spostamento delle mani sul volante rischia di imprimere alla nostra traiettoria. Ma, come accennavo, dopo poche centinaia di metri e soprattutto agendo con naturalezza sullo sterzo non ci si accorge nemmeno di questa ‘tecnica’. Nel trasferimento ma anche lungo il percorso normale ci accompagna un buon impianto di intrattenimento che s comanda come tutto il resto nel display centrale. Ma, il vero accompagnamento musicale al nostro trasferimento è l’impagabile sound del motore del modello Trialmaster, che nel modello in prova è diesel è a 6 cilindri in linea di derivazione BMW da 2993 cc, perché nella funzione SPORT, si attiva spostando a a sinistra la leva a cloche del cambio automatico, eroga 250 CV ma soprattutto spinge con una coppia di 550 Nm. Un sound che sintetizza la spinta del Grenadier sulle quattro ruote animate da una trazione integrale permanente. ma ecco che incrociamo un ciclista: l’occasione per provare il tasto rosso, sulla razza destra del volante, per l’avvisatore acustico a trombetta che con un suono soft avvisa pedoni e amanti del pedale che stiamo arrivando, senza scioccarli con le potenti trombe del ‘Grenadier’. #charlieinauto3/441  #provavintage  #Ineos  #ineosgrenadier  #offroad  #fuoristrada    

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#testdrive Fiat Grande Panda Auto Europa 2026 ricca di contenuti da vettura di livello superiore

Anche sullo sterrato in sicurezza anche senza l’assistenza supplementare Che cos’è la funzione ‘L’: una marcia ‘ridotta’ per l’assistenza alla guida Abbiamo visto che la Fiat Grande Panda si destreggia agilmente su ogni tipo di percorso e in ogni frangente, e ricalca la duttilità della sua progenitrice, amplificata dalle maggiori dimensioni e dal confort, ma soprattutto dal progresso tecnologico che le consente di adattarsi a ogni nostra esigenza e aspettativa. In montagna ha confermato le doti di arrampicatrice, su strada è veloce e sicura, in città maneggevole. È un’auto adattiva. Il cambio è automatico. Tra i comandi di funzione, abbiamo accennato alla funzione L, che si attiva, come la selezione della marcia avanti, D, retro, R, parcheggio, P, folle, N, con la levetta sul tunnel contrale. L sta per LOW, ‘Bassa’, e mantiene la Panda nelle marce più basse possibili anche se ciò può far salire i giri del motore più del normale. È utile nelle salite più ripide, perché fornisce la coppia necessaria per affrontare la pendenza senza mettere sotto sforzo il motore o o la trasmissione. Nelle discese ripide sfrutta l’effetto frenante del motore (il ‘freno’ motore) per rallentare l’auto, e permette di evitare il surriscaldamento dei freni facilitando anche la guida dell’auto. Inoltre, in situazioni particolari, sterrato o  fango e neve, aiuta a mantenere la trazione in condizioni di scarsa aderenza. Così, visto che la stagione autunnale ci porta un clima ancora mite e la neve non c’è, proviamo sulle strade bianche. Una strada sterrata, veloce e scorrevole, e la Grande Panda non ha dato segni di incertezze, ha viaggiato sicura come se proseguissimo sull’asfalto. Non c’erano condizioni particolari, quindi non è stato necessario ricorrere alla funzione L, ma la sensazione alla guida della Panda era rassicurante, trasmetteva la fiducia che fosse tutto sotto controllo. Né poteva essere diversamente perché questo modello versatile, terza generazione di un’auto che ha fatto la storia dell’automotive italiano, è anche crossover, e lo è davvero perché troviamo una carrareccia con belle pozzanghere e ci infiliamo tra gli arbusti, e proseguiamo senza incertezze. Arriviamo a Cormons, sul Collio, per in contrare un amico viticoltore, Giorgio Venica, e la figlia Martina. Begli sterrati anche tra le vigne, dove la Grande Panda si trova sempre a suo agio.   Riepilogando, la Fiat Grande Panda che abbiamo provato, per primi dopo che le è stato assegnato il titolo di Auto Europa 2026 al quale abbiamo partecipato, era nella versione mild hybrid, ma stanno per arrivare sul mercato anche la versione elettrica e quella a benzina. Il modello della prova era T-Gen3 turbo 1,2L Mild Hybrid, che dispone di una potenza combinata di 110 CV. Monta infatti un motore di ultima generazione, il T-Gen 3, turbo Mild-Hybrid da 1,2 litri a tre cilindri che garantisce una guida efficiente e dinamica. È lunga 4 metri e può essere guidata anche dai neopatentati. È stata realizzata con molta attenzione alla sostenibilità, curata anche nei dettagli perché molti particolari sono realizzati con materiali riciclati. È stata progettata per realizzare un’auto efficiente come lo può essere una vettura con tecnologia ibrida proposta secondo lo stile italiano, assicurando funzionalità all’ultima generazione di un modello senza tempo. Con accessori e dettagli di un modello di categoria superiore, come gli specchietti retrovisori esterni elettrici e riscaldati, frenata automatica d’emergenza, telecamera posteriore, rilevatore segnali stradali, rilevatore di stanchezza e altro ancora. #charlieinauto3/439  #provavintage  #fiat  #grandepanda  #fiatgrandepanda #cormons #Giorgiovenica

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#testdrive Fiat Grande Panda ruba la scena nei dettagli all’allestimento

Stile innovativo e dotazioni da auto di categoria superiore Cruscotto avveniristico e soluzioni originali per plancia, strumenti e display L’infotaitment di alta qualità può privilegiare conducente o i sedili posteriori Anche in montagna, com’era pensabile, la Fiat Grande Panda ha risposto alle attese, confermando le potenzialità della ‘vecchia’ Panda amplificate dal progresso tecnologico che manifesta la sua efficacia anche nel settore dell’automobile. La linea sposa uno stile avveniristico, tecnico e funzionale, nel quale le forme giovani e tecnologiche ne amplificano l’attività, tant’è che nel corso del nostro test drive sono stati molti i giovani incuriositi a chiederci informazioni dopo avere notato il nostro passaggio. Passando a parlare delle caratteristiche tecniche della Fiat Grande Panda, le luci si fanno notare: ben visibili anche in condizioni particolari, sono a Pixel Led. I fari sono molto potenti, efficaci e automatici, mentre i fanali posteriori sono altrettanto visibili a distanza, e nello stile a parallelepipedo verticale, suddiviso in quattro gruppi di Led simmetrici e della stessa forma, coniugano un design tecnico a un’immagine armonica. Il design negli interni è in linea con quello dell’auto, forme geometriche lineari e morbidi arrotondamenti, e viene ripreso all’interno sulla plancia, di sezione curva, rivestita in tessuto ecologico di bambù, sulla quale è applicato il cruscotto che è  un unico grande schermo digitale contenuto in un supporto di materiale trasparente, giallo come la tinta della plancia. È di forma ovale allungata e arriva fin quasi di fronte al passeggero perché contiene sia il quadro strumenti che il display. Il tema dei parallelepipedi vi emerge con forza nelle bocchette dell’areazione e in altri dettagli. Il quadro strumenti si fa subito notare perché i due orologi, ovviamente digitali, sono anch’essi di forma ovale allungata e verticali, e si intuiscono sullo schermo digitale: sono proposti con un design che esalta i valori indicati. All’interno dei due elementi ovali si formano le indicazioni essenziali per l‘uso e il funzionamento della Grande Panda: a sinistra il livello della benzina, a destra la temperatura dell’acqua, al centro il tachimetro digitale, e sotto la schermata del flusso di energia all’unità elettrica per la ricarica; raggruppate attorno ci sono le indicazioni dell’autonomia rimanente, della distanza percorsa dall’auto, la lettura dei segnali stradali, il consumo istantaneo, il contachilometri parziale, la temperatura dell’olio, la temperatura esterna, l’indicazione della marcia selezionata dal cambio automatico con la funzione di guida selezionata. Un pulsante in cima alla leva dei tergicristalli cambia l’interfaccia del cruscotto visualizzando la percentuale di utilizzo dell’unità elettrica e del motore termico. Come accade su altri noti fuoristrada del gruppo Stellantis, sul cruscotto è disegnata in piccolo la sagoma della ‘vecchia’ Panda che lungo un percorso sinuoso lo percorre senza incertezze. Un simbolo che ci richiama la lunga carriera di un nome popolare. Nell’ovale digitale sono presenti anche le bocchette dell’aria centrali, bene incastrate quasi fossero un accessorio: sono a forma di parallelepipedo e in nero opaco, in contrasto con il giallo della plancia e dell’ovale, però le leve per regolarle, elettroniche, sono anch’esse di colore giallo. Nell’ovale della plancia si cela anche lo sportello dell’ampio vano portaoggetti, ma ce n’è un altro più in basso. Il tema ovale ritorna sul tunnel centrale, in materiale nero lucido contornato da un altro ovale giallo: circonda la levetta del freno a mano elettronico e il comando delle funzioni (P, D, R, L per le ridotte del crossover Panda). Ovviamente, in fondo al tunnel c’è il caricabatterie wireless per il telefono, e poco sopra due prese USB-C, la presa per l’accendisigari e i comandi per disattivare l’avvisatore acustico del superamento dei limiti di velocità e per disattivare il controllo laterale. Questa Grande Panda è a trazione anteriore ma presto arriverà anche il modello a 4 ruote motrici. Ancora sugli interni: lo specchietto retrovisore interno è elettronico mentre sul tettuccio, nero, ci sono i comandi per parlare con un operatore o chiedere soccorso in caso di emergenza. Le tre luci di cortesia, centrale e laterali sono a led, molto efficaci e selettive, comode perché si limitano a illuminare il punto desiderato. Due leve ai due lati del volante comandano, a destra i tergicristalli, automatici sia quello anteriore che quello posteriore, a sinistra i fari, l’automazione dei fari e il faro antinebbia posteriore. Verso l strada ci pensano i fari Pixel Led a bucare la nebbia. Le portiere sono del colore della carrozzeria e imbottite in giallo come la plancia, hanno tutte e quattro i poggia-gomiti rivestiti in tessuto più caldo. I comandi di apertura delle porte dall’interno sono appena dietro ai comandi dei finestrini, sono in nero opaco e inseriti in cornici in nero lucido, e sulla porta del conducente ci sono i comandi degli specchietti elettronici esterni automatici, nei quali ci sono i led ripetitori delle frecce direzionali con funzione di avviso dell’avvicinamento di un veicolo. Le maniglie delle porte fungono anche da comodi portaoggetti. L’impianto di intrattenimento ha l’audio di alta qualità, e consente di amplificare i Bassi e l’intensità del suono, con la regolazione fine in quadrifonia e tridimensionale. Si può privilegiare l’ascolto del conducente o sui sedili posteriori. Il poggia-gomiti centrale contiene un portaoggetti che è scorrevole e si apre offrendo un altro vano. Alle sue spalle un’altra presa USB-C. Sotto alle maniglie delle porte ampie tasche portaoggetti. I sedili sono molto comodi e bicolori, azzurri come i poggia-gomiti delle portiere, con i poggia testa integrati e i poggia spalle di foggia sportiva foderati in un elegante tessuto simil pelle bianco ghiaccio, con due utili tasche portaoggetti dietro ai poggiatesta e una dietro agli schienali. Anche i sedili posteriori sono avvolgenti e comodi con poggiatesta e finiture in linea con quelli anteriori. Sullo schienale dei sedili anteriori risalta la scritta ‘Panda made with love in Fiat’ (Panda fatta con amore in Fiat). Il bagagliaio è ovviamente ampio, mentre anche sul montante posteriore esterno dove comincia il tettuccio è riportata la scritta Fiat con effetto tridimensionale. Credo di non avere trascurato alcun dettaglio, proprio per evidenziare la cura con la quale è stata progettata la Grande Panda e l’attenzione

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#testdrive Promossa anche in montagna la Fiat Grande Panda Auto Europa 2026

  Sul monte di Muris icona dei ciclisti ma anche PS del Rally Alpi Orientali Speciale anche del Piancavallo con la salita ‘muro’ dello sport del pedale La Fiat Panda è per antonomasia una grande arrampicatrice, un’auto capace di andare e di portarci dappertutto, di salire lungo le mulattiere e arrivare fino in cima alle colline e le montagne, tanto da essere tutt’ora adottata dalle forze di polizia e dall’esercito per raggiungere i luoghi più impervi o superare le strade più insidiose. La Fiat Grande Panda, che con orgoglio mostra su tutti i lati il marchio della Casa di Mirafiori, ora del Gruppo Stellantis, e il suo ‘nome’ di battesimo, non poteva che riflettere, con toni attualizzati e moderni, le prerogative della sua progenitrice. Quindi, il nostro test non poteva che proseguire, tanto per cominciare ad approfondire la nostra analisi, con la salita. Il banco di prova che scegliamo è un luogo iconico per la sua bellezza, un mito che passa alla leggenda per le caratteristiche della strada che sale al Monte di Ragogna, o Monte di Muris, affrontata anche dai cicloturisti più preparati, o meglio dai ciclisti che praticano l’agonismo, per la crudezza delle sue rampe. Noi cerchiamo di mettere in difficoltà la nuova Panda, ben sapendo che non avrebbe creato problemi alla nostra arrampicata. Ricordiamo che ha un motore a tre cilindri, e che invece che di ‘soli 1000 cc ha una cilindrata di 1199 cc, ovvero 1200 cc, e sviluppa, grazie all’unità elettrica, perché è full-hybrid, 110 CV di potenza. Il cambio della Grande Panda è automatico a 6 marce, non c’è la possibilità di agire manualmente, ma con un po’ di esperienza si può agire stimolando il cambio automatico a salire di marcia o a scalare con un uso sapiente dell’acceleratore. Dispone poi della posizione L per la leva del cambio, che aziona le marce ridotte. Servono per affrontare i punti più difficili e impervi delle salite, su strada e non solo, e ciò mantiene la sua vocazione che è da crossover, ovvero: anche la Fiat Grande Panda è un fuoristrada. In realtà, il suo design, iconico ma capace nel contempo di mantenere le linee essenziali della Panda, svela la sua caratura di mezzo tecnico alla portata di tutti. Arriviamo a Ragogna a una decina di Km da San Daniele del Friuli, città del Prosciutto DOC, e una strettoia ci svela l’attacco della rampa: non ci sorprende il fatto che è stato sufficiente insistere sul pedale dell’acceleratore per farla scattare in salita, senza affaticamenti o incertezze. Ugualmente, anche arrivando veloci ai tornanti, saremo agevolati dalla sua maneggevolezza ma anche dalla sua capacità di riprendere con efficacia e grinta la salita, lungo la quale manterrà la sua energia e forse anche agevolata dall’unità elettrica si rivelerà capace di ulteriori performance. Le impressioni di guida? Ci siamo sempre sentiti a nostro agio, tanto che ci è stato permesso anche di ammirare lo splendido paesaggio che scorreva accanto a noi e si svelava man mano che salivamo fino in cima. Quasi alla sommità abbiamo raggiunto il monumento all’emigrante, che la famiglia Collavino, originaria di Varmo e migrata in Canada facendo fortuna ha voluto dedicare alle centinaia di migliaia di emigrati friulani sparsi nel mondo. In cima, lo spettacolo è impagabile a 360°, e lo sguardo spazia dall’osovano a Gemona, Venzone, i monti Musi e la stretta del Tagliamento a Nord, Trasaghis e Bordano a ovest, la valle del Tagliamento verso il mare, le colline del Sandanielese, e ancora verso il Collio e i Colli Orientali del Friuli. Ma dalla base del monte arrivano numerosi sentieri panoramici che sbucano quassù. Convergono verso il monumento agli Alpini e ai caduti della grande guerra, portano alle postazioni cannoniere, ma collegano anche i punti di avvistamento della Grande guerra, le gallerie. Da qui si dipanano numerosi sentieri panoramici e ne percorriamo alcuni. Al ritorno, sfruttiamo la modalità L per la discesa, anche se è meno ripida della salita, e scorre sul versante del Tagliamento. L’uso del freno motore ci fa risparmiare i freni, che comunque sono anch’essi molto efficaci, anche all’arrivo a valle. #charlieinauto3/428   #provavintage  #Fiat  #Stellantis #GrandePanda #AutoEuropa2026 #UIGA

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#testdrive Proviamo la nuova #Fiat #GrandePanda da poco eletta Auto Europa 2026

Votata da giornalisti, opinion leader e giuria popolar e: scopriamo il perché Le scelte di design e strutturali sono anche funzionali Dopo averne ammirato il design e lo stile avveniristico della linea che evidentemente sviluppa in dimensioni e con uno stile ammorbidito la sagoma della ‘vecchia’ Fiat Panda, il fatto di trovare su questa Fiat Grande Panda Hybrid 110 il cambio automatico ci aveva inizialmente fatto temere una scelta che avrebbe potuto pregiudicare la sua sostenibilità. Ma si trattava davvero di un semplice pregiudizio, perché come vedremo ci pensa l’unità elettrica a pareggiare i conti e a farci ottenere consumi limitati anche viaggiando spediti, con una media sulla distanza di 5 litri per 100 km, ovvero una percorrenza di 20 km con un litro di benzina. Se siamo alla ricerca di un’auto di ultima generazione capace di farci viaggiare a costi convenienti, l’abbiamo trovata ed è proprio questo uno dei motivi per i quali le è stato assegnato il Premio Auto Europa 2026 dall’UIGA, l’Unione italiana giornalisti automotive. Ma si tratta soltanto di uno degli elementi qualificanti. Ricordiamo che il motore è di 1200 cc a tre cilindri ed è alimentato a benzina; eroga una potenza di 74 kW, ovvero 110 CV, mentre il cambio DCT è a 6 marce. È mild hybrid e il cambio è automatico a 6 marce con doppia frizione; per questo è performante come ci si aspetta da un’auto ibrida, ma nel contempo non consuma molto di più nella guida veloce. Nel trasferimento verso Casa da Stellantis, a Milano nella zona di San Siro, il giorno dopo che le avevamo assegnato il Premio in un convegno-cerimonia organizzato da UIGA nella sede di Bosch Italia, viaggiando in autostrada a velocità di crociera ha infatti mantenuto una media di 17/19 km/l. Un rendimento che ci ha confermato quanto lo studio e la progettazione della carrozzeria delle auto moderne consenta di ottimizzarne al massimo l’aerodinamicità. Infatti, nonostante la Fiat Grande Panda si presenti con il muso perpendicolare alla strada, scelta che apparentemente potrebbe rappresentare un handicap perché aumenta l’impatto dell’auto in movimento con l’aria, ma evidentemente il coefficiente di penetrazione (CX) di questa vettura è comunque favorevole grazie alle soluzioni stilistiche che probabilmente non sono semplicemente di design. Soluzioni che sono finalizzate a favorire il deflusso dell’aria verso la coda, così come il parabrezza molto inclinato, proprio per aumentare l’aerodinamicità della Grande Panda.                                                   Ancora sul design e l’aerodinamica, il cofano e il tettuccio non hanno una superficie lineare, ma sono percorsi da scanalature che favoriscono il deflusso dell’aria e fanno sì che la Panda possa scivolare in avanti riducendo i consumi e favorendone le performance. Le forme della carrozzeria sono infatti un mix tra innovazione e vintage, perché riprende, addolcendole, le linee della Panda di quarant’anni fa. Sul muso, il motivo ‘grigliato’ che vedremo in altre parti si ripete sulla presa d’aria sotto a un paraurti  compreso nella carrozzeria e dello stesso colore, mentre in basso spicca lo spoiler evidenziato da una fascia più chiara, di colore grigio metallizzato. Il motivo del design è ‘grigliato’ perché è in armonia con i fari pixel, che sono a LED molto potenti e sono collegati da una fascia nella parte alta del muso caratterizzata da un disegno a scacchiera in nero opaco in rilievo, sul quale spicca la scritta FIAT. A ribadire la volontà di ‘ripartire’ dalla Panda per la Casa nata a Mirafiori la scritta Panda, anche per evocare lo storico modello che conquistò i mercati, è presente in grande stile in rilievo anche sulle quattro portiere, al centro dei cerchi in lega bicolori, metallizzato e nero opaco, e sui supporti posteriori delle barre sulle quali si possono applicare il portapacchi, il baule ‘estensione’ dell’ampio bagaglio e altri accessori che vedremo nel modello Cross, e in altre posizioni anche all’interno. A conferma dell’orgoglio con il quale la Fiat si ripropone al grande pubblico con la modernizzazione e l’evoluzione tecnologica efficace di uno dei modelli più fortunati. #charlieinauto3/440 #provavintage #fiat #fiatpanda #fiatGrandePanda #rivierafriulana #fvgdascoprire #nedascoprire

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#testdrive La Hyundai Kona Hybrid è performante sul misto extraurbano

Ciononostante ha un’autonomia maggiore con il sistema elettrico: 670 km L’elettronica consente di ottimizzare la vettura rispetto al tipo di percorso Hyundai Kona, seconda generazione rinnovata: ed ecco la versione del SUV crossover ibrida, con spazi interni più ampi, grande confort, aggressività acquisita dall’inserimento dell’unità elettrica, elettronica sempre più avvolgente. Il suo design fa pensare a un’auto elettrica, specialmente osservando il muso che contiene le prese d’aria a scomparsa, ma il motore termico assicura garanzie che per il momento, per i tanti motivi che abbiamo già condiviso, l’auto esclusivamente EV non è ancora in grado di offrire, il sistema ibrido sì. In città, abbiamo visto che è maneggevole e si lascia condurre assecondando le esigenze con un ottimo cambio automatico che condivide l’esuberanza della propulsione ibrida ma gestisce anche l’elasticità del motore di 1580 cc da 140 CV. Fuori città possiamo giocare di più con il cambio manuale, che si comanda con le palette al volante nella modalità Sport, e ci dimentichiamo che è un SUV crossover visto che andiamo un po’ sull’asfalto. Le prime considerazioni le facciamo sui consumi: la Kona Hybrid non nasconde le sue prerogative, visto che il serbatoio della benzina contiene poco più di 30 litri, con i quali, con una guida normale percorre anche 670 km. Un risultato che otteniamo attivando la funzione di guida ECO, con la quale la vettura non cede molto nelle prestazioni; premendo sull’acceleratore dà soltanto al conducente la sensazione che temporaneamente le prestazioni del motore siano leggermente ovattate.  Ma quando subentra la spinta del sistema elettrico la Kona Hybrid conserva la brillantezza che la distingue. Le altre modalità di guida, oltre a quella di default, sono SPORT, e SNOW. Sport aumenta la reattività della macchina e predilige la guida con il cambio, perché così dà sensazioni più emozionanti irrigidendo l’assetto, e rendendola ancor più incollata alla strada. Ancora una funzione, che è quella dedicata all’aggettivo Crossover: SNOW. Va benissimo con la neve ma anche, come vedremo la prossima volta, sullo sterrato. La proviamo sull’asfalto su strade isolate e con un andamento misto: passiamo a ridosso della sponda sinistra del fiume Tagliamento. Siamo nel margine occidentale della Riviera friulana. Anche qui, la grinta e la sensazione di sicurezza e guidabilità che la Hyundai Kona Hybrid sa trasmettere al volante in ogni occasione sono una caratteristica anche dei modelli più recenti della Casa coreana. Tra le dotazioni di sicurezza, che avevamo testato nel trasferimento, c’è l’assistenza alla guida assieme ai controlli laterale e anticollisione arricchita da un vistoso avviso di pericolo rappresentato da un imperdibile occhio rosso che si accende sul cruscotto;  questo sistema la rende a guida quasi autonoma. #charlieinauto3/432  #provavintage  #hyundai  #hyundaiKona

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#PremioAutoEuropa2026 Il riconoscimento dei giornalisti dell’auto va alla Fiat Grande Panda

Assegnato a Milano nella sede di Bosch Italia dalla stampa specializzata, da opinion leader, dalla giuria popolare È andato alla Fiat Grande Panda il Premio Auto Europa 2026, ideato e organizzato dall’ UIGA ( Unione Italiana Giornalisti Automotive) presieduta da Gaetano Cesarano, e svoltosi nella sede di Bosch Italia, a Milano. Si tratta della trentanovesima edizione del Premio, che nella sua prima edizione, nel 1986, fu vinto dall’Audi 80. Le avversarie della Grande Panda, eletta dai giornalisti dell’UIGA, da centocinquanta opinion leader e dalla giuria popolare con il voto on line, erano l’AUDI Q3, la BMW X3, la Dacia Bigster, la Jeep Compass, la Mercedes-Benz CLA, la Renault 4 E-Tech Electric, selezionate a loro volta dai giornalisti dell’UIGA. La Grande Panda riprende il mito della Fiat Panda che per decenni è stata, e con numerosi esemplari lo è ancora, l’auto di famiglia, l’auto da lavoro, l’auto per le escursioni estreme nella versione 4X4, l’auto dei neopatentati. La Fiat, che con questo modello iconico si riprende la scena, è una delle Case che ha voluto richiamare nello stile e nelle forme un suo modello di grande diffusione ed evocativo per molti automobilisti, innovandone e adeguandone la tecnologia, la struttura, i contenuti, ovviamente la motorizzazione che è a benzina ma anche ibrida. E aumentandone le dimensioni per eliminare alla radice una critica che molti ‘pandisti’ per i quali era una vettura di utilità si ponevano: sì, ma se fosse un po’ più grande… Lo stile della Grande Panda è moderno e raffinato. All’occhio risaltano subito le dimensioni della Nuova Panda, che sono aumentate come è accentuata anche l’aggressività conferita dal nuovo design. Infatti, si notano le linee più mascoline e decise, mentre si distingue per i fari LED ‘a Pixel’ e per la scritta PANDA, sul muso. All’interno, la Grande Panda accoglie il conducente e i passeggeri con linee pulite, con colori vivaci e con materiali curati. Non indifferente è il sistema ‘infotainment touch’, che fornisce una connettività completa con i nostri telefoni, dettaglio che ci permette di cogliere lo spirito moderno e tecnologico della nuova vettura. Per quanto riguarda la motorizzazione, la Fiat Grande Panda è stata ideata con una triplice anima per soddisfare le esigenze di tutti: un motore 1.2 turbo da 100 CV per vivacità e prontezza alla guida; la versione mild-hybrid 48V per una Panda efficiente, mentre la versione elettrica da 113 CV, con una autonomia di oltre 300 km, rappresenta l’aspetto più tecnologico della nuova generazione di Panda. Qualunque sia la propria scelta l’auto unisce agilità, brillantezza e praticità. Passiamo ora ai sistemi di sicurezza, che hanno visto un grande salto di qualità: infatti, nella dotazione di base viene equipaggiata con sistema di mantenimento della corsia, cruise control e frenata di emergenza per garantire una sicurezza costante in città come in viaggio. Una Nuova Panda, quindi, colma di novità, ma sempre mantenendo il tratto ironico che l’ha sempre contraddistinta e la fa ancora amare da molti automobilisti, non soltanto nostalgici. Marco Morandini

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