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#testdrive La #mazdaCX30 ibrida mantiene le promesse: affidabile anche su sterrato

Supera la prova guida sicura anche disattivando il controllo di trazione Con il sistema Skyactiv-G la garanzia della Casa la copre fino a 150 mila km Mazda CX 30 Skyactiv-G, abbiamo detto molto e l’abbiamo esaminata nei dettagli, scoprendo rifiniture di livello alto, confort in linea con l’identità del marchio giapponese, elettronica attuale e assistenza alla guida, al parcheggio e per la sicurezza del guidatore e dei passeggeri adeguate a un SUV del momento.                                                                                                                          Posizione di guida adeguata con il sedile giustamente avvolgente, morbido in ecopelle quasi a richiamare l’imprinting dell’auto, perché dolce e fluida è la erogazione di potenza del motore a benzina di tipo Wankel da 2500 cc da 140 CV con 238 Nm di coppia combinata. Il cambio a 6 marce è bene rapportato per sfruttare con efficacia un motore performante, con una progressione che sembra non avere fine e che ha tutti i requisiti per essere un grande divoratore di km, senza soffrirne le conseguenze.                                                                      Infatti, questa CX 30 è garantita dai guasti di serie fino a 150 mila km in 6 anni. tutela, che rende il rapporto qualità-prezzo è ancor più adeguato. C’è ancora un quesito da soddisfare: è un modello crossover e quindi ci manca sapere come si comporta sulle strade bianche, nel fuoristrada leggero, sulla ghiaia, ecc. Non sulla neve perché al momento del test non era presente sulle nostre strade di montagna.                                                                                                Non ci resta che addentrarci nelle campagne della pianura rivierasca e schiacciare l’acceleratore. Grazie ai controlli, all’assetto, agli pneumatici montati di serie scorre morbida anche sopra alle buche e alle pozzanghere lasciate libere dall’acqua dal periodo siccitoso. Il motore aspirato, ‘aiutato’ contrariamente all’uso ormai comune non dal turbocompressore ma dal sistema ibrido Skyactiv, è non solo il motivo della guida morbida e fluida peraltro ideale sul fondo con scarsa aderenza, ma assicura anche consumi ridotti (viaggiando in modo regolare tra i 16 e i 20 km/l) e una maggiore autonomia.                                                                                                                                  Per correttezza del test, per trasmettervi impressioni di guida realistiche, disattiviamo il TCS, Traction Control System o controllo di trazione, e la guida con trazione anteriore si fa sentire ma è sufficiente guidare con la tecnica adeguata. Perché la potenza concorre alla tenuta di strada. Proviamo ad accennare qualche manovra brusca come per evitare un ostacolo imprevisto, ma la reazione non cambia: la CX 30 risponde con sincerità alla fiducia che le abbiamo dato e prosegue con deboli variazioni di traiettoria.                        Quindi non ci resta che lasciarci andare al piacere della guida di questo SUV crossover Mazda, e visto che ci avviamo verso l’imbrunire sfruttare anche la sicurezza garantita dagli avveniristici fari Matrix su quest’auto attuali, il controllo ‘angolo cieco, tenere presenti i parametri di guida e farci guidare dalla mappa del navigatore sbirciando senza distrarci sull’head up display proiettato alla base del parabrezza. La prova sulle strade del Veneto, dal cuore di Padova, la Città del Santo, a quelle del Friuli fino al colle del Forte di Osoppo,  accanto alla valle del fiume Tagliamento. #charlieinauto3/448  #provavintage  #mazda   

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#testdrive Mazda CX-30 E Skyactiv – G performante ma vocata al confort

Tanti accorgimenti per la sicurezza e il confort di conducente e passeggeri Raggiungiamo l’isola di Grado dove si parla un dialetto veneto Mazda CX 30 E Skyactiv – G, con il motore aspirato da 2500 cc ma assistito dalla tecnologia della Casa giapponese che ai 290 Nm di coppia del motore termico di tipo Wankel aggiunge la parte elettrica per far esprimere all’auto tutte le sue carature, oltre che un SUV confortevole è anche all’occorrenza un’auto performante. Basta chiederglielo e con le cinque marce sembra non concludere mai la sua progressione. Spinge, tanto che per il modello in prova è stato scelto il cambio manuale per ridurre le sollecitazioni alla frizione ma anche per consentire al conducente di provare il reale piacere alla guida di questa Mazda. Infatti, a 140 Cv del motore termico va aggiunta una ulteriore quantità di CV che solitamente è almeno di 1/3 della potenza dichiarata, quindi andiamo oltre i 200 CV. Saliamo a bordo e riprendiamo la posizione di guida che avevamo impostato prima che al volante salisse il copilota. È infatti in grado di memorizzare due diverse regolazioni dei comodi e avvolgenti sedili rivestiti in ecopelle nera, mentre il tettuccio è di colore beige. Usciamo dal parcheggio e appena innestiamo la retromarcia gli specchietti retrovisori esterni si inclinano leggermente verso il basso, quanto basta per permetterci di vedere dove dirigiamo le ruote posteriori. Un aiuto in più assieme alla visione efficace sul display centrale trasmessa dalle telecamere anche a 360 gradi. Sugli stessi specchietti ci sono due triangolini a led gialli che ci avvisano dell’avvicinamento di un altro veicolo, anche mentre siamo in sosta e ci stiamo immettendo su un’altra corsia, mentre sono muniti di sistema antigelo e di sbrinamento. Lo specchietto retrovisore interno è elettronico e antiabbagliamento. Sul tettuccio c’è uno sportello portaocchiali, e vicino il tasto di emergenza SOS, mentre le luci interne sono molto efficaci e nel contempo discrete perché sono selettive. Accanto al grande display centrale che comanda anche il sistema di informazioni e intrattenimento con l’impianto BOSE, c’è il rilevatore di stanchezza del condecente che all’occorrenza accende una spia sul cruscotto e una scritta efficace: ‘rilevata distrazione conducente’, accompagnata da un avvisatore sonoro. I fari sono potenti ed efficaci Full LED Matrix, che illuminano dove serve, cartelli stradali compresi, senza abbagliare chi ci precede o viene verso di noi. Accendiamo il motore e sul parabrezza l’head up display ci proietta le informazioni di guida sul vetro, perché ci possiamo concentrare sulla guida. Ma come si guida la nuova Mazda CX-30 E Skyactive-G? Forse ci siamo dilungati un po’ troppo sui dettagli, quindi, approfondiremo il tema che è interessante la prossima volta. Per ora ci ‘accontentiamo’ di una tappa a Grado, l’Isola d’oro, l’antica fortezza romana a poca distanza dal fiume Isonzo ma baluardo della sua laguna. il porto canale entra fino al cuore della città vecchia, splendidamente messo in risalto dalle luci del Natale con il Presepe galleggiante. Grado è il cardine a est della #Rivierafriulana a poca distanza dalla città di Roma antica di Aquileia. #charlieinauto3/447

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#testdrive #mazdaCX30 SUV coupè compatto che unisce confort prestazioni e sostenibilità

Una visita dettagliata all’abitacolo per scoprire la ricchezza delle dotazioni Mazda CX 30 E – Skyactiv G è un SUV coupé c onfortevole compatto, elegante ma anche performante. Ha la capacità di erogare prestazioni che assicurano il piacere della guida in modo controllato con un incedere fluido, efficace, sostenibile e facilmente controllabile, grazie al cambio manuale a 6 marce molto ben calibrate e atte a favorire rendimento e prestazioni. A trazione anteriore, questo crossover ibrido, anche grazie alla tecnologia Mazda con il motore derivato dal brevetto Wankel, che non è a pistoni verticali né contrapposti e occupa meno spazio nel cofano, ha una linea aerodinamica e gradevole. Auto sportiva ma confortevole Il design di un’auto sportiva, che non rinuncia agli spazi interni necessari per un confort adeguato, ha permesso ai progettisti di mantenere la scocca all’altezza da terra necessaria per garantire una guida sicura e una notevole tenuta di strada. infatti è un’auto è capace di perdonare anche qualche errore nell’impostazione delle curve, e ci lascia correggere in extremis anche qualche svarione, ovviamente voluto, per verificarne l’affidabilità. Cruscotto analogico e digitale con Head-Up display sul parabrezza per tenere d’occhio la strada Ma passiamo agli interni: il cruscotto, classico di foggia aereonautica della Casa giapponese, con tre orologi, due analogici laterali, quello al centro digitale, è supportato dall’Head-Up display, la proiezione dei dati essenziali della guida sul parabrezza, come la velocità, l’attivazione del mantenimento di corsia, utile in caso di nebbia, la lettura dei cartelli stradali e la velocità impostata sul cruise control che è adattivo. Cruise control, anticipiamo un dato della guida, che adatta la velocità dell’auto quando affrontiamo le curve strette, i tornanti ecc. Ovvero, se vogliamo concederci la guida sportiva dobbiamo disattivare i controlli, anche di trazione. Ancora nella guida, i sistemi anticollisione sono attivi sia sul muso che in coda, e ci avvisano dell’avvicinamento di un veicolo con avvisatori a led gialli sugli specchietti retrovisori esterni e l’arresto automatico in caso si manifestasse un pericolo imprevisto sul nostro percorso. Controlli di guida di livello e interni eleganti in ecopelle nera e marrone Gli interni sono in ecopelle di nero e marrone, in linea con il colore metallizzato dell’auto in prova. Nel poggiagomito del conducente, sulla portiera c sono ci comandi per l’apertura dei finestrini e degli specchietti retrovisori esterni. Sempre sulla porta il blocco-sblocco della chiusura di sicurezza delle portiere. L’apertura del portellone posteriore è elettrica e si attiva anche dall’interno, con un pulsante sul cruscotto, a sinistra sotto al volante. Sempre lì i pulsanti con i quali è possibile memorizzare la posizione del sedile di guida per due diversi conducenti. Evidentemente il sedile è regolabile elettronicamente. Sedili e volante riscaldati Accanto c’è l’attivazione-disattivazione dello start & stop, l’attivazione anche in movimento delle telecamere anteriori e di quelle posteriori, la disattivazione dei sensori di parcheggio, la disattivazione dei controlli dei sistemi di trazione. Sotto al display centrale da 12’, i comandi per la ventilazione dell’abitacolo e per il riscaldamento dei sedili e del volante. Il sistema di climatizzazione è molto efficace sia per l’estate che per l’inverno. il pulsante per l’accensione è in basso, sotto al cruscotto e a destra del volante. Tunnel capiente e dedicato ai telefoni cellulari Il tunnel centrale, di dimensioni importanti è rivestito in materiale lucido nero con cornici inox, e reca un comodo portabottiglie o bicchieri, preceduto dalla piattaforma per la ricarica wireless del telefono cellulare. Dietro alla leva del cambio, a metà del tunnel centrale, la manopolona che controlla il sistema di intrattenimento, con ai lati i testi che riportano al menù centrale e anche al navigatore in dotazione. Poco più a destra la manopola che regola il volume e le funzioni del radio ricevitore e del sistema audio. Appena dietro la leva del freno di stazionamento. Il poggia gomiti è in ecopelle marrone, scorrevole: contiene un ampio valo pota oggetti diviso a metà con due prese USB-C e una presa-accendisigari. Sulle portiere c’è il logo dell’impianto stereo che è BOSE. Poi…  proseguiremo la prossima settimana. #charlieinauto3/446

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CX-30: la Mazda più venduta agli italiani ora ibrida

  Per il piacere della guida 2500 cc per erogare dolcemente 150 CV La cilindrata la rende elastica e performante per maggior confort a bordo  Ancora una volta Mazda riesce a stupire con le sue innovazioni che non sono sperimentali e riescono a stare al passo con le attese degli automobilisti, di un pubblico esigente che ama la guida e le prestazioni efficaci, ma ‘morbide’ delle sue vetture del terzo millennio. Andando ancora una volta controcorrente. Quasi allo scoccare del 2026 abbiamo provato la CX 30 E – Skyactiv G, cilindrata di alta gamma (2.500 cc), 140 CV, 290 Nm di coppia, a benzina e aspirato, quindi, niente turbocompressore.                                                               Il motore performante ma anche sostenibile Negli ultimi due anni abbiamo provato tanti modelli di numerose Case che hanno scelto di sviluppare i tre cilindri a bassa cilindrata, per gran parte con meno di 1000 cc, ma la Casa di Hiroshima ha evoluto il suo motore a quattro cilindri che è in grado di staccare l’alimentazione a due di essi consentendo, con una limitata sensazione di calo di potenza, un notevole risparmio di carburante.  I consumi ridotti del nuovo motore Accade sul restyling 2025 del SUV fuoristrada più venduto in Italia. Il risultato, alto rendimento, risparmio di carburante, erogazione di potenza in modo fluido per una guida anche sportiva, ma ‘morbida’, si deve con l’inserimento del sistema mild-hybrid da 24 volt e un elevato rapporto di compressione. Ne risulta anche un calo dei consumi rispetto al motore precedente dell’1,6 per cento, che sale al 7,1 per cento in autostrada, mentre la coppia ha un incremento del 16 per cento.                                                                                                   Alla guida: comoda come gli interni simbolo di eleganza e comodità  Il motore del crossover SUV giapponese è sempre derivato dal Wankel, aspirato e in questo caso ibrido, che grazie alla cilindrata importante è potente ma morbido nella erogazione della spinta. Il che si traduce in confort per i passeggeri, meno stress per il conducente. L’assetto aiuta perché è confortevole nella guida normale, giustamente rigido in quella veloce.  Saliamo a bordo e l’accensione è con il pulsante sotto al cruscotto in similpelle nera, a destra del volante. Gli interni in ecopelle nera e marrone danno un tocco di eleganza all’abitacolo. Gli interni in ecopelle nera e marrone danno u tocco di eleganza all’abitacolo. Il cambio di questo modello è manuale a sei marce, ma c’è anche la versione con il cambio automatico, ed è molto preciso ed efficace, si allinea perfettamente con la elasticità del motore. Tra le novità elettroniche, la presenza dell’assistente vocale Alexa, e del sistema di navigazione sempre connesso, il quale, se gli e lo consentiamo adegua la velocità nell’affrontare le curve. Stile, carattere e personalità in ogni curva  Anche vista dall’esterno, quando la vediamo transitare in curva trasmette le sue doti: la linea è più filante rispetto ad altri SUV, con il muso allungato proprio grazie al tipo di motore adottato e mantenuto da lungo tempo dalla Mazda, che è meno ingombrante. Cerchi in lega scuri, parafanghi e passaruota, come la parte bassa delle portiere protetti dallo stesso materiale nero opaco antiurto con il quale sono realizzati i due grandi paraurti, e da quello posteriore sbucano i due tubi di scarico, separati, ai lati della coda. Più in alto lo spoiler integrato nella cornice, sempre nera, del lunotto posteriore.  di Carlo Morandini                            #charlieinauto3/435

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testdrive CX 30 la Mazda più venduta agli italiani è ibrida ma eroga una potenza morbida

Per il piacere della guida 2500 cc per erogare morbidamente 150 CV Motore Mazda elastico mild hybrid per il maggior confort a bordo Ancora una volta Mazda riesce a stupire con le sue innovazioni che non sono sperimentali e riescono a stare al passo con le attese degli automobilisti, di un pubblico esigente che ama la guida e le prestazioni efficaci, ma ‘morbide’ delle sue vetture del terzo millennio. Andando ancora una volta controcorrente. Quasi allo scoccare del 2026 abbiamo provato la CX 30 E – Skyactiv G, cilindrata di alta gamma (2.500 cc), 140 CV, 290 Nm di coppia, a benzina e aspirato, quindi, niente turbocompressore. Negli ultimi due anni abbiamo provato tanti modelli di numerose Case che hanno scelto di sviluppare i tre cilindri a bassa cilindrata, per gran parte con meno di 1000 cc, ma la Casa di Hiroshima ha evoluto il suo motore a quattro cilindri che è in grado di staccare l’alimentazione a due di essi consentendo, con una limitata sensazione di calo di potenza, un notevole risparmio di carburante. Accade sul restyling 2025 del SUV fuoristrada più venduto in Italia.                                                                                  Il risultato: alto rendimento, risparmio di carburante, erogazione di potenza in modo fluido per una guida anche sportiva, ma ‘morbida’, che si deve all’inserimento del sistema mild-hybrid da 24 volt e a un elevato rapporto di compressione.                                                                                                                            Ne risulta anche un calo dei consumi rispetto al motore precedente dell’1,6 per cento, che sale al 7,1 per cento in autostrada, mentre la coppia ha un incremento del 16 per cento. Il motore del crossover SUV giapponese è sempre derivato dal Wankel, aspirato e in questo caso ibrido, che grazie alla cilindrata importante è potente ma morbido nella erogazione della spinta. Il che si traduce in confort per i passeggeri, meno stress per il conducente.          L’assetto aiuta perché è confortevole nella guida normale, giustamente rigido in quella veloce. Saliamo a bordo e l’accensione è con il pulsante sotto al cruscotto in similpelle nera, a destra del volante. Gli interni in ecopelle nera e marrone danno u tocco di eleganza all’abitacolo.                                                           Il cambio di questo modello è manuale a sei marce, ma c’è anche la versione con il cambio automatico, ed è molto preciso ed efficace, si allinea perfettamente con la elasticità del motore. tra le novità elettroniche, la presenza dell’assistente vocale Alexa, e del sistema di navigazione sempre connesso, il quale, se gli e lo consentiamo adegua la velocità nell’affrontare le curve.                                                                                                                                        Anche vista dall’esterno, quando la vediamo transitare in curva trasmette le sue doti: la linea è più filante rispetto ad altri SUV, con il muso allungato proprio grazie al tipo di motore adottato e mantenuto da lungo tempo dalla Mazda, che è meno ingombrante. Cerchi in lega scuri, parafanghi e passaruota, come la parte bassa delle portiere protetti dallo stesso materiale nero opaco antiurto con il quale sono realizzati i due grandi paraurti, e da quello posteriore sbucano i due tubi di scarico, separati, ai lati della coda. Più in alto lo spoiler integrato nella cornice, sempre nera, del lunotto posteriore.     I fari sono gli avveniristici Matrix a led che illuminano esattamente dove vorremmo e ci serve senza abbagliare che ci precede o chi arriva sull’altra corsia. #charlieinauto3/435

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#testdrive #Mazda2Hybrid affidabile sullo sterrato oltre le aspettative

Propulsione combinata benzina-motore elettrico e trazione anteriore  Fluidità del motore rotante e brio dell’elettrico: è adatta a scarsa aderenza Mazda 2 Hybrid è, come abbiamo visto, una citycar che non si limita a essere tale. Abbiamo raccontato dei contenuti di alta tecnologia che sono di livello superiore per una vettura pensata per l’utilizzo in città, e rendono la guida più sicura e confortevole. Nei centri abitati, nella metropoli, nel nostro caso quella  lombarda, si conferma duttile e agile per potersi districare al meglio anche nelle condizioni più critiche del congestionato traffico urbano. Sulle strade di grande percorrenza e in autostrada dispone degli ausili alla guida che ci consentono di viaggiare e di spostarci senza difficoltà. Passiamo alla tenuta di strada e alla sicurezza nella guida su strade con scarsa aderenza. Riepilogando, trazione anteriore, 116 CV risultato di una potenza combinata tra il motore rotante a benzina di 1490 cc da 93 CV, tradizionale caratteristica della Casa giapponese, e quello elettrico. Il mix tra la propulsore a benzina del motore che è a tre cilindri ma di quasi 1500 cc, e quello elettrico dà origine a una terza modalità di propulsione: quella ibrida. Il risultato è che a un motore elastico per natura si aggiunge l’istantaneità della spinta a trazione elettrica. La trazione è anteriore, mentre Mazda 2 Hybrid seleziona da sola il tipo di propulsione più adatta al momento, tant’è che non abbiamo a disposizione il selettore del cambio, perché non ce n’è bisogno, anche perché monta la trasmissione a variazione continua e-CVT. trasmissione che adatta istantaneamente la marcia alle necessità che si manifestano. Ovvero, la trazione è sempre assicurata, quali che siano le condizioni del fondo stradale, se c’è, e alla modalità di utilizzo che avremo selezionato: ECO, quella più sostenibile, NORMAL, per l’utilizzo standard, POWER, quella più energica che sfrutta la coppia massima di 120 Nm del motore termico e la maggiore aggressività di quello elettrico. Quindi, cominciamo dallo sterrato. Eccone uno abbastanza liscio e scorrevole. Siamo nella #Rivierafriulana, vicino a #Torviscosa, suggestiva città industriale nata negli anni ’30 in funzione dell’azienda agricola Torvis, tra l’altro sorta per sfruttare l’utilizzo delle canne palustri presenti nell’area e realizzare un tessuto ecologico e naturale che sarebbe divenuto famoso nel mondo con il nome di Viscosa. In partenza, Mazda 2 Hybrid parte senza incertezze, veloce, ma senza slittare. Ecco un tratto misto: spingo sull’acceleratore per capirne un po’ di più, ma mi ricordo della modalità di guida B, quella che ci permette di rigenerare più rapidamente la batteria: sulla guida, ha la caratteristica di aumentare l’entità della decelerazione quando rilasciamo il pedale dell’acceleratore. Ovvero, ci risparmia la necessità di utilizzare il pedale del freno perché agisce, rallentandone la rotazione, sulle ruote motrici. Avendo esperienza alla guida, tutto questo si può tradurre nella capacità di mantenere sul fondo con minore aderenza una guida sportiva che in decelerazione sfrutta la lieve sbandata controllabile del retrotreno per facilitarci l’ingresso in curva e permetterci di fruire al meglio della sede stradale. Ci riusciamo con estrema facilità, ma ciò evidenzia che Mazda 2 Hybrid è molto maneggevole anche in queste condizioni. Diversamente, in condizioni di guida ‘normali’, conferma anche sullo sterrato maneggevolezza e stabilità nelle traiettorie che le chiediamo. Nella guida tradizionale, non si scompone ed è sicura come sull’asfalto. #charlieinauto3/312     #provavintage               

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#testdrive #Marzda2 Hybrid con ausili alla guida e alta tecnologia

Mazda 2 svela ambizioni e potenzialità ben oltre il target di city car La cilindrata di 1500 cc del motore rotante assicura elasticità al tre cilindri  Mazda 2 Hybrid: ricordate il vecchio ciclomotore ‘Ciao’? Chi ci andava a scuola, mio fratello, chi come me a lavorare dalla periferia al centro della città. Ce ne sono ancora diversi in circolazione, blu, rossi, qualcuno di color nero: è una bicicletta un po’ più robusta per poter trasportare il peso del motore, del serbatoio, dei freni a tamburo, con i pedali per l’avviamento, per spingersi in salita, per compiere spostamenti brevi. Riusciva a trasportare anche due persone, la seconda seduta sul portapacchi (allora si chiudeva un occhio) e non si fermava mai. Nemmeno in salita. Tanto che ‘da adulti’ ci lanciavamo le sfide a superare, con successo, più di qualche passo alpino o prova speciale del rally, allora dell’Alpi Orientali. Nonostante le dimensioni e la vocazione, già allora ibrida, visto che al motore a benzina, anzi a miscela, abbinava l’energia umana scaricata sui pedali, ha svolto un ruolo imprescindibile nella mobilità, facendo prevalere la passione per la genuinità, l’affidabilità, i pezzi originali. Analogamente, se sui tratti di salita estremi, con il Ciao ci si aiutava, e ancor’oggi ci si aiuta, spingendo sui pedali della parte ciclistica, il nostro test driver ha potuto paragonare a questa opportunità la spinta ausiliaria a un motore tre cilindri assicurata dall’unità ibrida da 59 kW e 23 CV. Anche in questo caso l’apporto ‘elettrico’ al motore termico esprime le sue prerogative con sufficiente brio. Non si tratta del tradizionale tre cilindri che allo start & stop soffre alla ripartenza, e vi induce a evitare di attivare il climatizzatore, altrimenti è finita.. La cilindrata maggiore rispetto ai più diffusi 1000 cc lo dota della potenza sufficiente a renderne più fluido l’utilizzo. Il motore, com’è tradizione Mazda, è rotativo, con una cilindrata di 1490 cc: ciò assicura maggior spinta al motore, un miglior ‘tiro’ ai bassi regimi, maggiore silenziosità perché gli sono richiesti meno giri per prestazioni analoghe, e probabilmente tutto questo si traduce anche in un minor consumo. Elementi importanti anche per una city car, che si riveleranno utili specialmente ora che la utilizzeremo sulle strade extraurbane, sulle quali sfruttiamo l’utile e completo sistema di ausilio alla guida, e un accessorio di un livello solitamente presente soltanto sulle auto di categoria superiore. Si tratta dell’Head-up- display’: ve lo spiego perché il termine inglese non è facile da ricordare. Consiste nella proiezione sul parabrezza dei dati di marcia e navigazione. Anche nel sistema di spie, indicatori, strumentazione Mazda 2 Hybrid si presenta di livello superiore. I comandi principali sono concentrati sulle razze del volante in similpelle, ma per non distogliere lo sguardo dalla strada, sul vetro dinnanzi a noi, come su uno schermo dedicato trasparente leggiamo la nostra velocità, il limite di velocità in tempo reale, i giri del motore, l’avviso dell’assistente alla guida laterale e frontale (ci avvisa quando il rischio di collisione è reale), la velocità alla quale abbiamo impostato il cruise control. Venendo al cruscotto, è formato da un piccolo display centrale e due orologi laterali. Sul minischermo centrale c’è una marea di informazioni proposte con chiarezza nonostante le dimensioni ridotte: orologio, indicatore del consumo di energia, calcolo istantaneo del consumo di carburante, immagine grafica delle funzioni di assistenza alla guida attive, velocità impostata sul cruise control, avviso rischio collisione, autonomia, segnali stradali rilevati, avviso in caso di eccessivo avvicinamento al margine della carreggiata, temperatura esterna, modalità di guida attivata, spia allacciamento cinture di sicurezza, chilometri percorsi dall’auto. Sugli orologi, a sinistra è indicato il tipo di marcia selezionata, l’attivazione della modalità elettrica che mantiene per brevi tratti, un indicatore del consumo di energia e della guida Green, o sostenibile. Nell’orologio di destra ci sono: velocità rilevata dal tachimetro, quantità della benzina nel serbatoio, temperatura del liquido di raffreddamento. Il display al centro della plancia è di medie dimensioni e a tocco: reca tra l’altro la lettura del flusso di energia in corso nella rigenerazione o nell’impiego in marcia, la radio che sfrutta le opportunità della DAB con possibilità di ‘riavvolgere’ la trasmissione e ascoltarla da un punto precedente a piacere. La ricarica per i cellulari è in wireless. Si avvicina la sera, ma non preoccupatevi: i fari sono automatici a led e molto potenti. In autostrada l’avviso di rischio collisione laterale è evidenziato sugli specchietti retrovisori esterni, mentre in parcheggio abbiamo apprezzato l’arresto automatico nel caso si avvicini inaspettatamente un ciclista o un pedone. Come avete percepito, i servizi di assistenza e le dotazioni elettroniche della Mazda 2 Hybrid sono piuttosto avanzati e completi, molto per essere una ‘semplice’ city car. Tanto che, in pratica, hanno riempito un’intera puntata di #charlieinauto. #charlieinauto3/310                                     #provavintage        

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#testdrive City car versatile che si autorigenera la batteria: Mazda 2 Hybrid

Casa che reca innovazione: motore rotante ed elettrico e cambio e-CVT Ripropone una frizione per mono marcia com’era nel caro e vecchio ‘Ciao’ Una city car ma non solo. Questa la mission nelle ipotesi progettuali della Casa giapponese per la Mazda 2 Hybrid, che a prima vista, con lo stile giovane, pur offrendo una buona abitabilità parrebbe destinata all’uso prevalentemente cittadino. Le sue dimensioni compatte lo farebbero pensare. Ma la sua struttura e la compattezza anticipano le soluzioni di versatilità che la rendono adatta a molte modalità d’uso dell’auto. Mazda, significa ‘luce’ ma è anche un acronimo di Matsuda Kabushiki-gaisha, Mazda motor ccompany, Casa relativamente piccola, ma che nell’ormai lontano 2007 aveva prodotto 1.3 milioni di veicoli. Come sempre, per la logistica delle Case che per noi giornalisti dell’auto dell’Italia settentrionale concentra le sedi del parco stampa principalmente a Milano, iniziamo il nostro test proprio dall’impiego urbano, per la precisione dall’utilizzo della Mazda 2 nella metropoli lombarda. Parliamo delle sue caratteristiche, della carta d’identità dell’auto: 1490 cc, 116 Hp, trazione anteriore e un cambio particolare: la trasmissione è e-CVT. Che cosa significa? È un’opzione che produrrà effetti meno sensibili nella nostra guida cittadina rispetto a ciò che potrà poi accadere sulle strade extraurbane. Il cambio dedicato a questo modello è paragonabile al Variomatic del nostro caro vecchio ciclomotore Ciao a variazione continua, ovvero con una serie infinita di rapporti che si adattano ai nostri comandi. Il passaggio da un rapporto all’altro, come riscontriamo nel test già nell’avvicinamento al centro di Milano dopo avere ritirato la Mazda come di consueto alla concessionaria Carrozza, sede del parco stampa situata nell’hinterland lombarco. La Casa dichiara che la trasmissione assicura sempre la trazione ottimale alle ruote, riducendo anche i consumi di carburante. Iniziamo con il dire che non abbiamo alternative di guida, perché Mazda 2 Hybrid non prevede il cambio manuale. A concorrere alle sue performance, nel caso ci servano per un sorpasso o per toglierci da qualche situazione a rischio, è la parte elettrica della motorizzazione che si giova della ricarica in decelerazione. Un’opzione sulla quale possiamo intervenire scegliendo la modalità di guida appropriata, che ci consentirà anche di fruire della maggiore capacità frenante del sistema di ricarica della batteria. Tra le modalità di guida, la B è proprio quella che nell’opzione Eco incrementa l’effetto ricarica, e imparando a fruirne al meglio, oltre a rigenerare più rapidamente la batteria, con l’effetto frenante ci consentirà di guidare più agilmente la vettura sul percorso misto, facendoci rimpiangere di meno la mancanza del cambio manuale. Nel trasferimento impariamo a utilizzare la modalità di guida D, dedicata al risparmio della benzina, perché riduce l’attrito dell’auto durante la marcia. Le modalità di guida sono tre, selezionabili con un pulsante sul tunnel centrale: ECO, per la guida sostenibile, NORMAL; per una guida più brillante, POWER, per le prestazioni migliori. A questo punto occorre dettagliare quali sono le caratteristiche del sistema di propulsore adottato. Si tratta di un modello full-hybrid, quindi che si autoricarica la batteria, e lo fa in movimento: il motore è rotante, com’è tradizione Mazda, a benzina tre cilindri da 93 CV, mentre il motore elettrico da 59 KW da 23 CV. La coppia è di 120 Nm, sufficiente a rendere divertente la guida della vettura. Il modello Hybrid ci consente di entrare nel centro della città con il lasciapassare ai divieti garantito alle auto ecologiche. In una manovra di parcheggio, facile come un gioco perché in tale situazione Mazda 2 gioca in casa abbiamo apprezzato la sicurezza attiva: oltre a un significativo avviso di pericolo, in caso di rischio di collisione anche con un pedone o con un ciclista la vettura si arresta automaticamente, sia che ci stiamo spostando in avanti che in retromarcia. Ora ci prendiamo una pausa nella città, in piazzale Gae Aulenti, zona torre Unicredit, facile da raggiungere, vasta gamma di servizi e shopping. Ci è cara in particolare perché è dedicata a una donna architetto nata a Palazzolo dello Stella (Ud)  e famosa nel mondo. #charlieinauto3/309    #provavintage

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#testdrive : Opel Nuovo Granland SUV versatile e superaccessoriato

Guida sostenibile e confortevole anche in montagna Versatile e sicura anche grazie alla coppia bassa: 230 Nm a soli 1750 g/m Un SUV confortevole che conferisce sicurezza alla guida grazie alla stabilità assicurata da un assetto ben calibrato e dall’equilibrio tra la parte ciclistica, il peso dell’auto, la scelta delle ruote da 18’. Ma la facilità di guida, quando ci si mette al volante della Opel Nuovo Granland, specialmente nel misto e in montagna, deriva soprattutto dalla elasticità di un motore di soli 1200 cc, a tre cilindri, turbo, realizzato interamente in alluminio, che già a 1.750 giri dispone di una coppia massima di 230 Nm. La spinta è dunque inusualmente elevata già a bassi regimi di giri. Per semplificare il concetto, l’auto capace di riprendere la trazione anche in salita subito dopo che si è affrontato un tornante stretto sarà certamente in grado di rispondere ai vostri comandi e di dirigere le ruote verso dove le chiedete di andare. Così nel misto, se risponderà prontamente all’acceleratore vi porterà in sicurezza da una curva all’altra. D’aiuto è il cambio, automatico a 8 marce, assistito sequenziale con palette al volante. Oppure, se preferite e volete che il Granland risponda subito alle vostre necessità, il cambio si può usare manualmente agendo sul comando a cloche sul tunnel centrale. Questa Opel è quindi pensata per assecondare le scelte di diverse tipologie di automobilisti e diverse scelte e tecniche di guida. È supportato da una ampia e completa dotazione di servizi di assistenza attiva alla guida anche notturna, che come abbiamo visto arriva fino a proiettarvi i pericoli improvvisi sotto il naso, sul cruscotto, arrivando fino ad arrestare autonomamente l’auto in caso di reale emergenza. Per mettere, almeno in parte, alla prova tutto questo non ci resta che andare in montagna. Una decisione che possiamo prendere serenamente, perché Granland nella sua ampia gamma di accessori, monta anche i sedili riscaldabili e regolabili, in parte, elettronicamente. Non c’è ancora la neve sulla strada, quindi passiamo dall’opzione Eco, quella più sostenibile, all’opzione Sport. Ci conviene saltare per necessità di tempo la funzione di guida Normal e puntiamo direttamente all’opzione Sport. Il SUV della Opel di fascia media scala agilmente la strada di montagna, con passo deciso e aggressiva quanto basta per risalire con grinta quella che potrebbe essere ancora una prova speciale. Rimane infatti ben aggrappato all’asfalto e ci invita alla riprova in discesa, quando l’auto sarà ancor più sollecitata. Dopo una breve pausa di ristoro ritorniamo a valle. Proviamo a spingere un po’. Alla prova è ora il sistema frenante. Proviamo un paio di staccate e Opel Nuovo Granland regge alla guida più spinta fino in fondo, senza andare in sofferenza. Com’è andata? Bene, sembra che la Granland sia stata realizzata per affrontare questi percorsi. Lo ha fatto con la stessa versatilità e stabilità con la quale abbiamo percorso le strade di pianura. I consumi in montagna non hanno subito variazioni significative rispetto alle scorse settimane. Chiaro che se avessimo tenuto sempre schiacciato il pedale dell’acceleratore, in salita, e l’auto ci invitava a farlo, sarebbero saliti sensibilmente. Ma non è stato necessario perché grazie al tiro ai bassi e all’azzeccata selezione degli 8 rapporti del cambio ci ha permesso di affrontare e sfruttare al meglio la strada, anche con consumi sostenibili. #provavintage  

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