Milano

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#testdrive #DaciaJogger si completa con l’elettronica ed è anche bifuel

Il sette posti ‘on demand’ della Dacia rinnova totalmente il design Uno stile gradevole ma essenziale per un SOV crossover superaccessoriato Prosegue la rivoluzione Dacia e il restyling dei modelli ha raggiunto anche Jogger, il cross over ‘familiare’ che rappresenta al momento dell’uscita la vettura più grande della linea della Casa franco-romena. Per comprendere l’importanza del modello è disponibile nelle versioni a 5 e a 7 posti, e ciò senza che l’auto abbia raggiunto misure ingestibili. Tra le due versioni, dall’esterno non si avvertono vistose differenze. Ma ritorniamo al design: è prettamente tecnico, con uno stile ammorbidito rispetto alla versione precedente, e si presenta come un monovolume rialzato, a ricordare che si tratta di un crossover, caratteristica che approfondiremo più tardi. Anche Jogger cambia radicalmente aspetto, ma nel contempo si propone anche con nuove motorizzazioni e nella versione bifuel, che è quella affidataci dalla Casa. In aggiunta alla versione precedente monta i fari a led, che sono potenti. Ma saliamo a bordo. Motore mille di cilindrata, per la precisione 999 cc, tre cilindri, dotato di turbina che gli consente di erogare 74 kW circa 110 CV. Quanto basta per renderla performante anche al di sopra delle aspettative vista la sua mission. Il motore si propone con il classico sound del tre cilindri, ma è molto bene insonorizzata. Sei marce e sistema Start & stop che la rende ancor più sostenibile in città, anche nelle code e nel traffico congestionato. Perché la qualità che la contraddistingue è il fatto che è Bifuel, ossia si può alimentare sia a benzina che a GPL, ovvero Gas Propano Liquefatto. I vantaggi? Viaggiando a gas il costo del carburante è attualmente dimezzato rispetto a quello della benzina super. Ma a chi gestisce i sistemi del traffico e le potenzialità inquinanti dei veicoli questo importa relativamente. Il dato interessante è che le emissioni del motore a scoppio a gas contengono un bassissimo livello di elementi inquinanti. Infatti, a Milano per esempio ci è stato possibile entrare in ventro senza essere bloccati dai divieti di circolazione motivati dalla necessità di ridurre lo smog. Nel traffico? Si sposta agilmente con e nelle ripartenze è aiutata dal ‘turbo’ che ci porta rapidamente in testa alle altre auto. Pur essendo a sette posti, nei parcheggi non ci costringe a manovre particolarmente impegnative, perché è nonostante lo spazio interno a disposizione (anche con i due ulteriori sedili di coda in posizione rimane a disposizione un bagagliaio profondo una quarantina di cm) è lunga ‘soltanto’ 455 cm. Inoltre, è dotata di telecamere ad alta definizione e dei sensori di parcheggio che ci facilitano la manovra. I sedili anteriori sono avvolgenti comodi, e regolabili, manualmente, in tutte le posizioni, anche in altezza e sono realizzati in tessuto impermeabilizzato e atermico, che permette di mantenere una temperatura gradevole sia con il caldo che con il freddo. Un ulteriore elemento che fa intendere come Jogger sia progettata sia per le famiglie che per il lavoro o per il trasporto multiplo di persone (6 + il conducente). Un’auto versatile, perché abbattendo i sedili posteriori e lasciando riporti quelli ‘supplementari’ diviene un comodo mezzo da lavoro abbondantemente finestrato. Per l’uso familiare, ma anche per il trasporto persone òe rifiniture interne sono curate, utilizzano i recenti materiali ecologici e le imbottiture e le protezioni sono al posto giusto per amplificare il confort. Per accedere ai sedili di coda, è sufficiente abbattere quelli posteriori agendo su un comando di materiale sintetico simil stoffa rossa ben visibile. I due sedili posteriori si ritirano verso avanti per facilitare l’accesso. I sedili, compresi quelli di coda, sono comodi e avvolgenti. Per i passeggeri che si sistemano in coda, non essendoci lo spazio nelle francate per inserire altri due vetri motorizzati, ci sono due efficaci deflettori ad apertura manuale. Partiamo? Beh, ci mettiamo in movimento, ma c’è ancora molto da raccontare. #charlieinauto3/418       #provavintage #dacia #daciajoggerbifuel  #bifuel

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#testdrive MG ZS rinascita cinese del marchio del cuore per i gentleman del ‘vecchio continente’

Un SUV crossover di fascia intermedia di stampo britannico Colori classici e interni morbidi per  il confort in stile inglese Quest’anno arriva il modello ibrido con il look rivisitato e attualizzato Ai gentleman, alle gentle-girl per parità di genere, il marchio MG evoca ricordi romantici, sportivi, disimpegnati. Il marchio britannico produceva infatti una indimenticabile spider compattache era il sogno di molti studenti, e studentesse, ed era forse il primo ‘sfizio’ che gli appassionati si concedevano non appena conquistata l’autonomia per gli spostamenti fuori città, all’aria aperta, per azzardare qualche viaggio magari attaccando la valigetta sopra al cofano posteriore per raddoppiare la capienza di un bagagliaio limitato alla forma dell’auto dalla sauna inconfondibile determinata dalle ruote esterne alla scocca e coperte da morbidi parafanghi. L’acronimo stava per Morris Garage legato in qualche modo alla mitica Mini, ed è stato acquistato da una decina d’anni dalla Saic cinese, che ha generato una crossover compatta, dalla linea morbida ed elegante, per nulla orientaleggiante. Anzi, dallo stile quasi inglese forse per mantenere viva l’immagine dello stile inglese che MG evoca ancora. La MG ZS, che abbiamo provato ‘fuori busta’, è prodotta dal 2017, ed è appena uscita la nuova serie. Lunga 432 cm, si presenta con un buon livello di finiture, con gli interni rivestiti di simil pelle morbida, che eleva la qualità del confort anche a livello visivo. Il motore a quattro cilindri di 1.498 cc eroga 78 kW, cioè 106,05 CV. Cinque posti, le finiture dei sedili avvolgenti, quello di guida regolabile elettronicamente e riscaldato come quello del passeggero, sono arricchiti dalle cuciture rosse. Il portellone posteriore è ampio e assicura una buona capacità di capacità di carico. Si apre facendo pressione sul marchio MG leggermente in rilievo, nel quale è inserita una delle quattro telecamere che permettono di vedere sul grande display centrale in HD le immagini dei quattro lati dell’auto, e si attivano automaticamente a seconda della direzione verso la quale abbiamo deciso di dirigerci. Non solo, ma consentono, in modalità 3D, di vedere dall’alto la vettura con la simulazione dello spostamento previsto dell’auto., sia procedendo in avanti che all’indietro. Il  cambio è, in questo modello, a 5 marce, almeno per questo esemplare, e i rapporti sono ben selezionati. Consentono una guida fluida e sufficientemente agile. In marcia ha la ripresa necessaria per effettuare i sorpassi in sicurezza. L’assetto è comunque quello di un SUV crossover, contenuto in uno styling un po’ vintage che ne rende accattivante l’aspetto. Nell’uso fuoristrada, anche in stradine complicate con l’ausilio delle telecamere a 360 gradi che si orientano verso le nostre intenzioni, è maneggevole. Ma di questa sua vocazione risente la sensazione di sicurezza alla guida, anche se non tradisce il percorso che le imponiamo: l’assetto alto da fuoristrada la spinge a ondeggiare in curva verso l’esterno, ma si inclina dolcemente, un po’ come le vecchie auto francesi. tuttavia, ciò non influisce sulla guida. Rassicurata anche dai quattro potenti freni a disco in dotazione per un uso in sicurezza in ogni condizione. Ne abbiamo approfittato per concederci una escursione sullo splendido scenario collinare di Bergamo, per poi arrivare in piazza Duomo a Milano nel corso delle riprese di uno sceneggiato tv. #charlieinauto3/417     #provavintage        

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#testdrive #DaciaDuster Bifuel anno zero della nuova era della Casa

La terza generazione con un design gradevolmente aggressivo Tanta elettronica a bordo per una sicurezza a 360° #CHARLIEINAUTO AL TRAGUARDO DEI 700 MILA KM SU STRADA  Premio Auto Europa assegnato dai giornalisti specializzati dell’Unione Italiana Giornalisti Automotive (UIGA) della quale faccio parte. L’avevamo provata in anteprima, l’abbiamo fatta conoscere tramite i nostri social, ora parliamo su #charlieinauto e #provavintage rispettando l’ordine cronologico dei nostri test drive. Nel frattempo, abbiamo provato anche l’altro modello più recente della Casa che fa parte del gruppo Renault, e abbiamo avuto la conferma del grande salto di qualità compiuto da Dacia da pochi mesi, con la terza generazione della Duster. La Nuova Dacia Duster Bifuel, alimentata a benzina o GPL, risponde ai requisiti della sostenibilità e dispone di tutte le protezioni per la sicurezza attiva richieste dal nuovo codice della strada e in sintonia con le tecnologie più avanzate. È confortevole e giustamente performante, ma andiamo per ordine. Nel frattempo #charlieinauto, ovvero il piede destro del vostro test driver di fiducia, cioè il sottoscritto, ha appena superato i 700 mila chilometri di percorrenza sul lavoro. Ovviamente, per motivi anagrafici quelli da me percorsi in una vita da automobilista sono esponenzialmente di più, quasi quattro volte tanti. Ma ritorniamo alla Nuova Dacia Duster. Avevamo provato anche il modello precedente, la seconda generazione, e per la sua categoria e fascia di utenza era già convincente. La Nuova Duster, come la Sandero che abbiamo già testato ma riproveremo anche questa nel modello byfuel, nel modello in prova ha un motore alimentato a benzina, o GPL, da 999 cc, che eroga 74 kW, è turbo assistito e sommando il pieno di benzina a quello di gas (560 km di autonomia) gode di una autonomia complessiva di oltre 1.000 km. E sapendo che il passaggio dall’alimentazione a gas a quella a benzina è automatico e non si avverte minimamente è davvero un bel viaggiare. Anche se è bene considerare che, specialmente in Italia, quando vi abituerete a girare utilizzando il GPL, visto il costo al distributore che oscilla attorno a 0,7 euro al litro, il serbatoio della benzina lo lascerete quasi sempre pieno, ovvero, di riserva. Uno stile nuovo, una linea gradevole ancorché derivata dallo styling essenziale dei modelli precedenti la faccio piacere anche ai giovani, perché unisce l’appeal della sagoma di un mezzo tecnico da fuoristrada a una linea moderna e piacevole. Teniamo conto che Dacia viene proposta con successo su diversi mercati con marchi diversi, ma lo stesso contenuto. In Sud America e Medio Oriente è venduta con il logo Renault, mentre in altri Paesi è commercializzata come Nissan. Già nel 2022 ha superato i 2 milioni di esemplari venduti. Saliamo a bordo, il parco stampa è vicino all’area dell’ex EXPO 2015, e gli interni sono eleganti e grigio scuro, con rifiniture blu notte, che assieme ai sedili in tela ecologica antimacchia. Il cruscotto ora non è più analogico con i due orologi ma è digitale e  reca rispettivamente anche gli indicatori del livello della benzina, e del gas. Il passaggio dall’alimentazione a gas a quella a benzina avviene automaticamente ma è annunciato da un avviso acustico e uno visivo. Si può scegliere il tipo di alimentazione con un tasto a sinistra del volante sul cruscotto; ha accanto il tasto che esclude i sistemi di sicurezza attiva elettronica e anticollisione e i testi che regolano l’altezza dei fari a led e l’attivazione del sistema start & stop. Sempre lì c’è un testo con una funzione molto importante: ECO. Riduce leggermente le prestazioni del motore, ma anche le emissioni, e aumenta l’autonomia e il rendimento del motore. Vedremo più avanti che anche con la funzione ECO la Nuova Dacia Duster si comporterà generosamente anche in montagna e nel fuoristrada. Siamo arrivati in città, il sistema start & stop è efficace, mentre per il parcheggio si possono controllare i sensori anteriori e quelli laterali a 360°. Un avvisatore acustico ci segnalerà si ci stiamo avvicinando troppo a un ostacolo, ma anche quando un pedone o un ciclista non saranno a distanza di sicurezza o si avvicineranno improvvisamente. Questo controllo è attivo a 360°. Infine, le porte si bloccano automaticamente. #charlieinauto3/405

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#MOTORI: IL BLOG #CHARLIEINAUTO DI CARLO MORANDINI AL RECORD DELLE 400 PUNTATE

Dieci anni su auto di tutte le Case per far conoscere al pubblico novità e innovazione Un ringraziamento: alle Case automobilistiche per oltre 100 testdrive e a chi ha collaborato Oltre dieci anni di test drive, sui media televisivi, sulla carta stampata, in radio, e sul web. Una testimonianza dei cambiamenti che ha vissuto il mondo dell’automobile e di conseguenza l’intero sistema dell’automotive, in un periodo significativo, percorso da cambiamenti che hanno rivoluzionato l’intera società e più di recente in modo profondo il sistema economico. Una testimonianza, la nostra, che è scolpita nella galassia dell’informazione dal nostro blog, #charlieinauto sul portale www.libero.it, con il quale abbiamo raggiunto il traguardo record di 400 puntate. Quattrocento settimane che abbiamo dedicato a descrivere con altrettanti articoli le oltre cento auto di nuova produzione affidateci in prova dagli Uffici stampa delle Case. Auto, anche per noi mai utilizzate in precedenza, con le quali abbiamo raggiunto eventi, personaggi, siti particolari, eventi che abbiamo descritto e narrato in parallelo, rendendo così più ricco il racconto dedicato alle auto tra le quali i nostri ormai decine di migliaia di lettori possano scegliere la più adatta per l’uso quotidiano e per i loro cari. Abbiamo iniziato in un pomeriggio di pieno inverno a Milano, coronando un sogno, quello di provare la Fiat 124 Spider che è stata la prima vettura affidataci per la prova dal Capo ufficio stampa della Casa torinese. Per proseguire a bordo di pressoché tutte le auto oggi circolanti, senza rallentare il ritmo delle prove su strada nemmeno nel periodo della pandemia quando, pur autorizzati per motivi di lavoro a essere in auto nelle ore di servizio, ci aggiravamo guardinghi, con fare apparentemente furtivo su strade completamente deserte. Questo, sia nel cuore di Milano come al Piancavallo o nel Tarvisiano, a Grado o Lignano Sabbiadoro, a Udine, ad Aquileia, Gorizia, Pordenone, Conegliano, Bergamo, Portogruaro, Trieste, nella Val D’Orcia, sul Gargano e in tanti altri siti e luoghi di interesse turistico, storico, culturale. Auto a trazione anteriore, posteriore, integrale, 4X4 on demand, sospinte da motori a benzina, diesel, ibridi, elettrici, a metano o GPL, traendo conclusioni che hanno aiutato gli automobilisti a districarsi in una selva di offerte che ora si complica con l’arrivo delle auto dall’Oriente. Perché l’abbiamo fatto? Per le necessità di spostamento del lavoro giornalistico, poi sospinti dal piacere della guida sulla scorta di antiche avventure al volante con i nostri familiari, di esperienze sportive di guida personali, ma anche dalla curiosità di  conoscere dotazioni, tecnologie, accessori e soluzioni d’avanguardia, per poterle poi descrivere e raccontare. Un’avventura ripresa con il programma televisivo FVG da scoprire, su TPN, poi su  La7 il13, sul Magazine dell’ACI di Udine e su altri media di settore e non. Un risultato per il quale ringraziamo gli Uffici stampa delle Case automobilistiche, ma personalmente anche Ida e Marco, che mi hanno supportato oltre che nella realizzazione dei materiali, anche al volante o dal sedile accanto, specialmente nelle lunghe e spesso impegnative trasferte verso siti di interesse e i luoghi di ritiro e riconsegna delle vetture. Questo,  in ogni condizione climatica e meteorologica, guidati sempre dalla curiosità, dalla passione per il mestiere più bello del mondo, dal desiderio della scoperta di luoghi e mezzi nuovi, dal piacere di comunicare in modo oggettivo su un oggetto di uso quotidiano e ai giorni nostri oggi indispensabile: l’automobile. Carlo Morandini #charlieinauto3/401 Twitter, ora X : @charlieinauto3 Facebook : FVG da scoprire ;   La Riviera friulana;   Carlo Morandini;   Morandini Carlo;   Marco Morandini;   Ida Donati; Qui di seguito un esempio di foto di ciascun test drive. Ma c’è molto altro ancora che trovate su www-libero.it libero.blog.it  #charlieinauto #provavintage e sui nostri social come   FVG da scoprire    La Riviera friulana

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#testdrive #charlieinauto n.400 a bordo del generoso SUV #FordTourneo Curier

  #CHARLIEINAUTO N.400!!! NOVE ANNI DI ATTIVITA’ ININTERROTTA  Festeggiamo con questo mezzo versatile, più che un’auto un veicolo di utilità, il vero senso del SUV, la 400 puntata di #charlieinauto, il blog che vi ha fatto scoprire oltre 100 vetture di nuova produzione di ogni genere, categoria, Casa, cilindrata, alla scoperta di eccellenze, particolarità, sostenibilità, confort, prestazioni, opportunità.  Nove anni di test drive alla scoperta di percorsi, mete, eccellenze, specificità dei territori del nordest e non solo, senza conoscere soste, né a causa della pandemia, nonostante i ripetuti lock-down, abbiamo sempre operato, né in periodi di incertezza per il mondo dell’automobile quale è quello che stiamo attraversando, nel quale comunque ci sono Case che propongono novità interessanti, soprattutto in riferimento alla sostenibilità e alle tecnologie alternative. Un’esperienza importante e formativa a stretto contatto con gli uffici stampa delle Case che hanno sempre assecondato le nostre attese. Spesso dedicandoci, come in questo caso, la prova di mezzi interessanti che anche noi non avevamo ancora scoperto. Un’esperienza che ci ha fatto vivere ‘da dentro’ l’evoluzione dell’auto tra scommesse energetiche premature e la ricerca di nuove soluzioni percorribili e sostenibili, tra le auto ibride, quelle elettriche, quelle a gas, quelle mosse da combustibili di origine vegetale, ma anche le nuove frontiere dei motori endotermici a basso impatto ambientale, diesel o a benzina grazie anche a nuove tecnologie.   Un percorso anche attraverso Concorsi, Premi, competizioni, eventi, manifestazioni per arricchire una comunicazione, quella del mondo dei motori, che ci vede impegnati dal 1977 a partire dalle prime emittenti private e che non cessa di attrarre un pubblico di ogni età.  Ma veniamo all’oggetto, anzi al soggetto di questa puntata, la Ford Tourneo Courier. Parcheggi facili con telecamera posteriore e il display di buone dimensioni Trazione anteriore scattante in parcheggio di aiuto le porte scorrevoli Un’auto versatile, dai grandi spazi interni che a dispetto della struttura, un SUV che appare come un elegante e appariscente pullmino, riesce a divertire alla guida ed essere performante nonostante il motore a benzina di ‘soli’ 1.0 litri, che grazie alla tecnologia Ford EcoBoost eroga 125 CV e offre prestazioni interessanti. È il nuovo Ford Tourneo Courier, che è la versione più ‘familiare’. Con il cambio automatico a 7 marce il modello che abbiamo provato, ma è prodotta anche con il cambio manuale a 6 marce. Come si conviene per un’auto che punta ad affermarsi tra la selva di nuove regole per produttori e progettisti, monta tutte le più aggiornate tecnologie per la sicurezza e la connettività: sicurezza attiva con il Pre-Collision Assist, l’assistente alla guida che scansiona costantemente la strada e aziona automaticamente i freni per eliminare o ridurre il rischio e la gravità di una eventuale collisione frontale. Legge dunque nello spazio circostante la presenza di pedoni, ciclisti, motociclisti, ma anche di altri veicoli, che improvvisamente si immettano in rotta di collisione verso di noi. Proposto a un prezzo interessante per l’importanza del mezzo, ha un elevato livello di rifiniture e confort, nonché di tecnologie. A prima vista, specialmente le altre versioni perché questa bicolore verde metallizzato e con il tetto panna è quella più elegante, potrebbe assomigliare allo sviluppo di un mezzo commerciale, ma salendo al volante ci si rende conto di come tale considerazione sia riduttiva. Ma iniziamo il test drive. Siamo in città, in centro a Milano. Il motore, ricordiamo, eroga 92.90 Kw, e si svela subito con una buona ripresa. Notiamo subito che la leva del cambio automatico ci mette a disposizione anche le ridotte, per un uso in montagna o nelle città rivierasche o montane. Il loro utilizzo non è certo pensato per il fuoristrada, bensì per permetterci di affrontare le Salite, tra le quali inseriamo anche le rampe dei parcheggi sotterranei, in sicurezza anche a pieno carico. Nonostante sembri progettata per assicurare il massimo spazio e confort, la Ford Tourneo Courier consente di trasportare a bordo molte cose e di disporre di cinque posti confortevoli sui sedili in finta pelle comodi e avvolgenti, pensati per  assicurare la massima comodità nei viaggi ma anche per trattenere conducente e passeggero al loro posto nel caso di guida veloce, come vedremo quasi sportiva. Pensando all’uso nelle metropoli, nonostante le dimensioni si manovra facilmente. Per comprendere la sua vocazione, mira anche ad accompagnarci comodamente in vacanza, è bene sapere che è disponibile anche nella versione a 7 posti. Un allestimento, che nonostante questa ‘intrusione’ non sacrifica lo spazio a disposizione per trasportare i bagagli o molto altro. In città, dato l’ingombro, non eccessivo per la sua funzione, ad agevolare i passeggeri ci sono le portiere posteriori che per facilitare l’accesso ai comodi sedili  si aprono a scorrimento. Ciò aumenta anche la capacità di carico. Ora siamo arrivati in centro ed ecco finalmente un parcheggio libero: proviamo la manovra, il nostro primo parcheggio con quest’auto, e quando ci avviciniamo al veicolo in sosta alle nostre spalle scopriamo l’utilità della telecamera posteriore che proietta immagini HD nel grande display centrale. L’immagine è ripresa in HD con l’obiettivo grandangolare, e sullo schermo ci appare sovrapposto il grafico della manovra ideale che non ci distoglie dalla percezione della vita attorno a noi, evitando il rischio di eventuali collisioni che sarebbe comunque segnalato dal sistema di sicurezza.  #charlieinauto3/400      #provavintage  

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#testdrive La #Jeep #Renegade si trasforma in vettura performante nella versione e Hybrid

Quasi come il Dott. Jekyll e Mister Hyde l’unità elettrica dà una spinta stile turbo al motore da 1.469 cc e 130 CV Tanta elettronica e funzioni di assistenza alla guida e non solo di ultima generazione Ricominciamo da un’icona dell’automobile, un modello che si rifà a un auto, anzi un fuoristrada, oggi si direbbe Suv crossover, che è presente nella memoria e ha fatto la storia: la Jeep Renegade, che riprende il muso e la sagoma della Willy’s, la vettura fuoristrada portata in Europa dall’Esercito americano nella Seconda Guerra mondiale. L’abbiamo già provata, poi ne abbiamo guidate diverse, ma questa è la versione attuale più recente: la e Hybrid. La livrea dell’esemplare che ci è stato assegnato dall’Ufficio stampa della Jeep Italia che è quella base per questo modello è scocca bianca, tettuccio, cerchi, imperiale, passaruote e specchietti nero lucido. Un abbinamento cromatico caro ai tifosi della Juve, ma anche a quelli, come me, dell’Udinese, che per questo modello è molto azzeccato e la rende un prodotto giovane, che ha molto fans tra la generazione teen, ma che piace a molti. Il look è completato con efficacia dalla stella in nero opaco iscritta in un cerchio che contraddistingue i modelli più performanti. Ciò che colpisce subito, salendo a bordo, sono i due grandi schermi del cruscotto full HD 10,25”e del display centrale che è sempre full HD da 10.1’ di diagonale, e contiene una marea di funzioni e di opzioni sulle quali mi soffermerò nelle prossime puntate. Il cruscotto dispone di quattro visualizzazioni principali. Ma non è questa la nota distintiva principale della nuovissima Jeep Regenade e Hybrid. Dal cruscotto si capisce che ha una doppia personalità, perché se in basso a destra c’è l’indicatore del livello del carburante, il serbatoio contiene circa 38 litri, in basso a sinistra c’è invece quello del livello di carica della batteria che serve a farci decidere se, in città, ci potremo muovere in modalità EV. Questa Jeep è ibrida, si autoricarica la batteria in decelerazione e si può muovere in EV fino a 50 km/h. Quanto basta per gli spostamenti nel traffico delle metropoli tra una coda e l’altra per alcune centinaia di metri senza farci spendere un solo centesimo di carburante o di ricarica elettrica. Il motore elettrico gestisce le manovre di parcheggio, le ripartenze, la marcia ad andatura regolare. Nella ripartenza il motore endotermico si innesta in seconda o terza e così ci ha già fatto risparmiare carburante. Quando si muove in modalità elettrica emette un suono di avvertimento con una frequenza non fastidiosa ma ben udibile che si fa subito notare da ciclisti e pedoni. È sufficiente premere un po’ di più il pedale dell’acceleratore per mettere in moto il motore termico, a benzina, quattro cilindri in linea turbo da 1.469 cc., 096,00 kWh, 130 CV e 240 Nm di coppia che si registra già a 1.500 giri; pesa 1420 kg ed è a trazione anteriore. Appena ci liberiamo dal traffico della metropoli lombarda pensiamo a come va la Jeep Renegade e Hybrid, che si distingue soltanto una ‘e’ in verde brillante applicata sul portellone posteriore. Il motore termico è supportato da uno elettrico da 15 kW sostenuto da una batteria da 0,8 kW, che ci consentirà di spingerla da 0 a 100 km/h in meno di 10’, ma soprattutto di andare oltre, verso il limite di velocità autostradale in una manciata di secondi. Il cambio che ce lo consente è automatico a doppia frizione e sette rapporti, a leva a cloche è molto accessibile e ‘docile’ e permette anche di cambiare manualmente per non toglierci questo piacere della guida. Ma il cambio automatico esplica già da solo autonomamente la sua funzione in modo egregio. Ma non vi posso svelare tutto in questa prima puntata del test drive. Quindi parcheggio, con il sistema automatico della Jeep Renegade, e ci godiamo la serata nel cuore della metropoli. Carlo Morandini #charlieinauto3/391  #provavintage     

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#testdrive #jeepAvenger benzina si destreggia nel cuore della città

Si rivela sostenibile per i consumi anche nel traffico urbano Interni comodi con allestimento giovane non banali per un SUV crossover Avevamo provato per voi l’imponente e potente Wrangler 4XE Sahara plug in e ora passiamo alla duttile ma performante Avenger, la più piccola e l’ultima della covata Jeep, il brand americano che fa parte del Gruppo Stellantis. Ci è stata proposta a sorpresa, anche perché a sorpresa è anche la motorizzazione. Di questo modello esiste ormai la gamma completa di propulsori, a parte il diesel, e dopo tutte le incertezze normative europee che hanno devastato la programmazione dell’automotive che cosa ci è stato affidato? La cosa più semplice: la versione a benzina. Che è sufficientemente dotata per rendere divertente la vettura. Il motore è 1.2 turbo da 100 CV, peso 1.255, cambio manuale a sei marce come si confà a una fuoristrada purosangue, piccole dimensioni per questo SUV Jeep ma tanta elettronica e interni inaspettatamente spaziosi e confortevoli con numerosi vani di carico. La prima impressione, guidando questo fuoristrada dotato dell’assistenza alla guida avanzata e di ultima generazione, le manca soltanto la guida autonoma, è che non sia tale. Infatti, nei primi chilometri di prova percorsi nel cuore di Milano non sembrava di guidare una offroad bensì un’auto da città. La guida risulta essere infatti molto delicata, ovvero, è la classica vettura da poter guidare ‘metaforicamente’ con due dita posizionate sulle razze del volante, perché è molto docile. Per questo sarà molto divertente ed efficace nello sterrato e sui percorsi difficili. Faremo una ulteriore verifica sui consumi sulle strade urbane, ma a vista, e controllando la strumentazione di bordo, sono bassi in città. Cominciamo dai primi passi alla guida: gli interni sono moderni e caratterizzati con l’ombra della sagoma della Jeep sul bordo del parabrezza com’è tradizione per le auto della Casa americana, la personalizzazione dei bordi del cruscotto dello stesso colore giallo satinato della carrozzeria e delle bocchette di aereazione, un particolare gioco dei colori con le luci d’ambiente e di servizio interne, il volante a due razze con la grande scritta Jeep sul pulsante centrale dell’avvisatore acustico, il cruscotto in 3D di dimensioni contenute, 7,25”, ma in tre D, il display centrale da 10.25”,e per la sicurezza urbana ed extraurbana il sistema elettronico di riconoscimento di pedoni e ciclisti con eventuale frenata di emergenza. Già molte le opzioni, assieme alle telecamere a 360° super funzionali anche nei parcheggi. Il motore è ovviamente silenzioso in conseguenza della buona insonorizzazione, a sua volta conseguente all’impermeabilizzazione e protezione della scocca e della intera carrozzeria, votata al fuoristrada. Ci permette di goderci l’ottimo impianto di intrattenimento a 6 vie, anche funzionale alla connessione con Iphone o Android. Mentre la maneggevolezza della Jeep Avenger, morbida alla guida questa versione a benzina, ci dà modo di apprezzare il centro storico del capoluogo lombardo e l’architettura dei palazzi del Rinascimento. #charlieinauto3/386   #provavintage

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#testdrive Hyundai Santa Fe Hybrid con un’assistenza alla guida integrale

Dal Cruise control adattivo intelligente ai fari altrettanto auto selettivi Al sistema di telecamere 360 per parcheggiare tra i portici di Portogruaro Il pulsante dello start per attivare la Hyundai Santa Fe Hybrid è sotto al cruscotto, sul lato destro. Vi può capitare di non percepire alcun segnale che vi confermi l’avvenuta accensione del sistema. ovvero, se siete distratti o presi da altri pensieri vi potrà capitare di non accorgervi di averla già messa in moto. Questo perché all’avvio dà la priorità alla modalità elettrica, che rimane attiva per una sessantina di km finché non chiederete al maxi Suv coreano di esprimersi al massimo delle sue performances. Ciò si rivelerà molto utile nel caso vi spostiate all’interno di una città, o vi serva uno spostamento limitato, perché, come dicevamo, se disponete di una colonnina di ricarica autonoma o alimentata dal vostro impianto fotovoltaico, ciò vi permetterà di muovervi a costo zero. Diversamente, se dopo avere premuto sul pulsante D, Drive sul tunnel sotto al cruscotto che è il terzo dopo il tasto R, Retromarcia, N, Neutral o Folle, P, Parcheggio, ruoterete la grossa manopola per le funzioni di guida invece che su Eco, la modalità green e con la guida soft, su Sport si attiverà istantaneamente il motore termico, al quale, per una spinta bruciante, si affiancherà automaticamente quello elettrico. A quel punto non vi resterà che schiacciare l’acceleratore e cominciare a divertirvi a guidare, assecondati dal cambio automatico a sei marce che è molto adattivo. Per una guida di precisione vi potrete avvalere della funzione manuale che accetterà la vostra selezione delle marce attraverso le palette al volante. Il motore di 1598 cc da 132,20 Kw scarica una spinta importante sulle ruote anteriori, e appena ci mettiamo in movimento affida l’auto a un sistema di guida assistita per la sicurezza che è pressoché autonomo. Se ci inseriamo su una strada a grande scorrimento o in autostrada, il cruise control adattivo si prenderà cura della vettura e di noi. Si tratta di un cruise control adattivo non per nulla denominato ‘intelligente’. Come sono del tipo adattivo ‘intelligente’ i fari automatici che scandagliano il nostro orizzonte nei punti oscuri nella direzione verso la quale ci muoviamo. Per esemplificare l’efficacia del cruise control adattivo ‘intelligente’, nel trasferimento da Milano alla Riviera friulana ci siamo affidati a questo sistema utilizzando soltanto il volante: se ci infilavamo nella colonna più lenta, la Santa Fe rallentava automaticamente adeguandosi alla velocità dei mezzi che ci precedevano, per poi mantenere la stessa velocità della colonna. Manteneva anche la corsia prescelta grazie al controllo laterale. Al momento del sorpasso era sufficiente sterzare verso la corsia libera per far riprendere alla Hyundai la velocità impostata in precedenza. Allo stesso modo, per esempio per entrare al grill era sufficiente immettersi dietro a un mezzo che stesse compiendo la stessa manovra e lasciar fare al computer di bordo. Ora è arrivato il momento di parcheggiare perché abbiamo raggiunto il centro di Portogruaro attraversando le splendide strade dallo stile e dall’architettura veneziana. È una città splendida sulle sponde del fiume Lemene, con i suggestivi portici attorno alla piazza e alle stradine lastricate in pietra o in ciottolato, circondata dalle mura medioevali che racchiudono un antico nucleo abitato di origine romana. Alcune delle strade, come le calli veneziane sbucano sul corso del fiume. Ecco il parcheggio, nel quale la Hyundai, su richiesta, si inserisce automaticamente. Non avevamo ancora detto che la nuova Santa Fe è a sette posti, due dei quali sui seggiolini posteriori che sbucano dal bagagliaio rubando parte dell’ampio spazio disponibile. Per questo è lunga m, ma ciononostante è molto maneggevole. Una qualità che ci incoraggia a parcheggiare manualm ente agevolati dall’efficace sistema di telecamere a 360° e che si rivelerà molto utile anche in montagna. #charlieinauto3/3

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AUTO: 38.PREMIO AUTO EUROPA ALLA JEEP AVENGER

Successo della prima volta per il voto on line della Giuria popolare Andrea Gualano capo ufficio stampa della Jeep: è l’11.riconoscimento È andato all’Avenger, la prima Jeep pensata e realizzata in Europa, il 38. Premio Auto Europa, il riconoscimento ideato dall’UIGA, l’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive, che quest’anno è stato consegnato a Milano, nella sede della Bosch Italia. La scelta da parte della giuria popolare, coinvolta per la prima volta attraverso il voto on line, di 150 opinion leader e dei giornalisti dell’UIGA, come ha commentato il capo ufficio stampa della Jeep Italia, Andrea Gualano, è la conferma che arriva dopo il favore dei mercati, ma anche dopo altri undici riconoscimenti ottenuti dalla più ‘piccola’ ma anche più tecnologica auto fuoristrada della Casa americana. La Giuria popolare, che ha votato tramite la pagina sul portale UIGA, le testate giornalistiche e i blog del settore, aveva indicato la nuova Fiat 600e, la versione elettrica e del terzo millennio, anche più spaziosa, dell’auto che negli anni ’60 aveva motorizzato la classe media italiana. Per gli opinion leader, la maggioranza aveva invece scelto la Peugeot 408. In sostanza, il gruppo Stellantis ha così fatto ‘tris’ nel risultato finale. Jeep, Fiat e Peugeot fanno parte infatti del supergruppo europeo. Con le altre candidate alla fase finale, selezionate tra una ventina di modelli dai giornalisti UIGA, le tre vetture sul podio rappresentavano tutti i tipi di motorizzazione, da quelle elettriche, a quelle mild hybrid, a quelle a benzina, come pure a gasolio. Le altre finaliste erano la BMW Serie 5, la Dacia Jogger Hybrid, la Renault Austral e l’Audi Q8 e-tron. Dopo una giornata di test drive, due i momenti di approfondimento curati da UIGA presieduta da Gaetano Cesarano. In particolare, prima della premiazione si è parlato di elettrificazione del mercato, possibile per le Case in tempi ragionevoli ma nella carenza di punti di ricarica e forse anche dell’energia necessaria per alimentare auto in grande quantità (alcuni Produttori assicurano che entro breve un modello su tre tra le auto prodotte sarà elettrificato), della diffusione sui nuovi modelli dei motori a tre cilindri, che inquinano di meno perché consumano e bruciano una relativamente minor quantità di carburante (soluzione che però in prospettiva ci priveranno del ‘piacere della guida’ pur sempre più sicura grazie all’elettronica), delle tecnologie per la sicurezza. A tal proposito, si è parlato di ricerca ricordando che allo sponsor della 38.edizione del Premio Auto Europa, la Bosch, si deve l’introduzione, negli anni ’70 dell’ABS, e a seguire dell’EPS, dispositivi che ancor oggi permettono una frenata sicura pure in condizioni estreme. Carlo Morandini #charlieinauto3/324           #provavintage #uiga #premioautoeuropa  #milano #boschitalia  #automotive

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#testdrive #Hyundai Kona Electric 2. puntata con maggiore potenza e autonomia

È più grande e ne acquista in stabilità con prestazioni più brillanti Aumentano gli spazi interni e il look è più ‘spaziale’ L’avevamo già provata nella prima versione e il test aveva dato responso positivo. Il SUV crossover di classe B aveva soddisfatto le nostre attese con un modello già ‘sostenibile’ di auto EV, con una sufficiente autonomia rispetto ad altri e una potenza appagante che coincideva con le prestazioni e la versatilità alla guida che era già propria della Kona. Ora saliamo a bordo della versione successiva, quella di quest’anno, il 2023. Verrebbe da dire del modello successivo, perché è più grande di 15 cm, ossia è lunga 4,35 m, ha le ‘finiture’ di design nuove, i fari a lama a led interessano il muso intero che ha un look più spaziale, la presa di corrente per la ricarica anziché sul parafango è ora sul muso. Quindi, è più grande e verrebbe voglia di accluderla alla classe C. Saliamo a bordo e il cruscotto è simile a quello dei modelli a motore endotermico, salvo che per gli indicatori di ricarica e consumo e di disponibilità della batteria. Gli schermi sono due, di 12,3’ che ospitano le indicazioni di marcia e l’impianto multimediale. Nella console ci sono i tasti, numerosi per varie funzioni. Il selettore della modalità di guida è rappresentato da una leva che spunta dal piantone. Così sul tunnel c’è posto per i portaoggetti. I sedili sono realizzati in ecopelle e in tessuto scamosciato ecologico, mentre i rivestimenti del pavimento sono realizzati con il materiale di riciclo delle bottiglie di plastica, ovvero in eco-plastica. Per quanto riguarda la parte elettronica, tra l’altro si possono scaricare gli aggiornamenti direttamente in wi-fi. Vediamo un po’ di dati: la Hyundai Kona Electric ha un motore che eroga 204 CV, pesa 1685 kg, ruote da 17’ e rapporto potenza/tara di 15,909  KW/t. E’ a trazione anteriore, l’autonomia dichiarata è di 422 km. Cioè quasi 100 km in più rispetto alla prima versione quando, al ritiro, discutevamo con l’incaricato nel garage del palazzone della Hyundai a Milano se ce l’avremmo fatta ad arrivare a casa con un’unica ‘tirata’, senza fare soste per la ricarica. Comunque, se ciò è vero lo verificheremo nel trasferimento di rientro verso a casa. Per ora ci aggiriamo per Milano. È in vista la bella stagione, ma se fosse stato necessario disponiamo del riscaldamento dei sedili e del volante. È un bel segnale del fatto che il costruttore ha fiducia nell’autonomia elettrica della batteria. Solitamente, nelle auto elettriche di prima generazione, per assicurare un’autonomia ‘sufficiente’ erano banditi tutti gli accessori. Per esempio, per sicurezza, nel viaggio di rientro a casa dopo il ritiro evitavamo anche di accendere la radio per ridurre la necessità di fare una sosta per la ricarica. In ogni caso, per verificare con realismo l’autonomia, prima di ripartire per il viaggio di ritorno lasciamo la Kona Electric alla colonnina di ricarica per il tempo che dedicheremo alla cena, ritirandola poi con il ‘pieno’ di elettricità. Oltre a questo accessorio ‘energivoro’, il riscaldamento dei sedili e del volante, dispone di sistema di deumidificazione e anti-appannamento dei cristalli automatico, e il sistema di climatizzazione, questo sì che sarebbe ‘energivoro’, che può essere riservato esclusivamente al guidatore. Beh, ora che l’abbiamo connessa alla colonnina ci tuffiamo nella serata milanese. Al rientro avremo una simpatica sorpresa in un grill tra Brescia e Verona: incontreremo ‘Cipollino’, Massimo Boldi. #charlieinauto3/319     #provavintage       

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