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#testdrive #HyundaiI10NLine è una citycar divertente anche in montagna

Le dimensioni ‘cittadine’ e i pesi contenuti per la guida sportiva sulle salite Stabile fino all’inverosimile e potrebbe essere una perfetta ‘nave scuola’ Se la noti nel parcheggio, e difficilmente sfugge all’attenzione per le ruote e il look sportivo e le finiture rosso corsa che la fanno distinguere subito dal ‘gregge’, difficilmente riesci a immaginare di che cosa è capace una city car e ancor meno puoi prevedere che in un’auto visibilmente ideata per trovare spazio in città si possa viaggiare comodi, ma anche veloci. Ma di questo parleremo prossimamente. Questa volta non resistiamo alla sfida della montagna. Non dispone di selettori per le funzioni di guida, ma va accettata così com’è. E a giudicare dall’accelerazione, non è male ed è pronta, come abbiamo visto nel cuore di Milano, a lasciarsi dietro auto di classi superiori e dalle quali ti aspetteresti di più. Abbiamo accennato al motore, 999 cc, per semplificare come avremmo detto qualche anno fa, mille di cilindrata, ma è a tre cilindri a benzina e la turbina, ricordiamoci che è della serie N Line, la linea sportiva della Hyundai, spinge con 172 Nm di Coppia a 2000 giri, tanto se si considera la massa della vettura che pesa circa una tonnellata. È ovvio che la nostra prova la faremo in due, pilota e copilota, e che se caricassimo a bordo anche altri due o altri tre passeggeri in salita le cose cambierebbero, anche se, secondo me, non sarebbe un’impresa impossibile. La prima cosa che verifichiamo quando ritiriamo un’auto in prova è …la ruota di scorta. Se non c’è, ci deve essere il kit di gonfiaggio che è presente perché le ruote sono su cerchi in lega da 16”, e non so se una quinta ruota starebbe nell’alloggiamento. Ma su questi cerchi e sulla I10 N Line gli pneumatici sono anche ribassati, e quindi il lavoro del ‘gonfleur’ può essere più semplice ed efficace ed essere sufficiente per consentirci di raggiungere la prima officina o la stazione di servizio più vicina dove farci riparare la ruota. Niente regolazioni fini di assetto e di rendimento, dunque, ma il progettista si è fidato del suo lavoro riuscendo a proporre una citycar che ha consumi sostenibili ma su richiesta viaggia veloce. Così la proviamo in salita. Il cambio p manuale a cinque marce e verifichiamo subito in salita e alla ripartenza dai tornanti che sono ben assortite, e la I10 N Line evidenzia capacità di ‘scalatrice’ anche veloce. Trazione anteriore, ma l’elettronica le consente di non staccare le ruote nei tornanti stretti e di non sgommare, perché ne sarebbe tentata con i suoi 90 Cv, più che sufficienti per giocare su una strada libera a raggiungere il tornante successivo. Il motore, quindi è azzeccato anche per la salita e come già detto trasforma la piccola Hyundai da citycar a vettura corsaiola. Quindi? Il bello deve ancora venire. Che chi ha ideato questa versione della I10 facesse sul serie si intuisce anche dal fatto che, nonostante l’elettronica sulle auto coreane sia sempre avanzata, su questa vettura è ridotta all’essenziale, al controllo laterale a quelli anticollisione, e anche il freno ‘a mano’ è proprio a mano, ovvero a bacchetta. Questo perché nella guida veloce può sempre aiutare in extremis, e non solo. Ma la conferma della vocazione della I10 N Line arriva nella discesa che affrontiamo con decisione. La nostra citycar è sempre incollata all’asfalto, nell’entrata nei tornanti, in uscita, nel misto. Insistiamo un po’ con lo sterzo, l’avevamo fatto in pianura forzando nell’affrontare le rotonde, e non so schioda dalla traiettoria ideale. Ovvero, non tradisce mai, tanto da poterci far ritenere che, al di là dell’uso sportivo, sia adatta anche come ‘nave scuola’.           Tra le dotazioni a disposizione su questa versione troviamo gli specchi retrovisori regolabili elettricamente ma anche riscaldabili, optional che in montagna spesso può essere d’aiuto. Mentre per una guida più sicura, purtroppo spesso le vetture più piccole come le moto sono ‘sottostimate’ dagli automobilisti e dai camionisti, per farla notare è dotata di indicatori di direzione a LED integrati negli specchietti. #charlieinauto3/431 #hyundai #hyundaii10Nline #NLine #testdrive #provavintage #carlomorandini #montagna #citycar

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#testdrive #Hyunda I 10 N Line la più piccola non sempre è la più lenta

Una citycar performante e mette subito a loro agio conducente e passeggeri Interni comodi oltre le attese e grande agilità nel traffico della metropoli La più piccola della Hyundai, la I 10, veste l’abito sportivo con la livrea della N line, quella delle vetture sportive della Casa coreana. Ricordate, abbiamo provato il suo modello base già qualche anno fa, e svelava caratteristiche interessanti per essere una citycar. Un’auto che è prodotta dal 2007 e ha già subito diversi restyling attendeva la versione sportiva. L’abbiamo provata quasi per caso, perché una delle auto del Parco stampa, quella che ci era stata assegnata, al momento dell’accensione non ha collaborato: nella notte si era scaricata la batteria. Succede, ma per fortuna nel parcheggio era disponibile e non ancora assegnata ad altri colleghi una vettura sensibilmente più piccola di dimensioni di quella che attendevamo, ma che nella calandra tradiva la sua vocazione sportiva: era la I10 N Line, con una fascia rossa che spiccava sullo nero lucido dello spoiler e tre strisce sempre rosso corsa sulla calandra. Quindi, al cambio con l’altro modello, che avremmo provato alla restituzione di questo, avevamo guadagnato il test drive di una scommessa sportiva della Hyundai che già conoscevamo. Partiamo dall’inizio: il motore è di 998 cc da 90,007 CV a benzina ma questa versione la fa distinguere dai modelli precedenti perché comincia a spingere già ai bassi regimi. Ha infatti ben 172 Nm di coppia già a 1500 giri al minuto: è merito della nuova turbina che le consente di raggiungere i 100 km/h da fermo in 10,5”. Il cambio è manuale a cinque marce ben rapportate per assicurare il miglio rendimento e ottimizzare le prestazioni: la velocità massima è di 185 km/h. Tanto? No, perché l’ottima ripartizione dei pesi, il peso contenuto a 1,1 tonnellate, le soluzioni tecniche capaci di sopperire alla mancanza delle soluzioni elettroniche più evolute le consentono di rimanere incollata all’asfalto, ma come vedremo, anche allo stellato in ogni situazione. Merito anche dell’assetto leggermente ribassato rispetto alle altre versioni. Ma per ora la proviamo in città: quattro posti comodi, ma ci sta anche il quinto passeggero, e a bordo ci colpisce subito la leva del cambio che è di foggia sportiva, corta, e arricchita nel pomello dalla N di N Line. gli interni sono di colore nero con alcuni dettagli di colore rosso per ricordare la mission sportiva. I sedili sono comodi e avvolgenti. Ci spostiamo dalla periferia al centro di Milano e per uscire dal parcheggio, viste le dimensioni non avevamo difficoltà a trovarlo anche nel cuore della città, ci siamo serviti delle nitide immagini della telecamera posteriore proiettata sul display centrale. Non serve segnalare che in mezzo al traffico svolge in modo appagante il ruolo di citycar, e grazie al motore molto reattivo si disimpegna anche nella viabilità congestionata. Probabilmente un motore così calibrato avrà anche consumi ridotti, ma li valuteremo nella prossima puntata. #charlieinauto3/429 #charlieinauto #charlieinauto2025 #provasustrada #Hyundai #HyundaiI10 #hyundaiI10Nline #testdrive #Nline

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#testdrive #Dacia Sandero a suo agio anche lungo la sinuosa Statale di Alemagna

Non sfigura tra i vip lo stile giovane della Stepway Promossa per i consumi e a gas non soffre in montagna E in montagna? Andiamo a gas o a benzina? Data la decennale esperienza, e a proposito quest’anno è il decennale di #Charlieinauto, un percorso iniziato con la prima delle numerose visite a #EXPO2015 a Milano, a volte mi ‘scapperebbe’ di scrivere benzina Super perché quando ho ottenuto la patente, soprattutto le utilitarie cioè la gran parte delle auto in circolazione, funzionava a benzina Normale. La domanda iniziale è comunque pertinente, perché stiamo provando la #Dacia #Sandero Stepway bifuel, ovvero con alimentazione a scelta a benzina o a GPL. Ricordiamo che, se inizieremo a usarla con il gas, quando si esaurirà il serbatoio la Sandero passerà automaticamente all’alimentazione a benzina, e non sentiremo grande differenza. Per fugare ogni dubbio e sconfessare gli scettici, scegliamo un’escursione ‘mista’, che a un percorso in montagna ‘leggero’ unisce un tracciato sinuoso, in falsopiano, ma anticipato dal trasferimento in autostrada. La nostra meta? Cortina d’Ampezzo, la Regina delle Dolomiti. È stata più volte la nostra meta negli anni d’oro tra il 1970 e la fine del XX secolo, non tanto per la passione sciistica, in realtà pratico lo sci nordico o da fondo, e Cortina non è la meta ideale visto che ci sono percorsi fantastici anche nel Friuli Venezia Giulia, ma perché, come si vede nei film di Natale con Christian De Sica e non solo, è l’icona del divertimento e della bella vita. Ed effettivamente mi è capitato più volte di ritrovarmi nelle serate dei Vip, perché coinvolto dagli organizzatori, da amici, da compagni di studi che a Cortina avevano e hanno la casa o l’appartamento in montagna di famiglia. L’atmosfera cortinese non è cambiata e vi si respira un clima sereno e disteso, che invita a condividere esperienze di relax, ma anche emozioni mondane. In realtà, dopo l’imperdibile visita alla Cooperativa, non lasciatevi trarre in inganno dalla Ragione sociale ma è una sorta di #Rinascente milanese in scala ridotta soltanto per quando riguarda la volumetria complessiva, perché in realtà offre di tutto, di qualità e a prezzi accessibili, ci siamo ‘rifugiati’ anche se il clima era mite nella pregiata pasticceria Alverà. Titolare è l’erede, runner, di uno dei mitici fratelli che regalarono all’Italia l’oro alle Olimpiadi e ai mondiali di Bob negli anni ‘60. La strada, dunque: per arrivare al cospetto dell’Antelao, del Faloria, alle spalle delle Tre cime di Lavaredo, a due passi dall’imperdibile Lago di Misurina e a Pocol, da lì vicino ‘decolla’ la vertiginosa funivia del Lagazuoi che vi porta quasi a 2700 metri, dopo l’autostrada A27 fino a Longarone si arriva alla Statale di Alemagna. In autostrada, la Dacia Sandero Stepway bifuel, che ha un motore a tre cilindri da 999 cc da 100 CV turbocompresso, grazie all’elettronica con la funzione ECO riduce sensibilmente il consumo, che in velocità a GPL si aggira sui 7/8 litri per 100 chilometri, a benzina è più limitato ed è adeguato alle attese: 5/6 litri per 100 chilometri. Siamo arrivati fino a Longarone posizionando il cruise control sui 125 Km/h e questo è stato il responso. Inoltre, e questa è l’ultima versione della Stepway prima del nuovo restyling 2026 già presentato, assieme alla comodità dei sedili, il confort si conferma sui sedili posteriori, il sistema di controllo laterale, che coincide con quello anticollisione mentre sugli specchietti retrovisori esterni si illuminano vistosi led di colore arancio per avvisare dell’avvicinamento di altri veicoli da dietro, ci ha permesso di guidare ‘quasi’ senza mani, ovvero semplicemente assecondando il volante. Non temete: nel caso ci fossimo avvicinati alle linee di carreggiata laterali l’auto si sarebbe automaticamente, spesso con decisione, riposizionata da sola al centro della carreggiata. E sul misto della statale di Alemagna? Innanzitutto, abbiamo apprezzato, era un po’ che non la percorrevamo, le lunghe e recenti gallerie alle quali se ne aggiungeranno altre per ridurre i disagi sul percorso. In vista delle Olimpiadi Milano Cortina del febbraio 2026 anche il Cadore si rende dunque più accessibile con i nuovi lavori stradali. Sulla sinuosa statale di Alemagna, dunque, la maneggevolezza della Stepway, la sua briosa vocazione alla performance anche alimentata a gas ci ha regalato una guida molto divertente, anche nei sorpassi di mezzi pesanti sempre in piena sicurezza e dove possibile, in tutta tranquillità. Infine, il look gradevole della Stepway, la versione crossover del SUV compatto della Dacia, per la sua innovativa linea giovane non sfigurava nei parcheggi dove spiccavano le Supercar.  Una nota simpatica: al rientro avevamo a disposizione ancora quasi 600 km di autonomia. Questa volta non era indispensabile, ma per percorrere lunghi tratti la disponibilità dei due serbatoi che raddoppiano l’autonomia può fare comodo, specialmente per i viaggi più lunghi di notte, in zone non conosciute. Al ritorno, ma verremo a Cortina anche in occasione delle Olimpiadi invernali, abbiamo ripercorso lo stesso tragitto e ci è venuta in mente una notte avventurosa di uno degli ultimi anni del secondo millennio. All’epoca disponevo di una media cilindrata italiana a trazione anteriore molto nota e diffusa, e avevo convinto la mia compagna, tuttora mia moglie, ad accompagnarmi per l’invito di un’amica comune che gestiva un locale enogastronomico alla moda, di un brand friulano. Il movente: la serata organizzata in quel locale dalle Donne del vino del Veneto. Alcune, autrici di grandi prodotti enologici del veronese e del vicentino, le conoscevo già, altre, anche televisive, le conobbi in una serata indimenticabile. Ma indimenticabile sarebbe stato anche il viaggio di ritorno. Dovevo rientrare verso Udine, dove all’epoca abitavo, ma alle 3 del mattino, nel viaggio di rientro, arrivati prima di Longarone siamo stati sconsigliati da una pattuglia della stradale a proseguire perché, era pieno inverno, c’era stata una improvvisa e copiosa nevicata che rendeva impraticabile l’autostrada verso Conegliano o Pordenone. Non esistevano ancora le App dei cellulari, così non ci è rimasto che infilarci nelle gallerie del lago del Vajont, e con cautela, le gomme da neve di allora non erano ancora quelle termiche attuali,

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#testdrive Restyling efficace per la #Dacia Sandero Stepway che va oltre il fuoristrada

Il design rende ancor più gradevole la percezione dello sviluppo del Marchio Dotazioni e accessori arricchiscono il cross over della Casa franco romena Dacia Sandero Stepway è già a un nuovo restyling che ne migliora ulteriormente il design giovane ma deciso e funzionale, mentre viene arricchita anche la dotazione elettronica e la plancia. Un cross over vestito da SUV comodo e duttile? Lo scopriremo nel nostro test drive. Ma già al primo approccio notiamo che diversi servizi si sono aggiunti a quelli del modello che avevamo provato quasi un anno fa. Prelevandola dal parcheggio nella nuova sede del concessionario Meroni, a Garbagnate Milanese, nell’ex grande autostazione inaugurata all’epoca dal Presidente Craxi, che si adatta già alle necessità dell’esposizione milanese delle auto dell’ex gruppo Renault, ora Stellantis, con le pensiline stilizzate pronte a fare da suggestiva cornice alla mostra, apprezziamo subito l’efficace proiezione anche in 3D sul nuovo funzionale schermo multimediale da 10,1” del display centrale. Immagine, che per quanto riguarda la sicurezza, in retromarcia si affianca all’avviso di pericolo per l’avvicinamento da dietro o di lato di un altro mezzo. Anche alla guida, il sedile è regolabile anche in altezza, il volante pure in profondità, si dimostra subito più decisa: è molto più reattiva. Al centro del cruscotto c’è lo schermo digitale da 7” del quadro strumenti. Entrambi gli schermi presentano una grafica più leggibile e attuale, mentre tra il quadro strumenti e il display centrale c’è un comodo porta telefono telescopico, con accanto una presa USB per il cellulare, che assieme ad altri accorgimenti di cortesia sono già presenti sulla Duster .                                                                                             Plancia e pannelli delle porte sono arricchiti da materiale denim blu resistente e piacevole al tatto. Anche i sedili sono in tessuto nero e azzurro. Assieme ai comodi sedili, lo spazio interno è ampio per la categoria, anche per i sedili posteriori. Mentre ci sono numerosi vani portaoggetti, per esempio sotto al poggia gomiti centrale, tra la plancia e il tunnel. Anche il bagagliaio è capiente: 406 litri che divengono 1,200 abbattendo i sedili. Dicevamo che è reattiva e generosa: il motore è a tre cilindri di 999 cc, e nella versione byfuel che stiamo testando funziona sia a benzina che a GPL, gas propano liquefatto. Combustibile, che ha il non banale vantaggio di costare meno della metà del gasolio. Ne consegue che quando inizierete a usare il serbatoio del GPL, mettendo in stand by quello della benzina, ve ne innamorerete già al primo rifornimento, anche perché le prestazioni saranno similmente adeguate. Il motore di questa versione eroga 101 CV, e spinge con la rassicurante coppia di 170 Nm, utile per rendere questa Sandero performante anche al di sopra delle aspettative. La velocità massima dichiarata è di 177 km/h. Le emissioni sono basse, 114 g/km di CO2, un livello che ci permette di raggiungere anche il centro di Milano pur pagando il ticket per il parcheggio. #charlieinauto3/428 #provavintage #dacia #sanderosteepway #sandero #crossover #suv #prova su strada #testdrive

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#testdrive Prestazioni elevate per il crossover 7 posti: #Hyundai Santa Fe Hybrid Plug in

Spazio ai passeggeri per la versione con la ‘spina’: usa la batteria più piccola Maneggevolezza e stabilità sullo sconnesso con le ruote da 20’ Hyundai Santa Fe Plug in Hybrid, ovvero il modello PHEV che fa parte della quinta generazione di un SUV nato per offrire spazio e confort alle famiglie, ma anche per essere utilizzato per lavoro. L’arrivo delle versioni elettrificate ha ridotto lo spazio interno disponibile, e lo riduce anche nell’ultima versione del grande Crossover coreano. Ed ecco che la versione Plug in, quella che ci richiede di ricaricare la batteria ausiliaria alla colonnina o alla rete domestica, recupera ko spazio per i due posti in coda, che offrono lo stesso confort degli altri cinque. In dimensioni tutto sommato contenute rispetto alle dimensioni perché è lunga 4,83 metri, larga 1,90 metri e con un passo di due metri e 81 cm. Spazi interni, che, nella versione a cinque posti significano 704 litri di bagagliaio, 2.025 litri con i sedili posteriori abbattuti; nella versione a 7 posti equivalgono a 621 litri con tutti i sedili in posizione, 1.942 litri, sempre con sette posti a sedere a disposizione. Un SUV importante per quanto è capace di offrire, che non tradisce le aspettative nemmeno su strada. Infatti il motore, 4 cilindri turbo a  benzina di 1.6, T-GDI da 160 CV affiancato da un motore elettrico di 98 CV alimentato da una batteria di trazione da 13,8 kWh assicura una potenza massima di sistema di 253 CV e una coppia di 367 Nm. Il cambio del modello in prova è automatico a 6 marce, ed è la versione a trazione integrale 4WD HTRAC di serie. Va da o a 100 km/h in poco più di 9”, qualche decimo in più per la versione a 7 posti. Abbiamo apprezzato la possibilità di percorrere oltre 50 km in modalità elettrica, che ci ha consentito di percorrere zone naturali senza turbare l’ambiente circostante e anche di incontrare gli animali selvatici che sono presenti nella zona. Sempre la versione in prova è la XClass, che per esaltare il confort ha i sedili riscaldati e ventilati, quelli posteriori riscaldabili, ha i cerchi in lega da 20’.  Confort, sicurezza alla guida, controlli elettronici di trazione e per la gestione della guida, che ora proviamo sugli sterrati della Riviera friulana. Trazione anteriore, ruote di grandi dimensioni, il tutto per poter viaggiare anche sulla strada sterrata e dissestata come se ci spostassimo sull’asfalto. Nonostante le dimensioni che di primo acchito potrebbero metterci a disagio, tuttavia non cambia la percezione di sicurezza che trasmette al volante, ma che rassicura anche i passeggeri, anche se sono sei. Nemmeno la presenza di due persone sui sedili di coda, che teoricamente sposta il baricentro verso le ruote posteriori ma nel contempo anche lo alza da terra, riesce a confondere l’elettronica della nuova Santa Fe Hyundai Hybrid plug In. Tanto che ci induce ad accelerare ancora, con la certezza che il cambio manuale ci consentirà di inserire sempre la marcia adatta ad aumentare la guidabilità del SUV, assecondandoci anche nella guida veloce. Arriviamo a un lungo rettilineo sul versante settentrionale della #Rivierafriulana ci porta a Passariano (Codroipo-UD) quasi all’esedra della sontuosa Villa Manin creata dai Dogi, dependance nella Riviera friulana dei nobili che guidavano Venezia, dove soggiornò anche Napoleone con Paolina Buonaparte all’epoca del trattato di pace di Campoformido. Ristrutturata                                                                                                                                                           e riaperta al pubblico nelle scorse settimane si appresta a ospitare nuovamente grandi eventi culturali, musicali, artistici. Scendiamo nuovamente verso il mare, per raggiungere Lignano, al Sabbiadoro Beach & Restaurant, uno splendido terrazzo sulla spiaggia di Lignano, dopo l’aperitivo alla Tavernetta Vitasana, di Ettore Gover, a City Garden. Per pernottare, l’Hotel Rossini di Mario Iop, a Lignano Sabbiadoro, nella lussuosa torre Rossini Resort. #charlieinauto3/431 #provavintage #hyundai #hyundaisantafe# #testdrive #testroad #villamanin #codroipo #lignanosabbiadoro #lignano #napoleone #rossiniresort #sabbiadorobeach #tavernetta

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#testdrive #Inster piccola elettrica Hyundai per dare certezze nell’uso quotidiano

Ricarica rapida e autonomia per la Citycar con reali aspirazioni crossover Ad #Aquileia da 20 a 80 per cento di carica in 30’ con la colonnina rapida  Hyundai Inster la più piccola auto elettrica della Casa coreana viene proposta con la consapevolezza di avere raggiunto un livello plausibile per l’utilizzo e gestione della propulsione elettrica. Progettista e Casa orientale hanno infatti le idee chiare, e per questo le vogliono finalmente condividere con gli automobilisti.   Propongono infatti sul sito ufficiale uno strumento di calcolo on line che dichiara in evidenza i tempi di ricarica nelle diverse modalità di fruizione. Parliamo del modello da 42 kWh: in CA utilizzando la Wall box per la ricarica, l’accessorio-trasformatore stabilizzatore fornito con l’auto per collegarla alla rete domestica, il tempo di ricarica stimato è di 7 h e 54’; con la ricarica pubblica standard da 11 kW il tempo è d 2 h e 30’; nella stazione di ricarica da 50 kW il tempo scende a soli 46’. C’è infine la stazione di ricarica rapida da 350 kW e il tempo scende addirittura a 25’. Nella colonnina di ricarica rapida in CC da almeno 120 kW si può ricaricare dal 20 all’80 % della carica in 30’; questo permette di compiere soste brevi per poi ripartire con la piena autonomia. Autonomia che è dichiarata tra i 370 km su percorso misto, nei testi drive ci siamo avvicinati, e oltre 520 in città, ma non l’abbiamo potuta testare in un centro abitato così a lungo. All’interno, la guida è resa più sicura e confortevole con il volante premium, come quello della IONIQ e della nuova Santa Fe, dotato di un sistema a pixel e che permette di avere sotto mano i controlli principali dell’auto. Il cluster digitale è realizzato con un design innovativo da 10.25”, che permette un rapido accesso a un’ampia gamma di controlli e funzioni essenziali dell’auto, ma anche a informazioni utili durante la guida. Il grande schermo centrale touch da 10.25” e permette di accedere all’infotraitment, alla navigazione, ai sistemi dell’auto, ma si può replicare lo schermo del proprio telefonino direttamente sul display della vettura. Con l’app per lo smartphone e il touchscreen centrale a controllo vocale è possibile attivare numerosi comandi vocali. Con il telefonino, che si può ricaricare nel vano sotto al cruscotto nella parte centrale da dove è possibile collegarlo anche al sistema in bluetooth, si può comandare l’apertura e la chiusura delle portiere. Raggiunta la plausibilità tra l’autonomia disponibile e l’utilizzo ottimale dell’auto, ecco che i sedili e il volante sono riscaldabili mentre le luci ambiente a led danno la possibilità di scegliere tra 64 colori: accessori per il confort che rappresentano un lusso che finora difficilmente un’auto elettrica si sarebbe potuta trasmettere. Il tetto elettrico si può aprire con un solo tocco. Oggi il nostro test drive, da Terzo di Aquileia (Ud) ci spinge ad Aquileia, a tre miglia, che è stata la terza città dell’Impero romano. L’accesso al piazzale della basilica, realizzata in tempi successivi allo sviluppo della città, ci permette di ammirare il campanile e la struttura del complesso ecclesiale. Un parcheggio più comodo e meno frequentato ci fa dirigere dal lato opposto della basilica, rientrando sulla SR verso Grado per girare poco dopo l’Hotel Patriarchi della famiglia Mattiussi. Si arriva proprio alle spalle della grande chiesa. Anche se già ai lati della strada regionale arrivando da Terzo di Aquileia si possono ammirare i resti del Porto sul fiume Natissa, e entrando a destra nell’abitato le ‘domus’ romane che ci riportano ai fasti della città. Il piazzale della Basilica d’estate ospita spesso concerti, manifestazioni teatrali ed eventi culturali. La tappa successiva? Sarà Grado, città su un’isola peri-lagunare anch’essa fondata dai romani e sviluppata negli ultimi secoli dai veneziani, con il mandracchio, il porto canale che arriva fino in centro. #charlieinauto3/426 #provasustrada #hyundaiInster #hyundai #Aquileia #Grado #testdrive #testroad #autoelettrica #autonomia

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#testdrive #Inster è la più piccola delle auto elettriche della Hyundai

Ampi spazi interni e soluzioni innovative ne fanno apprezzarne l’abitabilità #terzodiaquileia di antiche origini romane a tre miglia da Aquileia (Ud) SI ricarica dal 10 all’80 per cento in mezz’ora La più piccola auto della Hyundai, in realtà più grande della I 10 che abbiamo già provato, la Inster, nella versione elettrica si colloca nel segmento A, in quanto le sue dimensioni sono compatte: 3,825 m di lunghezza, 1,610 m di larghezza, ma un passo di 2,580 m e un’altezza di 1,575 m. Il suo design non nasconde il DNA coreano della Casa, con la firma anche luminosa che viene proiettata dai fari anteriori a pixel, coadiuvati dalle luci di posizione tondeggianti nella parte bassa del frontale. Il design dall’impronta futuristica dopo qualche incertezza risulta accattivante ed è decisamente giovane, ancorché condizionato dalle esigenze funzionali adi far stare molte cose in uno spazio limitato. Ma solo apparentemente limitato, perché basta salire a bordo dell’auto per rendersi conto che la sua capacità di carico, lo spazio per il conducente e i passeggeri assicurano un confort adeguato. Ritornando all’aspetto, i parafanghi panciuti e in rilievo sono adatti per montare ruote da 17’, anche da 18’ con profilo ribassato, senza togliere spazio al volume dell’abitacolo. I paraurti pronunciati oltre ad aumentare la sicurezza e la protezione in caso d’urto le danno un aspetto, se fosse necessario, ancor più tecnico e deciso. Anche in coda la fanaleria, o meglio i gruppi ottici sono a pixel, con un design che evoca i circuiti elettronici come accade per le luci anteriori: sono la firma del nuovo modello Hyundai. Negli interni si apprezza il passo di quasi 2,60 m e le ruote montate nei parafanghi allargati. Lo spazio a disposizione sembra quasi quello di un’auto del segmento superiore, che è il segmento B. Nella Inster si è pensato anche ai sedili posteriori, dove il divano è diviso in due sedute, tre nel modello a cinque posti, e mentre gli schienali possono essere abbattuti separatamente, le sedute posteriori possono scorrere fio a 16 cm, per modulare lo spazio di carico ma anche per permettere anche a chi siede dietro un sonnellino ristoratore, grazie al fatto che gli schienali sono reclinabili. Il bagagliaio varia da 280 a 351 litri facendo avanzare i sedili posteriori, fino a ben 1.060 litri abbattendoli. Nell’abitacolo la dotazione tecnologica è di livello adeguato a una moderna auto elettrica. La strumentazione è completamente digitale e concentrata sul display da 10,25”; stesse dimensioni per il display centrale dal quale si gestisce l’impianto di infotainment. Per risparmiare energia elettrica la connessione con i cellulari si può avere via cavo. Per chi fa frequenti anche se brevi spostamenti in città collegando, la Inster a una colonnina DC da 120 kW la batteria si ricarica dal 10 all’80 per cento di una trentina di minuti, rendendo l’uso di questa Hyundai elettrica davvero sostenibile e plausibile. Per un funzionamento ottimale della Inster anche nei mesi invernali c’è il riscaldatore della batteria, e, sempre tra gli optional, una pompa di calore molto efficace. Per l’uso nelle zone temperate e calde, sul muso, come sulla Santa Fe si aprono in caso di necessità due alette che liberano due fessure destinate a ventilare motore e batteria. Se la parcheggiamo sullo stallo di una colonnina ‘normale’ utilizzeremo il cavo in dotazione, posizionato nel bagagliaio assieme al caricabatterie per la ricarica dalla rete domestica. Ora siamo arrivati a Terzo di Aquileia (Ud), sulle rive del fiume omonimo, il Terzo, che con gli affluenti Anfora e Morona segna il confine con l’adiacente Comune di Aquileia. L’antica città romana, la terza dell’Impero, dà il nome alla località: Terzo sta infatti per il terzo miglio da Aquileia alla quale si arriva, in direzione di Grado (Go), lungo la Sr 352. Invece ,il fiume Ausa segna il confine con il Comune di Torviscosa, mentre la laguna con quello di Grado. Terzo si trova infatti in un luogo strategico, tra le antiche vie romane Annia e Postumia, ed esisteva già allora. Nel 1800 la famiglia Vianello, che è proprietaria del palazzo sede comunale, istituì l’autogoverno cittadino. #charlieinauto3/424 #provavintage #hyundaiInster #testdrive #testroad #sanvitoaltagliamento #provasustrada #autoelettrica

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#testdrive L’auto per famiglia e lavoro è nata dall’azzeccata intuizione del miglior compromesso

#DaciaJoggger #Bifuel è un fuoristrada che è sicuro e sostenibile sulle strade di ogni giorno Passando al fuoristrada complesso di una mulattiera rimane confortevole e adeguatamente insonorizzata Per chi come noi è uso passare diverse ore della giornata in auto e a percorrere strade di ogni genere il confort a bordo è essenziale, ma ancor di più è la qualità media della comodità con la quale a bordo possiamo affrontare ogni diversa varietà di fondo stradale e di percorso. Ovvero, siamo alla ricerca di un’auto capace di farci sentire a nostro agio sia su lunghe percorrenze in autostrada, come sulla viabilità ordinaria, e perché no, anche fuoristrada, sulla pioggia come sulla neve o su una strada ghiacciata. Chiediamo troppo? Forse sì ma l’obiettivo di chi come noi prova le auto di nuova produzione, per verificare i progressi raggiunti dall’industria dell’automotive, e dai progettisti di riferimento, deve valutare positivamente l’auto realizzata con le soluzioni che rappresentano il miglior compromesso tra tutte le esigenze. Cioè quella che è in grado di far sentire a proprio agio il conducente e i passeggeri. La Dacia Jogger Bifuel, la Nuova Dacia Jogger Bifuel, frutto del ‘restyling’ i tutti i modelli fuoristrada della Casa franco romena rientra in questa riflessione? Facciamo un’ultima prova, questa volta sulla nostra palestra abituale, e alla fine di quest’ultimo test comprenderemo facilmente che la filosofia progettuale ha considerato più vicina alle esigenze attuali un SUV, un veicolo spazioso e ospitale con forme e design dettati dalla funzionalità piuttosto che dallo stile per assecondare il quale spesso vengono sacrificati volumi di capacità, l’abitabilità e l’accessibilità. Per renderlo sostenibile occorre sia confortevole e in grado di affrontare con la medesima facilità ogni tipo di terreno e di condizione stradale e meteo. Quindi, al momento, quale soluzione migliore se non quella di realizzare un modello crossover, un fuoristrada versatile come le moto da regolarità di quando eravamo ragazzi, targate, dotate di gomme con tasselli di media dimensione, e un assetto e sospensioni capaci di portarci insicurezza lungo la strada verso la scuola come in cima a una collina o una montagna. per questo il mio approccio al mondo dei motori, e all’indipendenza nella mia famiglia era iniziato con una moto scherzosa ma veloce, un piccolo ibrido tra uno scooter e una moto stradale: l’ItalJet GoGo. Era così ben pensato, per l’epoca, un veicolo accattivante che anche se non targato disponeva di un seggiolino biposto, che tutt’ora è esposto tra gli oggetti innovativi dell’arte all’ingresso della National Gallery, il Museo dell’arte moderna d New York. Dacia Jogger, questa è bifuel quindi per chi viaggia propone un vantaggio irresistibile qual è il costo dimezzato del carburante ovvero del GPL, è duqnue anche sostenibile. Su strada e in autostrada abbiamo visto che è stabile e maneggevole, perché oltre a contenere la grande capacità interna necessaria per ospitare sette sedili in soli 4,55 m dispone anche di una versatilità della capacità di sterzo che scegliendo l’opzione OFF-ROAD, con il tasto davanti alla leva del cambio, sul tunnel centrale si restringe il raggio della capacità di sterzo, che diversamente, ritornando nella funzione ECO e alla guida normale risente della necessità di irrigidire assetto e sterzo. Siamo saliti fin quassù per le ultime conferme, e vedere che cosa cambia nel passaggio da una strada di montagna, anche se asfaltata, e il fuoristrada impegnativo, non il cross ma una mulattiera piena di imprevisti, di dislivelli, buche, tratti ancora innevati. Anche affrontando la mulattiera con decisione, pur disponendo di pneumatici normali e non certo tassellati, anche se invernali, sia noi che i passeggeri non hanno avvertito disagi o momenti di incertezza o timori di sorta. Perché Jogger ha affrontato con grande sicurezza tutte le asperità e oltrepassato buche e avvallamenti filando via liscia come su uno sterrato ben livellato. Così, ora non ci resta che goderci lo splendido spettacolo dell’intera Riviera friulana e della pianura friulana e veneta sotto di noi con le luci del tramonto, che ci consentono di scorgere anche le lagune di Grado e di Marano, e verso sud quella di Venezia! #charlieinauto3/421     #provavintage

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#testdrive Le nuove Dacia sono fuoristrada agili anche sulla neve

Neve sull’Altopiano del Cansiglio dove Jugger Bifuel non ha avuto incertezze Molto spaziosa è versatile anche sulla neve dove si guida in sicurezza La nuova linea dei SUV della Dacia si sviluppa attorno al concetto di fuoristrada. Infatti, Sandero Steepway, Duster e Jogger, le abbiamo testate tutte nella nuova e azzeccata alimentazione bifuel, benzina e/o gas GPL, sono vetture crossoover. Appena si sale a bordo, questa ‘vocazione’ ci si svela esaminando i comandi, che spesso contengono l’attivatore per le funzioni per una guida ottimale anche su sabbia, sassi, neve. Poi, procedendo con il test drive la particolare propensione ad attutire le oscillazioni e le asperità de fondo stradale ci rivela assetti dedicati. La conferma arriva dall’osservazione dall’esterno dei passaruota e dell’altezza da terra del fondo dell’auto, adeguati al fuoristrada. Ciononostante sono tutte parimenti comode e confortevoli sia per il conducente, docili alla guida, che per tutti i passeggeri. Anche, in questo caso, sulla Jogger, per quelli piazzati sui due sedili ‘supplementari’ in coda. Supplementari soltanto perché sono installati alle spalle dei sedili posteriori e sbucano dal fondo di un ampio bagagliaio, ma divengono sedili a tutti gli effetti. Ai loro occupanti sono dedicati due efficaci deflettori che si aprono a compasso verso il montante del portellone posteriore. Crosso over, o meglio, visto che scriviamo nella nostra lingua madre, fuoristrada, dovrebbe significare anche sicurezza e affidabilità perfino su fondi innevati. Non ci resta che verificarlo. La stagione invernale sta andando avanti, verso la primavera, ma qualche strada di montagna o nel bosco resa ancor più suggestiva dal manto candido della neve ci dovrebbe essere ancora. Così, proviamo a salire in quota, ma noi che abitiamo a nordest siamo fortunati, perché a poco più di un’ora di strada dal mare ci troviamo catapultati nei fantastici scenari dell’arco alpino. In questo caso raggiungiamo l’altipiano del Cansiglio, tra la montagna pordenonese e le dolomiti bellunesi, che si apre a poco più di mille metri di quota. Già, poco più… per questo, su gran parte del pianoro la neve si è già sciolta. Non che il paesaggio e i panorami non più mascherati dalla neve non siano ugualmente suggestivi, però a noi serve altro. Abbiamo bisogno di una valle o valletta riparata dove il sole non batte a lungo e nella quale si è conservata ancora la neve, magari quella caduta fugacemente la notte precedente. L’idea è quella di cercare di imboccare le strade delle malghe, che da quassù, sempre in quota, portano arrivano fino al Piancavallo e oltre. Siamo fortunati, perché oltre i campi da golf, quasi scendendo verso Tambre e il bellunese ce n’è una che fa al caso nostro: si infila nella valle e poi sbuca su un varco panoramico ai margini dell’altopiano, rivolto verso la pianura pordenonese e trevigiana. Prima però facciamo il punto della situazione: questa Dacia Jogger è bifuel, ma abbiamo visto che marciando a benzina o a gas il rendimento e l’efficacia della trazione non cambiano. Però è a due sole ruote motrici, il che in ogni caso non è un dramma perché sono motrici le ruote anteriori e poi di neve ne abbiamo percorsa tanto, tra l’altro per gra parte su auto a trazione anteriore, anche in gara. Le gomme? Sono invernali, non al pieno del battistrada ma scanalature e lamelle sono ancora sufficienti per catturare la neve che rimanendovi attaccata farà resistenza allo slittamento sulla neve o sul ghiaccio presenti abbondantemente sulla strada. Un solo dubbio: il motore è di ‘soli’ 999 cc, ed è a tre cilindri, ma è coadiuvato da una turbina che consente di utilizzare rapidamente i 110 CV, 47 kW a disposizione. Appunto, parte di scatto e scarica nervosamente la potenza, più che sufficiente a terra. Ed è proprio questo il punto: l’aderenza in trazione? La giornata è ancora abbastanza lunga, quindi, se ci dovessimo bloccare qui avremmo tutto il tempo per chiedere assistenza prima dell’arrivo della notte. Inoltre la malga in fondo alla strada è abitata anche d’inverno. cpsì ci proviamo: salgo a bordo e come ci avevano insegnato i ‘vecchi’ piloti, ovvero convincendoci di avere un uovo sotto al pedale dell’acceleratore. Un uovo da non rompere assolutamente, pena la squalifica, oltre a un bel lavoro per ripulire il pavimento e il pedale dell’auto. Il segreto della guida su neve e ghiaccio consiste nel partire lentamente, all’occorrenza sfrizionando, e accelerando soltanto negli istanti nei quali abbiamo la sensazione che le ruote abbiano acquisito aderenza. E va così, raggiungiamo rapidamente la malga, che è anche un B&B, in tempo per l’ora del the, accompagnato però dal gustoso latte di montagna. Per il ritorno? Ormai abbiamo preso confidenza con la Jogger bifuel, e rientriamo senza inconvenienti sulla strada principale sula quale l’asfalto è oramai pulito. #charlieinauto3/419    #provavintage  

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#testdrive MG ZS rinascita cinese del marchio del cuore per i gentleman del ‘vecchio continente’

Un SUV crossover di fascia intermedia di stampo britannico Colori classici e interni morbidi per  il confort in stile inglese Quest’anno arriva il modello ibrido con il look rivisitato e attualizzato Ai gentleman, alle gentle-girl per parità di genere, il marchio MG evoca ricordi romantici, sportivi, disimpegnati. Il marchio britannico produceva infatti una indimenticabile spider compattache era il sogno di molti studenti, e studentesse, ed era forse il primo ‘sfizio’ che gli appassionati si concedevano non appena conquistata l’autonomia per gli spostamenti fuori città, all’aria aperta, per azzardare qualche viaggio magari attaccando la valigetta sopra al cofano posteriore per raddoppiare la capienza di un bagagliaio limitato alla forma dell’auto dalla sauna inconfondibile determinata dalle ruote esterne alla scocca e coperte da morbidi parafanghi. L’acronimo stava per Morris Garage legato in qualche modo alla mitica Mini, ed è stato acquistato da una decina d’anni dalla Saic cinese, che ha generato una crossover compatta, dalla linea morbida ed elegante, per nulla orientaleggiante. Anzi, dallo stile quasi inglese forse per mantenere viva l’immagine dello stile inglese che MG evoca ancora. La MG ZS, che abbiamo provato ‘fuori busta’, è prodotta dal 2017, ed è appena uscita la nuova serie. Lunga 432 cm, si presenta con un buon livello di finiture, con gli interni rivestiti di simil pelle morbida, che eleva la qualità del confort anche a livello visivo. Il motore a quattro cilindri di 1.498 cc eroga 78 kW, cioè 106,05 CV. Cinque posti, le finiture dei sedili avvolgenti, quello di guida regolabile elettronicamente e riscaldato come quello del passeggero, sono arricchiti dalle cuciture rosse. Il portellone posteriore è ampio e assicura una buona capacità di capacità di carico. Si apre facendo pressione sul marchio MG leggermente in rilievo, nel quale è inserita una delle quattro telecamere che permettono di vedere sul grande display centrale in HD le immagini dei quattro lati dell’auto, e si attivano automaticamente a seconda della direzione verso la quale abbiamo deciso di dirigerci. Non solo, ma consentono, in modalità 3D, di vedere dall’alto la vettura con la simulazione dello spostamento previsto dell’auto., sia procedendo in avanti che all’indietro. Il  cambio è, in questo modello, a 5 marce, almeno per questo esemplare, e i rapporti sono ben selezionati. Consentono una guida fluida e sufficientemente agile. In marcia ha la ripresa necessaria per effettuare i sorpassi in sicurezza. L’assetto è comunque quello di un SUV crossover, contenuto in uno styling un po’ vintage che ne rende accattivante l’aspetto. Nell’uso fuoristrada, anche in stradine complicate con l’ausilio delle telecamere a 360 gradi che si orientano verso le nostre intenzioni, è maneggevole. Ma di questa sua vocazione risente la sensazione di sicurezza alla guida, anche se non tradisce il percorso che le imponiamo: l’assetto alto da fuoristrada la spinge a ondeggiare in curva verso l’esterno, ma si inclina dolcemente, un po’ come le vecchie auto francesi. tuttavia, ciò non influisce sulla guida. Rassicurata anche dai quattro potenti freni a disco in dotazione per un uso in sicurezza in ogni condizione. Ne abbiamo approfittato per concederci una escursione sullo splendido scenario collinare di Bergamo, per poi arrivare in piazza Duomo a Milano nel corso delle riprese di uno sceneggiato tv. #charlieinauto3/417     #provavintage        

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