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#testdrive La Dacia Sandero campione di vendite nel 2024: prevale il bifuel

Modello risparmioso mantiene le sue qualità anche sulle strade bianche Tra gli agglomerati rurali della Riviera friulana tra Ronchis e Teor Che il mondo dell’automotive stia assecondando le attese dei consumatori si evince dalle strategie produttive che si stanno delineando: l’elettrico minicar iene scelto per gli spostamenti brevi e abitudinari da chi magari sul tetto di casa ha il fotovoltaico, l’ibrido per l’uso misto extraurbano, anche se idrogeno e ibrido diesel potrebbero rappresentare le nuove frontiere. Nel frattempo, la maggioranza degli automobilisti segue le vecchie strade o forse non si può ancora permettere cambiamenti epocali ‘green’. Tant’è che ci sono Case che stanno progettando di convertire le loro industrie automobilistiche verso altri settori di produzione per recuperare ricavi e l’occupazione. Ci sono invece Case che sviluppano tecnologie già collaudate che danno riscontro nell’immediato e con successo. Come la Dacia, che nel 2024 ha superato il milione di auto bifuel vendute, alimentate a benzina e GPL, delle quali 370 mila in Italia. Il 75 per cento dei possessori di Dacia ha scelto l’alimentazione a GPL, mentre le ibride sono in aumento. Ancora in Italia, il modello più venduto è quello che stiamo provando, la Sandero, con il 50 per cento delle vendite. Seguito dalla Duster, questa per il 40 per cento a GPL. Avendo letto le prime tre puntate di questo test drive avrete già capito il perché di questo risultato. Confortevole, spaziosa per la sua categoria, sostenibile, robusta, quindi affidabile. La Dacia Sandero Stepway Bifuel ha il motore da 999 cc a tre cilindri, piccolo di dimensioni rispetto a ciò che eravamo abituati a guidare, ma eroga 100 CV, 74 kW, e dispone di una buona curva di coppia, così è brillante e veloce anche a gas; l’elettronica di bordo permette di gestire il risparmio affiancando al basso costo del GPL, la metà della benzina, un rendimento convincente anche con una guida normale. Ed è affidabile in tutte le condizioni, anche sulla neve o sulla fanghiglia del sottobosco. Ci resta ancora un test da fare: visto che si tratta di un crossover dobbiamo cercare uno sterrato, una strada in aperta campagna, e per questo andiamo nella Riviera friulana, in aperta campagna tra Ronchis, Teor e Rivignano. Un cartello stradale indica Sella: un piccolo agglomerato di case sorte probabilmente in funzione di una grossa azienda agricola dell’area. Ecco lo sterrato: un pulsante davanti alla leva del cambio ci permette di attivare la funzione CROSSOVER ETC. Vcisto che i siamo, proprio qui sopra c’è il display touch screen modello tablet, che in alto a destra ho un comando indicato da una mezza luna scura: serve a oscurare lo schermo nel caso disturbi la guida. Alla sua sinistra una presa USB e il supporto per il cellulare. A portata di mano anche la presa per accendisigari alla quale collegare un altro cellulare per la ricarica. Sullo schermo l’accesso immediato a Apple car play, il livello della batteria del telefono collegato, il termometro esterno, l’orologio e l’accesso rapido ai comandi dell’impianto di intrattenimento, loudness, sonorità, bilanciamento quadrifonico, la regolazione della qualità dell’audio. qui si può comandare anche la regolazione della qualità dell’audio. Ci sono anche la radio e l’info-traitment, i multimedia, il telefono, il navigatore, le impostazioni del veicolo, Apple car play. Sul volante il comando del cruise control adattivo e del limitatore di velocità, capace di farci rispettare autonomamente i limiti di velocitò sulla base dei cartelli stradali rilevati sul percorso. A sinistra del volante, in basso, c’è il pulsante per scegliere l’alimentazione del motore (benzina o GPL), e accanto il pulsante per disattivare tutti i controlli dei sistemi anticollisione e il mantenimento della carreggiata. Più in basso la rotella che regola l’altezza dei fari anabbaglianti. I fari, a led, sono potenti. Quelli abbaglianti a luce gialla si rivelano molto efficaci con scarsa visibilità. Ma per il momento non ci servono: ecco la strada bianca. Mi avvio e prendo velocità per sentire come si comporta la Sandero Stepway co scarsa aderenza. Il percorso è divertente, lo sterrato piatto e con ghiaino. L’ideale per il test, e da Stepway asseconda le mie richieste, e si mantiene sulla carreggiata, senza incertezze o sorprese. Ecco le case. Il sito è davvero interessante, dal sapore d’altri tempi. #charlieinauto3/416        #provavintage   

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#testdrive #Dacia Sandero: la versione fuoristrada promossa anche in montagna

La Stepway in salita, su sterrato e neve garantisce una guida sicura Controlli di trazione di fascia alta per non impensierirci nella neve Dacia Sandero Stepway, fuoristrada bifuel, un’auto che ci offre la grande opportunità di spostarci con il GPL spendendo la metà rispetto alla benzina o al diesel. E noi, questa opzione la intendiamo sfruttare pienamente: ci consentirà di effettuare test drive in relax, senza dover fare i conti con i consumi che per certe auto sono elevati, come pure non avremo bisogno di cercare le rarefatte colonnine elettriche di ricarica, tra l’altro in città spesso occupate. Ricerca, che al momento nel nostro Paese, ma credo non solo da noi, rende gli spostamenti spesso avventurosi, o quantomeno vincolati a uno studio preliminare sul tragitto per anticipare dove e come effettuare le ricariche, quindi dove fare tappa sui tragitti medio-lunghi. Ma le auto elettriche offrono anche dei vantaggi, specialmente se impiegate nei centri urbani o su tragitti abituali. Ecco, per i viaggi su media e lunga distanza ci viene in mente l’utilità del ruolo che nei rally svolgono i copiloti, che non è limitato alla lettura delle note al pilota, ma si estende alla organizzazione degli spostamenti, degli appuntamenti con l’assistenza che è l’equivalente della sosta alle colonnine di ricarica anche se il tempo di sosta richiesto è ovviamente sensibilmente diverso, dello studio e organizzazione dei tragitti di spostamento, qualora non siano vincolati dal regolamento della gara. Quindi? Dunque, questa volta ci concediamo una escursione in montagna. Il nostro obiettivo?  Verificare la vocazione della Stepway per la salita e il fuoristrada in montagna, ammesso che sia possibile praticarlo perché ècaduta  nuovamente la neve oltre i 1000 m. Abbiamo già detto che il rendimento tra l’utilizzo dell’auto a benzina o a GPL è leggermente inferiore nell’utilizzo del gas quale combustibile. E in salita? In salita, accanto alla tenuta di strada che è rassicurante in tutte le condizioni, Sandero conferma un’azzeccata scelta dei rapporti con il cambio a 6 marce.  inoltre, dal motore da 100 CV emerge l’efficacia della coppia di 150 Nm a disposizione, che per un tre cilindri di 999 cc è un valore interessante. Infatti, ci consente di ripartire dai tornanti stretti in salita senza incertezze, e lo stesso sarà per le partenze sulla neve. Una caratteristica che ci permetterà anche di risparmiare nei consumi. Probabilmente è proprio il rendimento del motore che a permetterci di mantenere nella norma i consumi anche in salita, ma, ripeto, stiamo provando la Stepway a GPL, quindi con costi di gestione dimezzati rispetto a quelli necessari per gli spostamenti a benzina o a gas. Arriviamo in cima ed ecco che ci si presenta un bel tratto di strada bianca, scorrevole, probabilmente un parte di una pista forestale aperta al pubblico. I test drive vengono svolti spesso, ove sia possibile, spingendo sull’acceleratore, alla ricerca delle criticità che possono emergere da segnalare ai lettori. La Dacia Sandero Stepway, ricordo che si tratta della versione adatta al fuoristrada anche se il modello come gli altri più recenti della Casa del Gruppo Renault nasce come crossover. Anche nella frenata i sistemi di controllo di livello avanzato ci risparmiano ogni timore e la nostra prova sullo sterrato dà i risultati attesi. Ma ecco finalmente la neve. Questo esemplare della Sandero è a trazione anteriore, così la guida sul fondo con il più basso coefficiente di aderenza possibile risulta facile anche in queste condizioni. Non è neppure necessario guidare tenendo il piede leggero sull’acceleratore perchè ci pensa l’elettronica a controllare l’aderenza delle ruote al fondo innevato. inaspettatamente, ci addirittura soltanto quassù che l’auto aveva mantenuto in  memoria la nostra scelta tra le modalità di guida: era ancora nella funzione Economy. l’avevamo inserita non soltanto per risparmiare gas nello spostamento, ma per valutare fino a che punto un motore di 999 cc tre cilindri alimentato a gas possa appagare le nostre esigenze e non soffra nell’uso off road in montagna. Così, pur se utilizzata in modalità ‘risparmio’ la stepway si muove agile anche sulla neve, sfruttando la riserva di potenza e trazione derivanti dall’uso delicato dell’acceleratore che ci impone il fondo innevato. Anche grazie ai controlli elettronici la Stepway riduce al massimo i nostri interventi per rimanere sui solchi della strada innevata, ed è in grado di erogare in modo fluido e controllabile la potenza necessaria per le correzioni e una marcia sicura. Quindi, a conclusione di questa prova, terminata con il ritorno a valle dopo la lunga discesa affrontata in sicurezza fino al fondovalle grazie a un impianto frenante all’altezza dell’auto , anche a conclusione di questa tappa, la 416. dei nostri testdrive, questa Dacia Sandero Stepway Bifuel, ovvero la versione cross over di un’auto già fuoristrada, possiamo dire che l’auto è promossa. #charlieinauto3/416    #provavintage #daciaitalia  #daciasanderostepway  #montagna  #testdrive  #testroad  #neve #crossover

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#testdrive La nuova Dacia Sandero Stepway bifuel tra le auto più richieste in Europa

Un SUV compatto fuoristrada con doppia alimentazione e tanta elettronica a bordo Bassi consumi e prestazioni brillanti per il piccolo motore byfuel tre cilindri di 999 cc da 100 CV Dacia è la Casa rumena del gruppo Renault che lo scorso anno ha registrato sul continente il primato delle vendite nonostante una situazione ancora confusa sul futuro dell’automobile, a causa della fluidità delle prospettive comunitarie in materia di motorizzazioni. Un buon livello di dotazioni di scurezza, elettronica adeguata, confort, un prezzo nelle attese del grande pubblico assieme a una palese affidabilità, sono le doti più palesi che indirizzano ormai il pensiero comune su auto con un nome russofono: Dacia significa infatti ‘casa di campagna dedicata alle vacanze’. E in qualche modo, questo nome sintetizza in maniera efficace la ‘mission’ del progetto delle ultime nate della Dacia. Si tratta infatti, come il modello che stiamo testando, di SUV di varie dimensioni, compatti, fuoristrada, confortevoli e per gran parte sostenibili, dal costo contenuto rispetto alla media. Il design degli ultimi modelli è in linea di massima essenziale ed evoca subito l’aspetto di un mezzo tecnico, robusto perché adatto a essere utilizzato su tutti i terreni. In questo caso però, il progettista ha voluto essere più in linea con il gusto degli automobilisti europei, conferendo alla Dacia Sandero Steepway, il modello fuoristrada, un aspetto sì tecnico, ma che non si discosta molto dai modelli tradizionali. Anzi, l’approccio visivo è positivo e piacevole con più di qualche curva che addolcisce l’aspetto di questa crossover. Il muso è aggressivo e aerodinamico ma nel contempo elegante, sul quale il marchio Dacia con le due ‘D’ contrapposte risalta sulla calandra, i parafanghi sono rotondi e avvolgenti, le finiture in materiale plastico nero antiurto come le protezioni nel sottoporta e nei bordi dei parafanghi, l’imperiale sul tetto rifinisce il design ed è dello stesso colore, così come la presa d’aria per i freni anteriori. Il motore è di 999 cc, tre cilindri, 74 kW, ovvero circa 100 CV. La trazione è anteriore, e il cambio a 5 marce. Ma una caratteristica molto interessante per il periodo, che troviamo in tutti gli altri modelli più recenti della Dacia, è l’alimentazione bifuel, cioè a benzina e a GPL, per il quale è disponibile un serbatoio da 45 litri. Ciò che notiamo dopo i primi chilometri nel centro della metropoli, prima di dirigerci verso la periferia est di Milano per rientrare a casa con la nuova auto da provare, è il fatto che non si avverte differenza tra l’alimentazione a benzina e quella a gas, le prestazioni sono pressoché analoghe. Ovviamente, anche se il consumo viaggiando a gas è leggermente superiore, ma non di molto, la differenza è abbondantemente compensata dal costo del GPL che è praticamente la metà di quello della benzina. Anche sulla Sandero l’alimentazione bifuel è di serie, quindi abbiamo a disposizione sul cruscotto anche l’indicatore del livello del GPL. E come negli altri modelli, il passaggio dall’alimentazione a gas a quella a benzina all’esaurimento del primo non si avverte e avviene automaticamente. Quindi non influisce sulla nostra marcia. Ma soffermiamoci un attimo sulle dotazioni: controllo anticollisione, del mantenimento di corsia, rilevamento di stanchezza, avviso di ostacoli o pericoli nel punto cieco, avviso di superamento del limite di velocità, e molto altro su cui ci soffermeremo. Saliamo a bordo e ci accomodiamo sui sedili anteriori molto confortevoli e accoglienti, il volante è a quattro razze, al centro ha una importante imbottitura che contiene l’airbag principale, fondamentale per la sicurezza del conducente in caso di collisione. Il cruscotto ‘contiene’ due orologi analogici con le indicazioni principali, mentre sul generoso display centrale con schermo touch, sono concentrati numerosi comandi dell’auto. Sul piccolo display tra i due orologi è proposto anche il livello del carburante, della benzina o del gas: vi compare quello relativo al tipo di combustibile selezionato. Ora partiamo: le marce ben rapportate non ci fanno sentore a disagio nell’attraversamento del centro mentre ci muoviamo a gas. Ma nei dettagli scenderemo nelle prossime puntate. #charlieinauto3/413

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#testdrive Nuova Kia Picanto per spostamenti confortevoli anche sui percorsi extraurbani

A Marina Sant’Andrea per preparare il Premio Voce dell’Adriatico Strada facendo uno sterrato per promuovere la più piccola coreana Sulla ciclabile che circonda la penisola di Lignano con le bici nella vettura È davvero piccola solo in apparenza la nuova Kia Picanto. Le dimensioni esterne, o meglio la lunghezza sono quelle di una citycar, ma come abbiamo visto la larghezza tradisce un contenuto denso di tecnologia. Perfino le ruote, ‘soltanto’ da 13’ per l’esemplare che abbiamo provato, sembrano sottodimensionate. Ma nel corso della prova costateremo che pur essendo più piccole rispetto alla media (13’) sono in grado, montando ‘addirittura’ pneumatici ribassati, di assecondare anche le velleità di guida sportiva che ci siamo permessi di chiederle lungo le strade più adatte, visto che risponde in modo esauriente alle nostre richieste performanti. Spazi interni generosi e un grande portellone posteriore, che ci permette di caricare anche un paio di biciclette con la ruota anteriore smontata e sui sedili dell’auto abbattuti, per riuscire anche con questa auto apparentemente piccola a dare corpo alle nostra passioni. Infatti, bici al seguito, raggiungiamo da Lignano Sabbiadoro gli argini della Laguna di Marano da via Alzaia, quella che scorre lungo la Litoranea Veneta e ci porta verso il fiume Tagliamento e poi Bibione e il Veneto Orientale. E’ qui, nei pressi della discoteca Cà Margherita, che ci fermiamo per scaricare le nostre bici e iniziare un tour sui pedali girando attorno alla penisola lignanese tra ciclabili, scorci di paesaggio lagunare, la lunga spiaggia, le pinete fino alla riva sinistra del fiume Tagliamento. Un percorso che abbiamo descritto con maggiori dettagli sulla #Cartadelgusto della #RivieraFrilana 2024, l’edizione n.6 del magazine pubblicato sul portale www.rivierafriulana,it, che è anche un giornale on line e mostra le ricchezze del territorio rivierasco. Ma dopo questa breve digressione ricordiamo l’auto che stiamo provando, la Kia Picanto nuova serie: motore a tre cilindri di 998 cc, 46,30 kW (62,55 CV) di potenza trazione anteriore, alimentazione a benzina ma su richiesta anche bifuel ovvero benzina-GPL, capace di consentirci di affrontare spostamenti con un buon livello di confort anche se ci dovessimo avventurare su strade dal fondo irregolare o non asfaltate. Per testare questa chance offerta dalla mini SUV citycar usciamo dalla città e andiamo verso San Giorgio di Nogaro (Ud) dove si trova il Marina Sant’Andrea. Sarà  sede, a breve, del Premio Voce dell’Adriatico, organizzato dall’Associazione regionale della stampa agricola, dell’ambiente e territorio e dall’Associazione culturale La Riviera friulana assieme al Club per l’UNESCO di Udine e alla sezione friulana di Italia Nostra. Premio, che ho ideato assieme all’Amministratore del Marina, fortunato Moratto: è un riconoscimento andato in precedenza agli skipper e comunicatori Cino Ricci e Mauro Pelaschier, al biologo televisivo Corrado Piccinetti, al giornalista Beppe Donazzan. Viene assegnato a comunicatori e personaggi della società che sono nati o vivono nei territori del bacino dell’Adriatico, che si sono distinti per avere valorizzato le ricchezze del mare e dei territori rivieraschi. Ok, ma l’auto? La nuova Kia Picanto con la linea aggressiva che ne amplifica la percezione delle dimensioni esterne non sfigura nemmeno quando ci avviciniamo ai grandi yacht che sono ormeggiati nel marina dove si trova anche il punto di assistenza per l’Adriatico del prestigioso cantiere svedese Swan. Lo spostamento per arrivare fin qui ci aveva permesso di verificare nuovamente i consumi della nuova Kia Picanto, che viaggiando piuttosto allegramente vanno dai 18 ai 22 km/l. Il tempo di ammirare alcuni grandi sloop a vela già all’ingresso, poi, per parcheggiarla all’interno del Marina ci è d’aiuto il sistema di assistenza al parcheggio che dispone delle telecamere ad alta definizione che inviano l’immagine allo schermo touch pure in HD. Per quest’auto ci mancava però, come accennato, una condizione di guida da verificare: come si guida sulle strade bianche. La disponibilità della guida assistita ci fa prevedere che non sarà difficile ‘tenerla’ a bada e sfruttarne, anche in questa situazione, le potenzialità. Ecco una bella strada sterrata da imboccare che compare sulla destra. Nonostante le ruote di dimensioni diverse da quelle canoniche per lo sterrato, che dovrebbero essere di diametro significativo e di sezione, la nuova Picanto procede con sicurezza e decisione anche sullo sterrato e ,tutto sommato, non risente in modo significativo delle buche che incontriamo, con un disagio limitato per gli occupanti dell’auto. L’elettronica di bordo sopperisce a eventuali carenze di aderenza e il gioco è fatto: anche in questo caso questa ‘grande’ citycar si conferma oltre l’auto da città. #charlieinauto3/413     #provavintage #testdrive #Kia #KiaItalia #bike #ciclismo #cicloturismo #Lignano #marinasantandrea #PremioVocedellAdriatico

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#testdrive Nuova Dacia Duster e le dotazioni di sicurezza attiva

Segnala lo spazio-tempo di frenata per non tamponare e la una guida quasi autonoma Oggi lo splendido percorso della Venezia delle nevi ai piedi del Piancavallo L’antico percorso per trasportare a valle i tronchi sui quali si erge Venezia Dacia Duster la possono guidare anche i neopatentati Bifuel turbo benzina-GPL: il connubio è azzeccato, sia perché assicura una autonomia considerevole e anche psicologicamente riduce l’impatto di tappe frequenti al distributore, sia perché l’utilizzo di questa modalità di alimentazione installata sulla Nuova Dacia Duster permette ridurre considerevolmente i costi di gestione dell’auto che anche per questo ha vinto il Premio Auto Europa 2025 dell’UIGA, l’Unione italiana giornalisti dell’automobile della quale faccio parte. A questo particolare non certo trascurabile, specialmente con le frequenti oscillazioni del prezzo dei combustibili, si aggiunge un altro dettaglio significativo: il prezzo accessibile per un’auto che può essere guidata anche dai neopatentati. Il motore è l’ECO-G 100, mentre la Nuova Dacia Duster è proposta in ben 12 versioni, ovvero tre motori e quattro allestimenti. Inoltre, per il mercato italiano è disponibile sia con il cambio manuale che automatico. Tra le versioni, quella che dà maggiori soddisfazioni è la TCe 130 a benzina, con tecnologia mild-hybrid a 48 v. Sono disponibili per entrambi i motori due tipi di trazione: 4X4 e anteriore. La versione Full Hybrid 140 è nel contempo la più performante ed ecologica e monta il cambio automatico. Già la versione con motore meno potente dà belle soddisfazioni alla guida: la sua reattività è rassicurante e nonostante monti un motore di soli 999 cc a tre cilindri da 74 kW, circa 100 CV, sommando l’utilizzo dell’alimentazione a benzina a quella a GPL; ovvero sfruttando entrambi i serbatoi supera i 1000 km. Per sfruttare pienamente queste qualità, attiviamo il tasto ECO che riduce i consumi e le emissioni, già basse di suo, anche perché ci stiamo dirigendo verso il bosco del Monte cavallo, sulle falde del complesso in cima al quale c’è il pianoro dov’è stato realizzato Piancavallo. Nel trasferimento notiamo un accessorio che rientra tra le dotazioni di sicurezza attiva che rendono questa versione della Duster tra le meglio fornite e quindi sicure: nel procedere in autostrada ci imbattiamo in una coda causata da lavori in corso, e sul cruscotto ci compare il valore del tempo di frenata necessario per arrestare l’auto in sicurezza, senza impattare con quello che precede. Utile? Certo, un richiamo alla realtà e a una guida più consapevole che a volte ci riconnette con le responsabilità spesso trascurate a causa dei nostri gesti abituali al volante. Vi sarà capitato di non ricordare ciò che avete incontrato nel tratto di guida che vi siete da poco lasciati alle spalle: è l’effetto della consuetudine che proprio questo utile accessorio della Nuova Duster mira ad annullare. Tral’altro questo strumento può essere calibrato sulla base delle vostre qualità e del livello di attenzione o rispetto al traffico presente, perché è possibile regolare la distanza alla quale scatta l’avviso del rischio di collisione dal veicolo che precede. La Nuova Dacia Duster avvisa anche quando si presenta il rischio di collisione con un ciclista o un pedone che compare su uno qualsiasi dei lati della vettura. L’auto ci avvisa inoltre quando avverte nella nostra guida segnali di stanchezza, mentre in condizioni particolari, come il maltempo, ci suggerisce di non affidarci alla guida elettronica. Ovvero, questo sistema di assistenza attiva è oramai a un passo dalla guida automatica. Ci stiamo avvicinando alla nostra destinazione. Questa volta l’auto è lo strumento che ha consentito di raggiungere una destinazione ideale per il trekking in mezzo alla natura: la Vecchia strada della Venezia delle nevi: da Dardago in Comune di Budoia, lungo la strada Pedemontana, sale al Piancavallo. È frutto di un progetto di sviluppo turistico avviato a metà del ‘900 dal Conte Daniel D’Ursel, che prevedeva la realizzazione di ben 235 villini i quota, partendo dal Piancavallo dallo Chalet Belvedere. Alla fine degli anni ’60, a seguito delle forti precipitazioni la strada presentò delle frane ed è stata sistemata e destinata all’uso ciclopedonale grazie a un intervento della Regione completato nel 2019. È lunga 14,5 km e copre uin dislivello di 1057 m. #charlieinauto3/410   #provavintage

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#testdrive #Bifuel di serie la Nuova Dacia Duster ha un’autonomia importante

In montagna anche a gas è divertente alla guida, capace di aggredire la salita Parliamo di autonomia? La nuova Dacia Duster bifuel, alimentata a benzina o a GPL, con motore TCe 100 Eco-G, dimostra la scelta azzeccata della Casa romeno-francese di riprendere la linea di modelli sostenibili anche nella nuova generazione del SUV crossover di fascia intermedia. Sostenibile nel prezzo e nei consumi, e in grado di farvi compiere spostamenti importanti senza dover fare rifornimento. Nel corso di questo test drive abbiamo fatto molta strada, per avere la conferma che si tratta di un’auto crossoover com’è vocazione di tutta la nuova generazione Dacia (c’è il pulsante che adegua le funzioni del motore e dell’assetto ai terreni di media difficoltà), capace però di mantenere la piena affidabilità anche su strada e nella guida veloce. Ma ci manca ancora una prova: la guida in montagna. Abbiamo detto che abbiamo percorso parecchia strada: siamo oltre i mille km dall’ultimo pieno, e nel programmare questo test drive abbiamo volutamente, l’alimentazione si può scegliere con un pulsante sul cruscotto in basso a sinistra, sotto al volante, deciso di utilizzare prima gran parte della benzina, per poter disporre del GPL per salire in montagna. Finora, già da diversi km siamo passati al GPL, abbiamo percorso più di 900 km, e a giudicare dagli indicatori del carburante, separati, posti nel cruscotto digitale, possiamo stare tranquilli perché l’autonomia indicata nel settore dedicato al GPL è di quasi 400 km. Scenderà di un po’, ma non di molto, con la guida in montagna. Vi ricordo che questo motore di 999 cc a tre cilindri che eroga 74 kW, circa 100 CV, presenta pressoché lo stesso rendimento sia se viaggiamo a benzina che a gas. Il cambio di serbatoio e quindi di combustibile, all’esaurimento del serbatoio selezionato, avviene automaticamente e non si nota alcuna differenza. La flessione nelle prestazioni, viaggiando a gas anziché a benzina è minima e la spinta della turbina, in caso di necessità e nei sorpassi, è sempre sufficiente ad assicurarci una guida sicura. La nuova Dacia Duster bifuel è a trazione anteriore, e in salita in buone condizioni di aderenza del fondo asfaltato guadagna con decisione la strada all’uscita e ripartenza dai tornanti. Nei tratti rettilinei successivi la progressione è appagante, sia con l’alimentazione a benzina che a gas. Arrivati a destinazione, proviamo a ‘forzare’ senza esagerare su una strada forestale, ovviamente aperta al traffico, e la nuova Dacia Duster ha continuato a essere convincente. In questo caso, dopo avere agito sul pulsante per selezionare la funzione fuoristrada, in un paio di situazioni critiche ci sono state d’aiuto le telecamere, posizionate sia sulla parte anteriore che su quella posteriore dell’auto. Tutto questo mentre i consumi rimanevano a un livello ragionevole, tanto di consentirci di programmare il prossimo rifornimento di carburate a dopo il rientro a casa. In discesa, un buon impianto frenante con quattro freni a disco, ci ha permesso di continuare a guidare in modo divertente, e sempre in piena sicurezza. #chrlieinauto3/409             #provavintage

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#testdrive #DaciaDuster Bifuel anno zero della nuova era della Casa

La terza generazione con un design gradevolmente aggressivo Tanta elettronica a bordo per una sicurezza a 360° #CHARLIEINAUTO AL TRAGUARDO DEI 700 MILA KM SU STRADA  Premio Auto Europa assegnato dai giornalisti specializzati dell’Unione Italiana Giornalisti Automotive (UIGA) della quale faccio parte. L’avevamo provata in anteprima, l’abbiamo fatta conoscere tramite i nostri social, ora parliamo su #charlieinauto e #provavintage rispettando l’ordine cronologico dei nostri test drive. Nel frattempo, abbiamo provato anche l’altro modello più recente della Casa che fa parte del gruppo Renault, e abbiamo avuto la conferma del grande salto di qualità compiuto da Dacia da pochi mesi, con la terza generazione della Duster. La Nuova Dacia Duster Bifuel, alimentata a benzina o GPL, risponde ai requisiti della sostenibilità e dispone di tutte le protezioni per la sicurezza attiva richieste dal nuovo codice della strada e in sintonia con le tecnologie più avanzate. È confortevole e giustamente performante, ma andiamo per ordine. Nel frattempo #charlieinauto, ovvero il piede destro del vostro test driver di fiducia, cioè il sottoscritto, ha appena superato i 700 mila chilometri di percorrenza sul lavoro. Ovviamente, per motivi anagrafici quelli da me percorsi in una vita da automobilista sono esponenzialmente di più, quasi quattro volte tanti. Ma ritorniamo alla Nuova Dacia Duster. Avevamo provato anche il modello precedente, la seconda generazione, e per la sua categoria e fascia di utenza era già convincente. La Nuova Duster, come la Sandero che abbiamo già testato ma riproveremo anche questa nel modello byfuel, nel modello in prova ha un motore alimentato a benzina, o GPL, da 999 cc, che eroga 74 kW, è turbo assistito e sommando il pieno di benzina a quello di gas (560 km di autonomia) gode di una autonomia complessiva di oltre 1.000 km. E sapendo che il passaggio dall’alimentazione a gas a quella a benzina è automatico e non si avverte minimamente è davvero un bel viaggiare. Anche se è bene considerare che, specialmente in Italia, quando vi abituerete a girare utilizzando il GPL, visto il costo al distributore che oscilla attorno a 0,7 euro al litro, il serbatoio della benzina lo lascerete quasi sempre pieno, ovvero, di riserva. Uno stile nuovo, una linea gradevole ancorché derivata dallo styling essenziale dei modelli precedenti la faccio piacere anche ai giovani, perché unisce l’appeal della sagoma di un mezzo tecnico da fuoristrada a una linea moderna e piacevole. Teniamo conto che Dacia viene proposta con successo su diversi mercati con marchi diversi, ma lo stesso contenuto. In Sud America e Medio Oriente è venduta con il logo Renault, mentre in altri Paesi è commercializzata come Nissan. Già nel 2022 ha superato i 2 milioni di esemplari venduti. Saliamo a bordo, il parco stampa è vicino all’area dell’ex EXPO 2015, e gli interni sono eleganti e grigio scuro, con rifiniture blu notte, che assieme ai sedili in tela ecologica antimacchia. Il cruscotto ora non è più analogico con i due orologi ma è digitale e  reca rispettivamente anche gli indicatori del livello della benzina, e del gas. Il passaggio dall’alimentazione a gas a quella a benzina avviene automaticamente ma è annunciato da un avviso acustico e uno visivo. Si può scegliere il tipo di alimentazione con un tasto a sinistra del volante sul cruscotto; ha accanto il tasto che esclude i sistemi di sicurezza attiva elettronica e anticollisione e i testi che regolano l’altezza dei fari a led e l’attivazione del sistema start & stop. Sempre lì c’è un testo con una funzione molto importante: ECO. Riduce leggermente le prestazioni del motore, ma anche le emissioni, e aumenta l’autonomia e il rendimento del motore. Vedremo più avanti che anche con la funzione ECO la Nuova Dacia Duster si comporterà generosamente anche in montagna e nel fuoristrada. Siamo arrivati in città, il sistema start & stop è efficace, mentre per il parcheggio si possono controllare i sensori anteriori e quelli laterali a 360°. Un avvisatore acustico ci segnalerà si ci stiamo avvicinando troppo a un ostacolo, ma anche quando un pedone o un ciclista non saranno a distanza di sicurezza o si avvicineranno improvvisamente. Questo controllo è attivo a 360°. Infine, le porte si bloccano automaticamente. #charlieinauto3/405

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#charlieinauto: Ma Ford Tourneo Courier è davvero soltanto un SUV da città?

Nuovo Ford Tourneo Courier versatile, spazioso e affidabile anche per uso extraurbano Nasce come ‘Urban Activity Vehicle’ per essere Nuovo Ford Tourneo Courier, per #Ford, è un ‘urban activity vehicle’, un veicolo per attività urbane, ovvero un Urban SUV, ma come vedremo su queste pagine grazie alle tecnologie avanzate, anche per la sicurezza, delle quali dispone, può dare molto di più. Saliamo a bordo e ovviamente, vista la struttura, l’assetto, la vocazione, la seduta è molto comoda. I sedili anteriori sono infatti confortevoli e giustamente avvolgenti; quelli posteriori sono altrettanto comodi. Lo spazio interno è generoso, tanto che di questo modello è disponibile anche l’allestimento a sette posti. In questo progetto trae vantaggio anche la guida, nel senso che proprio nell’utilizzo urbano con l’apertura a scorrimento delle porte posteriori i passeggeri possono salire a bordo più comodamente, perché la luce di apertura delle portiere risulta molto più ampia; ma possono salire agevolmente anche quando lo spazio a disposizione è limitato. Un vantaggio importate perché Tourneo Courier si presenta evidentemente con un ingombro maggiore delle vetture tradizionali, perché può funzione anche da pullmino, ed è molto comodo anche per andare in vacanza con la famiglia o per gli usi di lavoro. A dispetto della forma e della sagoma, quello che proviamo è il modello più elegante, e la colorazione bicolore ne armonizza la linea. Nella vista laterale, la sua sagoma ricorda quella di noti veicoli fuoristrada, e ciò conferma lo studio progettuale mirato ad amplificare gli spazi a disposizione. Ritornando a parlare delle portiere posteriori a scorrimento, rivelano la loro utilità anche nell’utilizzo extraurbano, per esempio nelle stradine dei piccoli borghi montani, oppure nelle città rivierasche nelle quali le strade che collegano i caseggiati nelle zone in rilievo spesso sono davvero strette e tortuose e rendono difficile la sosta e il parcheggio. Stiamo dunque riscontrando che il progetto del Nuovo Ford Tourneo Courier è di una categoria superiore rispetto alla definizione riduttiva di Urban SUV. Per esempio: consideriamo l’utilizzo di ogni giorno, per lavoro, ma anche per le esigenze della famiglia: la sua capienza risulta uessere un valore aggiunto. Anche nei parcheggi è molto maneggevole nonostante le dimensioni delle ruote da 18’ possano ero far temere a una capacità di sterzo e di manovra inversamente proporzionale. Ma dell’utilizzo urbano abbiamo detto quasi tutto, aggiungendo che Tourneo Courier è brillante e anche ai semafori non vi farà fare brutta figura. Il motore di 999 cc., che eroga 91,90 kW ovvero 125 CV è anch’egli generoso come gli spazi a disposizione grazie alla tecnologia a turbina che aumenta la ripresa ma nonostante il motore turbo-assistito consente una guida fluida ma la sua reattività permette di districarsi agevolmente nel traffico. A questo punto lasciamo la città per raggiungere la campagna friulana, in una delle zone maggiormente vitate, dove imprenditori ed enologi lungimiranti hanno saputo ricavare prodotti enologici di gran classe da terreni aridi e ghiaiosi. Andiamo da Piero Pittaro, in quel sito iconico che il già presidente onorario mondiale degli enologi ha voluto creare per lasciare un’impronta indelebile nello sviluppo del Friuli Venezia Giulia e del Nordest. Scomparso la scorsa estate dopo una vita dedicata al suo territorio, a un lavoro che lo ha sempre appassionato, alla valorizzazione del territorio e della cultura dell’area tanto che ha fatto il sindaco della sua località di origine (Bertiolo-Ud), a poca distanza da qui, ma anche al collezionismo allestire uno dei più completi ed esaustivi musei della civiltà contadina esistenti, è stato anche Presidente dell’Ente Friuli nel mondo, oltre a inventare e dirigere il Centro vitivinicolo del FVG, organismo della Regione per l’assistenza al mondo del vino. Nel suo percorso professionale, è stato tra i primi viticoltori in assoluto a produrre tra l’altro il Brut metodo classico, uno spumante che prima del Prosecco poteva competere con il più antico e blasona delle bollicine, cioè lo Champagne. L’azienda Vigneti Pittaro ha una collocazione particolare: è situata in mezzo alle grave, ai terreni alluvionali dove ghiaie e sassi hanno sopraffatto in tempi antichissimi i terreni fertili, dai quali Piero Pittaro, oggi rappresentato dal suo storico enologo, Stefano Trinco, ha saputo ricavare prodotti enologici che hanno conquistato degustatori e appassionati di vini spumanti in molti Paesi del mondo. Un altro dato significativo sta nel fatto che la sede aziendale scelta a Pittaro si trova di fronte all’aeroporto di Rivolto, dove ha sede la Pattuglia acrobatica nazionale ‘Frecce tricolori’, vanto del nostro Paese. Pittaro era appassionato anche del volo. Una passione che ha covato a lungo, finché molti anni fa si interfacciò con il comando e con i piloti della Pattuglia, divenendo il produttore di riferimento ma anche un amico fidato, tanto da condividere con loro, come si vede nelle foto e nei quadri momenti appassionati e perfino un volo su uno dei jet della Pattuglia acrobatica. Lasciata ‘Vigneti Pittaro’ a Rivolto di Codroipo, ci dirigiamo verso la Riviera friulana e il Veneto Orientale per  raggiungere Portogruaro, sul Lemene, con il centro urbano arricchito da edifici dallo stile inconfondibilmente veneziano. La città è cara a una nostra amica di Ford Italia. La città al momento è ‘occupata’ dalla Fiera di Sant’Andrea, così per evitare ingorghi e soste forzate davanti a cantieri optiamo per una passeggiata sotto ai portici e berci un caffè nel bar della piazza, Il Caffè Roma utile anche per la rassegna stampa mattutina. #charlieinauto3/402                            #provavintage

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#MOTORI: IL BLOG #CHARLIEINAUTO DI CARLO MORANDINI AL RECORD DELLE 400 PUNTATE

Dieci anni su auto di tutte le Case per far conoscere al pubblico novità e innovazione Un ringraziamento: alle Case automobilistiche per oltre 100 testdrive e a chi ha collaborato Oltre dieci anni di test drive, sui media televisivi, sulla carta stampata, in radio, e sul web. Una testimonianza dei cambiamenti che ha vissuto il mondo dell’automobile e di conseguenza l’intero sistema dell’automotive, in un periodo significativo, percorso da cambiamenti che hanno rivoluzionato l’intera società e più di recente in modo profondo il sistema economico. Una testimonianza, la nostra, che è scolpita nella galassia dell’informazione dal nostro blog, #charlieinauto sul portale www.libero.it, con il quale abbiamo raggiunto il traguardo record di 400 puntate. Quattrocento settimane che abbiamo dedicato a descrivere con altrettanti articoli le oltre cento auto di nuova produzione affidateci in prova dagli Uffici stampa delle Case. Auto, anche per noi mai utilizzate in precedenza, con le quali abbiamo raggiunto eventi, personaggi, siti particolari, eventi che abbiamo descritto e narrato in parallelo, rendendo così più ricco il racconto dedicato alle auto tra le quali i nostri ormai decine di migliaia di lettori possano scegliere la più adatta per l’uso quotidiano e per i loro cari. Abbiamo iniziato in un pomeriggio di pieno inverno a Milano, coronando un sogno, quello di provare la Fiat 124 Spider che è stata la prima vettura affidataci per la prova dal Capo ufficio stampa della Casa torinese. Per proseguire a bordo di pressoché tutte le auto oggi circolanti, senza rallentare il ritmo delle prove su strada nemmeno nel periodo della pandemia quando, pur autorizzati per motivi di lavoro a essere in auto nelle ore di servizio, ci aggiravamo guardinghi, con fare apparentemente furtivo su strade completamente deserte. Questo, sia nel cuore di Milano come al Piancavallo o nel Tarvisiano, a Grado o Lignano Sabbiadoro, a Udine, ad Aquileia, Gorizia, Pordenone, Conegliano, Bergamo, Portogruaro, Trieste, nella Val D’Orcia, sul Gargano e in tanti altri siti e luoghi di interesse turistico, storico, culturale. Auto a trazione anteriore, posteriore, integrale, 4X4 on demand, sospinte da motori a benzina, diesel, ibridi, elettrici, a metano o GPL, traendo conclusioni che hanno aiutato gli automobilisti a districarsi in una selva di offerte che ora si complica con l’arrivo delle auto dall’Oriente. Perché l’abbiamo fatto? Per le necessità di spostamento del lavoro giornalistico, poi sospinti dal piacere della guida sulla scorta di antiche avventure al volante con i nostri familiari, di esperienze sportive di guida personali, ma anche dalla curiosità di  conoscere dotazioni, tecnologie, accessori e soluzioni d’avanguardia, per poterle poi descrivere e raccontare. Un’avventura ripresa con il programma televisivo FVG da scoprire, su TPN, poi su  La7 il13, sul Magazine dell’ACI di Udine e su altri media di settore e non. Un risultato per il quale ringraziamo gli Uffici stampa delle Case automobilistiche, ma personalmente anche Ida e Marco, che mi hanno supportato oltre che nella realizzazione dei materiali, anche al volante o dal sedile accanto, specialmente nelle lunghe e spesso impegnative trasferte verso siti di interesse e i luoghi di ritiro e riconsegna delle vetture. Questo,  in ogni condizione climatica e meteorologica, guidati sempre dalla curiosità, dalla passione per il mestiere più bello del mondo, dal desiderio della scoperta di luoghi e mezzi nuovi, dal piacere di comunicare in modo oggettivo su un oggetto di uso quotidiano e ai giorni nostri oggi indispensabile: l’automobile. Carlo Morandini #charlieinauto3/401 Twitter, ora X : @charlieinauto3 Facebook : FVG da scoprire ;   La Riviera friulana;   Carlo Morandini;   Morandini Carlo;   Marco Morandini;   Ida Donati; Qui di seguito un esempio di foto di ciascun test drive. Ma c’è molto altro ancora che trovate su www-libero.it libero.blog.it  #charlieinauto #provavintage e sui nostri social come   FVG da scoprire    La Riviera friulana

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#testdrive Nuova Jeep Renegade e – hybrid con l’assistenza elettronica avanzata

Dal cellulare si può comandare l’apertura delle porte o accendere i fari Un cambio automatico con doppia frizione rende entusiasmante l’esperienza alla guida Nuovo display UHD e software di ultima generazione Sulle strade italiane con il primo modello dal 2014, la Jeep Renegade ha ottenuto un successo notevole non solo tra gli appassionati del fuoristrada, per la sua versatilità. Un design azzeccato, che ricalca in chiave moderna l’iconica Willy’s, nonna della moderna Jeep, specialmente nell’inconfondibile muso con la griglia che incornicia i due grandi fari tondi, nonostante nasca come un crossover compatto si presta infatti a un uso versatile, anche cittadino, perché l’assetto del posto di guida (come i sedili dei passeggeri) rialzato rispetto alle auto ‘stradali’ come dev’essere per un fuoristrada capace di superare adeguatamente gli ostacoli quindi anche di attraversare i guadi, permette di avere una visione agevole della strada, dei parcheggi, dei percorsi urbani anche più intricati. Non solo, ma la semplicità con la quale esegue i comandi e la intuitività dei comandi, da quelli tradizionali agli ausili elettronici che sono completi e avanzati come il cruise control adattivo, la rende facile e ‘accessibile’ anche a chi ha acquisito da poco la patente. Per i più giovani, ma anche per gli over visto che la buona musica piace, nelle diverse varianti, a ogni età, il nuovo sistema multimediale permette l’elaborazione di dati cinque volte più veloce rispetto a quello precedente. Il display Full-HD da 10,1 pollici è adeguato al nuovo sistema di intrattenimento, che permette un ascolto ancor più coinvolgente ed è sempre connesso grazie alla tecnologia 4G; consente di essere aggiornati anche sul traffico perfino in aperta campagna e prevede l’accesso a una gamma sempre più ampia di servizi on line. A proposito di elettronica avanzata, ora il sistema della Renegade è facilmente accessibile anche tramite la App Jeep da scaricare sul telefonino: per esempio, dal telefono cellulare è possibile aprire e chiudere le portiere e accendere e spegnere le luci di sosta. Una novità: assieme a CarPlay di Apple e ad Android Auto c’è ora Alexa di Amazon, l’assistente vocale che permette di dare i comandi principali. Rimanendo a parlare del posto di guida, il volante è stato rinnovato assieme al quadro strumenti digitale, ora più colorato a vivacizzare il morbido stile vintage al quale era improntato il design delle prime Jeep. I motori elettrificati di Renegade sono due. Il primo è l’ 1.5, di 1500 cc; è mild-hybrid quindi si ricarica da sé ed eroga 130 CV. A renderlo più performante, ad ammorbidirne la grinta decisa che offre sensazioni come quelle assicurate negli anni ’70 dalle prime auto trasformate da berline a sportive con il motore  turbo-assistito che regalava la classica sensazione del calcio nel fondoschiena, è il cambio a doppia frizione e sette rapporti. Ed è questa è la versione che stiamo provando, la e-Hybrid. L’altra versione è plug-in hybrid, cioè necessita la ricarica della batteria ausiliaria dall’esterno, alla colonnina o alla presa di casa con l’apposito accessorio tramite il cavo in dotazione; monta un motore più piccolo, ovvero 1.3, cioè 1300 cc, che è proposto in due versioni, nelle quali varia evidentemente la taratura del sistema ibrido: sono da 192 e da 241 CV. In entrambe i casi la trasmissione è sempre automatica, ma il cambio è a 6 rapporti. Purtroppo non sono più prodotte le versioni a benzina e diesel della Jeep Renegade, delle quali avevo scelto per l’uso personale quella a nafta più performante, da 2.000 cc, capace di rivelarsi sostenibile (a 90 km/h anche 26 km/l !) ma nel contempo di saper essere morbidamente ma decisamente performante con i suoi 140 CV e una coppia di ben 350 Nm. Come la mia, anche la versione in prova è calibrata rispetto alle prestazioni che è capace di erogare e dispone di un sistema frenante efficacemente rassicurante. Infine i fari, oltre che automatici, sono full led come le luci posteriori, e consentono di bucare la notte con grande efficacia, in profondità come lateralmente. La Renegade che stiamo provando è della serie speciale Trailhawk, che contrassegna i modelli destinati ad affrontare i percorsi fuoristrada più complessi, e si distingue per una grande stella di colore nero opaco disegnata sul cofano motore. Rispetto agli altri modelli, ha le regolazioni di funzione per il motore anche per le modalità Sport e Rock per modificare le prestazioni e l’assetto a seconda delle necessità. È ‘irrobustita’ ulteriormente dalle protezioni alla trasmissione, alle sospensioni anteriori, alla scatola di trasferimento del movimento agli assi e del serbatoio, per poter praticare un fuoristrada più impegnativo al quale la Renegade è vocata. E poi… Il Poi lo esamineremo la prossima settimana. Per ora la proviamo in città a Udine e ci arriviamo per il compleanno della città, fondata nel 983 d.C., così in pieno centro incrociamo una suggestiva cerimonia rievocativa organizzata dal Fogolar Civic Furlan, sodalizio per la salvaguardia e la valorizzazione della valenza storica e culturale del capoluogo friulano. #charlieinauto3/398      #provavintage  

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